ITALIA:TESORO, MI SI E’ RISTRETTO IL DEBITO PRIVATO!

Scritto il alle 10:38 da icebergfinanza

Ve lo ricordate il leggendario anno del Signore 2011, anno dell’attacco all’Italia e al suo debito pubblico, mesi infuocati passati insieme a cercare di far comprendere che in realtà, la crisi europea era una crisi di debito privato e non pubblico, che il problema erano le banche tedesche, francesi ed inglesi e non italiane, che in realtà negli ultimi anni i debiti pubblici di Italia e Irlanda, Spagna etc, sono scesi o saliti meno degli altri, mentre fuori, media, analisti e giornalisti starnazzavano sulla fine del nostro Paese e in Europa si vendeva debito pubblico a catinelle per dare una lezione a chi osava uscire dall’euro?

Erano i primi giorni del 2012 quando scrissi… 

Vi lascio con un pezzo apparso sul SOLE24ORE che riassume i recenti dati relativi alle dinamiche del debito pubblico in Europa.

” I dati recentemente pubblicati dall’Eurostat sull’evoluzione del debito pubblico dei Paesi Ue nel terzo trimestre 2011, passati abbastanza inosservati, confermano che l’Italia ha avviato già nei mesi scorsi una seria politica di rigore nei conti pubblici, non ancora pienamente compresa ed apprezzata dai mercati. Infatti, alla fine del terzo trimestre del 2011 il debito pubblico italiano è risultato pari al 119,6% del Pil, in aumento solo di 0,5 punti rispetto al terzo trimestre del 2010. Si tratta di uno degli incrementi più bassi in assoluto registrati nella Ue-27, dove il debito pubblico complessivo è cresciuto di 3,7 punti di Pil, e dell’Eurozona, dove l’aumento corrispondente è stato di 4 punti di Pil.

Ci siamo comportati meglio di tutti gli altri grandi Paesi europei: infatti, il debito pubblico francese nello stesso periodo è aumentato di 3,2 punti di Pil, quello inglese di 6,9 punti e quello spagnolo di 7 punti. (…) 

Ovviamente tutta colpa del debito pubblico, figurarsi, al punto tale che hanno messo uno scienziato al governo, si il professor Monti, esperto di austerità espansiva, si quella progettata in una notte qualunque dove gli Alesini volavano, giusto giusto per far decollare il debito pubblico italiano, che oggi, mese dopo mese, batte ogni record storico!

Oggi in televisione, negli editoriali e sul web, prolificano quotidianamente, dotti, medici e sapienti, spesso venuti dal nulla, gente che durante gli anni d’oro dell’euro subprime, gli anni d’oro del dollaro subprime dormiva, spuntano come funghi ovunque, con le loro analisi, e si montiplicano nell’indifferenza generale, gente che stramba quotidianamente, che cambia idea un giorno si e l’altro ancora.

Noi di Icebergfinanza abbiamo Voi come testimoni, noi abbiamo il web, unici in Italia ad aver parlato di deflazione da debiti, “debt deflation” sin dal lontano e non sospetto 2008, si deflazione, quella parolina che oggi è sulla bocca di chiunque…

CRISI: Vegas, rischio deflazione e stagnazione in area Euro

Visco: attenti a rischi deflazione ma l’inflazione non cura il debito…

Non ci voleva nessuno scienziato per comprendere che la deflazione salariale e la ditruzione della domanda interna perseguita questa si scientificamente da Monti avrebbe amplificato il debito pubblico…

 

 

 

 

 

 

 

 

ZAKARIA: You need somebody to buy your products. Are you saying you want Germany to buy things from you?

MONTI: Well, we are gaining a better position in terms of competitiveness because of the  structural reforms. We’re actually destroying domestic demand through fiscal consolidation. 

We’re actually destroying domestic demand through fiscal consolidation.We’re actually destroying domestic demand through fiscal consolidation.We’re actually destroying domestic demand through fiscal consolidation.

“Stiamo effettivamente distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale”.

Non solo attraverso il consolidamento fiscale ma soprattutto deflaziondo salari, distruggendo occupazione in una spirale senza fine, una det deflation da manuale!

E poi prosegue con le sue elucubrazioni mentali…

Hence, there has to be a demand operation through Europe, a demand expansion.As you pointed out most clearly, we, for example, in Italy are having problems because we haveachieved very good fiscal results–but will they really be sustainable in the longer termunless the dominator, GDP, increases through growth?

