SPAGNA: UN ALTRO GRANDE SUCCESSO DELL’EURO!

Scritto il alle 14:00 da icebergfinanza

 Immagine

Visto che in circolazione abbondano gli ammiratori del grande successo spagnolo, si quelli che hanno fatto le riforme ed ora viaggiano con un Pil a mille ma il deficit alle stelle e la disoccupazione nelle stalle, diamo un’occhiata all’evoluzione di un’altro dei più grandi successi dell’euro, in attesa che si diffonda a macchia d’olio anche nel nostro Paese, in attesa di avere l’onore di assaporare anche qui questo strepitoso risultato dell’unione europea…

MADRID – E’ un bollettino di guerra. Il rapporto annuale della Caritas spagnola dà conto, forse più di qualunque statistica ufficiale, delle ferite provocate nel tessuto sociale da cinque anni di crisi economica. Non si vede nessuna inversione di tendenza. Al contrario: negli ultimi dodici mesi altre 600mila persone si sono aggiunte all’esercito di poveri, gente che ha dovuto chiedere soccorso, ricorrere alle mense dell’organizzazione per potersi garantire almeno un pasto caldo quotidiano. E già sono due milioni e mezzo di spagnoli, sul totale di 5 milioni di assistiti dalla Caritas (il resto degli aiuti viene distribuito in altri 40 paesi). (…) il ritratto di una società dove “le persone escluse sono sempre più escluse” e in cui “la povertà è sempre più intensa e più cronica”. Quando, nell’aprile scorso, Eurostat fotografò una situazione in cui il 30 per cento dei minori di diciotto anni sono a rischio povertà (quasi nove punti al di sopra della media dell’Unione Europea), il ministro delle Finanze Cristóbal Montoro replicò che i dati non corrispondevano alla realtà di “una Spagna che sta uscendo dalla crisi”.

E aveva ragione, i dati non corrispondono alla realtà, visto l’enorme ammasso uniforme di idioti che anche in Italia esaltano il nuovo miracolo economico spagnolo, altro che la Caritas, vero, sono solo innocenti effetti collaterali, vuoi mettere le riforme!

(…) La Caritas risponde: “Sembrava che dovessimo superare la crisi con un altro modello di società, e invece stiamo uscendo con lo stesso, ma con una mappa che ci dice che ci sono sempre più disuguaglianze. Ogni mistero fa le sue scelte politiche, che possono sembrare accettabili separatamente, ma che nel loro insieme provocano il collasso delle famiglie”. Tra i gruppi più esposti, le famiglie numerose, le ragazze madri, i nuclei familiari che si devono occupare dell’assistenza a un invalido. Fino al 2007, la crisi colpiva soprattutto gli immigrati, a partire dall’anno successivo la situazione è completamente cambiata e un numero sempre più alto di spagnoli di classe media sono precipitati nell’abisso della povertà. La Caritas attacca il governo spagnolo

Ma certo il nuovo miracolo spagnolo, un esempio da seguire…

Meglio la Spagna dell’Italia secondo il sindaco di Firenze. “Forse in condizioni peggiori delle nostre – sottolinea Renzi – ha avviato riforme serie e radicali. Questo è il cambiamento che serve alla sinistra”. Renzi: “Ripresa non è un autobus

Devo aggiungere altro o posso fermarmi, buona SHOCK ECONOMY… FEDE CIECA a Voi tutti e che la Consapevolezza sia con Voi e soprattutto mi raccomando, non dateci una mano a condividere la realtà, aspettiamo sereni il nostro turno!

Appuntamento a Sabato 11 ottobre non mancate ingresso libero, c’è posto per tutti, un’occasione per essere protagonisti del dibattito su quello che in realtà sta accadendo in Europa. Mi raccomando usate i tasti di condivisione su Facebook, Twitter, Google e Linkedin…invitate amici e parenti, un bagno di consapevolezza non fa mai male!

