GERMANIA: PATCH ADAMS SINN!

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Probabilmente molti di Voi non lo conoscono ma questo scienziato tedesco, sempre che qualcuno sia ancora disposto a considerare l’economia una scienza,  è Hans Werner Sinn presidente dell’IFO, uno che negli ultimi mesi ama salire sulla cattedra per dare lezioni alle economie europee, uno dei tanti fobici tedeschi caduti da piccoli nel pentolone culturale della Repubblica di Weimar.

Fin qui nulla di male, di esaltati accademici che cercano di mettersi in mostra in questa crisi ormai è pieno il palcoscenico, ma il problema è che questo signore in Germania è seguito da una folta schiera di adepti che vanno dai principali giornali tedeschi sino ad un nutrito numero di politici “ignoranti”  che ripetono come pappagalli le sue visioni economiche ortodosse.

E’ il simbolo della famigerata razza ariana conomica , colui che quotidianamente esalta il virtuosismo economico del popolo tedesco, relegando il resto dell’ Europa in un angolo della classe…

Sinn, con un commento su Handelsblatt.de fa il punto sulla crisi europea. Anche di fronte al baratro dell’insolvenza, continua con i suoi cavalli di battaglia: non siamo noi a dover inflazionare, siete voi a dover deflazionare. I mercati sono sempre piu’ incerti sulla capacità di Spagna e Italia di gestire i loro debiti.  Le misure della BCE fino ad ora non hanno avuto successo. C’è il pericolo che la crisi si infiammi di nuovo.

Tratto da VOCIDALLAGERMANIA

Dopo che il trilione di Euro di liquidità della banca centrale sembrava aver calmato i mercati finanziari, i tassi sul debito italiano e spagnolo tornano a salire e si avvicinano al 6%.

Non siamo ancora al punto di rottura oltre il quale il costo degli interessi diventa insopportabile. Dopo tutto, gli interessi nel sud Europa per decenni prima dell’inizio dell’Euro sono stati vicini al 10 %. Tuttavia i mercati cominciano ad avere crescenti dubbi sul fatto che Italia e Spagna intendano sopportare il loro fardello di debiti.

Hei Herr Sinn… sono i mercati ad avere crescenti dubbi sull’intenzione di onorare i propri debiti o forse sono le persone con lei che stanno gettando benzina sul fuoco…a proposito anche se tocco un tasto delicato, quando è che la Germania ha intenzione di onorare i propri debiti di guerra o per lo meno spiegare per quale motivo non ha rispettato e onorato il trattato di Maastricht in epoca recente?

Il problema principale è la Spagna. L’indebitamento estero privato e pubblico è piu’ grande di quello greco, portoghese, italiano e irlandese messi insieme, ed è all’incirca del 100% del PIL, come per Portogallo e Irlanda. Un quarto della forza lavoro e la metà dei giovani spagnoli sono senza un lavoro, perchè il paese a causa del boom immobiliare finanziato a debito ha perso competitività. La bilancia delle partite correnti, nonostante il crollo dell’import dovuto alla recessione economica, è ancora al 3.5 % del PIL, e a causa della crisi economica la Spagna non raggiungerà il livello di deficit richiesto dall’Europa.

Su questo sono perfettamente d’accordo, il principale problema ora è la Spagna e il suo indebitamento estero soprattutto e fossi una banca tedesca incomincerei seriamente a preoccuparmi, visto quello che è accaduto negli ultimi anni, con il credito allegro concesso all’illusione immobiliare spagnola, si proprio dagli idioti di Dusseldorf come vi chiamano gli americani che sono riusciti a rifilarvi miliardi di spazzatura subprime che rendono le vostre banche simili a discariche abusive.

Recentemente grazie al rapporto della stabilità finanziaria stilato dalla Banca d’Italia abbiamo appreso che la posizione netta verso l’estero dell’Italia è molto distante da quella dei Paesi euro in difficoltà: la Spagna ha una PNE negativa pari all’89,4% del Pil; l’Italia ha una PNE negativa del 24% del Pil; ma se si fa una stima della sottodichiarazione delle attività finanziarie (tenendo conto anche della considerevole emersione di risorse determinata attraverso i vari scudi fiscali) si arriva a una PNE pari a -16,4%. Dunque l’Italia è ben solida dal punto di vista finanziario.

