ITALIA PIU’ POVERA CON QUESTO EURO.

Scritto il alle 07:30 da icebergfinanza

Ecco il testo integrale del mio articolo uscito ieri sul quotidiano L’Adige che ringrazio per l’ospitalità, una sintesi del mio pensiero all’interno del dibattito sul futuro dell’Europa e dell’euro.

Prima però vi propongo in originale un estratto della recente intervista del giornale tedesco Süddeutschen Zeitung, a Van Rompuy attuale presidente del Consiglio Europeo, il quale ha dichiarato…

Das sei heute anders, entgegnet die SZ. Van Rompuy:

„Ja, Europa verändert unseren Alltag. Und natürlich spielt das Europäische Parlament eine wichtige Rolle, spätestens seitdem der Lissabon-Vertrag gilt. Aber die Bürger wissen auch, dass die großen Entscheidungen nicht nur im Parlament fallen, sondern auch woanders.EU-Ratspräsident im Gespräch – Van Rompuy wirft Parteien

…ovvero che le decisioni che ci riguardano vengono prese anche altrove non solo in Parlamento, ma questo per noi non è una novità!

Italia più povera con questo euro.

Recentemente il professor Stefano Zamagni ricordando il nostro Alcide De Gasperi, ha ricordato che disoccupazione strutturale e povertà estrema furono sin da subito i suoi principali cavalli di battaglia insieme alla lotta agli interessi costituiti che quando danno vita a forti coalizioni distributive, rappresentano la più grave minaccia alla crescita.
In questi giorni è uscito un rapporto pubblicato da Corporate Europe Observatory, un gruppo di ricerca indipendente che vuole far conoscere e sfidare l’accesso privilegiato e l’influenza che godono i gruppi di pressione nel processo decisionale europeo, un esercito di 1.700 lobbisti con a disposizione un fatturato annuo di oltre 120 milioni di euro, forniti da banche e altre imprese del settore per sostenerne le attività. Non solo, nei primi mesi del 2013 un quotidiano inglese ha reso noti documenti secondo i quali, a Bruxelles, hanno stanziato milioni di euro per intervenire sui social network nei dibattiti sulla moneta unica, cercando di influenzare l’opinione degli utenti, in direzione unica.
Possiamo progettare mille europe diverse, snocciolare numeri e cifre, ma se non si comprendono i conflitti di interesse privati e nazionali che stanno dietro a questa unione monetaria, non basteranno mille tavole rotonde per trovare una soluzione, per non parlare delle centinaia di inutili summit politici che hanno caratterizzato questa crisi.
In questi anni solo l’analisi storica, l’analisi empirica e comportamentale, mi hanno aiutato a comprendere l’arrivo della crisi e il rischio relativo di un fallimento del nostro Paese. Nessuno può prevedere il futuro, solo la storia ci può aiutare a comprendere le possibili dinamiche future.
Detto questo, una premessa è assolutamente necessaria!
Il peccato originale di questa unione è stato quello di aver cercato di costruire prima un’Europa dei capitali e delle monete, un’unione monetaria prima che politica e fiscale, prima di un’Europa dei popoli.  Dimostrare che questa unione non è sostenibile non significa essere contro il progetto europeo. Nessuno oggi, ripeto nessuno, tantomeno gli economisti, ouò arrogarsi il diritto di dire con certezza cosa accadrebbe se un paese uscisse dall’euro, mentre in realtà le conseguenze di quello che sta accadendo alle economie di molti paesi europei, sono sotto gli occhi di tutti, quello che è accaduto e sta accadendo al nostro Paese è realtà.
Oggi non abbiamo bisogno di ideologie o correnti di pensiero accademico, ma di uomini e donne pragmatici, di statisti che trovino una soluzione negoziale.
Potrei elencarvi decine di studi sulle conseguenze di un’uscita dall’euro, ognuno diverso dall’altro, nelle conclusioni giuridiche, finanziarie e sociali, un sistema complesso di difficile comprensione per la gente comune. Non abbiamo bisogno di politici in campagna elettorale che approfittano del momento per fare facile demagogia per un pugno di voti dell’ultima ora, ma di maggiore consapevolezza, di uno sforzo personale ed individuale per cercare di comprendere il destino di un’unione che in una maniera o nell’altra può condizionare la nostra esistenza e quella dei nostri figli e nipoti.
Una crisi di debito privato che si è trasformata in una crisi di debito pubblico, attraverso la socializzazione delle perdite, oltre 4500 miliardi di euro impiegati per cercare di salvare banche d’affari che a loro volta hanno speculato contro gli Stati, sulla crisi di debito sovrano. E’ inutile parlare dei costi di una permanenza o di un’uscita dall’euro, quando non è stato ancora compreso il costo di aver tuttora un sistema finanziario fuori controllo composto in buona parte da banche d’affari speculative tecnicamente fallite e sistemi bancari ombra con bilanci imbottiti di derivati, controbilanciato in parte dalle banche tradizionali legate al territorio. Un sistema ancora oggi troppo grande per fallire, troppo sistemico anche per gli Stati,  al punto tale che la recente unione bancaria è giunta alla conclusione che d’ora in poi,  saranno azionisti, obbligazionisti e depositanti a pagare il prezzo dei prossimi fallimenti.
Un paio di giorni fa il professor Esposito ha esibito alcuni numeri relativi alla crisi del 1992 con percentuali varie, sia in relazione alla svalutazione che sulla presunta inflazione alla quale andrebbe incontro il nostro Paese, soffermandosi su quello che secondo lui accadrebbe a risparmi, conti correnti, titoli di Stato e via dicendo, condividendo scenari possibili e allo stesso tempo improbabili.
