DEBITO PUBBLICO O DOMANDA PRIVATA…LA NEMESI CONTINUA!

Scritto il alle 06:43 da icebergfinanza

Recentemente abbiamo svelato un’altra delle favolose leggende metropolitane che si aggirano tra i meandri della depressione europea ovvero quella secondo la quale…

“La politica monetaria non può generare reale”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nel corso di un’audizione all’Assemblea nazionale francese. “Se la crescita è in stallo – ha aggiunto Draghi – è perché l’economia non produce abbastanza o perché le imprese hanno perso , e questo va oltre le possibilità di intervenire della Banca centrale”.

Tralascio per rispetto al lettore la solita fesseria della competitività ma questa è la chicca…

perché l’economia non produce abbastanza
perché l’economia non produce abbastanza

Ma la domanda dove sta, dove si nasconde, che fine ha fatto?

Prima di proseguire una sintesi delle parole dell’altro genio della lampada Bernanke, tanto attese… l’attuale ritmo di acquisti di assets potrebbe essere mantenuto a lungo. In effetti, se necessario, la FED sarebbe disposta a impiegare tutti gli strumenti a sua disposizione, tra cui un aumento del ritmo di acquisti per un tempo indefinito.

Tutto il resto è …muffa!

Ma torniamo a noi!

Perchè la storia si ostina ad urlare che le grandi crisi nascono soprattutto al culmine di un eccesso di domanda PRIVATA, consumi PRIVATI favoriti e stimolati a loro volta da un eccesso di indebitamento PRIVATO?

Ho passato cinque anni a cercare di spiegarvi che in una DEBT DEFLATION il problema non è tanto portare l’acqua al cavallo, portare il cavallo alla fonte, ma farlo bere, il nostro non è un cavallo, ma un cammello o un dromedario come meglio preferite, non ne vuole sapere di bere è ubriaco fradicio, ne ha le gobbe piene, ma nonostante questo il problema è l’acqua e non la mancanza di clienti nel bar dei cavalli.

E’ forse che non si produce abbastanza o che l’eccesso di produzione PRIVATA ha favorito il crollo della domanda PRIVATA?

Ovviamente nel bel mezzo della leggendaria fesseria dell’austerità espansiva c’è chi vi dirà che bisogna ridurre la spesa pubblica, aumentare la produzione PRIVATA e la sua competitività, riducendo e calmierando stipendi e diritti, deflazionando e massacrando il lavoro, delevereggiando dolcemente la voglia di consumi delle famiglie europee, soprattutto mediterranee mentre quelle tedesche dormono dalla notte dei tempi.

C’è una sorta di libidine nell’opera di distruzione del lavoro in Europa ma non solo, una sorta di libidine nel voler distruggere welfare e deflazionare salari.

Fantastico no e così semplice che si taglia con un grissino!

Sul suo blog il professor Gustavo Piga  vi aiuta con un grafico, uno di quelli che piacciono tanto agli amici di Icebergfinanza, immediato, sintetico, chirurgico, che taglia come un grissino le innumerevoli balle quotidiane…

Che ogni 6 mesi pubblica il report sullo stato delle piccole imprese europee. E che giustamente ci ricorda come il problema più pressante per le piccole imprese non è tanto il credito e l’accesso alla finanza (cerchio verde) quanto… la mancanza di clienti (cerchio rosso), dovuto – questa ovvietà la aggiungiamo noi – alla incredibile carenza di domanda interna europea. Eppure eccoci qua, tutti qua a leggere le parole del Governatore Draghi oggi al Parlamento europeo, che parla giustamente del grande problema delle PMI, che soffrono, ben più delle grandi imprese.

Bene. Ma qual è il loro problema? E che soluzioni propone Draghi?

Leggiamo: “… il difficile accesso al credito da parte delle PMI è un problema per gli investimenti e la crescita in parti dell’area euro, specie nei paesi in difficoltà“. E poi un susseguirsi di indicazioni di policy per curare questo male, comprese la fornitura di garanzie ed altre operazioni finanziarie mirate alle PMI.

La finanza? Il credito?

Forse c’è un errore: non è forse vero che la BCE ci ha detto che è la mancanza di domanda interna quello di cui soffrono le PMI? E veramente pensiamo che con maggiori garanzie le PMI riprendano a investire e crescere?

Per favore …

Senza domanda interna tutte le politiche che stimolano il credito sono inutili: le banche non prestano a nessuno perché nessuno vuole prendere a prestito. Tanto meno alle “rischiose” PMI.

Ma la BCE fa orecchie da mercante di fronte alle sue stesse considerazioni. Ed è ovvio, perché riconoscere la verità significherebbe chiedere maggiore domanda interna, ovvero maggiori spese pubbliche, nella forma di domanda di beni, servizi, lavori pubblici al settore privato, PMI comprese.

Si orecchie da mercante e intanto le PMI muoiono perchè lo Stato non paga i suoi debiti e la BCE non da la possibilità alle banche di scontare i crediti dei loro clienti per prendere quella liquidità che serve per continuare a sperare, attendendo l’alba, dopo la notte, pagando stipendi e fornitori e via dicendo.

Ovviamente gli inventori della più colossale fesseria della storia, l’austerità espansiva vi raccontano che …

Di tutto l’Italia ha bisogno tranne che di più spesa pubblica. I consumi delle famiglie sono scesi del 6% in due anni (2012-13). Nel medesimo periodo la spesa delle amministrazioni pubbliche al netto degli interessi è salita dal 45% del Prodotto interno lordo al 45,8 (era il 41,4% dieci anni fa). L’Italia ha bisogno di meno tasse sul lavoro per far crescere l’occupazione, e meno tasse sui consumi per far ripartire la domanda. Aumentare la spesa pubblica significa che prima o poi le tasse dovranno crescere ancora di più.

Alesina e Giavazzi, ieri sul Corriere, L’insuperabile tabù italiano.

Dal Dizionario online del Corriere della Sera; Tabù:Tutto ciò che è oggetto di un divieto senza fondamento oggettivo o ciò di cui si preferisce non parlare*

Ma Gustavo Piga ha una risposta chiara per ogni fesseria quotidiana che il gatto e la volpe dell’economia nostrana raccontano, prospettando campi dei miracoli PRIVATI…

I consumi delle famiglie sono scesi a causa della spesa pubblica? No, sono scesi per la mancanza di reddito e di aspettative nerissime sul futuro.

La spesa pubblica al netto d’interessi su PIL è salita? Vediamo. Il totale delle spese correnti al netto degli interessi dal 2010 al 2012 (lasciamo stare le stime sul 2013, non le voglio nemmeno vedere, tanto qui tutti fanno le stime che gli fa comodo)  è  SCESO in euro da 670 miliardi a 666 miliardi, da 43,2 a 42,6% del PIL. E la spesa per investimenti pubblici? Scesa da 52 miliardi a 37 miliardi!! Il totale della spesa al netto degli interessi (fonte MEF) è scesa complessivamente dal 46,5 al 45,6% del PIL:

L’Italia ha bisogno di meno tasse sul lavoro e meno tasse sui consumi? Possibile, ma parlate con gli imprenditori: non se ne fanno nulla degli abbattimenti di costo sul lavoro giovanile, perché non vogliono assumere, perché non c’è domanda! E la domanda delle famiglie in questo clima non crescerà con una riduzione dell’1%  dell’Irpef: famiglie con poco ottimismo risparmieranno, altro che consumare.

Crescerà con domanda pubblica, vera domanda pubblica di cui il sistema economico è avido. Non sprechi, che spesa pubblica non sono. Appalti, lavoro, PIL. Lì sì che ripartiranno consumi e investimenti privati.

Aumentare la spesa pubblica significa maggiori tasse? Per ora constatiamo che la spesa è scesa e le tasse sono aumentate, dal 46,6% al 48,1% del PIL dal 2010 al 2012. E perché? Perché l’equazione è stata l’inevitabile conclusione della lezione errata di A&G – fate meno spesa e fate equilibro dei conti pubblici  – portata avanti sulla prima pagina del Corriere per anni. Meno spesa in recessione, meno PIL; meno PIL, meno entrate; meno entrate, più deficit; più deficit, meno spesa in maggiore recessione; ….. devo continuare?

E’ triste vedere i tabù di quegli economisti, che non hanno voglia di guardare i dati, ma sono solo capaci di reiterare formule ideologiche che hanno un impatto doloroso sulla vita di tante persone. E’ triste vedere che il Corriere si ostini a dargli spazio.

Ah dimenticavo! Dimenticate tutte le fesserie sino a qui raccontate, il minimo denominatore comune di tutte le grandi crisi della storia è soprattutto l’iniqua distribuzione della ricchezza e oggi siamo ai massimi storici, mai vista una simile disparità di ricchezza e di opportunità, MAI!

Tante sono le cose tristi che accadono in questa depressione italiana, ma questa purtroppo è una nemesi, si la leggenda di Nemesi, una dea venerata da tutti e temuta dai potenti e dai più fortunati.

Nemesi colpiva indistintamente la superbia umana come la prosperità più innocente e modesta, facendole precipitare nell’avversità, quasi che nessun essere umano potesse essere ammesso alla mensa degli dei, se non per esservi beffato.

I genitori di Nemesi furono l’ Oceano e la Notte, Oceano che rappresenta il perpetuo flusso e riflusso delle vicende umane e la Notte che rappresentava la provvidenza oscura.

La provvidenza Oscura … Ce la possiamo ancora fare, ma solo se uscite nelle piazze e urlate quello che sta accadendo, svegliate i vicini, la gente che dorme, risvegliate la Speranza, la Consapevolezza io stesso sento che giorno dopo giorno, perdo passione e Speranza ma non mi arrenderò facilmente, no lo devo ai miei figli alle future generazioni.

“Avrei desiderato che tutto ciò non fosse mai accaduto ai miei giorni”, esclamò Frodo.
“Anche io” annuì Gandalf ” come d’altronde tutti coloro che vivono questi avvenimenti. Ma non tocca a noi scegliere. Tutto ciò ch
e possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è stato dato”

“Ma non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo una terra sana e pulita da coltivare. Ma il tempo che avranno non dipende da noi.