 

Immagine

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 7.5/10 (11 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +13 (from 15 votes)
SPAGNA: UN ALTRO GRANDE SUCCESSO DELL'EURO!, 7.5 out of 10 based on 11 ratings
18 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 1 ottobre 2014 at 14:30

non essere così cattivo e pessimista, in fondo per noi…. E’ DIVERSO

Scritto il 1 ottobre 2014 at 15:16

Dati di ieri di Eurostat sulla disoccupazione: Grecia 27% (giovanile 51,4%), Spagna 24,4% (giovanile 53,7%), Italia 12,3% (giovanile 44,2%). Dati in percentuale che però vanno ponderati anche per numero di abitanti.
Eppure basta un “fattoide” come l’art.18 per distrarre del tutto l’attenzione della gggggente dai veri aspetti del problema.
Ci ho fatto l’editoriale su Businesscommunity.it di oggi.
Magari a qualcuno si accende una scintilla

Editoriale – Senza imprese sterile tutelare il lavoratore
In questi giorni non si fa altro che parlare di Jobs Act e Articolo 18. Peccato che molti di quelli che quotidianamente si accapigliano o si mettono sulle barricate, abbia perso di vista il fatto che viene sempre piu’ a mancare l’oggetto del contendere. Non parliamo del lavoratore, ma del lavoro.
Si possono tutelare piu’ o meno i dipendenti, rivoluzionare i contratti, favorire le assunzioni, intervenire sulle atipicita’ o qualunque altro fattore da quel lato. Ma se non venegono ripristinate le condizioni perche’ quel lavoro venga creato, sono solo inutili tentativi per dimostrare di esistere.
Si possono tutelare piu’ o meno i dipendenti, rivoluzionare i contratti, favorire le assunzioni, intervenire sulle atipicita’ o qualunque altro fattore da quel lato. Ma se non venegono ripristinate le condizioni perche’ quel lavoro venga creato, sono solo inutili tentativi per dimostrare di esistere.
In attesa della pubblicazione del report della Banca Mondiale “Doing Business” del 2014 (in cui l’anno scorso occupavamo il 73° posto, dietro a Paesi come Macedonia, Lituania, Cile, Cipro, Peru, Rwanda, Bostwana, Tongo ecc.), il recente report del World Economic Forum sulla competitivita’ ci vede solo al 49° posto. E i problemi evidenziati per il nostro Paese sono sempre gli stessi: alta tassazione, giustizia lenta, mancate liberalizzazioni, tempi di pagamento lenti, credito scarso e troppa burocrazia.
In attesa della pubblicazione del report della Banca Mondiale “Doing Business” del 2014 (in cui l’anno scorso occupavamo il 73° posto, dietro a Paesi come Macedonia, Lituania, Cile, Cipro, Peru, Rwanda, Bostwana, Tongo ecc.), il recente report del World Economic Forum sulla competitivita’ ci vede solo al 49° posto. E i problemi evidenziati per il nostro Paese sono sempre gli stessi: alta tassazione, giustizia lenta, mancate liberalizzazioni, tempi di pagamento lenti, credito scarso e troppa burocrazia.
In pratica, al di la’ dei problemi del costo del lavoro, che innegabilmente ci sono, sono altri e piu’ strutturali i veri fattori che inibiscono il “fare impresa”. Da tempo tutti gli indicatori riflettono una situazione in cui creare lavoro e’ difficile, se non impossibile. E molte aziende chiudono anche a causa di questi fattori ben precisi. Come e’ possibile “fare impresa” se e’ proprio lo stato il principale ostacolo? Non quindi solamente la concorrenza dei mercati, ma e’ il sistema Italia che non funziona piu’. Cos’e’ l’IRAP se non una tassa iniqua e autolesionista?
Il lavoro non si crea per decreto, a meno di assumere migliaia di statali. Quello su cui si puo’ e si deve agire e’ nel creare le condizioni per cui chi voglia intraprendere possa farlo almeno in situazioni piu’ favorevoli di quelle che deve affrontare ora, che penalizzano tutto il Paese. Almeno simili a quelle che troverebbe in altro Paesi sviluppati.
Perche’ per avere dei lavoratori da tutelare, occorre che prima ci siano le aziende che offrano loro lavoro.

