FANTASTICO: IL DEBITO COSTA MENO!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

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Dopo una settimana trascorsa a leggere sulle pagine della stampa italiana la leggendaria cavalcata dei nostri titoli di Stato italiani, si quelli di un Paese che doveva fallire ieri, trascorsa a leggere di rendimenti che nasconderebbe all’improvviso un’assenza di rischio nel nostro Paese rispetto a USA e UK visti i maggiori rendimenti di questi ultimi due Paesi, ora arriva pure il Corsera a dichiarare che …IL DEBITO COSTA MENO!

Lo so che Voi lo sapete, ma su questo veliero sono in tanti quelli che salgono solo ora ed è necessario chiarire sempre e comunque!

In sintesi in un ambiente DEFLATTIVO come quello attuale il debito NON costa meno perchè la tanto vituperata sostenibilità è il risultato della differenza tra tasso di interesse reale pagato sul debito pubblico (… e non dimentichiamoci che la media di tutto il debito e non le ultime emissioni è attualmente vicina a 3,7% ) e la crescita reale del Paese.

Con un’inflazione ZERO o tendenzialmente negativa quindi DEFLAZIONE, il costo REALE del nostro debito in presenza di crescita ZERO o negativa RECESSIONE viene solo intaccato dall’avanzo primario, che nel 2013 era del 2,2 % rispetto a previsioni del 2,4 %.

Capito per quale motivo il debito non potrà fare altro che aumentare?

Figurarsi poi se ti tocca tutti gli anni mettere soldini nel slvadanaio MES per salvare banche tedesche e francesi o rientrare annualmente dal debito di un ventesimo per onorare la fesseria del Fiscal Comapct!

Capito ora come costa meno il debito?

Se queste qui sotto erano le previsioni per i prossimi anni che non potranno essere in alcun modo rispettate, che Dio ce la mandi buona!

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21 commenti Commenta
draziz
Scritto il 2 settembre 2014 at 12:17

Bisogna raccontare qualcosa al parco buoi…
Devi tenere tranquillo il gregge prima della tosatura (figurati prima del macello), perciò bisogna accettare che tutto possa cambiare dopo “soli” 1000 giorni (il suo stipendio e quello dei compagnuzzi no, vero? Quantomeno non in diminuzione…) e soprattutto che il debito aumenti (ma, scusate, allora i sacrifici e le lacrime e sangue pretesi prima dove se li sono messi?) senza sosta.
Sì, il debito cresce, ma però paghiamo meno interessi! Briscola, che fortuna…
Ma questi cosa fumano (o pensano che fumiamo noi)?

phitio
Scritto il 2 settembre 2014 at 13:17

Chiaramente il fiscal compact verra’ clamorsamente disatteso nel giro di tre anni.

Quando la guerra infuriera’ alle nostre porte, tutti i pezzi di carta e le scemenze ivi scritte andranno a fuoco

aorlansky60
Scritto il 2 settembre 2014 at 13:42

Ma a proposito di sperpero di denaro pubblico e di spese fuori controllo, non so voi ma a me hanno fatto venire i brividi le recenti dichiarazioni di Cottarelli riferite alle famigerate società partecipate pubbliche :

“Non esiste una stima precisa del numero delle partecipate perché le amministrazioni pubbliche in alcuni casi non hanno risposto al questionario. Sappiamo che sono più di diecimila e che sono troppe.”

Ricorrendo al confronto internazionale, Cottarelli ha ricordato che in Francia le municipalizzate sono solo un migliaio.

Il primo particolare che risalta è che da uno Stato come il ns pur sempre annoverabile tra le principali economie a livello mondiale, non riuscire ad avere un idea del numero preciso di queste società in modo tale da poterle censire è un dato grottesco ed inaccettabile (però i cda di quelle 1000 ed oltre società partecipate che non hanno neppure un dipendente nel proprio libro paga, alla fine i soldi li reclamano sempre allo Stato, pur di stare in piedi…)

