AMERICA: IL PIL NELL’UOVO SODO!

Scritto il alle 11:08 da icebergfinanza

Avete mai provato a curare una frattura con un’aspirina,  mentre tutti intorno si prodigano a rassicurarvi con il loro ottimismo, vi circondano di effetto placebo, dotti medici e sapienti che prevedevano al massimo una piccola caduta senza tante conseguenze.

In fondo non è andato poi tanto male il PIL americano del quarto trimestre, ha subito solo una piccola frattura ma in fondo tra qualche settimana rivedremo il paziente e vedrai che la frattura intanto è ricomposta, si salderà, intanto prendete un’aspirina.

Ieri i verbali della riunione della Federal Reserve hanno testimoniato che l’attività economica negli ultimi mesi si è fermata ha conosciuto una pausa come dicono loro, fattori transitori e climatici, si quando non è colpa della luna è tutta colpa del tempo!

Sai in fondo gli americani continuano a spendere non importa se indebitandosi, non importa se con il credito al consumo che ha provocato la crisi e le aziende tornano ad investire, si investire lavoratori sulle strisce pedonali, mandandoli a casa ogni volta che c’è da regalare ai mercati un utile esplosivo.

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Poi sai gli americani hanno ripreso a comprare casette, si magari in Canadà, non importa se grazie al sostegno incondizionato dello Stato e della Fed, ma questi sono dettagli, intanto mettiamo insieme un’altra bolla e poi si vedrà.

Che poi le nuove tasse possa rallentare i consumi o che i tagli alla spesa pubblica freneranno il PIL del primo semestre mandandolo in recessione nonostante i trucchi contabili poco importa, si rimanda la battaglia sul tetto del debito all’aspirina che verrà.

Chi glielo spiega agli amanti dell’effetto placebo che questa volta è diverso, che pur riprendendosi il mercato immobiliare non è in grado di dare un impulso positivo all’economia americana e che serve almeno una crescita del 2/3 % per produrre occupazione, invece che produrre lavoratori a tempo determinato o un esercito di precari a part-time indebitati con acqua alla gola. Per maggiori informazioni rivolgersi a  Machiavelli 2013 la nostra analisi dedicata ai sostenitori di Icebergfinanza.

Quando le previsioni medie sono per una crescita superiore al 1% in alcuni casi addirittura oltre 1,5 % e esce un dato negativo sarebbe meglio gettare la carta straccia degli analisti nel gabinetto e tirare l’acqua, analisti compresi.

New York – L’economia americana, a sorpresa, ha sofferto una contrazione dello 0,1% nel quarto trimestre del 2012, la prima da tre anni e mezzo. La brusca frenata era del tutto imprevista, con gli analisti che avevano pronosticato in media una crescita debole ma ancora pari all’1 per cento. (…) Lo scivolone del Pil, dopo tredici trimestri consecutivi di ripresa dalla crisi finanziaria, è stato causato da una forte riduzione della spesa pubblica federale e degli investimenti in scorte di magazzino da parte della aziende. (…) La frenata è stata ancora più drastica quando paragonata al terzo trimestre, che aveva visto una crescita del 3,1 per cento. Ma tra ottobre e dicembre la spesa federale, in particolare, è caduta del 15%, la flessione più significativa dal 1973. La spesa pubblica complessiva, compresa quella locale, è a sua volta scesa del 6,6 per cento. L’andamento delle scorte di magazzino ha sottratto 1,27 punti percentuali al Pil. Anche l’export, sceso del 5,7%, ha danneggiato l’espansione. di Marco Valsania – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/CL3m8

Pensate che questi non sono stati capaci di fare volare le esportazioni neanche con un dollaro debole, vediamo se riescono a riprendersi con un dollaro nei paraggi di 1,36 diretto all’appuntamento con Fibonacci!

Sono lenti gli americani ad accorgersi del punto di svolta dell’economia, più che lenti vivono nel Paese delle meraviglie e poi all’improvviso sei/nove mesi dopo si accorgono di essere stati in recessione. Ovviamente c’è sempre qualche anima candida che crede ad ogni dato ogni notizia che viene somministrata diluita nell’acqua bagnata.

Icebergfinanza in questi anni ha raccontato come di revisione in revisione si arriva ad una recessione, non sarà grave come le precedenti ma questa volta non mancherà di produrre qualche frattura composta.

Preparatevi a rivedere in negativo la magia del terzo trimestre quel 3 % che non è altro che tachipirina per polli che hanno bisogno di fare subito un uovo sodo, pelo compreso!

Oggi tutti parlano di un crollo della spesa militare ma quando questa sale e contribuisce ad abbellire il PIL tutto bene.

Se sommiamo la spesa pubblica federale e statale abbiamo un contributo pari al 40 % della crescita del PIL nonostante tutto quasi la metà dell’uovo sodo che l’economia americana produce il resto sono consumi a debito e fanfalucche!

Nonostante la più imponente dose di stimolo statale e monetario della storia dell’economia mondiale l’America è ancora un pollo che produce uova sode, adatte ai polli che cercano di berne il contenuto!

Non vi è piaciuta questa analisi, poco professionale? Datevi un’occhiata intorno di uova sode o sbattute per bene, sino a far quadrare i conti ne troverete per sempre buona fortuna.

Per chi volesse sostenere liberamente il nostro viaggio è disponibile MACHIAVELLI 2013 UN ANNO DOUBLE FACE un post da non perdere sulle prospettive geopolitiche, macroeconomiche e tecniche di un anno che si preannuncia decisamente DOUBLE FACE!

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2 commenti Commenta
giobbe8871
Scritto il 31 gennaio 2013 at 15:24

Ben detto Andrea.
il PIL US.2013 a 1 % ? io penso che non lo superi :wink: :mrgreen:

giobbe8871
Scritto il 31 gennaio 2013 at 15:25

e nella tua analisi dettagliata MACHIAVELLI, le tue fonti non sbagliano. :wink: :D

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