DRAGHI E IL FINANZIAMENTO PUBBLICO NASCOSTO!

Scritto il alle 12:24 da icebergfinanza

Non è certo una novità ormai, solo qualche nostalgico del terzo Reich o chi fa affari con la Germania fa finta di non comprenderlo, ma gli argomenti monotematici dei politici tedeschi in vista delle elezioni di settembre ormai lasciano il tempo che trovano…

BERLINO –  Il ministro delle Finanze tedesco Wolkfgang Schaeuble critica Mario Draghi sull’opzione di acquisto da parte della Bce di Asset-backed security dai Paesi del Sud-Europa. Lo scrive Der Spiegel, in un’anticipazione in cui riporta le critiche all”’italiano”. Schaeuble trova che questi acquisti siano ‘problematici’, soprattutto se la Bce acquisisse così i debiti dell’Italia verso creditori privati per 70 mld. Sarebbe un ” finanziamento statale nascosto”, ha detto a una colazione di lavoro, secondo un partecipante. Blitzquotidiano

E ancora  … Wolkfgang Shaeuble, ministro delle finanze tedesco, ha un sospetto. Che l’arbitro della politica monetaria europea abbia deciso di indossare una maglietta e scendere in campo con la sua squadra del cuore, l’Italia. I suoi timori, riporta il giornale Der Spiegel, Shaeuble li avrebbe espressi pubblicamente durante un incontro con i parlamentari della Cdu. Secondo il ministro l’idea del governatore “italiano” di rivitalizzare il mercato degli Abs, ossia di asset backed securities, sarebbe un piano mascherato di salvataggio di Roma, una ciambella da lanciare al governo LettaHuffingtonpost.

Chissà come si potrebbe definire il “finanziamento privato palese” con il quale i fondi salvastati EFSF e ESM continuano a rifinanziare le banche tedesche le quali nel frattempo …

A ben vedere, anche il Dax di Francoforte è alle stelle: ma ha recuperato per via dell’immensa quantità di risorse finanziarie ritirate dalle banche tedesche dall’estero dopo la crisi. A partire da gennaio del 2007, hanno ridotto complessivamente la loro esposizione verso i Paesi industrializzati di ben 1.126 miliardi dollari, di cui 778 miliardi nell’area dell’euro: -190 alla Spagna, -71 alla Francia, -39 alla Grecia, -159 all’Irlanda, -140 all’Italia, -31 all’Olanda, -30 al Portogalli e -11 alla Slovenia.

Dagli Usa sono stati ritirati 260 miliardi di dollari:

più che una fuga dal rischio sembra la necessità di dare copertura di perdite interne, sembra la necessità di dare copertura di perdite interne, sembra la necessità di dare copertura di perdite interne, 

…per compensare gli oltre 646 miliardi di euro di aiuti concessi dal Governo di Berlino alle sue banche, ripartiti in 114 miliardi di ricapitalizzazioni, 455 miliardi di garanzie, 66 miliardi di acquisti di titoli iliquidi e 9 miliardi di provvista di liquidità.
È qui la solitudine strategica della Germania: isolata ad Occidente, sfidata dal rinsaldato asse anglo-britannico; sfidata ad Oriente dal competitor giapponese; in difficoltà con il Meridione europeo, cui ha impartito inflessibili lezioni di rigore. Anche la Francia si allontana, a poco a poco. Un’Europa tedesca non è mai piaciuta a nessuno. Huffingtonpost.