Ad esempio rispetto a quanto accadde nella crisi del 1992, basterebbe ricordare che l’allora professor Mario Monti, rettore della Bocconi un anno dopo in un’intervista al quotidiano Repubblica dichiarava…” non siamo stati gli unici a saltare, ma anzi siamo stati i primi a vedere la strada da seguire”. Però può anche portare a considerazioni più preoccupate su come altri paesi stanno cercando di reagire alla crisi dello Sme e come noi stiamo cercando di reagire”. In che senso, chiede il giornalista? “Nel senso che vi è una tendenza in Italia a considerare la svalutazione come uno degli elementi positivi del nuovo panorama, anche da parte di coloro che fino al 13 settembre scorso si erano pronunciati a favore del mantenimento del cambio. Io sono tra questi e perciò mi sono chiesto ogni tanto in che cosa fosse giusta e in che sbagliata la posizione che poi è stata smentita dai fatti”. E che risposte si è dato? “Un punto dove certamente ho visto male riguarda le conseguenze inflazionistiche”. Perché l’ inflazione è bassa…. “Sì, per ora non ci sono stati effetti”. C’ entra anche la recessione…” 
Da quel momento in poi l’inflazione non ha fatto altro che scendere! Oggi più che mai, in mezzo ad una depressione economica, persistente disoccupazione e svalutazione salariale, il rischio maggiore è la deflazione, accentuata dalle fallimentari politiche di svalutazione interna.
Ci si può spaventare perché nel ’92 nel giro di quattro mesi la lira perse il 30 % mentre è normale che la sterlina abbia perso rispettivamente il 27 % e il 31 % contro dollaro e euro nel 2007 e la sua economia ne abbia beneficiato. La crisi Argentina riesce sempre bene nella parte dell’uomo nero nascosto dietro l’uscita dall’euro, peccato che nessuno si prenda la briga di confrontare la situazione argentina con quella italiana, come nei talkshow televisivi, si dice di tutto e di più, ma nessuno mai va a verificare la fondatezza di certe tesi.
Il professor Esposito nel suo intervento ha dichiarato inoltre …” il panico e le reazioni a catena nel sistema finanziario italiano che deriverebbero da una uscita dall’euro potrebbero determinare una crisi economica e una svalutazione ben superiore a quelle sperimentate in passato, perché una cosa è uscire da un sistema di cambi fissi e un’altra è uscire da una unione monetaria.”
Sulla base di quale analisi empirica e di quale precedente conclusione di unioni monetarie si basa questa affermazione?  Se guardiamo a quello che è accaduto alle unioni monetarie latina e scandinava all’inizio del secolo scorso, unioni sciolte per interessi divergenti e desiderio di riacquistare la propria sovranità monetaria, nulla di tutto ciò è accaduto.
Aggiungiamoci pure che il professor Eichengreen, uno dei massimi esperti di sistemi monetari ha dichiarato che l’unione europea costituisce una costruzione monetaria sui generis, dotata di caratteri del tutto peculiari, una figura inedita, e come tale rappresenta un terreno inesplorato e non può essere paragonata a nessun’altra esperienza di unificazione monetaria del passato, è un parallelo fuorviante,  citando Paul Valéry…”La storia è la scienza di ciò che non si verifica mai due volte”
La necessaria integrazione europea non può essere minata dall’ostinazione in un progetto monetario che si è dimostrato fallimentare, ribadisco unione monetaria, euro e non la necessaria integrazione europea, una soluzione che non passa necessariamente dall’uscita dell’Italia dall’euro, ma attraverso l’uscita di comune accordo di tutti i paesi che si ritengono maggiormente competitivi, Germania in primis, liberando la banca centrale europea di quei vincoli anacronistici che hanno accentuato la presente crisi.
E’ chiaro ormai a tutti che le banche centrali di America, Inghilterra, Giappone e in parte anche la Svizzera stanno sostenendo l’economia dei propri paesi attraverso una persistente svalutazione e monetizzazione del debito pubblico, inondando di liquidità i mercati ma non solo, sostenendo anche i rispettivi mercati immobiliari e in parte il mercato del credito.
Qualcuno ovviamente sorriderà, la Germania non ha alcun interesse a lasciare l’euro, ma il tempo è ormai scaduto e laggiù dietro l’angolo incombe il fiscal compact. Si tratta di un impegno annuale da 50 miliardi,  necessario per ridurre il debito di 1/20 per i prossimi venti anni, eludibile solo con una crescita nominale del 3 % , mentre oggi arriviamo a malapena al 0,6 % secondo gli ultimi dati.  Dobbiamo rinegoziare vincoli anacronistici, ora, subito adesso. Abbiamo bisogno di un euro debole, di una moneta debole, di una banca centrale che pratichi politiche monetarie espansive a sostegno dell’economia reale e non solo delle banche e di maggiore spesa pubblica o meglio di una migliore redistribuzione della stessa, un “new deal” che ci faccia uscire da questa depressione con lavoro e investimenti, senza dimenticare un completa riforma della finanza e del sistema economico in senso cooperativo più che competitivo.L’esperimento monetario dell’euro è fallito!

Non è più solo una questione di benessere, ma di sopravvivenza, la storia per l’ennesima volta sta bussando alla porta.  Una nuova crisi è questione di mesi, non lo dico io ma Luigi Zingales, uno dei più importanti consiglieri economici di Renzi, in un’intervista al Foglio” …o l’Eurozona si autoriforma “nei prossimi 18-24 mesi oppure i costi di rimanere cominceranno a eccedere i benefici e l’uscita diventerà il male minore”.

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62 commenti Commenta
reragno
Scritto il 2 maggio 2014 at 12:10

Quando studiavo economia all’Università avevo come libro di testo un trattato dello Zamagni.

Pur essendo una persona molto limitata, mi sono reso conto che aveva ragione e che da questa crisi si esce solo con politiche alla Roosvelt.