Ma torniamo a noi tanto avremo tempo e modo, di scriverci un libro tra cent’anni forse chissà!

Su LINKIESTA un certo Fabrizio Goria, uno di quelli molto attivi nei mesi che furono a versare fiumi di inchiostro sul leggendario debito pubblico italiano all’improvviso, sulla via di Damasco scrive Il vero problema italiano è il debito privato

Il vero problema italiano è il debito privato?

Ossignùr vei zo dal perar…

Il male dellItalia potrebbe presto diventare il debito privato. Mentre il debito pubblico veleggia oltre i 2.100 miliardi di euro, oltre il 130% del Pil, quello privato non è da meno. Secondo le stime supererà quota 190% del Pil. Vale a dire poco più di 3.000 miliardi di euro. Una cifra monstre, considerata la dinamica di questa grandezza, che è in ascesa. E l’aumento dellindebitamento privato va di pari passo con la riduzione sia della ricchezza sia del tasso di risparmio, ai minimi dal 1980. Il risultato è una spirale mortale. Per capire quanto vale il debito privato italiano, si può guardare la definizione dellOrganizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che analizza lindebitamento di imprese e famiglie. Prendiamo il 1995. Il rapporto fra debito privato e Pil era del 127,74%, un valore elevato se visto da un ottica nazionale. Ma se si fa il paragone con la Germania, le cose migliorano. Nel 1995 infatti il debito privato tedesco era pari al 151,88% del Pil. Cifre analoghe per la Francia e per il Regno Unito. A sorpresa uno dei Paesi più virtuosi era la Grecia. Il debito privato ellenico, infatti, era pari al 51,85% del Pil.

Non è che ci voleva poi tanto per capirlo, e non servivano certo i dati Ocse letti a gennaio del 2014 , bastava seguire quella fonte inesauribile, stella polare di Icebergfinanza che è la BIS, Bank for Internationale Settlements alla fine del 2011, ma sai loro erano tutti li concentrati sull’uomo nero, attenti che se l’uomo nero arriva facciamo la fine della Grecia

 

Non solo i lettori di Icebergfinanza conoscevano alla perfezione la situazione ben prima, quando si parlava di debt deflation e deleveraging…

ma sanno anche che i dati ballano a seconda della musica che si suona in quel momento.

Ma sei il debito privato complessivo era pari al 198 % del PIL nel 2008 secondo McKinsey che non sembra essere l’ultima arrivata …

…e nel 2011 era al 203 % del PIL, come mai ora che è al 190 % si urla che il debito privato è il problema dell’Italia ?

A me pare che …tesoro mi si è ristretto il debito privato o ognuno usa i dati che vuole!

Se prendiamo quelli recentissimi di Bankitalia Banca d’Italia – Rapporto sulla stabilità finanziaria n. 6, novembre 2013

” Nel primo semestre dell’anno i debiti finanziari complessivi delle famiglie hanno continuato a ridursi (dell’1 per cento circa). Attualmente sono pari a circa il 65 per cento del reddito disponibile, contro l’80 per cento circa in Francia e Germania e il 120 in Spagna. Il calo dei debiti bancari, per i quali si dispone di informazioni aggiornate, sarebbe proseguito nei mesi più recenti.”

Volete leggere quella del semestre precedente…

“I debiti finanziari delle famiglie si stanno riducendo in valore assoluto, a seguito di un forte indebolimento della domanda di prestiti e di condizioni di offerta restrittive, in particolare nei confronti della clientela  più rischiosa.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si ma sai non conta tanto il debito delle famiglie ma quello delle imprese…

Non mi sembra che la tendenza sia cosi disastrosa in mezzo ad un’enorme debt deflation con tanto di deleveraging incorporato.

Restano le banche … a si le banche e fermiamoci qui perchè è meglio, troppo complicato per i miei gusti.

Quindi il debito privato è diventato il nuovo rischio italiano vero?

Ovviamente quando due anni fa pubblicai la situazione dei virtuosissimi olandesi, si i cani da guardia di Angelina, quelli che davano lezioni di virtuosismo contabile agli altri insieme agli olandesi …..

…dotti, medici e sapienti della stampa italiana facevano finta di nulla.

E gli altri cani da guardi si i filandesi, quelli che chiedono a garanzia Colosseo e Partenone?

Recentemente ci hanno fatto sopra addirittura un’indagine dalla commissione europea … Finland’s high house prices and household debt: a source of concern ma ovviamente pur …

Finnish house prices increased by about 84% relative to consumer prices over the last 20 years.

No clear evidence of housing market overvaluation.

