MONTI MERKEL E MELLON UN UNICO DENOMINATORE COMUNE!

Scritto il alle 10:06 da icebergfinanza

Date un’occhiata alla foto qui sopra, vagamente vi ricorda qualcuno il signore con gli occhiali vicino a Andrew Mellon…

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Probabilmente molti di Voi non conoscono Andrew W.Mellon e quello che accadde durante la Grande Depressione del 1929. Mellon segretario al tesoro americano dal 1921 al 1932, banchiere e importante industriale era una delle persone più ricche d’America, terzo contribuente dopo John D. Rockefeller e Henry Ford passò alla storia per avere pronunciato e consigliato all’allora presidente Herbert Hoover  le seguenti parole…

“Liquidare il lavoro, liquidare le azioni, liquidare gli agricoltori, liquidare l’immobiliare…elinimare il marcio dall’economia…”

Provate a chiudere gli occhi e immaginare quello che sta accadendo in Italia…

“Liquidare il lavoro… missione compiutta…liquidare le azioni missione stracompiuta… liquidare gli agricoltori…missione in corso, liquidare l’immobiliare…missione già a buon punto, eliminare il marcio dall’economia…obiettivo fallito… eliminare il marcio dalla politica…obiettivo strafallito”

Per fortuna a Roosevelt non passò nemmeno per l’anticamera del cervello di seguire queste indicazioni e come la storia insegna facendo lievitare deficit e debiti pubblici invece di togliere l’ossigeno all’economia come stanno facendo oggi i dilettanti allo sbaraglio che amministrano le istituzioni europee.

Poi possiamo argomentare sino alla nausea su dove ci condurrà la politica demenziale delle banche centrali, ma questo è un altro argomento.

Il resto della storia lo potete leggere qui DOPO ROOSEVELT … OBAMA FOUR MORE YEARS!

Etvoilà arriva il Mellon italiano…

 “Sarei felice di apprendere da qualcuno come sarebbe stato possibile salvare l’Italia da un destino greco e intanto farla crescere a ritmo veloce. Questa era una ricetta da trovare qualche anno prima, quando non c’era da curarsi da una grande difficolta’ finanziaria”. firmato Mario Monti…

Nulla da dire all’inizio! C’era da arginare le smanie represse di un branco di psicopatici innescati da Deutsche Bank nel luglio del 2011 che improvvisamente si è disfatta di 8 miliardi di titoli italiani girando il mondo per vendere polizze contro il rischio o meglio scommesse di un default italiano.

Se poi le case di cura private sono stracolme e ogni tanto concedono qualche ora di libertà a  nani di varie dimensioni per urlare fesserie come l’inutilità dello spread o sulla mancanza di colpe del governo precedente fa parte del gioco.

Ma finiamola di ascoltare le mezogne di coloro che imputano a Monti il ridimensionamento dello spread in questi mesi perchè senza l’intervento dell’altro Mario Draghi, oggi Monti sarebbe a pelar patate nella nostra stiva!

Ma certo che non ci sono poteri occulti nei mercati caro professore ma qua e la qualche spintarella alla cresta qualcuno ogni tanto la da!

Ma poi nulla, di nulla, sempre e solo manovre restrittive, soprattutto inique, senza scalfire nulla della crosta politica italiana, foraggiando bancari falliti, amici degli amici,  rasoiate su rasoiate tassando e liquidando e omaggiando il demenziale calvinismo tedesco di nonna Merkel.

Per chi non lo sapesse, ricordo che tra i cinque punti fondamentali del Calvinismo c’è la “depravazione totale” della creatura umana contaminata dal peccato e la sua possibile “redenzione limitata” .

Liquidare, liquidare… eliminare il marcio dall’economia, fa rima con liquidare, liquidare, eliminare la depravazione totale della creatura umana contaminata dal peccato, la depravazione totale dei paesi dell’ Europa meridionale…sic!

Austerità è oggi la parola che sintetizza tutto ciò e la storia farà giustizia di tutta la demenza senile che caratterizza le scelte politiche ed economiche dei nostri rappresentanti europei, capaci solo di seguire moltiplicatori fiscali suggeriti da quattro cervelli ammuffiti.

Ah dimenticavo guarda che scrive il WSJ in prima pagina…“Italian Election Isn’t a Good Reason for Investors to Panic” ….

Investors may want to take some profit on Italian bonds, which have returned 19.5% year-to-date, but there is no reason for a mass exodus from Italian debt, as occurred in 2011. The campaign, likely to focus heavily on taxes and spending, will produce more volatility, but the polls will be the thing to watch from here. If Italy looks set to continue with reform, then the selloff in Italian bonds will start to look like a buying opportunity.