La seconda cosa è che il confronto con la Francia risulta impietoso : a parità di numero di cittadini -60 milioni loro e 60 milioni noi- loro annoverano 1000 società di questo tipo (se Cottarelli ha detto il vero e non c’è ragione di credere che non lo abbia fatto), l’Italia 10.000… così alla fine ti rispondi del perchè l’italia vista in una certa ottica, è l’america dei furbi e allo stesso tempo il burundi dei trombati…

astonmartindb9
Scritto il 2 settembre 2014 at 13:53

Dici: “Il costo reale del nostro debito viene intaccato solo dall’avanzo primario”.
Io, sono un ignorante, potresti spiegarmi con parole semplici ?
Grazie

dante5
Scritto il 2 settembre 2014 at 16:25

aorlansky60,

Scusi Aorlansky, ma è proprio vero che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. “A proposito di sprechi pubblici” – ma dove legge Lei nell’articolo di Andrea Mazzalai le parole “sprechi pubblici”? Lei al solito se ne esce con piddinate a buon mercato – e vada sui siti piddini, magari sul “passodopopasso”/specchietto delle allodole a fare un po’ di “informazione”, allora! Credo che il Suo intento sia tutt’altro che nascosto – ma non si senta obbligato per forza ad intervenire, ci pensano già i media mainstream ed ora direttamente il Governo ad inondare la gente di fumo!

icebergfinanza
Scritto il 2 settembre 2014 at 16:52

astonmartindb9@finanzaonline

Semplicemente che con un avanzo primario del 2,2% dato da differenza tra spesa pubblica ed entrate al netto degli interessi sul debito serve (parte)per pagare interessi ma intacca, non fa scendere il debito al limito mantiene stabile rapporto debito/PIL ma non è il caso ora

dante5
Scritto il 2 settembre 2014 at 17:12

astonmartindb9@finanzaonline,

Non è “intaccato solo”, è “solo intaccato”, poiché l’italiano è una lingua dove la posizione delle parole dà il senso la cosa è molto diversa.

Comunque pur essendo un dilettante provo a dare una mano a spiegare con parole semplici.
In sintesi, il bilancio dello Stato (come quello degli enti pubblici) è una rappresentazione di Entrate ed Uscite, intese rigorosamente per cassa (diversamente in questo da altri Enti pubblici, ma non sottilizziamo).

L’avanzo primario è il saldo positivo tra Entrate ed Uscite al netto della spesa per interessi sul debito pubblico, se fosse il contrario avremmo un disavanzo primario. In Italia abbiamo un avanzo primario già da oltre due decenni, questo per ricordare agli amici piddini che con tutti gli “sprechi pubblici” che abbiamo non sono certamente questi la causa dell’aumento del nostro debito. Guarda caso, ciò che ci porta costantemente in deficit (costringendoci quindi ad emettere nuovo debito per coprire questo deficit, poiché alla fine dei conti le Entrate e le Uscite complessive devono quadrare) è appunto la spesa per interessi, e questa è chiaramente legata ai tassi di interesse pagati sul debito pubblico stesso.

Il debito pubblico per definizione ha diverse scadenze ed i tassi di interesse variano a seconda del momento di emissione dei titoli. Se ora abbiamo un tasso di emissione dei titoli a 10 anni pari a circa il 2,20% lordo non vuole dire che tutto il debito emesso in precedenza e su cui dobbiamo continuare a pagare gli interessi fino a che i titoli non vengono rimborsati sia il 2,20%. Per esempio, quando è arrivato il salvatore-traditore della Patria Monti il tasso era al 7%, ed i titoli emessi allora dobbiamo tirarceli avanti per altri 7 anni circa. Poi ci sono scadenze diverse, i bot ad un anno rendono circa lo 0,50%, i titoli più lunghi tassi intermedi tra questo ed il 2,20, quelli però emessi negli anni precedenti rendono di più, ecc. Diciamo che malcontati gli interessi sono circa 80 miliardi l’anno (appunto il 3,7% di costo medio ricordato da Andrea), di questi poi il 12,5% torna allo stato sotto forma di tasse per circa 10 miliardi, guardacaso più o meno 70/2200 miliardi fa circa il 3% di rapporto deficit/Pil che Renzi ha promesso di non superare.

