ASPETTANDO …GODOT PAYROLLS!

Scritto il alle 09:39 da icebergfinanza

Affascinante batteria di dati macroeconomici positivi, ISM che salgono sulla base di un sondaggio basta sempre e solo sulla fiducia mentre i dati reali puntuali …

Ordini alle fabbriche Usa -2,4% in luglio, stima era -3,4%

Gli ordini alle fabbriche degli Stati Uniti sono calati in luglio, anche se a un passo più lento rispetto alle previsioni.Secondo quanto reso noto dal Dipartimento del Commercio, il dato è calato del 2,4% a 485 miliardi, mentre gli analisti attendevano un ribasso del 3,4%, dopo l’aumento dell’1,6% del mese precedente (dato rivisto al rialzo dal +1,5% della prima stima).Escludendo il settore trasporti il dato è aumentato dell’1,2%. Da segnalare che gli ordini di beni durevoli, quelli destinati a durare almeno tre anni, sono calati del 7,4%, sulla scia del calo del settore trasporti. Gli ordini di beni capitali sono invece cresciuti del 2,4%, così come sono salite dell’1,1% le consegne complessive.

Ma quello che affascina è che … Rialzo a sorpresa settore servizi Usa in agosto, dato Ism oltre stime (…)L’indice di riferimento redatto dall’Institute for Supply Management è cresciuto a 58,6 punti, contro i 56 punti di luglio. Guardando alle singole componenti, quella dell’attività aziendale è salita da 60,4 a 62,2 punti, quella dell’occupazione è cresciuta a 57 punti dai 53,2 punti di luglio, mentre quella dei prezzi è calata a 53,4 punti dai 60,1 precedenti.

Quindi buone notizie in teoria dal mercato del lavoro, anche se sarebbe interessante comprendere come è possibile in un’economia per oltre il 70 % ormai di servizi e a sua volta monopolizzata per oltre l’80 % come abbiamo visto ieri da piccole e medie imprese che da tre mesi dichiarano di assumere di meno, osservare il sottoindice ISM servizi esplodere a 57 punti.

Inoltre per un’economia in ripresa prezzi pagati in crollo non è proprio sinonimo di salute.

Proseguendo come riporta Mike Shedlock Gallup Says Seasonally-Adjusted Unemployment Climbs to 8.6%; Who to Believe (Gallup or the BLS)?

Unemployment Rises to 8.7% in August

Gallup’s unadjusted unemployment rate for the U.S. workforce was 8.7% in August, up from 7.8% in July and from 8.1% in August 2012. Similar to P2P, unemployment fluctuates seasonally, and the year-over-year change is the most informative comparison. The uptick in unemployment this August compared with August of last year is the first year-over-year increase since Gallup was able to begin tracking yearly changes in 2011.

The increase is partly due to the decline in the size of the workforce. Because the unemployment rate is based on the size of the workforce, if people drop out of the workforce but the number of unemployed remains relatively flat, the unemployment rate will actually increase, even though the same number of people are unemployed.

Gallup’s seasonally adjusted U.S. unemployment rate for August was 8.6%, up from 7.4% in July. Gallup calculates this rate by applying the adjustment factor the government used for the same month in the previous year. Last year, the government adjusted August’s rate down by 0.1 points, but adjusted July’s down by 0.4 points, which partly accounts for the increase in seasonally adjusted unemployment.

Underemployment 17.4%

Underemployment, as measured without seasonal adjustment, was 17.4% in August, essentially unchanged from July (17.3%), but up slightly over August 2012 (17.1%).

Nono solo, uno dei sistemi più affidabili di rilevamento dell’occupazione via  TRIM TABS sembra raccontarci …  “Employment growth remains disappointing,” said David Santschi, Chief Executive Officer of TrimTabs.  “The economy added an average of 111,000 jobs in the first eight months of this year, which does not even keep up with population growth.” In a research note, TrimTabs attributed the weakness in the labor market to higher borrowing costs in general and plummeting mortgage refinancing activity in particular. TrimTabs’ employment estimates are based on an analysis of daily income tax deposits to the U.S. Treasury from all salaried U.S. employees. 

