LO STERCO NEL GIARDINO DEL DIAVOLO!

Scritto il alle 16:36 da icebergfinanza

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Come ho scritto nel capitolo conclusivo del mio libro un altro «medioevo» è quello del primo decennio del Duemila,spesso attraversato dal vento delle leggende metropolitane, raccontate a uso e consumo degli interessi personali a scapito di quello collettivo, foraggiate dalle asimmetrie informative che non permettono ai soggetti economici di disporre delle stesse informazioni, di avere pari accesso alle conoscenze strategiche, asimmetrie che non ci permettono di essere consapevoli protagonisti della nostra vita. Leggende metropolitane che sono veicolate dalla conoscenza approssimativa, dalla suggestione, dall’incantesimo e dal passaparola immersi come siamo nel medioevo dell’informazione.

E così tendiamo a diventare soggetti passivi, adagiati nell’oblio del nostro tempo, diffondendo consapevolmente o involontariamente la verità artificiale e la raccontiamo a nostra immagine e somiglianza. Le sirene dell’inevitabilità anestetizzano le coscienze: come nel film Matrix dove un sistema di controllo cerebrale sequestra gli individui e crea l’illusione di vivere in un mondo nel quale non ci si accorge minimamente della propria condizione di schiavitù. L’ultima possibilità rimasta è quella di scegliere la pillola rossa o quella blu, tra il ritorno alla realtà o il proseguimento nella fantasia: un paese meraviglioso, dove immaginare mille conigli virtuali da estrarre dal cilindro della propria vita. La scelta tra verità e finzione non è facile, implica consapevolezza e un estenuante cammino di crescita umana e culturale; la glaciale pillola blu dell’indifferenza, la pillola dell’ignoranza è facilmente commerciabile nelle masse, col suo messaggio demenziale, frutto dell’ipnosi mediatica.

La Responsabilità non è equa!

Grazie a John andiamo a dare un’occhiata a quello che scrive il filosofo Agamben sulla Repubblica di ieri, andiamo a dare un’occhiata a questa spettacolare sintesi della immensa crisi antropologica che stiamo vivendo…

Per capire che cosa significa la parola “futuro”, bisogna prima capire che cosa significa un´altra parola, che non siamo più abituati a usare se non nella sfera religiosa: la parola “fede”. Senza fede o fiducia, non è possibile futuro, c´è futuro solo se possiamo sperare o credere in qualcosa. Già, ma che cos´è la fede? David Flüsser, un grande studioso di scienza delle religioni – esiste anche una disciplina con questo strano nome – stava appunto lavorando sulla parola pistis, che è il termine greco che Gesù e gli apostoli usavano per “fede”.

Quel giorno si trovava per caso in una piazza di Atene e a un certo punto, alzando gli occhi, vide scritto a caratteri cubitali davanti a sé Trapeza tes pisteos. Stupefatto per la coincidenza, guardò meglio e dopo pochi secondi si rese conto di trovarsi semplicemente davanti a una banca: trapeza tes pisteos significa in greco “banco di credito”. Ecco qual era il senso della parola pistis, che stava cercando da mesi di capire: pistis, ” fede” è semplicemente il credito di cui godiamo presso Dio e di cui la parola di Dio gode presso di noi, dal momento che le crediamo. Per questi Paolo può dire in una famosa definizione che “la fede è sostanza di cose sperate”: essa è ciò che dà realtà a ciò che non esiste ancora, ma in cui crediamo e abbiamo fiducia, in cui abbiamo messo in gioco il nostro credito e la nostra parola.

Qualcosa come un futuro esiste nella misura in cui la nostra fede riesce a dare sostanza, cioè realtà alle nostre speranze. Ma la nostra, si sa, è un´epoca di scarsa fede o, come diceva Nicola Chiaromonte, di malafede, cioè di fede mantenuta a forza e senza convinzione. Quindi un´epoca senza futuro e senza speranze – o di futuri vuoti e di false speranze. Ma, in quest´epoca troppo vecchia per credere veramente in qualcosa e troppo furba per essere veramente disperata, che ne è del nostro credito, che ne è del nostro futuro?
Perché, a ben guardare, c´è ancora una sfera che gira tutta intorno al perno del credito, una sfera in cui è andata a finire tutta la nostra pistis, tutta la nostra fede. Questa sfera è il denaro e la banca – la trapeza tes pisteos – è il suo tempio. Il denaro non è che un credito e su molte banconote (sulla sterlina, sul dollaro, anche se non – chissà perché, forse questo avrebbe dovuto insospettirci – sull´euro), c´è ancora scritto che la banca centrale promette di garantire in qualche modo quel credito.