Ora, le ipotesi del grafico prima riportato prevedono un avanzo primario che è calcolato, come il deficit del resto, in termini “reali”, ossia depurato del tasso di inflazione; il debito come il Pil è espresso in termini nominali, ossia se ci fosse un’inflazione alta il debito precedente varrebbe sempre meno in termini “reali”, capite perché l’ossessione della Germania per l’inflazione è quello che sta foxxendo il ns. Paese, alla faccia dei media piddini che negli anni scorsi agitavano lo spauracchio dell'”inflazione brutta cattiva”?

Per fare un esempio, il Governo prevedeva un’inflazione dell’1,5% ed una crescita del Pil dell’1,5% per il 2014 (!). Ora, il debito precedente è fermo in termini nominali mentre il Pil, se c’è un’inflazione dell’1,5% “a parità di condizioni” dovrebbe crescere…ma sì, dell’1,5%. Il mitico rapporto “debitopubblico/Pil” con l’inflazione si riduce, miracolo! Se poi il PIL aumenta in termini nominali, contemporaneamente dovrebbero aumentare le entrate tributarie dello Stato, perché per definizione PIL=Reddito nazionale, e quindi se la spesa primaria non aumenta (c’è il blocco degli incrementi di spesa per gli Enti pubblici, vero?) l’avanzo primario sale ed il deficit dovrebbe ridursi.
Ma le cose vanno nello stesso modo con il rapporto deficit/Pil, il deficit che si riduce ed il Pil che è aumentato in termini nominali fanno ridurre il rapporto. WOW!

Guarda caso, la realtà ci dice che l’inflazione non esiste anzi è negativa (-0,2% su base annua) ed il PIL non aumenta, anzi diminuisce (in realtà per me a fine anno cala minimo di 0,5-0,8%, ma le previsioni “ufficiali” dell’Istat, con scarsa affidabilità ma tant’è, dicono a fine anno -0,2%).

Questo manda a pallino tutte le ipotesi ottimistiche fatte prima, quindi il costo “reale” del debito, i circa 80 miliardi ricordati prima, resta, mentre il presunto “avanzo primario”, espresso in termini nominali, non solo non aumenta ma in presenza di inflazione negativa o deflazione (che è poi la stessa cosa), si riduce – e di conseguenza non può che “intaccare solamente” il costo reale del debito, costringendoci quindi ad emettere continuamente nuovo debito (e di conseguenza, in presenza di un calo del PIL, aumentando ulteriormente il famoso debitopubblico/PIL).

astonmartindb9
Scritto il 2 settembre 2014 at 18:35

dante5@finanza,

Sono riuscito a capire. Bravo

stanziale
Scritto il 2 settembre 2014 at 19:28

dante5@finanza,

Non so’ se Aorlansky voleva piddinare, pero’ hai ragione, ed aggiungo di piu’: nella prov. dove abito, la azienda pubblica dell’acqua e’ stata (s)venduta con ingresso di soc. di Caltagirone, dove a sua volta c’e’ dentro una grossa soc. francese. Nel corso di una perdita nella mia zona, questi dati me li ha forniti uno dei 2 operai che sono rimasti (quelli che vanno via via in pensione non vengono sostituiti), Gia’ ora ci sono ovviamente grossi problemi per farli venire, sono oberati……mi ha detto che pensano, una volta che non avranno piu’ dipendenti, di dare il servizio in gestione….e’ una enorme bestialita’ in quanto chi ci lavora sa morte e miracoli di tutta la macchina comunale e provinciale degli acquedotti, quindi una soc. che arriva deve ricominciare da capo….e magari cambia ogni 2 o tre anni….poi non mi hanno convinto le parole di Cottarelli riportate dai media, cioe’ che il 27% delle soc. pubbliche sono in perdita….vuol dire che il 73% sono invece in utile (ma gli italiani dopo 50 anni di propaganda ordoliberista ormai non ci arrivano…) …altro che sprechi, VOGLIONO piddinamente SVENDERE (o regalare) LE PARTECIPATE AI LORI AMICI DELLE MULTINAZIONALI FRANCESI E TEDESCHE….con futuri grandissimi rincari sui servizi…questo e’ il piano.