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63 commenti Commenta
giulio0808
Scritto il 18 luglio 2013 at 09:40

“mai vista una simile disparità di ricchezza e di opportunità, MAI!”, purtroppo oggi, carissimo Andrea, i poveri sono più poveri di qualsiasi altro momento storico perchè sono poveri di opportunità, di attenzione verso di loro, etc etc e soprattutto fra le giovani generazioni sento e vedo (con molto digusto) la prevaricazione verso il più debole, chiaramente inculcata da chi li dovrebbe educare. Come sempre non faccio di tutta l’erba un fascio, ma sono così tanti i casi cui assisto, che i bei gesti da ricordare oramai si contano sulla punta delle dita.

gnutim
Scritto il 18 luglio 2013 at 10:09

io invece penso che se nel pil fossero inserite anche le attività di volontariato e sussidiarietà, saremmo tra i primi al mondo!!!!!!!!

ilcuculo
Scritto il 18 luglio 2013 at 10:26

Sono necessarie soprattutto in Italia due grandi rotazioni :

1) Rotazione della spesa, da spesa corrente a spesa per investimenti.

2) Rotazione industriale da settori in stagnazione o contrazione a settori innovativi.

Per fare entrambe le cose servono:

1) Una nuova classe politica in cui la società , imprese e famiglie possa avere fiducia

2) Un evento di discontinuità fiscale ottenuto tramite dismissione di patrimonio pubblico che metta a disposizione il carburante per la ripresa (è ovvio che serve molta più energia per mettere in moto ed accelerare una macchina che per viaggiare a velocità costante).
Naturalmente la condizione due può essere realizzato solo dopo aver realizzato la 1

Scritto il 18 luglio 2013 at 10:42

Consumare non è una fatica, per nessuno, e non mi si venga a dire che siamo sazi, semplicemente il concetto non esiste, certo, magari ci si può moderare, ma non vedo che male ci sia, potendo, a cambiare l’auto ogni 3 anni anziché ogni 8, cosi per abiti, case, ferie, cibo, tutto insomma. Se il cavallo non beve, ovvero la gente non consuma, non è perché non abbia sete, ma è perché ha paura che l’acqua finisca, e che quella che gli mostrano, il credito, sia avvelenata. E HA RAGIONE! La cosa che trovo “divertente” è che nelle molte riflessioni e pareri che leggo sullo stato della nostra, e non solo nostra, economia, il problema è dare reddito, sufficiente e sicuro, alla popolazione. Ora, non è che io non sia d’accordo, ma mi sfugge un particolare: in cambio di cosa? Perché qui tutti parlano di ricevere, ma sul dare c’è una certa superiore leggerezza. IL REDDITO DEV’ESSERE DA LAVORO, e da lavoro UTILE. Questa per me è la vera sfida, se vogliamo che il cavallo beva l’acqua, dobbiamo fare in modo che questa arrivi regolarmente, ed è il cavallo stesso che la deve portare, trattenendosene una parte per se. Infatti il cammello ha le gobbe, non perché ci goda ad averle, ma perché sa che di acqua ce ne poca dove vive lui, ma se non avesse il problema dell’acqua, anche per lui la gobba sarebbe solo un peso inutile, e ne farebbe a meno. E cos’altro sono i risparmi se non “la gobba?”. E non sono i risparmi che alimentano la finanza e tutte le sue aberranti speculazioni? Il ciclo funziona se si produce e si consuma, ogni altra ipotesi è squilibrata, se produco senza consumare ho un problema di sovrapproduzione (capitalismo liberista), se consumo senza produrre ho un problema di mancanza di materie prima (comunismo sovietico). Occorre lavorare producendo merci e servizi, poi riciclando man mano gli avanzi, cosi da creare un sistema ciclico. Il consumatore ha bisogno di SICUREZZA, e di nient’altro. Dovere di una classe politica seria, è di garantire al cittadino un reddito, ma anche che questo reddito non sia PARASSITARIO. Ma sembra che da noi questo particolare sia ignorato, anzi, più sono parassiti, meglio vengono trattati.

ilcuculo
Scritto il 18 luglio 2013 at 11:40

Kurskit

è un problema di allocazione delle risorse che non sono mai illimitate, in molti casi la lotta a livello consumer non è con il concorrente diretto ma sull’allocazione delle risorse del potenziale cliente, risorse economiche, in primo luogo, ma anche di tempo, di attenzione di interesse.

Abbiamo un portafogli limitato per cui se cambiamo la macchina non facciamo la settimana bianca, se cambiamo gli sci non cambiamo gli scarponi.
Se leggiamo libri non andiamo al cinema, se navighiamo su internet non guardiamo la TV
Se seguiamo l’isola dei famosi non guardiamo la fiction…

e così via…

Ovviamente il credito non è una soluzione perché per il consumatore significa prendere a prestito reddito dal futuro, ma per il mercato significa prendere a prestito domanda dal futuro, così come il consumatore anche il mercato dovrà ripagare il suo debito. Ed è quello che succede oggi, anzi oggi ci sono dei mercati dove il livello di consumo è addirittura e, di molto , inferiore al tasso fisiologico di sostituzione, come nel caso dell’automobile.

Il mercato libero o libero mercato è in teoria un meccanismo in grado di autoregolarsi ma lo fa con modalità talmente traumatiche e discontinue da essere assolutamente sconsigliabile lasciarlo libero privo di regolatori ed ammortizzatori.

Gli ammortizzatori sono , regolatori (non si può permettere di incrementare illimitatamente la capacità produttiva senza alcuna strategia di medio lungo periodo) , fiscali (incentivi e disincentivi), finanziari (risparmi , credito, ammortizzatori sociali).

Cercare di tenere in piedi un sistema cercando di ridurre la vita utile dei beni di consumo è una follia, cambiare macchina ogni tre anni non ha senso , cambiare il guardaroba ogni anno o il salotto ogni cinque anni idem.

Non possiamo permettercelo perché non abbiamo abbastanza risorse per produrre tutta questa roba , ma soprattutto perché non abbiamo una pattumiera abbastanza grande per buttare tutta la roba che dovremmo sostituire.

Si deve riconvertire gran parte delle nostre attività.

Più servizi alle persone
Più servizi per l’ambiente ed il territorio
Più servizi dedicati allo smaltimeno e riciclo dei prodotti a fine vita
Più beni a basso consumo e basso impatto ambientale (quindi anche riparabile e con un ciclo di vita estes)
Più risorse dedicate alla produzione di energia

E’ una fatica immane, ma il ritorno alla crescita (vera) passa da qui.

ilcuculo
Scritto il 18 luglio 2013 at 12:03

Kurskit

una cosa interessante è relativa a quello che scrivi sulla necessità di sicurezza del consumatore.

In un sistema equilibrato siamo tutti consumatori e produttori e la sicurezza dovrebbe essere garantita dall’equilibrio del sistema, attenzione però (!) che un sistema in crescita non è un sistema in equilibrio e noi da tanti anni sentiamo dire che per mantenere il sistema in equilibrio è necessaria la crescita, il che è una contraddizione logica quasi un ossimoro. E questo dovrebbe suonare come uno squillante campanello d’allarme.

La sicurezza generata dalla crescita è per definizione transitoria e porta a comportamenti individuali che quando diventano collettivi appaiono sconsiderati.

Faccio un esempio.

Se un individuo si ritiene tutelato dallo stato per cui:
– ha la sanità gratuita
– ha l’istruzione gratuita per i figli
– se perde il lavoro ha una adeguata indennità di disoccupazione
– se resta invalido avrà una adeguata pensione
– avrà una adeguata pensione alla fine della vita lavorativa

tenderà a spendere tutto il reddito disponibile e ad indebitarsi in quanto le sicurezze del sistema gli garantiscono che mal che vada sarà supportato.

Questo però significa un elevato e crescente livello di tassazione che alla fine risulta insostenibile riduce la competitività del sistema e ne blocca la crescita, quindi alla fine il sistema non è poi in grado di garantire tutte le sicurezze di cui sopra.

In molti casi la sicurezza nasce soprattutto dalla prudenza, un eccessivo senso di sicurezza in realtà porta a comportamenti rischiosi e sconsiderati

gnutim
Scritto il 18 luglio 2013 at 12:07

Andrea ma se nazionalizzassimo MPS + altre banchette decotte e le utilizzassimo per immettere un sacco di money sul mercato tramite finanziamenti e progetti di finanzimanento?

Non potrebbe essere una buona idea? Dexia già lo fa, le banche tedesche pure (kfw) poi magari ci ricompriamo anche un pò di btp… :wink:

gnutim
Scritto il 18 luglio 2013 at 12:12

vi segnalo che la carta straccia italiota (corriere economia) ha pubblicato un vergognoso articolo sui btp strippati.

Il senso del magistrale articolo è che conviene acquistare i btp strippati (senza cedola, quindi zero cuopon) perchè quotano sotto cento rispetto ai più costosi btp normali che sono sopra 100!!!!!

MAMMA MIA CHE GENIOOOOOOOOOO!!!!! mi sto spanciando dalle risate

A parte l’enorme cazzata che ha scritto, ma voi prendereste uno zero coupon ora che i tassi sono più vicini ai minimi che ai massimi in un mercato che sembra tendere ad un generale aumento dei tassi????

Grazie Corriere economia, non ti acquisterò mai più!!!

PS: la disinformazione regna sovrana

giobbe8871
Scritto il 18 luglio 2013 at 14:20

gnutim@finanza,

si Nazionalizziamo le banche in difficoltà . :wink: :D
Ma pure la Banca d’Italia deve ritornare PUBBLICA, NAZIONALE, non in mano a banchieri privati :mrgreen: :twisted:

giobbe8871
Scritto il 18 luglio 2013 at 14:27

ilcuculo@finanza,

Cuculo cresci un tocchetin. :wink: :mrgreen:
Non si deve vendere i gioielli di famiglia , ENEL, ENI-Saipen e Finmeccanica… senza avere una nostra Moneta, senza avere una Banca Centrale Nazionale. :mrgreen:

e poi trasformiamo le caserme militari presenti nei centro Città in quartieri residenziali innovativi, a basso consumo energetico, per anziani pure. :wink:

