SPAGNA, BRASILE E I SICARI DELL’ECONOMIA

Scritto il alle 09:21 da icebergfinanza

 

Come abbiamo visto in passato i sicari dell’economia sono quotidianamente in azione in Europa ma non solo, avvoltoi e sciacalli che attendono pazientemente il cadavere del welfare, stato sociale europeo…

(ASCA) – Roma, 27 lug – La Spagna deve procedere ”rapidamente” alla realizzazione dell’agenda delle riforme.

E’ quanto indica il Fmi al termine della missione nel paese giudicando positivamente il recente pacchetto di misure di austerita’. Il Fmi tuttavia sollecita la Spagna a definire una chiara e ”credibile” strategia di medio e lungo termine per ridurre il deficit e per garantire la sostenibilita’ del debito pubblico. In questo contesto il Fondo Monetario Internazionale rileva che le autorita’ spagnole devono essere pronte, se necessario, a varare misure aggiuntive sui conti pubblici in particolare sul versante delle entrate, cosi’ come utilizzare tutti gli strumenti per la disciplina fiscale in particolare a livello locale.

Il Fmi inoltre ribadisce l’urgenza per la Spagna di compire ulteriori progressi per accelerare la crescita dellacompetitivita’ e dell’occupazione. Al riguardo il Fmi valuta positivamente le misure sul mercato del lavorovarate recentemente e finalizzate a ridurre la dualita’ del mondo del lavoro e la rigidita’ salariale, aumentando la flessibilita’.

Flessibilità e mercato, eliminando quel fastidioso welfare che non fa dormire il fallimento del neoliberismo all’amatriciana e i suoi sacerdoti.

Le orde liberiste e neoliberiste stanno riuscendo nell’intento di addossare la colpa della crisi esclusivamente agli Stati e al debito pubblico, nascondendo il loro miserabile fallimentio.

Qualcosa che preoccupa Washington. Quanto basta perché giungano critiche sulla gestione della spesa pubblica da parte e del governo della “presidenta” Dilma Rousseff. Quel che colpisce maggiormente, però, è che il dito degli analisti sia stato puntato non per evidenziare le carenze strutturali che caratterizzano ancora alcune aree del Paese, il problema della sicurezza, dell’istruzione, o per mettere in evidenza discutibili interventi di politica economica. La causa della frenata della crescita sarebbe da ricercare principalmente nella spesa per lo stato sociale. Numeri da capogiro quantificabili in un 40% del bilancio federale. Per alcuni davvero troppo. Non certo per Dilma, per nulla intenzionata a mandare in cantina il “modello Lula”, determinata a opporsi a un qualsiasi ritorno in chiave neoliberista della politica economica nazionale.


La locomotiva del Sudamerica continua a crescere, anche se a un ritmo inferiore alle aspettative. E per il Fondo monetario internazionale è troppo spendere il 40% del bilancio per lo Stato sociale. La presidentessa Dilma Roussef, però, tira dritto: «Non faremo come la Spagna che aumenta le tasse, taglia stipendi e tredicesime, e il Paese va sempre peggio». E annuncia nuove abitazioni per i poveri. Leggi il resto: Linkiesta

In Italia invece un’ amatriciana liberale mette insieme un manifesto  per Cambiare la Politica, Fermare il Declino, Tornare a Crescere eliminando lo Stato canaglia.

Condivido alcune cose ma non condivido gli estremismi la verità sta sempre nel mezzo e non dove soprattutto si fa fatica a riconoscere il fallimento di un determinato modello che ha caratterizzato gli ultimi trent’anni di vita economica mondiale.

Nessun complotto sia ben chiaro sono una feroce ideologia che tenta di prevalere sull’altra. Se la classe media non prenderà coscienza di quello che in realtà sta accadendo non avremo scampo, avvoltoi e sciacalli, ci sbraneranno e torneranno a dominare il mondo in attesa che il destino…torni ad essere… manifesto!

In giornata altre riflessioni sull’argomento per osservare cosa in realtà accade dietro le quinte dello spread.

IN SERATA VERRA’ INVIATA…  una nuova analisi dedicata ai sostenitori di Icebergfinanza o a coloro che vorranno liberamente contribuire al nostro viaggio dal titolo… ” Italia…l’ultima grande occasione! ”

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10 commenti Commenta
giobbe8871
Scritto il 30 luglio 2012 at 14:09

Andrea Mazzalai fai benissimo a puntare il dito verso FMI, una struttura sovranazionale senza Stato in grado di demolire uno Stato, con tutti i cittadini di questo Stato, rendendoli Servi della Gleba. :twisted:

giobbe8871
Scritto il 30 luglio 2012 at 14:10

FMI = ESM ! :mrgreen:
L’oligarchia Franco-Tedesca vuole rendere i popoli del Sud Europa Servi della Gleba.

e il Vaticano appoggia tale idea malefica. :twisted:

giobbe8871
Scritto il 30 luglio 2012 at 14:11

Consiglio ai vari lettori di questo blog, desiderosi della Veritas di andarsi a leggere un post di Giovanni Zibordi su Steve KEEN.

