ABS: STATO DI MASSIMA ALLERTA!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

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Lasciamo per un momento da parte le illusioni della crescita economica americana e torniamo in Europa alla recente manovra di Draghi che oltre ad avere ridotto a ZERO i tassi ha annunciato acquisti di ABS, titoli con sottostante mutui e prestiti bancari a famiglie e imprese per cercare di far liberare capitale di rischio alle banche.

Quello che in molti commentatori non ha considerato, tra cui i tanti pappagalli italiani, è la reale situazione del mercato ABS in Europa.

Sentiamo cosa ci racconta Bloomberg in… Bond Drought Challenges Draghi’s Asset-Backed Stimulus

Prima di costruire castelli in aria forse è meglio ascoltare chi di ABS se ne intende gestendo oltre 240 miliardi di euro…

… Meijer says it takes him about three months to buy 1 billion euros of securities. “The number that’s circulating the market is 500 billion euros, but where is he going to get it from?” said Meijer, who is based in The Hague. “Existing bonds are unavailable so he might have to ask banks to create new ones.”

I piani del presidente della Banca centrale europea sono stati accolti con scetticismo da parte degli investitori che hanno visto contrarsi un mercato di 1200 miliardi di euro più del 40 per cento dal 2010 in seguito al giro di vite dei regolatori. I titoli sono in genere acquistati da fondi pensione, assicurazioni e banche che li detengono fino alla scadenza.

“La notizia è chiaramente positiva, ma la BCE dovrà fare attenzione a non alienare la base degli investitori esistenti nel mercato ABS,” ha dichiarato Patrick Janssen, un gestore di fondi della M & G Investments, che sovrintende 21000000000 € di ABS, ovvero fare attenzione a non distruggere la liquidità del mercato, cannibalizzandolo. Ve la immaginate BlackRock che suggerisce quali ABS comprare, roba da far accapponare la pelle per conflitti di interesse nonostante milioni di clausole di salvaguardia immaginarie.

Vendite di ABS europei sono scese a circa 74 miliardi di euro lo scorso anno dai 325 miliardi di euro del 2007, con un calo di quasi l’80 %  secondo JPMorgan  Si stima che all’inizio di quest’anno c’erano solo solo circa 13 miliardi di euro di titoli in circolazione garantiti da prestiti alle PMI, la parte del mercato che la BCE vuol cercare di  far rivivere.

Un’altra possibilità potrebbe essere quella che la BCE con i rendimenti dei titoli di Stato ai minimi storici, cerchi di convogliare gli acquisti sulle obbligazioni corporate, visto che il taglio dei tassi e l’annuncio del programma di acquisto di bond ha innescato un rally globale dei mercati del credito. Il costo per assicurare il debito societario europeo è sceso al livello più basso in quasi sette anni.

La BCE ha bisogno di acquistare quote junior dei titoli per avere l’effetto desiderato, ha detto Robert Wakiyama, che gestisce il 1,4 miliardi dollari Credit Suisse Lux globale Securitized Bond Fund (CSSIFAB) da Zurigo. Ecco perché banche e compagnie di assicurazione che acquistano le obbligazioni devono detenere più capitale per assicurarsi contro le perdite sulle quote junior dei titoli.

“L’acquisto di obbligazioni ABS di alto livello non è la soluzione a nostro avviso in quanto non toglie il rischio dal bilancio delle banche”, ha detto Wakiyama, quindi difficile assistere ad un alleggerimento dei requisiti patrimoniali per le banche o che le banche diano più credito all’economia reale “.

Quello che è certo è che se la BCE considererà solo l’acquisto dei titoli con maggiore affidabilità, facendosi aiutare tanto per cambiare da BlackRock, ben poco sarà il capitale disponibile.