Ma quello che fà sorridere è la reazione di Draghi, che si premura di sottolineare in pubblico che è solo un’opzione, che ci stanno pensando ma che non c’è nulla di definitivo…

La Bce “non ha una posizione” sull’opzione di acquisto di Abs dei paesi del Sud Europa. E si tratta di una riflessione ancora in corso. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi a margine del G7, commentando le critiche del ministro tedesco Wolfagang Schäuble secondo quanto riferito da Der Spegel. “Si tratta di un processo di riflessione in corso”, dialogando con la Bei e con le altre istituzioni europee per capire che cosa si può fare per aiutare la ripresa del flusso di finanziamento di medio termine delle imprese. Lo ha affermato il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi al G7 delle Finanze nel Regno Unito, specificando che dopo alcune discussioni in materia, la Bce “non ha una posizione” sull’opzione di acquisto degli Abs dei Paesi europei. Gli strumenti finanziari noti come Asset-backed securities, obbligazioni emesse a seguito di operazioni di cartolarizzazione e garantite dalle attività sottostanti, erano al centro del dibattito già dai primi di maggio e oggi Draghi è voluto tornare sulla questione, dicendo che è “solo una delle opzioni considerate”. “Nelle ultime due settimane abbiamo esaminato una varietà di strumenti per contrastare la frammentazione del mercato finanziario in Europa. Abbiamo notato che questa si sta riducendo specialmente sul versante della raccolta, che anzi è tornata ai livelli pre-crisi. Tuttavia – ha continuato Draghi – sul versante del credito la situazione rimane ancora tesa, specialmente nei Paesi periferici, anche se lo è meno di prima”. Da qui nasce la necessità di studiare strumenti in grado di risolvere il problema, fra cui gli Abs, che tuttavia rimangono di “non facile “applicazione perché hanno a che fare con gli attivi bancari e dunque comportano rischi di moral hazard (azzardo morale). Il Sole 24 Ore 

Di che azzardo morale parla Draghi, forse del gioco delle tre carte che ha permesso di fornire liquidità alle banche europee per monetizzare indirettamente il debito pubblico dei vari paesi. Mi raccomando fate tutto con calma non c’è fretta nel frattempo le aziende tedesche stanno comprando a prezzi di saldo quelle italiane, fa parte della distruzione creatrice, troppo complicato vero scontare direttamente i crediti nei confronti della PA, si tratterebbe di finanziamento occulto pubblico immagino.

Chissà forse è solo un gioco, forse i tedeschi fanno finta si arrabbiarsi, strilla la Bundesbank e strilla ogni tanto anche il governo in fondo ci sono le elezioni mentre Draghi finge di comprendere le esigenze tedesche ma nel frattempo fa tutto il contrario, chissà che anche questa volta non tiri fuori dal cilindro qualche altro coniglio bianco ormai morto!

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11 commenti Commenta
giobbe8871
Scritto il 14 maggio 2013 at 15:30

…Chissà forse è solo un gioco, forse i tedeschi fanno finta si arrabbiarsi, strilla la Bundesbank e strilla ogni tanto anche il governo… :mrgreen: :twisted:

i Crucchi non sanno fingere !
vogliono sempre comandare sugli altri, per SACCHEGGIARLI ! :twisted: :mrgreen:

LEBENSRAUM solo il loro Spazio Vitale è importante ! :twisted:

dorf001
Scritto il 14 maggio 2013 at 19:41

Il modello tedesco e la notte dei cristalli

Fra 1999 e 2008 le riforme Hartz hanno determinato un’esplosione delle forme di lavoro “atipico” di circa il 30 per cento, a fronte di una flessione di circa il 3 per cento dei contratti a tempo indeterminato. Nello stesso periodo, gli “atipici” sono passati dal 20 al 39per cento degli occupati (sì: in percentuale sono raddoppiati), e la dinamica più rilevante è stata proprio quella dei minijob, aumentati di circa il 50 percento, fino a riguardare, nel 2008, due milioni e mezzo di tedeschi, era ddoppiando quasi dallo scoppio della crisi al 2011, quando i minijob hanno raggiunto quasi 5 milioni (Meillassoux, 2011). Aspettate, ve lo spiego con parole semplici: secondo voi a un datore di lavoro conviene assumere una persona a tempo pieno, pagandola 1200 euro, più i contributi sociali, o gli conviene assumere tre “minilavoratori”, pagandoli in totale 400 x 3 = 1200euro, ma senza contributi sociali? Dai, che lo sapete! E il bello è che,siccome i minijob sono cumulabili, alla fine non hai nemmeno bisogno di assumere tre persone: basta assumere tre volte la stessa persona!

