ITALIA: EURO SHOCK O SHOCK ECONOMY FORSE E’ QUESTO IL VERO PROBLEMA!

Scritto il alle 07:20 da icebergfinanza

Oggi non parleremo del semolino caldo che ha propinato ieri il cuoco Bernanke, delle inutili ed esilaranti revisioni sulle aspettative di crescita dell’economia americana, o dell’inflazione o della disoccuapzione è inutile sostanzialmente inutile.

Oggi torneremo a parlare di “Shock Economy” per me la stella polare per comprendere quello che sta accadendo…

Un vero e proprio shock economico come piaceva tanto a Milton Friedman, la liquidazione delle Nazioni ad opera dell’oligarchia finanziaria…

«In uno dei suoi saggi più influenti, Friedman formulò la panacea tattica che costituisce il nucleo del capitalismo contemporaneo, e che io definisco “dottrina dello shock”. Osservava che “soltanto una crisi – reale o percepita – produce vero cambiamento.

Quando quella crisi si verifica, le azioni intraprese dipendono dalleidee che circolano.

Questa, io credo, è la nostra funzione principale: sviluppare alternative alle politiche esistenti, mantenerle in vita e disponibili finché il politicamente impossibile diventa il politicamente inevitabile”. Alcune persone accumulano cibo in scatola e acqua in previsione di grandi disastri; i friedmaniani accumulano idee per il libero mercato.

E quando la crisi colpisce – ne era convinto il professore dell’università di Chicago – è fondamentale agire in fretta, imporre un mutamento rapido e irreversibile prima che la società tormentata dalla  crisi torni a rifugiarsi nella tirannia dello status quo» ().

Ma andiamo per gradi!

In questi ultimi mesi è salito spesso alla ribalta l’eterno nuovo dilemma sulla nostra permanenza o meno all’interno di un’esperienza fallimentare come questa unione monetaria, un’esperienza fallimentare in quanto essenzialmente basata prima sui capitali e sulle monete, piuttosto che su un’unione politica e fiscale, senza alcun ritegno per le singole identità nazionali, un inno alla globalizzazione che dimentica l’importanza detta glocalizzazione.

Il recente post dal titolo ITALIA FUORI DALL’ EURO LA SVALUTAZIONE CI HA FATTO BENE significava condividere solo un passaggio storico che ripercorre quanto accadde nel 1992 dalla voce del professor Monti e dimostrare con dati alla mano e non chiacchere che la svalutazione non significa automaticamente inflazione.

Euro o non euro è un argomento che non mi affascina più di tanto! Quello che è accaduto in questi anni,

A differenza di molti che hanno le loro sicurezze io preferisco non esprimermi sull’opportunità o meno di uscire dall’euro perchè credo che nessuno sia in grado di determinare anche con dati alla mano quale sarà la reazione della gente e delle dinamiche macroeconomiche.

Non ho forse scritto più volte che la follia nel singolo è un’eccezione mentre nella masse è la regola!

Vi lascio con due opposte visioni su quello che potrebbe accadere in caso di uscita dall’euro, una di Alessandro Platerotti sul SOLE24ORE  che prospetta addirittura un incubo e quella del professor Bagnai su   Goofynomics dove in fondo al blog con i post più popolari potete farvi un’idea dell’inevitabilità secondo l’autore di un’uscita dall’euro con il contorno del Il ritorno del terrorismo lNon starà dicendo che dobbiamo uscire dall’euro? Temo sia doloroso ma inevitabile, dovremmo gestire questo processo anziché subirlo. L’euro è solo l’undicesima moneta dell’Unione, quella che funziona peggio: l’Europa c’era prima e ci sarà dopo.

Bene ognuno sulla base della propria consapevolezza si faccia una propria opinione, ma attenzione nessuna sicurezza meglio il dubbio.

Sul suo blog Bagnai inoltre sottolina come gli Usa hanno mille e un motivo economico e geopolitico per desiderare che l’euro tenga, a partire da quello, evidente, che niente come l’euro può liberarli da un concorrente temibile…

Quello che probabilmente il professor Bagnai non intravvede è l’esperimento per eccellenza che è in corso in Europ,  ovvero la “Shock economy”, lo shock neoliberista con il quale si sta cercando di smantellare lo stato sociale in Europa o meglio l’economia sociale di mercato.

