EUROPA: LA CRISI E’ FINITA!

Scritto il alle 10:51 da icebergfinanza

 

Non più tardi di alcuni giorni fa …

(AGI) – Berlino, 28 dic. – Il pericolo che l’euro salti e’ ormai completamente eliminato, mentre l’evoluzione della crisi ha imboccato una strada positiva. Lo afferma Mario Draghi in un’intervista allo ‘Spiegel’, spiegando che “la crisi non e’ superata, ma ci sono segnali incoraggianti”, poiche’ in molti Paesi l’economia si sta riprendendo, le disuguaglianze nel commercio europeo si riducono e i deficit di bilancio diminuiscono.

Affascinante davvero la crisi ha imboccato una strada positiva non perchè la disoccupazione diminuisce o le disuguaglianze di reddito si attenuano ma perchè le disuguaglianze nel commercio europeo si riducono!

I deficit di bilancio diminuiscono…diminuiscono…diminuiscono!

Sulla base dei dati preliminari del mese di dicembre, il fabbisogno annuo del settore statale del 2013 si attesterebbe sui 79,7 miliardi, che si confrontano con i 49,5 del 2012. Il risultato, spiega l’Economia, «sconta operazioni straordinarie, fra le quali si segnalano: l’aumento dei pagamenti dei debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni, la partecipazione all’aumento di capitale a favore della Banca Europea per gli Investimenti, la sottoscrizione di strumenti finanziari a favore del Monte dei Paschi di Siena e gli incassi relativi alla cessione di Fintecna». (Sole24Ore)

… e intanto lo spread diminuisce torna a 200 punti e si preparano i festeggiamenti, con la probabile istituzione della festa dello spread dimenticando che i rendimenti sui titoli decennali sono sempre più alti del minimo del mese di maggio di ancora un 0,20 % e che lo spread è sceso solo perchè nel frattempo è salito il rendimento dei bund tedeschi, ovvero il costo del debito tedesco è aumentato.

Come scrive il nostro Danilo PMI manifatturiero al top ovunque, tranne che in Francia E si tranne che in Francia con un crollo a 47 punti il minimo da circa 7 mesi…ora forse qualcuno capirà per quale motivo da tempo dico di cercare di spegnere in fretta la miccia della baguette…

Mentre Gli italiani si scoprono euroscettici in Spagna almeno il 70 % della popolazione non crede nella ripresa e i giudici sono loro non certo le bellezze in fondo al tunnel che i governi quotidianamente presentano. 

E si potrebbe andare avanti all’infinito elencando i messaggi di fine anno dei politici europei, tutti nessuno escluso, fiducia istituzionale condita di promesse inutili e irrealizzabili.

Tornando a Draghi il bello è che sta passando il suo tempo a cercare di tranquillizzare i tedeschi … “C’era la paura perversa che le cose andassero verso il peggio”, spiega Draghi, “ogni volta si diceva: per l’amor di Dio, questo italiano distrugge la Germania”, mentre invece e’ accaduto il contrario, poiche’ “l’inflazione e’ bassa e l’insicurezza e’ diminuita”.

E invece … i tedeschi non temono l’inflazione, anzi la snobbano   I timori successivi all’introduzione dell’euro circa il rischio di un aumento del costo dei beni “non si sono concretizzati”, dicono invece gli analisti di Gfk, società di ricerca concentrata sulle abitudini di consumo dei tedeschi: “I nostri studi mostrano che non c’è particolare paura dell’inflazione”, riporta l’agenzia Bloomberg. Certo, l’inflazione risalirà in Lettonia che ieri ha adottato l’euro abbandonando la valuta nazionale (il lat) ma non è un processo generalizzato. Non solo. Anche per uno come Bert Rüup, ex presidente dei consiglieri economici della cancelliera Angela Merkel (i cosiddetti “cinque saggi”) e presidente del Handelsblatt Research Institute – che ha condotto una ricerca sul tema basata su sondaggi tra gli investitori privati tedeschi – dopo quattro generazioni è in “forte dubbio” che l’inflazione preoccupi più la Germania che gli altri paesi dell’Eurozona. L’angoscia da inflazione è inferiore in Germania rispetto a Gran Bretagna, Francia e Austria, dice uno studio della Commissione europea. I giovani, poi, non percepiscono il problema mentre gli anziani, che hanno sperimentato l’iperinflazione (quando i beni alimentari si pagavano con valigie piene di contanti), ora pensano che non c’è un rischio paragonabile.