Claudio

kry
Scritto il 1 ottobre 2014 at 15:50

Questo EURO è proprio un sucCESSO.

dorf001
Scritto il 1 ottobre 2014 at 15:55

vogliamo parlare di spagna? vediamo cosa ne pensa zerohedge.

LA SPAGNA SARA’ IL NOSTRO GROUND ZERO ?

La crisi reale Europea sarà politica e la Spagna sarà come Ground Zero

Dalla Spagna Mariano Rajoy se ne è uscito con un’altra delle sue esternazioni che dimostrano sempre più il motivo per cui non si merita il posto che occupa.

Per chi avesse bisogno di rinfrescarsi le idee, facciamo scorrere rapidamente la bobina che ci mostra qualcuno dei punti salienti delle realizzazioni di Rajoy:

1) Ha contribuito a far gonfiare la più grande bolla immobiliare della storia spagnola, una bolla tanto grande che quella americana in confronto sembra un granello di sabbia.

2) Ha preso bustarelle e tangenti da chi stava lavorando per creare e far crescere la bolla (ma ne parleremo dopo).

3) Aveva detto che la Spagna non avrebbe mai avuto bisogno di un piano di salvataggio, poi ha chiesto un salvataggio da 100 Miliardi di Euro ed ha subito preso un aereo per andarsene a vedere una partita di calcio durante il week-end.

4) Ha raschiato il fondo nel barile della sicurezza sociale in Spagna, facendo investire il 90% dei fondi (pensionistici) in quei titoli spagnoli che ….. solo sei mesi prima, erano sull’orlo del fallimento.

5) L’hanno beccato con soldi sporchi presi da quelli delle bolle immobiliari e ha dichiarato quanto segue: “… tutto quello che è stato detto su di me e sui miei colleghi di partito è falso, fatta eccezione per alcune cose che sono state pubblicate da qualche testata giornalistica.”

Ora Rajoy sta gestendo il problema della Catalogna (una regione della Spagna) che vuole l’indipendenza. I Catalani propongono di mettere la questione ai voti, come ha fatto di recente la Scozia per decidere su un potenziale distacco dal Regno Unito.

Rajoy, che è uno che non perde mai l’occasione di mettersi in difficoltà da solo, ha definito la decisione di votare per l’indipendenza “profondamente anti-democratica”.

Ricordiamoci bene che stiamo parlando dello stesso “leader” che si diverte a proclamare che la Spagna è in ripresa … mentre il tasso di disoccupazione è arrivato al 24% e la disoccupazione giovanile supera il 50%.

Ad un certo punto, i mercati chiederanno alla Spagna di rendere conto dei suoi sogni di recupero e il mercato obbligazionario si ribellerà. Quando si arriverà a questo punto, cadrà tutto l’impianto della truffa, anche se, prima di far scoppiare tutto questo putiferio, ci sarà chi riuscirà a inventarsi una bella crisi politica su vasta scala. E guardando bene a come stanno le cose, non siamo molto lontani da questa realtà.

Siamo di nuovo nei guai quando la Spagna tira fuori il grafico sulla tendenza a lungo termine del rendimento dei titoli a 10 anni.

E questo basta per concludere l’articolo.

I migliori saluti

Phoenix Capital Research

Fonte: http://www.zerohedge.com

articolo breve. c’è un grafico. lo vedete da qui : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13984

aorlansky60
Scritto il 1 ottobre 2014 at 16:10

…intanto però tiene testa la nuova presa di posizione Francese che sembra emergere oggi sul “rigore” imposto dall’EU; io già sogno che al “NEIN NEIN NEIN” della Merkel “tu deve rispetare acordi!”, il buon Hollande risponda con un “MERDE!!!” alla moda del gen. Cambronne come risposta agli Inglesi sul finire della battaglia di Waterloo…

Se a ribellarsi alla gabbia tedesca iniziano i Francesi -uno Stato e un popolo certo non di secondo ordine per importanza internazionale- l’Italia che si trova nelle stesse condizioni o peggio ha tutto da guadagnare, nello sperare per un allentamento del cappio tedesco.

