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CRASH ITALIA …NO CRASH MONDIALE!

Scritto il alle 09:10 da icebergfinanza

 

Prima di parlare del circo equestre italiano, dove saremo tutti “diversamente” felici di assistere alla fine di questi animali politici,  vorrei condividere con Voi l’ultima analisi uscita dai computer della Banca dei regolamenti internazionali di Basilea, l’unica istituzione di un certo livello ad aver previsto la madre di tutte le crisi…

Svizzera. La banca più potente al mondo annuncia il crash

L’allarme lanciato dalla BRI settimana scorsa in un rapporto, fa stato di uno tsunami del debito che – nell’indifferenza generale dei governi e dei media – sta per abbattersi sui mercati, sulla finanza e sull’economia. Un crash dalle proporzioni ciclopiche.E non sarà certamente il dietrofront del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, che ha rinunciato a ridurre la massiccia (quanto inutile) iniezione di 85 miliardi di dollari mensili nella disastrata economia americana che metterà a posto le cose. 

L’annuncio della Fed di proseguire con il programma del Quantitative easing e con la stampa illimitata di moneta, conferma l’impotenza del governo americano nel rimettere in piedi una situazione economica compromessa da tempo e che non è in grado di rinunciare all’illusorio sostegno di questi stimoli artificiali. In parallelo, malgrado il proseguimento del Quantitative easing, la Fed ha rivisto nuovamente al ribasso la previsione di crescita per il 2013. William White, ex economista presso la BRI, conferma le sinistre previsioni del rapporto dell’istituto finanziario : “Siamo tornati a una situazione peggiore di quella che prevaleva alla vigilia del crollo di Lehman Brothers, nel 2008. Tutte le situazioni di disequilibrio sono ancora presenti. I livelli di indebitamento pubblico e privato sono aumentati del 30% rispetto a cinque anni fa.” 

Il debito mondiale viene quantificato in cifre tanto allucinanti quanto incomprensibili. Secondo il giornale The Economist sarebbe di 52 mila miliardi di dollari. E c’è chi lo quantifica ancora più alto, addirittura di 190 mila miliardi di dollari.

debito

 

In pieno dibattito sul tetto del debito, il Congresso americano farà quello che ha sempre fatto : entro il 15 ottobre voterà a favore di un nuovo innalzamento del limite massimo del debito nazionale. Cosa può fare d’altro? Se non voterà a favore, gli Stati Uniti andranno in default di pagamento.

Il Giappone prosegue la sua rovinosa fuga in avanti. Indebitato al 211% del suo Pil, il paese consacra oltre la metà delle sue entrate fiscali al rimborso dei soli interessi del debito nazionale. E il 46% del budget 2013 può essere finanziato unicamente con debiti supplementari. In Cina, negli ultimi cinque anni i debiti privati sono saliti da 8 a 23 miliardi di dollari.  In Europa, in un anno il tasso d’indebitamento è aumentato da 88,2 a 92,2%. Il tutto mentre i governi della Zona euro si affannano a dichiarare che la crisi è passata e l’economia è in ripresa.

Davanti a noi si apre il baratro e gli artefici di questa gravissima crisi economica e finanziaria sono incapaci di trovare un rimedio.
Sinora, nei paesi più disagiati della Zona euro l’unico rimedio trovato dai governi è stato quello di proporre – e in taluni casi di attuare – il prelievo sui conti dei cittadini, per tentare di salvare il settore bancario e chiudere i buchi nelle finanze dello Stato. Cipro ne è un chiaro e tragico esempio.

Ma fate bene attenzione perchè, spesso e volentieri come è naturale, nella stessa barca c’è sempre chi rema controcorrente e le visioni sono differenti, questo a testimoniare che serve maggiore consapevolezza propria senza affidarsi sempre e comunque a queste analisi a queste istituzioni… DEFAULT ITALIA…CHE SOFFERENZA!  dove qualcuno sottolineava che il culmine della crisi è passato (SIC!) e che l’Italia da qui al 2040 è uno dei Paesi che dovrà correggere meno di tutti i propri conti…

Riusciranno i nostri eroi delle banche centrali a salvare il mondo, continuando a innondare di liquidità l’incendio del credito che divampa in ogni angolo della terra?

Mentre nel fine settimana un manipolo di bambini minacciava di ritirare le loro squadre dalla partita dimostrando di non saper perdere, Berlusconi deputati e senatori con contorno di ministri e Grillo se gli italiani rivoteranno gli stessi partiti, qua e la su twitter in molti prefiguravano scenari apocalittici per il nostro spread e i nostri titoli di stato, tanto per cambiare con addirittura in prima fila l’amico intimo di ideologia di Larry Summers, si Fassina quello che in breve…

“Un altro giro di elezioni con l’attuale legge elettorale ci restituirebbe un Parlamento impallato e questo succederebbe con 200-300 punti di spread in più rispetto ad oggi e con la Troika a fare la legge di stabilità al posto nostro. Temo – ha osservato – che sia uno scenario abbastanza realistico che dobbiamo fare di tutto per evitare”.( Il Messaggero )

Ma certo due o trecento punti, economisti all’amatriciana, che di finanza non sanno nulla e tanto meno di analisi tecnica, se lo incontrate suggeritegli di studiare Fibonacci, poveracci!

 Questi strillano quando nell’immediato si dovrebbe cercare di rassicurare la gente comune,  purtroppo abbiamo il pilota automatico, qualche vuoto d’aria è sempre possibile, ma la BCE non potrà esimersi da sostenere i nostri titoli di Stato con o senza Troika, troppo grandi per fallire, troppo importanti per la sopravvivenza dell’euro o almeno di quello che ha in mente la plutocrazia mondiale, un’immensa trappola, la shock economy per eccellenza.

Se come dice l’ultimo rapporto Bankitalia le banche italiane hanno quadruplicato i titoli di stato nei loro bilanci raggiungendo circa il 25 % dell’intero debito pubblico, figurarsi se Draghi le lascia affondare, altro che OMT c’è un altro LTRO pronto nel cilindro magico.

Mi immagino lo stato d’animo di Angelina dopo che la SPD ha risposto picche al suo invito la Siemens ha tagliato 15000 posti di lavoro di cui un terzo in Germania e ora anche il suo caro Silvio che fa gli scherzetti.

Chissà che succederà sui mercati, chissà come la prenderanno, chissà cosa diranno le agenzie di rating e via dicendo, argomenti vari per polli nostrani.

Ora dovrebbe essere chiaro il riferimento alla riva del fiume di Machiavelli e l’occasione americana, soprattutto dopo che mentre sui mercati scoppiavano fuochi artificiali, suggerivo prudenza e calma.  Sino a mercoledi sangue freddo!

Contemporaneamente al circo equestre italiano in America vanno in scena le comiche …

WASHINGTON (MarketWatch) — The federal government moved closer to its first shutdown in 17 years after the Republican-led House voted early Sunday to delay President Barack Obama’s health-care law by one year as part of legislation to keep the government running.

The House voted 248-174 to attach a repeal of the tax on medical devices that was to help pay for the Affordable Care Act, otherwise known as Obamacare, and then voted 231-192 to attach a delay of the implementation of the law by a year. The latter also included a provision that would allow employers and health care providers to opt out of mandatory contraception coverage.

E meno male che la crisi mondiale è tutta colpa dell’Italia e dell’Europa e i suoi straccioni mediterranei, Usa sull’orlo della paralisi  e Sogno americano più sfuggente, colpa della crisi 

Usa sull’orlo della paralisi  La Camera vota rifinanziamento al governo ma modifica la riforma sanitaria di Barack Obama e la posticipa di un anno. Il Senato: pronti a bloccare il piano lunedì  Valeria Coffaro  

Questa volta ci siamo. La guerra in corso a Washington tra democratici e repubblicani è più feroce che mai e sta portando gli Stati Uniti sull’orlo della paralisi federale: il fatidico “shutdown”. Ieri notte la Camera ha approvato con 231 voti a favore e 192 voti contrari un piano che rifinanzia il governo posticipando però di un anno l’introduzione della riforma sanitaria del presidente Barack Obama. La misura non ha nessuna chance di passare il voto al Senato, che si esprimerà sul provvedimento lunedì. La Camera ha anche votato (248 favorevoli e 174 contrari) l’abolizione di una tassa del 2,3% sulle apparecchiature mediche, introdotta per pagare l’implementazione della riforma sanitaria.

(…)  la più ironica della conseguenze di un’eventuale paralisi è che i membri del Congresso, seppur incapaci di impedire lo shutdown, saranno gli unici che continueranno ad essere pagati.

