GRECIA …LA CALIFORNIA EUROPEA!

Scritto il alle 18:50 da icebergfinanza

Probabilmente molti di Voi lo hanno già dimenticato ma in America negli anni scorsi e tuttora molti stati americani sono sostanzialmente e tecnicmente falliti come è capitato alla Grecia.

Gli stessi Stati Uniti d’America, potrebbero essere etichettati come più che uniti, come Stati Falliti d’America per non parlare dell’Inghilterra ma agli europei piace farsi del male e dimenticano che in fondo buona parte del mondo occidentale è fallito.

Il fallimento dello stato del Minnesota per quanto era passato innosservato sui principali media internazionali ma non nella rete… MILANO – The end. Shut down. Il Minnesota è fallito. Mentre l’Unione Europa s’interroga su come salvare la Grecia. Default controllato. Aiuti di Stato. La Bce che compra titoli tossici per finanziare le disastrate finanze elleniche, dall’altra sponda dell’Atlantico l’insolvenza di uno stato è già realtà. Ed è singolare che accada laddove – ipotizzano gli sherpa della Ue -sia partito l’attacco speculativo (a colpi di short selling) nei confronti delle traballanti economie Piigs. 

LA CRONACA – Mentre Obama tratta senza sosta per evitare il default agli Stati Uniti il Minnesota è fallito. «Shut down» compare su i cartelli affissi in tutti gli uffici pubblici dello Stato. I 24mila dipendenti statali che da giorni bivaccano davanti alla sede del governo federale hanno un biglietto di sola andata per le loro case. Chiusi i parchi pubblici, bloccati i lavori di strade e altre infrastrutture. In cassa non ci sono soldi e il governatore, il democratico Mark Dayton, non ha potuto far altro che prendere atto della realtà. Certo, le immagine degli scatoloni dei dipendenti Lehman Brothers che abbandonavano il posto di lavoro, scomparso nell’arco di uno schiocco di dita, sono ben lungi dal replicarsi sotto un altro parallelo. Ma il Minnesota si sta rivelando l’esperimento prodromico del rischio che stanno correndo gli Stati Uniti. La gestione dei repubblicani, che guidano lo Stato da un ventennio, fatta di tagli alle tasse per i ricchi e tagli al welfare, è stata troppo dispendiosa, e quindi ha   impoverito le finanze statali. Anche l’elezione del democratico Dayton, lo scorso anno, non ha sortito.

Ma non solo Minnesota anche la California è fallita a meno che qualcuno non si diverti ancora oggi a lavorare di finanza creativa e fantasia usando la parola fallimento tecnico…

E’ come una famiglia che vive al di sopra dei propri mezzi, spende più di quanto guadagna e cerca di tappare un buco, mentre prende tempo su un altro. Da ieri la California paga in cambiali. Risucchiato verso la bancarotta da un deficit di 27 miliardi di dollari, privo di un bilancio per l’ incapacità del suo Congresso di trovare un’ intesa sul pareggio, richiesto per legge, il Golden State ha cominciato a emettere I.O.U.’ s per saldare i debiti con contribuenti e fornitori. La sigla sta per I owe u, io ti devo. E’ un titolo con scadenza e interesse, che il Tesoro californiano usa al posto dei liquidi per continuare a far funzionare lo Stato. E’ lo strumento dell’ emergenza assoluta, l’ ultimo espediente prima del tracollo. In 60 anni, è la seconda volta che viene usato. Chi lo riceve può provare a monetizzarlo in banca, rinunciando all’ interesse. Ma non tutti gli istituti sono pronti ad accettarlo: finora solo Wells Fargo, Bank of America e Chase si sono dette disponibili, fino al 10 luglio. John Chang, direttore amministrativo dello Stato, ha già emesso quasi 30 mila I.O.U. per un totale di 54 milioni. Matureranno in ottobre, con un interesse del 3,75%. Ma se entro agosto deputati e senatori non si mettessero d’ accordo per approvare la finanziaria, allora Chang sarebbe costretto a firmar cambiali per quasi 5 miliardi. Anche se gli I.O.U. sono il prodotto di una situazione unica, dove si combinano eccessi di spesa pubblica, regole di bilancio inflessibili e obblighi finanziari imposti allo Stato per referendum popolare, la California rischia di fare da segnale d’ allarme per altri Stati.     Paolo Valentino ( Corriere della Sera)

Bene e allora perchè non pensare al stessa soluzione per la Grecia?

