ITALIA: TESORO IL DEBITO PUBBLICO E’ SOSTENIBILE!

Scritto il alle 13:56 da icebergfinanza

 

Come molti di Voi ricorderanno nella mia analisi dedicata ai sostenitori di Icebergfinanza tuttora disponibile scrissi che …

Detto questo andiamo a smontare qualche altra leggenda metropolitana, quella sul costo del debito italiano o quella della linea del Piave ovvero i leggendari 400 punti che separano l’Italia dalla Germania, vero e proprio cadavere finanziario, ovvero sua maestà lo SPREAD ( Nb poi siamo saliti ben oltre i 550 punti il famigerato punto di non ritorno come urlavano in tanti …)

” Se anche gli spread dovessero rimanere agli attuali livelli molto alti è stato calcolato, il pieno impatto sull’onere degli interessi sul debito si farebbe sentire dopo parecchi anni ( cinque ndr ) e il debito calerebbe comunque se gli obiettivi di avanzo primario dovessero essere centrati con una crescita invariata».Neppure un tasso al 7% sul BTp decennale per un lungo periodo è fonte di preoccupazione per Fitch, che lo considera «sostenibile» a differenza dei calcoli del mercato: porterebbe il costo della raccolta dal 4% circa al 5,5% per il 2015, con oneri sul debito a quota 110 miliardi ( 6,1% del Pil non molto lontani sulle previsioni del governo) contro i 75 miliardi (4,8% del Pil) previsti per il 2011(Sole 24Ore).

Vediamo un po’ cosa pensano ora quelle candide anime di Deutsche Bank e Goldman Sachs, una che ha scaricato sul mercato i nostri titoli di stato vendendo CDS , l’altra che un giorno si e un altro ancora in privato suggerisce di vendere e shortare l’Euro e l’Italia mentre probabilmente i suoi desk comprano a mano bassa. Ricordatevi sempre che la mano destra in finanza non sa quello che fa la mano sinistra._

(…)Deutsche bank ha precisato che «un aumento degli interessi sul debito di breve durata non manda i conti pubblici italiani fuori controllo, nonostante l’alto debito/Pil». Storicamente, è la tesi DB, l’Italia ha sostenuto oneri sul debito molto più alti in percentuale del Pil e delle entrate….(Ricordate quando detto e visivamente confermato nei grafici precedenti, dove la memoria storica è ben labile nei mercati irrazionali…) gli analisti di Goldman Sachs sostengono che un aumento del costo del debito pubblico dal 4% al 5,5% per il 2017, con prospettive di crescita invariata, ancora consente all’Italia di portare il debito/Pil sotto la soglia del 100% attorno al 2026. Il costo del debito può salire fino al 6,7% su base permanente senza far schizzare all’insù il debito/Pil. Persino con una crescita reale all’1,8%, con un costo del debito schizzato al 7%, per GS è possibile evitare l’esplosione del debito/Pil. ».( Sole24Ore)

Ora andiamo a vedere cosa scrivono sulla VOCE Nicola Borri, Gianfranco di Vaio e Giuseppe Ragusa a proposito dei numeri dell’Italia sostenibile!

Chissà dove è finita quella simpatica economista che vive a Londra che un giorno si e un’altro ancora ha urlato per mesi che l’Italia sarebbe fallita entro la Primavera per non parlare di numerosi articoli di giornale, economisti dell’ultima ora o blogger che quotidianamente suggerivano la fine del mondo.

Quello che è certo è che la gente ha la memoria corta e di Icebergfinanza tra qualche tempo non si ricorderà più nessuno, un pazzo visionario che ha osato sfidare l’onda populista sulla base di semplici numeri, analisi e ricerca che testimoniavano la realtà fondamentale del nostro Paese.

” L’Italia sarà capace di restituire dinamiche sostenibili al proprio debito pubblico, e soprattutto, al costo del suo finanziamento? Agli attuali tassi di interesse, a quanto ammontano gli avanzi di bilancio primario necessari a centrare l’obiettivo? Sono cifre realistiche, per gli anni a venire, che è davvero possibile raggiungere? Per rispondere a queste domande, ecco alcune simulazioni dell’evoluzione del rapporto tra debito e Pil. Che sotto l’ipotesi di un bilancio in pareggio dal 2014, può ritrovare equilibri virtuosi anche con il permanere di alti tassi di interesse.

Mentre la crisi del debito sovrano continua a imperversare sull’Eurozona, timori e perplessità sul debito pubblico italiano impegnano i protagonisti del dibattito economico e politico. Sulla  possibile evoluzione del rapporto tra debito e Pil abbiamo elaborato alcune simulazioni, riferite a una pluralità di scenari sia per la crescita che per la curva dei tassi a termine. (1)
Secondo le nostre simulazioni, sotto l’ipotesi di bilancio in pareggio a partire dal 2014, il rapporto debito-Pil dell’Italia è sostenibile anche con alti tassi di interesse, e dunque, con un elevato costo di finanziamento. Tuttavia, i vari scenari indicano chiaramente che il raggiungimento di un simile obiettivo è legato a un tasso di crescita minimo, nei prossimi anni, per il Pil nominale.