Ma guarda un pò e ora chi glielo dice a Weidmann e ai paranoici della Bundesbank, soprattutto ora che la crisi ha imboccato una strada positiva, … Deutsche Bundesbank – Interviews – Sense of security possibly false

“La situazione attuale dell’euro e’ paragonabile a quella di chi al momento si trova in clinica per una cura di ‘riabilitazione’ dopo una malattia, con ricadute possibili in qualunque momento. Lo afferma in un’intervista alla Bild il presidente della Bundesbank (Buba), Jens Weidmann, secondo il quale ‘al momento i mercati finanziari si sono calmati, ma questa puo’ essere una sicurezza ingannevole'” (Repubblica)

Purtroppo gli specialisti del terrore alemanno hanno in parte ragione, ma come i lettori di Icebergfinanza ben sanno noi preferiamo affidarci alla storia e alla realtà empirica.

Mentre gli americani vivono nel migliore dei mondi possibili in attesa che 1,3 milioni di loro i si risveglino da un lungo sonno e scoprano di non aver più diritto ad alcun sussidio di disoccupazione, i loro giornalisti non vedono l’ora di tornare a fare le pulci al debito europeo, leggendo tra le righe dell’ultimo lavoro di Rogoff e Reinhart, due vecchie conoscenze dei lettori di Icebergfinanza… Repression, Restructuring, Inflation to Cut Europe’s Debt?

Ma facciamo un passo indietro ed esattamente al maggio 2010 quando su Iceberfinanza scrissi …

Come abbiamo già visto empiricamente esistono solo 4 soluzioni per cercare di fuggire da una “deflazione da debiti” attraverso un processo di deleveraging che storicamente ha bisogno di almeno dai 6 agli 8 anni. Questo grafico della McKinsey gli riassume riportando anche le dinamiche storiche.

 
a) “Belt-tightening” ovvero una crescita futura del debito inferiore a quella del PIL, attraverso un calo del debito in termini nominali.

b) “High inflation” aumento nominale della crescita attraverso la creazione di inflazione, la quale riduce il rapporto debito/crescita economica.

c) “Massive default” contrazione del debito ad opera di fallimenti generalizzati pubblici e privati.

d) “Growingout of debt” una dinamica nella quale l’economia mostra una rapida crescita che fa diminuire il rapporto debito /PIL

Tralasciando l’ipotesi a e d in quanto la crescita economica  mondiale attuale è anemica e insufficiente a spegnere l’incendio del debito, incapace di ridurre il rapporto debito e crescita economica, non restano che l’opzione b e c.

Bene detto questo proseguiamo e torniamo all’articolo del Wall Street Journal…

Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff sottolienano che i politici europei in gran parte ignorano  gli strumenti che sono stati utilizzati in passato per tagliare il debito, dei governi e del settore privato, quindi ignorano la storia, Draghi compreso.

Questi strumenti comprendono la ristrutturazione del debito,l’ inflazione e la  “repressione finanziaria”  La strategie europea invece si è concentrata sul taglio dei deficit e sulle “riforme strutturali” con le quali i politici sperano di generare crescita economica.

Un pò come oggi Renzi, ignorando la storia pensa di risolvere il problema lavoro, cambiando per l’ennesima volta inutilmente l’articolo 18, mentre il lavoro manca o meglio mentre l’unico scopo delle strategie politiche europee è stato quello di deflazionare i salari e cancellare occupazione per riequilibrare il nulla.

L’ Europa e le altre economie in via di sviluppo non vogliono imboccare la strada della ristrutturazione-inflazione-repressione nella riduzione del debito,ma la storia dice il contrario ovvero nella maggior parte delle economie avanzate, ristrutturazione del debito o conversione, repressione finanziaria e l’inflazione più alta sono stati parte integrante della risoluzione di importanti crisi di debito.

Cosa significa questo per la zona euro? Che i politici sono ancora nel “ciclo della negazione,” La ristrutturazione del debito della zona euro sarà necessaria ben oltre ciò che è attualmente in discussione. E la “mutualizzazione” del debito tra vari paesi della EU, non è probabilmente una buona alternativa, scrivono:

… La dimensione del problema generale è tale che la mutualizzazione potrebbe potenzialmente causare una continua crescita lenta o addirittura la recessione nei paesi core, ingrandendo i loro problemi di sostenibilità già impegnativi per il debito e programmi pensionistici.

