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ROGOFF E LE BRICIOLE DELLA CRISI.

Scritto il alle 12:08 da icebergfinanza

 

Come i lettori ben sanno Kenneth Rogoff insieme a Carmen Reinhart è uno dei massimi esperti mondiali di crisi sovrane e di crisi finanziarie, una delle nostre stelle polari in questa tempesta perfetta.

In una intervista a MaurizioMolinari della Stampa giustamente e per fortuna Rogoff dice che … Il Fmi non può salvare l’Europa, sono solo gli europei che possono farlo»:

(…) Tanto per cominciare ben 200  di questi (miliardi raccolti dal FMI )  infatti vengono dai Paesi europei, ovvero da chi dovrebbe essere soccorso. (…questo si che fa sorridere )

Ma ciò che più conta è che la cifra di 430 miliardi nel migliore dei casi potrebbe servire a sostenere una nazione come la Spagna per pochi anni con un programma simile a quello che è in corso con il Portogallo. Mi pare un po’ poco per sostenere che si tratti della blindatura della stabilità dell’euro».

Cosa pensa della decisione degli Stati Uniti di non partecipare ai firewall del Fmi?


«A mio avviso l’approccio dell’amministrazione americana a questa crisi è nel complesso corretto. L’Europa è un posto molto ricco che non può essere certo salvato con i soldi dei Paesi poveri. Gli europei non hanno problemi di liquidità ma di solvenza. Non si tratta di nazioni che hanno bisogno di risorse bensì di nazioni pesantemente indebitate. Possono e devono rimettersi sui binari da sole, ma se vogliono salvare la moneta unica devono affrettarsi a darle una guida politica integrata».

Se mi permettete l’ironia non sapevo che Rogoff considerasse l’America un Paese povero, in fondo non ha tutti i torti con più di un terzo della popolazione in condizioni disastrose!

Comunque sia fallita la strada della crescita e della riduzione del debito, fallito anche il tentativo di inflazionare l’economia non resta che l’opzione ” MASSIVE DEFAULT ” e come suggeriva Carmen Reinhart oggi è in atto una sistematica  “REPRESSIONE FINANZIARIA” ovvero la collocazione forzosa dell’eccesso di debito presso gli investitori a tassi prestabiliti ovviamente il tutto condito dalla socializzazione delle perdite del settore finanziario assorbite dai contribuenti mondiali.

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2 commenti Commenta
first em
Scritto il 26 aprile 2012 at 16:46

” A mio avviso l’approccio dell’amministrazione americana a questa crisi è sostanzialmente corretto”.
Mhhhh…Ho parecchi dubbi al riguardo.
!) Mantenere i tassi a zero è corretto? Dove trovo un manuale di economia che dice questo?
2) A parte Madoff, nessuna tegola penale è ricaduta sui responsabili di tutto il castello di carte imbastito sui subprime, CDO, e simil derivati; mentre è chiaro che trattasi di truffa.
3) Il vaso di Pandora di questa finanza di carta e di bit è stato scoperchiato, direttamente o indirettamente, da varie istituzioni, tra cui in prima linea si trovano FED, Sec, FSA, ecc… e le riforme della finanza di questi anni, tra cui quella di Obama, sono inefficaci o semplici palliativi.

albertom
Scritto il 27 aprile 2012 at 09:11

La frase che speleo cita :

La sola funzione delle previsioni in campo economico è quella di rendere l’astrologia una disciplina più rispettabile.

Vale solo per gli economisti che fanno previsioni di crescita O VALE ANCHE PER QUELLI CHE FANNO PREVISIONI DI RECESSIONI?

Esistono due pesi e due misure?

Dove sono sono le mitiche recessioni del 2010 e quella del 2011?
Erano sicure secondo Lei, matematiche!
Adesso nel 2012 dai forse nel 2013 o nel 2014….
Dai pedala Bartali……….

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