Tra l’altro, come ha riconosciuto lo stesso Draghi nei giorni scorsi, non sono stati ancora sciolti tutti i nodi sulla regolamentazione delle cartolarizzazioni che il paper Bce-Bank of England metteva in risalto e che costituiscono un forte ostacolo per le banche. Un altro disincentivo paradossalmente viene proprio dalle azioni della Bce: con la fornitura di liquidità a bassissimo costo (prima le Ltro, poi le Tltro) le banche sono meno motivate a “impacchettare” i propri attivi in una cartolarizzazione e a cederli alla Bce, ma conviene loro utilizzarli come collaterale per ottenere i fondi della banca centrale. Abs, un mercato (potenziale) da 1.400 miliardi

Quindi molto più ampia di quanto si pensasse alla vigilia. Anche perché la Bce ha deciso di includere, e questa è un’altra importante novità annunciata da Draghi, anche gli Rmbs, i titoli basati sui mutui immobiliari, non solo gli Abs basati su prestiti a imprese e famiglie.
Il parco di titoli già esistenti si amplia quindi a circa 1.400 miliardi di euro (di cui gli Rmbs sono quasi il 70%), anche se la Bce vuole limitarsi a titoli che siano «semplici e trasparenti» per scacciare le cattive memorie dei tempi dei subprime (le cartolarizzazioni cattive, come le ha definite il presidente della Bce), e soprattutto si prenderà solo la tranche meno rischiosa (senior) o quella mezzanina, solo se garantita (presumibilmente dalla Bei, o dal Fondo europeo di investimenti, o da enti come la Kfw tedesca o la Cassa depositi italiana). Se le banche si libereranno in questo modo di parte del loro portafoglio prestiti, avranno più capitale per fare nuovi impieghi, magari con i finanziamenti ottenuti attraverso le Tltro, creando quindi un circolo virtuoso. La presenza della Bce come compratore, insomma, dovrebbe stimolare un’offerta che per ora non c’è. Le emissioni sono crollate dopo la crisi finanziaria globale, della quale le cartolarizzazioni sono state accusate di essere corresponsabili.
L’annuncio di Draghi, più importante, secondo molti osservatori, del taglio dei tassi d’interesse di 10 punti base, ha anche aperto un’altra discussione: è il preludio a un programma più ampio di acquisti di titoli da parte della Bce, che comprenda quelli pubblici, dando così vita a un vero e proprio quantitative easing, o un modo per cercare di evitare, o quanto meno rinviare, il Qe, che è destinato a provocare una spaccatura profonda dentro e fuori il consiglio della Bce?

Per Rogoff,, la prima cosa che l’Europa e quindi la BCE avrebbero dovuto fare per ripartire era quella di ripulire completamente il sistema bancario…

” Credo che ci saranno sorprese in molti istituti europei, (…soprattutto tedeschi aggiungo io) soprattutto in Italia, a causa dell’enorme quantità dei cosidetti “non performing loan” i prestiti incagliati, Ma questo è positivo, e nel tempo aiuterà il sistema, La prima cosa che avrebbe dovuto fare l’Europa per ripartire, e invece non ha fatto, era ripulire il sistema bancario, come è successo in America e nel Regno Unito. Se non avremo notizie di aumenti di capitale, dovremo preoccuparci.” (Sole24Ore)

Se non avremo notizie di aumenti di capitale, dovremo preoccuparci.” Se non avremo notizie di aumenti di capitale, dovremo preoccuparci.” Se non avremo notizie di aumenti di capitale, dovremo preoccuparci.”