In primo luogo, l’Europa ha già fatto un passo lungo la strada della ristrutturazione del debito. La Grecia ha imposto la ristrutturazione del suo debito mentre i creditori delle banche in Spagna, Cipro, Paesi Bassi, Slovenia e Danimarca hanno assorbito le perdite  della ristrutturazione del settore bancario in quei paesi. La nuova  “unione bancaria” della zona euro assicura che i creditori bancari dovranno sostenere le perdite del settore bancario in futuro continuano i die economisti.

Nel frattempo, i ministri delle finanze di tutta la zona euro meridionale stanno torcendo le braccia dei loro banchieri per costringerli a fornire finanziamenti ai loro governi a corto di liquidi. Questa si chiama repressione finanziaria ed è in pieno vigore.

La questione, tuttavia, rimane conclude l’articolo, cosa fare sulla quantità significativa del debito ancora detenuto dalle famiglie, aziende e governi? Alcune severe leggi fallimentari in Europa rendono difficile per il settore privato sbarazzarsi di questo debito. E la Banca centrale europea non ha la volontà – forse anche il potere – di generare inflazione sopra il 2% che renderebbe più facile per tutti i settori dell’economia europea  scrollarsi di dosso i loro debiti.

Lo so, lo so ci vuole speranza, ottimismo, ma bisognerà pur seguire gli insegnamenti della storia, bisognerà pur comprendere con quale serie impressionante di errori strategici si è gestita questa depressione economica, bisognerà pur cercare di comprendere che l’austerità espansiva messa in atto è un’autentica fesseria, prima di continuare a somministrare le solite fallimentari ricette della troika e del fondo monetario internazionale.

I compagni di viaggio di Icebergfinanza di vecchia danno sanno a memoria cosa racconta la storia, quello che è accaduto e cosa è necessario per uscire da questa crisi a partire dalla completa nazionalizzazione di buona parte del sistema finanziario mondiale con annessa repressione finanziaria nei confronti degli azionisti e obbligazionisti.

Il rinvio di sei mesi comporta una serie di conseguenze, è bene conoscerle per evitare il solito attendismo all’italiana foriero di disastri. Il rinvio dell’aumento significa il rinvio del rimborso dei tre miliardi e rotti di euro dei “Monti bond” concessi dallo Stato. Lo spostamento di data a giugno rischia di far saltare l’aumento se le condizioni di mercato, dopo le elezioni europee, saranno meno favorevoli di quelle attuali. Cosa probabile perché con il prossimo “stress test” che valuterà il rischio delle banche europee da parte della BCE, premessa per l’Unione Bancaria, molte banche faranno ricorso ad aumenti di capitale. MPS si troverà così in un periodo di forte affollamento di aumenti di capitale.
La futura difficoltà nel raccogliere capitali privati potrebbe spostare il problema sulle spalle dello Stato italiano aprendo la prospettiva di nazionalizzazione della banca. Ipotesi che, in sé, è positiva. Tale scenario però può non essere indolore. Nazionalizzare nel bel mezzo del processo dell’Unione Bancaria e della nuova disciplina di bail-in comporterebbe una probabile imposizione di perdite ad obbligazionisti e depositanti prima di un intervento dello Stato. Insomma, pagherebbe sempre Pantalone. La Fondazione ha giustificato la sua scelta con il rischio che l’aumento venisse sottoscritto da investitori privati esteri, può essere… ma è probabile che adesso l’unica vera alternativa alla nazionalizzazione diventi la cessione di MPS ad una banca estera. Un rischio ancora più grande. La morale di questa vicenda è che MPS diventi un agnello sacrificale chiesto dalla Germania all’Italia per dare l’esempio ai mercati come preda a quattro soldi per una delle sue banche, o come caso “cipriota” di salvataggio con i soldi dei depositanti e degli obbligazionisti.
Monte dei Paschi di Germania

Quando nella primavera del 2011 uno dei pochissimi in Italia, ben prima che si scatenasse l’inferno sul nostro Paese,  raccontavo degli squilibri e delle responsabilità delle banche tedesche francesi ed inglesi in questa crisi, assecondate dalla politica, in molti mi prendevano per pazzo, uno che cercava di nascondere le nostre responsabilità, inventandosi inesistenti teoremi, come quelli dei fondi di salvataggio che servivano solo a trasferire liquidità alle banche tedesche e francesi che avevano acceso la miccia che avrebbe fatto deflagrare l’Europa intera.

Le responsabilità della nostra classe politica ed imprenditoriale, le responsabilità dell’ambiente finanziario sono chiare, con l’evidente complicità di un popolo spesso e volentieri connivente, ma non è possibile fare sempre di tutta l’erba un fascio.