They are historically more accurate than the initial estimates from the Bureau of Labor Statistics.

Ma noi non abbiamo fretta e aspettiamo le revisioni che verranno!

Mentre  volano i tassi ipotecari, rendendo felice la Federal Reserve immagino, volano a tal punto che …Usa: tassi interesse mutui “jumbo” per prima volta inferiori a quelli normali   Negli Stati Uniti i tassi di interesse dei mutui più grandi, quelli per l’acquisto delle abitazioni più costose, sono per la prima volta più bassi di quelli dei prestiti di più piccole dimensioni. I cosiddetti mutui “jumbo” sono quelli troppo consistenti per essere garantiti dal Governo americano, che offre coperture per prestiti fino a 417.000 dollari (con un’estensione a 625.000 per i mercati immobiliari più costosi come New York, Los Angeles e Washington). Come riporta il Wall Street Journal, secondo i dati della Mortagage Bankers Association, la settimana scorsa il tasso medio di interesse sui mutui trentennali di dimensioni normali era del 4,73%, quello dei “jumbo” del 4,71%. (…)  Secondo gli osservatori, lo spread, ovvero la differenza, tra i tassi dei mutui “jumbo” e dei “conforming” è senza precedenti: “In trent’anni di carriera, non ho mai visto nulla del genere”, ha detto Brad Blackwell, vicedirettore generale di Wells Fargo Home Mortgage.

Ribadisco non abbiamo fretta, con le dinamiche macroeconomiche non si gioca, la verità è figlia del tempo, ci rivediamo tra qualche mese tra una revisione e l’altra!

Il nostro Machiavelli è di nuovo con noi, con la sua nuova visione in “Luglio con il bene che ti voglio…”, per tutti coloro che hanno contribuito o vogliono liberamente contribuire al nostro viaggio.

« SOSTIENI L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio cliccando sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie!

Inoltre Vi aspettiamo tutti per la nuova avventura su   METEOECONOMY  per condividere insieme nuove informazioni e analisi non solo economico/finanziarie attraverso la tempesta perfetta.

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22 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 6 settembre 2013 at 13:11

nel rapporto Gallup è da evidenziare anche che l’aumento della disoccupazione è dovuta al crollo dei contratti part-time che tornano ai minimi dell’anno!!!

quindi oltre a non creare lavoro, gli usa non rinnovano neanche i contratti schiavisti

Appuntamento alle 14.30 allora

icebergfinanza
Scritto il 6 settembre 2013 at 14:37

Rivisti al ribasso i numeri di luglio; la crescita dei posti di lavoro è stata di 104.000 unità, contro +162.000 inizialmente resi noti. tap tap taperiiiiing!