Scritto il 1 ottobre 2014 at 17:08

aorlansky60,

Si, ma Cambronne, chi aveva davanti? che fine fece?
Non dimenticare che il cappio tedesco serve soprattutto alla tonnara della finanza anglofona più che anglosassone. Chi pensi che ci fosse al Four Season a Milano l’altro giorno?

madmax
Scritto il 1 ottobre 2014 at 18:39

Crisi cui prodest?
Sempre contro corrente, ragazzi prima di sparare sempre sul mucchio ragionate! L’Italia va malissimo? Siamo in bancarotta? Io dico di no, secondo voi se lo fossimo veramente i signori dei fondi si prenderebbero la briga di comprare in Italia? La crisi presunta fa solo panico e spinge a vendere tutto al prezzo piu’ basso! Ecco a cosa servivano i rating, i report pessimi ect ect il problema e’ che noi senza ragionare gli facciamo eco…dopo che si saranno ingozzati a prezzi da saldo partira’ il messaggio: strong buy Italy!!! E tanti buoi seguiranno. :)

yabadaba
Scritto il 1 ottobre 2014 at 18:51

Ho seguito la direzione del Pd di lunedì scorso. Renzi ha detto di non volere il sistema spagnolo, ha detto che cercare di uscire dalla crisi abbassando i salari è sbagliato, noi siamo contro il sistema spagnolo.

Renzi ha capito che l’unica cosa che può fare in questo momento è fare squadra (e ci sta riuscendo, abbiamo più del 40%), in attesa che Deutsche Bank, Allianz o qualche altra mina vagante facciano cadere il pallone gonfiato tedesco.

glare
Scritto il 1 ottobre 2014 at 19:37

madmax,

L’italia va malissimo.. i dati della disoccupazione sono truccati..il Pil è truccato, la borsa è truccata.. stanno scaricando mmm in Unicredit..si spera per ripulirla..non lo so..forse servirà una Bad bank.
Questa è la disoccupazione in Italia 7,8 mln di persone in cerca di Lavoro con canali ufficiali e non a conti fatti siamo al 24,6 % o giù di lì..quelli che non producono reddito in età da lavoro sono circa il 54% della intera forza lavoro disponibile.
Il Pil reale italiano è di 1460 Mld di euro..trovi le mie spiegazioni in un vecchio post..che ora non ricordo, poi la crescita Italiana negli ultimi 14 anni è stata ZERO.. abbiamo lo stesso pil del 2000 e nel frattempo si è distrutto il settore manifatturiero ( dalla 3 alla 5 mondiale) e le aziende sono diminuite del 25%, ti verrebbe da dirmi che almeno abbiamo aumentato il patrimonio nazionale, grazie al super Euro..invece no, quasi tutti gli immobili hanno lo stesso valore di 10 anni fa e la crisi del civile ha distrutto il 70% delle aziende del settore senza considerare che il minimo è previsto per il 2018.
Se l’Italia non è fallita tutto è merito del basso livello di indebitamento delle famiglie italiche e del patrimonio da risparmio, ma ciò non toglie che è tecnicamente Fallita e tenuta in vita da Ltrlo e da acquisti diretti sui nostri titoli in stile Bce-Draghi, l’italia è inoltre commissariata direttamente dal Cottarelli.
Vuoi essere ottimista..punta tutto sulla svalutazione euro dollaro e da un secolo che lo diciamo..se invece hai bassa propensione al rischio,,ti ricordo che l’oro è solo un bene rifugio e che esistono anche i treasuries

glare
Scritto il 1 ottobre 2014 at 19:54

yabadaba@finanza,

Dbk e Allianz sebbene gonfiate all’inverosimile e con in pancia insieme derivati pari a quasi 30 volte il Pil tedesco..non esploderanno..troppo grandi per fallire e per parlarne..ricordati che il gioco è truccato, come mi piace sempre dire..i soldi sono come l’amore non esistono e spesso si comprano entrambi.