Fanno tenerezza quelli che continuano a guardare alla Germania o ad altri Paesi come modelli di rettitudine, abbiamo molto da imparare gli uni dagli altri, ma finiamola di evidenziare solo gli aspetti negativi di questo Paese.

Se qualche bella addomentata in questo Paese crede che lassù siano tutte rose e fiori si legga questo ...Milioni di euro per le forniture d’armi, scandalo corruzione sull’asse Berlino-AteneLe rivelazioni dell’ex numero uno della Direzione Armamenti della Ministero della Difesa greco Antonis Kantà aprono un nuovo fronte sulla fornitura di armi tedesche ad Atene. Circa 18 milioni di euro sarebbero dirottati verso funzionari greci per “incoraggiare” l’acquisto Milioni di euro per le forniture d’armi

Se poi qualcuno crede veramente che la devastazione sociale ed economica di un Paese possa portare ad un cambiamento, sappia che in Grecia nonostante tutto quello che è accaduto … la Casta resta impunita.

A salvare la casta ellenica non c’è solo la legge sul meccanismo ministeriale che agisce come strumento di impunità, penale e civile, ma la strada che può assicurare loro l’immunità e l’indennità passa proprio attraverso la Camera. Dove il regolamento attualmente in vigore non facilita l’accesso alle informazioni dei membri, così è complicatissimo indagare su presunti reati attribuiti ai politici. Anzi, proprio questo ritardo favorisce la scadenza dei termini.

Nel frattempo anche il buon Pritchard, euroscettico di vecchia data sino al midollo,  non perde l’occasione di elaborare il documento dei due economisti …  Debt burdens in developed nations have become extreme by any historical measure and will require a wave of haircuts

La verità è che non è un problema solo europeo, ma mondiale, dal Giappone all’America e importa poco nel medio e lungo termine che questi Paesi abbiano una banca centrale, abbiano sovranità monetaria, serve solo nel breve termine.

Prima o poi sarà…BACK TO MESOPOTAMIA!

“Gran parte del mondo occidentale richiederà default, una tassazione del risparmio e inflazione superiore a spianare la strada ad un recupero dei livelli di debito più alti degli ultimi 200 anni, secondo un nuovo rapporto del Fondo Monetario Internazionale.”

“Il documento di lavoro del  FMI ha dichiarato che gli oneri del debito nelle nazioni sviluppate sono diventati estremi in rapporto a qualsiasi misura storica e richiederanno una ristrutturazione o un’ondata di default.”

“La dimensione del problema suggerisce che saranno necessarie ristrutturazioni, per esempio, nella periferia d’Europa, ben oltre qualsiasi discussione pubblica a questo punto”, hanno detto da Harvard i professori Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff.”

Se vi ricordate circa tre anni fa scrissi che non restava che due soluzioni, l’inflazione o i default di massa. L’inflazione si è estinta, anzi oggi siamo in deflazione, deflazione da debiti, quindi…

 

Secondo i due economisti l ‘ amnesia collettiva” è costruita su ipotesi “troppo ottimistiche”, che alla fine rischiano di fare molto più danno alla credibilità. Si sta trascinando la crisi, bloccando una soluzione duratura.

Se avete tempo rileggetevi la storia della doppia “lost Decade” giapponese, una crisi che dura da ormai 24 anni, si è sempre rimandata l’unica soluzione!

La maggior parte degli stati avanzati ha affrrontato il problema del debito nel 1930, anche se in modi diversi. I prestiti concessi dopo la prima guerra mondiale dagli Stati Uniti erano stati abbuonati ,  quando la Moratoria del presidente Hoover è scaduta nel 1934, permettendo la riduzione del debito di 24pc del PIL alla Francia, alla Gran Bretagna e 22pc/ 19pc in Italia.

Ciò invece non è avvenuto nei confronti della Germania, con il demenziale trattato di Versailles che scatenò il crollo della Repubblica di Weimar con annessa iperinflazione e l’avvento del nazismo

La repressione finanziaria prosegue Pritchard, può assumere molte forme, inclusi i controlli sui capitali, blocco dei tassi d’interesse o l’alimentazione forzata del debito pubblico attraverso fondi pensione e compagnie di assicurazione. Alcuni di questi metodi sono già in uso ma non ancora sulla falsariga di quanto accadde alla fine del 1940 e nei primi anni 1950, come i paesi ricorsero ad ogni trucco per affrontare i loro debiti di guerra.

