OBELIX LA GERMANIA E LA FOBIA DELL’INFLAZIONE!

Scritto il alle 09:45 da icebergfinanza

Ve lo ricordate il mitico Obelix  dotato di una forza sovrumana, perché da piccolo era caduto nel pentolone in cui Panoramix stava preparando la sua pozione magica?

In Germania probabilmente sono caduti tutti nel pentolone della Repubblica di Weimar perchè sembra che non ce ne sia uno solo che non abbia la fobia dell’iperinflazione

Al di la di quello che in molti propinano quotidianamente nella rete l’iperinflazione è un fenomeno monetario che può essere originato solo da particolari dinamiche politiche

Come più volte detto abbiamo ancora qualche anno di tempo prima di incominciare a preoccuparci seriamente di una feroce inflazione che statene certi arriverà ma non ora come sostengono ormai coloro che da anni suggeriscono di comprare titoli legati all’inflazione che proteggono dal nulla.

Prima di tutto nessuno si illuda  che la netta sconfitta della Merkel in RNWestafalia possa fare cambiare idea alla Germania sull’ austerità e sull’inflazione perchè morto un papa se ne fa un’altro e di papi che la pensano alla stessa maniera a destra o a sinistra o al centro in Germania sembra ve ne siano molti.

E’ difficile far comprendere a chi ha ingurgitato un intero pentolone di fobie che l’inflazione in una debt deflation, in una depressione economica in una dinamica di deleveraging, rientro generalizzato e forzato dal debito è letteralmente impossibile al di la di persistente inflazione da speculazione sulle materie prime ovvero asset inflation.

Koo massimo teorico della recession da balance sheet ci dice che la crisi giapponese differisce da quella ordinaria perché i soggetti economici privati – invece di cercare di massimizzare i profitti in base ai dettami dell’”economica” ortodossa – tendono a minimizzare il debito per riparare ai guasti della loro situazione patrimoniale dopo lo scoppio di una bolla di “asset”. Koo ci aiuta con un esempio espresso in forma didattica:

<<Se una famiglia ha un reddito di mille euro e risparmia il 10%, in teoria i 100 euro risparmiati saranno presi dal settore finanziario e prestati a chi li userà per il meglio facendo muovere l’economia. Se la domanda per questi 100 euro è insufficiente, i tassi di interesse saranno abbassati per incentivarne la richiesta; se eccessiva, i tassi saliranno. Ma se tutto il settore privato è concentrato a minimizzare il suo debito, non ci saranno richieste per questi 100 euro anche in un contesto di tassi zero: nell’economia circoleranno solo i 900 euro spesi e confluiti nel reddito di qualcun altro. Se però anche costui risparmia il 10% solo 810 euro saranno spesi. Poiché il ripristino di una sana situazione patrimoniale richiede molti anni , anche quei 90 euro non saranno erogati in credito, e l’economia si contrarrà a 810 euro, poi a 730 e così via >>. (…)

Detto questo andiamo a seguire il dibattito in Germania grazie al sempre puntuale VocidallaGermania

La Bundesbank e il governo federale preparano i tedeschi a un’inflazione piu’ alta, per poter salvare l’Euro. Ma in questo modo agiscono contro gli interessi dei cittadini. E’ giunto il momento di porre fine all’avventura fallita dell’Euro.

E’ già passato un po’ di tempo da quando la crisi del debito sembrava aver coinvolto solo i paesi del Sud Europa. Mentre le economie di Grecia, Portogallo e Italia sono in difficoltà e la disoccupazione dilaga, la Germania festeggia un record di export dopo l’altro. I lavoratori qui da noi possono perfino scegliersi il lavoro che preferiscono. Ma ora gli effetti della crisi si avvicinano. “Allarme inflazione! La Bundesbank indebolisce l’Euro” titola la Bild. E la FAZ avverte: la Bundesbank si aspetta un’inflazione superiore alla media. 

Che cosa è successo? Nel corso di un’audizione della commissione finanze del Bundestag sulla crisi Euro, la Bundesbank ha chiarito che in relazione al processo di adeguamento all’interno dell’unione monetaria, in futuro la Germania avrà un tasso di inflazione superiore alla media. E’ importante che “l’inflazione aggregata della zona Euro corrisponda all’obiettivo di stabilità e che le aspettative di inflazione restino invariate”. 

Dietro di ciò c’è la considerazione, che la competitività di prezzo dell’area Euro si è sviluppata in maniera molto diversa fra i diversi paesi. Mentre nei paesi del sud, alimentati dai bassi tassi di interesse, si festeggiavano dei divertenti party, e il costo del lavoro saliva, la Germania grazie all’Agenda 2010 con una lunga stagione di moderazione salariale ha reso piu’ efficiente la propria economia e migliorato la propria competitività di prezzo. 