Renzi deve rimboccarsi le maniche e cercare altri 100 Mld in 8-10 mesi in qualche modo..ma a ridimensionare la Merkel e la Germania sarà la crisi della piccola e media impresa teutonica.. a causa della svalutazione dell’euro e tutto perchè i nostri prodotti in quella fascia sono superiori in costi e qualità ai loro.. (stime dicono che la loro soglia di resistenza sia oggi intorno al 1,08 euro/dollaro)
Ricorda anche che da loro esistono i minijob e che ad usarli sono proprio le piccole imprese..quando una nazione punta tutto sull’export al primo cambio di vento va in crisi..ben lo hanno capito i Cinesi nel 2013 e da allora sono corsi ai ripari..ma come puoi vedere i disordini in Cina sono all’ordine del giorno.

Buona serata a tutti

stanziale
Scritto il 1 ottobre 2014 at 20:47

businesscommunity@finanza,

Hai perfettamente ragione, non contiamo sui francesi, si preparano a sfruttare la situazione. Bolle in pentola l’entrata in borsa delle municipalizzate gonfie di bollette delle utenze da pagare, un boccone succulento ,e le banche pop. devono diventare spa, Visco docet, se no’ come fanno ad andare in mano agli stranieri? Gli scolaretti diligenti saranno nuovamente depredati, quindi i francesi si procurano i soldi (andando in c.. alle direttive Merkel) per partecipare al banchetto.

stanziale
Scritto il 1 ottobre 2014 at 20:56

yabadaba@finanza,

Non facciamo l’errore di pensare come normali persone oneste! Mettiti nei loro furfanteschi panni: la carta straccia della deutsche bank e allianz, il loro 1/3 di comuni falliti e i debiti occultati della loro cassa depositi e prestiti , e’ il miglior modo per farsi rispettare ed incutere timore.

laforzamotrice
Scritto il 1 ottobre 2014 at 20:57

glare@finanza,

Io ricordo solo una cosa, NOI italiani i soldi li abbiamo fatti con il mercato interno. Questa mania di contare cosi tanto sull’export è una fissa, è un OTTIMO volano, ma poi la macchiana deve partire. Il problema del paese è che sono sempre meno che lavorano davvero, e non solo, ma mentre chi produce davvero vede calare i suoi guadagni, i professionisti, i burocrati, Gli esperti, i professori, i manager di alto livello, (i servizi spesso imposti) hanno mantenuto quando non aumentato il loro livello di guadagni.

madmax
Scritto il 1 ottobre 2014 at 21:43

glare@finanza,

Grazie,
Non vorrei sembrare quello che nega la situazione, ma spesso le cose si possono vedere sotto angoli diversi, vuoi un esempio? Dove vado in vacanza, localita’ sconosciuta, l’appartamento che affitto appartiene e ci vivono 2 ragazzi una coppia, di fatto disoccupati, ma che si affittano dove vivono per 3 mesi, se ne vanno in tenda o da amici e con quanto prendono mi dicono camparci bene per 3/4 dell anno poi qualche lavoretto in nero arrotonda il tutto! Morale, per i nostri standard sono disoccupati, ma forse non stanno troppo male e sopratutto i salari regolari sono troppo bassi per convincerli a spostarsi affittare una seconda casa presentarsi al lavoro dalle 8 alle 17 ! Forse alla fine hanno ragione loro rispetto a tanti altri che corrono sulla ruota dei criceti!

