MONTE DEI PASCHI DI SIENA E LA SAMMARITANA DEUTSCHE BANK!

Scritto il alle 07:33 da icebergfinanza

Mentre  furbi e fessi, sciacalli e avvoltoi si scannano quotidianamente sul cadavere della più antica banca al mondo ancora per poco in attività viste le allegre gestioni del passato, ovvero Monte dei Pasci di Siena, noi andiamo a dare un’occhiata al cumolo di immondizia che sembra giacere sotto i tappettini di Rocca Salimbeni o forse sarebbe meglio dire dentro le tasche di Giuseppe Mussari  un avvocato come tanti che come in una leggenda diventa banchiere e regna nei secoli dei secoli.

Ve la ricordate la favola di Goldman Sachs che mossa da compassionevole misericordia aiutò la Grecia a truccare i bilanci per darle una manina ad entrare nell’euro, riducendo artificialmente il debito pubblico di 2,8 miliardi con la magia di uno swap che permettesse loro di rientrarte nei limiti proposti dall’Europa?

Ebbene mettetevi comodi, perchè mentre il prode Mussari continua a dirigere il titanic ABI eletto e riconfermato dai suoi prodi macchinisti, la leggendaria Deutsche Bank di cui potrete trovare ogni informazione al SEGUENTE indirizzo si è precipitata nel lontano 2008 a salvare i nostri eroi.

Per ulteriori informazioni, visto che in Italia in molti hanno la memoria corta e altri passano su questo veliero per caso rivolgersi al MONTE DI PIETA’

Nel frattempo per rinfrescarvi le idee in attesa del segreto dell’urna mentre in Italia impazza la Monti mania e una simpatica macchietta propone Draghi addirittura per il Colle dicendo poi che è stato come sempre frainteso, rileggetevi QUESTO articoletto tra un derivato e l’altro.

Ma andiamo avanti è guardate cosa appare su Bloomberg in una mattina di inizio inverno… Deutsche Bank AG (DBK) designed a derivative for Banca Monte dei Paschi di Siena SpA at the height of the financial crisis that obscured losses at the world’s oldest lender before it sought a taxpayer bailout. Bloomberg

Ovviamente sulla stampa italiana qualche traffiletto qua e la senza fare troppo rumore mi raccomando, lasciamo che i morti riposino in pace.

Vediamo di tradurre con la giusta dose di ironia, per non prendere l’ascia di guerra e non fare una strage non solo di derivati ma anche dei derivati umani che continuano a giocare con la pelle dell’economia e delle istituzioni a loro affidate in attesa dei salvataggi dei contribuenti, in questo caso del contribuente italiano.

Nell’articolo, un ex funzionario della Federal Reserve si chiede leggendo il documento, quanti scheletri negli armadi delle banche ci sono ancora in giro.

Sembra quindi che nel 2008, anno del decesso di Lehman Brothers, la sammaritana Deutsche Bank abbia confezionato un impacco da 1,5 miliardi di euro per curare le ferita o meglio le perdite del Monte di Pasci di Siena, impacco denominato Progetto Santorini veicolo finanziario irlandese, giusto per dare un senso di universalità alla cosa.

Non chiedetemi di raccontarvelo con termini tecnici perchè non serve a nulla, l’importante è che il lettore possa comprendere la sostanza di quanto è accaduto.

Nel 2008 il prode Mussari impegnato a rilevare Antonveneta per un prezzo doppio rispetto al suo valore di mercato…

I guai per il   Monte dei Paschi sono iniziati nel 2008 quando sotto la guida di Giuseppe Mussari la banca ha acquistato  Antonveneta a un valore doppio di quello di mercato: l’anno si è chiuso con un calo del titolo del 49% e dei profitti del 47%. Nello stesso periodo, la banca ha maturato una perdita di 367 milioni su un contratto derivato aperto con Deutsche Bank e relativo a una quota del Monte dei Paschi in Intesa SanPaolo. La crisi finanziaria ha fatto crollare le azioni di Intesa facendo perdere loro il 50% del valore e mettendo la banca sense nelle condizioni di registrare una perdita nei bilanci. Ma il Monte dei Paschi piuttosto che riportare una minusvalenza ha preferito rimpiazzare l’operazione. Alla discussione per rivedere il tutto partecipò anche l’allora direttore finanziario del Monte dei Paschi, Marco Morelli, oggi numero uno di Bank of America in Italia.
Naque così l’operazione Santorini, dal nome della vulcanica isola greca attribuito a una veicolo finanziario irlandese. Monte dei Paschi acquista una quota in Santorini nel 2006, ma le operazioni partono nel 2008 quando Deutsche apre due opzioni (digital option) con la banca senese sull’andamento dei tassi di interesse legati all’euro. Una sarebbe stata positiva per Deutsche Bank, l’altra per Monte dei Paschi. Dai documenti sembrerebbe che la banca tedesca incassi fin da subito circa 60 milioni di euro per un prestito con scadenza a fine 2018. E che la banca senese abbia fornito una garanzia ai tedeschi contro la svalutazione di titoli di Stato italiani, venduti ai tedeschi, per un ammontare di 1,5 miliardi di euro. Nel 2007, l’operazione Santorini ha generato perdite per 87 milioni di euro, nel 2008 per 62 milioni, mentre nel 2009 la liquidazione dell’operazione ne ha portate 224,4 milioni. Repubblica via (Bloomberg)

Ovviamente quelli del Monte dei Pasci di Siena si sono ben guardati dal rendere pubblica l’operazione nei loro bilanci e credo che neanche alla Deutsche questa idea sia mai passata per la testa.

Ovviamente anche il giochino fatto con i CDS sulla pelle del nostro Paese dalla stessa Deutsche Bank fa parte degli effetti collaterali, ma di questo fatevi raccontare la dinamica dalla stessa banca che nega qualsiasi coinvolgimento nei riti vodoo finanziari.

Sto pensando all’oceano di ingenui e anime candide che quotidianamente studia i bilanci della banche per scrivere analisi, rating e opinioni, piegato in due nel frattempo dalle risate.

Non solo ma i nostri prodi hanno pure messo in piedi una scommessa persa sul valore dei titoli di Stato del nostro Paese.

Un ex trader di Morgan Stanley nell’articolo non riesce a comprendere come un pugno di illuminati all’interno della banca possa aver sottoscritto un accordo del genere, ma su questo non abbiamo alcun dubbio è tutto questione di materia cerebrale e picopatia pura.

Tanto per non sbagliarsi si ricordano esempi multipli che vanno dal Comune di Cassino sino al nostro governo italiano che lo scorso anno zitto zitto a saldato  qualche miliarduccio di perdite a Morgan Stanley … MONTI e LA LEGGENDA DEL PIRATA MORGAN STANLEY

Ovviamente Deutsche Bank è una delle tante banche che giocano con i derivati condannata insieme ad altre tre, lo scorso mese dal tribunale di Milano per frode nel concepimento di derivati venduto al comune di Milano, giocare con gli ordigni nucleari finanziari è ormai una moda alla quale non si sottrae più nessuno.

Interpellata da Bloomberg, una portavoce della banca presieduta da Alessandro Profumo non ha comunque commentato l’operazione con Deutsche Bank, nè ha voluto dire se Santorini è una delle operazioni di finanza strutturata che ha portato la banca ad alzare la sua richiesta di aiuto pubblico di mezzo miliardo. Dal canto suo una collega di Deutsche Bank ha sottolineato che “la transazione era soggetta ai nostri rigorosi processi di approvazione interna e ha ricevuto il necessario via libera del cliente che aveva un suo consulente indipendente“. In ogni caso il Monte dei Paschi non ha mai rivelato gli effetti dell’operazione del 2008 nei suoi bilanci annuali e non è noto se il contratto con la banca tedesca faccia parte della documentazione al vaglio della magistratura.

Secondo due professionisti che hanno visionato i documenti, gli azionisti del Montepaschi non sono stati messi nella posizione di venire a conoscenza delle scommesse in derivati della banca dal momento che i resoconti finanziari periodici non hanno fornito sufficienti informazioni.  Nei suoi bilanci, rileva sempre Bloomberg, Mps ha riportato che il contratto, che ha una durata di dieci anni (fino al 2018), ha comportato delle perdite virtuali per 87 milioni di euro nel 2007, nel 2008 per 62 milioni, mentre nel 2009 la liquidazione dell’operazione ne ha portate 224,4 milioni. ”Questa transazione mostra la complessità dei bilanci delle banche – ha commentato Mark Williams della Boston University che in passato è stato funzionario della Federal Reserveper le banche – ti fa chiedere quali altri scheletri ci siano nell’armadio”.

“In riferimento alle recentinotizie di stampa e facendo seguito a quanto già comunicato in occasione della richiesta di incremento per 500 milioni di euro dei nuovi strumenti finanziari (i cosiddetti ‘Monti Bond’), Banca Monte dei Paschi di Siena comunica che sono in corso approfondite analisi che riguardano alcune operazioni strutturate poste in essere in esercizi precedenti e ad oggi presenti nel portafoglio della banca”, ha puntualizzato in serata l’istituto.

“Tali analisi, non ancora completate, sono attinenti – aggiunge la nota – ai profili legali, finanziari, contabili e gestionali delle operazioni. In particolare, la banca intende valutarne accuratamente ogni possibile impatto, attuale e prospettico, in modo tale che, nel più breve tempo possibile e, comunque, entro la data di pubblicazione del progetto di bilancio 2012, si possa intraprendere ogni azione necessaria o conveniente, anche con riferimento, se del caso, alla rappresentazione contabile delle operazioni stesse. Naturalmente, la banca assicura che ogni eventuale azione sarà svolta nella massima trasparenza verso il mercato e le autorità di vigilanza”. Monte dei Paschi di Siena, un derivato segreto per migliorare IlfattoQuotidiano

Sia ben chiaro nulla di trascendentale, mentre Voi con i Vostri risparmi salvate questi cadaveri finanziari, loro giocano con armi di distruzione di massa, accumulandone in quantità industriali come potete osservare nelle maggiori banche mondiali aumentano i livelli di radioattività in circolazione.

Qualcuno mi ha chiesto se è possibile lo scoppio di una terza guerra mondiale, rilassatevi ci siamo già dentro sino al collo, tra armi di distruzione di massa e ordigni non convenzionali, un manipolo di psicopatici quotidianamente gioca alla guerra,, attendendo il buon sammaritano di turno….soprattutto Voi contribuenti ignari dei rischi che state correndo!

Intanto incominciate con il dare qualche miliarduccio di debito pubblico in più, 3, 9 per la precisione Aiuti al Monte dei Paschi, Ue: “Salvataggio necessario per stabilità .. . si per la stabilità di tua nonna, dicevo qualche miliarduccio  per salvare l’armata brancaleone del monte di pietà e poi se vi dovesse servire qualche miliardo per la Famiglia, la scuola, l’istruzione o la sanità,arrangiatevi e soprattutto non fatele mica girare certe notizie, non si deve fare rumore!

Nel fine settimana  si è messo in viaggio …Machiavelli 2013 …un anno DOUBLE FACE! un post da non perdere dedicato ESCLUSIVAMENTE ai sostenitori di Icebergfinanza e a chi lo vorrà diventare.

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11 commenti Commenta
kry
Scritto il 18 gennaio 2013 at 09:32

Dove ci sono rischi di danni ci troviamo sempre i nipotini di zio adolf. Fino a quando dovremo assistere a queste nefandezze. Cosa si aspetta a regolamentare il mercato. La valutazione di borsa di MPS è inferiore a quanto ormai versato ( credo) dal tesoro. Per cui avrebbe dovuto già essere privatizzato. Dovesse succedere la percentuale di oro di spettanza depositata in bankitalia ( come ricordavi nel post in precedenza con un groviglio di conflitti d’interesse) come verrebbe gestito e i 25 miliardi € di titoli di stato in bilancio possono ridurre il deficit statale? Grazie ciao.