Ma sta di fatto che avviene, invece. l’esatto contrario.

massimo84
Scritto il 2 maggio 2014 at 12:11

il fiscal compact vale più di 50 mld annui
50 mld è 1/20 dei 1k mld “aspirati” dall’ERF
ma il PIL collassa—> causa globalizzazione
e giù a ridurre il debito

e poi c’è il debito privato

l’Italia pagherà carissimo le cialtronate degli ultimi 50 anni

italywip
Scritto il 2 maggio 2014 at 13:50

Secondo me il grosso problema non è la moneta euro ,ma la politica europea che sono due cose diverse. Se non fai un ‘unione di stati ( divisi oggi da religione, politica, economia e finanza) non normalizzi la pressione fiscale e i debiti, non fai politiche comunitarie per tutelare il Made in Eu e non France o Italy, non crei dinamiche di studio, università e lavoro a livello europeo , non crei i presupposti per trasporti ad alta velocità/ capacita unita ecc ecc saremo sempre una piccola europa

icebergfinanza
Scritto il 2 maggio 2014 at 14:02

italywip@finanza

Un’unione monetaria euro funziona se ci sono i presupposti per farla funzionare e questi oggi non ci sono quindi l’euro non funziona…se continuano a girarci intorno non finiamo più.

QUESTO QUESTO QUESTO euro non funziona! QUESTO QUESTO QUESTO euro è un problema!

mirrortrader
Scritto il 2 maggio 2014 at 14:35

Grande Adrea, bell’articolo. Ti pubblicizzo per bene.

gnutim
Scritto il 2 maggio 2014 at 15:13

inviato articolo a 40 persone

gnutim
Scritto il 2 maggio 2014 at 15:14

ma soprattutto la cosa che più mi fa piacere è che si rivede il noem di Andrera Mazzalai sui giornali..

Che il capitano stia riassaporando il gusto di tirare fuori i cannoni?

eheheheheheheh come mi piace stuzzicarti

dorf001
Scritto il 2 maggio 2014 at 15:53

bene andrea. bell’articolo hai fatto. sul giornale di Trento. ora sei pronto x andare in televisione? se vuoi io ti ci porto. sai già tutto. ti ho mandato mail. devi decidere tu.

BY DORF

dorf001
Scritto il 2 maggio 2014 at 18:26

messaggio di speranza.

qui : http://www.youtube.com/watch?v=MiSCvYKgFIs

sd
Scritto il 2 maggio 2014 at 21:40

icebergfinanza,

CLAP CLAP CLAP Capitano Andrea, finalmente la tua posizione riguardo all’euro è chiara.

Personalmente mi vergognerei e avrei dei profondi rimorsi di COSCIENZA se dovessi fare come mestire l’ ECONOMISTA……..per fortuna mi occupo di tutt’altro (e con molto piacere personale……..non economico).

Ad ognuno le proprie responsabilità personali e morali….ma in fondo il mondo funziona così…per avere fama e potere bisogna amazzarne tanti ma tanti….ma tanti….e una certa categoria è sulla buona strada per ottenerlo, o lo ha già ottenuto.

A proposito di svalutazione monetaria, di cosa stiamo parlando? Personalmente e a molti altri come mè non importa niente:

IL 50% di ZERO………FA ZERO.

SD

sd
Scritto il 2 maggio 2014 at 22:16

dorf001@finanza,

Hello DORF, forse ti farà piacere leggere questo articolo.

E’ “leggermente” matematico ma sicuramente rende l’idea del guaio in cui ci hanno infilato…..buona lettura:

http://www.rischiocalcolato.it/2014/05/linsostituibile-funzione-svolta-da-una-pizza-de-fango-ovverosia-la-forza-della-matematica.html

SD

paover
Scritto il 2 maggio 2014 at 23:01

Andrea mi permetto una battuta….. il direttore de l’Adige era in ferie? (capisc’ a me :-) )

kry
Scritto il 3 maggio 2014 at 08:20

paover@finanza,

Visto quanto stanno spendendo per influenzare i pensieri non mi meraviglierei se un giorno dicessero che le ferie del direttore erano un omaggio di Andrea. Per fortuna qualcosa sta cambiando molti altri si stanno sintonizzando alle vedute di Andrea, certo fosse successo prima sarebbe stato meglio.

laforzamotrice
Scritto il 3 maggio 2014 at 09:04

Mah, io non ho fatto le scuole alte come voi, e non ho letto tutti i libri che avete studiato voi, ma credo che il problema vero sia solo in piccola parte legato alla moneta. Il problema, a mio parere, è la democrazia. Noi oggi abbiamo un ENORME debito pubblico paralizzante perchè è stato usato per COMPRARE i voti, nei più vari modi, dalla creazione di posti di lavoro fittizzi, creazione di carrozzoni di stato (vedi alitalia), alle pensioni ingiustificate, agli ammortizzatori sociali di lunghissimo corso, ai corsi di riqualificazione assolutamente inutili come inutili sono gli uffici di collocamento che non collocano, ecc.ecc..E dato che le uscite contrariamente alle entrate non sono “una tantum”, queste hanno portato ad una pressione fiscale paralizzante per chi fa impresa seria, distruggendo la possibilità di creare posti di lavoro realmente produttivi, i soli in grado di riequilibrare la bilancia, e portando la disoccupazione a livelli insopportabili. Tutto qui, altro che le speculazioni internazionali, l’euro, e le banche, che sicurmente hanno grandi colpe, ma che hanno effetti cosi distruttivi perchè agiscono su una società che è già ammalata, debole e che non riesce a sviluppare gli anticorpi. Non sono loro che sono forti, è la nostra società che è debole. O qui si fa un’analisi di coscienza e ci si tira su TUTTI insieme le maniche collaborando, o godiamoci gli ultimi tempi, (se riuscite a non pensare al futuro).