stanziale
Scritto il 2 settembre 2014 at 19:34

stanziale@finanza,

…mi ero scordato di dire che, come logica deduzione, il lavoro di Cottarelli sara’ quindi utilizzato per aumentare la COLONIZZAZIONE in atto del nostro paese.

dispettoso fiorentino
Scritto il 2 settembre 2014 at 20:34

… credo anche su i 218000 dirigenti pubblici in Italia , forse un leggero recupero della

spesa si potrebbe trovare …. ma non dimentichiamoci i Banchieri , magari sopprimendone diversi ,

alcuni disastri sarebbero stati evitati…..

madmax
Scritto il 3 settembre 2014 at 00:31

Caro Andrea,
Da tanto tempo ti leggo, diciamo dai tempi della Valentina e mi ero perso la password, per cui mi sono ri-registrato.
Questa sera vorrei farti una domanda: come si esce dalla deflazione? La risposta purtroppo l’abbiamo davanti agli occhi, con la guerra, già statisticamente le guerre in passato hanno sempre portato inflazione, prova a guardare vedrai che trovi conferma.
Vivo in un paese dell est Europa e qui l’aria che tira è veramente brutta, fanatismi interventisti, sicurezza che l’ unica soluzione sia l’intervento armato, paragoni con il 1939. Credimi l’operazione Ukraina non è casuale, ma preparata da tempo, prima i missili in Polonia ed i radar in Rep. Ceca, poi allargamento delle basi US in Polonia e trasferimento di contingenti militari dall’Italia alla Polonia, visita di Obama recente, esercitazioni militari congiunte etc. etc.
Non voglio dare ragione ad uno o all’ altro ma il format di economia in picchiata, PIL US Q1 2014 finale al -2.6% e la deflazione credo faccia venir voglia a molti beceri politici di portarci in guerra! col risultato di distruggere l’ Europa per la seconda volta e come sempre guerra fatta sulla pelle della gente.
Un saluto a tutti !
Mad Max

aorlansky60
Scritto il 3 settembre 2014 at 08:17

@Dante : “Credo che il Suo intento sia tutt’altro che nascosto”

Lei come al solito, almeno da quando ho il piacere di interloquirvi, fraitende su tutto.

A parte questo, meno male che esistono persone come la Sua in grado di illuminare e fare da guida in tempi così travagliati; il baratro è li ad un passo ed il gregge è assai disorientato.

Per il suo cordiale invito ad andarmene “da un altra parte” le confermo che ho capito, visto che non è la prima volta;

non sono cieco e so leggere, nel caso Lei credesse di avere a che fare con un handicappato o con un analfabeta;
la semplice ma doverosa precisazione per evitarle altri messaggi inutili a senso unico e farle risparmiare tempo.

Con la speranza di esserle stato utile. Ma se preferisce, può continuare a fraintendere le mie frasi, nessuno glielo vieta.

Si conservi.

veleno50
Scritto il 3 settembre 2014 at 09:05

Inutile precisare che non verranno messe sul mercato altre azioni di Enel ,Eni.la verità è figlia del tempo.(class editori)

dorf001
Scritto il 3 settembre 2014 at 10:49

madmax,

caro amico tu parli di venti di guerra. ehh non hai mica torto.

FERMIAMOCI O ARRIVA LA TERZA GUERRA MONDIALE
FONTE: WASHINGTONBLOG.COM

I massimi esperti della Finanza mondiale (Nouriel Roubini, Kyle Bass, Hugo Salinas Price, Charles Nenner, James Dines, Jim Rogers, David Stockman, Marc Faber, Jim Rickards, Paul Craig Roberts, Martin Armstrong, Larry Edelson, Gerald Celente ed altri) dicono che la Terza Guerra Mondiale sta arrivando …. a meno che non siamo noi stessi a fermarla.

Paul Craig Roberts – Assistente Segretario del Tesoro sotto la presidenza Reagan, ex direttore del Wall Street Journal, indicato da Who’s Who, come uno dei mille più influenti pensatori politici del mondo, economista PhD – ieri ha scritto un articolo sulla escalation delle ostilità tra Stati Uniti e Russia dal semplice titolo: “War Is Coming – Arriva la guerra”.