Steve Keen riprende la proposta originale di Keynes a Bretton Woods nel 1944 quando fissarono il nuovo sistema monetario del dopoguerra. Keynes voleva che la moneta di riserva internazionale, quella con cui paghi all’estero, non fosse il dollaro, ma una moneta sovranazionale tipo l’Euro e che comprendesse anche gli USA e Canada, denominata “Bancor”. Ci sarebbero state in parallelo monete nazionali per uso interno e questo è quello che propone ora Steve Keen per l’euro. All’epoca gli USA si opposero e gli inglesi cedettero e accettarono che si usasse invece il Dollaro come moneta di riserva e per gli scambi internazionali (gli inglesi si erano indebitati fino ai capelli con gli USA in sei anni di guerra per distruggere la Germania)

In sostanza si rispolvera ora l’idea di Keynes del 1944 per l’Euro: introduci un Euro-Lira e Euro-Peseta per uso interno e invece per uso esterno, per quando vai all’estero, usi l’Euro come paniere appunto di tutte le valute europee. Ma lasci che la Euro-Lira si svaluti verso l’Euro e tutti i debiti e crediti e il debito pubblico italiano sono denominati in Euro-Lira.

Questa proposta risolverebbe tutto il problema della spread e neutralizzerebbe la minaccia del debito, come ogni proposta che ridia il controllo allo stato italiano della sua moneta. Di buono ha però che nei confronti del resto del mondo l’europa avrebbe una moneta di scambio comune (Nota Bene: Steve Keen è l’economista numero al mondo ormai, basta leggere lui e avanzi di leggere gli altri, non a caso nel sondaggio del 2009 su chi aveva previsto meglio la crisi è stato quello che ha ricevuto più voti su circa 3mila partecipanti)

http://www.cobraf.com/forum/topic.php?topic_id=4767&reply_id=123481163#123481163

giobbe8871
Scritto il 30 luglio 2012 at 14:15

Ma che strano il titolo del blog di Steve KEEN :mrgreen:
una parolina che il buon Mazzalai usa da 4 anni…ahh ahhh :wink: :D
Debdeflazione :mrgreen:

http://www.debtdeflation.com/blogs/2012/07/26/the-euro-as-the-sdr-of-europe/

giobbe8871
Scritto il 30 luglio 2012 at 14:17

Andrea .
il Fmi non riuscirà a piegare il Brasile.

Per me si tratta di rappresaglia vera e propria del FMI della Lagarde contro la volontà del Brasile di crescere di “peso” all’interno del Consiglio IFM…. :mrgreen:

giobbe8871
Scritto il 30 luglio 2012 at 14:22

Michele Nista ha sempre elogiato l’impostazione di sinistra di Lula affermando che è il Centro sinistra che aggrega il popolo, e quindi fa decollare la domanda aggregata, e tutti i problemi si possono affrontare con il giusto sentimento.

La destra divide divide e fa gli interessi dell’oligarchia. :twisted:

giobbe8871
Scritto il 30 luglio 2012 at 14:23

Per me tutti , e ripeto tutti gli organismi sovranazionali non statali crolleranno tra non molto.

giobbe8871
Scritto il 30 luglio 2012 at 14:35

Meglio che la Nostra bella Italia decida di uscire dall’euro e dalla UE.
Faccia come London.
Accordi bilaterali con gli Stati che crescono :mrgreen: . e tra questi non c’è la Crande Germania o il Nord Europa.

Alleanza con US e UK. e poi Brasile, Colombia , Nord Africa e MO, senza trascurare il sud dell’Africa, e poi India e Cina , vietnam e indonesia.
L’europa no eiste se non nei nostri sogni. :lol:

l’UE e CE ci costa più dell’! % PIL 16 billions di euro ogni anno, ogni anno ! :twisted:

Basta bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa :twisted:

stanziale
Scritto il 30 luglio 2012 at 14:50

@Giobbe. Il prof. Zibordi e’ altresi’ quello (o uno di quelli) che ha scritto che la banca centrale americana, o inglese, o giapponese, quando e’ il caso compra il debito pubblico del proprio paese e quindi per questo non hanno spread alti, non possono fallire. Inoltre, questo non me lo ricordo se lo sostiene sempre lui o e’ una mia(modesta) libera interpretazione, in ogni momento ad es. la fed puo’ fare pari con il debito amerciano annullando il proprio credito, quindi il debito pubblico americano si ridurrebbe dell’importo equivalente. Quindi, siccome la loro moneta con l’euro si e’ svalutata molto poco, addirittura lo yen si e’ molto rivalutato, il loro debito…lo stiamo pagando noi europei che non facciamo come loro, e per di piu’ litighiamo attirandoci gli speculatori.

stanziale
Scritto il 30 luglio 2012 at 15:03

Se e’ giusta la teoria di cui sopra, siccome ci sono arrivato io, e’ evidente che anche i tedeschi lo sanno benissimo. Ma perche’ gli va bene continuare cosi? Perche’ sono in guerra contro il sud europa, soprattutto con noi. Renderci servi della gleba e’ il loro principale obbiettivo, a costo di rimetterci anche loro (in guerra si hanno dei morti). Dopo, avendoci assoggettati, se del caso il quarto reich puo’ decidere di dichiarare guerra (finanziaria) al resto del mondo. Ovviamente, bisogna vedere se ci riescono. L’importante e’ capirlo in tanti.

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