icebergfinanza
Scritto il 3 maggio 2014 at 12:02

laforzamotrice@finanza,

Queste cose le sappiamo ma ora il monello sta affogando che facciamo gli insegniamo a nuotare mentre affoga o lo tiriamo fuori dai guai e poi vediamo di migliorare la sua superficialità impudenza irresponsabilità?

stanziale
Scritto il 3 maggio 2014 at 12:42

@Forzamotrice: “Mah, io non ho fatto le scuole alte come voi, e non ho letto tutti i libri che avete studiato voi..”
eh eh eh…ECCO il problema…terza avviamento anche tu? potresti cominciare a leggere i libri di Mazzalai, BagnaI E 48……

idiocrazia
Scritto il 3 maggio 2014 at 12:45

Si va bene ancora co sta storia del debito pubblico enorme???? Il debito pubblico nel 1981 era al 60% poi per moralizzare il paese considerato corrotto e clientelare e punire la corrotta classe politica (che ovviamente esiste solo in Italia vero?)i nostri capitani coraggiosi (banche e capitani d’industria) lo hanno raddoppiato in 7 anni non per aumento di spese ma per il semplice aumento esponenziale degli interessi via via che questo debito doveva essere rinnovato, contemporaneamente i capitani coraggiosi invece di creare posti di lavoro compravano BOT e btp perché i rendimenti erano altissimi superiori a quelli dati dagli investimenti nell’economia reale… Sappiamo anche chi ci ha guadagnato da questa brillante operazione…quindi basta co ste fesserie. il debito pubblico italiano é raddoppiato per moralizzare il paese aumentando esponenzialmente gli interessi punto argomento chiuso non é una teoria sono freddi numeri e storia.

idiocrazia
Scritto il 3 maggio 2014 at 13:53

“Credo che se riusciamo a porci nelle condizioni di liberarci di una moneta piuttosto chiacchierata come la lira, di scarsa reputazione…….. Io penso che se noi riusciamo a scaricare a 2.000 km dal parlamento italiano dalla politica italiana la condotta monetaria dell’Europa e dell’Italia in questo modo una moneta che abbia tassi di interesse del 4-5% inferiori a quelli attuali eliminiamo il fattore differenziale che pesa sull’economia italiana conseguenza della riluttanza di chi presti in lire e poi debba vedersi restituire una moneta svalutata se cambiamo la moneta e togliamo di mezzo questo ostacolo e avremo tassi di interesse tra il 6 e l’8% l’economia italiana avrà necessariamente una grossa pressione ad investire di più le famiglie acquisteranno case e avremo una domanda aggiuntiva nell’edilizia, i comuni avranno più flussi di cassa per poter fare opere pubbliche ed é possibile uno sviluppo della stabilità ….”
Beniamino Andreatta… Autore con Ciampi del divorzio fra tesoro e banca d’Italia nel 1981

É andata come dicevano loro infatti…. I moralizzatori

idiocrazia
Scritto il 3 maggio 2014 at 14:02

Enrico Letta e quelli come lui considerano Andreatta il loro maestro, Non saprei vogliamo aspettare altri 30 anni per vedere se ci avessero visto giusto? E perché non 300 anni? Magari funziona.

Un’ultima nota sugli enormi debiti pubblici: quello italiano é superiore al 100% s pil il tedesco é al 100% il giapponese sopra il 200% come mai nonostante i titoli di debito della finanza mondiale sono complessivamente 55 volte superiori al pil mondiale tutti rompono le scatole ai debiti degli Stati che a confronto sono irrisori?
Per farvi FESSI sfruttando una caratteristica insita in tutti gli esseri umani… Il senso di colpa soprattutto voi atei chiedete ai preti cosa viene fuori dalle confessioni e capirete.

andrea4891
Scritto il 3 maggio 2014 at 14:25

idiocrazia@finanza,

tu che bazzichi i preti, tu devi raccontarci delle confessioni !!

sensi di colpa a volte un po’ giustificati; noi Italiani abbiamo tante code di paglia

giustificati per esempio i sensi di colpa per aver premiato Prodi e Ciampi facendoli presidenti del coniglio e della repubblica

idiocrazia
Scritto il 3 maggio 2014 at 14:52

Non c’é bisogno di essere credente per registrare il dato di fatto che il senso di colpa ampiamente diffuso tra gli uomini e i preti sono la categoria di elezione da questo punto di vista per un mero dato statistico spesso perdonano ma puntualmente i “peccatori” tornano a confessare gli stessi peccati perché non riescono a perdonarsi. Sei contento??
Prodi? Quello che é andato al potere dicendo che i politici italiani fanno schifo perché gli elettori fanno schifo? Praticamente é l’apologia del senso di colpa volevi per caso darmi ragione? Hai scelto esempio perfetto complimenti

dorf001
Scritto il 3 maggio 2014 at 20:02

idiocrazia@finanza,

ciao mister. intanto diciamo che il reddito di signoraggio và restituito.

ELIO LANNUTTI : http://www.youtube.com/watch?v=WlghTNkloiY

andreatta? un essere ignobile. ha distrutto l’italia. fu il primo della lista.

