AGENZIE DI RATING: VOGLIAMO ESSERE LIBERE DI …CREARE SCONQUASSI!

Scritto il alle 12:27 da icebergfinanza

 

Mentre come abbiamo visto più volte le famiglie e le imprese italiane non investono più del 5,5 % della propria ricchezza in titoli di stato italiani preferendo detenere un portafoglio imbottito per oltre il 44 % di azioni, obbligazioni corporate, prodotti strutturati, prodotti assicurativi e postali, fondi comuni di investimento e via dicendo con perdite sensibili …  L’emorragia di capitali esteri dal debito pubblico italiano nei primi dieci mesi del 2011 è stata di 22,1 miliardi, a fronte di investimenti netti per 65,4 miliardi nel 2010. Per contro i residenti in Italia hanno «quasi azzerato gli acquisti netti di titoli azionari esteri (pari a 3,8 miliardi, da 41 nello stesso periodo del 2010) e hanno disinvestito obbligazioni estere per 24,9 miliardi». Di maggiore fiducia ha beneficiato il comparto azionario, con gli investitori non residenti che hanno effettuato acquisti netti di titoli azionari italiani (per 7 miliardi contro 0,7 miliardi nel 2010).  Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/RpIuX

Ieri miss Annamaria Cannata, direttore generale del Tesoro ha sparato a raffica sulle agenzie di rating e sulle loro pressioni, chissà cosa ne pensa Mario Monti che al Financial Times ha appena sussurrato che lui è l’unico in Europa a non aver mai criticato questi manovali dell’opinione…
Maria Cannata spara a zero sulle agenzie di rating. Il direttore generale del Tesoro, nel corso di un’audizione alla commissione Bilancio della Camera, ha rivelato che alcune banche hanno ricevuto pressioni sia dalle agenzie di rating sia dalle Autorità di vigilanza affinché riducano l’esposizione verso i titoli di Stato per evitare di compromettere la loro capacità di finanziarsi sul mercato.

Mi auguro che il lettore abbia chiaro il concetto, questo è il maggior rischio del 2012, questo è il CREDIT CRUNCH 2012 scientificamente perseguito da un manipolo di falliti che stanno timonando il Titanic Europa verso l’isola del… Giglio!

La Cannata non ha fornito dettagli, ma nel corso dell’audizione si è mostrata critica verso l’Eba, l’Autorità bancaria europea, che ha imposto alle principali banche europee di ricapitalizzarsi per neutralizzare le potenziali perdite di portafoglio sui titoli di Stato: “la decisione dell’Eba ha avuto un effetto molto pesante sul nostro mercato”. Le “richieste dell’Eba di rafforzamenti patrimoniali al fine di compensare la valorizzazione a mark to market dei portafogli di investimento a scadenza” hanno infatti determinato “considerevoli difficoltà da parte delle banche italiane”, ha aggiunto il direttore generale del Tesoro.

Come conseguenza, i soggetti italiani hanno incrementato con riluttanza il loro portafoglio per non dover far fronte ad aumenti di capitale basati su fattori contingenti.

La Cannata ha anche fatto sapere che una delle tre più importanti agenzie di rating ha chiesto al Ministero di eliminare l’automatismo che lega le valutazioni alle scelte dei portafogli: “l’agenzia ci ha detto: vogliamo essere liberi di dare le nostre valutazioni senza sconquassi”.

E’ chiaro che l’agenzia vuole scrollarsi di dosso qualsiasi responsabilità, ma è altrettanto chiaro che si dà “troppo peso” alle agenzie di rating. La stessa decisione di Standard & Poor’s di declassare l’Italia (il rating è sceso a BB+ da A) è stata giudicata da molti investitori e analisti eccessiva e inconsistente.

(…)  La Cannata non vede tanto di buon occhio un’agenzia pubblica europea perché potrebbe essere percepita come locale e partigiana, come quella cinese; l’ideale sarebbe invece un’agenzia “pubblica e veramente internazionale”. Soprattutto ora che, anche dopo la decisione di Standard & Poor’s, il quadro rimane ancora molto delicato con effetti sulle decisioni di investimento degli operatori istituzionali ancora da approfondire e vagliare. Paradossalmente, ha osservato, il declassamento da parte di S&P non sembra avere influito significativamente sulle fluttuazioni “molto sensibili” dello spread Btp-Bund (oggi a 469 punti base).

Comunque, se da una parte sono decisamente eccessive le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito italiano agli attuali tassi di interesse, soprattutto ora che la curva dei rendimenti si è in gran parte normalizzata, dall’altra parte la situazione del debito pubblico italiano non migliora, rimane sotto controllo, ma “non è esplosiva”.

L’aumento delle emissioni lorde complessive nel 2012 sarà modesto: a fronte dei 432,378 miliardi del 2011, il Tesoro dovrà emettere quest’anno circa 450 miliardi, quantità inferiore al totale annualmente emesso dal 2008 al 2010.

