REPRESSIONE FINANZIARIA … NON SOLO LIBOR

Scritto il alle 12:13 da icebergfinanza

 

E’ importante non dimenticare che la manipolazione e la frode non e’ solo quella di qualche psicopatico incompetente che in questi anni ha giocato sulla pelle di milioni di essere umani, ma anche quella istituzionale messa in atto dalle banche centrali…

 

Cosa si intende per repressione finanziaria? La politica di governo che interferisce con il libero mercato e la valutazione del debito o della valuta si può considerare una forma di repressione finanziaria. Queste politiche possono essere progettate per modificare il prezzo di mercato del debito o della valuta attraverso un intervento diretto, oppure indirettamente alterando la quantità di debito o valuta richiesta a un determinato prezzo. La ragione più comune alla base della repressione finanziaria è di migliorare la capacità con cui un paese finanzia il debito pubblico senza ricorrere a una dolorosa manovra fiscale. Abbassando in modo artificiale il costo di finanziamento del debito al di sotto del livello che verrebbe richiesto dal mercato libero, i governi possono ridurre i costi di finanziamento e rallentare il tasso di accumulo del debito. Possiamo considerare la repressione finanziaria come una forma di “insolvenza occulta”, un modo “educato” per un paese moderno con una moneta inconvertibile di congelare i debiti mentre apparentemente paga interamente interessi e capitale. Molti politici si rivolgono alla repressione finanziaria come a una forma furtiva di imposizione fiscale e austerità fiscale. L’aumento delle imposte dirette o i tagli alle spese precedentemente autorizzate sono pericolosi dal punto di vista politico; la “tassa” sotto forma della repressione è molto più subdola. 
Le tattiche sono cambiate nel corso degli anni ma la repressione finanziaria esiste da quanto esiste il debito. Basti pensare all’epoca dei romani che, in momenti di difficoltà, raschiavano il metallo prezioso dalle monete. Oggi ci sono varianti pressoché illimitate di strumenti repressivi utilizzati dal governo per ridurre il costo del debito e per ottenere un profilo di rischio e rendimento favorevole al governo e sfavorevole agli investitori. Gli economisti Carmen Reinhart e M. Belen Sbrancia hanno esaminato un periodo particolarmente intenso di repressione finanziaria avvenuto dopo la Seconda Guerra Mondiale e hanno delineato una serie di politiche definibili come repressione finanziaria.1)  Limiti espliciti o indiretti ai tassi di interesse. Tra gli esempi più recenti ricordiamo il tasso di interesse target della banca centrale che fissa i tassi al di sotto della soglia di equilibrio del libero mercato 2)  Creazione di un “pubblico involontario” per promuovere il credito al governo a tassi artificialmente bassi. I piani di allentamento quantitativo o di acquisto di attività delle banche centrali in Europa, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti sono un esempio di questa pratica, così come le restrizioni per le operazioni in conto capitale e i controlli sui cambi che vengono adottati sempre più frequentemente da molti mercati emergenti.3) Altre restrizioni governative e norme per il settore finanziario. La proprietà statale di banche e altri grandi istituti finanziari che erogano direttamente prestiti rientra in questa categoria, come molte nuove norme che riguardano le riserve bancarie e gli obiettivi di liquidità che di fatto prevedono il possesso di una quantità maggiore di titoli di stato. Anche molte norme cosiddette macroprudenziali rientrano in questa forma di repressione. 

Una nuova era di repressione finanziaria su scala globale

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5 commenti Commenta
7voice
Scritto il 10 luglio 2012 at 12:29

quà da reprimere ci stà solo questa banda di ladri a livello mondiale! NON CI DEVONO ESSERE PRIGIONIERI !LORO NON HANNO AVUTO PIETA’ DI NESSUNO ! AL MURO E UNA PALLOTTOLA IN TESTA ! STOP

7voice
Scritto il 10 luglio 2012 at 12:30

in italia c’è ne stanno parecchi che devono fare questa fine ! :twisted:

slinky
Scritto il 10 luglio 2012 at 13:24

Non capisco il tenore del post. E’ probabile che l’autore del post non voglia esprimere un giudizio sul contenuto, limitandosi a riportare quanto scritto da altri (Scott Mather) e lasciando al lettore ogni conclusione. Senza alcun intento polemico in questo caso, esprimo il mio assoluto dissenso con quanto affermato da questo signore (Scott Mather) che, fra le altre cose, per supportare la sua pseudo-“analisi” nel definire il concetto di “repressione finanziaria” richiama, senza alcun senso, la pratica usata all’epoca dei romani che, cito, “…in momenti di difficoltà, raschiavano il metallo prezioso dalle monete”; pratica sempre utilizzata (certamente non incentivata dagli stati) dai “furbi” e “truffatori” per trarne un illecito guadagno dal metallo prezioso recuperato dal raschiamento della loro circonferenza e che ancora oggi continuerebbe se le monete in questione non fossero state ritirate dalla circolazione nei periodi successivi. Mi sembra un maldestro tentativo, condito da citazioni storiche fuorvianti e prive di relazione, al fine di tenere in piedi un discorso senza capo né coda, il cui unico intento, probabile, è quello di promuovere, ancora una volta, il loro “mercato”; questo scellerato sistema che sta privando (e privatizzando) delle risorse fondamentali per la sopravvivenza popoli e stati rendendoli schiavi e vittime sacrificabili sull’altare del profitto. Come se questa delirante visione non avesse già mostrato tutti i suoi evidenti limiti e devastanti effetti. Quali interessi sta cercando di difendere questo signore? Di quali “investitori”, “risparmiatori” sta parlando? Sono forse quelli che, grazie agli spread, più o meno manipolati, affossano gli stati, per costringerli a svendersi e/o a privatizzare tutto il privatizzabile al solo scopo di trarne il massimo profitto personale a discapito della collettività? Impoverendo così intere popolazioni, i veri “risparmiatori” a vantaggio di una piccolissima “elite”? Elite, che guarda caso, ricopre direttamente, o indirettamente, attraverso i suoi, lautamente ripagati, burattini, tutti i vertici delle maggiori istituzioni pubbliche e private per non farsi mancare mai niente. Non mi dilungo oltre su gli altri punti trovandoli ridicoli e privi di senso. Saluti.

icebergfinanza
Scritto il 10 luglio 2012 at 14:27

7voice@finanza,

Calma ragazzo calma…

icebergfinanza
Scritto il 10 luglio 2012 at 14:34

slinky@finanza,

a noi interessano solo i tre punti e il punto di vista di Carmen Reinhart piu volte condiviso…

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