Il Regno Unito e gli Stati Uniti imposero tassi di interesse reali negativi dai 2 ai 4 punti percentuali per diversi anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tassi reali in Italia e in Australia erano di circa 5 punti.

In fondo questa è la storia ma non interessa a nessuno perchè come conclude il grande Galbraith nella suo magnifico libro sulla Grande Depressione del ’29…

Nel frattempo è in preparazione il matrimonio di Machiavelli con Madame Volatilite’ il nuovo manoscritto dedicato ai sostenitori di Icebergfinanza, visioni e orizzonti per un 2014 che si preannuncia davvero esplosivo!

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22 commenti Commenta
italywip
Scritto il 3 gennaio 2014 at 11:24

LA crisi nono è finita ,ma forse ci potrebbe essere una piccola luce in fondo al tunnel. Rimane il fatto che il 2014 è l’anno dell’Europa nel bene o nel male…http://italyworkinprogress.blogspot.it/2014/01/2014-la-luce-in-fondo-al-tunnel.html

gnutim
Scritto il 3 gennaio 2014 at 12:55

matrimonio!
matrimonio!
matrimonio!

non vedo l’ora di assistere all’unione tra Machiavelli e madame volatilitè a suon di baguette

stanziale
Scritto il 3 gennaio 2014 at 13:48

Grazie per aver riportato alla memoria il post del 2010, a quel tempo non me lo ricordo se ero gia’ un costante lettore del blog. Mi sembra di capire che si andra’ come inevitabile verso l’inflazione o la superinflazione, sempre meglio dei fallimenti generalizzati, ma gli altri stati europei dovranno imporsi alla Germania, questa ha interesse a distruggere le economie altrui fino alle estreme conseguenze….per quanto riguarda il monte dei paschi, mi pare che il post del blog di Grillo riporti pari pari quello letto su Milano finanza che poi, all’epoca, era tutto un peana a favore di Mussari dopo che questi compro’ Antonveneta per solo 17 miliardi… Quindi il mio ragionamento e’ sempre : vedere sempre cosa dicono Milano finanza e il sole e lo pseudo economista Giannino , e quindi realizzare che normalmente l’interesse generale e’ l’incontrario di quanto scrivono….. Infatti credo che con l’aumento di capitale a gennaio era sicuro che la banca andava a stranieri, posticipandolo si da tempo alla fondazione di cercare una intesa con altre fondazioni e fondi sovrani per creare un gruppo che mantenga una consistente quota in mano italiane. Il fatto e’ che questi ordoliberisti sono rimasti scornati che in assemblea il loro campione Profumo non ha trovato piu’…l’ex impiegato ed attacchino di manifesti Mancini ma la vice presidente di confindustria, di ben altra pasta, mi pare…Comunque abitando in Toscana, mi risulta che il monte dei paschi in epoche d’oro ha costruito con i suoi soldi la autostrada siena firenze(quasi 60 km) e la stazione rifredi a firenze, e fatto molte altre cose….. Quanti miliardi di euro ha fatto risparmiare allo stato la comunita’ locale che lo gestiva? Io penso anche piu’ di questi 4 miliardi…E comunque l’operazione antonveneta non e’ certo stata imposta dal locale, ma dal nazionale, D’alema-Prodi-Draghi, direi. L’opera delle fondazioni bancarie andrebbe rivalutata di molto, a mio avviso. Ps. grillo farebbe bene a cambiare i propri economisti, non ci siamo proprio.

gnutim
Scritto il 3 gennaio 2014 at 14:42

ciao stanziale, magari qualche diktat mps l’ha anche avuto dall’alto, ma chi ha la responsabilità di quello che è sucesso? Prodi? D’Alema? Ma siamo matti?

Chi ha gestito MPS l’ha fatta fallire. Punto e basta. Le varie operazioni in derivati sono roba da banchieri mica da politicanti da strpazzo come i vertici del PD. La banca è stata gestita male anzi da paura ed è fallita, questo è il dato di fatto.

Anche Mussolini e Hitler hanno fatto qualcosa di buono nella loro vita, ma x questo vanno biasimeti perchè poi alla fine hanno fatto qualche erroruccio????

Mussari Prodi D’Alema e compagnia bella dovrebbero essere tutti in galera a spacacre sassi e a ripagare i denari rubati/persi, invece il PD ne esce sempre bello e pulito, mai nessun indagato, mai nessun politico di spiccco di sinistra con 400 processi alle spalle, sempre tutti nella magrstratura a fare gioco di squadra, ti sei mai chiesto il perchè???