A fine anno i mercati americani saranno lontani anni luce da dove stanno ora, cosa che noi umani non possiamo nemmeno immaginare, a meno che gli psicopatici dell’high frequency trading non facciano miracoli.

“Lo spread vola, timore per piazza Affari” titola la Repubblica in prima pagina, roba da matti questi i mercati se gli sognano di notte, mentre noi sulla riva del fiume sino a mercoledi osserviamo cosa accadde e se soprattutto si materializza la ” sforbiciata” immaginata dal nostro Machiavelli, alla quale manca ancora un elemento. 

Nel frattempo con un piccolo sforzo non perdetevi ” Machiavelli, sbarca in America la nuova terra promessa”  per tutti coloro che hanno contribuito o vogliono liberamente contribuire al nostro viaggio.

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Inoltre Vi aspettiamo tutti per la nuova avventura su   METEOECONOMY  per condividere insieme nuove informazioni e analisi non solo economico/finanziarie attraverso la tempesta perfetta.

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55 commenti Commenta
yabadaba
Scritto il 30 settembre 2013 at 09:44

Guarda che penso Fassina abbia ben chiaro in che contesto ci muoviamo. Il fatto che un conto è tenere un blog di economia, un altro fare politica e puntare ad avere la maggioranza dei voti di un paese.
Che poi uno può dire che governare l’Italia non ha senso, ecc ecc. Diciamo, te fai il blogger ma accetta che altri facciano politica, a ognuno il suo ruolo.

icebergfinanza
Scritto il 30 settembre 2013 at 10:20

yabadaba@finanza,

Va bene tutto ma dire fesserie no, soprattutto terrorizzando la gente per questioni politiche e non finanziarie… spero di essere stato chiaro.

tirlusa
Scritto il 30 settembre 2013 at 10:26

yabadaba@finanza,

Fassina ha ben chiaro che sta prendendo per il culo quelli che lo votano. Un venduto al nuovo regime dell’euro, che chiunque abbia un minimo di basi in economia sa che non potrà funzionare mai……Un giorno la verità gli scoppierà in faccia

john_ludd
Scritto il 30 settembre 2013 at 10:28

“l’Italia da qui al 2040 è uno dei Paesi che dovrà correggere meno di tutti i propri conti…”

2040 ??????????????????????????????

siamo a oggi le comiche ? Nel 2040 la quantità di petrolio e affini pro capite sarà meno di 1/4 di quella di oggi. C’è qualcuno così infinitamente stupido da pensare che per allora c’è qualcosa di questo sistema economico ancora in piedi ? Andrea Mazzalai ha azzeccato in pieno la diagnosi sulla deflazione da debiti, come Rosenberg (che ora ha cambiato idea ma sbaglia) o Schilling (che conta sull’indipendenza energetica USA per uscirne ma sbaglia) ma non vedendo o non volendo vedere la questione energetica è appeso al breve o brevissimo termine. Non ci sono grandi occasioni prossime venture, al massimo brevi lampi di illusione in pieno ossequio al modello comportamentale di Kubler-Ross.

bombadillo
Scritto il 30 settembre 2013 at 10:33

A quanto pare oltre al Congresso gli stipendi verranno pagati anche alla macchina bellica USA (alla camera tutti concordi, quindi molto prob. anche al senato).
Direi che la questione era ovvia… :D

john_ludd
Scritto il 30 settembre 2013 at 10:39

Elisabeth Kübler-Ross (Zurigo, 8 luglio 1926 – Scottsdale, 24 agosto 2004) è stata un medico, psichiatra e docente di medicina comportamentale svizzera.

Il suo modello a cinque fasi, elaborato nel 1970, rappresenta uno strumento che permette di capire le dinamiche mentali più frequenti della persona a cui è stata diagnosticata una malattia terminale, ma gli psicoterapeuti hanno constatato che esso è valido anche ogni volta che ci sia da elaborare un lutto DI DIVERSA NATURA, UNA PERSONALE CATASTROFE ECONOMICA O UN FALLIMENTO IDEOLOGICO.

Da sottolineare che si tratta di un modello a fasi, e non a stadi, per cui le fasi possono anche alternarsi, presentarsi più volte nel corso del tempo, con diversa intensità, e senza un preciso ordine, dato che le emozioni non seguono regole particolari, ma anzi come si manifestano, così svaniscono, magari miste e sovrapposte.

1) Fase della negazione o del rifiuto: questa fase è caratterizzata dal fatto che il paziente, usando come meccanismo di difesa il rigetto dell’esame di realtà, ritiene impossibile di avere proprio quella malattia. Molto probabilmente il processo di rifiuto psicotico della verità circa il proprio stato di salute può essere funzionale al malato per proteggerlo da un’eccessiva ansia di morte e per prendersi il tempo necessario per organizzarsi. Con il progredire della malattia tale difesa diventa sempre più debole, a meno che non s’irrigidisca raggiungendo livelli ancor più psicopatologici.

2) Fase della rabbia: dopo la negazione iniziano a manifestarsi emozioni forti quali rabbia e paura, che esplodono in tutte le direzioni, investendo i familiari, il personale ospedaliero, Dio. È una fase molto delicata dell’iter psicologico e relazionale del paziente. Rappresenta un momento critico che può essere sia il momento di massima richiesta di aiuto, ma anche il momento del rifiuto, della chiusura e del ritiro in sé.

3) Fase della contrattazione o del patteggiamento: in questa fase la persona inizia a verificare cosa è in grado di fare ed in quali progetti può investire la speranza, iniziando una specie di negoziato, che a seconda dei valori personali, può essere instaurato sia con le persone che costituiscono la sfera relazione del paziente, sia con le figure religiose. “se prendo le medicine, crede che potrò…”, “se guarisco, poi farò…”. In questa fase, la persona riprende il controllo della propria vita, e cerca di riparare il riparabile.

4) Fase della depressione: rappresenta un momento nel quale il paziente inizia a prendere consapevolezza delle perdite che sta subendo o che sta per subire e di solito si manifesta quando la malattia progredisce ed il livello di sofferenza aumenta. Questa fase viene distinta in due tipi di depressione: una reattiva ed una preparatoria. La depressione reattiva è conseguente alla presa di coscienza di quanti aspetti della propria identità, della propria immagine corporea, del proprio potere decisionale e delle proprie relazioni sociali, sono andati persi. La depressione preparatoria ha un aspetto anticipatorio rispetto alle perdite che si stanno per subire. In questa fase della malattia la persona non può più negare la sua condizione di salute, e inizia a prendere coscienza che la ribellione non è possibile, per cui la negazione e la rabbia vengono sostituite da un forte senso di sconfitta. Quanto maggiore è la sensazione dell’imminenza della morte, tanto più probabile è che la persona viva fasi di depressione.
5) FASE DELL’ACCETTAZIONE: quando il paziente ha avuto modo di elaborare quanto sta succedendo intorno a lui, arriva ad un’accettazione della propria condizione ed a una consapevolezza di quanto sta per accadere; durante questa fase possono sempre e comunque essere presenti livelli di rabbia e depressione, che però sono di intensità moderata. In questa fase il paziente tende ad essere silenzioso ed a raccogliersi, inoltre sono frequenti momenti di profonda comunicazione con i familiari e con le persone che gli sono accanto. È il momento dei saluti e della restituzione a chi è stato vicino al paziente. È il momento del “testamento” e della sistemazione di quanto può essere sistemato, in cui si prende cura dei propri “oggetti” (sia in senso pratico, che in senso psicoanalitico). La fase dell’accettazione non coincide necessariamente con lo stadio terminale della malattia o con la fase pre-morte, momenti in cui i pazienti possono comunque sperimentare diniego, ribellione o depressione.

… DENTRO QUESTI 5 STADI ci trovate l’attuale processo di “estendi e pretendi” del malato terminale noto come “sistema finanziario globale”… ci trovate il processo di negazione delle orde di persone che vogliono credere che tra 15 anni riceveranno la pensione, faranno il pieno di benzina, gireranno la chiave per accendere la propria Wolfswagen per andare al mare e così via.

Non avverrà.

thundermarc
Scritto il 30 settembre 2013 at 10:47

altro che fassina

Gian Maria De Francesco per “il Giornale”

«Ecco, vedete, ci sarà ancora una volta un gran caos, ma poi non succederà nulla di drammatico, né in negativo né purtroppo in positivo». Con queste parole – riferite dal settimanale Milano Finanza – il presidente della Bce, Mario Draghi venerdì scorso ha sostanzialmente affermato che il potenziale distruttivo di una crisi di governo (con contestuali elezioni anticipate) è pari allo zero per i mercati internazionali.

silvio66
Scritto il 30 settembre 2013 at 10:57

yabadaba@finanza,

…col dovuto rispetto…ma tu, ci fai o ci sei?

yabadaba
Scritto il 30 settembre 2013 at 11:19

silvio66@finanza,

Sono uno che vota Pd. Chi vuole uscire dall’Euro può votare altri partiti. O darsi alla lotta armata. O aspettare che il sistema crolli per implosione.