Come riportato da Tyler Durden di Zero Hedge, la risposta russa alla sentenza extra-legale emessa da una corte corrotta dei Paesi Bassi – che non ha nessuna giurisdizione sul caso su cui si è pronunciata – che sta dicendo che il governo russo deve pagare 50 miliardi dollari di dollari agli azionisti della Yukos, una entità corrotta che ha saccheggiato la Russia ed evaso le tasse, alla domanda su cosa avrebbe fatto la Russia riguardo a questa sentenza, un consigliere del presidente Putin ha risposto:

“In Europa sta arrivando una guerra.” Pensate davvero che una sentenza del genere abbia qualche importanza per chi governa? ”

Lo scorso gennaio, il famoso economista Nouriel Roubini ha mandato un tweet dalla riunione dei ricchi e potenti del World Economic Forum di Davos:

Molti commentatori comparano il 2014 al 1914, quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale e nessuno se l’aspettava. Si vede un cigno nero dalla forma di una guerra tra Cina & Giappone?

e:

Sia Abe che un influente analista cinese non escludono un confronto militare tra la Cina e il Giappone. Ricorda niente del 1914?

Il Miliardario Kyle Bass, gestore di hedge fund scrive:

Trilioni di dollari di debiti saranno ristrutturati e ci saranno milioni di prudenti risparmiatori che perderanno un’alta percentuale del loro potere d’acquisto reale, proprio nel momento sbagliato della loro vita. Ancora una volta, il mondo non finirà, ma il tessuto sociale di nazioni dissolute sarà allentato e in certi casi strappato. Purtroppo, guardando indietro nella storia economica, vediamo che troppo spesso la guerra è la manifestazione di una semplice entropia economica spinta fino alla sua logica tragica conclusione. Per questo motivo crediamo che una guerra sia la conseguenza inevitabile della attuale situazione economica mondiale

……Le Teorie Economiche Sbagliate

Che cosa sta causando lo slittamento verso la guerra? Qui di seguito parliamo di diversi motivi.

Inizialmente, che ci si creda a o no, uno dei motivi è che molti economisti influenti e molti pensatori- opinionisti sono della stupida opinione che la guerra sia una cosa buona per l’economia.

Perciò, molti sono apertamente e molti subdolamente a favore della guerra. …..

I Nuovi arrivati fanno “Prudere le Dita” agli Imperi Decadenti …..

La Rivalità per le (scarse) Risorse si sta scaldando ……….

Banche Centrali e Guerra delle Valute ………..

Il Debito

Martin Armstrong ha sostenuto che la guerra contro la Siria è tutta una storia di debito e spesa:

Il pasticciaccio siriano sembra essere cominciato quando al Capital Hill – le fonti ci dicono – tutte le telefonate che arrivavano si pronunciavano in modo schiacciante contro qualsiasi azione. I politici hanno voluto ignorare, del tutto, il popolo. Questo spiegherebbe che esiste davvero un progetto segreto per raggiungere un obiettivo al di fuori dagli schemi in discussione. Questo somiglia più al problema del debito e ad una guerra necessaria per scaricare la pressione e per ridurre la spesa.

…….Ma secondo il vincitore del Premio Nobel, l’ economista Joseph Stiglitz, il debito U.S.A per la guerra in Iraq potrebbe arrivare fino a 5 trilioni di dollari (o 6 trilioni di dollari secondo uno studio della Brown University.) Gli U.S.A dispongono del più grande esercito mai esistito e considerano un sentimento contrario alla guerra come terrorismo.

Ma la guerra è un affare grosso per i banchieri e per i contractors della difesa. E – come abbiamo detto – ai governi piace tanto la guerra.

Così tocca a noi – alla gente qualunque, al popolo – fermare il dilagare della guerra.

ti/vi consiglio di leggere tutti questo articolo : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13855

meglio che pregate forte e tanto. chi volete. DIO – BUDDHA ma fatelo.

by DORF

aorlansky60
Scritto il 3 settembre 2014 at 11:26

@Dante e il concetto di “piddinate a buon mercato”

Signori, scusate, ma di cosa stiamo parlando ???…

Il bilancio statale è composto anche dalle spese di società partecipate, e sapere il (pessimo) andamento che molte di esse annoverano da tempo -i bilanci singoli parlano chiaramente quando pubblicati, perchè molte di esse pare non abbiano nemmeno l’obbligo di fornirli allo Stato, cosa incomprensibile ma tant’è- a me personalmente crea qualche disturbo dato che alla fine si tratta di denaro pubblico e come contribuente sono parte interessata come tutti.