DEBITO E IPOTESI DI BILANCIO

Utilizziamo dati sulle obbligazioni in circolazione in euro emesse dal governo italiano nel novembre 2011, per un valore nominale di 1,52 trilioni di euro, pari a circa il 95 per cento del Pil. (2) Non consideriamo, invece, prestiti e debiti delle amministrazioni pubbliche locali, in parte finanziati a tassi non di mercato. Il debito lordo complessivo, comunque, è circa 1,9 trilioni, intorno al 120 per cento del Pil.
Partiamo dall’ipotesi che l’Italia torni ad avere un bilancio in pareggio a partire dal 2014, e che quindi registri un deficit di bilancio solo per due anni, il 2012 e il 2013. Nelle stime del World Economic Outlook del Fondo monetario si tratterebbe di un deficit pari rispettivamente al 2,4 percento e 1,1 percento del Pil. (3) Nelle nostre simulazioni, quindi, dal 2014 il governo italiano ricorre a nuovo debito solo per rifinanziare debito in scadenza. Ipotizziamo che le nuove emissioni abbiano lo stesso valore nominale e la stessa scadenza non incidendo, quindi, sulla maturità del debito pubblico. (4)

Ovviamente mille squilibri e problemi circondano ancora il nostro Paese, questioni antropologiche più che economico/ finanziarie, altro che crescita o flessibilità, paranoie uniche da accademici fissati!

Il resto dello studio lo lascio alla Vostra attenzione, sempre che non sia troppo lungo per un istante di Consapevolezza, l’Italia è fallita, l’Italia è finita!

Nel fine settimana è in arrivo la nuova analisi dal titolo “STRONG BUY ITALIA” un viaggio nell’Italia che verrà, osservando le dinamiche che ci attendono nelle prossime settimane per gettare le basi per i prossimi anni. 

Chi fosse interessato all’analisi ANNO 2012: ESPLOSIONE DEL DEBITO! che fa il punto sui rischi e stelle polari del 2012 può richiederla con una libera donazione cliccando sul banner in cima al blog o QUI  

Icebergfinanza partecipa al ” ENEL BLOGGER AWARD 2012 ” Se qualcuno di Voi trova un attimo di tempo ed è disponibile a sostenerci , questo è l’indirizzo per votare Semplicemente grazie! http://www.enelbloggeraward.com/

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5 commenti Commenta
aglio
Scritto il 13 febbraio 2012 at 15:16

tanto per cercare il “PIL nell’uovo”…

Per dare il mio contributo alla crescita del PIL, in questi giorni nevosi avrei fatto meglio a:

1) spalarmi da solo la neve oppure pagare qualcuno per farlo al mio posto?
2) cucinarmi i pasti ancora più spesso del solito oppure mangiare fuori casa con maggiore frequenza?
3) aiutare i vicini di casa anziani in difficoltà con gli spostamenti oppure lasciare che si arrangiassero con il taxi o altri mezzi?
4) eccetera…..

Quando sento parlare di “aumentare la crescita” mi girano forte le palle, perchè in nome della crescita troppo spesso si viene istigati a sperperare e sprecare. Non solo denaro, o materiali più o meno disponibili, ma anche e soprattutto rapporti personali, amicizie, interessi.
Non è il ben-essere, ma il ben-possedere che viene portato a modello.

E in questo paese troppi sono pronti a fregare il prossimo appena si presenta l’occasione.
Ora col pretesto della neve rincarano benzina, gas, catene da neve, frutta e verdura,….
Capisco che sia sempre stato così, ma è una diabolica perseveranza che va spezzata, che voglio contribuire a spezzare.

Scusate lo sfogo.

Un grazie sentito ad Andrea e agli altri naviganti per la consapevolezza che da sempre traspira da questo blog.

bergasim
Scritto il 13 febbraio 2012 at 18:39

Scusa Andrea, ma che il debito sia sostenibile oggi per dirla tutta non me ne può fregare di meno, è ora in questo paese di far ripartire il treno dell’economia da troppo tempo fermo ai box, e non sarà sicuramente il caro prof.Monti ha farci uscire da questa situazione con le suemanovre di taglio e cucito, ad oggi non si vede nulla se non aria fritta, quindi per non POPOLO, non cambierà nulla il 2012 sarà un anno recessivo e il rappoerto debito/pil non calerà, per il 2013 stesso discorso, ci vuole crescita.
La crescità deve essere l’elisir di lunga vita del nostro paese, ma oggi della crescita non si vedono neache i progetti, siamo un paese destinato al declino, un paese per pochi fortunati che vivono sulle spalle di molti, in primis politici, amici dei politici, una parte dei dipendenti piubblici, ecc….
Siamo un paese dove le menti migliori trovano impiego alll’estero ( ben pagate, da noi facevano la fame ),al contrario i peggiori, parenti di qunati sopra nominati trovano lauti impieghi, siamo un paese dove nessuno è mai responsabile di nulla, un paese alla deiriva, con una classe diriginte politico/industriale e un sistema giudiziario da terzo mondo, un sistema scolastico allo sbando ( tra poco solo per pochi), un paese di precari, in barba alla nostra costituzione, tranne i soliti noti, loro hanno anche più incarichi, che naturalmente si sono meritati.
Quindi come detto all’inizio non me ne può fregare di meno che siamo in grado di gestrire il debito, qui in Italia siamo rimasti fermi agli anni 70, ma per gli altri siamo nel 2012.

bergasim
Scritto il 13 febbraio 2012 at 18:40

Scuate l’ortografia ho scritto in fretta

icebergfinanza
Scritto il 13 febbraio 2012 at 21:52

bergasim,

Che facciano parliamo di debito o di morale! Il debito e’ sostenibile ma va ridotto la morale e’ che dobbiamo ripulire l’Italia dall’immondizia politica e culturale! Poi possiamo parlare del sesso degli angeli! Andrea

schwefelwolf
Scritto il 14 febbraio 2012 at 10:40

icebergfinanza,

Sarebbe interessante sentire qualche proposta operativa, sul come “ripulire l’Italia”. Per il momento mi sembra che si stia parlando di tutto (tasse, accise, pseudoliberalizzazioni, indulti), fuorché di lotta a sprechi e corruzione o di reale effettiva riduzione del parassitismo di Stato. Altro che sesso degli angeli…

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