Finché si va avanti con l’attuale sistema di democrazia rappresentativa vince e governa chi viene votato di più.

Dimenticavo, del tuo rispetto non so che farmene. E non è neppure dovuto.

luigiza
Scritto il 30 settembre 2013 at 11:26

john_ludd@finanza,

DENTRO QUESTI 5 STADI ci trovate l’attuale processo di “estendi e pretendi” del malato terminale noto come “sistema finanziario globale”… ci trovate il processo di negazione delle orde di persone che vogliono credere che tra 15 anni riceveranno la pensione, faranno il pieno di benzina, gireranno la chiave per accendere la propria Wolfswagen per andare al mare e così via.

Non avverrà.

Sei uno dei pochi realisti che mi è capiato, virtualmente, di incontare. Mi stai simpatico.

In commento precedente scrivi:
Nel 2040 la quantità di petrolio e affini pro capite sarà meno di 1/4 di quella di oggi. C’è qualcuno così infinitamente stupido da pensare che per allora c’è qualcosa di questo sistema economico ancora in piedi ?

Certo che no. Eppure guarda che razza di idioti esistono al mondo e quali altrttanto idioti consigli danno:

L’Europa occidentale deve fare subito una scelta cruciale. O attaccare la Russia per catturare e sfruttare le risorse di idrocarburi nell’Artico, o accettare la totale dipendenza dal gas russo, secondo il modello tedesco. 8O

Link all’articolo completo: L’Europa occidentale …

silvio66
Scritto il 30 settembre 2013 at 11:29

yabadaba@finanza,

..yabadaba, mi riferivo all’economia non alla politica. Le carenze dell’impianto generale dell’euro, oggi sono riconosciute anche dai fautori stessi, come prodi.

yabadaba
Scritto il 30 settembre 2013 at 11:42

silvio66@finanza,

Beh,ci sono idee diverse sull’esito finale dell’Euro, è ovvio che non si pensava ad una crisi di sistema come questa, né a vent’anni di Berlusconismo in Italia. Con una crescita del 15% dal 2001 al 2008 (il minimo fatto dagli altri paesi dell’area Euro, contro il nostro 1%) oggi non saremmo nel dramma. Certo, chi ci governava pensava al federalismo fiscale, ai processi del capo e ai respingimenti dei migranti…

Le problematicità dell’Euro sono ormai chiare a tutti (Fassina per primo). Diciamo che poi c’è chi pensa che con la lira staremmo meglio, chi pensa di no.

Che l’Euro vada ripensato è chiaro a tutti, però nel processo ci sono fasi di breve periodo e di medio/lungo periodo. I numeri da tenere presente oggi sono quelli sull’economia tedesca, mi è piaciuto il -5% nella vendita di auto lo scorso mese, così come la crescita dell’Export più forte da noi che da loro, e anche i licenziamenti in una corazzata come la Siemens.

Se teniamo fino al sopraggiungere di vere difficoltà tedesche, possiamo metterci allo stesso tavolo e trovare soluzioni che comprendano una redistribuzione degli utili da chi gode di una valuta sottovalutata per il suo sistema economico e chi soffre per una valuta sopravvalutata.

Per ora l’importante è tenere, giorno per giorno, soffrendo ma con la certezza di un cambio di marcia ormai non troppo lontano.

ilcuculo
Scritto il 30 settembre 2013 at 12:32

john_ludd@finanza,

Chissà perché in fondo sento una nota, estremamente sgradevole, di compiacimento nel tuo scrivere, credo sia una nota legata ad un forte dissenso etico-morale sul modo in cui gli uomini vivono e desiderano vivere.

E non parlo dei bastardi plutocrati dello 0,01% che tiene in mano i destini dell’ economia mondiale, parlo proprio dell’uomo occidentale medio.

Quello che scrivi è sgradevole ha delle parti oggettivamente corrette altre opinabili, ma il tono con cui scrivi lo rende ancora più sgradevole, sembra quasi che tu ti senta di poterti chiamare fuori. Leggere di un umano che scrive del declino degli umani senza apparentemente mostrare alcuna empatia mi fa orrore.

chad
Scritto il 30 settembre 2013 at 13:04

john_ludd@finanza,

Ciao John Ludd che cosa ne pensi della teoria abiogenica?

http://www.lateoriadelcomplotto.com/p/peak-oil-vs-teoria-abiogenica.html?m=1

ilcuculo
Scritto il 30 settembre 2013 at 13:35

chad@finanza,

Non cambierebbe nulla, anche se il petrolio fosse il risultato di processi fisico-chimici che si possono verificare all’interno della litosfera in particolari aree ed in particolari condizioni il problema resta legato al differente ritmo tra “creazione” e estrazione.

Non è su questo che ci dobbiamo basare, inoltre, anche se il petrolio fosse illimitato, l’immissione in atmosfera dei residui della sua combustione ha superato il livello di capacità di essere “metabilizzato” dal pianeta, e non parlo solo della CO2 che forse ci sta invece salvando da una nuova piccola era glaciale… ma questo è un altro discorso.

Da sempre l’uomo utilizza una sola fonte di energia, che è sempre li e li sarà fino alla fine (letteralmente) del mondo, il sole. A differenza del passato , lontano e recente, negli ultimi 100 anni l’uomo ha (soprattutto grazie al petrolio) sviluppato delle tecnologie che gli permettono di sfruttare in modo incredibilmente più vantaggioso rispetto al passato l’energia proveniente dal sole che si manifesta in irradiazione diretta su tutto lo spetto elettromagnetico , ciclo dell’acqua, venti, correnti marine, bio-carburanti, bio idrogeno.

Purtroppo il petrolio ci ha reso anche un po’ pigri ed ancora non ci siamo messi in moto con la necessaria determinazione per superare la fase estrai e brucia. E’ stata una fase per certi versi comoda, per altri disastrosa , ma in ogni caso destinata ad essere superata e sostituita.

silvio66
Scritto il 30 settembre 2013 at 13:57

yabadaba@finanza,

Sempre col dovuto rispetto anche se non ti interessa, mi sembra che le tue conoscenze della materia siano molto scarse ed evidentemente di sola origine maxmediatica.. Le letterature italiana ed estera avevano predetto nei dettagli quanto sta accadendo oggi, già a metà degl’anni novanta. L’adesione al cambio unico irrevocabile ha favorito solo la circolazione dei capitali e impoverito la capacità produttiva del paese portando il potere di acquisto ai livelli di quindici anni fa. Lascia perdere berlusconi e chiediti perchè la germania sta egemonizzando l’europa strangolando i suoi vicini e sulla responsabilità della nostra classe politica tutta, su questi punti.

john_ludd
Scritto il 30 settembre 2013 at 13:57

luigiza@finanza,

è per questa ragione che scoppiano le guerre: incapacità di accettare i propri limiti, si tenta di depredare gli altri per guadagnare tempo.

john_ludd
Scritto il 30 settembre 2013 at 14:10

ilcuculo@finanza,

ho una enorme empatia per “alcuni” umani, quelli che non hanno alcuna responsabilità personale e collettiva; non ne ho alcuna per chi si approfitta degli altri; ne ho poca per l’esercito immenso di chi parla e non fa nulla di nulla; ho profondo affetto e un senso di riconoscenza per i pochissimi che fanno e che mi permettono di mantenere una residua speranza. Tu non sai nulla di me, non sai a quale gruppo appartengo, non lo devi sapere e non avrebbe senso alcuno saperlo. Quello che scrivo è SGRADEVOLE perché la realtà che vedo lo è, ed esistono abbastanza commentatori che illudono, informano male volutamente o meno e regalano miele. Come già in passato è accaduto, tendi a voler mascherare come eticamente inaccettabile e quindi da rifiutare qualcosa per te inaffrontabile. Non ti giudico ma lasciami scrivere quello che vedo, oppure mostrami dove sbaglio. Allora ti sarei riconoscente. Ciao.

yabadaba
Scritto il 30 settembre 2013 at 14:12

silvio66@finanza,

Ti sbagli, le mie conoscenze sono abbastanza approfondite (non mi interessa che tu ci creda, se vuoi fidati).

Molti commentatori non inquadrano nel dovuto modo la crisi dell’Eurozona in quella mondiale, di un sistema economico che ha ormai dato il meglio si sé.

La Germania è oggi un’eccezione nel panorama economico mondiale (ancora per poco) proprio per l’anomalia dell’Euro che ha fatto volare le sue esportazioni favorite dal cambio basso relativamente alla sua forza.