vito_t
Scritto il 3 maggio 2014 at 20:46

Non sono per niente convinto che abbiamo bisogno di un euro debole , … forse abbiamo bisogno di una moneta stabile ! L’anno scorso se non erro abbiamo avuto di gran lunga la miglior bilancia commerciale degli ultimi dieci anni, guarda un pò con l’euro forte. Verso il Giappone avremmo dovuto esportare montagne di prodotti visto che fino a pochi mesi fa l’euro era ai minimi storici verso lo Yen ma non è andata così. Il dollaro nei momenti di forza della sua moneta aveva una bilancia commerciale nettamente migliore rispetto all’attuale …
E poi la prima voce della bilancia commerciale è quella dell’energia, sempre se non erro, e un miglioramento del cambio si traduce “immediatamente” in qualche risorsa nelle tasche dei consumatori, che così almeno in teoria possono aumentare i consumi , mentre nel caso opposto, “immediatamente” si traduce in una diminuzione dei consumi, perchè se aumenta la benzina il gas e la bolletta dell’Enel, visto che viaggiare si deve viaggiare e che ci si dev scaldare, con i redditi da fame che hanno gli italiani, da qualche altra parte devono tagliare …
E poi le aziende sarà pur vero che avranno difficoltà ad esportare, ma una parte di questi svantaggi li potrebbero compensare proprio con il minor costo da importazioni e questa volta non solo di energia, perchè il nostro paese è un paese di “trasformazione” … importiamo, trasformiamo ed esportiamo.
Poi magari qualcuno farà meglio di noi i tondini di ferro e ad un costo minore, ma quello che non ci possono copiare ovvero le bellezze artistiche e del paesaggio ,, sono quelle le cose da “esportare” .. ma se facciamo pagare una camera di albergo più di 100 euro a notte per dormire, il problema non è il cambio, ma l’avidità !

sd
Scritto il 3 maggio 2014 at 21:48

laforzamotrice@finanza,

LAFORZAMOTRICE…….il problema è la MONETA.

Per quanto riguarda la corruzione, il clientelismo, il voto di scambio i fannuloni e approffitatori (sempre esistiti dalla notte dei tempi) concordo con il tuo post.

In italia ci sono circa 22-23.000.000 di lavoratori, se speri di impiegare tutte queste persone in lavori REALMENTI PRODUTTIVI probabilmente resterai deluso e buona fortuna.
Sarebbe già un ottima cosa assicurare una vita dignitosa a tutti gli abitanti di questo paese…..poi se uno vuole di più vedrai che si darà da fare da solo……….se il Libero Mercato esistesse per davvero.

Personalmente non mi occupo di economia….e me ne vanto, ma credo che stabilire di chi è la PROPRIETA’ della moneta sarebbe fondamentale, poi si potrebbe anche stabilire con Leggi chiare chi ha o non ha il diritto di gestirla.

Tanto per fare un esempio. Per caso pensi che il UCRAINA si stiano amazzando tanto per passare il tempo? O per controllare il passaggio del gas metano? Oppure perchè buona parte della loro popolazione non vota dalla parte giusta?

SD

laforzamotrice
Scritto il 3 maggio 2014 at 22:55

stanziale@finanza,

beh, qualche libro l’ho letto, ma non è che le cazzate siano solo verbali, ce ne sono moltissime scritte. Ce ne sono nella bibbia, che sembra sia stata dettata da qualcuno d’importante :-) figurarsi in quelle di altri.

sd@finanza,

Un servizio pubblico può diventare realmente produttivo, significa che è d’aiuto, di sostegno e accompagnamento a chi produce anzichè rompergli le palle, accompagnare chi produce, portargli gli attrezzi e evitagli inutili complicazioni anzichè creargliele.

kry
Scritto il 4 maggio 2014 at 07:46

sd@finanza,

…….il problema è la MONETA. Non concordo …. ma straconcordo. In un sistema di moneta fiat legata solamente alla finanza ed al profitto non è immaginabile un ” SERIO ” reddito di cittadinanza o esistenza. ( Et capit orfanello Dorf. :wink: ).

laforzamotrice
Scritto il 4 maggio 2014 at 08:29

kry@finanza,

Magari bastasse stampare per uscire dai guai. Sono illusioni, ma se vi piace sperare nei miracoli fatelo. Non facciamo però l’errore di sederci aspettandli, se la terra fa schifo, i semi muoiono.

soltero
Scritto il 4 maggio 2014 at 12:55

è un mix delle 2 problematiche o di più problematiche. Puoi stampare tutta la moneta che vuoi ma se non produci cosa mangi? la moneta? Oppure puoi essere efficiente e produttivo quanto vuoi ma se la moneta è in mano ad altri prima o poi ti rende schiavo
Ci possono essere altri fattori importanti che più o meno sappiamo tutti: politici, burocratici, dirigenziali ect.

sd
Scritto il 4 maggio 2014 at 22:01

laforzamotrice@finanza,

Laforzamotrice…..non cambiare il discorso……non serve non siamo in TV.

Io parlavo di definire la PRORIETA della moneta. Di chi è la moneta che circola in uno stato o unione di stati?

Guarda che a “stampare” moneta non è il POPOLO ma bensi i BANCHIERI e POLITICI a loro uso e consumo…..anche se non ho fatto le “scuole alte” (come te) un pochino sono informato di come fanno le banche a fare soldi……..o pensi che siano REALMENTE PRODUTTIVI invece che REALMENTE MANTENUTI dal POPOLO.

kry@finanza,

Kry cosa vuoi dire ?

SD

sd
Scritto il 4 maggio 2014 at 22:05

soltero@finanza,

Soltero

Guarda che io oggi ho gettato via un sacco di alimenti auto-prodotti…..perchè il mio vicino non aveva la MONETA per pagarmeli.