Risks related to household debt appear moderate, but require continuous monitoring.

Ahahah ..nessuna chiara evidenza di bolla, rischi moderati a proposito di debito privato, ma meglio continuare a monitorare… ahahaha!

E a proposito di Francia, debito privato e bolle immobiliare…a ma questo è argomento per Madame Volatilitè!

Per non parlare poi dell’esposizione a questa orgia di debito privato fomentata dalle banche francesi, inglesi e tedesche …

 

 

Ora guardatevi i dati della Francia e leggete che scriveva Goria non più tardi di un paio di mesi fa… La Francia (per ora) non è il grande malato d’Europa

Per ora?  Ma se è già in crisi da mesi e soprattutto…Historical Data Chart 

Historical Data Chart

Il debito estero della Francia è esploso del 175 % in circa 10 anni, in Italia del 52 % senza contare che in piena crisi si è ridimensionato temporaneamente del 18 %.

 

In conclusione spesso e volentieri con il debito privato si usano parametri da polli di Trilussa… come sembrerebbe dire questo paper della BIS  How reliable and comparable are private debt measures: the French case

This paper has raised number of issues in the view of illustrating the possible major impact of choices that appear technical on the private indebtedness ratios, hence on the macro-economic assessment at the country level.
A few more general conclusions could be tentatively outlined:
• ‘the devil is in the details’ applies also for statistical measurement,
• therefore, apparently simple, ‘blind’, solutions can be misleading…
• further work seems both necessary and urgent at the international level in the field of private debt measurement.

…ovvero il diavolo nei dettagli vale anche per la misurazione statistica, apparentemente semplice e le soluzioni possono essere fuorvianti un ulteriore lavoro sembra sia necessario e urgente a livello internazionale nel campo della misurazione del debito privato.

Spero di non avervi annoiato!

Lo so, lo so sai ieri a Ballarò hanno detto che o sul giornale Goria scrive…

Appuntamento a stasera tardi con Madame Volatilitè! 

« SOSTIENI L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio cliccando sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie!

Inoltre Vi aspettiamo tutti per la nuova avventura su   METEOECONOMY  per condividere insieme nuove informazioni e analisi non solo economico/finanziarie attraverso la tempesta perfetta.

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 9.9/10 (27 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +17 (from 17 votes)
ITALIA:TESORO, MI SI E' RISTRETTO IL DEBITO PRIVATO!, 9.9 out of 10 based on 27 ratings
29 commenti Commenta
kry
Scritto il 17 gennaio 2014 at 11:12

Mmmm….. più che annoiato mi sento un tantino incaz…zato. A proposito e la ricchezza privata ….. si quella che mi sembrava si dicesse superiore ( almeno in qualcosa lo siamo ) a quella teteska dov’è, sparita?????

john_ludd
Scritto il 17 gennaio 2014 at 14:16

Oggi anche sul quel giornalaccio che è Repubblica è stato pubblicato un articolo di Fubini che merita il 6 a proposito della trappola in cui è finito il sud Europa. Fosse stato un pò più esplicito nello scrivere che è l’effetto di politiche disperate che per salvare l’euro dalla finanza d’assalto lo faranno cadere a causa della rinascita dei vari “…ismi”, avrebbe meritato 7. Non si può avere tutto, intanto chi non ha fiducia nell’euro si è visto regalare l’opportunità di vendere euro e comprare qualcosa di più robusto nel medio termine mentre nel lungo come diceva un tale che ne sapeva più degli altri, siamo tutti stecchiti. Basta saper tollerare un pò di volatilità.

icebergfinanza
Scritto il 17 gennaio 2014 at 14:20

…l’attimo fuggente! Chissà chi saprà coglierlo…

aglio
Scritto il 17 gennaio 2014 at 14:27

Stamattina al giornale radio hanno detto che eurstat modifichera il metodo di calcolo dei deficit, in modo che saranno avvantaggiati gli investimenti in ricerca e difesa.
Ci sta anche, ma mi sembra che Questi hanno scelto di cambiare il contachilometri x non variare la velocità!
E di aiutare un po la lobby degli armaioli, che se no sguazzano solo le élite finanziarie…

icebergfinanza
Scritto il 17 gennaio 2014 at 14:30

Per la prima vota da sei mesi si sta verificando una scorrelazione che gli amici di Machiavelli ben conoscono…

Eppur si muove!