Evidentemente tu pensi che con la lira oggi navigheremmo nell’oro. Non è così. Ovviamente non è dimostrabile, quindi vota pure chi è contro l’Euro, o agisci comunque perché la moneta unica cada. Permetti però che anch’io faccia del mio meglio per farla sopravvivere.

Berlusconi non lo lascio perdere perché senza lui oggi la Germania si sarebbe ugualmente rafforzata, noi saremmo comunque in difficoltà, ma con un PIL maggiore di un 15% avremmo numeri di finanza pubblica meno drammatici.

chad
Scritto il 30 settembre 2013 at 14:44

ilcuculo@finanza,

Hai completamente ragione… Per troppo tempo( e continueremo a farlo) abbiamo perforato e’ distrutto il pianeta… Occorrono cambiamenti epocali e rapidi; io facevo un discorso a livello teorico

ilcuculo
Scritto il 30 settembre 2013 at 14:48

john_ludd@finanza,

Premetto che, come discusso molte volte con la ns. amica Valentina (che forse non hai conosciuto) le dinamiche di un blog sono strane e che è difficile fare un confronto utile a se ed agli altri se non si comprende chi è che scrive. Le idee non sono un prodotto asettico di una mente, più o meno informata e capace di elaborare pensieri originali, le idee sono il risultato di vite di esperienze, di desideri e speranze, successi e fallimenti. Le stesse parole dette o scritte da persone diverse hanno significati e valori diversi. Quindi sarebbe molto interessante poterci conoscere meglio …. ma tant’è …

Nondimeno non penso che tu commetta errori nella raccolta ed analisi dei dati, sembri assai capace e competente ed esperto in questo. Invece sono a volte perplesso sui meccanismi di ragionamento che utilizzi per trarre le conclusioni, soprattutto quando ti trovi in presenza di un dato mancante o dubbio , tendi a inserire il peggior dato possibile. Forse una deformazione professionale, magari sei un risk manager o qualcosa del genere. In un certo senso sembra che a te interessi lo scenario peggiore , più di quanto ti interessi lo scenario più probabile.

Una cosa almeno però mi piacere sapere: hai dei figli ?

Mio padre prendeva raramente l’aereo ed era un tipo un po’ ansioso così teneva conto del traffico, tipo “il Grande ingorgo”, ipotizzava di posteggiare a chilometri di distanza, ipotizzava di forare una gomma. Ed arrivava in aeroporto tre ore prima che aprisse il check-in. Anni fa ho viaggiato molto per lavoro, prendevo aerei più di una volta a settimana, all’inizio mi prendevo del margine poi mi sono accorto che era troppo costoso, ho visto che normalmente in un ora arrivavo in aeroporto e mi prendevo mezz’ora di margine (non sempre). Alla fine dopo tre anni posso dire di aver perso l’aereo una sola volta ma quella volta mi hanno tamponato e qualsiasi margine sarebbe stato insufficiente…

faustino
Scritto il 30 settembre 2013 at 14:51

yabadaba@finanza,

Caro Yabadaba,
il semplice fatto che tu venga a presentarti con la tessera del PD la dice lunga sulla mancanza di tatto perchè nel blog di Andrea mai si è parlato o discusso di partiti politici.
In secondo luogo, se vuoi parlare di tematiche economiche o affini ben venga ma se vuoi fare campagna elettorale per il tuo tornaconto sappi che coloro che tutti i giorni devono produrre per mantenere i tesserati si sono stra-annoiati di foraggiarvi perchè negli ultimi 30 anni ci avete rubato il futuro a noi che paghiamo i contributi per non dire cosa state rubando ai nostri figli. Ciò non lo dimenticheremo mai e i vostri simboli saranno perennemente ricordati per quello che hanno prodotto negli ultimi anni e non c’è solo il simbolo che fà riferimento al nonnetto Silvio Berlusconi ma molti altri che sono suoi antagonisti sulla carta.

Sperò di non rileggere più tuoi commenti politici su questo blog. Non sei sicuramente capito, puoi andare al dopolavoro se vuoi, lì qualcuno forse lo puoi trovare e fare cosi la tua marchetta.:mrgreen: :mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen:

yabadaba
Scritto il 30 settembre 2013 at 15:12

faustino@finanza,

Sai, se uno attacca Fassina come cretino e passo a leggere di qui magari rispondo.

I blog economici erano interessanti fino a qualche anno fa, ormai sono dei mondi chiusi su loro stessi. Commentavo molto fino a un paio di anni fa, poi ho smesso, prima di commentare, poi di leggere. Un tempo c’era più apertura verso opinioni diverse, ormai siete tra voi, non si cerca il contributo di voci fuori dal coro.

Leggevo Bassi, Mercato Libero, questo Blog, Rischio Calcolato, Bimbo Alieno, Spallino. Mi sembra che tutti questi bloggers (a parte Bimbo Alieno, che ha fatto la scelta più giusta, cioè ha chiuso) abbiano espresso la loro preferenza per Grillo alle ultime votazioni.

L’economia staccata dalla politica è finita, siamo nella fase in cui la politica sta tornando a tirare le fila del discorso. Comunque ne parlerò stasera al dopolavoro.

john_ludd
Scritto il 30 settembre 2013 at 15:54

ilcuculo@finanza,

i dati che possiedo e che potresti possedere anche tu dato che sono pubblici, non sono nè i migliori nè i peggiori, sono quelli che sono, estratti dalle migliori fonti scientifiche e scontano gli inevitabili errori di approssimazione e di misura di ogni rilevazione. Laherrere, Akelett, Campbell sono i migliori geofisici, possono attingere ai database più profondi, alcuni di loro hanno lavorato per Total o Shell per decenni, Akelett ha a disposizione il ricco budget di uno dei più prestigiosi politecnici del pianeta. Dei vari scenari possibili, prendo in considerazione sempre e solo il migliore nell’ambito del possibile, ovvero la possibilità di conservare sia la struttura sociale che quella culturale e di mantenere almeno una parte del sistema industriale al fine di mantenere un sistema di produzione di energia usando solare ed eolico e una parziale meccanizzazione dell’agricoltura attraverso la (possibile ma per ora non c’è) capacità d produrre etanolo dagli scarti agricoli (mentre oggi si usa il prodotto primario con un EROI di 1,3, follia pura). Il sistema finanziario collasserà e quello commerciale seguirà immediatamente. Questo sistema politico collasserà in quanto completamente asservito al sistema finanziario, si è legato mani e piedi e ne seguirà le sorti. Analisti ben più autorevoli di me escludono gli scenari nei quali credo, in quanto non sarà possibile mantenere un sistema industriale che è troppo distribuito e complesso, servirebbe per decenni molta energia fossile per produrre la transizione a una quantità sufficiente di produzione da energie rinnovabili. Non serve un genio per comprendere il nucleo del ragionamento: per avere il 30% di produzione di energia da rinnovabili (escluso l’idroelettrico) la produzione deve raddoppiare ogni 3 anni per 20 anni e non sarebbe possibile. Plausibile, e ci sono ben altri limitazioni come il progressivo esaurimento delle riserve ittiche, il peggioramento continuo della qualità del suolo agricolo a causa della produzione industriale di materie agricole etc… Tutto verosimile ma personalmente ritengo si possa in paesi come il nostro, con un clima ideale, vento e sole, mantenere un tenore di vita elevato consumando 1/4 o meno dell’energia odierna. Ma non di più, non meglio e solo se si parte domani.

Il mio principale timore è che l’attuale assetto è TOTALMENTE DIPENDENTE da questo assurdo, fallito, amorale, sistema finanziario, completamente instabile che impedisce qualunque passo deciso nella giusta direzione. E sistema finanziario e politico sono LA STESSA COSA, fusi insieme da almeno 20 anni. Questo ritardo imposto dal tentativo di salvare se stessi ai danni del resto potrebbe distruggere in un baleno il sistema commerciale e far franare il sistema industriale globalizzato impedendo di iniziare la transizione. La finanzia non cancellerà solo la ricchezza passata ma anche quella futura. Chiamami pessimista, come vuoi, così la vedo e così ne scrivo.

faustino
Scritto il 30 settembre 2013 at 16:04

yabadaba@finanza:
[email protected],

Sai, se uno attacca Fassina come cretino e passo a leggere di qui magari rispondo.

I blog economici erano interessanti fino a qualche anno fa, ormai sono dei mondi chiusi su loro stessi. Commentavo molto fino a un paio di anni fa, poi ho smesso, prima di commentare, poi di leggere. Un tempo c’era più apertura verso opinioni diverse, ormai siete tra voi, non si cerca il contributo di voci fuori dal coro.