E con questo non salvo manco il berlu, però ai lui hanno tolto anche i peli del c..o gli altri sono ancora tutti lì a ridere dei nostri disastri

gnutim
Scritto il 3 gennaio 2014 at 14:47

e x finire ora mi tocca pure sentire le parole di un imbecille totale come manni nel sacco che ci viene a dire che il governo ha fatto un bel lavoro perchè lo spread è a 200!!!!!

Ma questo coglionazzo è stato vicedirettore di banca d’italia x 15 anni e non si è manco accorto che mps è fallita x 3 volte!!!!Colluso anche lui come tutta quella diarrea che ci governa: il peggior ministro dell’economia dai temi di Padoa skioppato

ma dov’è finito Craxi?

Almeno era intelligente anche se ladro

icebergfinanza
Scritto il 3 gennaio 2014 at 15:44

stanziale@finanza,

Per quanto riguarda l’inflazione nessuna speranza al momento e per qualche anno ancora probabilmente. La mia opzione “preferita” è la C “massive default” anche perchè purtroppo è già in atto attraverso la repressione, ristrutturazione, socializzazione delle perdite.

lacassandra
Scritto il 3 gennaio 2014 at 15:54

gnutim@finanza,

Craxi e i suoi familiari non erano ladri, come ammesso, peraltro, anche dal magistrato D’Ambrosio, n. 2 della Procura milanese ai tempi di mani pulite e poi eletto parlamentare DS. Sicuramente non prendeva mazzette da stati esteri e cercava di fare, anche sbagliando, l’interesse dell’Italia. Non ne sarei così certo per molti degli attuali governanti.

stanziale
Scritto il 3 gennaio 2014 at 16:18

@Gnutim. Siamo d’accordo, ma il pd locale e nazionale e’ stato un mero, sia pure interessato, esecutore dell’operazione mps antonveneta(dopo si e’ accodato il pdl locale per le briciole…)….Io sarei soprattutto indignato per l’opera di DISINFORMAZIONE con cui gli organi mediatici ordo-neo-liberisti vogliono far credere che Cristo e’ morto dal sonno. Che il problema e’ stata la comunita’ locale. La magistratura(che comunque sostanzialmente copre ANCHE le responsabilita’ politiche del pd) ha accertato che da Siena sono partiti in direzione Spagna 17 miliardi in bonifici al Santander. C’e’ il mittente e c’e’ il destinatario, non so’ cosa si vuole di piu’ per capire, si dovrebbe fare un disegnino forse. Santander=Bildelberg allo stato puro, cari signori…..un furto in puro stile ordo-neo-liberista. E sono stradaccordo sul manni del sacco, era in banca italia, in questo paese le responsabilita’ non sono mai di nessuno….

stanziale
Scritto il 3 gennaio 2014 at 16:21

stanziale@finanza,

In sostanza la vittima(fondazione) viene fatta passare per colpevole.

giobbe8871
Scritto il 3 gennaio 2014 at 16:30

lacassandra@finanza,

se dipendesse da me, una POTENTE COMMISSIONE D’INCHIESTA già domani mattina, con potere giudiziario e legislativo, e l’efficienza tipo Mussad-KGB

glare
Scritto il 3 gennaio 2014 at 17:20

Aspettando le elezioni Europee e soprattutto la bomba francese..
come promesso vi indico il miglior mercato per i primi 3 mesi del 2014 è : Francoforte..
mentre le aziende su cui concentrarsi sono quelle del NORD EUROPA ad esempio ASTVF, SEADRILL (ma attenzione alle ciclicità e al brent..perchè potreste andare in passività..Seadrill solo per esperti)..o comunque concentrarsi su aziende scandinave dei settori di consumo, beni di prima necessità.
Come detto ricordare di vendere a quota 35,7 Diasorin, per Novartis continuare ancora a tenere..scoprirete a breve il perchè!
Tenere ancora Fiera di Milano che salirà costantemente fino a 8,50 e vendere invece Emerson elettric (EMR)

charliebrown
Scritto il 3 gennaio 2014 at 18:20

Se l’unica via di uscita da questa crisi è il “default di massa” cioè il “fallimento di tutti” che cosa si dovrebbe fare: comperare un campicello e cominciare a coltivarlo, magari dopo essersi armati per difenderlo dagli affamati? (dopo avere venduto BTP, Bund, Treasuries, obbligazioni corporate: tanto falliscono tutti).
Non voglio provocare ma solo cercare, nel mio piccolo, di capire e di essere costruttivo per me stesso e per la mia famiglia.
O il bello è che, se falliscono tutti, è come se non fallisse nessuno?

