MASTERS OF THE UNIVERSE: I PADRONI DEL MONDO!

Scritto il alle 22:16 da icebergfinanza

Recentemente Nial Ferguson ha scritto che gli americani amano la rivoluzione.

” Dato che la loro grande nazione è nata da una dichiarazione rivoluzionaria e forgiata da una guerra rivoluzionaria, istintivamente si schierano con i rivoluzionari di altri paesi e altre terre, a prescindere dalle differenti circostanze nelle quali quei paesi si trovano e da quanto disastrosi possano esserne gli esiti.Questa cronica riluttanza a trarre i debiti insegnamenti dalla storia potrebbe comportare un prezzo alquanto oneroso da pagare, se l’ondata rivoluzionaria che sta spazzando l’Africa del Nord e il Medio Oriente si dovesse infrangere con lo stesso impatto devastante della maggior parte delle ondate rivoluzionarie. Benjamin Franklin e Thomas Jefferson plaudirono alla rivoluzione francese. Il primo scrisse che «i francesi avevano fatto pratica di libertà in questo paese, e … adesso l’hanno procurata a loro stessi». Jefferson arrivò a difendere i giacobini, responsabili del sanguinario Regno del Terrore. «La libertà della terra intera dipendeva dalla riuscita di questa sfida – scrisse nel 1793 – ma si è mai vinto un premio senza pagare un prezzo così esiguo in termini di sangue degli innocenti? Avrei preferito vedere desolata metà della terra, che fallita la rivoluzione». ( Sole24Ore)

Franklin, Madison, Jefferson, tutti uomini che firmarono l’indipendenza americana, padri fondatori del sogno americano, uomini ai quali in una maniera e nell’altra sono state attribuite parole di fuoco contro le banche e il loro potere, uomini che conoscevano i rischi di una Democrazia.

In una citazione di cui non si conosce l’autenticità , James Madison, quarto presidente degli Stati Uniti suggerische che … “We are free to-day substantially, but the day
will come when our Republic will be an impossibility. It will be an impossibility because wealth will be concentrated in the hands of a few. A republic cannot stand upon bayonets, and when that day comes, when the wealth of the nation will be in the hands of a few, then we must rely upon the wisdom of the best elements in the country to readjust the laws of the nation to the changed conditions… ovvero “Siamo sostanzialmente liberi, ma verrà il giorno in cui la nostra Repubblica diverrà impossibile, perché la ricchezza sarà concentrata nelle mani di pochi. Una repubblica non può appoggiarsi sulle baionette, e quando quel giorno arriverà, quando la ricchezza della nazione sarà nelle mani di pochi, allora dovremo fare affidamento sulla saggezza dei migliori elementi nel paese per riaggiustare le leggi della nazione alle mutate condizioni “.

Se l’affermazione di Madison fosse vera sarebbe drammaticamente attuale oggi , non solo in America ma in tutto il mondo, dove la classe media è stata devastata da un manipolo di dementi esaltati che sta distrugendo la Democrazia, un’oscura oligarchia politico-finanziaria, che ha sequestrato le nazioni e il futuro delle Giovani Generazioni…ma si è mai vinto un premio senza pagare un prezzo così esiguo in termini di sangue degli innocenti? Avrei preferito vedere desolata metà della terra, che fallita la rivoluzione».

E’ tempo di rivoluzione! Non ho assolutamente idea di come avverrà, ma quello che è assolutamente chiaro è che oggi abbiamo ormai superato il limite di non ritorno, il limite che separa un’immensa crisi antropologica da alcune leggende metropolitane ad uso e consumo di un popolo tenuto all’oscuro di tutto, un popolo ingenuo, un popolo inconsapevole, spesso e volentieri connivente.