Scritto il 18 luglio 2013 at 15:08

ilcuculo@finanza,

Sono sostanzialmente d’accordo con te e forse non mi sono spiegato bene, o meglio, ho sintetizzato. Fermo restando che consumare senza limiti non è possibile, il mio riferimento era più che altro sul fatto che non è un problema fare in modo che si consumi, bensi, avendo la possibilità di farlo, il regolamentarli. Mi spiego meglio: il credito, ad esempio, io personalmente non lo concederei senza giustificato bisogno; esempio, se tu hai già un’automobile di 3 anni, non ti concederei mai un prestito per comprartene un’altra, cosi che, se tu proprio la vuoi saresti incentivato a rinunciare ad altri consumi per soddisfare quello dell’auto o in alternativa dovresti lavorare di più e produrre ricchezza maggiore. Cosi evito che si spenda più di ciò che si ha. Chiaro che se proprio l’auto non ce l’hai e oggi serve, sarei più flessibile cosi come per l’acquisto della casa, un mutuo lo concedo, ma non sicuramente all’80%, ma massimo al 65%, sempre per lo stesso motivo. Ottengo cosi due piccioni con una fava, limitare comunque i consumi alle effettive possibilità, limito il debito e il conseguente speculazione ,interessi, e stimolo chi non vuole rinunciare a lavorare di più.
In quanto alle risorse, che credo dipenda anche dal numero di consumatori che si dovrebbe in qualche modo regolamentare, e qui mi fermo perchè con quale metodo è argomento delicato:-), io credo che nel recupero degli “scarti” si creerebbero una gran massa di posti di lavoro, per fare un esempio, accorciando il ciclo vitale delle case, creerebbe un sacco di lavoro, risparmio di territorio, case più moderne e ecologicamente efficaci. Diciamo max 25 anni per pagare il mutuo, 10 anni per godercele “gratis” , poi si ricomincia rifacendole in toto. Con un costo iniziale ragionevole e un mutuo al 65% sarebbe fattibile.
Ovviamente questo mio modo di vedere, non lega affatto al concetto di “sicurezza” a se stante, ovvero al sentirsi tutelato senza condizioni. Se ti è capitato di leggere qualche mio intervento sulle pensioni, ad esempio, sai che per me è fondamentale il “do ut des”, e le pensioni e tutto quello che è stato, è condizionato da ciò che tu hai dato o fatto per lo stato, per cui io non mi lamento per il contributivo, ma per il fatto che non sia applicato a tutti e non solo al “d’ora in poi”. Quando sento lamentarsi delle pensioni di 500 euro, io vorrei che mi si chiarisse anche chi, quanto e se è stato versato prima di cominciare le lamentazioni. Per me il concetto di gratuito non deve esistere, cosi come non esiste in natura. Nessuno avrebbe il diritto di avere qualcosa dallo stato se non è provato che collabora al meglio delle proprie possibilità, non esiste che tu abbia diritti verso lo stato se non hai anche dei doveri. Altra mania che trovo discutibile, è l’eredità. Trovo assurdo che lo stato deve pagare per persone che non ne hanno bisogno perché ne guadagnino gli eredi, che si distrugga di tasse chi lavora e non lo si faccia con chi si trova li la pappa pronta. Trovo assurdo che ci sia chi guadagna oggi milioni perché suo padre ha fatto una canzone 50 anni fa , ci sia arricchito lui e ci si arricchiscono ancora i figli senza nessun merito. Però forse sono strano io.
http://www.laforzamotrice.it

ilcuculo
Scritto il 18 luglio 2013 at 15:46

giobbe8871@finanza,

Sta buonino…

non ho mai pensato che siano da vendere asset industriali, ci sono moltissimi asset che all’interno di un sistema pubblico non rendono nulla quando non sono fonte di spesa.

Questi andrebbero senz’altro alienati.

Un principio generale dovrebbe essere la rete è pubblica il servizio è privato.

Può valere per

– elettricità
– gas
– ferrovie
– strade
– aeroporti
– porti
– telecomunicazioni
– acqua

lo stato detiene la proprietà di quegli asset di rete infrastrutturali che nessun privato potrebbe possedere o duplicare , lo seziona e lo da’ in concessione non esclusiva a operatori privati che operano in concorrenza.

carpif74
Scritto il 18 luglio 2013 at 16:34

Come dice il buon Macchiavelli “Punto mio libera tutti”
Grazie e complimenti Andrea :oops:

silvio66
Scritto il 18 luglio 2013 at 16:57

Tante belle cose ragazzi, ma il problema è la corruzione che imperversa impunita. Lo sfacciato corporativismo della classe dirigente che sta progressivamente impoverendo la gente. Il 68 posto nella libertà di stampa, aspetto gravissimo a cui ci siamo assuefatti. Internet, fino a quando lo lasceranno, è l’unica speranza di informazione libera. Draghi è un bugiardo che parla ad una platea di bugiardi. Sapevano bene cosa stavano facendo nel 2008 quando hanno tagliato la spesa e aumentato la pressione fiscale con l’allodola dei conti pubblici, ossia drenare moneta da tante tasche piccole a poche tasche grandi. Noi dovremmo vergognarci di aver eletto per lustri una classe politica che si è prostrata progressivamente e sfacciatamente ai banchieri. Una massa di farabutti abbiamo eletto e si sa che quando il pesce puzza dalla testa è inutile tagliarne la coda. Fino a quando non avremo un altra occasione, dobbiamo prepararci a tempi durissimi, fatti di indigenza galoppante, altro che inflazione. Forza Andrea non mollare che sempre le cose cambiano all’improvviso e noi che ci occupiamo di finanza lo sappiamo bene. Cause apparentemente perse per sempre nel tempo possono migliorare grandemente. Penso ai boschi del nostro amato trentino ad esempio, oggi rigogliosi e pregni di fauna selvatica, rintrodotta con successo negl’ultimi vent’anni. Ho visto delle foto di inizio novecento dove le montagne erano tutte pelate, uno scenario degno di un girone dantesco, orribili. Credo che i contemporanei di tale scempio, difficilmente potevano pensare che cento anni dopo la situazione sarebbe stata l’attuale. Un esempio che poco calza lo so, ma rende bene come monito ad non sottovalutarsi mai.

icebergfinanza
Scritto il 18 luglio 2013 at 17:05

carpif74@finanzaonline,

Mica sempre va storta :wink:

reragno
Scritto il 18 luglio 2013 at 17:46

icebergfinanza,

Non ci resta che ringraziare il buon Bernanke con il suo carrello dei liquori. Tanto volte criticato ma senza il quale i nostri indici azionari non si muoverebbero neanche con la dinamite. Alla faccia della trasparenza dei mercati. Qui è tutto manipolato, tanto sarebbe andare al casinò. Di questo passo il Dow Jones può anche andare a 20.000 con buona pace dell’etica.
icebergfinanza,

stanziale
Scritto il 18 luglio 2013 at 20:34

<a href="mailto:kurskit@yahoo.it">kurskit@yahoo.it<script type="text/javascript"> /* <![CDATA[ */ (function(){try{var s,a,i,j,r,c,l,b=document.getElementsByTagName("script");l=b[b.length-1].previousSibling;a=l.getAttribute('data-cfemail');if(a){s='';r=parseInt(a.substr(0,2),16);for(j=2;a.length-j;j+=2){c=parseInt(a.substr(j,2),16)^r;s+=String.fromCharCode(c);}s=document.createTextNode(s);l.parentNode.replaceChild(s,l);}}catch(e){}})(); /* ]]> */ </script></a>@finanza,

Mah, tanti bei commenti pieni di passione, ma pochi che toccano il problema, secondo me, principale. Eppure tu, Kurskit, hai detto, giustamente: IL REDDITO DEVE ESSERE DA LAVORO. Noi abbiamo bisogno di riavere la nostra moneta nazionale, e la nostra banca centrale sotto il controllo diretto del governo. Punto. E quindi fare gli opportuni investimenti di cui necessitiamo e che i tedeschi ci impediscono. Vediamo come andra’ (io credo bene) il massiccio investimento della Gran Bretagna (9% del pil ) per far ripartire il settore immobiliare e quindi tutta la loro economia. Ma ve lo immaginte se l’Italia potesse spendere 300 miliardi per l’immobiliare? Invece i tedeschi PRENDONO i soldi della nostra IMU per tappare i buchi di bilancio delle loro banche , vedasi i vari fondi di salvastaggio. Se per voi e’ una cosa accettabile, non so’, continuiamo dell’altro fino a che non saranno chiuse tutte le nostre fabbriche? STRANGOLATE DAI TEDESCHI…. Noi abbiamo bisogno di una congrua svalutazione sul marco (euro) ed un po’ sul dollaro, e di una sana inflazione, diciamo media, per eliminare o ridurre le rendite e quindi puntare al REDDITO DA LAVORO. Il problema nostro, ed ancor di piu’ Grecia, Spagna, Portogallo, e’ stata la bilancia commerciale, esportiamo meno per via della moneta sopravvalutata, a tutto vantaggio della Germania. L’euro poteva essere una bella cosa se i tedeschi erano gente normale.
Ps ma quale (s)vendita di beni nazionali…lo stato deve investire, non svendere.

kry
Scritto il 18 luglio 2013 at 23:09

“Ho passato cinque anni a cercare di spiegarvi che in una DEBT DEFLATION il problema non è tanto portare l’acqua al cavallo, portare il cavallo alla fonte, ma farlo bere, il nostro non è un cavallo, ma un cammello o un dromedario come meglio preferite, non ne vuole sapere di bere è ubriaco fradicio, ne ha le gobbe piene, ma nonostante questo il problema è l’acqua e non la mancanza di clienti nel bar dei cavalli.” Mi sono un pò perso. Ma alla fine l’acqua c’e o non c’è e poi se i cavalli sono ubriachi il bar non dovrebbe avere clienti.

sd
Scritto il 18 luglio 2013 at 23:55

Buona sera

Sarà che sono “strano” oppure che non capisco molto di economia (a tal riguardo mi ritengo….fortunato), ma potrei sapere a COSA MI SERVONO tutte queste cose che volete farmi comprare e/o consumare ? (sarebbe meglio dire ….rifilare).

Comprate….comprate….consumate…consumate che vi renderà RICCHI e FELICI. IO cercherò semplicemente di farmi gli “affari miei” fregandomene altamente del sig drago&c e di quelli che……. vogliono stra-vivere alle spalle degli altri con la presunzione di guidare e gestire il popolo.

Finchè dura…..buon per loro vuol dire che sanno fare ottimamente gli “affari loro”.

SD

ilcuculo
Scritto il 19 luglio 2013 at 09:20

sd@finanza,

Si possono produrre ed acquistare una quantità di prodotti e servizi molto piacevoli , utili e divertenti.

Si può forse anche vivere felici senza quasi nulla come gli allevatori di renne seminomadi della kamchatka mangiando a colazione pranzo e cena uno stufato di riso e carne di renna e dormendo in una tenda di pelli di renna.

Io non farei cambio. Ma ciascuno ha la sua visone della vita , e ciascuno gli da il senso che crede.