Bene a questo proposito in attesa perenne di un’eventuale autorizzazione a pubblicare il pezzo che ci aiuterà a comprendere cosa in realtàsta accadendo come sviluppo della crisi subprime, diamo un’occhiata ancora una volta a quello che ci racconta John Perkins, non uno qualunque ma una delle più importanti pedine sullo scacchiere della CORPORATOCRAZIA americana oggi profondamente pentito…

“In ultima analisi, l’impero globale dipende in larga misura dal fatto che il dollaro funge da unità monetaria e che la zecca degli Stati Uniti ha il diritto di stampare quei dollari. Cosi facciamo prestiti a paesi come l’Ecuador sapendo benissimo che non li restituiranno mai; anzi non vogliamo proprio che onorino i loro debiti (…) Gli Stati Uniti  battono una moneta che non è garantita in oro. Anzi non è garantita da nient’altro che una generale fiducia internazionale nella nostra economia e nella nostra capacità di schierare a nostro sostegno le forze e le risorse dell’impero che abbiamo creato. La possibilità di battere moneta ci dà un potere immenso. Significa tra le altre cose che possiamo continuare a concedere prestiti che non saranno mai resituiti, e che possiamo accumulare enormi debiti noi stessi…” ( tratto da Confessioni di un sicario dell’economia )

Ma andiamo avanti e sentiamo cosa disse lo scorso anno in un’intervista all’ HuffingtonPost pubblicata su Comedonchisciotte

Siamo stati ingannati e portati a credere che una forma mutante di capitalismo, sposata da Milton Friedman e promossa dal presidente Reagan, e da ogni presidente da quel momento, sia accettabile, pur essendo una forma che ha portato a un mondo in cui meno del 5% di noi (negli Stati Uniti) consuma più del 25% delle risorse mentre quasi la metà degli altri vive in condizioni di povertà.
Si tratta invero di un totale fallimento. L’unico modo in cui Cina, India, Africa e America Latina potrebbero adottare tale modello è di trovare altri cinque pianeti uguali alla Terra … ma inabitati.
La maggior parte di noi comprende bene quello che mio nipote non può capire: che la sua vita è minacciata dalla crisi generata durante la nostra epoca. Il punto non è la prevenzione. Non si tratta di risintonizzarci sulla “normalità”. E neppure di sbarazzarci del capitalismo.
La soluzione consiste nel sostituire il mantra di Milton Friedman, secondo cui “Il fine dell’impresa è la massimizzazione del profitto, prescindendo dai costi sociali e ambientali”, con uno più realizzabile: “Realizza profitti unicamente nel contesto della creazione di un mondo sostenibile, giusto e pacifico”, e dare origine a un’economia basata sulla produzione di cose di cui il mondo realmente necessita.
Questo obiettivo nulla ha di radicale o di nuovo. Per più di un secolo dopo la fondazione di questo paese, gli Stati hanno riconosciuto diritti e privilegi solamente a quelle società che potevano dimostrare di adoperarsi per il pubblico interesse, facendo chiudere quelle che venivano meno a tale premessa. Le cose cambiarono dopo una delibera della Corte Suprema del 1886 che concesse alle società gli stessi diritti di cui godevano le persone fisiche, senza però le responsabilità a carico dei singoli.
Come sicario dell’economia, ho preso parte a molti degli eventi che ci hanno spinto in questo territorio minato. Come scrittore e conferenziere, ho passato gli ultimi anni viaggiando negli Stati Uniti e visitando Cina, Islanda, Bolivia, India, e molti altri paesi, parlando con leader politici e imprenditori, studenti, insegnanti, operai, e genti d’ogni sorta. Ho letto saggi su programmi economici di Obama, sugli attuali regimi per la riforma di Wall Street, e le altre politiche. Mi ha colpito il fatto che la maggior parte delle discussioni riguardassero il triage e che, anche se c’è la necessità di fermare l’emorragia, dobbiamo al contempo snidare il virus che ha causato questi sintomi.
“Hoodwinked” presenta un piano per una cura a lungo termine. Nei giorni seguenti la pubblicazione del libro, avvenuta il 10 novembre 2009, ho parlato di questo progetto alle Nazioni Unite, in programmi radiofonici e televisivi, e in una conferenza cui hanno partecipato 2.400 studenti MBA, presso la Cornell University.
Ne ritorno avvertendo la speranza che siano finalmente pronti ad accogliere l’avvertimento di Omar e attuare la trasformazione che, per la generazione di mio nipote, rappresenterà la salvezza.