gnutim
Scritto il 6 settembre 2013 at 14:41

ma Gallup cosa si fuma? 7.3%

john_ludd
Scritto il 6 settembre 2013 at 14:49

Assito sempre più basito all’ossessione sui dati economici USA; fossi un cittadino di quel paese potrei capire ma sono in Europa, in particolare nel sud Europa dove le statistiche raccontano che la disoccupazione giovanile in Grecia è al 63%, in Spagna al 56% in Italia al 39%, in Portogallo al 38%. Spettacolare poi l’attenzione sull’aumento dei tassi USA che dovrebbero presto renderli insolventi. Peccato che i numeri raccontino che 6 dei 17 trilioni di debito sono posseduti da enti governativi e degli 11 presso il pubblico, 3 li possiede la FED. Il totale degli interessi su questi 11 trilioni sono poco più di 200 miliardi ma siccome il 40% dei titoli a lunga scadenza è posseduta dalla FED che rigira gli interessi al tesoro, il costo netto scende attorno a 150 miliardi mentre lo stato italiano paga 90 miliardi di euro ovvero 130 miliardi di dollari ovvero circa quanto il governo USA solo che l’economia USA è 10 volte più grande. Sicuro, gli yankee sono malmessi, ma considerando che sinora sono stati l’unico paese importatore netto mentre tutti gli altri pensano di risolvere i propri problemi esportando… sì ma dove ? In quest’ultimo anno il debito USA è salito oltre il 100%, certo ma è in dollari mentre in un solo anno il rapporto debito/PIL dei PIIGS è cresciuto tra il 15% e il 24% con l’eccezione dell’Italia cresciuto “solo” del 7% con un debito denominato al 100% in valuta estera e pari “solo” al 130% del PIL che a fine 2014 sarà allegramente “solo” attorno al 135%. I ciccioni nord americani sono autosufficienti per alimentari (il più grande esportatore del pianeta) e combustibili per generazione elettrica mentre dato che consumano pro/capite 2 volte un tedesco importano il 40% del petrolio necessario. Noi siamo messi meglio dato che importiamo il 100% di tutto e abbiamo un potente esercito a guardia dei nostri interessi. Non c’è dubbio, gli USA stanno andando verso una crisi fiscale, peccato che noi saremo falliti da un bel pezzo, ma certo faremo tutti festa a vedere gli yankee affondare mentre faremo concorrenza ai ratti per un pezzo di pane rancido.

giobbe8871
Scritto il 6 settembre 2013 at 16:40

john_ludd@finanza,

PURTROPPO PER NOI ITALIANI, tu John Ludd HAI RAGIONE ! :cry:

HAI RAGIONE IN TUTTO, PURTROPPO.

SEBBENE MAZZALAI REGALI ANALISI ECCEZIONALI E DIFFONDA GRANDE OTTIMISMO A NOI ITALIANI :wink:

Scritto il 6 settembre 2013 at 16:54

john_ludd@finanza,

Ottime osservazioni, sempre utile un punto di vista diverso, ma, al dilà delle questioni puramente finanziarie, c’è da considerare la questione sociale, gli USA hanno sempre più poveri (come noi del resto) ma sono poveri che si specchiano CONTINUAMENTE nel lusso, e alla lunga è rischiosa come situazione, a maggior ragione in un paese dove l’arroganza e l’avidità dei super-ricchi è anche cosi stupida da irridere le masse povere, non limitandosi ad arricchirsi sempre di più, ma impoverendo il paese non pagando le tasse e calando gli stipendi. Da sempre gli Usa hanno lasciato sfogare la tensione interna nelle varie guerre con cui distrarre la popolazione, ma è sempre + difficile, mentr il mondo comincia a stufarsi di subire la “guerra d’esportazione” dell’Impero., perchè gli Usa hanno fatto molte guerre, ma da quella di secessione in poi, tutte in casa altrui, e non è lo stesso che facendola “in casa”. L’impero romano è durato secoli perchè migliorava la vita nei paesi occupati, cosi non fanno gli USA, come il sudamerica, il loro giardino di casa, dimostra.
Il gioco è sempre più delicato.

john_ludd
Scritto il 6 settembre 2013 at 17:31

x kurskit

la tua posizione è un classico del cattivo rapporto con la realtà che pare essere ormai una malattia degenerativa irreversibile.

Innanzitutto il paragone tra epoche storiche così lontane e differenti (Roma e USA) è d’effetto ma privo di senso come sempre quando si paragonano le mele con le pere… ma soprattutto OGGI il sudamerica, la cina, l’italia etc… non sono occupati militarmente dagli USA, hanno popoli istruiti a sufficienza e in comune una sola cosa: scaricare le proprie responsabilità sul cattivo di turno, che cattivo è di certo ma non è responsabile di tutte le nefandezza di questo pianeta. Per limiti di spazio consideriamo il caso del nostro paese: questi sono alcuni dei problemi che rendono critica la nostra situazione 1) pessimo livello della classe dirigente 2) livello di corruttela 3) qualità scolastica pessima dalla secondaria in sù (gli effetti di una riforma che non si vede si vedrebbero tra 20 anni, abbiamo il tempo ?) 4) appartenenza a un’area monetaria a cambio fisso dominata da un paese che cura i propri interessi e certo non i nostri e che non sono gli USA.