ilcuculo
Scritto il 17 gennaio 2014 at 14:47

Risultati deludenti di Shell

john_ludd
Scritto il 17 gennaio 2014 at 14:49

aglio@finanza,

ti rammento che in seguito all’evento Lehmann sono state sospese le regole contabili che sino ad allora avevano seppure parzialmente, consentito un minimo di visibilità, sullo stato patrimoniale degli istituti finanziari. QUESTA sì è una solida spiegazione al mega rialzo di borsa (se non salgono i titoli finanziari non sale la borsa….)

john_ludd
Scritto il 17 gennaio 2014 at 15:05

ilcuculo@finanza,

i primi di una lunga lista… L’oil&gas è un’industria morente, le sarebbero necessari prezzi del petrolio molto più alti di quello attuale che è però il massimo che l’economia può permettersi. Quindi bassi guadagni = bassi cash flow = meno investimenti = meno scoperte = meno petrolio = meno economia = meno guadagni = etc…

si chiama collasso, ne scrivo da anni e solo perché altri ben più bravi ne scrivevano da molto prima. Intanto eserciti di analisti della domenica considerano Bernanke un idiota mentre ha dato loro qualche anno di vita in più. Credi che quella gente non sappia (molto) di più di quello che so io (e lo so perché sono dati pubblici, immagina poter leggere i dati riservati che raccontano del reale stato delle riserve dell’OPEC e/o di quanto è effimero il boom dello shale oil/gas…). Quanti abitanti ci sono nel pianeta del trallallero-trallallà?

stanziale
Scritto il 17 gennaio 2014 at 16:03

Il giovane Goria , e’un predestinato ad una fulgida carriera. E non ha neanche frequentato la Bocconi, quindi e’ talento innato, il suo… e il suo punto di forza , indubbiamente, e’ il saper essere (2007) costantemente aggiornato in tempo reale….

Scritto il 17 gennaio 2014 at 18:11

@Aglio
Beh, comunque la si possa pensare, gl’Armaioli” sono mille volte meglio del mondo della finanza, ricordate sempre che l’80 per cento della tecnologia di cui oggi usiamo, internet, informatica, gps, aereonautica ecc.ecc. è merito della ricerca militare. Se aggiungiamo che è lavoro vero, navi, armi e aerei, credo che alla fine dei conti fanno più bene che male all’economia.

Scritto il 17 gennaio 2014 at 18:12

E non dimentichiamo che nel “secolo della morte” il 900, secolo di guerre e stragi, siamo entrati che eravamo un miliardo, siamo usciti in 6 miliardi.

mirrortrader
Scritto il 17 gennaio 2014 at 18:47

un po macabro come ottimismo kurskit.
pero mi fai pensare che la crescita demografica esponenziale dell’umanita.. come in tutti i grafici.. stia iniziando una correzione di morte
io penso che siamo al capolinea.

mi ricordo al tempo delle superiori che in bliblioteca studiavo tutto quello non fosse del programma scolastico.. e mi ricordo del grafico esponenziale della crescita demografica. Meglio non pensarci.

aglio
Scritto il 17 gennaio 2014 at 21:41

john_ludd@finanza,

Giusto John,
non dimentico che hanno cambiato le regole contabili, e non dimentico il mark to fantasy.
Volevo solo dire che stanno continuando per quella strada.
La “dieta” prescritta non ottiene il “peso” desiderato? Non si cambia la dieta, usiamo una bilancia tarata diversamente.
Avremo “magri” sempre più scheletrici ed “obesi” sempre più opulenti, ma tutto “nel rigoroso rispetto delle norme”.

E a proposito di obesi.. http://www.youtube.com/watch?v=j4HVrM3So6c

@Kurskit

Se la maggior parte della tecnologia che usiamo tutti i giorni deriva dalla ricerca militare, va proprio tutto bene?
Possibile che a muovere la ricerca debba essere “l’obiettivo militare”? Oppure il perverso esasperato interesse commerciale stile Monsanto (che con l’ingegneria genetica ha creato vegetali che non fanno semi, obbligando i contadini a ricomprarli sempre da lei)?

Chissà invece quante utili invenzioni e scoperte sono già state realizzate, ma non sono messe al servizio del bene comune a causa di interessi militari o commerciali. (che ne è stato ad esempio dei lavori di Nikla Tesla?)

E quanto tempo, energia, denaro e – ultimo, ma non Ultimo – Persone sono stati sacrificati per realizzare armi sempre più sofisticate e micidiali!

Non discuto l’utilità della tecnologia e della ricerca. Ci mancherebbe altro!
Però giustificarne certe motivazioni mi fa venire in mente i sostenitori del “trickle down”.