Omar disse…

“Vedi”, aggiunse, “Quello che sto suggerendo sarà alla fine di vantaggio anche per i tuoi figli”. Mi spiegò che il sistema che io promuovevo, nel quale i pochi sfruttano i tanti, aveva i giorni contati. “Proprio come il vecchio Impero Spagnolo: finirà per implodere su se stesso”. Tirò una boccata dal suo sigaro cubano espirando lentamente il fumo, come qualcuno che mandasse un bacio. “A meno che tu ed io, e tutti i nostri amici, ci mettiamo a combattere i capitalisti predatori”, mi avvisò, “l’economia globale andrà in shock”. Volse per un momento lo sguardo alla distesa acqua, per tornare subito a guardarmi negli occhi. “No permitas que te engañen”, disse (“Don’t allow yourself to be hoodwinked”, “Non lasciarti ingannare”).

Si non lasciarti ingannare lascia pure che ti diano del complottista in fondo è il loro unico modo per diffendersi, la Consapevolezza quella no, nessuno potrà mai portartela via se sai comprendere quello che è accaduto in questi anni, nessuno!

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13 commenti Commenta
kry
Scritto il 21 giugno 2012 at 09:41

Una moneta basata su un ” PANIERE ” di beni di prima necessità. Acqua riso grano. Moneta non speculativa che ingloba i bisogni di ogni essere umano. La maggioranza sono loro i più poveri: 1,4 miliardi i cinesi, 1,3 miliardi gli indiani, gli africani. Siamo noi che ci dobbiamo adeguare al loro stile di vita economico indipendentemente dai debiti che abbiamo precedentemente sottoscritto.

atomictonto
Scritto il 21 giugno 2012 at 10:26

Dall’altra sponda dell’Atlantico tutti parlano parlano scrivono scrivono…ma l’unica cosa che continuano velatamente ad auspicare è “la fine dell’Euro”….perchè sanno che se l’Euro sopravvive l’Inghilterra è spacciata e gli USA sono destinati a divenire seconda o terza potenza economica in meno di 20 anni, a meno di una guerra catastrofica.
Il resto è “jaw-jaw”…

Wild Weasel
Scritto il 21 giugno 2012 at 12:02

atomictonto@finanza:
Dall’altra sponda dell’Atlantico tutti parlano parlano scrivono scrivono…ma l’unica cosa che continuano velatamente ad auspicare è “la fine dell’Euro”….perchè sanno che se l’Euro sopravvive l’Inghilterra è spacciata e gli USA sono destinati a divenire seconda o terza potenza economica in meno di 20 anni, a meno di una guerra catastrofica.
Il resto è “jaw-jaw”…

euro non sarà mai davanti al dollaro anche se la cina diventerà una superpotenza, lo yuan prima moneta etc

saremo sempre una realtà in declino, vecchia e con un potenziale sempre inferiore agli USA. Basta che guardi l’età media negli usa confronto l’europa, o la capacità di registrare brevetti, senza considerare la politica estera dove l’europa ormai conta come il 2 di picche

john_ludd
Scritto il 21 giugno 2012 at 12:31

atomictonto@finanza,

L’euro è una estensione del dollaro. Non c’è reale concorrenza. I grandi player economici mondiali non sono più le nazioni ma le grandi multi nazionali le cui tesorerie sono capaci di gestire il cambio. Ci sono centinaia di trilioni di derivati sui cambi e pagano e incassano in ogni moneta del pianeta. Quello che il grande sistema finanziario globalizzato NON può tollerare perché minaccia la sua sopravvivenza è il crollo del credito già in calo per ragioni ampiamente spiegate in questo blog. Le tensioni dell’europa esasperano questa condizione e la rendono ingestibile. Troveranno una soluzione temporanea allagando il mondo di nuovo credito, basta aspettare il momento giusto, l’elemento catalizzatore per vincere ogni resistenza, ogni se e ogni ma. Una guerra è di solito efficace, anche se chi abita a est di Tripoli e a ovest di Islamabad non sarà molto d’accordo.