La cosiddetta “crisi” che stiamo attraversando – ma ciò che si chiama “crisi”, questo è ormai chiaro, non è che il modo normale in cui funziona il capitalismo del nostro tempo – è cominciata con una serie sconsiderata di operazioni sul credito, su crediti che venivano scontati e rivenduti decine di volte prima di poter essere realizzati.

Ciò significa, in altre parole, che il capitalismo finanziario – e le banche che ne sono l´organo principale – funziona giocando sul credito – cioè sulla fede – degli uomini.
Ma ciò significa, anche, che l´ipotesi di Walter Benjamin, secondo la quale il capitalismo è, in verità, una religione e la più feroce e implacabile che sia mai esistita, perché non conosce redenzione né tregua, va presa alla lettera. La Banca – coi suoi grigi funzionari ed esperti – ha preso il posto della Chiesa e dei suoi preti e, governando il credito, manipola e gestisce la fede – la scarsa, incerta fiducia – che il nostro tempo ha ancora in se stesso.

E lo fa nel modo più irresponsabile e privo di scrupoli, cercando di lucrare denaro dalla fiducia e dalle speranze degli esseri umani, stabilendo il credito di cui ciascuno può godere e il prezzo che deve pagare per esso (persino il credito degli Stati, che hanno docilmente abdicato alla loro sovranità). In questo modo, governando il credito, governa non solo il mondo, ma anche il futuro degli uomini, un futuro che la crisi fa sempre più corto e a scadenza.

E se oggi la politica non sembra più possibile, ciò è perché il potere finanziario ha di fatto sequestrato tutta la fede e tutto il futuro, tutto il tempo e tutte le attese.
Finché dura questa situazione, finché la nostra società che si crede laica resterà asservita alla più oscura e irrazionale delle religioni, sarà bene che ciascuno si riprenda il suo credito e il suo futuro dalle mani di questi tetri, screditati pseudosacerdoti, banchieri, professori e funzionari delle varie agenzie di rating.

E forse la prima cosa da fare è di smettere di guardare soltanto al futuro, come essi esortano a fare, per rivolgere invece lo sguardo al passato.

Soltanto comprendendo che cosa è avvenuto e soprattutto cercando di capire come è potuto avvenire sarà possibile, forse, ritrovare la propria libertà. L´archeologia – non la futurologia – è la sola via di accesso al presente.

“Se la feroce religione del denaro divora il futuro” di GIORGIO AGAMBEN da La Repubblica del 16 febbraio 2012

Spettacolare semplicemente spettacolare,! Un semplice richiesta fatela girare il più possibile perchè qui in queste splendide parole è nascosta la più spettacolare sintesi di questa immensa crisi antropologica che vado predicando da anni, il sequestro delle Nazioni e del futuro delle giovani generazioni ma soprattutto per cancellare il canto delle sirene dell’inevitabilità che anestetizzano le coscienze come nel film Matrix dove un sistema di controllo cerebrale sequestra gli individui e crea l’illusione di vivere in un mondo nel quale non ci si accorge minimamente della propria condizione di schiavitù.

L’unica volta che l’ira di Gesù si scatenò fu per scacciare i mercanti dal tempio! E’ giunta l’ora di scacciare i mercanti di morte dalle nostre comunità, dalla nostra vita per guardare al BENE COMUNE!

Non dimenticate che il Diavolo è un fuoriclasse nel recitare le Sacre Scritture!

Condividetelo semplicemente grazie!

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11 commenti Commenta
kry
Scritto il 17 febbraio 2012 at 17:26

La pratica di disporre interessi sul credito era vietata anche nel mondo cristiano…… era paragonata allo sfruttamento e alla schiavitù. ( fonte- post di balrock-rothschilds want iran’s…..) Mi sono permesso la citazione perchè mi sembra a tema.

bergasim
Scritto il 17 febbraio 2012 at 18:43

Da appendere al muro al posto del calendario, si perchè anche questo articolo scandisce il tempo, si il tempo che ci rimane prima del reset finale.
Era da tempo che cercavo con parole di poter mettere su carta i miei pensieri a rifuardo, ma ora non c’è più bisogno grazie a questa magistrale esposizione, la finanza intesa come una religione, con i suoi vicari e i suoi cardinali e vescovi, l’unico dubbio da dissippare chi è il papa della religione della finanza?

andrea.4463
Scritto il 17 febbraio 2012 at 18:56

“Datemi il potere di stampare denaro e non dovrò più preoccuparmi di chi ha il potere di fare leggi”. Barone De Rotschild.
Questo è il dogma dell’altafinanza.