Quindi caro Sinn invece di far di tutta l’erba un fascio cerca di approffondire e pensaci prima di dare aria ai tuoi pensieri…e soprattutto bisogna imparare a distinguere tra debito estero e debito domestico.

Il debito estero è il complesso di debiti contratti dal nostro Paese perchè il capitale estero è sostanzialmente mobile e volatile rispetto al capitale domestico e in una situazione di crisi finanziaria, gli investitori stranieri sono i primi a disinvestire …le dice nulla questo  a proposito dei capitali che stanno affluendo gratuitamente per foraggiare il vostro debito.

Magari se trova un attimo di tempo dia un’occhiata qui sotto che può aprirle gli orizzonti…

 

I debiti spagnoli, all’interno del sistema di pagamento europeo Target presso la BCE, sono cresciuti da febbraio a marzo di 65 miliardi di Euro; la fuga di capitali deve essere in qualche modo compensata. I debiti target nascono attraverso dei trasferimenti di denaro fra i diversi paesi. Da luglio 2011 i debiti target della Spagna sono cresciuti di 219 miliardi di euro. La fuga di capitali ha compensato l’importazione di capitali dal 2008 al 2010. Se sommiamo dall’inizio del primo anno della crisi fino ad oggi, la Spagna ha finanziato per intero i suoi deficit delle partite correnti con la stampa di denaro.

In Italia la situazione non sembra essere migliore. Lì i saldi target da febbraio a marzo sono cresciuti per 76 miliardi e in aprile di altri 9 miliardi di Euro. Da luglio 2011 in totale hanno raggiunto i 263 miliardi di Euro. Anche dall’Italia è in corso una fuga di capitali e dopo le misure della BCE è ancora piu’ rapida. E’ chiaro che è stata la BCE a causare la fuga di questo capitale da paesi come la Spagna e l’Italia, in quanto il credito a basso tasso offerto, ha fatto fuggire il capitale privato. L’obiettivo della BCE era di ricreare nuovamente fiducia e ristabilire il funzionamento del mercato interbancario. Ovviamente non sembra aver avuto molto successo.

Sublime interpretazione da Patch Adams di una clinica di fobici inflativi!

La Francia ha perso la propria competitività

E ora sembra che anche la Francia inizi a tremare. In seguito alla fuga di capitali, da luglio 2011 fino a febbraio 2012 i saldi Target sono cresciuti di 86 miliardi di Euro. Anche la Francia, a causa del credito a buon mercato garantito dall’Euro nei primi anni, ha perso la sua competitività. Secondo uno studio appena pubblicato da Goldman Sachs i prezzi francesi devono scendere di un 20 % rispetto alla media europea. Anche la Francia deve fare una svalutazione reale, se vuole tornare ad essere competitiva nell’area Euro.

L’Italia deve svalutare dal 10 al 15% e la Spagna di almeno il 20%. Portogallo e Grecia devono ridurre i prezzi tra il 30 e il 35%, ma le cifre di Italia e Spagna sono alte abbastanza, da farci preoccupare sugli sviluppi futuri della moneta unica. Solo con grandi sforzi e se si è disposti ad accettare un decennio di stagnazione economica, queste differenze potranno essere eliminate. Per la Grecia e il Portogallo sarà molto difficile all’interno della zona Euro.

Ora prima di parlare di decenni di stagnazione per le economie altrui sarebbe meglio non dimenticare la realtà raffigurata qui sotto a meno che in Germania nel pentolone di Weimar non ci sia anche qualche afrodisiaco!

Come pubblica il sempre puntuale Voci dalla Germania i giornali tedeschi fanno ironia sulla recente mancanza di dipendenza dalla Comunità Europea a proposito di esportazioni ma come potete osservare dai dati in fondo i tedeschi devono sempre prenderla sui denti prima di accorgersi quanto sono fragili senza Europa e con una Cina in hard landing!  Chi ha orecchie per intendere intenda … Gli altri tutti con Patch Adams Sin e auguri! Si avvicina sempre più il momento di un sano boicottaggio temporaneo delle cianfrusaglie tedesche sempre che in Germania gli imprenditori non incomincino a far sentire la loro voce insieme alla parte non ideologicizzata della popolazione tedesca.