Faccio sempre molta fatica a comprendere le ragioni di qualcuno cui si fa notare che la propria casa sta bruciando e reagisce affermando “guarda la casa di fronte che schifo che fa, è piena di topi”

icebergfinanza
Scritto il 6 settembre 2013 at 19:40

john_ludd@finanza,

John … Pensi non sappia queste cose? Vuoi che parli delle miserie italiane o dei dati dell’Iistat al sottoscritto interessa far ragionare chi legge con la sua testa non con quella dei media o di quattro analisti prezzolati. Questo cerco di fare togliere il velo di falsità che circonda questo mondo dove ingenuità e superficialità abbondano.

john_ludd
Scritto il 6 settembre 2013 at 20:03

icebergfinanza,

non credo di avere scritto che tu non lo sai, non credo di avere opinioni tanto diverse dalle tue, se per questo pensi che sia inutile che ne scriva evito di farlo, non è che ci provo gusto… e non mi sembra che su questo blog di gente ingenua e superficiale ne sia rimasta tanta

kry
Scritto il 6 settembre 2013 at 23:32

«La spesa a deficit ed il debito pubblico rappresentano un fardello crescente ed intollerabile sulla società e sull’economia, poiché trasferiscono risorse dal settore produttivo (settore privato) al settore pubblico (parassita e controproducente). » ~ Murray N. Rothbard http://www.rischiocalcolato.it/2013/09/il-tramonto-del-sogno-americano.html Lungo ma interessante. Buona lettura.

tirlusa
Scritto il 7 settembre 2013 at 00:24

Credo che senza ritorno alle valute nazionali, o una riforma seria dell’unione monetaria (quest’ultima ipotesi è una mera utopia vista l’ideologia di chi ci governa) il nostro destino sia segnato. E’ una questione algebrica e il popolo italiano per quanto ingegnoso o operoso non potrà farci nulla. Abbiamo il tempo di erodere gli ultimi risparmi delle famiglie italiane e continuando cosi si arriva dritti dritti al capolinea. Io credo che un debito al 130% del Pil è si una cosa poco bella ma è gestibile se non viene deteriorato ulteriormente il tessuto produttivo del nostro Paese. Solo che nelle tabelline dei psicogovernanti europei c’è scritto 60%, numero che non vuol dire nulla ma tant’è. Quanto all’America volevo complimentarmi con Machiavelli per l’analisi sul tapering, già da oggi valute degli emergenti in rimonta col rand che si è apprezzato di quasi 2 punti percentuali, anche in bond in leggera salita. Quella del tapering mi sa tanto di bufala, spero di non sbagliarmi. Gli Usa hanno gravi problemi, il primo è di carattere morale…sono una nazione mafia e quindi risultano odiosi, gli unici ad avere usato la bomba atomica e i più intransigenti nel porre veti agli altri, appiccano focolai di guerra in tutto il mondo, appoggiano dittature odiose che fanno vomitare Dio (vedi Sud America), etc…. La ripresa targata Usa non c’è, ma son pur sempre una nazione unitaria, hanno ampi margini di manovre fiscali (a differenza nostra che non sappiamo più cosa inventarci), continuano a godere di credito e sono una superpotenza militare, quindi riescono a convivere persino con una bilancia dei pagamenti colabrodo da tempo immemorabile. Mal comune mezzo gaudio? Noi ce la passiamo peggio.

icebergfinanza
Scritto il 7 settembre 2013 at 06:14

john_ludd@finanza,

Dava l’impressione che quando parlo dei dati americani sia ossessionato …invece racconto la realtà di un Paese che molti descrivono come terra promessa che invece terra promessa non è economicamente evoluto ma socialmente un disastro …

