GRECIA: LA FAVOLA DI ESOPO!

Scritto il alle 06:12 da icebergfinanza

 

 

Ho trascorso gli ultimi mesi a cercare di tranquilizzare i lettori su un rischio imminente di un possibile fallimento del nostro Paese mentre intorno analisti ed economisti usciti dal nulla urlavano che il fallimento era dietro l’angolo, addirittura questa primavera, un coro di cassandre fallite a cui si sono aggiunti in molti nella blogosfera.

Alcuni hanno cercato di scatenare una sorta di caccia alla strega contro il sottoscritto sussurrando un non meglio identificato conflitto di interesse, suggerendo che stavo cercando di proteggere questo sistema marcio e in putrefazione. La storia di Icebergfinanza è testimoniata da migliaia di post che chiunque può rileggersi,  senza peli sulla lingua, cinque anni di denuncia di un sistema fallito.

Mentre in molti cercavano di distogliere la Vostra attenzione dalla Realtà, io scrivevo e parlavo di crisi ANTROPOLOGICA, accusando soprattutto il sistema finanziario e la connivenza di quello politico e la partecipazione di una parte del popolo, senza se e senza ma!

Icebergfinanza è l’unico che da anni chiede una nuova NORIMBERGA della finanza e della politica, uno dei pochi che vi parla del sequestro delle Nazioni e del futuro delle giovani generazioni, che vi parla di un’alternativa possibile a questo sistema che potrete trovare in centinaia di post nel tag dei Mondi Alternativi.

Era evidente che il livello dei fondamentali, della ricchezza complessiva e la nostra posizione economica non suggerivano alcun rischio a breve termine per il nostro Paese.Detto questo altri sono i problemi di un Paese troppo spesso in mano a mafie e massonerie, in mano ad un manipolo di speculatori politici che hanno calpestato il bene comune.

Se il tempo me lo permetterà prima o poi sarà pronto il manifesto di Icebergfinanza, con qualche umile suggerimento per sognare un sistema che metta l’uomo al centro dell’universo. Si ben chiaro non inventerò nulla, da tempo uomini e donne illuminate stanno quotidianamente mettendo le basi per un cambiamento possibile e che già alcuni di Voi possono riscontrare nella realtà quotidiana.

Detto questo quello che è accaduto alla Grecia deve essere un monito fondamentale per il nostro Paese, la favola di Esopo, la leggendaria favola della formica e della cicala, il vivere per troppo tempo manipolando la Realtà prima o poi porta a conseguenze devastanti.

Esopo guarda caso era uno scrittore antico greco, magistrale scrittore di favole che hanno influenzato tutta la letteratura e la cultura occidentale, favole oggi note a grandi e piccini.

Quello che è accaduto in Grecia per certi versi si è verificato anche in Italia. Il  parassitismo nella pubblica amministrazione, il cancro della speculazione politica, l’aver vissuto per troppi anni ben oltre la Realtà quotidiana di alcuni ma non di tutti sia ben chiaro ha portato questo Paese a sbattere contro la Consapevolezza che ancora oggi molti rifiutano.

In Grecia per due anni i politici hanno fatto finta di cambiare pagina, nonostante avessero truccato i bilanci per poter sognare di vivere oltre la Realtà. Uno dei maggiori responsabili di quell’epoca allora governatore della Banca Centrale greca, l’attuale premier Papademos, oggi amministra il fallimento greco terrorizzando sulle possibili conseguenze di un ritorno alla realtà, cercando di prolungare un’illusione, un protagonista del fallimento amministra un nuovo fallimento, un fallimento dove si prospetta addirittura la mancanza di medicinali e di generi di prima necessità!.

E’ triste osservare che la Grecia, terra delle Olimpiadi parteciperà a Londra con una squadra dimezzata, Olimpiadi che videro nel 2004 risplendere Atene, impianti ed investimenti che oggi sono il simbolo di un fallimento. Per fortuna abbiamo evitato di gettare miliardi di illusioni nelle Olimpiadi moderne dove ogni Paese fa a gare per preparare cerimonie sempre più sontuose e faraoniche che cancellino in ricordo della precedente esperienza, distruggendo lo spirito olimpico, un business in nome del profitto e non certo dello sport.

Debito, debito e ancora debito, uno tsunami del debito, debito per cancellare debito, una strada senza ritorno che va invertita, tornano alla Realtà, senza dimenticare i fantasmi che ancora oggi come vedremo vagano nei saloni di Versailles e nelle pieghe della Storia.