Ma ora le differenze economiche minacciano di lacerare l’unione monetaria. Per salvare l’Euro, secondo le ipotesi del governo e della Bundesbank, la competitività dei singoli paesi deve tornare su livelli simili. In concreto significa: i paesi in crisi devono moderare i loro salari, ridurre il costo del lavoro, rallentando così l’inflazione.

Affinché non sia solo il sud a dover sopportare il costo dell’aggiustamento, i salari, il costo del lavoro per unità di prodotto e i prezzi al consumo devono crescere piu’ rapidamente di quanto non sia accaduto fino ad ora. La Germania, secondo questa ipotesi, deve, per il bene della causa europea, rinunciare a una parte della propria competitività di prezzo. 

La forza trainante di questo processo di aggiustamento è la politica monetaria della BCE. Questa con un tasso dell’1% e una disponibilità illimitata di liquidità è finalizzata a evitare il collasso delle finanze statali nei paesi in crisi e a tenere in vita in maniera artificiale le banche zombie. Per la Germania la politica della BCE è troppo espansiva.

Se qualcuno non lo avesse ancora compreso i tedeschi non hanno alcuna voglia di fare comunella in Europa loro si sente superiori in tutto anche se non è giusto generalizzare.

Per quanto riguarda le banche zombie è meglio che la finiscano di scrivere e dire idiozie perchè se vi sono banche zombie in Europa quelle sono le banche tedesche, gli idioti di Dusseldorf come gli chiamano gli americani, banche che si sono riempite i bilanci di immondizia subprime americana e derivati e ora hanno in pancia il fallimento di mezza Europa subprime che hanno foraggiato con l’illusione del credito facile che ha creato bolle in Spagna, Irlanda, Portogallo e Grecia.

Se qualcuno lo avesse dimenticato la Germania ha già di fatto nazionalizzato SEI sottolineo SEI banche e attende con ansia di nazionalizzare anche Commerzbank la seconda banca tedesca altro che banche zombie dei paesi periferici.

I bassi tassi di interesse stanno alimentando un boom economico, spingono i salari verso l’alto e lasciano crescere l’inflazione. Questo processo per ora è solo all’inizio. In aprile il tasso di inflazione è stato del 2.1 %. Sicuramente l’inflazione arriverà fra un po’ e lo farà di corsa, quando le imprese trasferiranno gli aumenti salariali appena firmati nei prezzi dei loro prodotti.

Questo processo di adeguamento è la conseguenza di un progetto di unione monetaria pasticciato e incapace di sopravvivere – ed è un tradimento degli interessi della Germania. I cittadini tedeschi hanno da sempre una giustificata preferenza per i prezzi stabili e per finanze statali sane. E non vogliono nessuna inflazione. 

Ma che cosa pretendono i banchieri centrali e i governi dai cittadini? Prestiti miliardari ai paesi in crisi, di cui non rivedremo un centesimo, garanzie per i debiti, che se fossero utilizzate porterebbero alla bancarotta dello stato, e ora pretendono anche piu’ inflazione? 

Il governo federale e la Bundesbank che stanno preparando il terreno per l’inflazione, non si dovranno poi meravigliare quando questa sfuggirà di controllo.  Una volta che le aspettative di inflazione si sono consolidate presso i cittadini, i sindacati e le imprese, la banca centrale non riuscirà piu’ a tenerle sotto controllo. E questo è vero, quando la banca centrale – come fa ora la BCE – fa partire la stampante di denaro.

L’inflazione è “l’arma piu’ terribile” (Ludwig von Mises), di cui dispongono il governo e la sua banca centrale. Riduce i debiti dello stato spendaccione a spese dei propri cittadini. Erode i risparmi dei cittadini, priva i lavoratori dei frutti del proprio lavoro, e prepara il terreno per gli estremismi politici. Non c’è da stupirsi che il premio Nobel per l’economia Friederich August von Hayek ha definito la gestione del denaro da parte dello stato come “una storia di incessanti menzogne e truffe”. Ma ora proprio la Bundesbank e il governo federale confermano quanto il grande economista austriaco sosteneva; è un segno inequivocabile del fatto che è arrivato il momento di uscire dall’Euro e pensare ad un nuovo sistema monetario, diverso dalla moneta cartacea dello stato.

Ma non diciamo fesserie l’inflazione in una depressione non può ridurre nessun debito di uno stato spendaccione anzi ne incrementa la dimensione.