Leggevo Bassi, Mercato Libero, questo Blog, Rischio Calcolato, Bimbo Alieno, Spallino. Mi sembra che tutti questi bloggers (a parte Bimbo Alieno, che ha fatto la scelta più giusta, cioè ha chiuso) abbiano espresso la loro preferenza per Grillo alle ultime votazioni.

L’economia staccata dalla politica è finita, siamo nella fase in cui la politica sta tornando a tirare le fila del discorso. Comunque ne parlerò stasera al dopolavoro.

Bene. :lol::lol::lol::lol::lol:

icebergfinanza
Scritto il 30 settembre 2013 at 16:13

yabadaba@finanza,

Quando qualcuno dice una fesseria come quella di Fassina io non esito ad evidenziarla anche ironicamente se necessario perchè lo spread non tornerà più a quei livelli senza un default italiano.

Cercherò di essere chiaro. Ho girato l’Italia incontrando la gente comune abbiamo condiviso un’alternativa possibile insieme quando ancora non eravamo finiti in questo inferno.

E’ la politica che non vuole contributi fuori dal coro, la politica autoreferenziale, quella che deve fare i conti con il suo passato, non importa se destra sinistra o centro, quella che non cambia al guinzaglio di un padre padrone o che si scanna per le primarie o regole per un congresso.

Io non amo questa politica e cerco disperatamente un’alternativa in uomini e donne che quotidianamente lottano per cambiare il mondo senza fare rumore con umiltà, senza bisogno di una tessera, che credono nell’uomo e nel bene comune e in nient’altro che non si rifugiano solo dietro un euro si o un euro no, dx o sx, imu o non imu.

Sino ad oggi ho solo sentito aria al vento, circondata conflitti di interesse e di partito, partiti asseragliati nella difesa dei propri privilegi, , tempo perso in inutili fesserie, probabilmente non è ancora il momento giusto.

mirrortrader
Scritto il 30 settembre 2013 at 17:00

icebergfinanza:
[email protected],

Quando qualcuno dice una fesseria come quella di Fassina io non esito ad evidenziarla anche ironicamente se necessario perchè lo spread non tornerà più a quei livelli senza un default italiano.

Cercherò di essere chiaro. Ho girato l’Italia incontrando la gente comune abbiamo condiviso un’alternativa possibile insieme quando ancora non eravamo finiti in questo inferno.

E’ la politica che non vuole contributi fuori dal coro, la politica autoreferenziale, quella che deve fare i conti con il suo passato, non importa se destra sinistra o centro, quella che non cambia al guinzaglio di un padre padrone o che si scanna per le primarie o regole per un congresso.

Io non amo questa politica e cerco disperatamente un’alternativa in uomini e donne che quotidianamente lottano per cambiare il mondo senza fare rumore con umiltà, senza bisogno di una tessera, che credono nell’uomo e nel bene comune e in nient’altro che non si rifugiano solo dietro un euro si o un euro no, dx o sx, imu o non imu.

Sino ad oggi ho solo sentito aria al vento, circondata conflitti di interesse e di partito, partiti asseragliati nella difesa dei propri privilegi, , tempo perso in inutili fesserie, probabilmente non è ancora il momento giusto.

Grande Capitano.
Lasciamo fuori la politica da questo blog!

Yabadaba sei senza Dio e lo cerchi in una tessera.

ilcuculo
Scritto il 30 settembre 2013 at 17:01

john_ludd@finanza: ma personalmente ritengo si possa in paesi come il nostro, con un clima ideale, vento e sole, mantenere un tenore di vita elevato consumando 1/4 o meno dell’energia odierna.

Si , su questo siamo d’accordo, del resto se si va a vedere dove le civiltà si sono sviluppate , non è geograficamente casuale, il nostro è uno di quei paesi che ha meravigliose potenzialità climatico ambientali. Forse un giorno qualcuno penserà di invaderci come succedeva nei secoli passati.

Certamente sul pianeta ci sono molti posti dove le condizioni di vita sono molto più critiche se non proibitive, come nell’area scandinava cosa che però ha sviluppato un forte senso della comunità cosa che in Italia non è mai esistita.

La cosa interessante è che molti dei paesi che negli ultimi 40 anni hanno visto un’esplosione demografica (raddoppio o più della popolazione ) sono spesso paesi collocate in aree non favorevoli.

Da questo punto di vista direi che il ritorno ad una popolazione mondiale tra i 3 e, al massimo, 5 miliardi di persone è molto probabile ed anche auspicabile.

Qui hai ancora ragione, un miliardo di persone , a ‘quel’ primo barile di petrolio all’anno non ci arriverà mai ed un altro che non arriverà mai al secondo, per ora godiamoci in nostri 10.
Se faremo scelte giuste quando diventeranno 3 (come negli anni ’70 ) saremo ancora in grado di vivere bene.

dfumagalli
Scritto il 30 settembre 2013 at 17:18

yabadaba@finanza:
[email protected],

Se teniamo fino al sopraggiungere di vere difficoltà tedesche, possiamo metterci allo stesso tavolo e trovare soluzioni che comprendano una redistribuzione degli utili da chi gode di una valuta sottovalutata per il suo sistema economico e chi soffre per una valuta sopravvalutata.

Il tavolo a cui ci siederemo è uno di quelli del Titanic. Saremo finalmente faccia a faccia ma con l’acqua alla gola (e poi oltre).

dfumagalli
Scritto il 30 settembre 2013 at 17:30

yabadaba@finanza:
[email protected],

Sai, se uno attacca Fassina come cretino e passo a leggere di qui magari rispondo.

Non è un’attacco, è una semplice osservazione. Non è il solo peraltro. C’é Boccia che è anche peggio (ha parlato di derivati senza sottostante! :lol: ).

Non è che dall’altra parte siano meglio. L’incapacità ad ottenere alcunché per decenni non è esclusiva del PD, anzi!

Quello che ovunque viene visto come il male peggiore: Italia commissariata dalla troika stile Grecia sarebbe il meglio che possa capitare all’Italia.

Se non altro finireste nelle mani di gente che vi punisce per le scelte orrende che avete fatto per 50 anni. Punizione GIUSTA e DOVUTA.
Magari essere battuti come degli asini ferisce l’orgoglio ma è educativo, un’altra volta non state a votare del materiale di scarto solo perché vi promette fesserie marxiste o di asfaltarvi il vialetto o di farvi la rivoluzione liberale!

john_ludd
Scritto il 30 settembre 2013 at 17:39

yabadaba@finanza,

“L’economia staccata dalla politica è finita, siamo nella fase in cui la politica sta tornando a tirare le fila del discorso…”

raccontaci allora un periodo nel quale l’economia era staccata dalla politica, io che sono sicuramente più vecchio di te, non lo ricordo. Se leggo un libro di storia, è lo stesso. Economia e politica sono talmente collegate che sono di fatto un continuum. C’è questa tragedia in corso in Italia, quella del tuo partito, gente in pieno stadio 1 e 2 di Kubler-Ross. Ho votato anche io tanto tempo fa il PD. Non che mi interessi parlare di politica, ma in questo caso non posso evitarlo. Nelle tue parole traspare tutto il messianismo che è l’unica colla rimasta. “Noi siamo i migliori”, gentaccia i gerarchi del PD, che da decenni tradisce qualsiasi cosa si possa intendere come “sinistra”, gente che ha sostituito il totem fallito del comunismo acritico con quello del “più Europa” egualmente acritico, il verbo non si tocca. I partiti della sinistra europea sono gli alleati preferiti dell’oligopolio finanziario perché tengono tranquilla la plebaglia. La SPD il partito “di riferimento europeo” del PD ha distrutto la sinistra in Germania, voluto e attivato le “riforme” che hanno abbattuto il potere di acquisto dei lavoratori tedeschi, fatto decollare gli utili delle mega imprese e seminato la polverizzazione dell’Europa che è ben peggio che quella del solo euro. Trincerati in difesa “della sacra idea”, disperati perché la realtà non vuole adattarsi a essere il “sole dell’avvenire”. Oggi la parola d’ordine è “la Merckel si siederà al tavolo delle trattative perchè le conviene…” mentre il donnone teutonico continua a pisciarvi in testa. Dentro il pozzo a velocità supersonica. Il fondo è vicino. E’ troppo tardi per frenare.

bergasim
Scritto il 30 settembre 2013 at 17:47

ilcuculo@finanza,

Ai 3/5 miliardi come ci arriviamo? estraiamo a sorte noi o qualcuno dall’alto?

giobbe8871
Scritto il 30 settembre 2013 at 17:57

Carissimo Andrea,
quel che scrivi merita più chiarezza, almeno per me. Con mamma FED che continua a drogare i mercati a 85 billion al mese i mercati scenderanno ? uhmmm 8O

A fine anno i mercati americani saranno lontani anni luce da dove stanno ora, cosa che noi umani non possiamo nemmeno immaginare, a meno che gli psicopatici dell’high frequency trading non facciano miracoli. 8O

dorf001
Scritto il 30 settembre 2013 at 18:03

crash italia, dice il titolo. beh con il pd al comando questo è sicuro al 100%. ma come si fa a votare ancora pd? bisogna essere psicopatici. malati in testa. vogliamo leggere il gioco delle 3 carte fatto da letta e napolitano?