Il nuovo appuntamento  è per venerdi 14 alle ore 20.30 CAPIRE LA CRISI: RISCHI ED OPPORTUNITA’ RALLO ( VAL DI NON)

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20 commenti Commenta
andrea.mensa
Scritto il 12 dicembre 2012 at 13:05

caro capitano
anche tu a sostenere la vendita da parte di DB degli 8 miliardi di BTP. sei sicuro si trattasse di vendita ?
Seminerio su Phastidio, e mi sembra una persona seria, sostiene :
“….., la banca tedesca non aveva materialmente venduto quei titoli di stato italiani ma aveva comprato protezione tramite credit default swap, per evitare di rompere i prezzi al ribasso, visto che il mercato era diventato fortemente illiquido….. ”
non sono in grado di dare ragione all’uno o all’altro, ma tu hai dati più precisi ?
ringrazio in anticipo
andrea

icebergfinanza
Scritto il 12 dicembre 2012 at 13:37

andrea.mensa@finanza,

Nel caso specifico a seguito dei dati di cui all’interim report reso noto da Deutsche Bank il 26 luglio 2011 e, in particolare, a quelli concernenti la riduzione dell’esposizione netta al rischio sovrano dell’Italia, secondo cui è passata da un valore di 8,01 miliardi, al 31 dicembre 2010, a 997 milioni del 30 giugno 2011, la Consob ha formulato richieste informative finalizzate in particolare ad acquisire i dati di dettaglio relativi all’evoluzione dell’esposizione nei confronti dell’Italia nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 30 giugno 2011, distinguendo tra titoli di Stato e prodotti finanziari derivati collegati.

icebergfinanza
Scritto il 12 dicembre 2012 at 13:42

A proposito se vedete quelli di Goldmana Sachs o Morgan Stanley ringraziateli per aver suggerito di andare corti sui titoli di Stato italiani… ovviamente con la gentile collaborazione dei qualche ingenuo dell’ultima ora…

Scritto il 12 dicembre 2012 at 14:16

icebergfinanza:
A proposito se vedete quelli di Goldmana Sachs o Morgan Stanley ringraziateli per aver suggerito di andare corti sui titoli di Stato italiani… ovviamente con la gentile collaborazione dei qualche ingenuo dell’ultima ora…

:lol: :wink:

dorf001
Scritto il 12 dicembre 2012 at 15:41

E’ PROVATO: LO SPREAD UN IMBROGLIO DEI TEDESCHI

DI CLAUDIO MESSORA
byoblu.com

All’origine dell’impennata dello spread ci fu Deutsche Bank, che nel luglio 2011 vendette una quantità ingente di Btp, Si parla anche di 7 miliardi. Un rilascio sul mercato di queste dimensioni avrebbe fatto innalzare perfino la temperatura delle calotte polari. Ora sappiamo anche perché: il 20 ottobre 2011 Deutsche Bank presenta un lungo lavoro al Governo tedesco e alla Troika (Fmi, Bce e Ue), intitolato “Guadagni, concorrenza e crescita”, nel quale chiede esplicitamente che vengano privatizzati i sistemi welfare e i beni pubblici di Francia, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda.

Prima mettono nel mirino i Paesi da invadere, poi li mettono in crisi, aumentando artificialmente gli interessi sul debito pubblico, poi mandano la cura, presentandola coma la sola possibilità. La terza guerra mondiale è servita, senza spargimento di sangue: un bottino facile facile, ottenuto con la complicità dei servi sciocchi e mediante l’introduzione di un cavallo di Troia.

Il Governo dei nani e delle ballerine non fu certo un esempio nella storia di questa travagliata Repubblica, ma ciò non toglie che Berlusconi dica il vero quando indica nella Germania il braccio armato e l’utilizzatore finale di una crisi creata ad arte per rimpiazzare i vertici istituzionali con altri più compiacenti, chiamati a liquidare il nostro patrimonio. Di fronte a questi dati, chiunque difenda ancora la Germania come esempio di virtù e di buon governo (rileggersi anche Fabrizio Tringali su questo blog) non solo dice il falso, ma è contro gli interessi del suo Paese e deve assumersene la responsabilità.

Nell’era digitale, dove ogni cosa è ormai immateriale tranne la pagnotta a fine mese, le crisi le creano i tiranni dell’economia e della finanza. Le banche, soprattutto quelle centrali, sono una lobby che persegue unicamente il mantenimento dello status quo e congela ogni forma di progresso per il popolo. Parola di un ex banchiere centrale belga: Bernard A. Lietaer. I miliardi degli aiuti girano in tondo, facendo un lungo giro dell’Oca, vengono creati dal nulla e poi ritornano al punto di partenza, ma durante il percorso qualcuno si impoverisce e qualcun altro si arricchisce. E quelli che si arricchiscono non siamo noi.