Intendiamoci: questo è un caso limite, praticamente una legalizzazione del lavoro nero. Ora, va da sé che questo comportamento è criminale anche e soprattutto nella virtuosa Alemagna, ma i casi, ahimè, non sono mancati: è rimasto famoso quello della catena di drogherie Schlecker, che ha costretto il ministro Van der Leyen a rispondere a un’interrogazione parlamentare (come ci ricorda Meillassoux, 2011), e che quando ha dovuto rinunciare a questa forma di dumping sociale è fallita mettendo in pericolo 24000 posti di lavoro (ver.di, 2012).

bravi i crucchi eh???

DORF

dorf001
Scritto il 14 maggio 2013 at 19:45

qualcuno è andato in baviera a vedere come lavorano e cosa prendono di paga sti crucchi.

Contributo allo smascheramento del modello tedesco.
Sono andato in Germania (quella ricca, alta Baviera) in visita ad un nostro cliente, settore serramenti circa 30 persone.

Il reparto produttivo e’ organizzato in due turni di 4 ore, mattino e pomeriggio; gli operai sono tutti a 450 euro/mese. Costo per l’azienda di una coppia di operai siamesi (8 ore/giorno) 1500 euro/mese.

Nella mia azienda la paga base è di circa 1100 euro/mese, con un costo per l’azienda di 2500 euro/mese.

Mi sono sentito come un dodo.

Partendo dalla Germania mi sono un po’ consolato, in piazza distribuivano volantini per il ritorno al marco, speriamo nell’eterogenesi dei fini.

e ancora il miracolo della piena occupazione:
Questo esempio mette in luce due aspetti:

1) Il “miracolo” della piena occupazione della Germania: i 2 minijobber risultano entrambe “occupati” anche se in realtà occupano in due un solo posto di lavoro (ma gli espertoni ci diranno che sicuramente nell’altra mezza giornata fanno un altro mezzo lavoro, sempre che non la passino a fare shopping di integratori nei discount bavaresi, come raccontava l’indimenticabile lampredotto).

2) Il sussidio fornito dallo stato per integrare il basso salario costituisce DI FATTO un AIUTO DI STATO (occulto), vietatissimo dalla UE, in quanto, pur essendo il beneficiario formale il lavoratore, solo il sussidio permette all’azienda di offrirgli uno stipendio che di per se non gli permetterebbe di sopravvivere, consentendo DI FATTO all’azienda stessa di ridurre il costo del lavoro. Ora, la Germania applica, dalle riforme Hartz, questa politica TRASVERSALMENTE su tutti i settori della propria economia perché anche se un’azienda non ha minijobber, beneficierà comunque di servizi offerti da aziende terze a costo minore.

Ma la cosa ancora peggiore è che a questi stessi operai stanno raccontando che la loro situazione è colpa di noi lazzaroni del sud europa, e che la grande madre Germania darebbe loro tanti soldini in più se non dovesse “salvare” le cicale greche, portoghesi, spagnole e italiane: come vada a finire lo sappiamo già. Auguri a chi se ne va a lavorare in Germania, ma attenti alla prossima Kristallnacht…

e letta il somarello vuole prendere lezioni di economia dalla merkel

poveri noi, siamo messi male.

DORF

dorf001
Scritto il 14 maggio 2013 at 19:47

letta è capace solo nell’arte della retorica. ma di economia non sà una mazza.

Come si sarà notato Letta eccelle nell’arte dell’eloquio fine a sé stesso. Non per nulla è uno dei “migliori rampolli della Dc”, come ha ricordato orgogliosamente Gianfranco Rotondi. Secondo Letta, il destino dell’Italia si gioca sull'”amore per l’Europa”, perché “non possiamo più rinchiuderci su noi stessi, dobbiamo lavorare per un’Europa federale che abbia come capisaldi la crescita e lo sviluppo”.

Che di per sé non significa nulla, ma fa fare bella figura ai consessi internazionali.