madmax
Scritto il 1 ottobre 2014 at 21:57

@teoria da premio Nobel :)
Eccola qua: una volta esisteva l’industria, si produceva qualcosa che dava lavoro a tanta gente che poi si vendeva.
Poi hanno cominciato a dire che erano i servizi ad essere importanti, altro non era che un modo per mangiare in testa a chi lavorava senza fare nulla, tali servizi si sono espansi a dismisura, ovviamente inclusi nel prezzo di quanto produceva la vecchia industria poi arriva la finanza che usa industria e servizi solo per giustificare lo spostamento di denaro…cresce tando che il denaro fa altro denaro senza industria e servizi sottostanti! Ovvero con un sistema come questo l’industria non serve a nulla ecco perche la disoccupazione e’ alta!

glare
Scritto il 1 ottobre 2014 at 23:15

laforzamotrice@finanza,

..è meglio dire ricchezza..quella cosa che l’economia confonde volutamente..i soldi sono solo pezzi di carta che permettono di scambiare beni reali e ore di lavoro..in realtà il denaro come io lo sto descrivendo non esiste nemmeno più..
ma il segreto della ricchezza di un popolo è proprio il mercato interno..
e hai ragione e ricordi bene i grandi capitani dell’industria sono nati proprio durante la ricostruzione quando tutti avevano bisogno di qualunque cosa dal forno alla lavatrice alla macchina al frigorifero..etc..la nascita di realtà in grado di soddisfare il mercato interno ha reso grande il paese..
il surplus di quei prodotti poi ha reso il made in italy..famoso nel mondo..per la semplicità, per la accuretezza dei particolari, per la resistenza e per mille altre cose che al tempo le aziende Francesi, Inglesi e Tedesche riuscivano a mettere in molti prodotti.
Abbandonato il mercato interno per abbattere i costi poco alla volta e morti i grandi imprenditori, la fiamma che splendeva in questo paese si è affievolita..certo oggi rimangono alcuni fiori all’occhiello soprattutto nell’alta meccanica , aerospazio e militare..ma nulla in confronto al tempo che fu.

aorlansky60
Scritto il 2 ottobre 2014 at 10:17

businesscommunity@finanza: aorlansky60, Si, ma Cambronne, chi aveva davanti? che fine fece?Non dimenticare che il cappio tedesco serve soprattutto alla tonnara della finanza anglofona più che anglosassone. Chi pensi che ci fosse al Four Season a Milano l’altro giorno?

Il mio pensiero verteva solo sulla risposta (passata alla storia, tanto fu decisa e impertinente), non sulla fine che fece il personaggio (lui insieme a tutto il quadrato della Vecchia Guardia nell’occasione…) perchè credo che la Francia attuale abbia da dire la sua -molto più di altri paesi come per es Spagna o Italia, pur due economie tra le più forti a livello europeo- verso le regole imposte dalla Germania (e dai paesi del nord) a tutta la zona UE : si tratta di uno Stato con 60milioni di abitanti, con un PIL da 2000 mld di € (da dati ufficiali finali 2013).

Se la frattura parte da un paese di quel peso, lo sconquasso che potrebbe conseguirne in sede UE va ben oltre di quello insignificante conseguente a quelli di Italia o di Spagna nel caso alzassero la voce (e che a fare la voce grossa nei confronti della Merkel si guardano bene…); non solo, ma allora significa che l’idea di EU, come ce la vogliono raccontare e vendere i tedeschi, non ha più molto futuro (almeno finchè vigono le regole del gioco attuali imposte dai tedeschi e dai falchi in genere.)

ps : grazie per il link, direi molto “illuminante” e significativo.

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
Articolo dal Network
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Il braccio di ferro sui dazi doganali tra CINA e USA continua ininterrottamente. Per molti (sott
Tenta di reagire il Ftse Mib dopo il nuovo rosso di ieri che ha richiamato nuovi spettri ribassisti.
Iniziamo da qui dal libricino del senno di poi, le minute del FOMC,  si il libricino che la Fed
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Tassi di interesse. Nell’analisi intermarket una corretta interpretazione dei tassi di interes
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Ftse Mib: l'indice italiano apre positivo anche oggi dopo l'allungo di ieri. La situazione rimane c
Nonostante i miei principali temi, quando parlo di criptovalute, siano quelli tecnologici, colgo
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec