DEUTSCHE BANK…UN CIGNO NERO LASSU’ SOPRA IL CIELO DI BERLINO!

Scritto il alle 14:30 da icebergfinanza

Sino ad oggi il nostro modello indicatore preferito non ha mai sbagliato un colpo, una dopo l’altra le grandi banche americane da Fannie Mae a Freddie Mac, da Lehman a Merrill Lynch a AIG, da Washington Mutual a Wachovia e sino a Dexia hanno fatto il botto.

Ora in classifica c’è anche una banca italiana anche se lontana dalle grandi firme internazionali, ma ormai è sulla bocca di tutti!

Come ho più volte scritto Lehman Brothers potrebbe essere ricordata come una semplice passeggiata al parco con la famiglia al confronto della leva finanziaria, dell’esposizione di alcune banche europee ed in particolare rispetto a quella di Deutsche Bank…

Ricordate quando un anno fa gli istituti europei certificarono la necessità di tagliare assets per almeno 1,2 triliardi di dollari per riuscire ad affrontare la crisi del debito sovrano, il cosiddetto deleveraging? Bene, non solo non si sono messe a dieta, ma sono ingrassate ulteriormente.

I principali istituti dell’eurozona hanno infatti aumentato i loro assets del 7%, portandoli alla fine di luglio a un totale di 34,3 triliardi di euro, come certificato dalla Bce stessa. Ad aumentare maggiormente gli stati patrimoniali, Bnp Paribas, Santander e Unicredit, le top dell’ingrasso nei dodici mesi terminati alla fine dello scorso mese di giugno. Insomma, le aste, lungi dall’aumentare la capacità di prestito, sono servite solo a fornire denaro per acquistare debito pubblico e per eliminare gli effetti del credit crunch sul breve termine, eliminando la dipendenza delle banche dal finanziamento sull’open market. Tra non molto, quindi, servirà una nuova iniezione di capitale, per fare roll over sulle prime due o anche soltanto per mantenere operativi i bilanci delle banche. Royal Bank of Scotland lo scorso anno stimò in 5 triliardi di euro il numero di assets bancari da eliminare nei cinque anni seguenti, mentre lo stesso Fmi in un report dello scorso aprile parlava di 3,8 triliardi. Niente di tutto questo. I prestiti totali nell’area euro sono saliti a 18,6 triliardi di euro al 31 luglio contro i 18,5 triliardi della fine del 2011, mascherando l’impatto reale della crisi in Paesi come la Spagna. Insomma, impieghi in aumento a fronte di assets in aumento: ma cosa ci fanno le banche con i soldi? Acquistano bond, qualcosa che solo reinvestendo nell’obbligazionario i soldi delle aste Ltro può garantire un profitto del 10% del totale, una manna per chi deve in ogni modo far fronte a nuovi e più stringenti requisiti di capitale.(…)

Ora, però, la festa potrebbe essere alla fine. Al netto di una improbabile terza asta Ltro, le banche devono aumentare il livello della vendita di assets per andare incontro alle nuove scadenze della regolamentazione di Basilea, qualcosa come 400 miliardi di euro solo per il Core Tier1. Insomma, Draghi ha forse evitato qualche fallimento a breve termine, ma ha rallentato e ritardato passi necessari per gli istituti: le banche sono, di fatto, l’anello debole dell’economia e devono essere obbligate a vendere assets, visto che se si garantisce loro di poter utilizzare gli scadenziari graditi, il ritardo e il rimando divengono legge.

Siamo al rischio di “giapponificazione” del sistema bancario, ovvero un periodo eccessivamente prolungato richiesto per ripulire gli stati patrimoniali. Siamo passati dal rischio di una deleveraging accelerata, al contrario: non è detto che questo sia meglio, nonostante così paia. Ma c’è un altro rischio che sta colpendo le banche europee, soprattutto quelle dei Paesi cosiddetti periferici: le fughe di capitale, vera e propria minaccia al sistema finanziario integrato europeo. Ilsussidiario

In sintesi si torna sempre li al Giappone, consiglio a tutti gli interessati di rileggersi o studiarsi la dinamica della crisi giapponese, è un’autentica stella polare!

I lettori sostenitori di Icebergfinanza sanno perchè parlo spesso di Deutsche Bank, hanno avuto l’occasione di conoscere un indicatore micidiale, un indicatore che durante i giorni del collasso di Lehman Brothers non ha sbagliato un colpo.

Ma andiamo avanti e vediamo cosa sta accadendo al colesterolo finanziario di Deutsche Bank andando ad ascoltare uno dei massimi esperti di sistema bancario ovvero Simon Johnson, su Bloomberg…

In sintesi Deutsce Bank ha in bilancio attivi presunti pari ad oltre l’80% del PIL della Germania intera, non un PIL qualunque ma il maggiore d’Europa, assolutamente troppo grande per fallire, sia in termini di coinvolgimento diretto dell’intera economia tedesca che per il potenziale effetto a catena sulla fiducia dell’intera industria tedesca.

Qual’è il patrimonio netto di Deutsche Bank si chiede Simon. Il capitale proprio per una banca è fondamentale è quello che aiuta ad assorbire le perdite, se le perdite superano il valore del patrimonio netto la banca è chiaramente insolvente e il salvataggio a carico dei contribuenti.

Vi ricorda niente la dimensione del bilancio di Dexia, rispetto al suo patrimonio, quello che vi abbiamo anticipato alcuni anni fa!

Nell’articolo si spiega i giochi di prestigio che stanno dietro alle attività di rischio ponderate, basta applicare ponderazioni di rischio inferiori ad un dato portafoglio e il coefficiente patrimoniale, il mitico e leggendario core tier 1 sarà maggiore.

Per valutare il grado di rischio di una banca oggi prosegue Simon è meglio dare un’occhiata al suo grado di leva finanziaria e la dimensione totale del bilancio rispetto al patrimonio e noi sappiamo ben quello che Deutsche Bank esprime in questo caso, vero Ragazzi! Lo rivela la Sueddeutsche Zeitung, licenziamenti non solo all’estero. Secondo le indiscrezioni i primi bersagli saranno la filiale Postbank di Bonn e la DB di Francoforte. La crisi si fa sentire anche in Germania.

Roma – Secondo le informazioni raccolte in esclusiva dalla Sueddeutsche Zeitung la Deutsche Bank si preapara a tagliare migliaia di posti di lavoro in Germania.
Il copresidente Juergen Fitschen lo aveva fatto capire chiaramente, già una settimana fa, quando aveva ammesso: “Saranno necessari sacrifici per andare avanti”, sedendosi al fianco del suo collega Anshu Jain sul podio della Hermann-Josef-Abs-Saal di Francoforte per delineare la futura strategia della banca: 4,5 miliardi di risparmi.
Se finora si pensava che Jain e Fitschen volessero utilizzare “la matita rossa” solo per tagliare all’estero, adesso due documenti, sui quali la SZ ha potuto mettere gli occhi, dicono che i sacrifici saranno anche in patria. I primi bersagli saranno la filiale Postbank di Bonn e la DB di Francoforte dove verranno tagliati 543 posti di lavoro. Poi seguiranno altre “ristrutturazioni”, per un totale approssimativo tra i 4000 e i 6000 posti. WSI

2900 miliardi di dollari di attivi in portafoglio e il diretto coinvolgimento nell’orgia subprime europea, Spagna, Irlanda e Grecia tanto per fare qualche nome, dovrebbero accendere mille sirene d’allarme nella Vostra immaginazione. E badate bene che non è solo un problema che riguarda Deutsche Bank ma molte della famigerate Landesbanken tedesche.

Come abbiamo visto più volte Deutsche Bank è la stessa banca che ha scatenato la speculazione sul nostro Paese, non dimenticatelo quando depositate i Vostri soldi nei caveau tedeschi.

Ma attenzione perchè si parlo troppo poco delle banche francesi, troppo poco!

Non dimenticatevi mai il nostro indicatore, non ci saranno salvataggi governativi che tengano se non funzionerà l’ultima mossa disperata delle banche centrali, vi sono attivi che non hanno più alcuna corrispondenza e valore con la realtà!

Capito ora perchè la Germania non vuole che la BCE dia un’occhiata sotto la gonna di Angelina, perchè non possa vigilare su tutte le banche soprattutto quelle legate al potere politico locale, IL TRUCCO DI BERLINO

Avremo bisogno di molta fortuna!

Questi non sono solo iceberg ma immense mine innescate che vagano libere nell’oceano finanziario in grado di disintegrare l’intera economia mondiale. L’unica speranza è che solo il tempo sia in grado di disinnescarle, ma lo faranno a scapito delle nazioni e del futuro delle giovani generazioni se non verrà fermata la più imponente socializzazione delle perdite della storia.

Un messaggio deve essere chiaro le banche possono e devono fallire e chi si è assunto il rischio ha la responsabilità di pagare sino all’ultimo centesimo

Azionisti in primis ed obbligazionisti hanno assunto il rischio della banca, sottoscrivendone il capitale e il debito in maniera più o meno consapevole. Solo depositi e risparmiatori vanno preservati e la storia insegna che è possibile, anche se forse ora è troppo tardi!

Loro giocano con la Vostra ignoranza, loro vi diranno che non è possibile!

Buona Consapevolezza a tutti!

Vi aspetto tutti a Castenuovo Scrivia OLTRE LA CRISI… UN’ALTERNATIVA POSSIBILE! …mi raccomando non mancate!

 

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13 commenti Commenta
lacassandra
Scritto il 9 ottobre 2012 at 16:19

http://www.ilgiornale.it/news/economia/fiat-giallo-sulla-liquidit-analisti-chiedono-i-numeri-844906.html

Off topic, ma non troppo…. Ricordate la liquidità della Parmalat di Tanzi? Il mitico fondo Epicurum….

Cerchiamo di non esagerare distinguiamo i ladri di polli da capitalisti all’amatriciana Andrea

luigiza
Scritto il 9 ottobre 2012 at 16:35

Andrea questo é un altro dei toui post migliori.

E sulla situazione delle banche della Germania lo devo confessare pubblicamente: avevi ragione tu.
All’inizio non l’ho voluto credere ma ora devo riconoscere che avevi ragione tu.

Grazie Luigi Andrea

giobbe8871
Scritto il 9 ottobre 2012 at 19:51

caro ANDREA MAZZALAI, i crucchi di DB si salveranno a nostre spese. Come ? Fottendo unicredit, generali e chissà quante altre aziende. ACTUNG, riflettete sulle mosse di Her Beppino von Vita ….spin off, scissioni in dirittura d’arrivo? :mrgreen: :twisted:

giobbe8871
Scritto il 9 ottobre 2012 at 19:56

la DDR l’abbiamo pagata noi terroni del sud europa :twisted::twisted::evil:

icebergfinanza
Scritto il 9 ottobre 2012 at 20:49

giobbe8871@finanza,

Io non ne sarei così sicuro questa volta…

stanziale
Scritto il 9 ottobre 2012 at 20:55

Ecco, appunto. Siccome pero’ ora sono un po’ nelle spese , non facciamo come le altre volte del salvataggio delle banche tedesche impelagate in Grecia e Spagna. Ditemelo prima quanto viene la mia quota per il salvataggio della Deutsche bank e delle Landesbanken . Cosi’ ho il tempo di organizzarmi e di fargli trovare l’assegno pronto, voglio diventare un europeista modello.

sd
Scritto il 9 ottobre 2012 at 21:19

Beh Capitano Andrea, cosa ci sarebbe di tanto strano se la DB dovesse licenziare 1.000-10.000-100.000-1.000.000 di dipendenti, per caso pensavano di vivere da signori speculando sul lavoro degli altri all’infinito…………problema loro, che imparino a vivere con poco (ci sono sempre i bidoni delle immondizie in cui frugare), come fanno da anni quelli che vivono di “economia reale”.
Un giorno…..forse….chissà…. toccherà anche a tanti altri onesti, ed a volte non colpevoli (uno che “non produce” lo sà….benissimo) lavoratori di altri settori.

Un saluto

SD

dorf001
Scritto il 10 ottobre 2012 at 00:40

bisogna uscire subito da questo euro del cazzo. da questa europa fallimentare. sentite cosa dice questa donna. qui http://www.youtube.com/watch?v=Cu4gKyt9p6w

by DORF

luigiza
Scritto il 10 ottobre 2012 at 04:14

giobbe8871@finanza,

E’ falso!
O comunque sei noi terrini d’Europa abbiamo finanziato la loro riunificazione, gli ariani del nord europa hanno finanziato ed alla grande gli sprechi di noi terroni del Sud

icebergfinanza
Scritto il 10 ottobre 2012 at 06:07

luigiza@finanza,

Questo e’ vero ci vuole equilibrio…

stanziale
Scritto il 10 ottobre 2012 at 09:51

@Luigiza. Sta di fatto che da un anno abbondante, noi paghiamo alla Germania l’obolo del 4% circa sul ns debito pubblico mentre Giappone, Gran Bretagna Usa ecc. si finanziano al 0,1%-0,2% pur avendo una situazione debitoria non certo migliore della nostra. Oltre a tutto il resto che non va della Neuro. Ora il colmo dei colmi e’ che la Bce con i NOSTRI soldi e degli altri piigs, compra i Bund tedeschi facendo aumentare lo spread.

icebergfinanza
Scritto il 10 ottobre 2012 at 10:26

stanziale@finanza,

No la BCE ma la Banca Centrale Svizzera… gli gnomi, se la stanno facendo addosso!

stanziale
Scritto il 10 ottobre 2012 at 11:02

Ah…avevo letto che con i soldi del fondo esm, in attesa di essere utilizzati per la Spagna ecc., la bce aveva comprato Bund…

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