Sogno un mondo diverso, dove si parta dall’Uomo.

(You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one… J. Lennon)

paover
Scritto il 17 gennaio 2014 at 23:58

ciao Andrea,
scusa se sono sempre off topic ma visto che parli di tes-oro forse non lo è poi molto :-) … non conosco il personaggio ma sono 20 minuti senza peli sulla lingua…. http://www.youtube.com/watch?v=7RLhpkaIC7g&feature=player_embedded#t=589
(german gold- the blaze)
ciao!

kry
Scritto il 18 gennaio 2014 at 08:29

aglio@finanza,
Bello Gaber. A me fa riflettere molto http://www.youtube.com/watch?v=YJAMc1gTSYw …… Noi che stiamo in comodi deserti
di appartamenti e di tranquillità
lontani dagli altri,
ma tanto prima o poi gli altri siamo noi……Si gli altri siamo noi
fra gli Indios e gli Indù
ragazzi in farmacie che ormai non ce la fanno più,
famiglie di operai, i licenziati dai robot
e zingari dell’est in riserve di periferia
siamo tutti vittime e carnefici
tanto prima o poi gli altri siamo noi. Ciao, grazie e buon fine settimana.

ilcuculo
Scritto il 18 gennaio 2014 at 10:15

aglio@finanza: Oppure il perverso esasperato interesse commerciale stile Monsanto (che con l’ingegneria genetica ha creato vegetali che non fanno semi, obbligando i contadini a ricomprarli sempre da lei)?

Il campo delle biotecnologie specialmente in Italia, è dominato da miti e leggende. Vuoi perché troppo spesso parlano di queste cose intellettuali, giornalisti e opinionisti con una preparazione umanistica e senza le conoscenze scientifiche e gli strumenti culturali minimi necessari per capire il tema e collocarlo nella giusta prospettiva. Vuoi perché i giornali, che quasi senza eccezioni non hanno una redazione scientifica, in casi come gli OGM si limitano a fare da cassa di risonanza delle veline passate dalle multinazionali o dai gruppi di pressione ambientalisti, politici o economici senza verificare se sono bufale o meno. Una dichiarazione di un politico ignorante sul tema ma desideroso di seguire gli umori degli elettori rimbalza in poche ore dal lancio di agenzia a centinaia di siti web e blog. Che sia vera o falsa poco importa. Il risultato è che il cittadino sente, su questo tema, tutto e il contrario di tutto, ed è giustamente disorientato. Ma questo vale per qualsiasi argomento.

Cominciamo con il mito sicuramente più persistente: moltissime persone sono convinte che gli OGM siano sterili. E non è difficile trovare articoli dove, dopo aver affermato che gli OGM sarebbero sterili, si pone l’attenzione sul problema della loro coesistenza con le colture tradizionali, in quanto il polline “contaminerebbe” le altre colture.

Ora, non è possibile sostenere entrambe le cose: o gli OGM sono sterili, oppure non lo sono e possono “contaminare” le controparti tradizionali.

Gli OGM infatti non sono sterili.

Non c’è nessun motivo biologico per cui gli OGM debbano essere sterili.

Peraltro molti vegetali non OGM che acquistiamo regolarmente provengono da piante sterili, che non producono semi. Le banane ad esempio. Pensate a tutta la frutta senza semi che è diventata molto popolare ultimamente, dall’uva ai mandarini ai cocomeri. Sono sterili e nessuno si straccia le vesti. A quanto pare però l’idea che gli OGM possano essere sterili turba il sonno a molti attivisti e oppositori.

In ogni caso nessun OGM oggi in commercio è sterile. Se lo fossero non ci sarebbero problemi di coesistenza.

Se volete verificare potete dare un’occhiata all database degli OGM approvati o regolamentati (quelli in commercio sono molti meno) http://cera-gmc.org/index.php?action=gm_crop_database&mode=Synopsis

Probabilmente molte persone “di città” credono davvero che all’alba del duemila la maggior parte degli agricoltori salvino ancora i semi per riutilizzarli l’anno successivo invece che acquistarli ogni anno da fornitori che selezionano le sementi e ne garantiscono la resa. Per non parlare dei semi ibridi che, per loro natura, vanno ricomperati ogni anno pena la perdita progressiva delle qualità desiderate.