In più di un’occasione Letta ha fatto riferimento al Nobel per la pace assegnato all’Ue per ricordare che “quel Nobel non è alla memoria, perché l’Europa è uno spazio politico con cui rilanciare la speranza, mettere fine alla guerra di stereotipi, di sfiducia e diffidenza”. Per Letta “l’Europa esiste solo al presente e al futuro, solo se alla storia tracciata dei padri si affianca l’azione dei figli”.

Qualsiasi cosa abbia inteso dire, sarebbe opportuno avvertirlo che la retorica europeista di cui abusa nelle sue orazioni rischia di apparire obsoleta già nel brevissimo termine, perché sta crescendo il numero di coloro che si sono accorti che l’€ è una trappola. Ultimo in ordine di tempo è uno dei fondatori dell’€ medesimo, Oskar Lafontaine, il quale, sul sito di die Linke, «il partito da lui (fra gli altri) fondato, ammonisce che “la situazione economica sta peggiorando di mese mese, la disoccupazione [in Europa, ndr] ha raggiunto un livello che mette in discussione sempre più le strutture democratiche” e che per questo bisogna farla finita con questa “catastrofica moneta”.

Per Lafontaine sia il popolo che la politica tedesca ancora non si sono resi conto del fatto che, mentre la situazione nel Sud Europa (Francia compresa) peggiora, l’egemonia tedesca verrà messa sempre più in discussione, e che prima o poi l’Europa si accorderà per politiche che andranno a danno della Germania stessa».

Critico è anche il ministro delle Finanze francese Moscovici: “l’austerità è finita e una svolta decisiva nella storia dell’Europa è alle porte”, mentre l’Olanda «sta assistendo a un deterioramento dei conti che lo sta spostando dal centro alla periferia, e l’imputato principale è l’austerità in salsa tedesca con cui si sta curando la recessione europea.
[…]
Anche i Paesi Bassi si preparano quindi a sposare la dottrina francese (e spagnola, e portoghese): pensare prima alla crescita e poi, in tempi di vacche grasse, occuparsi di rientrare dai debiti. I dati parlano chiaro: nonostante le attese di una ripresa verso la fine dell’anno, l’area € rischia di rimandare il ritorno alla crescita al 2014, poiché le brutte notizie continuano a susseguirsi».

In effetti devono essere proprio brutte se il Sole24Ore nota che «Fa parte del “nuovo cinismo” considerare la Germania vicina alla piena occupazione. Un modo di pensare che solo 20 fa sarebbe stato inimmaginabile nella cultura di quel paese. È vero che in Germania la disoccupazione è ai minimi dagli anni Novanta. Ma ai 3 mln di disoccupati non vengono aggiunti il milione di lavoratori impegnati nei corsi di formazione o nei cosiddetti “lavori da un €”. Altri 7 mln di tedeschi lavorano nei “mini-jobs” pagati meno di 400 € al mese. Il numero dei sotto-occupati è quindi altissimo. Se si tenesse conto di questo esercito di riserva si riscriverebbe in toni meno eroici la storia del rinascimento industriale tedesco. Un rinascimento a cui continua a mancare il vero testimone di ogni politica economica di successo: gli investimenti domestici, da dieci anni i più bassi d’Europa».

DORF

sherpa
Scritto il 14 maggio 2013 at 21:02

dorf001@finanza,

NonSoloBagnai:

Prima di tutto il nostro Capitano:
http://icebergfinanza.finanza.com/2013/05/06/germania-un-paese-decisamente-part-time/

E poi pure Süddeutsche Zeitung
http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/05/dove-finito-il-jobwunder.html
“I dati riaccendono il dibattito sul salario minimo: sempre piu’ persone in Germania hanno un lavoro a tempo pieno o part time coperto da un’assicurazione sociale, ma nonostante cio’ hanno bisogno di un aiuto pubblico. La nuova statistica presentata della “Süddeutsche Zeitung”……. .”
Il “miracolo tedesco” è un pò fasullo, non è tutto oro……….