Aggiungo solo le considerazioni di una nostra compagnia di viaggio … Buongiorno … credo pero’ che Ludd un buon rapporto con la realta’ abbia quando scrive,come scrisse, che “c’e’ molta forza ,fuori, e ho visto gente cavarsela in situazioni dove io non ce l’avrei fatta”.Se si vuole parlare di futuro e di risorse,allora s’incominci a prendere in mano la Bibbia,e leggere prima i passi sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci,ma poi il passo dove Cristo ricorda i primi 2,e cerca di far capire che,com’e’ vero che non si vive di solo pane,ma anche della Parola di Dio,cosi’ e’ vero che dall’ascolto di questa,puo’ venire anche pane e companatico.Esiste un modo elegante di preoccuparsi troppo, come i pagani, di cosa mangeremo e vestiremo, e Ludd lo rappresenta.Le folle possono essere una risorsa, la vera materia prima, per imprenditori capaci,tale da moltiplicare le risorse in un mondo finito, e sospeso tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande.L’alternativa e’ massacrarle.Se e’ vero che dall’ingiusta umiliazione del povero derivano i miserabili,allora, con il curato di Torcy di un romanzo di Georges Bernanos,rendiamo volentieri onore ai poveri che dalla consapevolezza dell’ingiustizia subita, trovano la forza di rialzarsi.Non basta, ma e’ il primo passo.Dubito che paesi a sovranita’ limitata siano veramente liberi di scegliersi la classe dirigente,e d’impedire che altri gliela selezionino a rovescio…e quand’anche..solo si alzerebbe il livello dell’interferenza.Troviamo anche, nella Bibbia,che Dio guido’ a liberta’ Israele,con altri popoli,prima che fosse veramente un popolo,e non dopo.Considerazioni su eserciti a protezione dei propri interessi,sono ribaltabili,gli eserciti costano,e possono non conseguire la vittoria.La strategia superba,che tra l’altro ha prodotto anche i derivati e la manipolazione mondiale dei mercati,unendo, sotto il pretesto della sicurezza e della stabilita’,politica, finanza, corporation e intelligence,e’ una atto di guerra,e in emergenza solo i narcisisti confondono con presunzione la realta’,e dimenticano che laddove si consumano con piu’ consapevoleza i 4 peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, la’ sara’ confusione, caduta,per i superbi, e inizio di un nuovo cammino per gli oppressi.

ilcuculo
Scritto il 7 settembre 2013 at 15:49

john_ludd@finanza,

John,

che moriremo tutti già lo sappiamo, resta solo da sapere quando, e soprattutto come vivremo fino ad allora. Precisione e competenza nell’elencare problemi e minacce sono una risorsa meno utile della capacità di indicare percorsi e vedere soluzioni.

Concentriamoci sulle seconde oppure lasciamo perdere.

stanziale
Scritto il 7 settembre 2013 at 19:16

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=12286
Scusate se insisto, ma evidentemente non ero il solo a sospettare cio’ per quanto riguarda la guerra in Siria. Del resto, si e’ mai sentito un Papa essere piu’ accorato ed esplicito? Speriamo non accada nulla .