john_ludd
Scritto il 18 gennaio 2014 at 11:04

ilcuculo@finanza,

Ottimo commento. L’ignoranza sui temi scientifici è ben più diffusa e molto più grave che quella sui temi economici e finanziari. Dai mirabolanti e salvifici brevetti che i cattivi tengono “chiusi nei cassetti” agli studi di Tesla. Quest’ultimo caso è emblematico. Tesla fu tutt’altro che un oscuro scienziato ostracizzato dal potere ufficiale. E’ stato il padre della corrente alternata e dei campi rotanti, fu una celebrità in vita e divenne eccezionalmente famoso ma raggiunta la tarda età (è morto che aveva quasi 90 anni) esasperò i propri atteggiamenti eccentrici (diciamo che era un genio ma era anche folle) sino al punto di superare abbondantemente il punto del non ritorno del ridicolo. Famosa la sua polemica sulla teoria della relatività di Albert Einstein che egli pretendeva essere stata inventata 200 anni prima. Il personaggio è pure assai controverso sull’aspetto dei brevetti etc… Era un tipo geniale, sufficientemente eccentrico e folle da attirare quella curiosità morbosa che la folla pone da sempre su questo genere di personaggi, causata per l’appunto dalla totale mancanza di una base scientifica.

Nello specifico, l’agricoltura industriale è tema tra i più delicati e meno trattati sui media e quando ciò avviene si supera ogni record di idiozia. Ma c’è un punto che vorrei far presente. Così come tutto il resto l’agricoltura odierna (intensiva/industriale) è oggi molto più dipendente dai combustibili liquidi fossili. Prima del 2040 la disponibilità totale residua sarà inferiore al consumo odierno per usi agricoli. Di questo non si parla. Ci sono possibili parziali soluzioni ma richiederebbero investimenti molte volte superiori a quelli effettivi. Non solo ci stiamo andando a schiantare ma lo stiamo facendo in molti modi diversi su quasi tutti i terreni sui quali operiamo. Se il tema del collasso della biosfera ti interessa ti posso fare avere qualche link; il materiale è in inglese.

Ne ho scritto brevemente un paio di giorni fa, riportando due frasi non mie ma perfette, ma evidentemente non serve, la gente non vuole comprendere la differenza tra speranza e illusione, si butterà sulla seconda invece che sulla prima e si schianterà come è sempre accaduto.

ilcuculo
Scritto il 18 gennaio 2014 at 13:31

john_ludd@finanza,

Gli OGM sono una parte importante della sostenibilità alimentare e agricola in generale.

Il Cotone BT per esempio permette a parità di energia e con il 50% di antiparassitari di raddoppiare la resa per ettaro.

kry
Scritto il 18 gennaio 2014 at 15:26

john_ludd@finanza,

Ciao john, gli effetti dei disastri sono subito evidenti mentre per guarire dalle malattie ci vuole sempre del tempo. Innanzitutto anche se non ti può interessare ti posso garantire che seduti al tavolino di un bar si parla di quello che scrivi. Poi cosa vuoi siamo sempre nella patria che dal dire al fare ci sta di mezzo il mare. Come dici molto probabilmente ci si illuderà che rifugiandosi nell’illusione si risolverà tutto senza rendersi conto che in realtà si sta fuggendo e la fuga porta un conto doppiamente salato. Non è vero che hai scritto della differenza tra speranza e illusione solo due giorni fa, io ricordo ancore la frase —*) è illusione che scienza e tecnologia da sole possano risolvere i nostri problemi; idolatrare l’una e l’altra è solo una forma moderna e pseudo razionale di religione assolutistica—- che quidi si può riallaciare a quanto detto sopra e ricordo anche sempre dello stesso commento—-La speranza va coltivata, l’illusione va combattuta anche con rabbia perché rende vana la possibilità di coltivare la speranza. —-A chi può interessare il resto del ommento lo trova http://icebergfinanza.finanza.com/2013/10/15/legge-di-stabilita-il-canarino-nella-miniera-50-dei-risparmi-bruciati/ ti ringrazio ancora per le due frasi precedenti:Dammi il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare, la serenità di accettare quello che non posso cambiare e la saggezza di comprendere la differenza tra le due.
– Preghiera della serenità
La speranza è cosa totalmente differente dall’ottimismo. Non è la convinzione che una qualcosa possa finire bene, ma la certezza che qualcosa abbia senso a prescindere di come vada a finire.
– Vaclav Havel. —- E poi john sono passati 2000 anni da quando chi predicava di mammona è stato crocefisso e suo cugino voce di uno che grida nel deserto ci ha rimesso la testa e le cose non sono cambiate per cui ti chiedo di non smettere di scrivere perche pensi sia inutile al più perderai un pò di tempo e se non ti va piu di parlare di finanza …..parlaci di Coltrane. Ciao e buon fine settimana ( nonostante il tempaccio che so che t’infatidisce moltissimo).