dorf001
Scritto il 17 febbraio 2012 at 19:22

il FINAZISMO. cioè il nazismo finanziario. caro capitano, e a tutti, vi mando un video di una grande persona. una donna con le palle. una giovane economista onesta. cosa rara. capitano, la pensa più o meno come te. anzi, ti consiglio di seguirla. informati bene. bisogna imbarcarla sul veliero. e anche tu capitain devi andare a parlare in televisione. guardate sto video.

http://www.youtube.com/watch?v=rOMal8helx0&feature=share

by DORF

stanziale
Scritto il 17 febbraio 2012 at 20:12

@Dorf: forte davvero(oltre che carina). Penso che alla rai non la chiameranno piu’.

kry
Scritto il 17 febbraio 2012 at 22:07

dorf001@finanza,

stanziale@finanza,

Di Lidia Udiemi è una settimana che se ne parla sul blog intermarket&more sempre qui su finanza.com. Scusa capitano sono 15 giorni che mi pongo la domanda:visto che stiamo per diventare schiavi di questo sistema non è pericolosa una concentrazione così elevata di persone molto competenti in un singolo blog? A chi ci vuol togliere l’informazione basta staccare una sola spina.

andmoney
Scritto il 17 febbraio 2012 at 23:20

Dov’è finito il post di balrock di poche ore fa?

Comunque anche alla luce del sequestro odierno di bond USA, se siete “aperti mentalmente” per leggere un blog altamente complottardo:
http://divinecosmos.com/start-here/davids-blog/1023-financial-tyranny?start=4

Però attenzione, si arriva anche alla fuffologia, quindi occhio :wink:

kry
Scritto il 17 febbraio 2012 at 23:32

andmoney@finanzaonline,

Se intendi quello sulla banca centrale iraniana hai ragione è sparito. Sul sequestro non ho ancora letto,grazie a te potrò farlo ora. Ricordo una vicenda analoga di asiatici fermati al confine italiano con la svizzera con bond sempre usa,forse saranno sempre quelli.

andmoney
Scritto il 18 febbraio 2012 at 00:28

Si, era quello sull’iran.

…ehm, attento che il sito è più che altro un… “romanzo degli ultimi decenni” :D

dorf001
Scritto il 18 febbraio 2012 at 00:55

gerald celente, al suo massimo splendore. uno che ne sà molte sugli USA e il mondo. capitano, ti piacerà ciò che scrive. forte!!!

Gerald Celente: Dunque chi è a capo del CFTC, Gary Gensler? Lui è stato uno degli assistenti di Jon “Don” Corzine, quando Corzine era a capo della banda della Goldman Sachs, prima di diventare senatore del New Jersey. Afferri?

Chi è il segretario generale di Obama? Bill Daley, della meravigliosa dinastia dei Daley di Chicago. Da dove viene? Oh, vicepresidente di Morgan Chase. Chi era il Segretario del Tesoro di Bush? Oh, Henry “Frankenstein” Paulson. Da dove veniva? Iniziò come direttore generale di Goldman Sachs dopo che Jon “Don” Corzine lasciò il posto. Questo è l’uomo che creo la TARP, e che ne uscì con l’idiozia del “troppo grande per fallire”. Lui? Esatto.

E chi fu il Segretario del Tesoro sotto Clinton che avviò la deregolamentazione del settore finanziario, e che diede il colpo di grazia al Glass-Steagall Act, una legge che impediva alle banche commerciali di diventare banche di investimento? Banche di investimento! Che mucchio di frottole. Casinò d’azzardo, e noi ora dobbiamo salvarle perché le loro scommesse si sono rivelate fallimentari. Non poteva trattarsi di Robert Rubin, l’ex co-presidente di Goldman Sachs? E chi è la persona che hanno appena messa a capo della Banca Centrale Europea, Mario Draghi? Da dove veniva? Non era a capo della divisione europea di Goldman Sachs? Ancora un minuto… Chi è ora quell’uomo in Italia, Mario “Tre carte” Monti? Non era un consulente internazionale di Goldman Sachs?

bello eh?? qui tutto l’articolo. http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9879

DORF

I mercanti si stanno impadronendo del tempio; non devi guardare troppo lontano per vederlo. È di fronte agli occhi di tutti, e nessuno dice pane al pane e vino al vino. I Rothschild sarebbero gelosi di vedere quello che hanno messo a segno la banda di Goldman Sachs, l’organizzazione criminale di JP Morgan, i ladri di Citigroup, i banditi di Deutsche Bank e tutti gli altri.

billbill
Scritto il 19 febbraio 2012 at 09:02

Grande Capitano!!! e grande Dorf!!!
All’immagine mancava questo:

“Vi Veri Veniversum Vivus Vici”.
“Vivendo con la forza della verità ho conquistato l’Universo”.

Ti si addice, Capitano!!!!

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