Che muoia di fame….problema suo

SD

kry
Scritto il 4 maggio 2014 at 22:12

laforzamotrice@finanza,

Lo stampare moneta come intendi lo fai con una moneta fiat e quidi concordo diventa pura illusione. Con altro sistema economico risulterebbe più praticabile una redistribuzione. Oltretutto in ITALIA come ha detto Soltero all’ attuazione del reddito troviamo due ostacoli insormontabili 1) soprattutto al sud POLITICO con il voto di scambio 2) di SINDACATI che si troverebbero con un potere minore ed eventualmente accetterebbero di buon grado il reddito solamente nel caso fosse gestito da loro stessi. Inoltre 3) Come tutte le cose serve BUON SENSO , RESPONSABILITA’ ed ONESTA’ che magari un nuovo sistema economico potrebbe far riemergere nella società.

kry
Scritto il 4 maggio 2014 at 22:19

sd@finanza,

Ciao SD. Forse ho interpretato male. Copio parte di quanto ho trovato scritto …… il problema è la MONETA. Sarebbe già un ottima cosa assicurare una vita dignitosa a tutti gli abitanti di questo paese…..poi se uno vuole…….

sd
Scritto il 4 maggio 2014 at 22:42

kry@finanza,

Kry. vuoi forse dire che con l’attuale sistema monetario fiat, gestito dalle banche centrali e non, non sarà possibile avere una redistribuzione della richezza prodotta attraverso un Reddito di Cittadinanza o Esistenza ?

Comunque il mono ha sempre funzionato cosi, chi ha il potere ha sempre cercato di aumentarlo o minimo mantenerlo con guerre o conquiste o accordi che in qualche modo sottraessero la richezza prodotta dai popoli.

Oggi la guerra finanziaria in atto stà semplicemente facendo la stessa cosa con metodi diversi.

I morti li conteremo alla fine……e io spero di esseci quel giorno.

Un saluto

SD

kry
Scritto il 4 maggio 2014 at 23:14

sd@finanza,

Kry. vuoi forse dire che con l’attuale sistema monetario fiat, gestito dalle banche centrali e non, non sarà possibile avere una redistribuzione della richezza prodotta attraverso un Reddito di Cittadinanza o Esistenza ?### Si Sd senza forse voglio dire quello che hai scritto. Ciao.

dorf001
Scritto il 5 maggio 2014 at 01:09

sd@finanza,

kry@finanza,

giovani. esiste anche un’altra via.

cooperare, non competere. questo dovrebbe essere il primo motto di una nuova economia. un’economia che non sia schiava dei numeri o del debito, ma sappia declinarsi nelle forme del gesto, della parola, dell’emozione, del dono e della speranza.
della cooperazione, della vita.
i 10 contributi raccolti in questo libro ragionano sulla possibilità di una riscoperta del cooperare come fondamento di questa economia del “noi”.
un noi capace di contrapporsi a quella egoeconomy che, in nome dell’estrema competizione e del denaro, ha generato la crisi e l’impoverimento delle nostre esistenze.
tra i tanto autori ci sono pure : becchetti, dacrema, de biase, magatti, elinor ostrom, sapelli e zamagni.
titolo : del cooperare. manifesto per una nuova economia.

siate umani, più umani.

finitela di essere uomini macchina. scovate la vostra umanità.

voi non site il vostro corpo, voi non siete il vostro pensiero. voi non siete il vostro denato.

siete molto di più ma non lo sapete. allora dovete cercarvi. capire chi siete.

siete una parte di DIO. ma dovete capirlo cercandovi veramente. ma potete farlo solo staccandovi dalla materialità.

soltero
Scritto il 5 maggio 2014 at 21:35

sd@finanza,

per sd
cosa devo fare? applaudirti?
anch,io autoproduco ma non butto via niente
se mi avanza qualcosa lo do a gente che ne ha bisogno
purtroppo sono imbarazzato nella scelta

luca.bongis
Scritto il 6 maggio 2014 at 08:58

In questi anni solo l’analisi storica, l’analisi empirica e comportamentale, mi hanno aiutato a comprendere l’arrivo della crisi e il rischio relativo di un fallimento del nostro Paese. Nessuno può prevedere il futuro, solo la storia ci può aiutare a comprendere le possibili dinamiche future.
Nel 1992 la Cina, era ancora la bella addormentata …….non si può sapere, se svalutando cambierà qualcosa visto che gli altri paesi non starebbero a guardare
Sono convinto che fuori dall’euro con questa classe politica non cambierebbe nulla questo di sicuro la storia lo ha insegnato…..

sherpa
Scritto il 24 maggio 2014 at 08:26

Qui sopra stà la differenza tra chi informa con argomenti (come Andrea e come Bagnai) e chi va in Tv con slogan che terrorizzano ma non hanno nessun fondamento (vedi ghiaccioli a 1000 lire del sottosegretario). Scusate lo slang, ma ‘sti pezzi di merda non votateli più.

john_ludd
Scritto il 24 maggio 2014 at 10:44

Affermare che l’euro è un fallimento e che è necessario cambiare la struttura di governo europeo e/o la composizione dei paesi aderenti all’euro è ormai come lamentarsi del fango dopo una settimana di alluvioni. Non serve, perché la direzione che è stata intrapresa è quella opposta e in tale direzione non solo si persevera ma pure si accelera, come questo frammento dimostra:

Oh dear, no stress test for Dexia

This is déjà vu all over again. When a big bank is likely to fail the stress test, official Europe simply shifts the goal posts. Reuters reports that the ECB’s supervisory had agreed to recommend to the GC to exempt Dexia from the adverse scenario of the stress tests – so that it must only hold adequate capital under the baseline scenario. The supervisory board had apparently recognised that Dexia is in a “special situation”…

… as presumably is every other European bank. Expect more of that. There is a lot of lobbying effort going on in the background right now. We don’t expect much recapitalisation of the European banking sector, certainly not of French or German banks. This entire exercise is politically fixed. It has already become apparent in the inflation assumptions in the adverse scenario – which are more optimistic than the European Commission’s own forecast. This is another one of those tests where the criteria adjust to the expected outcome.