 

Principali 10 saldi commerciali positivi 2011 (miliardi di Euro)
Frankreich 35 249,4
Vereinigte Staaten von Amerika 25 359,8
Vereinigtes Königreich 20 596,5
Österreich 20 186,7
Italien 13 894,4
Spanien 12 378,5
Polen 11 114,0
Schweiz 10 829,8
Belgien 8 581,4
Türkei 8 387,6

 

Principali 10 saldi commerciali negativi tedeschi 2011 (miliardi di Euro)
Volksrepublik China - 14 610,6
Norwegen - 12 750,4
Niederlande - 12 749,1
Japan - 8 428,4
Irland - 8 129,0
Russische Föderation - 6 146,3
Kasachstan - 2 736,5
Bangladesch - 2 659,8
Ungarn - 2 488,7
Vietnam - 2 207,2

 

Principali 20 mercati per l’export tedesco (miliardi di Euro)
001 Frankreich 101 516,1
002 Vereinigte Staaten von Amerika 73 694,3
003 Niederlande 69 279,5
004 Vereinigtes Königreich 65 450,7
005 Volksrepublik China 64 762,0
006 Italien 62 084,9
007 Österreich 57 663,0
008 Schweiz 47 708,1
009 Belgien 46 909,4
010 Polen 43 499,4
011 Spanien 34 868,9
012 Russische Föderation 34 405,5
013 Tschechische Republik 30 716,2
014 Schweden 22 013,5
015 Türkei 20 135,8
016 Ungarn 15 705,5
017 Japan 15 118,1
018 Dänemark 14 711,8
019 Republik Korea 11 664,8
020 Brasilien 11 165,8

 

Esportazioni 2011, % diretta verso la UE e l’area Euro
Paesi EU Unione monetaria
2011 % 59,2 % 39,7
2010 % 60,0 % 40,8
2009 % 62,3 % 42,8
2008 %63,3 % 42,8
2007 % 64,6 % 43,8
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Commenti (n° 18)Commenta

  1. è possibile che la tobin tax serva alla germania perchè, una volta contratta la forza fianaziaria dei paesi satelliti, potrà acquisire a buon prezzo aziende delocalizzate e sopperire in questo modo alla saturazione delle sue industrie, treccartando anche gli utili (cioè, lasciando a noi qualche briciola, quanto basta per non farci crepare) alla bisogna?

  2. giobbe8871 scrive:

    Sembra che la classe dirigente tedesca voglia istigare l’odio del popolo tedesco contro tutti quelli che non parlano tedesco. Un’altra volta.

    l’amico di Vocidalla germania è veramente molto utile. 8) :wink:

  3. giobbe8871 scrive:

    ecco cosa i giornalisti tedeschi chiedono al Boss della Buba:
    …”Il tribunale federale ha ammonito la Bundesbank di controllare piu’ spesso, se i lingotti d’oro sono ancora là dove erano stati depositati…” :cry:

    si si Crucchi criticate anche gli Americani, che poi Destino Manifesto si risveglia :mrgreen:

  4. giobbe8871 scrive:

    e oggi …
    Nel 2011 il 59.2 % dell’export tedesco è andato verso i paesi membri dell’Unione europea. Come comunicato dall’ufficio statistico, è il dato piu’ basso da 20 anni. Negli ultimi 5 anni la quota di esportazioni tedesche verso l’UE è scesa dal 64.6% al 59.2 %

    e …L’ufficio centrale di statistica (Statistisches Bundesamt) ha recentemente pubblicato i dati sulle esportazioni tedesche del 2011. Il commercio estero tedesco dipende sempre meno dai paesi UE (59%) e dall’unione monetaria (39,7%), la domanda che alcuni iniziano a farsi è: quanto è ancora importante l’unione monetaria per la Germania?

    Ma i Crucci ci sono o ci fanno ? :mrgreen: Per me ci sono stupidi Xenofobi, e superbi.
    Sono grandissimi lavoratori, ma non sono gli unici a lavorare. Ca..zz…oo !

  5. giobbe8871 scrive:

    Oggi su Wallstreetitalia c’è un pezzo su Sarrazin, altro Crucco. Lavora solo lui. :mrgreen:

  6. giobbe8871 scrive:

    Dipendesse da me , comincierei a stampare £, non italiane, ma inglesi, sterline.

    e come Capo di Stato la Regina Elisabetta. :wink:

  7. giobbe8871 scrive:

    La Finanza a London, e l’Industria a Torino – Brescia :D

  8. atomictonto scrive:

    Secondo me questo Sinn oltre ad un fobico inflattivo è anche un pò un megalomane autoreferenziale.
    Cosa pensare di uno che nel 2012 va in giro con una barba da Abramo Lincoln se non che ha una visione decisamente (troppo) alta e pura di se?

