IL MIGLIOR CURRICULUM, SIETE VOI!

Scritto il alle 07:31 da icebergfinanza

In questi anni mi è capitato spesso di essere deriso o denigrato da qualche scienziato di passaggio che ostentava il suo leggendario CV, curriculum per gli amici, da quelli che prima guardano ad un pezzo di carta straccia che hai in tasca e poi se avanza tempo si curano della persona e dei suoi talenti, delle sue capacità.

La verità è figlia del tempo e solo i fatti contano, il resto sono chiacchere!

Abbiamo visto quanto sta accadendo dietro le quinte del movimento Fare, Fermare il declino, abbiamo visto come chi va a pontificare in televisione, in passato esaltava la Spagna o ignorava e sottovalutava con sarcasmo la tempesta subprime che stava per arrivare.

Yunus fondatore del microcredito amava ricordare…

” Ho come la sensazione che l’economia basi le sue leggi su presupposti che ignorano gli esseri umani. Tratta gli uomini come macchine e nega gli elementi essenziali della natura umana. Considera gli imprenditori come uomini dalle capacità eccezionali e così ignora le potenzialità della gran massa dell’umanità. L’economia ama definirsi come una scienza sociale ma non lo è! Parla di lavoro e manodopera, non parla di uomini , donne e bambini quindi non può ignorare l’ambiente che pretende di analizzare!”

Come ho riportato  nel mio libro …

«Jack Welch, il manager più celebre del XX secolo, nel raccontare la sua vita credeva di parlare di sé, invece è andato vicino a una teoria. O, magari, ha abbozzato una diagnosi involontaria su ciò che è andato storto nel capitalismo degli ultimi anni, quelli del tardo reaganismo. “In tutta la mia carriera non ho mai voluto vedere un progetto prima che qualcuno me lo presentasse” racconta Welch nella sua biografia scritta quando nel 2004 lasciò, dopo vent’anni, la guida di General Electric. “Per me il valore di quelle sessioni non era nei bilanci, era nelle teste e nei cuori delle persone che venivano eccitanti al nostro quartier generale in Connecticut. Volevo scavare, andare oltre i faldoni e verso i pensieri che li avevano ispirati. Dovevo vedere il linguaggio non verbale degli investitori, la passione che infondevano nei loro ragionamenti”. I manuali pieni di modelli per stimare la profittabilità futura, dice Welch, erano “libri morti”» (Federico Fubini).

Si è importante avere una cultura, studiare, dare il meglio di se, con più onestà possibile, importante avere una propria storia intellettuale, ma non facciamone un dogma!

In un mondo nel quale spesso e volentieri vale solo la raccomandazione o la prostituzione intellettuale il miglior suggerimento che posso dare a Voi ragazzi che affollate le aule universitarie, a Voi che state per affrontare il mondo del lavoro è di credere in Voi stessi e non nel titolo che avete in tasca, nella luce che c’è in ogni essere umano, nei Vostri talenti, ma soprattutto nell’umanità che c’è in Voi, il Vostro miglior CV, curriculum.

Aiutatemi a condividere queste riflessioni con i Vostri Ragazzi, figli, nipoti è importante che comprendano che non sono pezzi di carta, ma anime e talenti che possono conquistare il mondo!

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10 commenti Commenta
kry
Scritto il 19 febbraio 2013 at 09:49

Aggiungeteci l’ UMILTA’ intesa come persona modesta e priva di superbia, che non si ritiene migliore o più importante degli altri, fatene uno stile di vita. Ricordo ancora quando diversi anni fa fui assunto ‘senza presentare alcun C.V., solo per il fatto di essere piaciuto nel rispondere ad una domanda dicendo ” siete voi che mi dovete insegnare, io non so nulla sono qui per imparare.” Ragazzi auguri, tante buone cose.

lapradera
Scritto il 19 febbraio 2013 at 10:15

Buongiorno, EHHHH si leggendo l’articolo si può aprire un’ampia discussione e si potrebbe scrivere per ore, ma sintetizzando la mia frase che potrebbe anch’essa aprire una discussione all’infinito è: “non si può pensare ad una crescita economica proiettata all’infinito su di un pianeta dalle risorse finite”. Bisogna tenere ben in mente che nel 1950 la popolazione mondiale era di circa 3 miliardi di persone, oggi siamo circa 7 miliardi e fra un secolo secondo le previsioni saremo 10 miliardi, ma le risorse???

questo è il motivo per cui gli scienziati di oggi si spingono a ricercare fonti di energia e nuove risorse su pianeti e spazi lontani in tunnel sotterranei con acceleratori di particelle ancora a noi sconosciute ecc ecc.