Ora se invece vogliamo essere pratici e tentare di salvare il salvabile …

stanziale
Scritto il 24 maggio 2014 at 10:55

Ciao John, Buongiorno, credo che Andrea riportando alla luce l’articolo in questione, ad un giorno dalle elezioni, voglia dire piu’ o meno la stessa cosa efficacemente sintetizzata nel finale da Sherpa…

bano
Scritto il 24 maggio 2014 at 14:28

L’italia é si più povera,ma a pagare le conseguenze di tutto questo,spesso anzi senza spesso ma certamente sono e saranno le giovani generazioni,mentre i cosidetti diritti acquisiti non sono ancora stati toccati e questo si trasforma in una guerra generazionale fra vecchi e nuovi,i quali non di certo avranno il coraggio di tirare fuori i forconi o peggio il mitra,dovrebbe essere il buon senso dei cosidetti vecchi a portarli a dover accettare alcune rinunce di diritti acquisiti.
Come qualcuno scriveva ieri ,bisogmerebbe resettare tutto,ma A mio modesto parere non si resetta nulla SENZA GUERRE E MORTI PER LE STRADE E QUESTO SAREBBE IL MALE PEGGIORE.
Una soluzione credo sia la circolazione delle doppia moneta per lameno 10 anni ,diventerebbe un protezionismo nazionale della vera economia reale,ma solo con il divieto di fare nuovi debiti in euro ma solo in lire,ed inoltre il pagamento di ogni pensione e stipendio superiore a 2000 euro ,mentre la cifra eccedente potrebbe essere pagata in lire.

bano
Scritto il 24 maggio 2014 at 14:43

Ahhhh scusatemi.mi persento…..

Nick …bano,
Sono di rovereto (Trento)
Trader e investitore indipendente,

veleno50
Scritto il 24 maggio 2014 at 15:19

bano@finanza,
Concordo su tutto quello che riguarda i diritti acquisiti è una vergogna,ABBATTERLI CON LA RUSPA. bravo sopratutto a riguardo della guerra generazionale.è il momento di chi ha avuto tanto in passato e gli ha permesso di vivere agiatamente come il sottoscritto cominci a rendere indietro . 258miliardi di euro erogati nel 2013 per 16,5 miloni di persone. è li il cancro, stiamo sfruttando tutti voi che lavorate e quando sarà il vostro momento non ci sarà più nemmeno la polvere di un euro.li ha ragione Grillo al 100%

laforzamotrice
Scritto il 24 maggio 2014 at 15:20

Mi sembra che manchi un punto di partenza condiviso. Perchè non si organizza un dibattito sulla questione principale, cioè SU COSA E’ IL DENARO? Parlare di proprietà, di diritto di stampa, di valore e di tutto il resto mi sembra inutile, se non si sa di cosa cavolo stiamo parlando, e benchè abbia letto molto sull’argomento, non mi sembra che ci sia una posizione univoca. Ma è solo con un metodo di misura RICONOSCIUTO, ACCETTATO E CONDIVISO DA TUTTI che si può progettare qualcosa e realizzarlo, ma finchè non si arriverà li, sarà solo la classica torre di babele, e si sa com’è finita.

dfumagalli
Scritto il 24 maggio 2014 at 18:40

idiocrazia@finanza: Prodi

“Prodi? Quello che é andato al potere dicendo che i politici italiani fanno schifo perché gli elettori fanno schifo?”

Incredibile, quel tizio ha detto una cosa giusta in tutta la sua vita. Pensavo meno. :lol:

mirrortrader
Scritto il 25 maggio 2014 at 02:39

Bano.. mica male la tua idea.

laforzamotrice
Scritto il 25 maggio 2014 at 08:38

bano@finanza,

L’hai detto, il problema sono i vecchi. Occorre che la smettano di preoccuparsi del loro futuro, che approfittino del bene pubblico per preservare l’eredità ai figli. Devono produrre e spendere, e ad un certo punto, morire.

john_ludd
Scritto il 25 maggio 2014 at 10:00

laforzamotrice@finanza,

Definisci cosa e chi è vecchio e chi lo decide ? Poi coerentemente, arrivato in prossimità di quell’età suicidati, se il tuo livello è quello del tuo ultimo commento non sarà certo una gran perdita per il genere umano, sarà un dono… anzi facci un favore, anticipa il momento fatale, fallo ora !

silvio66
Scritto il 25 maggio 2014 at 10:38

john_ludd@finanza,

Dai John, non essere così severo, in fin dei conti oggi è un giorno di Festa Grande! :mrgreen: A riveder le stelle ragazzi, e Buona Domenica a tutti :D

stanziale
Scritto il 25 maggio 2014 at 12:41

Buongiorno a tutti, anzitutto una cosa: ultimamente i banner (si chiamano cosi?) cioe’ sarebbe pubblicita’, mi stanno rendendo la vita impossibile….clicco un sito e si aprono 7-8 altre finestre di pubblicita’ rallentando continuamente….ho superantispywere, avira , malwarebyte antimalware e wise disk kleaner….non servono a un tubo! Avete questo problema?
Volevo poi dire che non sono del tutto d’accordo con i vostri ragionamenti in ordine ai diritti acquisiti dei pensionati, leggendo i vostri ragionamenti credo state cascando in un trappolone del regime eurista…o meglio….ovvio che dovremo arrivare in definitiva, al ricalcolo ,e lo stato erogare quanto uno ha versato, ma non come sembra dai vostri intendimenti! Se ora si passasse dal ricalcolare le pensioni retributive al sistema contributivo, si otterrebbe un notevole risparmio, che sarebbe pero’ piccolo problemino interamente a danno del pil aggravando il rapporto debito/pil anche se non questo indice pompato dalle elite straniere ed accettato dai nostri traditori euristi al governo non conta un tubo….ed il governo venduto traditore piddino-puddino girerebbe interamente quanto risparmiato alle banche tedesche e francesi, come hanno gia’ fatto, tramite i fondi esm e quant’altro….ecco perche’ si sentono queti discorsi in giro, sui giornali di regime….non ci cascate! il sistema corretto e’ uscire dall’euro, svalutare applicando la lex monetae, , e piano piano riportare un pochetto indietro le pensioni retributive semplicemente rivalutandole meno delle altre…..tanto le industrie e l’economia ripartirebbero (ora la fo’ facile ma in definitiva sarebbe cosi’…)ovviamente le minime vanno sempre interamente rivalutate….