carpif74
Scritto il 18 gennaio 2013 at 09:52

Andrea quando scrivi preferisco non leggere più! :D:D:D
E’ solo uno schifo da tutte le parti.. Speriamo che cambi qualcosa…
Ciao

gracav
Scritto il 18 gennaio 2013 at 12:33

Aggiunge dettagli su rapporto)
ROMA, 15 gennaio (Reuters) – L’ attesa missione del Fondo monetario internazionale per valutare lo stato di salute delle banche italiane inizierà lunedì a Milano con una serie di incontri con i principali istituti di credito e metterà a fuoco la situazione delle sofferenze.
Una fonte delle istituzioni coinvolte spiega che si tratta di una visita programmata da tempo che mira alla stesura, più avanti nell’ anno, di un rapporto sulla stabilità finanziaria del Paese (Financial Sector Assessment Program) ormai obbligatorio per 25 Paesi le cui banche hanno rilevanza sistemica.
Il rapporto Fsap si sviluppa in due fasi: la prima in gennaio che si concentrerà sulla efficacia della supervisione sul settore finanziario e il rispetto con gli standard internazionali; la seconda, in programma per marzo 2013, completerà il lavoro della missione di gennaio e riguarderà anche i rischi e la consistenza del settore finanziario, le misure per gestire i rischi di fallimenti bancari e gli accordi per la gestione delle crisi.
La visita di due settimane si concluderà a Roma nella sede della Banca d’ Italia e avrà un’ appendice dopo le elezioni politiche di fine febbraio prima della stesura del rapporto.
L’ ultimo Fsap sull’ Italia risale al 2006.
La missione si svolge nel secondo anno di recessione per l’ economia italiana e in un momento in cui il deterioramento della qualità del credito è diventato un elemento critico per gli investitori.
Il presidente dell’ Associazione bancaria italiana Giuseppe Mussari ha detto in novembre che se le valutazioni del Fondo fossero negative anche il costo del debito pubblico italiano ne risentirebbe.
Le ultime istantanee scattate dagli esperti di Washington sulla qualità dei crediti nazionali sono state considerate fuorvianti dall’ Abi.
Per mettersi al riparo da una lettura incompleta dei dati di bilancio delle banche nazionali e da una cattiva comprensione delle regole di vigilanza imposte dalla Banca d’ Italia, l’ Abi ha espresso l’ intenzione di commissionare uno studio comparato a un soggetto indipendente.
Il timore dell’ Abi è che il Fondo possa chiedere una nuova iniezione di capitali alle banche italiane dopo che l’ Autorità bancaria europea (Eba) ha imposto loro di raccogliere 15 miliardi di euro per rafforzare il capitale e far fronte al deprezzamento dei titoli di Stato in portafoglio.
(Giselda Vagnoni)

chi controlla il controllore???

dfumagalli
Scritto il 18 gennaio 2013 at 14:19

kry@finanza:
La valutazione di borsa di MPS è inferiore a quanto ormai versato ( credo) dal tesoro. Per cui avrebbe dovuto già essere privatizzato.

Dovrebbe, ma questo comporterebbe che un certo famoso partito perderebbe il suo dominio su tale banca. MAI!

lacassandra
Scritto il 18 gennaio 2013 at 14:42

Per la verità MPS ha acquistato Antonveneta da Santander per 10,3 miliardi, invece la banca ne valeva 2,3. Quasi 5 volte meno di quanto sborsato. L’articolista è ingannato dal fatto che Santander ha acquisito Antonveneta per 5 miliardi, ma il prezzo comprendeva Interbanca, il gioiello del Gruppo, che Santander ha pensato bene di tenersi e non trasferire a MPS. La brillante operazione fu celermente approvata da Bankitalia. Il governatore era Mario Draghi, che apprezzò l’acquisto perché evidentemente gli ricordava, al contrario, le svendite di patrimonio pubblico di cui si rese protagonista negli anni ’90, quando aziende e beni pubblici del valore di un milione di miliardi di lire furono ceduti per circa 250.000 miliardi. E’ in corso da tempo un’indagine per ipotizzate tangenti relative all’acquisto di Antonveneta (si parla di un importo superiore al miliardo di euro). In un paese “normale” MPS sarebbe stata nazionalizzata (tra Tremonti bond e ultimo aiuto statale siamo arrivati a 6 miliardi) e gli amministratori associati al locale carcere.