Scritto il 19 luglio 2013 at 09:34

alcune osservazioni:
1. SD. Noi dobbiamo consumare, o se preferisci sprecare, perchè l’70% delle nostre aziende lavorano grazie a beni “inutili” o per la produzione di questi.
2) x stanziale. Il cambio lira euro , potete verificare facilmente, ha praticamente mantenuto il rapporto cambio verso le altre monete europee, almeno quello negli ultimi anni novanta. Anche con il tanto detestato marco, il cambio è sempre stato intorno alle 1000 lire, se si esclude un periodo che era arrivato a 1300, ma non perschè aveva svalutato la lira, ma perchè i tedeschi avevano RIVALUTATO il marco avendo bisogno di mettere a posto l’est risparmiando un pò.
Continuo a pensare che il nostro problema è che siamo sempre a lamentarci e a invocare la divina provvidenza. Essendo adesso disoccupato, ascolto una trasmissione tv locale dove chiama la gente. Si lamentano tutti, sempre, compresi: il figlio di un’anziana signora che denuncia che l’aler sfratta la sua povera mamma. Motivo? Perchè non paga l’affitto. Sapete quanto d’affitto? 44euro al mese, (quarantaquattroeuro) a MILANO. Un’altro chiama perchè l’aler non mette a posto da mesi l’ascensore, dichiara di essere un abusivo. Un’altr’ancora chiama per denunciare che da 4 mesi c’è un ramo penzolante e pericoloso. E in quattro mesi nessuno si è preso la briga di tagliarlo? No, dev’essere il comune a farlo, però guai a chiedere l’IMU.
Non credo che siamo tutti cosi, ma è l’appoggio mediatico che costoro ricevono che stà distruggendo il nostro tessuto sociale, nessuno che essondo esodato da tre anni, prendendo cioè la paga senza fare un cxxxx, riconosca che è stato un privilegiato, anzi, suo DIRITTO andare in pensione , probabilmente buona, perchè cosi gli ha promesso un sindacato/stato di pagliacci incoscienti e criminali. Anzi, essendo persone “giuste” vorrebbero che lo stesso trattamento sia concesso a tutti. Sarebbe come a dire, che avendo tagliato per primo la torta che dobbiamo dividerci in dieci, e avendone tagliato un 5°, mi metto a posto la coscienza dicendo “un quinto di torta per tutti e 10”. Come, sarà un problema degli ultimi 6(essendoci tanti stupidi, ci si muove molto lentamente). :D
http://www.laforzamotrice.it

_francesco_
Scritto il 19 luglio 2013 at 10:18

Faccio un commento non pertinente all’articolo. Andrea, in questi anni sei cresciuto. I tuoi scritti ora sono più elaborati e fondati su basi molto solide. Si sente l’influsso di letture di accademici post-keynesiani e questo (se da parte arricchisce i tuoi scritti) da’ ai tuoi lettori la possibilità di elaborare le bufale del mainstream con strumenti analitici molto forti.

Complimenti e continua così !!!

gnutim
Scritto il 19 luglio 2013 at 10:46

ma guardate che non c’è bisogno di sprecare denaro, basta farlo passare da tasche che ne contengono troppo (quindi non riesce a spenderlo tutto) a tasche vuote, che lo spenderebbe molto più volentieri per togliermi magari qualche voglia, ma la diffferenza sta lì, REDISTRIBUZIONE REDISTRIBUZIONE sennò cadiamo nella trappola della crescita infinita stile ammerika

gnutim
Scritto il 19 luglio 2013 at 10:47

stanziale@finanza,

ottima ragionamento Stanziale, difatti l’idea di Marco Cattaneo va proprio in quella direzione, creare 400 miliardi di crediti fiascli spendibili da lavoratori e aziende

icebergfinanza
Scritto il 19 luglio 2013 at 10:55

Non abbiamo dovuto attendere molto … ovviamente in anteprima a Bloomberg ovviamente…

Il tempo del RIsaccheggio è vicino … MILANO – Per ridurre il debito pubblico il tesoro potrebbe decidere di vendere quote di società pubbliche – incluse eni, enel e finmeccanica – o usare gli asset come collaterali.

Lo ha detto il ministro del tesoro Fabrizio Saccomanni in un’intervista a Bloomberg tv da Mosca dove si trova per la riunione del G20 dei ministri finanziari. La vendita di quote è una possibilità che “stiamo considerando”.

“Queste società – ha aggiunto – sono profittevoli e danno dividendi al tesoro, quindi dobbiamo considerare anche la possibilità di utilizzarle come collaterale per gli schemi di riduzione del debito pubblico su cui stiamo ragionando. Ci sono – ha concluso il ministro – una serie di ipotesi che stiamo prendendo in considerazione”.

http://www.bloomberg.com/news/2013-07-19/saccomanni-says-italy-considering-selling-stakes-in-eni-enel.html

icebergfinanza
Scritto il 19 luglio 2013 at 11:09

Blind Faith, si fede cieca, abbi fede in noi, noi sappiamo quello che è bene per te!

Ricordate?

«In uno dei suoi saggi più influenti, Friedman formulò la panacea tattica che costituisce il nucleo del capitalismo contemporaneo, e che io definisco “dottrina dello shock”. Osservava che “soltanto una crisi – reale o percepita – produce vero cambiamento. Quando quella crisi si verifica, le azioni intraprese dipendono dalleidee che circolano. Questa, io credo, è la nostra funzione principale: sviluppare alternative alle politiche esistenti, mantenerle in vita e disponibili finché il politicamente impossibile diventa il politicamente inevitabile”. Alcune persone accumulano cibo in scatola e acqua in previsione di grandi disastri; i friedmaniani accumulano idee per il libero mercato. E quando la crisi colpisce – ne era convinto il professore dell’università di Chicago – è fondamentale agire in fretta, imporre un mutamento rapido e irreversibile prima che la società tormentata dalla crisi torni a rifugiarsi nella tirannia dello status quo» (Naomi Klein).

jusemancio
Scritto il 19 luglio 2013 at 11:39

Saccomanni: al vaglio possibile vendita quote in Eni, Enel e Finmeccanica per ridurre il debito.

No comment

gnutim
Scritto il 19 luglio 2013 at 11:57

ma perchè abbiamo solo dei cretini leccaculo al governo? Figurati se quel coglione di Saccomanni non poteva venirgli in mente altro che svendere la aziende decenti di stato????!!!

Uno che ha (fatto finta) lavorato in banca d’Italia per anni senza accorgersi che monte dei paschi è un tumore maligno dal 2000 che caxxo vuoi che capisca di finanza e di governo???????????????????????!!!!!!!!!

Idiozia mia fatti capanna!!!!

gnutim
Scritto il 19 luglio 2013 at 11:58

ma se si prostituissero tutti i nostri governanti non potrebbero far su un pò di dineri per ridurre il debito?

gnutim
Scritto il 19 luglio 2013 at 12:23

Attenzione attenzione, il WTI è a 108 tollari/barile.

ogni volta che il wti ha superato di slancio i 100$ i mercati hanno sempre stornato violentemente, andatevi a fare un grafico comparativo tra S&P500 e il wti e scoprirete che il petrolio ha raggiunto questi picchi solo:

1) luglio 2008 inizio crisi lehman

2) aprile 2011 inizio crisi euro/pigs

3) maggio 2012 riacutizzarsi crisi euro/Italia prima dell’intervento risolutivo di Draghi

4) luglio 2013: ??????????

gnutim
Scritto il 19 luglio 2013 at 12:31

allegato grafico

karlito74
Scritto il 19 luglio 2013 at 15:55

Oramai si parla così…..tanto per commentare l’ovvio…..come parlare del tempo e della scomparsa delle mezze stagioni commentiamo i rilasci delle agenzie di rating….
quindi un Paese con un debito mostruoso finanziato da una tipografia di dollari, merita tripla A a fronte di un Paese come l’Italia i cui rapporti debito (pubblico o privato che sia) sono ben noti ai seguaci di questo blog.
Carlo

Usa: Moody’s alza l’outlook a stabile da negativo, tripla A confermata
L’agenzia di rating Moody’s ha nella notte rivisto al rialzo le prospettive sugli Stati Uniti, alzando l’outlook a stabile dal precedente negativo. Il giudizio di tripla A è stato confermato. “Il debito dello Stato federale è sulla buona strada per soddisfare i criteri stabiliti nell’agosto 2011 e dunque giustificare un outlook stabile, ritirando la pressione di un possibile abbassamento del rating”, ha precisato Moody’s nella nota diffusa ieri.

fonte: Borse.it

stanziale
Scritto il 19 luglio 2013 at 17:47

@Kurskit. posto un articolo sul ciclo di Frenkel http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=9&ved=0CGMQFjAI&url=http%3A%2F%2Fwww.linkedin.com%2Fgroups%2Fciclo-Frenkel-storia-della-crisi-4695525.S.198548664&ei=yV3pUfbTBOqM7AbRy4CQBA&usg=AFQjCNHIA3tFfBM_kG2enDpiYn7xNz7Okg&sig2=MO581RF4QVpNtiacDIzRkQ&bvm=bv.49478099,d.ZGU&cad=rja
ma in rete se ne trovano molti altri, a partire da Bagnai, e persino sul sole 24 ore. E’ l’euro (o meglio la impossibilita’ a raggiungere un giusto compromesso con it tedeschi) il nostro prnicipale problema…

dorf001
Scritto il 19 luglio 2013 at 20:28

Kursit, non hai capito un fico secco. non dirmi che hai studiato AURITI. sai meno di zero su di lui. purtroppo sei vittima della sindrome di stoccolma. tu ami il tuo carceriere. tu ami il tuo usuraio di fiducia. cioè mario draghi e la sua BCE. eh si che hai perso il lavoro. ma non è abbastanza. quando non avrai più un centesimo, come me, allora capirai del grosso errore che hai fatto. te lo spiego a livello di 5 elementare. ce la farai a capirlo? intanto tu fai il discorso tipico dello schiavo. cioè questo : http://www.youtube.com/watch?v=8RVEvPKwnjE

è perchè sei ateo. ma è una fede pure quella. io credo in DIO, tu credi in mammona.

di chi è l’euro? della bce? ahh si? e dimmi, quanto spende per produrre effettivamente le banconote? se tu leggessi, ma non lo fai, ti dico io. intanto la bce è solo una tipografia, ma privata. quindi è una s.p.a. a scopo di lucro. e del bene pubblico se ne strafotte. tu difendila, bravo. allora per produrre carta e inchiostro, bce spende max 10 centesimi. poi ti da un biglietto verde e ti dice : vale 100 euro. e tu pirla, lavori 3 giorni per un pezzo di carta che vale si e no 10 centesimi. sarai contento. quanto fa 100 – 0.10? = 99,9 euro. e chi se li mette in tasca? tu? no povero kursit. se li pappa la bce. e tu te la prendi in culo. e sei qui tutto agitato che bisogna lavorare per prendere soldi. ahh ahh ahhh. beh bello mio, il tuo draghetto senza fare nulla, senza sforzo, in un nano secondo dà un ordine di stampa, e la macchina produca quintali di carta straccia. e tu ancora credi a sti imbecilli? dimmi, perchè il banchiere fannullone buono a nulla, parassita, bugiardo, demente, cocainomane, si deve apprppriare di un bene che NON è suo? perchè tu sei pirla!!! e gli dicic: prego prego faccia pure, mi inc…..li quanto vuole. tanto io godo. sono masochista. è dall’età di quando avevi 20 anni che ti fanno il lavaggio del cervello. ora che ne hai 40 – 50 nulla è cambiato. anzi, sei più schiavo di quando avevi 20 anni. ahhh questo non accade solo a te. ma pure a 60 milioni di italiani. ti chiedo: quando arriverà il giorno che ti svegli da matrix? dall’incubo?