Detto e fatto cco a soluzione lasciando a Voi ogni considerazione di chi ancora una volta dovrà rimetterci tra i fessi e i furbi…

Il dramma greco potrebbe avere una soluzione meno devastante  di quella che si ipotizzava fino a pochi giorni fa. L’uscita dall’euro, quindi,  non è necessaria. L’idea di Thomas Mayer, già capo economista di Deutsche Bank e  ora senior advisor del gruppo, è semplice. La Grecia potrebbe creare un sistema  duale di valute: euro e geuro. Dato che la Grecia ha poca liquidità in cassa,  circa 2,5 miliardi di euro secondo gli ultimi dati del Tesoro, potrebbe esserci  una soluzione simile alle cambiali. Secondo Deutsche Bank, Atene potrebbe  infatti emettere Issue debtor notes (IoUs), che la banca tedesca ribattezza  geuro. Il governo ellenico, spiega Mayer, tramite questo nuovo sistema di  pagamento, emette geuro da dare ai creditori, in modo che questi possano avere  liquidità. Il geuro infatti si potrà scambiare con l’euro, ma con un tasso assai  sfavorevole, come prevedibile. «Circa il 50% nominale in meno dell’euro  normale», spiega Mayer, che ipotizza che il tasso di cambio della nuova valuta  potrà essere determinato sulla base dell’avanzo primario del governo al momento  dell’emissione. «È un sistema complesso, forse impreciso su alcuni punti, ma  sicuramente interessante e che potrebbe essere una soluzione sostenibile», dice  a Linkiesta un senior trader di Newhedge. Di contro, i debiti che la  Grecia ha con la troika (Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea,  Ue) continuerebbero a essere ripagati con l’euro, a mano a mano che questi  torneranno nelle casse del Tesoro. «Il geuro, se limitato alla circolazione  interna, può essere funzionale all’accumulo di euro, il tutto senza una  secessione che potrebbe gravare su tutta l’eurozona con effetti imprevisti», spiega Mayer.

Questa soluzione, ancora nelle sue fasi embrionali, prende  sempre più piede. Lo scorso 17 maggio Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos,  proponeva esattamente la stessa soluzione di Deutsche Bank. «A corto di soldi,  il governo greco comincerebbe a pagare parte degli stipendi e delle pensioni con  cambiali. Queste cambiali inizierebbero a circolare scontate, magari a metà del  loro valore nominale», scriveva Fugnoli. I debiti con Fmi e Bce, di contro,  continuerebbero a essere pagati in euro. I vantaggi, come visto, sarebbero  elevati: non ci sarebbe alcuna secessione dalla moneta unica e le istituzioni  finanziarie non dovrebbero ridenominare alcun sistema. Secondo Fugnoli le  cambiali elleniche «potrebbero non essere chiamate dracme e la finzione-realtà  della Grecia nell’euro potrebbe essere mantenuta, limitando i rischi di  contagio». Non una soluzione definitiva, quindi, ma funzionale a prendere tempo  per evitare il peggio, cioè il collasso dell’euro.