O qualcuno qui vorrebbe far credere che le ns municipalizzate e partecipate siano un esempio di efficienza e di redditività?

No, perchè i fatti (dati e numeri) parlano chiaramente, e non certo in senso positivo. Se qualcuno è in grado di metterli in discussione si faccia avanti, assisterò con piacere alla sua arrampicata sugli specchi.

Di certo non avranno peso come quegli 80 mld di € che ogni anno in media dobbiamo pagare di interessi sul debito, ma in una situazione di bilancio dove ormai si fatica anche a cavare 1 mld (causa crescita zero da anni), non è complicato comprendere che la spesa di 28 mld di € (tant’è la cifra che costano allo Stato annualmente il complesso di soc. partecipate) è parte significativa nel totale, e a maggior ragione se in esse vi è inefficienza(per non parlare di peggio…) anche lì occorre mettere occhio e mano per cercare di evitare spese inutili.

O forse fa male sentirsi ricordare che molte di queste società altro non sono che poltrone gentilmente concesse dalla politica italiana -nessuna parte esclusa- a propri esponenti, e che di fatto non svolgono alcun ruolo utile come ritorno pratico ai cittadini??? Se è vero quanto affermato recentemente da Cottarelli -e non c’è ragione di credere che non lo sia- che più di 1000 soc. tra “le oltre 10.000” (sempre parole sue) che formano il ginepraio delle “partecipate” italiane, non hanno neppure un dipendente ma solo il proprio CDA, vogliamo ancora star qui a non capire e a perdere tempo in chiacchiere ???

Dispettoso ha scritto :
“credo anche sui 218000 dirigenti pubblici in Italia , forse un leggero recupero della spesa si potrebbe trovare…”

ecco, bravo, hai toccato un argomento sensibile; altro che “leggero recupero” : quando leggo da un articolo pubblicato recentemente a firma S.Rizzo, che l’amministratore delegato di Autostrada del Brennero Spa (per un tratto di soli 300km, società a partecipazione mista pubbl&privata con prevalenza pubblica per oltre il 75%) percepisce un netto annuo di 700.000 €, quando lo stipendio dell’uomo (Barack Obama) messo a capo del paese economicamente più potente del mondo è di 300.000 US $ annui, ma di cosa vogliamo stare ancora qui a parlare???

E questo è solo un piccolo esempio dell’eldorado di cui beneficiano un esercito di dirigenti (e di funzionari…) pubblici in italia.

Se a me è stato dato del sordo per non sentire, evidentemente c’è in giro un sacco di ciechi che non vogliono ammettere queste scomode realtà; chissà poi perchè…

madmax
Scritto il 3 settembre 2014 at 23:13

@Dorf001
Purtroppo credo che tu abbia ragione, ma non mi rassegno che nel lanciare l’allarme si possa evitarla.
Se leggi la cronologia degli avvenimenti ti rendi conto che la guerra la stanno preparando da tempo, nel 2010 di punto in bianco, senza nessun problema qualcuno decide di mettere dei radar in Rep. Ceca e missili intercettori in Polonia, strano ma guardate la mappa. Vengono allargate le basi militari in Polonia, spostati contingenti dal’ Italia alla Polonia.
Visite del presidente US in Polonia, operazioni militari congiunte sia navali che terrestri, poi si innesca l’Ukraina, a proposito qualcuno ha capito esattamente la situazione?
Il tutto poi si mescola con il fatto che gli US abbiano sviluppato la produzione di olio e gas da shale, il prezzo però è ancora troppo alto…ma se questo inverno il gas non arrivasse in EU i prezzi volerebbero ed allora quello US potrebbe diventare competitivi con il trasporto.
Pensar male si fa peccato…ma di solito si vede giusto.

aorlansky60
Scritto il 4 settembre 2014 at 10:52

@ MadMax & Dorf001 :

anche se -ovviamente- la soluzione meno auspicabile possibile, sono purtroppo d’accordo con voi circa i venti di guerra che potrebbero sfociare in qualcosa di più grave e determinato : a suggerire questa probabile ipotesi è la storia per quanto essa ha già proposto 75anni fà, allorchè una crisi economica micidiale come quella del ’29 trovò 10anni dopo la sua evoluzione nel più grande conflitto bellico che memoria umana ricordi .