Il gioco delle tre carte

Marco Cedolin
Quando in primavera nacque il governo Letta, nel segno dell’inciucio e del golpe di Napolitano, lo scopo era quello di trascinarsi per qualche mese, mistificando i drammatici problemi di un paese moribondo e colonizzato da Bruxelles, attraverso il fumo creato dai temi etici (leggi sul femminicidio e l’omofobia) ed un patetico tira e molla concernente la rata di luglio dell’Imu, quasi da essa dipendesse il futuro degli italiani.
Dopo tanto trascinarsi, senza senso e senza prospettive, Letta ed Alfano (o vicersa che è la stessa cosa) hanno comunque dovuto confrontarsi con Bruxelles e con gli impegni presi a livello europeo dai mestieranti politici, senza mai avere interpellato i cittadini.
Avendo promesso al popolo meno tasse e tangibili segnali di ripresa ed a Bruxelles più denaro da devolvere alle banche, in quel gioco al massacro chiamato debito pubblico, si sono trovati giocoforza in un cul de sac dal quale poteva sembrare impossibile uscire.
Ma il bestiario politico italiano, capitanato da Giorgio Napolitano è una confraternita piena di risorse, alla quale i lampi di genio non mancano mai…..

alla stessa stregua degli utili idioti, dentro e fuori dal parlamento.

Dopo un paio di settimane vissute all’insegna del gioco delle tre carte, Imu a dicembre si, Imu a dicembre no, aumento dell’IVA si o in sostituzione aumento della benzina e dell’Irap e via discorrendo, che tradotto in cruda realtà stava a significare “non riusciamo a decidere se darti tante bastonate sulla schiena o piuttosto una coltellata”, ecco trovato l’uovo di Colombo, necessario per ottenere la quadratura del cerchio.

Una crisi di governicchio pilotata, un utile idiota disposto ad arrampicarsi sugli specchi per difendere il proprio status quo ed una massa di utili idioti equamente divisa fra berlusconiani ed anti berlusconiani, disposta a bersi qualsiasi corbelleria, nel nome dell’odio o dell’amore per il salapuzio di Arcore.

“Abbiamo deciso di darvi sia la coltellata, sia le bastonate, ma la colpa non è nostra, bensì della crisi di governo e per proprietà transitiva di Berlusconi che la crisi l’ha creata, inseguendo il proprio tornaconto personale.”

Aumenteranno l’IVA e pure la benzina ed a dicembre tornerà l’ICI, senza che venga accantonato il progetto di una nuova service tax a carico degli inquilini, ma non sarà colpa del governicchio Letta che deve devolvere quanto promesso a Bruxelles, bensì della sua crisi e di chi l’ha ingenerata.

Letta ed Alfano non avrebbero mai fatto qualcosa di così disdicevole e lo dimostreranno tornando fra qualche settimana a governare, con una nuova maggioranza d’inciucio allargato e la benedizione di Napolitano che ha tirato le fila di questa ennesima comedia dell’orrore. L’Italia della disoccupazione, dei suicidi e dei portafogli ancora più vuoti tornerà ad avere un governo ed a parlare di temi etici, fingendo che tutto vada per il meglio, almeno fino a quando EquiBruxelles non busserà per esigere la prossima rata e ricomincerà il gioco delle tre carte, perchè in Italia mancheranno anche i soldi, ma gli utili idioti no, quelli non mancheranno mai.

http://ilcorrosivo.blogspot.it/2013/09/il-gioco-delle-tre-carte.html#more

AMEN

DORF

apprendista
Scritto il 30 settembre 2013 at 18:03

john_ludd@finanza,

John seguo Andrea dal’inizio e credo di essere personalmente alla fase 5 quindi sono 5 anni che vivo di merda e per quanto letto da te consigliatomi credo che tu abbia ragione sul futuro che ci attende,forse lo avrai gia’ detto ma magari me lo sono perso cosa in poche righe consigli di fare per prepararci ? sia in termini di salvezza dei propri risparmi (se possibile almeno in quota parte) sia in termini “spirituali”
Grazie se vorrai rispondermi.
Claudio

dorf001
Scritto il 30 settembre 2013 at 18:14

e visto che i pddini sono malati innamorati della culona merkel, ecco qua quello che ha combinato il genio di quella donna. ahh letta mesi fa disse: dobbiamo andare da lei, inchinarci e prendre lezioni di economia. ecco cosa ha combinato in grecia la crucca. osannata dai piddini.

MERKEL: CREARE UN DESERTO E CHIAMARLO “RIFORMA”

Riformare…

“Le nostre azioni si basano sul principio quid pro quo,”(1) ha detto la Sig.ra Merkel. “Nessun centesimo andrà al popolo Greco finché il popolo Greco non sia disponibile ad adottare delle riforme. Altrimenti non avrebbe senso, sarebbe una solidarietà del tutto inutile.”

Ah! Le riforme! Posso assicurare Angela Merkel che queste “riforme” di cui lei parla tanto sono state adottate da ben tre anni e mezzo ormai. Il risultato? (2)

Ci dicono gli esperti che dopo sei anni consecutivi di lacerante recessione, con un livello di senzatetto e disoccupati alle stelle, la società Greca sta vivendo una “frammentazione senza precedenti”, aggravata da severissime misure di austerità….

……..Nel corso delle sue conferenze in Germania, Klaus Regling, il Tedesco a capo del fondo di aiuto dell’eurozona, spesso cita due studi che mostrano che Berlino si è arricchita notevolmente (e involontariamente) in conseguenza della crisi…

E ancora peggio: noi tutti sappiamo a questo punto che tutto il “First Memorandum” siglato con la troika aveva come solo e unico scopo quello di dare più tempo alle banche Europee esposte al debito Greco perché prendessero i necessari provvedimenti e si liberassero dei titoli del governo Greco. Se la Grecia non avesse onorato i suoi debiti, sarebbe crollato tutto il sistema bancario Europeo, e a farne le spese sarebbero stati soprattutto i Tedeschi. Quello a cui abbiamo assistito è stato essenzialmente un intervento di aiuto Tedesco (5) camuffato da aiuto al governo Greco.

Quindi: neanche un centesimo al popolo Greco. Molti centesimi per i banchieri e gli oligarchi locali che già se la passavano piuttosto bene.

leggere bene qui : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12385

i tedeschi stanno ammazzando i greci. poi lo faranno con noi. e il piddi’? ok good yes.

il partito del pude, partito unico dell’euro, vedere qui : http://www.youtube.com/watch?v=ztg4Jk_nNC0

dante5
Scritto il 30 settembre 2013 at 19:36

Premetto che sono nuovo del blog e non voglio inquinarlo con considerazioni politiche, nondimeno il dialogo mi sembra una cosa importante.

Caro Yabadaba, giustamente tu dici: “Se teniamo fino al sopraggiungere di vere difficoltà tedesche, possiamo metterci allo stesso tavolo e trovare soluzioni che comprendano una redistribuzione degli utili da chi gode di una valuta sottovalutata per il suo sistema economico e chi soffre per una valuta sopravvalutata.”.

Ma tu credi che questo sia stato il leit-motiv degli interventi di Letta/Saccomanni/Fassina/Renzi nell’ultimo anno, cui associo (scusa) anche Monti, che non è del PD ma è sicuramente il capo dei piddini italiani, e cmq. poco più di un anno fa “piaceva tanto” anche ai semplici iscritti del PD perché “non era più l’odiato Berlusca che andava in Europa, ma finalmente una persona rispettabile!”???