Resta il fatto che la Bce ha sostenuto l’Italia: nel 2011 ha comprato un quantitativo cospicuo di debito, sopra i 100 miliardi di euro, ha puntualizzato Maria Cannata. Sicuramente è intervenuta in maniera consistente ad agosto e settembre, poi ha ridotto.

Ora qualche lavavetri isterico si precipiterà ad urlare che senza la BCE l’Italia sarebbe fallita, peccato che quello che è accaduto viene da molto lontano senza star qui a riprendere considerazioni che sono sotto gli occhi di tutti, tranne che di coloro che si arrampicano sugli specchi, senza sapere leggere i fondamentali o fare una minima analisi di sostenibilità.

(…)  vera l’ipotesi lanciata dal ministro Corrado Passera di pagare i debiti arretrati della Pubblica amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese con titoli di Stato. “E’ vero ci sono queste ipotesi”, ha confermato il direttore generale del Tesoro, ma la scelta “è quanto maggior debito si ritiene sia sopportabile” per quest’operazione. E comunque sono scelte che spettano al Governo. ( FinanceYahoo )

Comunque sia come abbiamo visto le opinioni delle agenzie di rating erano già state assorbite e i mercati sono indecisi se applicarle alla lettera. La calma prima di una nuova tempesta potrà durare qualche giorno, ma attenzione loro sono pronti per le famigerate idi di marzo, tra un po inizia la campagna trimestrale del nostro debito pubblico, idi di marzo  in onore dell’uccisione di Giulio Cesare ad opera di un manipolo di cospiratori.

Lo so, lo so i lavavetri incominceranno a urlare che non c’è alcun complotto arrampicandosi sui vetri, alla storia l’onore di smentirlo!

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18 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 18 gennaio 2012 at 13:27

Letto stamani. L’europa affonda. ANGELA TORNI A BORDO, CAZZO!i

carpif74
Scritto il 18 gennaio 2012 at 14:42

Ciao Andrea vorrei chiderti se hai una mail! grazie

kevincav
Scritto il 18 gennaio 2012 at 16:16

Saluti Andrea, una domanda: hai in previsione una qualche data/evento sulla mia zona? Io sono di Bologna.

Grazie mille, come sempre.

Stefano

first em
Scritto il 18 gennaio 2012 at 17:00

Per capire quanto abbiamo la testa obnubilata dalle mistificazioni dei professionisti della frottola e dei loro adepti, mi rifaccio ad alcuni, semplici, dati, riportati dal mensile “Valori” del novembre 2011: in Italia l’evasione fiscale è di 120 mld di euro l’anno, la corruzione ci costa altri 60 miliardi, il lavoro sommerso 350 (!?!) e 500 sono i miliardi custoditi dai nostri connazionali nei paradisi fiscali: totale 1030 miliardi.
Basterebbe recuperare un decimo di queste somme e in poco tempo la barchetta Italia sarebbe messa in grado di veleggiare di nuovo con tranquillità, garantendo benessere e futuro ai propri figli. Beninteso, dopo aver preventivamente buttato a mare un pò di troppo furbi e il modello di sviluppo (sic) che mette i topi a guardia del formaggio.

andrea.mensa
Scritto il 18 gennaio 2012 at 19:24

caro andrea
ho già provato a sottoporre ai lettori di altri blog questa mia idea, non ricevendo però risposte o commenti, sicuramente non applicabile alla grecia, ma applicabile a diversi altri debiti sovrani, tra cui il nostro, potrebbe rappresentare una soluzione?
occorre un presupposto affinchè sia applicabile e cioè che lo stato che lo adotta abbia imparato a fare il bilancio in pareggio considerando l’interesse dei bond all’1,5 o massimo 2%.
in questa situazione NON avrebbe bisogno di nuovi finanziamenti ma solo avrebbe bisogno di rinnovare i titoli in scadenza.
ebbene che li rinnovi con titoli all’1,5 o massimo 2% di interesse, dicendo ai possessori dei bond in scadenza, e anche delle cedole in scadenza, che se va bene è così, altrimenti che facciano pure cosa credono dei loro titoli.
Sicuramente sia i vecchi che i nuovi verrebbero svalutati , ma non è forse vero che qualsiasi investimento in tempo di crisi subisce una svalutazione, soprattutto se si vuole realizzare SUBITO l’investimento fatto ? in fondo se ci sono debiti, ci sono pure i creditori, ebbene, che ci rimettano anche un po loro.
penso che non potrebbe chiamarsi default, in quanto comunque un rimborso viene fatto, ed al valore nomnale, l’unica cosa che non sarebbe adeguata sarebbe l’intreresse corrisposto, che, anzichè essere stabilito dai creditori, verrebbe stabilito dai debitori.
l’unica condizione per evitare il default, appunto , sarebbe quella di non aver più bisogno di finanziamenti.
che ne dite ?