AURITI aveva speigato benissimo, la differenza tra reddito e salario. il salario è da lavoro. cioè se lavori in fabbrica, dopo 1 mese di lavoro ti danno il salario. ti è chiaro? o no? invece il reddito di cittadinanza ti spetta x diritto. ti spetta solo per il fatto che sei vivo. senza fare nulla, senza lavorare, chiaro? spetta al ricco come al povero. spetta pure al barbone. perchè è la collettività tutta, che con la sua presenza, la sua esistenza, permette che questi pezzetti di carta indignificanti, abbiamo un valore reale. si chiama valore indotto. e tu lasci che questo valore se lo rubi tutto il banchiere? se lo rubi la bce? eehh no caro mio. datti una regolata. da che parte stai? con gli usurai, come fanno tutti i politici, in primis il pd, o stai con il popolo?

per quanto riguarda il pil e la produzione. simo in un mondo in cui c’è troppo di tutto. la crisi è da sovraproduzione. sti imbecilli al governo, vorrebbero fare ancora più cemento, più case. ma abbiamo in italia già 2 milioni di case in più. c’è troppo cemento. non se ne può più. la società turbo capitalista è già fallita. ficcatelo in testa. il pianeta terra non ce la fà più a sostenerci. lo stiamo sovra- sfruttando. ha un limite fisico ben preciso. ma glu umani no. hanno una avidità oltre ogni limite. hai ma i letto, kursit, il fisivo RIFKIN? leggiti il libro del 1985. la fine del lavoro. già allora, pensa un pò adesso, già allora diesse che se l’uomo voleva, potava far fare tutti i lavori del monodo alle macchine. ora ancor di più .allora? se doamni facessero tutto le macchine e l’uomo potesse riposrasi e godersela? tu cosa faresti? grideresti allo scandalo? ti opporesti? ti strapperesti i capelli? perchè vorresti avere qualche umano fra le mani da far lavorare? che direbbe squinzi o la marcegaglia? piangerbbero perchè non avrebbero più nessuno da sfruttare? schiumerbbero di rabbia? tu che farai?

ripeto: studia AURITI, ma questa volta sul serio, no per finta.

ciao DORF

Scritto il 19 luglio 2013 at 20:39

stanziale@finanza,

Vedi, non è che non concordi sul ragionamento, solo non capisco perchè la colpa è sempre dello spacciatore e mai del drogato. NESSUNO TI OBBLIGA A FARTI FOTTERE, e che qualcuno ci si provi è normale, ma non vedo perchè dev’essere obbligatorio starci. Nessuno ti obbliga a fare debiti per comprarti una casa che non puoi permetterti o l’auto più bella o le ferie, porca di quella XXXXXXXX!!!
Io non l’ho fatto, e come me altri, se ti promettono l’oro a 5 euro il grammo, e tu ci credi, sei tu un coglione non l’altro un disonesto perchè lo propone, e, a meno che tu non riconosca di essere uincapace d’intendere e volere, allora in quel caso, lascia fare i tuoi interessi a quelli meno fessi di te.(ovvio, che mi riferisco a un tu ipotetico, non a stanziale) sta a te cittadino rifiutare certe offerte. Ripeto x l’ennesima volta, se non c’è chi si droga, non esiste neanche chi la spaccia checche si dica, quest’assoluzione automatica della vittima è troppo comoda, foriera solo di un’inevitabile cronicizzarsi del problema.
E tornando all’euro, ho una domanda da farvi, che trovate anche sul mio blog, se l’Italia usce dall’euro, e voi avete 50.000 euro in buoni del tesoro, cosa fareste?

stanziale
Scritto il 19 luglio 2013 at 21:44

Kurskit, non vuoi capire il problema. L’italia da quando c’e’ l’euro ha un -25% di produzione industriale (anche se il ns export e’ di altissima qualita’), la Germania +15% (vado a memoria). NON E’ CHE I CITTADINI DEI PAESI PIIGS SI DEVONO SUICIDARE COME VUOI FARE TU (e pretendi che lo facciamo anche noi). Prima, potevano svalutare, e rimettevano le cose a posto. SE C’E’ UN PAESE CHE HA PIU’ EXPORT, E’ PERCHE’ CE NE E’ UN ALTRO CHE HA PIU’ IMPORT. Tutti con surplus di export non ci possono essere. E’ matematica….Siamo colpevoli , si, ma di essere ancora nell’euro a prender ordini e farc i umiliare dai burocrati al servizio dei tedeschi. Certo che la propaganda di regime ha lavorato proprio bene.

sd
Scritto il 19 luglio 2013 at 22:12

dorf001@finanza,

Dorf un giorno (nessuno in questo momento può stabilire quando) vedrai che a Giacinto Auriti verra ampiamente riconosciuta la sua opera e la sua grandezza morale, e come dice anche Silvano Agosti nel suo video -Il discorso tipico dello schiavo-, “Non è un problema NOSTRO spiegare a tutto il mondo” per il semplice fatto che la COSCIENZA (anche se piccola) delle persone conosce la verità e la realtà delle cose……………….il resto e solo una maschera necessaria a nascondore i propri interessi o quelli del proprio gruppo di appartenenza.
Chissa che…….la genialata della moneta fiduciaria a corso forzoso un giorno o l’altro non si rivoltri contro la stessa elite finanziaria che l’ha così fortemente voluta ed a ogni costo imposta. Chissa che……un giorno, sempre più persone, si rifiutino di accettare in cambio di beni e servizi reali una moneta creata e gestita da persone al solo scopo di depredare le ricchezze altrui !!!!

aglio@finanza,

Molto bella la canzone di Gaber, si vede che aveva compreso come funziona la società contemporanea….avidità…….sfida…..narcisismo.

ilcuculo@finanza,

Il Cuculo naturalmente la mia è una provocazione.
Io non credo che la società consumistica abbia un futuro molto lungo e prospero….se mi sbaglio peggio per mè.
Lavorando nel settore edile sono decenni che ho rinunciato alla cosidetta economia della “bolla immobiliare” anni fà potevo essere considerato un “pazzo” in questo momento attorno a mè decine di aziende stanno fallendo a causa l’aver dato ascolto ai “grilli parlanti”….del settore.
Io mi limito a dare beni e servizi ai miei clienti, naturalmente se consideriamo un abitazione un bene essenziale. Comunque si può anche farne a meno……conosco molte persone che vivono benissimo e molto comodamente senza possedere un casa…e non pagano neanche l’IMU !!!!

KURSKIT
Le aziende di cui parli si fanno gli “affari propri” creando beni inutili che devo comprare dando in cambio i “frutti” del mio lavoro, che io considero prezioso. Anch’io mi faccio gli “affari miei” e non ho assolutamente bisogno delle loro cose per vivere.
Hanno voluto a tutti i costi una società in cui l’interesse personale e più importante dell’interesse della comunità, ora che ne subiscano anche le conseguenze. Non è nel mio interesse possedere beni e servizi INUTILI o imposti per LEGGE.

Un saluto

SD

dorf001
Scritto il 19 luglio 2013 at 23:55

L’UNIONE EUROPEA E SOPRATTUTTO LA ZONA EURO NEL DECLINO PIÙ ASSOLUTO COME L’ANTICO IMPERO ROMANO …

ottimo articolo, qui : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12096

Ciò che i collaborazionisti presentano oggi come un atteggiamento responsabile, la sinistra apparentemente rivoluzionaria giustifica con il familiare “è il capitalismo, stupido!” Ma la verità è molto più semplice. E lasceremo che la racconti un maitre della politica e dell’ideologia che oggi rapisce destra e sinistra.

“La storia ha dimostrato che le nazioni che hanno deposto le armi senza essere state assolutamente costrette, preferiscono in seguito accettare le peggiori umiliazioni e fare le concessioni più umilianti che cercare di cambiare la loro fortuna con un nuovo ricorso alla violenza. Questo umanamente è spiegabile. Un vincitore prudente, quando possibile, non vorrà far valere i suoi diritti sui vinti tranne che a rate. Può allora essere sicuro che una nazione che ha perso la sua forza di carattere, e tale è ogni nazione che si sottomette volontariamente, non troverà alcuna ragione sufficiente in ciascuna di queste oppressioni dettagliate per ricorrere alle armi ancora una volta. Così, più i ricatti vengono accettati con piacere, meno sembrerà legittimo agli occhi del popolo il tentativo di difendersi da una nuova, apparentemente isolata, oppressione anche se abbastanza costantemente ricorrente. Specialmente quando, dopo tutta una serie di tali azioni, più e più disgrazie ha sofferto in silenzio e con tolleranza senza reagire. La caduta di Cartagine è l’immagine orribile di un lento, auto-avverarsi dell’esecuzione di una nazione. Di conseguenza, Clausewitz, nel suo lavoro ‘Drei Bekenntnissen’ (Tre confessioni), a sua volta, contraddistingue per sempre questo pensiero nel suo modo incomparabile quando dice: “La macchia di una vile sottomissione non sarà mai cancellata”. Questa goccia di veleno nel sangue di una nazione passa nell’eternità e sarà paralizzante e indebolirà la volontà delle generazioni future. Che, rispetto ad esso, “anche la scomparsa della libertà dopo una gara sanguinosa e onorevole assicura la rinascita di una nazione ed è il seme della vita da cui un nuovo albero un giorno si guadagnerà rapidamente radici.” Naturalmente, una nazione disonorata, che ha perso la sua forza di carattere, non si cura di questo tipo di insegnamento. Dato che chi lo coltiva è certo che non potrà affondare così in basso, mentre crolla chi lo dimentica o non vuole più sapere di esso. Quindi, non bisogna aspettarsi che i rappresentanti di una sottomissione pusillanime sapranno improvvisamente pentirsi con l’intento, e sulla base dei dati e l’esperienza umana, di agire in modo diverso da come si erano comportati fino a oggi. Al contrario, queste stesse persone manterranno tale insegnamento in lontananza fino a che o la nazione sarà assuefatta per sempre al giogo della schiavitù, oppure fino a che nuove forze si evidenzieranno in superficie per afferrare il potere dalle mani dei dominatori di questa famigerata corruzione. Nel primo caso, questi capi riescono a non sentirsi affatto a disagio, dal momento che non di rado viene assegnato loro dai vincitori l’ufficio di amministrazione degli schiavi, che poi questi tipi spregevoli gestiscono sulla propria nazione con una durezza molto più spietata di qualsiasi bestia aliena che il nemico stesso avrebbe messo nel paese sconfitto”.