ciaula
Scritto il 18 gennaio 2013 at 18:41

La Deutsche Bank è ormai presente in ogni scandalo e scandaletto bancario mondiale. Forse è il segno di una intoccabilità che si sta sgretolando sotto i colpi della crisi…http://lemieconsiderazioniinutili.blogspot.it/2013/01/i-guai-di-deutsche-bank.html

kry
Scritto il 18 gennaio 2013 at 21:15

E’ fuori tema, ma ci sono temi che che vengono discussi molte volte. DEDICATO A CHI RIFLETTE IN SILENZIO.———–
E intanto il mondo produce il triplo rispetto alla domanda. Ma bisogna ancora lavorare produrre indebitare… non distribuire e godere delle immense ricchezze senza dilaniare il pianeta. Tra disboscamenti di proporzioni inaudite, sfruttamenti intensivi del territorio, avvelenamenti derivanti da putrescenti industrie zootecniche, il 70% della produzione mondiale di cereali serve ad ingrassare le carni medicalizzate di ovini e bovini che a loro volta marciranno tra le carni medicalizzate e intossicate di tanti bipedi onnivori. La metà di quella percentuale basterebbe a scongiurare la fame nel mondo.

Si lavora per sottostare al peggiore regime schiavistico monetario mai concepito, in favore (volendo risalire ai vertici) di pochi banchieri settari.

Miliardi di persone lavorano per accentrare ogni potere nelle mani di costoro mantenendo le famiglie degli stessi nel lusso più sfrenato e perpetuando ogni loro privilegio e potere di generazione in generazione. ——- e molto altro lo trovate qui http://dadietroilsipario.blogspot.it/2013/01/il-dogma-del-lavoro-e-il-signoraggio.html#more buona lettura.

kry
Scritto il 18 gennaio 2013 at 21:21

MI scuso Andrea, ma più vado avanti a leggere più mi vien voglia di condividere——————-In più è giusto che il reddito proveniente dalla schiavitù sia ragguardevolmente tassato. E non per quei pochi penosi servizi che lo stato concede in contropartita; ma per pagare gli interessi sul debito eterno, inestinguibile, costituito da carta straccia.

In sostanza si tratta di drenare risorse al cittadino durante tutto l’arco della sua squallida vita lavorativa per restituire denaro ai banchieri centrali sovranazionali, consentendo così la perpetuazione di una truffa mondiale basata sul debito. Il tutto sotto la tacita connivenza dei governi e dei loro rappresentanti, semplici camerieri e burattini del sistema, veri e propri esattori in nome e per conto dei grassi paperoni internazionali.—

vito_t
Scritto il 19 gennaio 2013 at 11:48

Scusa Andrea, l’articolo lo avevo già letto sul corriere, e non avevo capito allora ma nemmeno adesso , un aspetto, … se il MPS ha venduto protezione sui tds italiani, ha perciò venduto CDS immagino che oggi sono rientrati certamente almeno a livello di prezzi … e perchè questo non costituisce un recupero o una compensazione delle perdite di altre porcherie ? il Cds è stato venduto nonostante il calo a prezzi ancora più bassi rispetto agli attuali ? Ma si tratta di operazioni chiuse almeno in parte o ancora tutte in essere ? Ciao e grazie

icebergfinanza
Scritto il 19 gennaio 2013 at 12:06

vito_t@finanzaonline,

Nell’opacità dei bilanci di MPS ma delle banche in genere non è possibile comprendere la struttura e la scadenza di queste “scommesse”

dorf001
Scritto il 20 gennaio 2013 at 00:38

visto che si parla di maggiori banche mondiali. allora vediamo che fanno sti delinquenti.
Tanto per cominciare, bisogna aver chiara la sproporzione apocalittica fra l’ammontare di ricchezza reale, prodotta con l’agricoltura, l’industria, i servizi, cioè mediante il lavoro, e il quantitativo generato dalle transazioni finanziarie. Prendendo come misura di riferimento il valore (fallace ma comunemente accettato) del Prodotto Interno Lordo, quello del mondo intero nel 2010 è stato di 74 mila miliardi di dollari, mentre il Pil della finanza è stato di 611 mila miliardi: otto volte superiore.