Bisogna cambiare. Il voto è alle porte. Votate qualcuno che dica basta a questo scempio, che dica basta a questi signori, denunciati perfino all’Aia per crimini contro l’umanità, a partire da Christine Lagarde ad Angela Merkel, da Wolfgang Schäuble a José Barroso passando per Hermann Van Rompuy, nella lunghissima denuncia di una cittadina tedesca, Sarah Luzia Hassel-Reusing, che cita anche Mario Monti come persona informata sui fatti.

Votate qualcuno che abbia un’idea diversa del senso dell’economia, dei suoi obiettivi e delle sue ricadute sui cittadini. Qualcuno che non viva unicamente per spostare capitali finanziari di banca in banca, di fondo in fondo, con l’unico obiettivo di ingrossarli durante il loro movimento, come una slavina che rotola a valle e travolge tutto il paese. Qualcuno che sia ancora un essere umano, possibilmente.

Claudio Messora
Fonte: http://www.byoblu.com
Link: http://www.byoblu.com/post/2012/12/11/Lo-spread-un-imbroglio-dei-tedeschi.aspx

by DORF

andrea.mensa
Scritto il 12 dicembre 2012 at 15:48

icebergfinanza,

grazie per il chiarimento .

andrea.mensa
Scritto il 12 dicembre 2012 at 15:53

icebergfinanza,

a rigrazie ma avevo letto e annotato il paragrafo.

icebergfinanza
Scritto il 12 dicembre 2012 at 15:54

andrea.mensa@finanza,

Aggiungo solo che Seminero è un bravo Ragazzo ma alle volte un pò snob nelle sue conclusioni…Poi se ha qualche conto in sospeso con Brunetta non lo so ma almeno si informi presso la Consob che saprà riferire ogni dettaglio, sempre che siano indagini che possano diventare pubbliche…

gnutim
Scritto il 12 dicembre 2012 at 16:21

brunetta è colpevole come il nano però il coraggio di vuotare il sacco ce l’ha ora:

Gentile presidente Monti,

all’indomani dell’annuncio delle sue dimissioni e in vista della campagna elettorale, penso sia ineludibile dare una spiegazione su cosa sia veramente successo nell’estate 2011 e come e perché l’Italia sia entrata nel «baratro» della speculazione finanziaria.

Finalmente i conti tornano. E dire che bastava leggere con attenzione la semestrale di Deutsche Bank chiusa il 30 giugno 2011, da cui si sarebbero potute trarre preziose informazioni. 1) La vendita, da parte della principale banca tedesca sul mercato secondario, di titoli del debito pubblico greco per 500 milioni di euro e di titoli di Stato italiani per 7 miliardi. Segnale che ha generato panico sui mercati e ha aperto la strada alla crisi. 2) Una «impropria» valutazione del portafoglio derivati. Deutsche Bank non ha considerato le perdite derivanti dalla valutazione al valore di mercato, il famoso mark-to-market, della propria esposizione, di valore nominale pari a 130 miliardi di dollari, in un tipo particolare di titoli derivati, noti agli addetti ai lavori come «Leveraged super senior trades». Titoli che negli anni della crisi subiscono perdite fino a 12 miliardi di dollari. Colpo di scena: la principale banca tedesca non rispetta le regole che proprio la Germania ha imposto a tutta Europa.

E non è un caso che sulla scorretta valutazione dei derivati da parte di Deutsche Bank in Europa tutti tacciono, come abbiamo detto, mentre è in corso un’indagine negli Stati Uniti presso l’autorità che controlla la borsa americana.

Tra febbraio e maggio 2011 in Germania succedono anche altre cose: i rendimenti dei Bund diventano nervosi e in rialzo, arrivando a toccare progressivamente il valore del 3,28% ad aprile 2011, contro, per esempio, il 4,8% sugli omologhi titoli italiani (spread 152 punti). Cosa che non può non impensierire il mondo finanziario privato e pubblico tedesco. I problemi sono nel sistema bancario tedesco, oggettivamente a rischio in ragione degli investimenti in titoli tossici di origine statunitense e in titoli greci. Non dimentichiamo che le banche tedesche reagiscono male agli stress test (li hanno superati tutte senza problemi le banche italiane e francesi, non li hanno superati 5 banche spagnole, 3 greche e una tedesca). L’episodio, sopra riportato, di Deutsche Bank con i «Leveraged super senior trades» ne è la prova. Che qualcuno abbia truccato i conti per superare l’esame europeo? Altro che Grecia!