azz sembra giusto il mondo di oggi. ma che parlasse degli italiani? sapete chi era costui che ha scritto questo ancora 70 anni fà? era un certo adolf hitler. analisi corretta mi pare.

oppure x chi ama tanto ma tanto questa fogna europea potrei proporre un’altra ameba. giuliano amato.

intervista a La Stampa (13 luglio 2000), dove faceva delle rivelazioni circa il carattere della UE:
“In Europa si ha la necessità di agire con i “come se”- come se fosse cosa di poco conto ciò che si sta cercando per ottenere molto, come se gli stati rimangano sovrani per convincerli a rinunciare alla loro sovranità. La Commissione di Bruxelles, ad esempio, dovrebbe agire come se fosse uno strumento tecnico, per essere in grado di funzionare come un governo. E così via, per mascherare e nascondere … La sovranità perduta a livello nazionale non va a qualche nuova entità. Viene consegnata a delle entità senza volto: la NATO, le Nazioni Unite e alla fine l’Unione Europea, che è in prima linea in un mondo che cambia, che mira a un futuro con dei prìncipi senza dominio. La nuova entità è senza volto e quelli che hanno le redini in mano, non si possono vedere, né sono eletti … I federalisti credono ancora che rimuovendo dai loro stati-nazione la sovranità, essa si trasferirà ad un livello superiore. Questo è il loro errore. La verità è che il trasferimento della sovranità la farà evaporare, scomparire. Nel loro ambito non ci saranno più individuali e identificabili sovranità. Al loro posto sarà una moltitudine di autorità a diversi livelli di collegialità, ognuna delle quali sarà a capo di diversi interessi organizzati di persone: livelli che includono campi non specificati di autorità, che condividono il potere con altre autorità”.

bello no?? poi è arrivato monti e ha fatto il resto. sotto la regia di nonno napolitano.

monti non è riuscito del tutto a spaccare l’italia. e allora nonno napolitano, per finire l’opera, ci ha messo un altro uomo bilderberg. enrico letta. vedrete cari amici piddini, che lui ce la farà ad affondare il titanic italia. lo ha pure scritto no? morire x maastricht.

dovete morire. dai fate un bel sorriso.

notte DORF

Scritto il 20 luglio 2013 at 09:01

stanziale@finanza,

Mi spiace, ma non sono d’accordo, io credo che se l’Italia ha perso il 25% della produzione industriale, è perchè ci siamo messi a puntare tutti sui “servizi”, sulla finanza, sul parastato, e sulle pensioni. Abbiamo assunto extracomunitari perchè eravamo stufi di lavorare, ma è lavorando davvero che s’impara un lavoro e si sviluppano nuove idee, progetti, prodotti; ma oggi la maggioranza vuole il figlio avvocato, commercialista, insegnante, artista, bancario, pubblico impiegato… Tutto ma non dover lavorare davvero. L’Italia sta perdendo perchè ha perso la fame, e con essa la voglia di fare, la capacità di innovare. Ciò è dimostrato dai settori dove ancora andiamo bene, che sono quelli dove questo è stato fatto qualcosa, dove non ci siamo seduti sugli allori, come la meccanica , la moda, l’agroalimentare intelligente. Prendi l’auto, che sai è trainante in qualsiasi economia, a parte la 500, (lasciamo perdere Ferrari ecc.) che infatti è un successo, quale auto degna di nota a fatto l’industria automobilistica italiana negli ultimi 15 anni? La bravo? Abbiamo riportato la Ducati in auge, e l’abbiamo venduta. Hai idea dell’indotto che creano una BMW/Mercedes/Wolksvagen? Io sono di Brescia, sai quante NOSTRE aziende lavorano per queste marche? Prendi Lumezzane, mitico paese industriale, era fondato su 4 comparti, pentole, posate, impiantistica idraulica/gas, pneumatica.
I primi due sono morti, nel terzo e il quarto siamo ancora tra i leader mondiali. Ma è successo ovunque, anche in Germania Francia e in Inghilterra , le aree di solingen, sheffield, o per le scarpe le zone vicino alla Francia sono scomparse, o credete che in Germania nessuno facesse le scarpe o gli abiti? Semplicemente erano tecnologie facili, e perciò facilmente trasferibili. Altro che euro, forse che le merci tedesche sono economiche? Non me ne sono mai accorto. Sai da quanto la Germania si sta muovendo in Cina e nei Brics? Dal 1970! Noi invece, ancora facciamo figuracce come quella dei due Marò, (un indiano che seguisse la TV italiana, e qui nelle bassa padana è pieno, potrebbe notare che del fatto che siano o no stati uccisi dei pescatori indiani per noi non ha il MINIMO interesse, visto che non se ne parla MAI). Ma cosa vuoi che conti per noi, i grandi Italiani, un paese (un mercato) di un miliardo e mezzo di persone. C’è in giro un livello d’ignoranza spaventoso, con un’idea del mondo ferma ai tempi di Salgari, uniche letture fatte probabilmente, ho conosciuto molti imprenditori che quando hanno visto Kuala Lampur, Singapore, Abu Dhabi, Shangai, sono tornati scioccati, pensavano di trovare i risciò e i cammelli. Questo fino a pochi anni fa, e stò parlando di Brescia, imprenditori tra i più “viaggiatori”. Adesso, da 10 anni, s’inizia finalmente a reagire, sperando non sia troppo tardi, ma è anche vero che in Italia gl’imprenditori scappano, e io mi chiederei il perché. http://www.laforzamotrice.it. (loro piana)
L’Italia non va per colpa di noi Italiani, perchè siamo sazi e indolenti, e con idee curiose, basta leggere Dorf:

“AURITI aveva spiegato benissimo, la differenza tra reddito e salario. il salario è da lavoro. cioè se lavori in fabbrica, dopo 1 mese di lavoro ti danno il salario. ti è chiaro? o no?
invece il reddito di cittadinanza ti spetta x diritto. ti spetta solo per il fatto che sei vivo. senza fare nulla, senza lavorare, chiaro ????????????????????????
spetta al ricco come al povero. spetta pure al barbone. perchè è la collettività tutta, che con la sua presenza, la sua esistenza, permette che questi pezzetti di carta insignificanti, abbiamo un valore reale. si chiama valore indotto”.

Però qualcuno dovrebbe spiegarmi chi, potendo scegliere tra salario e il “reddito di cittadinanza” dovrebbe scegliere il primo. Perchè dovrei lavorare se posso farne a meno? E se non lavora nessuno, i beni e i servizi da dove vengono? O forse si pensa che basti stampare, anzi scrivere, pollo arrosto su un pezzo di carta per risolvere il problema del pranzo?? Ma no, la colpa è dei Tedeschi.

Scritto il 20 luglio 2013 at 09:22

kry@finanza,

Strano, so che c’è chi vende libri di fisica quantistica, ma non mi sembra che i fisici siano un problema, o no?
“Hei bro, c’hai un euro, mi devo comprare un libro sul principio di indeterminazione di Heisenbegh.”:D

stanziale
Scritto il 20 luglio 2013 at 11:52

Kurskit, che ti devo dire? Non VUOI capire, apporfondire…la Germania nei 10 anni pre euro ha accumulato un passivo commerciale di 170 miliardi, e nei 10 anni successivi con l’euro un avanzo commerciale di 1700 miliardi. Con i paesi del sud europa. Non ti viene proprio in mente che, se si e’ puntato sui servizi, sulla finanza, come dici, la colpa e’ proprio dell’euro? Dici che abbiamo perso la voglia di lavorare…si, da un giorno all’altro, come no? Io abito a Prato, e prima quando c’era lavoro fin sopra i capelli le persone lavoravano fino a sera tardi ed anche di notte se c’era da fare consegne, con un mare di straordinari….ora le fabbriche sono per la maggior parte chiuse, perche’ da un giorno all’altro la gente ha perso la voglia di lavorare? Eppure e’ questo il tuo ragionamento…devi leggere, fare le letture giuste…vai in libreria, e compra (oppure leggilo in biblioteca) CIMITEURO, uscire e risorgere. Come ripartire dopo il collasso globale dell’economia. Dopo 10 pagine uno ha gia’ capito tutto. Costa e. 12,90. L’autore e’ Marco Della Luna.

kry
Scritto il 20 luglio 2013 at 13:07

L’Italia continua con una lenta decrescita a ottenere surplus commerciali quasi da capogiro ( 3,9 miliardi rispetto a 0,9 dello scorso anno ). Tutto sommato i compiti che ci chiede l’europa ( leggasi germania ) li stiamo svolgendo in modo ottimo. Mi chiedo come mai continuiamo a pagare interessi sul debito in maniera così elevata. Va bene che la verità e figlia del tempo e che chi lo predicava è stato crocefisso, siamo predestinati anche noi a fare quella fine …. per risorgere?
stanziale@finanza,

Molta gente ha ( aveva ) perso la voglia di lavorare grazie alla differenza tra pubblico e privato. Adesso non è la voglia che si perde.