Un’abnorme massa di denaro che gira vorticosamente da un angolo all’altro del pianeta, virtuale perché creata a prescindere dall’economia produttiva. Manovrata da potenze finanziarie di gran lunga più forti di qualunque Stato che hanno un nome e cognome.

Secondo il Dipartimento del Tesoro americano, sono cinque Sim (Società di Intermediazione Mobiliare e divisioni bancarie), cioè J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc Usa, e cinque istituti di credito, ovvero Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Linch, Bnp-Parisbas. Nel 2011 queste dieci banche hanno conquistato il 90% del totale dei titoli derivati, che ancor oggi costituiscono la fetta più grossa dell’intero mercato della finanza globale. Per venire all’Italia, il debito pubblico è posseduto all’87% da banche più assicurazioni, formando insieme il gruppo dei cosiddetti investitori istituzionali, più noti come speculatori. Per l’esattezza, ad essere in mano estera è il 60% dei titoli italiani. Scrive l’economista Fumagalli: «i mercati finanziari non sono qualcosa di etereo e neutrale, ma sono espressione di una precisa gerarchia: lungi dall’essere concorrenziali… essi si confermano come fortemente concentrati e oligopolistici: una piramide, che vede, al vertice, pochi operatori finanziari in grado di controllare oltre il 70% dei flussi finanziari globali e, alla base, una miriade di piccoli risparmiatori che svolgono una funzione meramente passiva».

Lassù, nell’empireo della razza eletta, un club di professionisti della speculazione gestisce il mondo con l’unico fine di moltiplicare i propri profitti, e qua giù il risparmio, i soldi delle famiglie, li segue come un gregge di buoi.

In quali modi specifici, nessuno saprebbe dirlo. «Chi sta dietro la maggioranza degli hedge fund e dei private equity? Che bilanci hanno? Zero notizie. E i fondi sovrani? Muovono migliaia di miliardi, ma solo quello norvegese dice come. I derivati, un multiplo del Pil mondiale, restano un mistero gaudioso, officiato da banche ombra controllate dall’oligopolio bancario americano più Deutsche Bank» (Massimo Mucchetti, Corriere della Sera, “Il sistema Tyson e le democrazie”, 11 settembre 2011). Federico Rampini, in un articolo rimasto famoso (“Wall Street, le cene del ‘club dei derivati’. Così i banchieri decidono la speculazione”, La Repubblica, 13 dicembre 2010), ne parla come di «una vera e propria “cupola” di grandi banchieri»: questa volta sono nove rappresentanti di altrettante banche, l’élite della prima Borsa del mondo, che controllano in modo esclusivo il commercio dei titoli “tossici”, i derivati, in gergo CDS (Credit Default Swaps). Sono in buona parte gli stessi che abbiamo già elencato: Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank, Barclays, Ubs, Credit Suisse. Secondo il New York Times, ogni terzo mercoledì del mese questi signori si incontrano a Manhattan per concordare le mosse e dirigere dall’alto, e in segreto, il mercato dei junk bonds, la spazzatura finanziaria. La fonte è, anche qui, ufficiale: un’inchiesta della Commodity Futures Trading Commission, organo di vigilanza federale degli Stati Uniti.

gli svizzeri hanno fatto una ricerca x capire chi sono sti criminali. In breve, il risultato finale vede 147 soggetti controllare il 40% della ricchezza industriale del pianeta. Meno dell’1% è a capo dell’intero intreccio. È composto per la maggior parte, guarda caso, da banche e fondi d’investimento. Gli stessi di sempre: Barclays, JP Morgan Chase, Ubs, Merryl Lynch, Deutsche Bank, Credit Suisse, Goldman Sachs, Bank of America, Unicredit, Bnp Paribas.

L’anonima sequestri finanziaria, come si vede, non è per niente anonima.

qui il tutto. http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11362

by DORF

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