Gli scenari attuali a volerli leggere ed interpretare sono gli stessi di allora.

Cambiano gli attori, ma la scenografia di base è sempre la stessa : una grave e colossale crisi economica (più grave della precedente del ’29 anche solo considerato che allora erano in gioco 2 miliardi di esseri umani che sono più che triplicati nel frattempo allo stato attuale nel XXI secolo; questo prima di considerare gli effetti della avvenuta “globalizzazione” su un numero così elevato di esseri).

Se poi considero che l’uomo (gli stati sovrani) nel corso della sua storia ha intrapreso attività belliche sempre per lo stesso motico = economia-soldi, è facile giungere alla conclusione che i tempi attuali non possono che fornire le motivazioni ed il logico presupposto verso l’ultima soluzione fatale.

Perchè è errato credere (e sperare) che l’uomo possa trarre insegnamento dagli errori commessi in passato : la guerra rimane pur sempre una soluzione che presenta grandi vantaggi (anche se per pochi).

…e per molti (la maggior parte dei popoli) grandi sofferenze.

“meglio che pregate forte e tanto. chi volete. DIO – BUDDHA, ma fatelo.”

Chissà che non sia davvero già stata scritta, questa storia :

La Scrittura riporta (e avverte) che “gli ultimi tempi” saranno caratterizzati da “grande tribolazione”;
passati questi, arriverà “la fine”.

glare
Scritto il 4 settembre 2014 at 11:36

aorlansky60,

ricopio lo stesso commento postato un anno fa e relativo alla Siria:

“Non ci sarà alcuna guerra almeno per i prox 30 gg.
il problema è come fare ripartire l’economia…ora una guerra non nucleare può causare causalmente al massimo un miliardo di morti ma questo numero è del tutto insuff per far ripartire il turbocapitalismo.
la selezione deve coinvolgere gli strati più vecchi della popolazione e quelli più poveri per eliminare coloro che non sono utili al mercato.

Gli obiettivi si ottengono con :
– carestia
– epidemie umane e non
– siccità o inondazioni
– guerre civili
– terrorismo..etc
….”.

Aspettare per credere..Buona giornata a tutti

aorlansky60
Scritto il 5 settembre 2014 at 11:32

@ Glare :

“il problema è come fare ripartire l’economia… ora una guerra non nucleare può causare causalmente al massimo un miliardo di morti ma questo numero è del tutto insuff per far ripartire il turbocapitalismo.”

Mi sembra un pochino esagerata quella previsione di perdite legata ad un conflitto condotto con armi “convenzionali (in 5anni la II guerra mondiale fece 50milioni di morti, considerati anche i 200.000 vaporizzati con le due atomiche su suolo Jap)…

Ma a parte questo, attualmente il “turbocapitalismo” se ne infischia di quello che stà avvenendo nell’economia reale :

la borsa valori più importande del mondo -Wall Street- ha raggiunto in questi giorni i suoi massimi livelli di sempre (indice S&P > 2000), facendo dei veri centri di potere del capitalismo potenze ancora più gigantesche di quanto non fossero anche prima dello scoppio della bolla 2007…

Per alcuni poderosi hedge funds quello che stà avvenendo ora va benissimo, visto che hanno visto crescere notevolmente i propri profitti; anzi quello che loro non si augurano è proprio l’insorgere di tensioni che potrebbero sfociare in conflitti militari periferici (con il rischio di un escalation verso scenari più ampi a coinvolgere potenze militari che lo siano davvero) tali da cambiare le regole del gioco e rompere loro le uova nel paniere in un momento per loro così positivo, al di là delle grandi sofferenze attuali dei ceti sociali medio-bassi complice la crisi che ancora morde e che è ben lontana da avere trovato la sua risoluzione…

Ancora una volta la storia non mente : in momenti particolarmente tribolati, a soffrire sono in molti -la maggioranza assoluta- e a godere (MOLTO) sono in pochi.