Quelli che di storia capiscono poco o nulla hanno sussurrato di essere tranquilli sui test della BCE e sulla Asset Quality Review l’esame sulla qualità degli attivi nei bilanci delle banche che verranno comunicati a metà ottobre  …

«Non è mai stato più facile indebitarsi come oggi», dice l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, da Cernobbio a margine del Forum Ambrosetti. «Ora vedremo se il famoso cavallo beve». Circa i finanziamenti a basso costo concessi dalla Bce, i cosiddetti Tltro, Ghizzoni ha spiegato che per l’Italia Unicredit ha possibilitâ di ottenere 7 miliardi circa, e 14 miliardi complessivamente. Di questi «circa il 70 per cento è già stato collocato in una fase di premarketing», cioè sono stati presi contatti con clienti che si sono detti pronti a sottoscrivere i prestiti o sono interessati ad approfondire le potenzialità offerte dallo strumento. Grazie alla mossa della Bce si potrà prendere denaro a prestito a tassi agevolati (0,15 per cento alle banche, più uno spread, stimato in circa 200 punti base). (Corriere della Sera)

Sorry mi spiace ma è qui che cascano gli asini che volano, se volete anche solo una speranza minima per fare funzionare il QE lo spread deve sparire, i soldi si prestano allo stesso livello al quale si prendono in prestito dalla BCE, chiaro signori banchierim Voi siete tra i principali responsabili di questa crisi?

Meditate gente, meditate e soprattutto attenzione nelle prossime settimane, ci sono alcuni segnali che suggeriscono che la quiete sta per finire soprattutto in America.

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21 commenti Commenta
icebergfinanza
Scritto il 8 settembre 2014 at 13:05

Gli analisti di Mediobanca Securities stimano che delle banche europee che seguono, in 24 dovrebbero superare il ‘comprensive assessment’ della Bce (l’esame della qualita’ degli attivi combinato alla prova di stress test, ndr), mentre 10 non ce la farebbero, tra cui Mps, e anche altre tre potrebbero fallire. http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/finanza/dettaglio/nRC_08092014_1116_174810552.html

reragno
Scritto il 8 settembre 2014 at 13:21

Ovviamente l’Europa si preoccupa solo dell’Italia.
Peccato che i veri problemi siano in casa d’altri, ma già sappiamo che la nostra stampa asservita al potere non darà alcun rilievo alla notizia.

giobbe8871
Scritto il 8 settembre 2014 at 15:17

Se non avremo notizie di aumenti di capitale, dovremo preoccuparci.” Se non avremo notizie di aumenti di capitale, dovremo preoccuparci.” Se non avremo notizie di aumenti di capitale, dovremo preoccuparci.”

è x questo motivo che la BCE di Draghi sarà pronta ad Ottobre a comprare ABS da banche in difficoltà .

giobbe8871
Scritto il 8 settembre 2014 at 15:22

i banchieri non solo NON PRESTANO A TASSI BCE, ma chiedono soventemente ai propri clienti di rientrare . Molti bancari ( d’accordo coi loro Capi banchieri) fanno i smemorati quando un artigiano chiede CESSIONE DEL CREDITO PRO SOLUTO…anzichè pro Solvendo….

si trovono spesso in difficoltà x concedere prestiti a piccole aziende

giobbe8871
Scritto il 8 settembre 2014 at 15:28

SONO INCURIOSITO A VEDERE QUANTO “CONCEDERANNO” I CRUCCHI A DRAGHI DI COMPRARE ABS-SPAZZATURA-CREDITI IN SOFFERENZA

stanziale
Scritto il 8 settembre 2014 at 16:31

icebergfinanza,

ma cosa potrebbe succedere? per il principio che cane non mangia cane, penso che diranno ad un po’ di banche che devono ricapitalizzare in un lasso di tempo certamente congruo(lungo), e comunque si attivera’ qualche sistema tra di loro, come nel caso del banco portoghese….insomma non saranno certo gli stress test a far saltare il sistema…..in ogni caso c’e’ sempre la mamma( fed ) che puo’ fornire alla bisogna altra carta straccia cotonata….intanto a settembre nelle buste paga c’e’ un nuovo balzello, con gli arretrati da gennaio, per la cig scaduta, un fondo di solidarieta’, a carico per 2/3 delle aziende ed il restante del lavoratore…danno la colpa alla riforma Fornero…