A me pare sia stato piuttosto “Ecco qua il c…(degli altri!) e fate presto!”. Se il deretano a rischio fosse stato il loro ci avrebbero pensato su due volte prima di proporre…le medicine!

tirlusa
Scritto il 30 settembre 2013 at 19:57

x yabadaba

Molti di noi sono a ragione risentiti col PD, che in passato ho votato. Però non pensare che questa sia una cerchia chiusa o necessariamente ostile alla politica. E’ solamente un gruppo di persone che ha capito l’altissimo tradimento della politica rispetto ai valori che dovrebbe difendere, il Pd in primis. L’ex partito dei lavoratori, il PCI-PDS-DS-PD anziché difendere il cittadino o il lavoratore si è venduto per un posto al sole nei salotti buoni, si sono fottuti qualsiasi cosa, dalle presidenze di qualsiasi fondazione o ente o associazione di categoria o consiglio di amministrazione di qualche banca o impresa o municipalizzata, per non parlare degli immobili di enti statali venduti per 4 lire a eminenti rappresentanti di questo partito.
Siccome fanno della questione morale un loro cavallo di battaglia ne deduco che sono più corrotti degli altri, perché c’è l’aggravante dell’ipocrisia. Questo da un punto di vista morale, da un punto di vista politico ed economico le responsabilità sono ancora più gravi.
1) Fu Ciampi a decretare il divorzio Tesoro-Banca d’Italia. Prima di allora le quantità di titoli di Stato invendute erano acquistate dalla banca d’Italia senza aggravio di costi per il Tesoro. Prima di allora il debito pubblico era modesto, dopo di allora si è praticamente raddoppiato in una spirale di interessi graditi al sistema bancario.
2) Grazie alla compiacenza di certa magistratura (ed alla cieca fedeltà di parte della base) fu l’unico partito a sopravvivere a tangentopoli nonostante fosse come gli altri invischiato nel finanziamento illecito ai partiti. Problema attuale, vedi caso Penati o consigli regionali vari.
3) Ha fatto una politica a favore dei capitali esteri che si sono mangiati un paese come il nostro per 4 soldi. Vedi la brillante opera di smantellamento del nostro tessuto industriale che ha avuto come esecutore quel miserabile di Romano Prodi. Problema attuale visto che Letta stava lavorando alla cessione della quota che la Cdp ha in Eni, l’unica azienda sana che ancora per poco abbiamo.
Ciò detto, considerati i blog che leggi, a mio modo di vedere sei un elettore evoluto del PD, per lo meno sei a conoscenza di certe argomentazioni che in genere vengono ignorate da quell’elettorato.
In ogni caso votare in Italia è estremamente difficile, o PD o Berlusconi o Grillo c’è, in ogni caso, da piangere, quindi personalmente non biasimo nessuno quale che sia la sua preferenza elettorale.
Dal mio punto di vista sarebbe auspicabile l’implosione definitiva del Pd per la formazione di una nuova forza aggregativa in Italia, con basi politico/economico/morali più consistenti.

Luca Tirrito

tirlusa
Scritto il 30 settembre 2013 at 20:10

icebergfinanza,

Perché solo in caso di default si tornerebbe ai livelli di novembre 2011?

john_ludd
Scritto il 30 settembre 2013 at 20:23

apprendista@finanza,

sui risparmi non ho consigli da darti, può darsi che nel medio periodo qualcosa duri di più ma il sistema finanziario è uno solo e neppure chi colleziona lingotti d’oro può sentirsi “sicuro”. Ben più importante sarà costruire/ricostruire una rete di relazioni tra persone di cui ci si fida pienamente. Importante sarà saper costruire qualcosa con le proprie mani, riparare uno strumento, aggiustare un tetto, scambiarsi competenze non per denaro ma perché è utile e pratico etc… Io non conosco come il futuro si rivelerà, non ho una data, un termine ma i dati che conosco mi dicono che la situazione non è sostenibile e sarà necessario tornare a forme di comunità che si auto sostengono. Cooperazione, messa in comune di buona parte di quello che oggi è privato, reciprocità, oggi sono parolacce ma non per sempre, non per ragioni etiche che non hanno mai mosso l’agire dell’uomo, ma per necessità. Costa molto meno andare al mercato 1 volta la settimana, 10 alla volta su un camion che 5 volte la settimana su 10 auto. Solo per fare un esempio semplice al limite della stupidità.

apprendista
Scritto il 30 settembre 2013 at 20:27

Grazie John
saluti
Claudio

ilcuculo
Scritto il 30 settembre 2013 at 22:20

john_ludd@finanza: Costa molto meno andare al mercato 1 volta la settimana, 10 alla volta su un camion che 5 volte la settimana su 10 auto.

Per fare la spesa al mercato una volta alla settimana ci vogliono dei bei frigoriferi, per andarci con il camion bisogna che ci sia il camion, il gasolio e la strada…

Non sei poi così pessimista.

kry
Scritto il 30 settembre 2013 at 22:59

ilcuculo@finanza,

” Per fare la spesa al mercato una volta alla settimana ci vogliono dei bei frigoriferi…” Ma credi davvero che si continuerà a mangiare come si fa tuttora e a stile occidentale? Penso che ancora nemmeno lontanamente immagini quello che ci sta dicendo John.

faustino
Scritto il 1 ottobre 2013 at 00:07

john_ludd@finanza:
[email protected],

“L’economia staccata dalla politica è finita, siamo nella fase in cui la politica sta tornando a tirare le fila del discorso…”

raccontaci allora un periodo nel quale l’economia era staccata dalla politica, io che sono sicuramente più vecchio di te, non lo ricordo. Se leggo un libro di storia, è lo stesso. Economia e politica sono talmente collegate che sono di fatto un continuum. C’è questa tragedia in corso in Italia, quella del tuo partito, gente in pieno stadio 1 e 2 di Kubler-Ross. Ho votato anche io tanto tempo fa il PD. Non che mi interessi parlare di politica, ma in questo caso non posso evitarlo. Nelle tue parole traspare tutto il messianismo che è l’unica colla rimasta. “Noi siamo i migliori”, gentaccia i gerarchi del PD, che da decenni tradisce qualsiasi cosa si possa intendere come “sinistra”, gente che ha sostituito il totem fallito del comunismo acritico con quello del “più Europa” egualmente acritico, il verbo non si tocca. I partiti della sinistra europea sono gli alleati preferiti dell’oligopolio finanziario perché tengono tranquilla la plebaglia. La SPD il partito “di riferimento europeo” del PD ha distrutto la sinistra in Germania, voluto e attivato le “riforme” che hanno abbattuto il potere di acquisto dei lavoratori tedeschi, fatto decollare gli utili delle mega imprese e seminato la polverizzazione dell’Europa che è ben peggio che quella del solo euro. Trincerati in difesa “della sacra idea”, disperati perché la realtà non vuole adattarsi a essere il “sole dell’avvenire”. Oggi la parola d’ordine è “la Merckel si siederà al tavolo delle trattative perchè le conviene…” mentre il donnone teutonico continua a pisciarvi in testa. Dentro il pozzo a velocità supersonica. Il fondo è vicino. E’ troppo tardi per frenare.

SANTE PAROLE.

faustino
Scritto il 1 ottobre 2013 at 00:19

john_ludd@finanza:
[email protected],

sui risparmi non ho consigli da darti, può darsi che nel medio periodo qualcosa duri di più ma il sistema finanziario è uno solo e neppure chi colleziona lingotti d’oro può sentirsi “sicuro”. Ben più importante sarà costruire/ricostruire una rete di relazioni tra persone di cui ci si fida pienamente. Importante sarà saper costruire qualcosa con le proprie mani, riparare uno strumento, aggiustare un tetto, scambiarsi competenze non per denaro ma perché è utile e pratico etc… Io non conosco come il futuro si rivelerà, non ho una data, un termine ma i dati che conosco mi dicono che la situazione non è sostenibile e sarà necessario tornare a forme di comunità che si auto sostengono. Cooperazione, messa in comune di buona parte di quello che oggi è privato, reciprocità, oggi sono parolacce ma non per sempre, non per ragioni etiche che non hanno mai mosso l’agire dell’uomo, ma per necessità. Costa molto meno andare al mercato 1 volta la settimana, 10 alla volta su un camion che 5 volte la settimana su 10 auto. Solo per fare un esempio semplice al limite della stupidità.