lilamoq
Scritto il 18 gennaio 2012 at 20:46

Certamente le agenzie di rating sono quello che sono, ma davvero secondo voi l’Italia è un paese credibile con il 61% di aziene in fallimento, con l’alta disoccupazione giovanile, con tasse che nemmeno i balivi avrebbero chiesto al popolo senza finire appesi alla grande quercia a testa in giu ? con i costi energetici proibitivi per qualsiasi impresa. con la burocrazia più ferraginosa del mondo, con i privilegi e le caste di varie specie e natura, con l’assenza di materie prime. Davvero l’Italia è affidabile l’Italia dei Capitani che cadono sulle scialuppe per scappare a riva? Davvero è l’Italia con una politica sobria e trasparente ? Speriamo che la Storia si ricordi anche di queste cose, per capire come si fa a fare affondare un Paese. Dire che l’Italia va male per colpa di S&P mi ricorda un pezzo del film di dove alberto Sordi parla con il colonnello http://www.youtube.com/watch?v=qqbHkPSRbhM

giobbe8871
Scritto il 18 gennaio 2012 at 23:26

andrea.mensa@finanza,

Mi domando quanti abbiano letto il mio pensiero a tal riguardo ? :lol:

giobbe8871
Scritto il 18 gennaio 2012 at 23:32

andrea.mensa@finanza,

Solo con un Debito Popolare al Portatore collocabile in Italia, e non all’estero, di piccolo taglio, al portatore, al portatore , cosichè noi italiani e i residenti non italiani ma regolari contribuenti ce li possiamo scambiare.
8)

giobbe8871
Scritto il 18 gennaio 2012 at 23:33

giobbe8871@finanza,

Ma Super Mario Monti non lo farà. :twisted:

giobbe8871
Scritto il 18 gennaio 2012 at 23:35

lilamoq@finanzaonline,

A dire il vero Milano Finanza, e Class Cnbc insiste da 6 mesi circa a coinvolgere il popolo italiano a ricomprarsi il proprio debito. Ma noi italiani non siamo giapponesi. 8O

giobbe8871
Scritto il 18 gennaio 2012 at 23:36

Parliamo e pensiamo da giapponesi , ma non lo siamo :P

giobbe8871
Scritto il 18 gennaio 2012 at 23:41

andrea.mensa@finanza,

signor Mensa, le andrebbe bene un CTZ 200 euro con scadenza a 20 anni, con tasso del 2,5% quindi pagabile a scadenza 250 euro, per il successo di questo CTZ è l’assoluta deTASSAZIONE ! :D

giobbe8871
Scritto il 18 gennaio 2012 at 23:43

andrea.mensa@finanza,

Per me se lo Stato italiano , unilateralmente decidesse di non pagare secondo quanto precedentemente stabilito equivarrebbe a un Default. La semplice ristrutturazione, o il non pagare a scadenza gli interessi equivale a inadempimento. :lol:

icebergfinanza
Scritto il 19 gennaio 2012 at 05:30

stanziale@finanza,

Immenso Stanziale!

icebergfinanza
Scritto il 19 gennaio 2012 at 05:31

kevincav@finanza,

No in quella zona al momento nessun incontro in previsione! Ciao Andrea

icebergfinanza
Scritto il 19 gennaio 2012 at 05:36

andrea.mensa@finanza,

Un debito va onorato qualunque esso sia, diverso è il presupposto che ha portato al debito ed è li che bisogna agire!

Chi ha originato il debito ovvero la politica dovrebbe esserne responsabile, se si dichiara default bisogna accettarne le conseguenze se non una promessa …di rimborso con un determinato tasso di interesse va rispettata diverssamente bisogna assumersene le conseguenze.

Invece è ora che si vada a prendere i soldi dove ci sono in una maniera e nell’altra soprattutto dove sono ammassati da anni di frodi e manipolazioni, evasione ed elusione! Andrea

icebergfinanza
Scritto il 19 gennaio 2012 at 05:43

lilamoq@finanzaonline,

L’Italia non va male per colpa di QUi QUo e Qua ma non si può permettere di dare giudizi a coloro che quotidianamente hanno falsificato i rating per due sporchi denari come la storia insegna.

Sono consapevole che c’è una parte dei lettori che ama ripetere la stessa favola ovvero che solo noi siamo colpevoli della nostra situazione. Bene condivido da anni questo ragionamento.

Ma se oggi qualcuno ti punta una pistola alla tempia solo perche non hai fatto i compiti che fai sussurri che in fondo lui non ha colpa,,,,

lilamoq
Scritto il 19 gennaio 2012 at 15:29

Certo nessuno puo’ dire che la situazione italiana è colpa di S&P. D’altra parte è nella natura che la bestia più debole viene mangiata dalla forte. per un sano darwinismo. E siccome il gioco della magic money sta per finire, è per lomeno comprensibile che chi puo’ mangia chi possiede. E oggi l’Italia è un pollo idiota, ma con italiani con casa e risparmio da spennare. Se oltre a questo metti Melampo Monti a facilitare il compito dele faine, il gioco è fatto.

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