In questa orgia del debito il debito delle nazioni in rapporto al PIL diventerebbe più oneroso e un aumento dei tassi di interesse associato ad un aumento dell ‘inflazione con redditi reali in caduta, farebbe salire il costo della vita più rapidamente del reddito per la maggior parte della gente. La richiesta di aumento dei salari sarebbe il risultato ma molti non ne beneficerebbero perchè non c’è lavoro in una depressione o se c’è è parziale o a tempo determinato. Inoltre una distorsione verrebbe dall’alto costo delle importazioni e l’onere di  tassi crescenti decimerebbe la spesa governativa a tutti i livelli.

 A loro volta i deficit aumenterebbero l’interesse sul debito sempre più velocemente dei ricavi sino a cancellare il sostegno statale in un periodo di tempo molto breve E aumenterebbe il debito, crollerebbero i redditi e aumenterebbe la disoccupazione questa è una DEBT DEFLATION Signori!

Ma è inutile parlarne tanto da piccoli sono tutti caduti nel pentolone dell’inflazione e a chi non vi è caduto fanno bere la pozione magica dell’illusione!

Non ho idea di come finirà ma se in Germania qualcuno tira troppo la corda allora sarà il momento di mettersi dall’altro lato e chiudere i cordoni e anche se non è una buona idea come suggerisce la storia  un pò di sano protezionismo non farebbe male.

Basta automobiline o cianfrusaglie tedesche è ora di riscoprire il “made in Italy” invece di continuare a foraggiare l’orgoglio e l’ottusità tedesca!

Un dettagliata analisi su quanto sta accadendo  ” Euro fu…siccome immobile!” è stata inviata a tutto coloro che hanno sostenuto questo viaggio e a disposizione di tutti coloro che vorranno liberamente sostenerci ora…Semplicemente GRAZIE!

 

 

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8 commenti Commenta
ladybakura
Scritto il 15 maggio 2012 at 17:14

E intanto il PIL in Italia cala, il debito cresce e siamo nelle mani di completi folli. Mi chiedo cosa ci aspetta.

ilcuculo
Scritto il 15 maggio 2012 at 17:48

Un tono nazifascista in pieno stile , non c’e che dire !

ilcuculo
Scritto il 15 maggio 2012 at 17:50

Andrea,

ma perchè tutti guardano ai deficit di bilancio e poco o nulla si dice su i disavanzi commerciali che sono alla base di tutti i disequilibri ?

icebergfinanza
Scritto il 15 maggio 2012 at 18:04

ilcuculo@finanza,

Perché questa e’ una guerra Cuculo e la menzogna o la dispersione e la distrazione nascondono la Realtà! Guardo la Grecia e penso che in due anni hanno distrutto un popolo! Bastardi!

giobbe8871
Scritto il 15 maggio 2012 at 20:06

ilcuculo@finanza,

e bravo Cuculo ! :wink: 8)
Vuoi che i grandi Americani ammettino la fallimentare politica monetaria in Sud America,
come oggi la Crande Germania sta facendo a tutti gli europei che non parlano il tedesco ? :mrgreen:

giobbe8871
Scritto il 15 maggio 2012 at 20:08

icebergfinanza,

è Guerra purtroppo ! per me i più bastardi restano sempre i Crucchi e loro collaborazionisti. :twisted:

giobbe8871
Scritto il 15 maggio 2012 at 20:10

in America l’inflazione si è fermata. Ma che strano ?? se non ci fosse il petrolio a 100 usd sarebbe DEFLAZIONE TOTALE :mrgreen: :wink:
e bravo il buon Capitan Mazzalai :wink:

giobbe8871
Scritto il 15 maggio 2012 at 20:13

Aprile 2012
CPI inflation in April slowed sharply on lower energy costs. Meanwhile, the core rate held steady. The consumer price index posted at unchanged in April after a 0.3 percent boost the prior month. Analysts forecast no change. Excluding food and energy, the CPI rose 0.2 percent, matching the March pace. Analysts expected a 0.2 percent rise.

Year-on-year, overall CPI inflation softened to 2.3 percent from 2.6 percent in March (seasonally adjusted). The core rate stayed 2.3 percent on a year-ago basis. On an unadjusted year-ago basis, the headline number was up 2.3 percent in April versus 2.7 percent in March while the core was up 2.3 percent, matching March, not seasonally adjusted.

With recent help from energy, headline numbers are headed toward the Fed’s inflation goal of 2 percent. However, the core rate has been a little stubborn and will provide ammunition for the inflation hawks on the FOMC.

QE3 ? si si è prossima…altrimenti è depressione da deflazione….e poi Guerra Totale.

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