stanziale
Scritto il 8 settembre 2014 at 16:43

No scusate , fatemi capire…leggo ora questo articolo http://www.milanofinanza.it/news/mediobanca-solo-rbs-sara-un-chiaro-fallimento-di-aqr-e-stress-test-201409081319056326

si dice che le banche italiane sono quelle messe meglio, le tedesche non passerebbero gli esami per il 50%….e sarebbe pronta una bad bank europea?? Quindi le banche italiane gli hanno gia’ imposto (gli idioti del nostro governo ed i venduti della banca d’italia, e padoan si vantava pure) di ricapitalizzare. tutte le nostre maggiori banche hanno fatto aumenti di capitale ed ora non sono piu’ italiane ( anche san paolo e’ a maggioranza straniera), le banche tedesche NON hanno ricapitalizzato e sono ancora tutte tedesche, ed ora interviene la bce ed i soliti fondi salva banche tedesche da noi finanziati al 18%?? Ancora una volta i fondi europei vengono usati SOLO per salvare i tedeschi? Ho capito bene o sono nel giusto?

veleno50
Scritto il 8 settembre 2014 at 19:07

stanziale@finanza,

Se la maggioranza delle banche è in mano straniera di cosa ti preoccupi se la ricapitalizzazione la pagano gli stranieri

veleno50
Scritto il 8 settembre 2014 at 19:12

veleno50@finanza,

Non è vero che le banche tedesche sono solo in mano ai tedeschi il secondo gruppo bancario è in mano a Unicredit

stanziale
Scritto il 8 settembre 2014 at 20:23

veleno50@finanza,

Veleno, credo che non hai capito una ceppa. Dall’articolo citato ed anche dalle parole della sibilla cumana Padoan(non credo che Mps avra’ bisogno…) si desume che le banche italiane che hanno per lo piu’ gia’ ricapitalizzato e sono in conseguenza di cio’ in mani straniere (COLONIZZAZIONE), non hanno bisogno di aumenti capitale. OVVIO. Tanto SONO GIA’ in mani di chi volevano loro…..ed hanno ricapitalizzato dietro le indicazioni dei ligi funzionari bankit TUTTI di scuola fmi(da trentanni…)… Le banche tedesche non hanno ricapitalizzato, ne hanno bisogno ed i soldi gentilmente li forniranno i contribuenti italiani (anche questo fa parte della COLONIZZAZIONE) e resteranno tedesche. Ecco la differenza tra la germania e l’italia golpizzata e svenduta. E anche Unicredit non e’ piu’ italiana.

stanziale
Scritto il 8 settembre 2014 at 20:30

stanziale@finanza,

Tutta idea mia, per ora non letta da nessuna parte eh…(di solito ci indovino, pero’…)

dorf001
Scritto il 9 settembre 2014 at 01:04

stanziale@finanza,

dai amico ora provo a tirarti su il morale.

vediamo se ti piace questa vignetta https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152491959299355&set=p.10152491959299355&type=1&theater

veleno50
Scritto il 9 settembre 2014 at 08:14

L’orfanello provoca ,meglio non cedere in tentazioni ,solo un piccolo suggerimento pasta di fissan per il bruciorino.

ihavenodream
Scritto il 9 settembre 2014 at 10:53

stanziale@finanza,

La situazione è più o meno così: gli stress test si fanno su dati di bilancio, e in Italia i bilanci sono affidabili quanto un maniaco sessuale in un ostello di verginelle, non so se vi ricordate che qualcuno ha pure depenalizzato il falso in bilancio in questo paesello da mo! Quindi dall’analisi dei dati di bilancio che hanno affidabilita’ diverse da paese a paese, vien fuori, perché basta leggere i bilanci, che nessuna banca europea supererebbe gli stress test, né Italiana, né tedesca, né francese e se la vogliamo raccontare bene anche le banche svizzere e inglesi non li supererebbero…la distanza dai criteri minimi è inferiore per le banche Italiane mediamente, che per quelle tedesche o francesi…per riassumere: se il minimo è 8 le banche Italiane prendono 4, quelle francesi e tedesche – 4…la realtà è che gli stress test in un continente in cui le regole, i controlli e le sanzioni sui bilanci variano da un paese all’altro non hanno molto senso, sono solo una mossa politica e con questa chiave occorre leggerli…

kry
Scritto il 9 settembre 2014 at 10:55

… e liberaci da ogni male. Meglio con lasonil. Ciao Veleno.