  9. giobbe8871 scrive:

    Bravo Andrea Mazzalai nel dire:
    quando è che la Germania ha intenzione di onorare i propri debiti di guerra o per lo meno spiegare per quale motivo non ha rispettato e onorato il trattato di Maastricht in epoca recente?

    Ma La Crande Germania ha perso qualche Guerra ? Noooo , Nein !!! :mrgreen:

  10. giobbe8871 scrive:

    i Crucchi sono fortunati che c’è l’Abbronzato Obama e Krugmann negli U.S. :D

  11. atomictonto scrive:

    giobbe8871@finanza,

    Beh ma ciclicità del pensiero della “crande cermania” è comprovato nella storia.
    Ad un certo punto come bambini si cominciano a convincere che loro sono i più bravi, i più belli ed i più virtuosi della classe.
    Se lo ripetono continuamente da soli finchè non incominciano ad odiare gli altri “alunni” incolpandoli di ogni problema.
    Si gasano finchè ad un certo punto sbottano urlando contro tutti i compagni di scuola i quali si coalizzano, li pestano per bene e li rimettono seduti al banchetto.
    Loro ovviamente, tronfi, non capiscono mai la lezione ed il giorno dopo si ricomincia.
    Fritz è sempre il primo della classe.
    A prenderle.

  12. giobbe8871 scrive:

    per me non c’è una vera, concreta divisione tra industriali ed economisti in Germania.
    Sono una esigua minoranza , i tedeschi che rispettono gli altri europei. Purtroppo.

    Deutscheland deutscheland uber alles…… :twisted:

  13. Per far salire le borse basta vendere qualche casa in più negli usa. Forse abbiamo trovato la soluzione, compriamo casa negli usa però perchè se le case in più fossero state vendute in italia le borse non se ne sarebbero accorte.

  14. ilcuculo scrive:

    Il pangermanesimo è scolpito nel DNA…
    … ma torneranno a passeggiare tra le rovine della città di Berlino, un’altra volta.

    • icebergfinanza scrive:

      Se le stanno quotidianamente cercando assecondati dalla moltitudine di esterofili che circolano in questo Paese!

  15. cartesio scrive:

    Queste le industrie automobilistiche tedesche (settore fondamentale dell’economia teutonica):
    - Audi
    - Bmw
    - Mercedes
    - Opel
    - Porche
    - Volkswagen
    L’80% di commercializzazione è in area europea (Germania compresa).
    Il restante 20% nel resto del mondo.
    Situazione del mercato automobilistico europeo: Orripilante o quasi (eccetto in mediocrità la Francia e l’Italia)
    Situazione del mercato automobilistico mondiale:
    - America del nord: qualche problema (vedi Chrysler in ripresa con Fiat) ma stabile
    - America del sud: da sempre languido
    - Giappone: vivace
    - Corea: molto vivace
    Da questa analisi imprecisa e di larga massima risulta che le valvole di sfogo tedesche son principalmente in nord Europa e nel continente nord Africano con preferenza Emirati Arabi Uniti.
    La Germania dunque giocherella ad affamare i propri clienti, i quali, sia per mancanza di denaro sia per dispetto quasi inconscio, cominciano a non comprare più auto tedesche.
    La Crande Germania, può cominciare a pensare di ampliare le proprie aree di stoccaggio, rallentare i ritmi di produzione, e cercare mercati alternativi che comprino a buon mercato il loro surplus.
    Quanto durerà l’industria automobilistica teutonica?
    A giudicare dal mercato che la stessa Germania ha messo in crisi con l’austerità, abbastanza poco.
    Il popolo tedesco sta cominciando ad accorgersene; frau Merkel no!
    C’è un vecchio adagio: Chi troppo vuole… nulla stringe!

  16. parlando un attimo di grecia. avete visto il film greco, sototitolato: Catastroika

    no? allora meglio che gli date un’occhiata! vedi qui. http://www.youtube.com/watch?v=eSamuPW8muM

    by DORF