Un’idea simile la fornisce anche Lombard Street Research. La  casa d’affari londinese ha infatti preparato un piano alternativo all’uscita  della Grecia dall’eurozona dopo i ripetuti allarmi del governatore della Bank of  England Mervyn King. «Se la Grecia rimettesse in circolo una valuta da  utilizzare solo per i pagamenti interni, con l’oggettiva capacità di svalutarla,  potrebbe evitare di uscire dall’Unione monetaria europea», fanno notare gli  analisti londinesi. Ma a differenza dell’idea di Deutsche Bank, quella di  Lombard Street Research prevede una vera e propria moneta parallela. Da un lato,  quello nazionale, si userebbe quella che è stata ridefinita come “Nuova dracma”, sganciata dall’euro. Dall’altro, quello internazionale, si continuerebbe a usare  l’euro. Anche in questo caso, i pagamenti degli interessi dei prestiti di Fondo  monetario internazionale e Banca centrale europea sarebbero in euro. Tuttavia,  come avverte Lombard Street Research, i rischi sono elevati: «Con il doppio  sistema di valute, il pericolo è che si vada verso una fuga di capitali verso  quella più forte, che sarebbe naturalmente l’euro. In questo caso, il

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/grecia-euro-geuro-deutsche-bank-dracma#ixzz1vZOQ4L50

Una dettagliata analisi su quanto sta accadendo  ” Euro fu…siccome immobile!” è stata inviata a tutto coloro che hanno sostenuto questo viaggio e a disposizione di tutti coloro che vorranno liberamente sostenerci ora…Semplicemente GRAZIE!

 

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5 commenti Commenta
tirlusa
Scritto il 23 maggio 2012 at 20:42

La BCE deve potere prestare direttamente agli Stati Sovrani. QE o stampare che si chiami come si vuole, è l’unica possibilità, tutto il resto è una perdita di tempo. Lo so che non è una bella cosa, ma fino a quando i debiti non rientrano in limiti gestibili non ci sono altre possibilità. E’ ridicolo che Usa, Gb e Giappone non passino i nostri guai solo perchè non c’è quella culona inchiavabile della Merkel a comandare. Ma è normale che per non monetizzare poche centinaia di miliardi di debito greco ci si è accollati migliaia di miliardi di perdita di capitalizzazione delle borse europee? Anche a fregarsene del popolo greco basterebbe farsi 4 conti o no?

ciaula
Scritto il 23 maggio 2012 at 21:39

Quella della doppia circolazione in area euro è un’ipotesi fatta anche per l’Italia, in previsione di un eventuale collasso della nostra situazione economica:http://lemieconsiderazioniinutili.blogspot.it/2012/05/euro-vs-lira-e-se-ci-fosse-una-terza.html
E’ un’ipotesi che lascia sul campo molti punti interrogativi, e che in ogni caso non potrebbe essere sostenuta per un periodo abbastanza lungo.
Ad ogni modo, tutte queste elaborazioni di scenari alternativi significano solo una cosa: l’euro è prossimo all’implosione.

edmontdantes
Scritto il 24 maggio 2012 at 00:53

UK come la Grecia …. ma nessuno grida al fallimento !

Fermi tutti, di cosa stiamo parlando ? Che un paese con il 148% di debito GDP dovrebbe essere fallito, che il rating va tagliato e via dicendo, ma e´la Grecia o gli UK ?

Per la prima volta gli UK ammettono in un documento ufficiale che il loro debito non e´quello che guardano tutti…ma almeno 3 volte tanto il 148% del GDP. Il castello salta dal primo di luglio 2012 quando cambieranno alcune cosette e saranno obbligati a dire la verita´ovvero che sono come la Grecia.

Per cui capite perche´tanto rumore sulla Grecia….ei voi bravi experti di RATting dove siete, ve ne siete accorti che quelli sopra sono dati ufficiali del National Statistic Office che indicano il debito, inclusi gli aiuti dati al settore finanziario al 148% !!!!!

kry
Scritto il 24 maggio 2012 at 10:12

edmontdantes@finanza,

Come te/ce lo spighi questa sterlina che ormai quota 0,80€ quando l’anno scorso stava arrivando alla parità. Il 1 luglio è di domenica e potrebbe essere il primo giorno della grecia fuori dall’euro.

vito_t
Scritto il 24 maggio 2012 at 17:07

Andrea ciao, ma il fallimento del Minnesota non è dell’estate 2011 ? … ed ora come sono messi ?

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