gnutim
Scritto il 7 settembre 2013 at 22:34

ho seguito l’appello di Papa Francesco.
Un vero uomo

Scritto il 8 settembre 2013 at 08:44

john_ludd@finanza,

Caro JL. permettimi di far notare che è ovvio che non si possono paragonare direttamente due realtà tanto diverse come L’impero romano e gli USA, ma la loro filosofia si. Inoltre nemmeno l’impero romano era arrivato ad occupare militarmente il mondo, nessuno l’ha mai fatto, visto che sono sempre esistiti grossi problemi logistici, che oggi si risolvono con posizionamenti di basi militari. Mi sembra di ricordare che di qualcuna americana in giro c’è ne, o sbaglio? Se ti ricordi qualcuno dei miei interventi, io non do mai la colpa a nessuno, neppure AI CRUCCHI, visto che io sostengo ovunque, puo provare a leggere il mio blog, http://www.laforzamotrice.it, io do nell’80% dei casi più colpa al drogato che allo spacciatore, al truffato che al truffatore,però ciò non assolve nessuno, solo distribuisce le responsabilità. La leggenda del “sogno americano” è infatti una leggenda, cioè qualcosa che ha una base reale, ma solo una base. Io posso apprezzare chi riesce a rialzarsi, ma questo deve andare a suo merito, non a discapito di chi non ce la fa, perchè a mio modesto parere, lo scopo finale di questo ragionamento è di dire agli sconfitti “è solo colpa vostra”, siete dei falliti. Ora, questo è anche vero, ma solo in piccola parte. Come disse O.Bradley, generale Americano, Davide vince le battaglie, ma è Golia che vince le Guerre. Eccezioni a parte, è sempre il più forte che vince, il caso in cui vince il debole, diventa leggenda proprio per la sua eccezzionalità, ma è questo che rimane inpresso nelle menti deboli. La logica è la stessa delle lotterie, si espongono le fotocopie dei grattaevinci VINCENTI, ma sarebbe interessante vedere l’effetto se appendessero anche i perdenti. In realtà quello che si rialza spesso lo fa perchè è abile ad approfittare di una o più occasioni, niete da ridire, ma non ne facciamo un evento, è solo nel calcolo probabilistico delle cose, e tra i molti vincenti possiamo metterci anche figli di, che nascono vincenti, possiamo mettere chi si trova mari di petrolio sotto le chiappe, chi spaccia droga, chi specula, chi sfrutta, e chi, ma non sono molti, creano davvero qualcosa di utile per se e per la società. Cosi è, e probabilmente cosi sarà per sempre, pazienza, ma non diciamo che è giusto ma solo che per ora sembra inevitabile.
Torno a dire che tutti fanno i propri interessi, solo che c’è chi li sa fare bene e chi no, e trovo buffo che chi perde pretenda che sia chi ha vinto che cambi, se chi ha vinto ha barato, occorre dimostrarlo però, lo si prenda e via di piume e pece, ma solo se ha barato.

john_ludd
Scritto il 8 settembre 2013 at 16:09

ilcuculo@finanza,

il tuo commento è alquanto obliquo. La frase “Precisione e competenza nell’elencare problemi e minacce sono una risorsa meno utile della capacità di indicare percorsi e vedere soluzioni” contiene un complimento che non vuole essere tale ma solo enfatizzare la conclusiva “Concentriamoci sulle seconde oppure lasciamo perdere” che contiene il tuo reale pensiero ovvero 1) tu John elenchi solo problemi 2) … quindi piantala di rompermi/romperci gli zebedei e togliti di torno. Ora di problemi ne elenco tanti, evidentemente sai già tutto e quindi non serve. Di grandi soluzioni non ne leggo da nessuna parte, di soluzioni che possono essere efficaci su piccola scala ne ho scritto spesso ma non ti interessa, temo tu voglia solo “la soluzione” che un limitato come me non è in grado neppure di intravedere. Prova allora a illuminarmi/illuminarci altrimenti sii coerente e attieniti a quanto tu stesso hai scritto.

silvio66
Scritto il 9 settembre 2013 at 00:50

..bè, cari astanti, noi si fa per passione e in verità, per interesse, di capir dove volge il vento, ma sui mercati vigerrà sempre il chi ha avuto ha avuto, e chi ha dato a dato. I mercati sono inaffondabili e cinque anni fa lo hanno dimostrato per l’ennesima volta. Come la fenice, bruciano e risorgono dalla cenere in un continuo divenire e gli stati uniti, ancora per molti anni, saranno i campioni sul campo.

ilcuculo
Scritto il 9 settembre 2013 at 14:17

john_ludd@finanza,

Ma non era una critica rivolta a te , è che da quando frequento il mondo dei blog, dell’informazione indipendente, dell’informazione dal basso, dell’informazione non serva dei poteri forti … etc. etc. etc.
mi viene spesso da pensare che purtroppo non sia, mediamente migliore di quella ufficiale.