“la selezione deve coinvolgere gli strati più vecchi della popolazione e quelli più poveri per eliminare coloro che non sono utili al mercato.”

Io penso invece che in una società fondata sui consumi, al mercato siano utili tutti; i vecchi anche se pensionati e non più forza produttiva sono pur sempre potenziali consumatori… per quanto riguarda invece i “poveri” inquadrati nel ns tipo di società di consumo, non ce n’è uno che non sia dotato di telefonino e relativo abb ad uno dei tanti providers presenti sulla scena… questi providers sono molto contenti dei consumi di miliardi di esseri umani nella telefonia, così come gongolano tutte quelle case produttrici di devices elettronici legati a questo range di business e con esse tutto l’indotto che ci ruota intorno (produttori di semiconduttori etc etc)…

Chiediamoci : il capitalismo è maggiormente contento oggi, con 7 miliardi di esseri umani sul pianeta, tutti potenziali consumatori (poi da quando anche Cina e India con i loro oltre 2 miliardi di esseri sono usciti dalla loro realtà prevalente di agricoltura rurale in favore di una società maggiormente allineata a quella di tipo occidentale basata sui consumi di prodotti, hai voglia!…) con un trend di crescita di 9 miliardi di esseri previsto per il 2050, o era più contento un secolo fà tra le due guerre, quando il totale di esseri umani non arrivava a 2 miliardi di esseri ?

A mio parere, quello che piace al capitalismo non sono tensioni di alcun genere, ma una marea di cerebrolesi consumatori addormentati opportunamente dal sistema, obbligati da quest’ultimo al consumo (è o non è la ns la famosa “civiltà dei consumi”??…) e sempre pronti a rispondere entusiaticamente ad ogni novità consumistica appena viene annunciato un nuovo tipo di prodotto a loro caro (potrei citare vari campi di applicazione ma torno ancora al caso più emblematico degli ultimi decenni, la telefonia mobile, uno dei settori in grado di garantire volumi di business a dir poco GIGANTESCHI per le società coinvolte nel settore).

glare
Scritto il 5 settembre 2014 at 16:38

aorlansky60,

Una guerra davvero globale e mondiale oggi combattuta con armi non nucleari porterebbe alla morte di 800 -1 Mld di persone..direttamente e indirettamente (pensa solo per fame e mancanza di acqua), perchè la popolazione urbana delle grandi città nel 2012 (ultime fonti CIA) era già superiore ai 3,5 Mld di individui…
poi questo commento era di un anno fa.. ed è stato ricopiato per fare capire che la situazione Ucraina avrebbe trovato un via differente dallla guerra mondiale…

Per le altre cose potrei darti ragione su molti dei tuoi pensieri..soprattutto su questa :

“A mio parere, quello che piace al capitalismo non sono tensioni di alcun genere, ma una marea di cerebrolesi consumatori addormentati opportunamente dal sistema, obbligati da quest’ultimo al consumo (è o non è la ns la famosa “civiltà dei consumi”??…) e sempre pronti a rispondere entusiaticamente ad ogni novità consumistica appena viene annunciato un nuovo tipo di prodotto a loro caro (potrei citare vari campi di applicazione ma torno ancora al caso più emblematico degli ultimi decenni, la telefonia mobile, uno dei settori in grado di garantire volumi di business a dir poco GIGANTESCHI per le società coinvolte nel settore).” ,

Ma il capitalismo si è trasormato in turbocapitalismo a partire dal 1991 e nel 2001 in liberal capitalismo (o capitalismo di selezione) almeno negli Stati Uniti e presto in Europa…
e questo cambia tutto dalla produzione industriale ai consumi..a come vengono viste le persone o meglio le masse…

E come dice sempre il mio vegliardo padre tutti serviamo, ma nessuno è indispensabile!!

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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