dorf001
Scritto il 3 gennaio 2014 at 19:23

stanziale@finanza,

ciao stanziale. tu qualche post addietro insistevi con bagnai. io prima di te avevo postato 2 righe sul nuovo libro, con prefazione di bagnai, di 2 suoi amici/colleghi. cioè badiale & tringali.

non lo avete visto. o non letto. ti consiglio questo libriccino di 140 pag 9€. titolo:

la trappola dell’euro. sottotitolo la crisi, le cause, le conseguenze, la via d’uscita. cioè fuori del’euro. non c’è altra soluzione. anzi, abbiamo già perso 2 anni a menarcela! più aspettiamo, peggio è. aspettiamo che le industrie italiane siano rase al suolo? come vogliono quegli psicopatici del pd?? una banda di bugiardi spudorati, la cui mente è bruciata fusa da questa idea demenziale del più europa. cioè più morte!!!

solo che 9 milioni di persone non hanno più tempo. stanno morendo, di fame e di tasse. ora! ora! ora! non fra 6 mesi. non ci arrivano a maggio. il nano di arcore è li’ chebrama x votare, ma a giugno! questi hanno in mente solo se stessi e basta! quando è che diciamo basta? basta botte, basta sangue, basta austerity?

sarebbe cosi’ semplice seguire le teorie di AURITI. ma non si vuole. fassina non vuole. anzi, addiritura nega che esista un reddito di cittadinanza europeo. bugiardo!!! io non volgio morire x colpa del pd. bisogna toglierseli dalle palle questa gentaglia. e il primo della lista è napisan. via quel vecchiaccio massone. via via. impechment subito!!

by DORF

dorf001
Scritto il 3 gennaio 2014 at 20:02

charliebrown@finanza,

senti charlie, ma lo sai che tutto quel denaro elettronico che gira x il mondo è solo denaro finto? virtuale? non esiste. sono solo numerini dentro il computer. tutto li’. se le banche creano denaro “dal nulla” che valore vuoi che abbia? zero sotto zero. solo che le banche, furbe loro, prima ti hanno rubato a te popolo il potere supremo di creare e stampare il denaro. era tuo, questo potere, e i tuoi cari politici si sono venduti per 30 denari, anzi x 20.000€ al mese di paga ai banchieri. poi c’è un altro trucchetto della riserva frazionaria che gli permette di prestare denaro finto virutale nell’ordine anche di 100 volte di più di quello che hanno in banca. cioè hanno 10 milioni? bene, possono, prestare (denaro finto) fino a 1.000 milioni di euro. però manca ancora una cosa. io banca, ti devo x forza far credere a te cittadino che il denaro esiste e ha un suo valore. e il tutto si basa sulla fiducia. tu caro il mio fessacchiotto, devi credere in tutte le balle che ti racconto. le banche fanno affidamento sulla creduloneria del popolo. e quello italiano è ignorante forte assai!!!! è facilissimo prendere x il culo un italiano. o sbaglio? ci casca sempre. basta vedere come vota. ovviamente i grandi banchieri sanno tutto questo. sanno pure che il vero valore sulla terra è dato dagli oggetti che l’uomo crea. addirittura l’essere umano, la sua persona, per i grossi banchieri ha un grande valore commerciale. per questo ci trattano come oggetti. fatto sta che se non si producesse nulla sul pianeta, nulla avrebbe valore. il denaro è solo una convenzione. non è il bene vero. loro lo sanno, tu no!!! per questo ti fregano. se veramente si volessero pagare tutti i debiti del mondo, in particolare tutte quelle porcate dei CDS, CDO, titoli tossici, ebbene, non basterebbero neppure 10 pianeti TERRA per ripagare tutti i debiti. ti è chiaro ora il concetto? stiamo ballando sulla bocca di un vulcano. siamo pazzi da legare. cioè hanno creato troppo denaro rispetto a tutti i beni esistenti sul pianeta terra.
e la storia delle soffernze bancarie è un’altra barzelletta. lo dice il grande NINO GALLONI. se la banca non ti ha prestato nulla, poi se tu non gli restituisci, di cosa si lamenta? quanto fa il 10€ di zero? fa zero. le banche devono tornare sulla terra. perchè ora sono su marte, con tutta la loro smania di inventare denaro fasullo. si anche i bot, btp o bund alla fine è carta straccia. euro che vale niente, in cambio di carta colorata che si chama come vuoi tu. chiamalo bot, btp, buoni postali, cambia nulla. loro sanno che in cambio di quella carta igienica tu fesso che non sai le cose, tu lavorerai come una bestia, come uno schiavo per ripagare con lavoro vero che produce oggetti veri, che a loro fanno gola. hai capito? ti hanno fatto fesso.
srtudiati il migliore in campo su queste cose. prima parti con AURITI e poi vai con NINO GALLONI.