Dall’epifania della crisi dopo il crollo di L&B abbiamo avuto una continua e destagionalizzata fioritura di profeti di sventura che continuano con dovizia di particolari a spiegarci che siamo ad un passo dalla fine del mondo per tutta una serie di validissime ragioni, alcune mi sono note, altre le scopro , forse è tutto vero , forse si enfatizzano alcune cose per sostenere la propria tesi forse la realtà è anche peggio di quello che si dipinge… veramente non lo so.

Vedo solo che è una nobile gara a chi dipinge il quadro più fosco, a chi mostra la situazione come irrimediabile ed insolubile.

Bene, se è irrimediabile , allora non me ne importa più nulla, non lo voglio neppure sapere, vivrò meglio il tempo che mi resta.

A me personalmente interessa capire come posso fare io a continuare a vivere più o meno come sempre compatibilmente con i vincoli olonomi del mio sistema.

E francamente credo che sia più o meno la preoccupazione di tutti, l’interesse del singolo ai destini collettivi è proporzionata al livello di appartenenza al collettivo ad al livello di condivisione dei risultati delle nostre azioni.

Si possono mettere le nostre azioni su un grafico dove un asse rappresenta l’utilità collettiva e l’altro l’utilità personale, vi sono quindi azioni utili all’individuo ma negative per la collettività e viceversa. Ritengo che esistano anche azioni utili contemporaneamente al singolo ed alla collettività.

Credo che andrebbero maggiormente individuati ed analizzati questi. Se poi basti , ancora, non lo so. Io però ho due figli e questi sono la mia opzione call sul futuro. Leggendo quello che scrivi sul futuro sembra che abbia solo opzioni put (e neppure questa è una critica).

john_ludd
Scritto il 9 settembre 2013 at 16:44

ilcuculo@finanza,

OK Cuculo, ma non ho mai scritto di fine del mondo ma di fine di questo sistema. Sono certo che questo sistema finanziario collasserà, ma non so con certezza quando. Sono certo che avremo una crisi energetica, ma non so con certezza quando. In seguito, esaurite le risorse energetiche fossili, saremo molti di meno, consumeremo molto di meno e si vivrà in modo diverso perché l’uomo come buona parte delle specie viventi è adattabile. Quando si pensa alla “soluzione” si intende sempre quella in grado di correggere il sistema attuale, riveduto e corretto in senso di redistribuzione del benessere. Essendo nati e cresciuti in questo mondo non possiamo vederne altri, solo variazioni sul tema. Ma non c’è “soluzione” possibile perché le diverse alternative in campo sono all’interno del medesimo paradigma fatto di consumi a una velocità molto superiore della capacità di rimpiazzo da parte del sistema naturale. Prendi il nascente dibattito sull’euro. Qual’è la posizione di un Bagnai ? Uscire dall’euro, svalutare, produrre di più ed esportare di più. Può funzionare ? Forse nel breve sì, ma rimane un sistema che richiede più energia non meno, sarà forse solo più equo. Qual’è la proposta degli apocalittici ? Siamo colpevoli e dobbiamo morire per i nostri peccati, quindi ogni azione è inutile. Il 99% appartiene a queste due categorie: cornucopisti e apocalittici, entrambi incapaci di comprendere le leggi della natura. Un sistema instabile complesso è ricco di anelli di feedback, processi che tendono a porre il sistema in uno stato a minore consumo di energia capace di sostenerlo ancora per un pò. Poi una nuova crisi, si raggiunge un livello ancora più basso e così via. Ci vogliono decenni per completare un ciclo e del prossimo io e te non vedremo neppure la partenza mentre abbiamo discrete probabilità di vedere il collasso di quello attuale la cui crisi è iniziata almeno 20 anni fa. Quindi ? Ne ho scritto più volte anche se in termini per forza vaghi: su piccola scala si può fare molto, non vedo nessun governo mondiale nel futuro, la complessità diminuirà e non il contrario.