stanziale
Scritto il 9 settembre 2014 at 11:17

ihavenodream@finanza,

appunto, e la mossa politica sara’ di far pagare agli italiani (18%) la ricapitalizzazione degli altri….le nostre dopo le ricapitalizzazioni sono gia’ in mani loro, quindi non ha senso per il fmi, bce, ue, costringerli ad aucap….anzi, piu’ deboli rimangono e non possono aiutare le pmi, meglio e’….per loro (i tedeschi). Non so’ se l’hai capito, ihavenodream. quando le nostre banche dovevano ricapitalizzare, i nostri media (sussidiati e venduti al nwo) strillavano come oche che dovevano farlo sul mercato e rimborsare i monti bond(e cosi’ ora sono in mani straniere, l’ultima era mps, unicrediti e san paolo lo erano gia’)……mai hanno rimarcato che versavamo miliardi ogni mese al fondo salva banche tedesche…..

ihavenodream
Scritto il 9 settembre 2014 at 11:28

stanziale@finanza,

Esiste una norma del codice civile Italiano che obbliga gli amministratori di ogni società avente un capitale sociale, di “adeguarlo” al ribasso, qualora il patrimonio netto, cioe’ il capitale reale delle società diminuisca troppo…quindi gli amministratori se non vogliono fare questa roba qui, che per una società quotata sarebbe un disastro, sono costretti a ricapitalizzare, cioe’ ad innalzare il capitale netto fino a parificarlo almeno al capitale sociale sottoscritto…quindi non è il Fmi o il bildeberg o chissà quale altro spettro a far fare le ricapitalizzazioni alle banche italiane…va da se che se devi ricapitalizzare e i soldi non li hai, devi incoraggiare nuovi soci ad entrare…Italiani o Stranieri che siano. Comunque i fondi esteri che controllano a livello di pacchetto azionario alcune banche Italiane, non tutte, non controllano di fatto proprio nulla, visto che gli amministratori sono sempre i soliti noti amici dei soliti noti, politicanti di fondazioni, enti e partiti vari…hanno per ora solo interesse a fare un investimento, comprando a un prezzo da asta fallimentare alcune società e poi uscire tra qualche anno con una plusvalenza, sono cioè, per ora, investitori passivi…quando city o bac o jpm si compreranno invece tutta mps, non il pacchetto di maggioranza, o Unicredit o Sanpaolo, magari attraverso fusioni tipo fiat-chrysler, evento che a mio parere accadrà nei prossimi anni, non solo in Italia, allora la situazione sarà senz’altro diversa, e continuerò a divertirmi leggendo i commenti del cercatore di nemici esterni di turno…

ihavenodream
Scritto il 9 settembre 2014 at 11:45

stanziale@finanza,

Probabilmente ti riferisci al fondo salva stati, a cui l’Italia partecipa come tutti gli altri paesi in relazione alla dimensione di ciascuno…ma non capisco dove vuoi tu e in realtà anche il propietario del blog andare a parare con tutti questi discorsi…che le regole europee sono sbagliate? È questo il vostro contributo? Ok lo sanno tutti che sono sbagliate…che avvantaggiano la Germania? Grazie per la preziosa segnalazione…il contributo che bisognerebbe dare invece a parer mio dovrebbe essere quello di cercare delle soluzioni possibili e incidentalmente, guardare al passato e spiegare perché le regole sono state scritte in quel modo, e la motivazione non è certo la solita menata bambinesca del bildeberg, degli amministratori corrotti e dei politici venduti…bisogna conoscere bene i propri nemici, quelli astratti e quelli concreti, non inventarsi nemici immaginari…perché come qualcuno diceva: chi non conosce i propri nemici non conosce nemmeno se stesso e soccombera’…