Comunque a lungo termine non si può dire con certezza come si evolveranno le cose e quindi è giusto che soprattutto i giovani credano in se stessi e nelle loro potenzialità facendo gruppo discriminando e denunciando chi fra di loro si abbassa alla posizione facile, alla raccomandazione, alla corruzione, alla bella vita senza fare fatica, ecc.ecc.

Così si potranno salvare e vivere una vita quantomeno semplice e serena.

tazmin
Scritto il 19 febbraio 2013 at 10:30

mma, che dire, concordo appieno ma.. l’è dura! nel mio piccolo vedo che ciò che più conta è… leccare il cu.., questo si, e soprattutto, non rompere i cog…, la curiosità, la cultura, etc, non pagano, ma spesso sono viste come ostacoli per aziende che oggi più che mai vogliono robot prestanti e produttivi, fisicamente più che mentalmente! io lavoro per una grande azienda italiana, da 11 anni, come “operaio”.. e nel frattempo mi sono formato, lauree, master, etc.. ma niente, nessuna chance.. forse sono un incapace? può essere, sicuramente così sarà.. però se nessuno ti mette alla prova, è dura saperlo! ciò nonostante, sono convinto che la cultura serva, innanzitutto per se stessi, e parlo in primis di quella umanistica, perchè, se fatta con dovizia e curiosità, ti dà una forma mentis fondamentale per comprendere tantissime delle questioni in agenda.. anche se questa può essere un’arma a doppio taglio, perchè tu t’incaz.. e soffri nel vedere certi scempi economico-sociali.. e gli altri se la ridono e s’incaz.. per i risultati calcistici :-(

vito_t
Scritto il 19 febbraio 2013 at 10:46

tazmin@finanzaonline,

Tenta e ritenta !!! il treno passa prima o poi .. e non passa solo una volta , magari quando meno te lo aspetti !!! certo che il tipo di laurea che hai conseguito può predisporre di più di meno a far si che il treno passi … ma guarda che passa , e quando non te lo aspetti più, …. Poi per me il treno non è quello che ti fa aumentare la ricchezza, quella dovresti averla già .. ed è nei valori di chi ti circonda, e se sei su questo blog certamente è così !

atomictonto
Scritto il 19 febbraio 2013 at 11:02

tazmin@finanzaonline,

Purtroppo le aziende Italiane sono quasi sempre un crogiolo delle peggiori carattristiche dell’Italianità.
Dal capo-area di Busto Arsizio-Vidigulfo-Lonate Sotto (per dire…) delle tende per doccia che si veste e comporta come fosse un grande banchiere della City al piccolo “figlio di” inserito alla bisogna che spande arroganza e totale incapacità personale.
Ho lavorato per piccole e medie imprese Italiane, ho avuto modo di collaborare con “colossi” Italiani come Italcementi, Impregilo, Saipem ed infine lavoro per una multinazionale estere di grandi dimensioni (grandi dimensioni vuol dire 30 miliardi di dollari di fatturato, perchè anche qui in Italia è tutto distorto, passano per “grandi aziende” delle mini-ditte da 50-60 dipendenti che negli USA sono classificate “family business” ovvero “a conduzione familiare” tipo pizzeria).

C’è un ABISSO, il livello interno delle aziende Italiane come etica, qualità del management (io sono un manager), rapporti interpersonali, equal opportunities e criteri di meritocrazia è su standard Colombiani o peggio.

lapradera
Scritto il 19 febbraio 2013 at 11:46

EHHH si, avevo anticipato fin dall’inizio che si apriva un’ampia e costruttiva discussione su questa tematica, leggendo i vostri commenti è emersa la dura e triste realtà quotidiana.

Viviamo in un mondo complicato e psicopatico dove molte persone inseguono il successo a tutti i costi ma questa è una strada molto pericolosa per se stessi ed anche per gli altri in primis per le persone a noi care ossia i nostri familiari, ho visto nella mia vita persone passare dalle stelle alle stalle, raccapricciante ve lo garantisco, tutto per inseguire un tipo di successo e di benessere al quanto superficiale e fittizio, va fin che va, poi quando il giocattolo si rompe si entra un una crisi di identità ed anche economica da paura quindi occhio perchè la vita è una sola e quando si beccano queste legnate per qualche anno te le porti a presso.

Sintetizzando: non si fa niente per niente e non si riceve niente per niente, gira e rigira la trappola è sempre la stessa.