aglio
Scritto il 18 gennaio 2014 at 17:24

@john ludd @cuculo

Ammetto la mia ignoranza scientifica e riconosco che il mio commento sui semi e la Monsanto non ha delle gran basi.
Devo dirvi grazie per i vostri post, perchè mi aiutano a vedere le cose sotto una luce diversa, però non è che sia proprio tranquillo…

E’ che di recente mi era arrivata una richiesta di appoggiare una petizione sul tema
(http://www.avaaz.org/it/monsanto_vs_mother_earth_loc/ – magari è capitato pure a qualche altro lettore),
così avevo provato di capirne un po’ di più, e cercando in rete mi ero imbattuto in questi articoli:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12483

http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/10192-monsanto-petizione-brevetto-sementi

http://blogeko.iljournal.it/incerottare-la-bolla-che-sta-scoppiando-la-gran-bretagna-lancia-la-crociata-ue-pro-ogm/73781

Bè, mi piacerebbe proprio sapere meglio come stanno veramente le cose.

Anche riguardo a Tesla, mi aveva colpito la storia che aveva realizzato un’auto che non aveva bisogno di motore (http://www.disinformazione.it/automobiletesla.htm) perchè era riuscito a sfruttare in qualche modo l’energia magnetica ed elettrica naturale della Terra.

Se potete darmi maggiori info, sarei ben contento di ridurre il mio grado di ignoranza.

kry
Scritto il 18 gennaio 2014 at 19:12

aglio@finanza,

Qui trovi il resto dell’articolo de ” Ilcuculo”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/18/miti-ogm-1-semi-sterili/

Scritto il 19 gennaio 2014 at 09:35

mirrortrader@finanza,

kry@finanza,

Non so che dirvi, non è questione di ottimismo o pessimismo, ma sembra che l’uomo renda meglio se è sotto pressione che se non lo è, e la guerra mette sotto pressione.Non dico dia bello o giusto, mi limito ad osservare che sse non fosse per le guerre forse lo sviluppo occidentale sarebbe indietro di cento anni. Perfino lo sviluppo sociale si è avvantaggiato nelle guerre, ile rivoluzioni di solito sono conseguenza di guerre perse, o ad esempio, nella 1a guerra mondiale le donne sono uscite dalle case e dai lavori “da donne” grazie alle necessità di sostituire gli uomini al fronte, e hanno cominciato ad prendere una diversa coscienza di se. Contadini assolutamente ignoranti e retrogradi hanno cominciato a conoscere la tecnologia con l’uso dei mezzi meccanici e delle armi in guerra. L’industria ha potuto investire somme enormi per sviluppare nuovi metodi di lavoro e nuove tecnologie grazie all’economia di guerra. Tutto ha i suoi pro e i suoi contro. L’intelligenza consiste proprio nel trovare l’equilibrio tra loro

glare
Scritto il 19 gennaio 2014 at 16:47

@ [email protected]

La guerra porta sempre solo distruzione e morte..i pochi effetti positivi si hanno per lo “sdoganamento” e l’utilizzo di prototipi nati per altri scopi e riadattati in campo militare e bellico non viceversa (fa eccezione il solo internet).. lo sviluppo sociale non si crea durante le guerre ma al più nel postguerra quando lo sforzo per la ricostruzione porta a tirare fuori “le palle” e ad arrangiarsi con quel poco che si ha e soprattutto con buone idee.

I maggiori cambiamenti si hanno quindi durante i periodi di crisi economici e strutturali.

Ad oggi quello che può mettere sotto pressione gli obiettivi globalistici e ripensare il capitalismo è solo la caduta repentina dell’occidente..patria del moderno turbocapitalismo.
La caduta degli Usa e dei partner legati ad essa potrebbe infatti, innescare un’insieme di cambiamenti volti a trasformare le regole economiche e sociali dell’intero globo ma perchè ciò avvenga si deve creare una bolla di debito e di liquidità così elevata da coinvolgere tutti i paesi del WTO e le due monete di riferimento : $ e Yuan.

Vediamo come siamo messi.
Tra il 2014-2020 sono probabili lo scoppio di quattro bolle in successione nei seguenti campi:

– Valute
– Debito
– Informatica
– Immobiliare

I paesi che più rischiano uno scoppio di una bolla valutaria sono quelli anglofoni (Uk e Usa) a questi si può unire l’Australia ma non il Canada..tutti questi sono stati condizionati da politiche di alleggerimento che a breve provocherà un vero e proprio maremoto finanziario.