Ma torniamo al nostro racconto, presidente Monti. Alto rendimento dei Bund, a cui dobbiamo aggiungere il dubbio valore dei titoli tossici e delle perdite sui titoli greci nei portafogli delle banche. Il tutto porta a una forte tensione nel sistema finanziario privato tedesco. A questo punto la rezione è immediata e, con il senno di poi, irresponsabile: le banche tedesche decidono di trasferire la crisi potenziale del loro sistema sui paesi considerati più deboli dell’eurozona.

Come? Vendendo e dando indicazioni generalizzate di vendita dei titoli pubblici di questi Stati, soprattutto Grecia e Italia, sul mercato secondario. L’episodio dell’improvviso alleggerimento di portafoglio effettuato da Deutsche Bank a giugno 2011 si spiega solo così.

Le banche tedesche, quindi, hanno spostato la loro crisi sui debiti sovrani dei paesi «cicala», con enormi vantaggi per Angela Merkel. L’obiettivo finale: passare da una probabile crisi finanziaria a una vittoria sul campo della finanza pubblica e della finanza privata, quasi una vittoria da terza guerra mondiale.

È questa può essere la spiegazione della tempesta perfetta. Ecco svelato il grande imbroglio dello spread. Non c’entrano nulla i fondamentali dei paesi presi di mira, non c’entrano nulla i governi, se non per il fatto che si fanno prendere in contropiede e non riescono a reagire, travolti da una crisi tanto inspiegabile quanto feroce.

A questo punto andiamo ad analizzare i fatti. Vediamo come, con riferimento all’Italia, la corsa a rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato cominci a giugno 2011, proprio in concomitanza delle due opache operazioni di Deutsche Bank. Questo spiega, presidente Monti, anche perché il cancelliere tedesco continui a difendere a spada tratta il suo sistema bancario e rifiuti la vigilanza della Banca Centrale Europea, prevista proprio dal progetto dell’unione bancaria che la Germania continua a osteggiare. Unione bancaria, economica, politica e di bilancio sono fondamentali. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ne ribadisce l’importanza in tutti i suoi discorsi.
Perché la Germania ne blocca l’iter? Il disaccordo è solo e soltanto sulla prima delle unioni da implementare: quella bancaria, che il governo tedesco o non vuole, o vuole costruire a sua immagine e somiglianza. Al riguardo, la posizione di Angela Merkel è molto chiara: vigilanza unica affidata alla Bce certamente, ma solo sulle banche di rilevanza sistemica, assolutamente no sugli istituti regionali o sulle casse di risparmio dove si annida la più alta opacità e la più alta compromissorietà tra credito e potere politico locale. E non da subito, ma dopo le elezioni tedesche. Bell’esempio di rigore e trasparenza e, diciamolo, di irresponsabilità, con tutto quello che sta succedendo.

Non finisce qui. La Germania condiziona alla realizzazione dell’unione bancaria anche l’operatività del Meccanismo Europeo di Stabilità. Esso è in stand by, o meglio, non opera per l’obiettivo per il quale è stato pensato, vale a dire acquistare sul mercato primario titoli di Stato dei paesi sotto attacco speculativo. E rimane l’attesa. I vertici europei si susseguono senza, di fatto, risolvere nulla.

Purtroppo l’impasse rischia di durare fino a settembre 2013, data delle elezioni tedesche. Che fare a questo punto? Bisogna riaprire la partita con la Merkel e al più presto. Senza più subire le solite colpevolizzazioni. Perché la teoria dei compiti a casa si è dimostrata sbagliata e recessiva e perché sono state svelate le conseguenze negative che essa ha portato, in termini di economia reale nei paesi sottoposti a cure rigorose oltre il dovuto, e in termini di blocco di trasmissione della politica monetaria,
Basta guardare oltreoceano. Forte, dinamica, indebitata, ma piena di liquidità, l’economia americana cresce e corre, mentre il Vecchio Continente è ingessato in politiche economiche recessive. Il Pil cresce negli Stati Uniti del 2,7%, rispetto a una decrescita del -0,1% dell’Eurozona; il numero di disoccupati e di richieste di sussidi si riduce settimana dopo settimana oltre le attese (disoccupazione al 7,7%, rispetto all’11,7% dell’Eurozona), il mercato immobiliare traina l’economia. E, nonostante le critiche spesso rivolte al presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, l’inflazione è più bassa che nell’eurozona (2,2% rispetto al nostro 2,5%). La forza degli Stati Uniti deriva da una governance pragmatica, determinata, esigente, interventista; da una politica economica efficiente – orientata alla crescita – e da una politica monetaria espansiva.
Su tutta la crisi sarebbe bene che anche la Bce si assumesse la responsabilità di fare chiarezza. Se si fosse fatta un’analisi seria e approfondita degli accadimenti di metà 2011, probabilmente la storia dell’Europa sarebbe stata diversa. E tacere, occultare o non interrogarsi abbastanza su quello che stava succedendo è stato un crimine che gli Stati, i cittadini, le nostre democrazie stanno pagando caro, in termini di distruzione dell’idea di Europa e delle relative derive populiste, che tanto la disgustano, presidente Monti.
Con la stima di sempre, suo Renato Brunetta