ihavenodream
Scritto il 9 settembre 2014 at 12:08

Draghi non è un’idiota come molti lo dipingono…è uno che cerca, con i pochi strumenti che ha, nel caos istituzionale più assoluto che vige in Europa, di buttare acqua fuori dalla barca, disperatamente…ora ha fatto i tltro, che sono circa 1000 miliardi, ma sa benissimo che nessuno li utilizzera’ , anche se tutti prenderanno soldi gratis e li restituiranno tra due anni facendo un facile utile sui titoli di stato. Quindi si è inventato il qe sugli abs, che dovrebbe essere un vero qe stavolta vorrei sottolineare, cioè denaro creato che entra nel circuito per non uscirne più…nella sua (di Draghi) visione quindi le banche dovrebbero prendere a prestito denaro dalla Bce, fare prestiti, impacchettarli e poi rivenderli alla Bce stessa, riducendo il credit crunch nel mercato e facendo fare altri utili facili alle banche…per me non funzionera’, primo perché il credit crunch per definizione è determinato dalla mancanza di liquidità, quindi siamo all’opposto del credit crunch, come sottolineato dai tassi sempre più ai minimi, la soluzione al credit crunch è in effetti fornire liquidita’, ma la soluzione alla trappola di liquidita’ è comprare e spendere…comprare qualcosa che c’è già sul mercato però, come gli attivi tossici delle banche, così è solo l’ennesima offerta di prestito, solo con un intermediario (le banche) che lucrano sui differenziali…tra l’altro se vuoi spingere in questa direzione, devi in qualche modo assicurare le banche che l’abs che sta preparando, poi potrà realmente venderlo alla Bce, se no l’operazione non è a rischio zero per la banca e quindi non la farà…vedremo cos’ altro si inventerà il nostro volenteroso…che cmq ci ha già salvato il fondoschiena una volta, è sempre giusto ricordarlo…

phitio
Scritto il 9 settembre 2014 at 14:59

“Meditate gente, meditate e soprattutto attenzione nelle prossime settimane, ci sono alcuni segnali che suggeriscono che la quiete sta per finire soprattutto in America.”

Caro Andrea,
vorrei avere un parere da te delle conseguenze di una implosione del settore del fracking (oil and gas). Pare che ci siano svariate decine di miliardi di dollari di prestiti in ballo che diventeranno ben presto inesigibili (visto che le firme del settore sono da sempre in rosso e lo saranno fino alla fine).

http://ugobardi.blogspot.it/2014/09/lo-scoppio-imminente-dello-schema-ponzi.html

aleaiactaest
Scritto il 11 settembre 2014 at 00:43

che dire ragazzi… Sbagliano deliberatamente ancora la strada per risolvere il problema. Vi è un esempio recente, la crisi scandinava che mostra come risolvere una crisi bancaria che ha attanaglio’ alcune fra le economia più floride, e cosa fanno… l’esatto opposto. Si, ha ragione pienamente Rogoff, ma risolvere il grande malato ha un costo: scaricare gli amici ed in un mondo interconnesso questo è impossibile. Ben sappiamo gli intrecci fra le banche tedesche e la politica-imprenditoria e non a caso i crack bancari europei magiori hanno avuto origine proprio in Germania.. west lb – FALLITA, commerzbank – NAZIONALIZZATA, DB…. e via dicendo, fino ad Hypo adria Bank. Purtroppo qui in Italia ancora questo non si sa e si vede il vicino sempre come un soggetto più efficiente, migliore di noi. Infatti l’arte, la pittura, la poesia, la narrativa sono nate oltre Alpe, nella gelida Foresta Nera…. Qui si continua a fare la lotta, a screditare chi c’è ora, nel non guardare la nostra storia lungo gli ultimi 4/5 decenni… Gia’ a fine anni Sessanta, l’Italia era malata, poi grazie alla sua posizione strategica, vicino alla Russia, è stata “protetta”, non gratis, (c’è chi è morto, come Moro) e sovvenzionata dagli USA e poi lasciata andare.. coi problemi non sanati… e quindi tutto come copione.
Avete mai sentito parlare negli ultimi 15 anni di politica industriale? Di programmazione industriale? Questo spiega la nostra colpa, una classe politica incapace, inadatta e per di più corrotta. Bene, è ora di lanciare il dado!!!