stanziale
Scritto il 25 maggio 2014 at 12:46

stanziale@finanza,

Mi ee’ sfuggito di dire che le pensioni retributive andrebbero piano piano indietro, volendo, perche’ con la moneta sovrana si arriva ad una sana inflazione al 3/5% che e’ la cosa migliore per l’italia .

bano
Scritto il 25 maggio 2014 at 13:28

laforzamotrice@finanza,

sai,è proprio quando si è vecchi ma sopratutto anziani che purtroppo a volte non si riesce mentalmente e fisicamente a spendere e godersi la cosidetta pensione,forse è anche una questione psicologica o mentale ,dato che quando gli viene proposto un acquisto ,ti senti rispondere “ho tutto e non mi serve niente”certo che quelli andati ante Fornero qualche canche la hanno ,mentre man mano che passa il tempo quelli che andranno ,moltissimi spenderanno quel poco che gli sarà dato nel percorso farmacia circolo anziani,e negozio del pane, e qualche gitarella con accompagnamento di badante

veleno50
Scritto il 25 maggio 2014 at 15:45

bano@finanza,

Potrebbero definirti troll dire che i pensionati devono rendere qualcosa, che non spendono un’euro.
laforzamotrice@finanza,
l’americano è come il Sordi(io so io e voi non siete un caxxo)

laforzamotrice
Scritto il 25 maggio 2014 at 20:00

john_ludd@finanza,

Beh, per essere uno che parla della fine del mondo, mi sembri troppo sensibile. Però che piaccia o no, il problema c’è, eccome. Fino a quando la società è in grado di reggere una popolazione % sempre più vecchia? In quanto al suicidarmi, non vedo perchè dovrei, visto che ci sono i buoni come te (forse) disposti a mantenermi fino ai mille anni. Un pò come tutti quei buoni che danno i 5 euro per salvare i bambini poveri, costa poco lavare la coscienza, ma poi li vorrebbero colare a picco quando adulti vengono qui. Siamo sempre di più con sempre meno risorse (il tuo cavallo di battaglia) però si deve lasciare tutto cosi com’è, sperando che i cinesi, africani e gl’indiani rinuncino consumare (o consigli il suicidio anche a loro?) perchè cosi permettono a noi vecchi e ricchi occidentali, di poter continuare a fare la bella vita, fino ai 150 anni. Sono curioso di vedere tutta questa bontà d’animo tra un pò, visto che vedo già cosa succede all’interno di un’azienda quando c’è l’aria di licenziamenti, quando sarà veramente dura e dove finirà tutta questà bonta melensa e ipocrita.

mirrortrader
Scritto il 25 maggio 2014 at 20:22

Stanziale. Installa adblock plus direttamente nel browser .
Es firefox su componenti aggiuntici lo cerchi e te lo installa. Poi sei libero dalla pubblicita invasiva.
Per gli Altri browser cerca info su web

stanziale
Scritto il 25 maggio 2014 at 20:45

mirrortrader@finanza,

Grazie Mirror, in settimana provo subito; a buon rendere.

mirrortrader
Scritto il 25 maggio 2014 at 20:47

Se invece usi dispositivi mobile Android lo puoi installare come proxy. Basta leggere le istruzioni. Non e difficile..

stanziale
Scritto il 25 maggio 2014 at 21:14

bano@finanza,

Beh ragazzi (lo dico anche a veleno e laforzamotrice) guardate che da vecchi possono anche venire malattie brutte, lunghe e costose. Con necessita’ di ricoveri in centri per anziani, o bisogno di una bandante. Ne’ so qualcosa anch’io purtroppo per un mio familiare strettissimo….quindi c’e’ anche da capirli gli anziani che temono queste cose, e non spendono…. stanno tagliando sempre piu’ il welfare, finora per il ricovero c’era un contributo pubblico, ma stanno via via tagliando i fondi (per darli a chi mi sono rotto di dirlo, tanto si sa’ come la penso…).

gnutim
Scritto il 25 maggio 2014 at 22:31

Quanti commenti buttati all’aria. Sui vecchi basterebbe riparametrare le spese mediche al reddito come x aliquota irpef,anzichè ticket gratis x etá anagrafica.
X le pensioni invece basterebbe pagarle con il metodo contributivo con un valore minimo

Scritto il 25 maggio 2014 at 22:34

FRONT NATIONAL di Le Pen è il PRIMO partito in FRANCIA :x
Invece in Inghilterra sembrerebbe quello di Nigel Farage, l’UKIP.
In Italia vedremo, speriamo che questa cazzo di corda si rompa finalmente anche qui.
Comunque a mio avviso questi risultati sono delle vere e proprie bombe atomiche,
addio EU :mrgreen::mrgreen::mrgreen:
OSS

gnutim
Scritto il 25 maggio 2014 at 22:35

Ma il vero problema è quello che solleva andrea.
Classe dirigente nuova
Autonomia monetaria e decisionale.
Nuovo del: ovvero nuova concezione di economia basata sulla collaborazione, una sorta di protezionismo ma dai benefici comuni. Ovvio che chi più ha non sarà d’accordo. Ma se non si prende questa strada non ce ne sarà x nessuno come suggerisce jhon

veleno50
Scritto il 26 maggio 2014 at 08:15

gnutim@finanza,

Tutto gratuito per chi ha 65 anni anche con un reddito lordo di 36000 mila euro.lo scrivevo anno scorso un soggetto lavorativo con 20000 mila euro all’anno e con a carico moglie figli deve pagare per i pensionati tutto gratuito . siamo alla pazzia

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