Siamo ancora in tempo,  ma senza Responsabilità personale non abbiamo scampo, il cambiamento nasce da ognuno di noi, diversamente ci penserà la storia a risolvere la questione.

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11 commenti Commenta
maatmatithiak
Scritto il 16 febbraio 2012 at 07:41

assolutamente VERO!

kry
Scritto il 16 febbraio 2012 at 08:50

Già nel 2004 si potevano notare delle distorsioni. Un esempio che potrebbe essere banale:nel nord del paese nei campeggi la spine elettriche erano ancora triple quando invece dovevano esserci quelle CEE e mi sono trovato in difficoltà per una banalissima presa elettrica. I prezzi erano si il 20% in meno rispetto all’ Italia ma comunque troppo alti rispetto alla qualità del servizio. Mi spiace che non possiamo partecipare alla gara per ospitare le olimpiadi e comunque concordo con la rinuncia perché e dall’ edizione dell’Australia che non si rileva un affare ma una spesa inutile con impianti che restano inutilizzati. Lo stadio di Torino per i mondiali è un esempio, inoltre politici si dovranno preoccupare di trovare i finanziamenti extra in altra maniera.

andrea.mensa
Scritto il 16 febbraio 2012 at 09:43

caro capitano
cosa hai in programma è ottimo, ma non dimenticare l’argomento che meno viene ricordato in questi momenti di crisi siano grci che portoghesi o italiani.
i debiti sovrani sono Greci, Italiani, ecc… ma i greci non sono tutti uguali.
come per gli italiani, i debiti si son formati assieme alla divaricazione sempre più eccentuata tra ricchi e poveri.
perchè se agli uni sono state elargite briciole di vantaggi non dovuti, agli altri l’accesso a finanziamenti, commesse, cooperazioni, ecc… hanno portato enormi vantaggi…. ovviamente tutto a debito, ma ora il debito è equamente distribuito !
non dimenticare anche tu che solo le classi più povere partecipano con le loro entrate, che spendono subito per sopravvivere, a far lievitare il pil, e l’economia in genere, creando al limite inflazione.
oggi, per la grecia, come per l’italia e per tutti gli altri, l’errore più grosso è non tener conto di questo semplice fatto….. a partecipare al risanamento devono essere chiamati, non coloro che già sono al limite della sopravvivenza, ai quali i tagli hanno solo conseguenze deflattive, ma coloro che hanno molto più di cosa occorre loro per vivere anche per i prossimi 100 anni, hanno patrimoni, che mai potranno portarsi nella tomba, e , se oggi anche i loro redditi sono leggermente inferiori a ieri, i patrimoni sono invece una base ben solida di ricchezza.
non siamo tutti uguali, di fronte alla crisi, di fronte ai debiti sovrani !!!
smettiamola di parlare solo di “Greci” o “Portoghesi” o “Italiani”…… non siamo nemmeno simili, ormai, visto che quella classe intermedia è stata distrutta, sospinta in basso per la maggior parte, con qualche eccezione entrata nell’olimpo.
tienine conto !!!!

icebergfinanza
Scritto il 16 febbraio 2012 at 09:53

andrea.mensa@finanza,

Andrea sono forse l unico che da anni parla di REDISTRIBUZIONE!

ilcuculo
Scritto il 16 febbraio 2012 at 11:39

L’analisi macroeconomica dei sistemi finanziari nazionali ci permette di capire nel breve termine chi è in condizioni di sostenibilità e chi non lo è.
Ma i sistemi nazionali non sono sistemi chiusi e benchè la membrana, spesso virtuale, dei confini nazionali permetta di definire i “key performance indicator” di ciascuna nazione è chiaro che i sistemi economici sono talmente interconnessi sia a livello di economia reale che di economia finanziaria da non permettere di poter stringere il fuoco su una realtà nazionale per capire la sua possibile evoluzione.

Invece il nostro pianeta è un sistema chiuso e, ragionando per “ordini di grandezza” sappiamo che ci sono limiti che è molto improbabile superare.

Se chiediamo al sistema Italia ed al sistema Europa ed in generale al sistema economico-politico occidentale di salvaguardare il livello di quqlità della vita della NOSTRA classe media, ed io sono assolutamente convinto che ciò si debba fare , dobbiamo essere ben consci che questa qualità della vita è compatibile, sul nostro pianeta, oggi, con circa 5 miliardi di umani.