a parte la bufala sul gigante di cristallo degli USA il resto è sensato

PS: Andrea spiegagli bene anche la storia dei food stamp e dei dati falsi americani così impara per la prox volta che farà il ministro

icebergfinanza
Scritto il 12 dicembre 2012 at 17:17

gnutim@finanza,

Probabilmente lo scorso anno Brunetta era in tutt’altre faccende affaccendato, in qualche ristorante pieno o imbottigliato in autostrada o chissà su un volo strapieno di italiani in direzione delle Maldive…

stanziale
Scritto il 12 dicembre 2012 at 19:36

@gnutim. …a proposito della deutsche bank…R E T A T A della polizia, 500 agenti dispiegati, oltre alla manomissione dei tassi libor, e vendita titoli tossici, anche, UDITE UDITE(esterofili) E V A SI O N E F I S C A L E . 25 dirigenti indagati, 5 in galera(il sole 24 ore).

luigiza
Scritto il 13 dicembre 2012 at 08:30

icebergfinanza,

Seminero è un bravo Ragazzo ma alle volte un pò snob nelle sue conclusioni…

Solo nelle conclusioni e solo a volte?
Meno male che me l’hai sottolineato. Io non l’avevo notato. :mrgreen:

Però parla bene, parlantina sciolta competenza indiscussa.
E devo dirgli pure bravo perchè è sceso dal pero. Con un certo ritardo, però é sceso.
Al contrario di altri. ma non facciamo polemiche. :mrgreen:

icebergfinanza
Scritto il 13 dicembre 2012 at 09:24

luigiza@finanza,

Aspetta e vedrai quando avrò finito di confezionare una sorpresa per le sue …illuminazioni! :lol::lol::lol:

tommy271
Scritto il 13 dicembre 2012 at 09:53

La lezione del new-deal è di stretta attualità, ma non dobbiamo dimenticarci il fatto che all’epoca l’indebitamento statale era basso.
Cioè c’erano margini per sovraccaricare lo Stato.
Già nel ’38 c’era qualche problema, risolto poi negli anni successivi …
Nel dopoguerra il Piano Marshall, la cancellazione dei debiti ai paesi vinti (ed europei in generale) diede uno straordinario volano all’economia.

luigiza
Scritto il 13 dicembre 2012 at 10:25

icebergfinanza,

Beh uno che quando parla di se stesso ai suoi lettori si presenta come il vs. principale, snob lo é di certo e come minimo illumina. :idea:

Seminerio non te la prendere, si fa per scherzà! :mrgreen:
La ‘cura letale’ applicata dal bocconiano l’hai definita tu così. E pure correttamente.

tommy271
Scritto il 13 dicembre 2012 at 10:32

icebergfinanza,

Appunto hai visto che il debito è salito … gas all’economia reale … poi il debito scende …
Quel picchettino all’insù del 1938 è sintomatico (sarebbe da studiare bene) … poi si scende … la guerra era alle porte.

icebergfinanza
Scritto il 13 dicembre 2012 at 10:43

tommy271@finanza,

Faccio solo presente che il NEW DEAL fu implementato fra il 1933 e il 1937 e il picco si raggiunse nel 1933 circa… poi qualche oca giuliva incominciò a vantarsi del recupero dell’economia e ne chiese la fine per paura di inflazione e menate varie…

Oggi non c’è traccia di ripresa, nessun New Deal in Europa e le oche giulive alemanne chiedono purghe austere….sic!

tommy271
Scritto il 13 dicembre 2012 at 11:29

icebergfinanza,

Non metto in dubbio le teorie keynesiane, anzi … potrebbero dare risposte proprio in questo ciclo.
Quello che reputo però interessante analizzare è quel leggero picco di rialzo che si vede nel grafico dopo la grande discesa.

I tedeschi hanno le loro ragioni e la Merkel si avvantaggia delle politiche introdotte dalla SPD.

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