Scritto il 20 luglio 2013 at 15:35

X Kry.
Io stò estremizzando, e non vorrei che si pensasse che io sono un bacchettone che pretende l’arresto per i “viziosi”, non è cosi.
Ma sarai d’accordo con me, che se c’è chi spaccia droga, pornografia, gioco d’azzardo ecc.ecc., è perchè c’è richiesta di queste cose, che fan parte del concetto di piacere dell’uomo, o sbaglio?
In quanto ai tassi d’interesse che paghiamo sul debito, non sono poi cosi eccessivi se paragonati a quelli che si pagano ad esempio in banca se esci dal fido. Interessi che vengono tenuti ARTIFICIOSAMENTE bassi da FED, BOJ e similia, ma che in condizioni reali di mercato, col cavolo che potrebbero averli cosi. A meno che tu non consideri normale prendere 1% d’interesse lordo da un paese che vede il suo debito pubblico raddoppiare in 8 anni, 105% del pil,con un deficit del 8/9/10 % annuo e un’inflazione dichiarata, e probabilmente falsata, del 2%. Se ti sembra normale, fammi sapere, io offro 1,5% d’interesse.
Caro Stanziale
Forse dovresti considerare un particolare: nei 10 anni precedenti l’Euro, è accaduta una cosa di non secondaria importanza in Germania, L’ACQUISTO DELLA DDR. Mi sembra che sia, moooolto,abbondantemente sufficente a spiegare il passivo di quegli anni, credo che tu possa facilmente valutare l’impegno economico che si è sobbarcata per far fronte a questo( titanico, enorme, pazzesco?definiscilo tu), impegno, cambio 1/1, immagina dove saremmo noi se avessimo fatto una cosa simile.
In quanto alla voglia di lavorare, io sono di Brescia, e anche qui si è sempre lavorato tantissimo, ma se ne è perso il gusto, la motivazione, ripeto, la fame forse, o semplicemente, oggi chi lavora tanto si sente un cretino, visto che ci sono un sacco di semi/parassiti che vengono più considerati di te che lavori, specie se imprenditore (vedi pensionie e P.A.), che sei solo un evasore, uno sfruttatore, come tutti quelli di Prato Lumezzane e Castelcovati.

kry
Scritto il 20 luglio 2013 at 15:54

Offro pure io 1,5% ma intanto mi sembra che siamo a 4,40% con differenziale 290 sui 10 anni. Poi il cambio 1/1 è stato solo su una parte non su tutto e se al nord fosse stata data la possibilità di “comprare” immagino dove possa essere l’italia altro che euro.

Scritto il 20 luglio 2013 at 16:09

Siamo sempre a interessi accettabili tutto sommato, visto che il 13% in banca lo si paga sull’immediatoe non sui 10 anni, il bot a 12 mesi cosa paga?1,078%, con l’inflazione al 2.5 wow, un affarone pancia mia fatti capanna.
RIPETO, OFFRO IL 2%.
Ma dai, piantiamola di fare sempre gli smemorati, guardate quanto era nel 92, quando potevamo “liberamente” svalutare.

“e se al nord fosse stata data la possibilità di “comprare” immagino dove possa essere l’italia altro che euro”.
Non ho capito.

dorf001
Scritto il 20 luglio 2013 at 19:23

ciao kursit. tutto bene li’ brescia? ti sei calmato? uhhmmm… qui verona tutto bene. insomma.

dai ti mando un video tutto per te. il debito pubblico è una truffa. ahhh il tuo amico draghi non lavora, non fa un tubo tutto il giorno. epperò può stampare tutta la carta igienica euro alla facciazza tua. tu lavora lavora, come uno schiavo. che ti fa bene. non capirai mai cosa voglio dire cosa voleva dire AURITI. con te il sistema ha fatto un lavoro eccellente. tu difendi l’usuaraio. lo coccoli. non se ne esce. ce l’hai dentro la testa e non vuoi togliere fuori quell’idea truffa che ti hanno instillato.

dai ecco il video per te. guarda qui: http://www.youtube.com/watch?v=WT4iEMOlYSw

by DORF

stanziale
Scritto il 20 luglio 2013 at 20:33

“In quanto alla voglia di lavorare, io sono di Brescia, e anche qui si è sempre lavorato tantissimo, ma se ne è perso il gusto, la motivazione, ripeto, la fame forse”
guarda Kurskit, ti aiuto io, ti dico quando, da un anno all’altro , a Brescia, Prato, in tutta Italia si e’ perso il gusto la motivazione di lavorare: trattasi del periodo fine anni ’90. Fino ad allora l’Italia aveva avuto il tasso di crescita piu’ alto tra i paesi europei. Dopo, e’ passato dietro quasi tutti gli altri. Naturalmente per te e’ un puro caso che proprio allora Prodi porto’ l’Italia nell’euro. Quanto ai semi parassiti delle pubbliche amministrazioni, ti posso assicurare che a Prato nessun lavoratore privato (operaio) che aveva voglia di lavorare era invidioso di loro, perche’ con la montagna di straordinari che faceva guadagnava il doppio. NON E’ LA VOGLIA DI LAVORARE CHE E’ VENUTA MENO IN ITALIA.

sd
Scritto il 20 luglio 2013 at 21:55

KURSKIT

E’ giusto che tu abbia le tue opinioni ma è altrettanto giusto che ascolti anche quelle degli altri.

Su Giacianto Auriti preferisco non commentare invece voglio commentare il tuo commento delle 09:01 sul Reddito di Cittadinanza:
Per caso hai paura di morire di fame? Non sei in grado di farti da solo un pollo alla griglia, ho hai bisogno dello schiavetto per farlo?

Invece parliamo di economia seriamente. Per caso a tè va bene che il frutto del tuo lavoro (inteso di qualsiasi tipo….anche il Trader lavora…oppure no?) venga pagato con moneta (in euro per intendersi) creata a piacimento da un ente privato guidato da persone che fanno (giustamente) i loro interessi ?????????

Caro Kurskit a mè invece non stà bene essere obbligato per LEGGE ad ACCETTARE una moneta (in questo caso euro) che non mi dà fiducia e che in modi subdoli mi sottrae buona parte dei miei guadagni.

Poi ognuno è libero di fare come crede…anche di donare tutti i propri averi al CRO o alla RELIGIONE e magari di lasciare i propri eredi in bolletta.

Un saluto

SD

PS:
Se un giorno ti troverai a 55 anni senza un lavoro, senza possibilità di trovarne uno nuovo e senza un reddito di sostegno………rimpiangerai sicuramente il Reddito di Cittadinanza. Ti auguro tanta fortuna e di vincere al SuperEnalotto.

sd
Scritto il 20 luglio 2013 at 22:06

KURSKIT

Ho appena letto questo interessantissimo articolo, forse potrebbe interessarti ed essere utile anche a molti altri

http://www.stampalibera.com/?p=65245#more-65245

Il futuro ci riserverà molte soprese, e probabilmente al Sig. GIACINTO AURITI verrà finalmente riconosciuta la propria opera e la propria INTEGRITA’ MORALE.

SD

paolocogorno
Scritto il 21 luglio 2013 at 01:08

Io ci vado ad urlare nella piazza (telematica e non), urlo ma con dei contenuti, anche un urlo può avere dei contenuti, ci vado e cerco di farlo con costanza prendendo fiato, e dei risultati di consapevolezza intorno a me inizio a vederli, lo faccio anche per i nostri ragazzi, per il loro futuro, lo farò finchè avrò fiato ed energie, cercherò di farlo con misura, con intelligenza, seguendo un percorso che cerco di decifrare ogni giorno anche grazie a tutta la ciurma di iceberfinanza che scrive e condivide pensieri, articoli, link, visioni di questo mondo, pieno di immediatezza, di non – pensiero, e di informazione marcia di conflitti di interesse.

Scritto il 21 luglio 2013 at 09:14

paolocogorno@finanza,
Continuo a non capire perchè tutti si fissano sulla moneta, mi risulta che nella merda ci siamo in tanti, che abbiano euro, pesos, dollari, o quant’altro. Se vuoi dirmi che il problema sono le banche e il CREDITO/DEBITO, sono d’accordo con te, ma in quale moneta esso sia non vedo che differenza faccia. Se io non posso ripagare un debito, non è che se uso la lira o le conchiglie il mio problema cambia.
Io un’idea di soluzione l’avrei anche, certo non sarebbe molto giusta, e comunque estremamente complessa da realizzare.

kry@finanza,

Avevo intuito, ma mi piace essere sicuro. :-), in quanto al resto, ma perchè occorre lasciare l’euro per fare la scissione?

Nota, le pensioni nel meridione sono mediamente + alte che nel Nord.

Scritto il 21 luglio 2013 at 09:38

stanziale@finanza,

Beh, che guadagnasse il doppio è una cosa, ma lavorava anche il doppio. Ci sono anche pubblici impiegati che guadagnano il doppio, ma lavorando solo una giornata, presente quelli che timbravano e poi uscivano a lavorare in nero? O non lavorano affatto? Quale dei due vive meglio , operaio distrutto dal lavoro che trascura famiglia per 1,5 stipendi, o il pubblico che di stipendi ne prende 1 ma senza fare un cavolo? (stò estremizzando un pò)
Un ragionamento da commentare, se volete: Non è che “Il guadagnare il doppio”, ha perso un pò del suo fascino? secondo me, è un’opinione non una critica, ci si accorge sempre di più che una volta raggiunto un certo standard di vita, diciamo due stipendi discreti, 3000euro mese ca, molti si son resi conto che sono sufficenti ad avere una vita confortevole e preferiscono avere un pò più di tempo libero per se e la famiglia che comprarsi l’ennesivo gadget tecnologico o la casa più grande che devi romperti il culo a pagare e mantenere, sia economicamente che in ordine. Non ne avete l’impressione? Ed è forse questo il fascino proibito del pubblico impiego, (o della pensione discreta/buona)? Milioni di persone che ambiscono alla sicurezza e alla tranquillità di una vita comoda ma senza stress, rinunciando,(intelligentemente?), all’assurdità del consumismo sfrenato e stupido? Alla competizione continua e senza scopo?

futre
Scritto il 21 luglio 2013 at 15:14

Ciao a tutti i frequentatori del blog, al padrone di casa, l’ottimo Iceberg-Mazzalai.
Frequentandovi piuttosto spesso, anche se di rado mi collego, ho scoperto un mondo di libera informazione non indifferente: riferimenti dati siti autori, insomma una vera e propria congerie di informazioni che mi fanno ben sperare sul nostro destino futuro. L’interesse a tali questioni che difficilmente si trovano nella vita di tutti i giorni e’ confortevole: cioe’ … ma allora il dibattito c’e’, ci sono luoghi dove le idee si discutono ancora, non siamo nel gossip tipico dei media quotidiani giornalistico televisivi, vere e proprie industrie del consenso.
7 miliardi di persone umane che infestano questo pianeta sono un virus letale per la vita come la conosciamo soprattutto dopo la CD globalizzazione, occorre ridurne il peso la pressione la capacita’ inquinativa la forza depauperatrice delle risorse naturali. Come? ma con una bella crisi finanziaria con i fiocchi di quelle dove non si fanno piu’ i figli se non ci si posson permettere e dove sara bene ridurre i consumi.
Tanti saluti alle rivoluzioni americana e francese Ciao ciao
Liberta’ economica? dove sono i territori indiani da conquistare e la manodopera africana da ridurre in schiavitu’? e le nuove piantagioni di cotone? ahi ahi non e’ cambiato poi troppo il mondo eh?
Liberta’ personali? nullum crimen nulla poena sine legem, costituzioni liberali moderne repubbliche monarchie costituzionali certo certo salutatele: nuove baronie e contee e marchesati si innalzano come gruppi intermedi di diritto privato unici trasversali globali inarrestabili fine del mondo moderno. Benvenuti nel secondo medioevo. Invasioni barbariche di extracomunitari a costo indiano o afroamericano presto ci rimpiazzeranno e tra un po’ finiremo sui libri di storia come una altra epoca storica.
E’ il futuro bellezze e chi lo ha scritto ha gia vinto

dorf001
Scritto il 21 luglio 2013 at 15:23

per kursit.
MAPPA EUROPEA DEL REDDITO DI BASE
il reddito minimo garantito è una realtà nella quasi totalità dell’Unione Europea,
in Italia non è mai entrato nei meriti del dibattito politico
perchè?

toh leggi qua : http://www.globalproject.info/public/resources/pdf/mappa_europea_reddito.pdf

e ancora : Reddito di cittadinanza, il modello sociale europeo che l’Italia ignora

Come si fa a ignorare in Italia un aspetto così importante della vita di ogni cittadino europeo? Non me ne capacito. In Italia non si sa neanche che chi in Europa (Francia, Germania, Gran Bretagna e non solo Danimarca, Svezia…) non guadagna abbastanza ottiene un’integrazione del reddito, e anche chi lavora part time ottiene un’integrazione del reddito. Poi si scopre che in Italia il reddito medio è da miseria. E tutti si sorprendono. Ma veramente in Italia si ignora l’abc dello stato sociale? Mi pare strano da credere.