Ora, ritorno sulla retta via. Cosa può fare Mario a Francoforte, con il fronte teutonico massicciamente arroccato sui suoi no…? Sembra un pellegrino in Cina… Cerca di rianimare il malato in tutti i modi, svincolando fra le norme bizantine del regolamento della bce, fra i niet, fra le trappole… Con Mario c’è stato un cambiamento in tutto e per tutto… Certo queste sue mosse, avranno pochi frutti, anzi possono alimentare ulteriormente la bolla immobiliare nordica e marginalmente migliorare la situazione italiana, e più quella spagnola, ma poi niente altro. Almeno qualcsa si muove o si muoverà… Nel mio piccolo vedo un po più di movimento, certo niente in confronto a quello del 2006-2010, ma qualitativamente è molto meglio e la qualità paga. Già a cavallo del 2008-2009 se non erro, la bce aveva acquistato qualche covered bond, ma poi niente altro. Ora il mercato ha problemi maggiori, è meno liquido, ma certamente le banche possono ancora emettere qualcosa anche di livello più basso. La bce li comprerà, a sconto, e se dovesse saltare…? La banca centrale non può mai fallire e quindi…. Si, questo è moral hazard all’ennesima potenza, ma è così, ne’ io ne’ voi possiamo fare qualcosa, siamo dentro a questa orgia in cui la bolla deve gonfiarsi sempre più per evitare che si frantumi e collassi la nostra ricchezza… Se non lo faccio io, lo fa qualcun’altro. Quindi lo faccio io. Questo è il ragionamento che si fa oggi…. Tanto del domani non v’è certezza… LA bce ha fatto tutto quello che poteva fare. Il qe per comprare i titoli di stato…? ma, francamente, c’è bisogno? Con uno spread a sti livelli, con u rendimento cosi compresso, direi che la missione è stata compiuta… Si, ora regala soldi alle banche, si per sanarei bilanci, la aqr, sarà ben programmata per essere un successo (limitati saranno i casi in cui sarà necessario un aumento di capitale, al massimo saranno programmati). La bce di più, sottolineo ancora, non può fare. Se la banca prende i soldi allo 0,15% e li presta al 2,15% io non vedo nulla di male…. La banca deve pagare i suoi costi (amministrativi vari) ed i suoi failure, coiè le perdite che ha.. Non dimentichiamo che spesso i bancari chiudono un cchio e le orecchie…. e poi, certo, devono farsi valere e chiedere garanzie, tassi maggiori e via discorrendo. E’ normale. Cio’ che non è normale invece sono i casi in cui l’imprenditore pulisce e poi consegna al liquidiatore o al curatore una scatola fatta sola di debiti e lui se ne sta bello in piazza o nei caraibi… Questo, unitamente all’amico del direttore generale, è la colpa del nostro sistema… Pertanto direi di potenziare il penale per questi reati. Chi sbaglia, paga. Semplice.
E Mario non può fare nulla… E quindi chi? Noi, basta con la vecchia politica, con questa politica, noi che ci sporchiamo le mani da mattino a sera, noi che ci scontriamo con la gente dalle 8.20 in poi, sabato incluso, noi. E tu andrea dovresti fare un bel passo!!!!
Alea iacta est!!!

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