Non voglio ripetermi, e tutto questo è palesemente fuori contesto rispetto il tipo di messaggio che il blogger propone come mi è stato correttamente fatto presente dallo stesso. Si può avere ragione sbagliando e si può avere torto essendo nel giusto. E’ il contesto che fa la differenza.

ilcuculo
Scritto il 9 settembre 2013 at 18:05

john_ludd@finanza,

Proprio così…

è che l’uomo nella sua assurda superbia pensa che se c’è un problema è perchè c’è stata una colpa e c’è un peccato da espiare.

Così si sono bruciate tante risorse e … tante persone… nella storia .

La natura se ne impipa di cosa fanno degli esserini in questo microcosmo in questo microtempo sul terzo pianeta di un sistema solare qualsiasi nella parte interna di un braccio periferico di una galassia qualsiasi .

Però dentro questa nullità a me interessa cosa ne sarà dei miei figli (siamo esseri patetici…) e allora cerco di scrutare l’orizzonte per capire come sarà il prossimo ciclo anche se io sarò già concime per le piante.

Comunque anche il calabrone vola … e non dovrebbe… (anche se è solo una leggenda)

ilcuculo
Scritto il 10 settembre 2013 at 12:57

ilcuculo@finanza,

Comunque come giustamente citi , si parla molto del problema energetico e del problema delle risorse, mentre si parla poco (comunque troppo poco) del problema demografico, perchè non è politically correct, ci si sente in colpa a dire che siamo in troppi , ma è sbagliato. Siamo in troppi e per ora stiamo ancora crescendo.

Il mondo ha perso la sua “autosufficienza” più o meno a metà degli anni ’90 quando si sono superati i 5 miliardi di umani sul pianeta.

Il problema si è concentrato interamente nei cosi’ detti paesi in via di sviluppo , che si stanno sviluppando malissimo.

Paesi come India, Pakistan, Indonesia, Filippine, Egitto, Kenya, Brasile, che dal 1995 ad oggi hanno incrementato la loro popolazione del 30% o più ma che dal 1950 hanno in alcuni casi quadruplicato la popolazione sono sostanzialmente i responsabili di questa situazione, i paesi europei e nordamericani hanno una popolazione sostanzialmente stabile da 50 anni.
Inoltre l’incremento demografico si è avuto principalmente in quelle regioni dove nel passato la crescita era stata scarsa per ragioni ambientali, climatiche , di disponibilità di risorse, sono paesi che in molti casi non hanno l’autosufficienza alimentare ed energetica pur consumando molto meno dei cittadini europei e americani. Vivere da europeo in Europa costa molto meno che vivere da europeo in Bangladesh o in Indonesia.

Quindi saremo meno, e questo è necessario , molti studiosi ipotizzano che il pianeta sarebbe in equilibrio tornando ad una popolazione tra i 4 e i 5 miliardi di umani.

Se Saremo meno consumeremo globalmente di meno , ma potremo consumare molto meglio.

Esempio riducendo il consumo di carne bovina e destinando una parte delle risorse agricole oggi utilizzate per l’alimentazione animale all’alimentazione umana ed una parte per la produzione di carburanti, soprattutto puntando su piante geneticamente modificate per ottenere un alto rendimento.
Concentrando in molte aree inutilizzabili ad altri scopi la generazione di energia solare
Incrementando la produzione di energia elettrica da fonti eoliche.
Utilizzando estensivamente la tecnologia delle pompe di calore per riscaldamento e raffrescamento degli edifici.
Immagazzinando l’energia elettrica in forma elettrochimica (idrogeno)

Tutto questo deve partire da quelle nazioni che nei secoli hanno accumulato un grande patrimonio tangibile ed intangibile e sono le nazioni europee e del nord america.
Questa sarà il terreno della battaglia per la futura sopravvivenza, e secondo me, siamo in condizioni di vincerla.

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