by DORF

stanziale
Scritto il 3 gennaio 2014 at 20:40

òDorf. Hai visto che facce di palta al governo, hanno messo un mare di tasse e hanno la spduroratezza di dire che le hanno abbassate! Alfano, la sentinella antitasse(!!). Oggi sui giornali era tutto un peana a dire che la crisi e’ finita, perche’ lo spread si e’ abbassato e il governo quindi e’ bravo, peccato che e’ diminuito (lo spread) anche agli altri! basta con l’assurda austerity, dobbiamo stampare un po’, fuori dall’euro! Hai ragione, bisogna SUBITO scendere in piazza, i forconi per esempio prevedono altre iniziative in gennaio. Solo la piazza puo’ veramente costringere i big come Grillo e Berlusconi a posizionarsi VERAMENTE per l’uscita dall’euro!

signor pomata
Scritto il 3 gennaio 2014 at 22:35

Andrea , riguardo all” uovo di colombo è tutto come da copione o è cambiato qualcosa a riguardo??
In te ho massima fiducia ma quando mi scrivi default sia in europa che in america…..non vorrei che l” uovo ce lo mettono da dove è uscito.

dorf001
Scritto il 4 gennaio 2014 at 00:00

stanziale@finanza,

vabbè senti dai ridi un pò. guardati questo video divertente.

Balasso economista del governo http://www.youtube.com/watch?v=BtWUORkS_2Y

ilcuculo
Scritto il 4 gennaio 2014 at 09:44

Andrea
Come si concilia la visione di massime default conio pluriennale incoraggiamento ad investire in titoli di stato italiani?
Mi sembra un po da tonnaroti…

icebergfinanza
Scritto il 4 gennaio 2014 at 11:50

ilcuculo@finanza,

Diciamo che c’è il tempo per ogni cosa sotto il cielo… un tempo per investire e uno per starsene sulla riva del fiume.

Default di massa non significa necessariamente default sovrani, in questo momento con le tasse il default lo stanno trasferendo sulla gente comune, non ancora sulle istituzioni, vedremo cosa accadrà con MPS.

Nell’articolo di parla di ristrutturazioni, di repressione finanziaria… come mai tutti continuano a comprare titoli di stato giapponesi con il decennale sotto l’1 % e nessuno si sogna di parlare di default…mentre abbiamo trascorso mesi a sentire urlare del probabile default dell’America la quale mi sembra abbia ancora una banca centrale che funziona o sbaglio ?

giulio0808
Scritto il 4 gennaio 2014 at 14:06

Su televideo, adesso, una importante notizia sui “bisogni” di Renzi

giulio0808
Scritto il 4 gennaio 2014 at 14:08

sherpa
Scritto il 5 gennaio 2014 at 10:11

icebergfinanza,

“..come mai tutti continuano a comprare titoli di stato giapponesi con il decennale sotto l’1 % e nessuno si sogna di parlare di default…mentre abbiamo trascorso mesi a sentire urlare del probabile default dell’America la quale mi sembra abbia ancora una banca centrale che funziona o sbaglio ? ”
Io, e spero di non essere il solo, non ho capito, perdonami, la differenza tra Giappone e USA, entrambi hanno banche centrali che fanno le loro politiche più o meno simili.
Hanno obbligazioni con tassi bassi nonostante il debito pubblico altissimo (USA un pò meno bassi). Da cosa è provocata la discussione sul possibile default USA e non del Giappone e quanto queste discussioni sono fondate? E’ speculazione o cos’altro.
Riguardo il nostro orticello italico la riva del fiume è ancora consigliabile per azioni e obbligazioni o sta cambiando qualcosa (fermo restando, come già da me detto, la nostra personale responsabilità su qualsiasi decisione)?
Perdona le mie domande (che spero saranno utili anche a qualche altro lettore), ma sono poco ferrato in materia e sto cercando di capire. Grazie.

P.S.: Fassina si è dimesso, con la scusa di Renzi, in realtà sembra non più tanto convinto della linea di partito riguardo l’euro e questa europa. Meglio tardi che mai. Che sia un inizio?

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