I paesi che più rischiano lo scoppio di una bolla del Debito sono Olanda, Belgio, Lux.. ma a questi possono unirsi anche degli insospettabili quali Francia e Germania..tutto ciò è spiegato in modo molto accurato da Andrea.. i paesi Med hanno già dato e si trovano ora nella fase successiva alla crisi del debito.

I paesi che rischiano la maggiore perdita economica per lo scoppio della bolla informatica-tecnollogica sono: Usa – Cina – Sud corea e Giappone..questa bolla potrebbe avere risvolti mondiali davvero notevoli visto l’importanza e il peso economico di alcune aziende come Google, Facebook, Apple,Samsung, Paypal..etc.

Infine si attende la definitiva esplosione dell’immobiliare , purtroppo di nuovo negli Usa in Canada, in Europa centrale e meridionale, in Cina, nei paesi Arabi..con in primis il Dubai.

A conti fatti Il Paese con migliori prospettive tra le super potenze risulta essere la Russia e non la Cina legata in un patto a doppio sangue con gli Usa

In Europa i paesi con migliori prospettive sono quelli Baltici che possono contare su enormi riserve di Energia e minore sudditanza.

E’ chiaro che chi detiene il potere è consapevole di questi problemi e cerca in ogni modo di posticiparli con le pessime conseguenze di accrescere ulteriormente le bolle e creare destabilizzazione politica, economica e sociale in tutte le nazioni.

Scritto il 19 gennaio 2014 at 18:56

glare@finanza,

Spiacente, ma non sono d’accordo. “Sdoganare” idee e prototipi per te è poco? Sai quanti progetti interessanti rimangono bloccati fino ad essere dimenticati? Sai quanti progetti non avrebbero mai visto la luce se non ci fossero stati finanziamenti militari? La guerra è come gl’incendi nelle foreste, porta rinnovamento in mezzo a situazioni che spesso sono cronicizzate.
Per il resto del commento… può essere un’ipotesi ragionevole.

glare
Scritto il 19 gennaio 2014 at 22:09

[email protected]

Si non sono stato molto chiaro, purtroppo solo le guerre e gli interessi di poche multinazionali portano alla luce alcune idee e prototipi che altrimenti vedrebbero il buio dei cassetti o dei magazzini..però è sempre la crisi (qualunque essa sia) che porta tanti cambiamenti.. e tra questi vi è anche la guerra

mirrortrader
Scritto il 20 gennaio 2014 at 00:06

Guadrate che gli OGM suppongo li facciano sterili per non aver problemi di contaminazione globale.
Ed è cosa buona e giusta.
Se vuoi l’OGM lo compri, se vuoi il naturale ti compri quello. Dovrai investire in manodopera, veleni ecc.
Preferisco il naturale ma non credo sia cosi come la raccontate.
E’ solo report che spara cazzate, come spesso fa, che gli OGM contaminano le piantagioni vicine !!!

A quel che so gli OGM sono sterili per non correre rischi, ma non sono un esperto del settore.

mirrortrader
Scritto il 20 gennaio 2014 at 00:08

Kurskit ha pienamente ragione.
Siamo un popolo di rammolliti. Molto spesso è la pressione che fa uscire idee, la forza della disperazione, l’avere l’acqua alla gola.

La guerra io spero di non vederla mai, ma si sa, è dalla merda che nascono i fiori.

mirrortrader
Scritto il 20 gennaio 2014 at 00:16

http://www.youtube.com/watch?v=qd26426Rfsg

visto che siamo in tema eehhe

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
Articolo dal Network
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Oggi il Ftse Mib si sta comportando nelle prime battute meglio degli altri indici europei dopo aver
Nei miei post ho sempre cercato di “stimolare” la mente dei risparmiatori e anche dei consul
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
I giornali vivono di mode. Tendono a pubblicare e dare maggior visibilità alle notizie “che t
Ftse Mib: l'indice tricolore tenta nuovamente il break dei 22.000 punti, anche se la conferma l'avre
I fondi pensione sia a prestazione definita che a contribuzione definita possono soddisfare gli  ob
Audizione del presidente della FED. Tutto va a gonfie vele, tutto va come previsto, tutto bene. E
Di cosa pensa la storia sulle banche centrali lo sapete già, la rersponsabilità delle più gra