Poichè gli umani sul pianeta sono di più e sono in crescita questo porta ad una inevitabile e permanente situazione di guerra economica (e non solo) tra chi può godere delle risorse ad un costo compatibile con il proprio livello di ricchezza e di reddito e che ne è tagliato fuori.

Una sana REDISTRIBUZIONE all’interno del nostro sistema economico sarebbe fondamentale per garantire una sostenibilità del ciclo economico tra produzione, consumi interni, esportazioni, risparmio, debito.

Una redistribuzione a livello mondiale della ricchezza e del reddito, con i livelli demografici attuali e le proiezioni future, ci porterebbe a regime ad un tenore di vita paragonabile a quello che oggi sperimentano in Bulgaria o in Turchia.

Non saprei dire se il popolo Bulgaro o Turco è contento della propria condizione economica e quale sia il FIL Bulgaro

Ma voi sareste disposti… ?

italywip
Scritto il 16 febbraio 2012 at 14:06

Non vogliono dare il prestito perchè sanno che ad aprile vinceranno estrema dx e sx e poi dopo saranno problemi gravi per tutti…

http://italyworkinprogress.blogspot.com/2012/02/euro-break-up-capitolo-7-prestiti.html

ciaula
Scritto il 16 febbraio 2012 at 14:07

Ciao Capitano.
Il caso greco è la dimostrazione lampante della debolezza strutturale del progetto-€uro.
La moneta unica-senza Stato era già di per sè un unicum storico, che suscitava non poche perplessità tra gli economisti e monetaristi “indipendenti”; la gestione politica del processo di selezione ed ingresso nell’Euro hanno poi fatto il resto…

La Grecia non sarebbe dovuta entrare, non era pronta. Così come non lo eravamo neanche noi.
Se mi si fa passare la metafora, l’Euro era una residenza per persone dal fisico magro e tonico; noi, fino a qualche mese prima non lo eravamo affatto. Per rientrare nei canoni, abbiamo fatto una super dieta accelerata…
Come tutti sanno, dimagrire velocemente con dubbi rimedi fa perdere peso: ma mettendo a repentaglio la salute, ed esponendosi ad una rapida ripresa dei chilogrammi persi più gli interessi…

Ora che i nodi sono venuti al pettine, si pretende di somministrare cure drastiche…Eh no, non funzionano. Se non si cambiano gli schemi, se non si rivedono i paradigmi non se ne esce.

L’euro per la Grecia è stata come una droga: all’inizio l’ha mandata in estasi, facendogli vedere luci e colori sgargianti, farfalle e caprette che facevano “ciao”…Adesso è in crisi d’astinenza e sta male. Colpa loro? Certo, loro non si sono tirati indietro; ma la droga chi l’ha tagliata e poi spacciata…?
Le responsabilità vanno accertate e divise per bene…http://lemieconsiderazioniinutili.blogspot.com/2012/02/la-tossicodipendenza-della-grecia.html

E la Norimberga di cui parli ne avrebbe parecchie di teste importanti da appendere ad una corda!

Saluti

icebergfinanza
Scritto il 16 febbraio 2012 at 14:19

ilcuculo@finanza,

SI…ma non si può generalizzare incominciamo da casa nostra! Andrea

ilcuculo
Scritto il 16 febbraio 2012 at 14:27

icebergfinanza,

SI ? … cosa ?

ti va bene immaginare per i tuoi figli un futuro con uno standard di vita equivalente a quello che trovi oggi in Bulgaria o in Turchia ?

icebergfinanza
Scritto il 16 febbraio 2012 at 20:39

ilcuculo@finanza,

Non diciamo fesserie Cuculo insegnerò loro ad accettare ciò che la Vita offre lottando e soffrendo quotidianamente senza dimenticare chi e’ meno fortunato! Andrea

kry
Scritto il 16 febbraio 2012 at 23:50

ilcuculo@finanza,

Nel mio primo commento dove illustravo il nord della Grecia ero diretto in Turchia. In Turchia ci sono stato 4 volte e ci andrei ad abitare senza pensarci un attimo. La vita è differente dal costo fino a vedere le cose in maniera diversa, sei più rilassato apprezzi la natura i paesaggi. Certo anche lì ci sono molte persone che non stanno economicamente bene ma vivono con il necessario non esigono cose superflue.

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