dorf001
Scritto il 15 maggio 2013 at 00:12

sherpa@finanza,

ciao sherpa. mah guarda, se vuoi ti cito anche borghi, o meglio ancora nino galloni. qui la storia è grave. non è che ne esci se restiamo isolati. io son meglio di te, quel tizio è meglio di quell’altro. io ho sempre detto che vorrei all’economia gente come mazzalai, galloni, bagnai et simili. più o meno sono sulla stessa lunghezza d’onda. tu pensi che con letta ne usciamo? siè affrettato a dire oggi: si, assolutamente, rispetteremo il pareggio di bilancio. xhe è una roba immonda. quello è un fanatico dell’euro. quello muore x l’euro. ci ha pure scritto un libro. morire x maastricht. ma te ne rendi conto? quello ci porta dritti dritti all’inferno. te lo ricordi o no, il pilota automatico? sai che vuol dire? vuol dire che in italia, che governi silvio, o letta, o babbo natale, o topolino, dovete assolutamente obbedire come cagnolini ai voleri dei banchieri massoni di bruxelles. e in differita a quelli della germania. ma tu credi che quel lecaculo di letta riesca a far ragionare i crucchi? a mollare la presa? quelli ci ridono in faccia. quelli sono come i pitbull. ti mordono alla gola e non mollano più. ti mollano solo quando non respiri più. e poi ti dice letta : lo facciamo x il bene del popolo. per il futuro dell’italia. ma quale italia? dopo restano solo rovine. non c’è futuro x i nostri figli con quella gente li’. è chiaro? cosa cazzo aspettiamo ad uscire da questo eurofascismo? non lo so. vuoi dar ragione a grillo? che dice a settembre ottobre, massimo novembre siamo spacciati del tutto! non è una bella cosa. ma non è lui che causa sta moria. sono quelli che governano ora. stanno semplicemente portando avanti l’agenda monti. siamo in mano ad una banda di pazzi psicopatici criminali.

DORF

sherpa
Scritto il 15 maggio 2013 at 08:20

dorf001@finanza,

Stò cominciando a credere che questi ci siano e non ci facciano.
Avevo una speranza che tutto sommato avessero un piano che ci facesse almeno sopravvivere, che facesse almeno in parte i nostri interessi. Ma non vedono tutto quello che sta accadendo in Italia? Cosa aspettano a farsi valere in sede europea? Ovunque guardo, su internet, vedo articoli che più o meno dicono tutti che la politica attuale di austerità e l’euro così come è peggiorano le cose (persino all’interno della germania crescono voci di dissenso).
Letta, salvo smentite, anche volesse non può ( o non vuole?) fare molto.
Con stò governo (governo?) limitato e sotto ricatto e stò parlamento che discute del nulla non se ne esce. Peccato, noi Italiani nonostante tutto (pregi vs difetti) meritiamo di più, ce la siamo sempre cavata nonostante i nostri politici succedutisi durante questi anni.
E non venitemi a dire che è colpa nostra, che i politici eletti li abbiamo sempre scelti noi.
L’unica scelta che potevano fare per cambiare le cose sarebbe stata una scelta non responsabile come l’astensione di massa (destra o sinistra o centro pari sono, se non sono disonesti, sono incapaci). O una rivoluzione (preferibilmente non violenta).

kry
Scritto il 15 maggio 2013 at 12:53

dorf001@finanza,

DORF continua a farti una cultura http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/05/salari-da-fame-alla-daimler.html CIAOOOOO !

serguz2001
Scritto il 16 maggio 2013 at 20:08

Meglio un mini jobs con relativo sussidio piuttosto che niente,senza contare che la maggior parte dei mini worker sono under 25 o over 60,così son riusciti a mettere in campo delle fasce di lavoratori che da noi se lo sognano.

Kry dovresti vedere la quantità di interinali che ha l’Iveco di Brescia.

kry
Scritto il 16 maggio 2013 at 20:29

serguz2001@finanza,

Non lo sapevo. Ormai sembra che il lavoro sia solo interinale e chi ci guadagna sia l’agenzia forse era meglio quando c’era l’ufficio di collocamento.

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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