Condivido. :D

john_ludd
Scritto il 1 ottobre 2013 at 00:27

kry@finanza,

in realtà stile occidentale non vuole dire molto. Noi siamo occidentali ma fino a non troppo fa non ci dedicavamo a coglionate come importare la frutta da Israele o dal Guatemala. Il costo di trasporto per frutta e vegetali è la parte maggiore poi ci sono un certo numero di intermediari e alla fine (molto alla fine) c’è il produttore. E’ la ragione principale per cui una civiltà alla fine collassa: una serie infinita di costi necessari solo per mantenere strati e strati di parassiti, dalla finanza che negli anni 60 era 1/ 3 di oggi o meno a buona parte del commercio. Certo, tutto questo fa PIL, ma non è ricchezza è un COSTO. Il PIL misura i costi niente di più. Una recente statistica pubblicata sull’eccellente sito di Doug Short mostra che il potere di acquisto deflazionato dell’americano medio è cresciuto del 18% dal 1965 a oggi mentre il reddito mediano è calato del 9% dalla fine degli anni 90. Da noi non è diverso. Sono 20 anni che si scende, altro che balle, stiamo solo accelerando. Se riempi la panza di una vacca di parassiti alla fine la mucca Carolina muore. E così la gente lavora per ottenere sempre meno mentre i saprofiti ingrassano, ma non sono molto intelligenti, si limitano solo a mangiare, mangiare ma poi alla fine non resta niente.

icebergfinanza
Scritto il 1 ottobre 2013 at 08:33

giobbe8871@finanza,

…a meno che gli psicopatici dell’hig frequency trading non facciano miracoli appunto con i soldi della FED..

icebergfinanza
Scritto il 1 ottobre 2013 at 08:36

John … Cooperazione, messa in comune di buona parte di quello che oggi è privato, reciprocità, oggi sono parolacce ma non per sempre, non per ragioni etiche che non hanno mai mosso l’agire dell’uomo, ma per necessità.

Santo Cielo … mi viene in mente uno che da cinque anni parla di cooperazione e interesse reciproco e che quasi nessuno leggeva quando parlava di Mondi Alternativi…

ilcuculo
Scritto il 1 ottobre 2013 at 09:37

kry@finanza,

Io credo che la tecnologia ci permetterà di superare la dipendenza dal petrolio, non sarà una transizione semplice soprattutto perchè tutto il sistema di potere dell’attuale sistema economico politico ruota attorno al petrolio che è una risorsa concentrata e controllabile.

Lo stesso non si può dire dell’energia solare , del vento , del geotermico e dell’idroelettrico. Mai nella storia alcun gruppo di potere ha potuto tenere il mondo per le palle come chi , negli ultimi 70 anni ha gestito il mercato del petrolio. Non si arrenderanno facilmente , ma in definitiva il petrolio diventerà talmente antieconomico , con margini così bassi da non poter più sostenere lo spettacolo.

Oggi il petrolio ha un EROEI tra 5 e 15 , il fotovoltaico su silicio 9 il fotovoltaico a film sottile promette valori sopra 30 , l’eolico (zone adatte) sopra 20 ,il mini e micro idroelettrico sopra 100.

Eppure si continua ad investire pesantemente (con sovvenzioni pubbliche sovvenzionare) nella ricerca di nuovi giacimenti abissali, artici, non convenzionali che promettono ROI inferiori a quelli del BUND Tedesco ma assai meno sicuri.

No Kry credo che quando , obbligatoriamente , smetteremo di buttare via le risorse, scopriremo che possono essere sufficienti. Se poi saranno distribuite con maggiore equità o meno rispetto ad oggi non lo so , ma su questo sono meno fiducioso.

kry
Scritto il 1 ottobre 2013 at 10:16

john_ludd@finanza,

E’ vero detto così non significa molto, intendevo spreco perenne e obesità. Penso inoltre che l’italia sia un esperimento riuscito da prendere ( purtroppo) come esempio di come si riesca a sopravvivere con continua austerità e nessuna protesta, si continua ad andare avanti con rassegnazione.
ilcuculo@finanza,

No Kry credo che quando , obbligatoriamente , smetteremo di buttare via le risorse, scopriremo che possono essere sufficienti. Anch’io sono abbastanza ottimista su questo, ma penso che sia più un illusione che una speranza. Quando il sistema finanziario imploderà chi finanzierà la ricerca e lo sviluppo delle nuove tecnologie per il risparmio energetico. Siamo certi che ognuno continuerà a prendersi le proprie responsabilità oppure rischieremo di non veder nemmeno l’acqua uscire dal rubinetto.

john_ludd
Scritto il 1 ottobre 2013 at 10:37

icebergfinanza,

è per questo che ti leggo volentieri e scribacchio qui e non là. E’ irrilevante se metto il punto e virgola prima o dopo dove lo metti tu, conto di scrivere qualcosa di utile e complementare al contenuto tradizionale del blog, è scritto di getto e potrei essere più diplomatico ma credo sia meglio così, questo non è il CDA della Stopazzoni SpA. Comunque, ma lo sai, c’è un certo fervore di idee simili in giro per il mondo. Non sono tutti ciechi e c’è persino qualcuno che lo era e ora ha recuperato la vista.

noise
Scritto il 2 ottobre 2013 at 12:36

john_ludd@finanza,

Ciao John,
grazie per i tuoi interventi. Mi è tutto più o meno abbastanza chiaro; mi interesso di economia e finanza da pochissimo, ma essendomi formato come fisico, i concetti che esprimi mi sono molto più chiari dei meccanismi della finanza.
Detto questo, c’è un punto che non mi è chiaro:
quando si parla di oro insisti sempre con una frase che non mi è chiara:
“l’oro è il denaro dei Re”.
Posso dirti che, anche per memoria familiare, qualche monetina d’oro, ha salvato dalla fame, anche tante famiglie italiane (NON ricche) durante i periodi più bui di guerre, bombardamenti e mercato nero.
Certo, puoi contestarmi che non hanno salvato i loro minuscoli patrimoni, ma hanno salvato la loro vita, comprando pane, medicine o corrompendo qualche militare d’occupazione.
Io ho uno scarso e precario stipendio, ma non ho una famiglia da mantenere e non ho figli. Quindi sebbene guadagno poco, posso risparmiare perchè consumo poco.
I miei risparmi li ho indirizzati per ristrutturare casa al fine di risparmiare energia.
Quello che rimane, però, ho deciso di spenderlo comprando monetine d’oro e d’argento in un ottica di medio-lungo periodo per l’oro (5-10 anni) e di lunghissimo periodo per l’argento (+20 anni). Non voglio guadagnarci niente, voglio solo preservare il potere di acquisto (e chissà cosa si potrà ancora comprare, io sto pensando a beni di prima necessità come le medicine).
Cosa c’è di sbagliato in questo ragionamento?
P.S.
E’ chiaro che non mi interessano i metalli di carta, opzioni, futures e quant’altro.

ilcuculo
Scritto il 2 ottobre 2013 at 16:14

noise@finanza,

Vivere è diverso da sopravvivere , sopravvivere è condizione necessaria ma non sufficiente.

noise
Scritto il 2 ottobre 2013 at 16:53

ilcuculo@finanza:
[email protected],

Vivere è diverso da sopravvivere , sopravvivere è condizione necessaria ma non sufficiente.

Perfettamente d’accordo, infatti il discorso sulle reti di relazioni è quello che conta veramente. Ma ribadisco: se uno ha pochi soldi (e quindi il discorso della diversificazione diventa relativo) e vuole solo tenerli nel cassetto per un emergenza o per un bisogno che adesso non si vede, cosa c’è di sbagliato nel ragionamento?
Chi si è dimenticato una moneta d’oro nel cassetto 2000 anni fa, 200 anni fa o 20 anni fa, ha lasciato ai posteri o a se stesso qualcosa, giusto?
Come faccio a dimenticarmi nel cassetto dei dollari, euro o azioni e bond? Devi seguirli, cambiarli, comprarli, venderli, attento a non farti fottere da fallimenti nazionali, europei, mondiali, fallimenti bancari o bailout di stati che falliscono.
Francamente vorrei passare il mio tempo a studiare, suonare e possibilmente amare. Semplicemente mettere via qualche migliaio di euro in monetine mi è sembrata la cosa più semplice. Non invecchiano, non ammuffiscono, non possono tassarle (almeno finchè non ti trovano a venderle), non sono facilmente tracciabili e non vanno fuori corso quando arrivo all’età pensionabile. Magari ogni qualche mese vai a vedere le quotazioni nel caso si fosse gonfiata qualche altra bolla e ti conviene venderle prima del previsto.
Tutto questo per l’oro.
Per l’argento ho un’idea diversa. Secondo me siamo andati oltre il picco, adesso si vende sotto il costo di produzione ed è il miglior conduttore elettrico del mondo. La mia scommessa è che chi ha pazienza vedrà qualcosa di più del ritorno del capitale. E sto sempre parlando di monete “fisiche” che conservi a casa tua in una parete divisoria, non di contratti di carta.

ilcuculo
Scritto il 2 ottobre 2013 at 18:34

noise@finanza,

Ma non è questo, non c’è nulla di sbagliato nel mettere in cassetta qualche sterlina d’oro…

E’ l’idea di vivere psicologicamente nell’incombenza del disastro che non ha senso. Se la prospettiva è la stretta sopravvivenza o niente… preferisco niente, ma è solo il mio personale modo di vedere le cose…come diceva Oscar Wilde…

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