Non capisco perché nonostante l’Europa raccomandi dal lontano 1992 all’Italia di introdurre un reddito di cittadinanza questo non succede neanche con la crisi. E soprattutto è incomprensibile che a sinistra nessuno ne parli chiaramente. A chi giova? Evidentemente a qualcuno gioverà.

Certo non giova agli operai che si danno fuoco, alle famiglie che resteranno senza un reddito, …Possibile che nessuno ritenga importante ricordare che è dal 1992 che l’Europa raccomanda all’Italia di adottare il reddito di cittadinanza? Possibile che nessuno abbia notato che anche nella famosa lettera della Bce (sic!) si rinnova al governo italiano l’invito a introdurre i sussidi di disoccupazione sul modello europeo e che la stessa cosa viene ripetuta nelle famose domande di chiarimento dell’Europa?

Una breve ricerca su internet: ecco una parte del testo della raccomandazione 92/441 CEE pubblicato anche sulla Gazzetta ufficiale. Leggo: Ogni lavoratore della Comunità europea ha diritto ad una protezione sociale adeguata e deve beneficiare, a prescindere dal regime e dalla dimensione dell’impresa in cui lavora, di prestazioni di sicurezza sociale ad un livello sufficiente.
Le persone escluse dal mercato del lavoro, o perché non hanno potuto accedervi o perché non hanno potuto reinserirvisi, e che sono prive di mezzi di sostentamento devono poter beneficiare di prestazioni e di risorse sufficienti adeguate alla loro situazione personale.

Poi leggo:

(12) … il Parlamento europeo, nella sua risoluzione concernente la lotta contro la povertà nella Comunità europea (5), ha auspicato l’introduzione in tutti gli Stati membri di un reddito minimo garantito, inteso quale fattore d’inserimento nella società dei cittadini più poveri;

O anche

il Comitato economico e sociale, nel suo parere del 12 luglio 1989 in merito alla povertà (6), ha anch’esso raccomandato l’introduzione di un minimo sociale, concepito ad un tempo come rete di sicurezza per i poveri e strumento del loro reinserimento sociale

E dunque l’Europa raccomanda a tutti gli stati membri:

di riconoscere, nell’ambito d’un dispositivo globale e coerente di lotta all’emarginazione sociale, il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana e di adeguare di conseguenza, se e per quanto occorra, i propri sistemi di protezione sociale ai principi e agli orientamenti esposti in appresso.

E questo significa che al reddito minimo garantito si può avere accesso

senza limiti di durata, purché il titolare resti in possesso dei requisiti prescritti e nell’intesa che, in concreto, il diritto può essere previsto per periodi limitati, ma rinnovabili

(http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31992H0441:IT:HTML)
In tutti i Paesi dell’Europa questo è realtà. Non in Italia, in Grecia e in Ungheria.

Possibile che nessuno abbia capito che quello che manca in Italia è quella sicurezza economica che viene dalla rete dei sussidi che permette alle persone di cambiare lavoro con relativa tranquillità soprattutto da giovani? Un mio giovane amico olandese ha fatto un’infinità di mestieri; è stato, tra le altre cose, maestro di sci, ha aperto una scuola di windsurf, ha aperto un Hotel, poi lo ha chiuso e aperto una ditta di costruzioni. È questo che si chiama “flessibilità”, non la macelleria sociale che hanno in mente in Italia destra e sinistra.

Possibile che non si capisca il significato di apertura del mercato e della protezione sociale? Non significa licenziare in massa la gente, significa fare in modo che i giovani possano sperimentare le loro possibilità e le loro idee in un mercato aperto e non controllato dalla corporazioni e dalle varie rendite (vera potenza italiana). È per questo che l’Europa chiede le liberalizzazioni, non certo per perseguitare i tassisti (una delle cose, non so se più ridicole o drammatiche, è stata la farsa sui tassisti, come se da loro dipendesse lo spread. Magari si voleva solo alzare un gran polverone e mandare tutto il resto in caciara?).

viva AURITI.

by DORF
by DORF

futre
Scritto il 21 luglio 2013 at 15:28

…quindi il mio piccolo contributo e’ questo consiglio bisogna prendere “il panno per il verso” e non ” bisogna pisciare controvento”: Insomma questi tempi occorre assecondarli e non e’ certo facile ma una nuova epoca”comuanale”che spazzo’ via il primo medioevo e’ possibile ( io voglio sperare che lo sia)

dorf001
Scritto il 21 luglio 2013 at 15:41

kursit dice : Continuo a non capire perchè tutti si fissano sulla moneta, mi risulta che nella merda ci siamo in tanti, che abbiano euro, pesos, dollari, o quant’altro.

ma sei pirla? dormi in piedi? perchè tutte quelle monete li’ NON sono del portatore.
saremo sempre schiavi. è tutta li’ la grande truffa. anche con la lira era cosi’, solo un pò meno in percentuale. tutto dipende dalla riserva frazionaria. nel 1980 era al 20% e nel 2000 l’hanno portata al 2%. e che vuol dire? vuol dire che nel 1980 la banca ti fregava al 80%. e nel 2000 ti fregano al 98%. sarai contento? ma li’ a brescia siete tutti cosi’? pietà. fatti benedire figlio mio.

la moneta e la relativa stampa deve essere del popolo. deve essere statale. è proibito che una banca privata stampi denaro. questo potere, che si chiama sovranità monetaria deve essere assolutamente statale. proibito, pena la morte, che una banca privata stampi denaro. chiaro??? altrimenti come adesso, si appropriano del 99% del valore della moneta. e a te ti danno le briciole. ti entra in testa sto concetto oppure no? uff sei impossibile kursit.

ti hanno insegnato a lavorare 14-16 ore al giorno, e andrai cosi’ fino a 90 anni. poverino. e loro (banchieri) rubano tutto il succo del tuo lavoro. anzi, più lavori, più loro ci guadagnano.

tu fai un lavoro fisico reale, loro fanno uno pseudo – lavoro finto, creano denaro FINTO col computer e raccontano balle al popolo. e il popolo, vedi kursit, ci casca come un pollo. sei tu un pollo caro mio. svegliati. studia AURITI.

by DORF

sd
Scritto il 21 luglio 2013 at 21:56

dorf001@finanza,

DORF temo che ci sia qualcuno…..a noi vicino….. che ha interesse che la moneta sia creata da enti privati e che la sua proprietà non sia LEGALMENTE definita, nel CAOS i furbi approffitatori ci sguazzano e ci guadagnano.
Si vede che “vive” di questo, buon per lui finchè dura.

Invece frà tanti economisti ed esperti di finanza trovo molto strano che siano disposti ad assecondare un sistema monetario che gli sottrae una bella fetta di guadagno e permette a una piccola parte di loro di lucrare milioni di euro all’anno di bonus alle loro e nostre spalle.
Nel mio settore lavorativo non verrebbe mai permesso ad “uno” di sfruttare così sfacciatamente gli altri lavoratori………….come minimo gli taglieremo le gomme della macchina hehehe……scherzo naturalmente….forse.

futre@finanza,

Futre, vincere una o più battaglie non vuol dire vincere la guerra.
I ricchi ed i poveri ci sono sempre stati e sicuramente ci saranno ancora per moltissimo tempo, invece sfruttare e schiavizzare le persone ha sempre portato, nel corso della storia, a dei disordini o sommosse o adirittura rivoluzioni.
Il tempo ci dirà per quanto tempo questo modello economico potrà ancora durare ed io spero di esserci per vederlo.

Un saluto

SD

Scritto il 22 luglio 2013 at 10:03

dorf001@finanza,

1) Potresti smettere d’insultare? Potrei risponderti facilemente per le rime, ma non ne vedo l’utilità.
2) quando io parlo di moneta, mi riferisco all’Euro, che tutti aborrite, ma che di fatto sottostà alle stesse regole di tutte le altre monete, (dollaro yen ecc.ecc.) quindi non vedo che differenza ci sarebbe se al posto di essere la BCE a stampare, fosse solo la banca D’Italia o altri con gli stessi padroni.
3) Fermo restando che io sarei, se fosse possibile, per il ritorno al baratto, rimane il fatto che finchè c’è una forte richiesta di credito, è inevitabile che qualcuno cercherà di soddisfarla, E LO FARA’ SOLO SE CI GUADAGNA SOPRA. Per cui, e mi ripeto, se vuoi eliminare gli strozzini, devi prima eliminare coloro che cercano credito. Impossibile? allora è stupido pensare di eliminare il problema, ma possiamo solo cercare di controllarne gli eccessi. E mi sembra, anzi è sicuro, che concedere credito illimitato a costo zero sia un’eccesso. Ma ri-ripeto, se qualcuno vuole concedermi credito a costo zero, comunico il mio iban, accetto prestiti illimitati, e non dovete neanche ringraziarmi.
4) Se parliamo d’integrazione al SALARIO minimo, allora il discorso cambia, e mi trova favorevole. Perchè significa che uno lavora, NON CHE FA IL PARASSITA; che uno sia parassita facendo il banchiere, stampando soldi, o facendo il disoccupato per scelta, sempre parassita è! E io NON VOGLIO mantenere parassiti.

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