icebergfinanza
Scritto il 21 giugno 2012 at 12:51

john_ludd@finanza,

«L’America non corre un rischio immediato di recessione – afferma Lawrence Klein, premio Nobel per l’economia del 1980 – la nostra è infatti un’economia di guerra dove, per esempio, la caduta verticale dei prezzi immobiliari può essere compensata dalla domanda di armamenti e nell’occupazione delle nostra gioventù al fronte».

john_ludd
Scritto il 21 giugno 2012 at 13:33

icebergfinanza,

purtroppo la gente non capisce, oppure non vuole perché Gandalf esiste solo nelle favole; ovvio nessuno crede a Gandalf ma se gli diamo un nome diverso forse sì.

john_ludd
Scritto il 21 giugno 2012 at 13:54

Messaggi dal passato…

“Le grandi corporazioni non hanno un corpo che può essere punito, nè un’anima che possa essere condannata. Quindi esse fanno quello che vogliono”

Edward Thurlow, Attorney General and Lord Chancellor of England, 1731 – 1806

————–

“Una nazione può sopravvivere ai propri folli e persino agli ambiziosi. Non può sopravvivere al tradimento dal di dentro. Il nemico alle porte è meno pericoloso in quanto porta le propria armi in modo visibile…

il traditore non appare per quello che è; egli parla come piace alle sue vittime, egli difende i loro argomenti, egli si appella al concetto che la menzogna è nel cuore di tutti gli uomini. Egli imputridisce l’anima di una nazione, lavora segretamente per minare i pilastri della città, egli infetta il corpo della politica, così che esso non possa più resistere”

Marco Tullio Cicerone, 106 a.C. – 43 a.C.

kry
Scritto il 21 giugno 2012 at 17:54

In questi giorni stanno aumentando le notizie positive sull’italia. L’ultima frase merita di essere letta. http://finanzanostop.borse.it/2012/06/21/indebitamento-dei-paesi-europei-a-sorpresa-litalia-e-la-meno-indebitata/

john_ludd
Scritto il 21 giugno 2012 at 17:56

Di destra o di sinistra… si fa comunque a gara a calare le braghe… che sia Tizio o Caio… il (pre)potente di turno ha sempre ragione. Inneggiamo a un luminoso futuro.

Cittadinanza onoraria al Dalai Lama
il Comune di Milano si rimangia tutto
Milano cede a pressioni di Pechino
si temevano contraccolpi su Expo

ilcuculo
Scritto il 21 giugno 2012 at 18:33

kry@finanza,

E’ come l’assedio, si deve resistere fino all’inverno quando gli assedianti dovranno per forza ritirarsi.

kry
Scritto il 21 giugno 2012 at 20:45

ilcuculo@finanza,

Hai visto che Andrea gli ha dedicato un post.

idiocrazia
Scritto il 21 giugno 2012 at 23:06

A me piace molto il signore degli anelli, sembra scritto proprio sull’euro:

“una moneta per domarli, Una moneta per trovarli,
Una moneta per ghermirli e nel buio incatenarli”.

Molti fanno la parte di saruman il nemico è troppo potente non è possibile opporsi bisogna rassegnarsi ed allearsi al più forte, il saggio Gandalf avvisava che l’anello del potere obbedisce solo al proprio padrone ed il padrone non divide il potere, sarebbe catastrofico pensare di usarlo per il bene… il potere corrompe molto facilmente cosa vi fa pensare che l’euro per il modo agghiacciante in cui è stato creato, un’unione di stati costruita sulla testa e sulla pelle dei popoli europei, di nascosto, scrivendo trattati illeggibili perché sennò qualcuno poteva accorgersi che non andavano approvati sia anche solo lontanamente una cosa buona o una cosa riformabile dall’interno?

E infatti questo stramaledetto euro ci ha divisi gli uni contro gli altri, ha fatto riesplodere tensioni ormai cancellate quando l’euro non c’era, e ha portato al fantastico risultato di trasformarci tutti in paesi in via di sviluppo con la bce al posto del fondo monetario internazionale (Krugman).
Ma tant’è anche Galloni dice che il bene assoluto sarebbero eurobond etc.etc. ma sti maledetti eurobonds li aveva chiesti già prodi, li aveva chiesti berlusconi e li aveva chiesti a più riprese tremonti la risposta è sempre stata nein ora per miracolo dovrebbe essere si ok? MAh…

In più c’è pure la crisi.

Giuseppe

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