Poi riguardo alla differente struttura delle aziende Italiane confronto quelle Americane o di altri continenti, il discorso si fà molto complicato, inanzitutto confrontare l’America con l’Italia non è correttamente proporzionale si veda solamente la differenza demografica e di spazi e poi l’America non è quella che ci fanno vedere alla televisione ossia “lusso e business” e grandi aziende di successo, li quando le aziende vanno male nel giro di una settimana lasciano a piedi 1000 o 2000 persone con dei sussidi di disoccupazione da fame altro che ore di cassa integrazione con tanto di contributi previdenziali pagati come accade da noi, quindi non è proprio rose e fiori, prima che passasse la legge sulla sanità gratuita per tutti se ti ammalavi erano problemi grossi perchè le assicurazioni sono salate.

Comunque sia i vostri commenti mi piacciono perchè aprono la mente e sono d’attualità ciaoo.

tazmin
Scritto il 19 febbraio 2013 at 14:13

leggendo i commenti denoto che bene o male siamo tutti sulla stessa linea d’onda.. ma in me non c’è nessuna volontà di osannare il modello americano, se non altro per i suoi eccessi: oggi sei il piu grande manager, dio in terra, e domani sei a gambe all’aria, con nessuno che ti aiuta… insomma, in un mondo dove non siamo solo noi gli artefici del ns destino, essendoci le malattie, le sfortune, gli errori (ma qui entra in gioco il ns io), si fa presto ad andare a ramengo… e io non voglio una società come quella dei professori, dove esiste solo il forte, l’ipercapace.. insomma, è brutta la ns società che si basa sulle clientele, ma è brutta anche quella che non lascia spazio al’errore umano (in buona fede), che non lascia spazio a chi sta male, a chi è più debole, a chi può avere problemi in famiglia..insomma, una società di individualisti tutti homo homini lupus! il ns più grande problema è l’essere italiani, menefreghisti, furbi (ma in realtà, no), e miopi! sulla carriera, lavorativa, bè, io non rinucerei mai agli affetti in nome del potere o del denaro.. cerco di farmi bastare quello che ho.. proprio perchè la vita è una, e non si riparte dal via… e non c’è potere che valga un affetto! questo però si contraddice con la storia di molti che in nome del potere svendono tutto.. per poi ritrovarsi soli come cani una volta che questo eden svanisce! infine, sui titoli, bè, io non sono ingegnere, ma ho varie qualifiche.. con questo, trovo imbarazzante e nausebondfo il messaggio che passa nei media, ossia che non occorra studiare perchè servono idraulici..etc.. ok, rispetto tali professioni ma pensiamo che il futuro di un paese possa basarsi su queste? e trovo ancora più disdicevole che a dover fare determinate professioni debbano essere i figli di operai..non certo i formerini, e berluschini..i tremontini.. vomitevole, alla pari del fatto che spesso a giudicare determinati titoli, più o meno spendibili nella ns società, sia gente che ricopre tale posto solo per aver ossequiato chi di dovere o aver svenduto se stesso… :-(

gnutim
Scritto il 19 febbraio 2013 at 14:34

atomictonto@finanza,

per favore lasciamo stare l’etica nelle aziende estere…

per l’amor del cielo, efficienza finchè ti pare, dimensioni, ecc ma l’etica non rientra neanche nel loro vocabolario in generale, poi per foruna ci sono i casi positivi, ma questo pure in Italia.

All’estero ci sono i più grandi manager che aumentano i ricavi producendo in aree a basso costo e licenziando lavoratori del paese di origine: CHE GRANDE ETICA!!!

lacassandra
Scritto il 19 febbraio 2013 at 21:44

Ultime notizie. Giannino confessa di non essere neanche laureato. Il fondatore di Fare per fermare il declino: “Ho fatto giusto qualche esame a legge”. Ma sui suoi curriculum online apparivano lauree in Giurisprudenza e Economia.

vito_t
Scritto il 19 febbraio 2013 at 23:16

tazmin@finanzaonline,

sulla carriera, lavorativa, bè, io non rinucerei mai agli affetti in nome del potere o del denaro.. cerco di farmi bastare quello che ho.. proprio perchè la vita è una, e non si riparte dal via… e non c’è potere che valga un affetto

hai colto nel segno !! quando mia figlia era piccola ( di figli ne ho tre … ) , ho rinunciato ad una sicura carriera per andare a svolgere un lavoro in un altro ambiente a turni ed avere il tempo libero di stare con lei !!! e di questo sono felice !! … sempre a testa alta ! occorre dire tanti no … per riuscire a non aabbassare lo sguardo verso i nostri figli, ma … il treno è passato ugualmente, … certo occorre anche andare alla stazione …

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