Recentemente il banchiere più pagato al mondo Jamie Dimon, di JPMorgan ha dichiarato che … “Acting like everyone who’s been successful is bad and because you’re rich
you’re bad, I don’t understand it…” Agire come tutti coloro che hanno avuto successo è male e se sei ricco tu sei cattivo, io non lo capisco… a volte ci sono le mele marce ma non comprendo perchè bisogna denigrare tutti ha aggiunto l’immacolato Dimon.

Milioni di dollari per questi uomini d’oro che non sono cattivi ma che hanno un unico problema ovvero quello di guadagnare miliardi solo ed esclusivamente attraverso frodi e manipolazioni, manipolazioni quotidiane che permettono di truffare e rubare ogni giorno quello che attraverso normali operazioni di intermediazione del credito non sarebbero mai in grado di ottenere.

Un manipolo di avvoltoi e sciacalli che opera nella più assoluta opacità, spesso e volentieri in paradisi fiscali, eludendo ed evadendo il fisco, reciclando denaro sporco, transando quotidianamente armi e sangue, tradando la morte di milioni di esseri umani, eccoli i “Masters of the Universe” un manipolo di cocainomani che ritiene di meritare miliardi di dollari creati da nulla, un mondo di carta che deve essere incendiato nella sua versione demenziale, un rogo che riporti alla luce una finanza responsabile.

Questa è gente che deve finire dietro le sbarre, abbiamo bisogno di una nuova Norimberga prima che il mondo si incendi, abbiamo bisogno di Giustizia, di fermare questo manipolo di esaltati, colpirne uno per educarne cento!

Si le persone li odiano perchè sono invidiose del loro successo, dicono loro, ma come si fa ad essere invidiosi di un parassita, di parassiti che basano i loro successi su frodi quotidiane e manipolazioni dei mercati.

Come dice Matt Taibbi bisognerebbe chiederlo alla gente della contea di Jefferson in Alabama cosa ne pensano di questi poveri ragazzi.

Una contea in fallimento anche grazie a JPMorgan, la banca di Dimon, che ha utilizzano intermediari, per corrompere funzionari locali, si corrompere con denaro contante, orologi e vestiti, per accendere degli “innocenti” e onerosi interest-rate swap che nel 90 % dei casi sono a vantaggio della banca che gli emette.

Vi ricorda nulla la situazione di alcune amministrazioni locale italiane, la vicenda di alcune innocenti banche italiane tutt’ora in corso!

Ora gli abitanti della Contea di Jefferson hanno il futuro ipotecato da JPMorgan, il mondo intero è ipotecato da questo gruppo di falliti incompetenti che hanno avuto successo manipolando e frodando il mondo con l’aiuto di alcuni ingenui ed avidi politici e amministratori locali.

In questi anni ho fatto fatica a non vomitare indagando e osservando quello che stava accadendo nel mondo finanziario, ma ancora oggi mi chiedo come è possibile che un gruppo di esaltati pericolosi criminali siano ancora tutti ai loro rispettivi posti e ci stiano trascinando giorno dopo giorno in un autentico inferno, speculando contro le Nazioni con i soldi che le Nazioni hanno messo a loro disposizione, evitando il fallimento di un branco di poveri incompetenti criminali, probabilmente gli unici che razionalmente in questa crisi hanno perseguito sino in fondo il loro interesse aiutati da una classe politica connivente e a sua volta impresentabile.

Sono gli stessi sciacalli ed avvoltoi che stanno scommettendo sulla fine dell’Euro grazie ad un demenziale progetto europeo, impresentabile politicamente e finanziariamente, costruito su un fallimento, il fallimento dell’Europa delle monete e dei capitali prima che dei suoi popoli, un branco di lupi affamati di sangue e denaro, avidi nell’anima, che terrorizzano quotidianamente la fantasia e la realtà di milioni di cittadini, manipolando quotidianamente spread, CDS e derivati, accompagnati in questo compito dal qualche idiota, figlio del libero mercato, non importa se economista o pseudoanalista, che sussurra l’essenza della speculazione, la sua parte edificante.

Sono poveri esaltati che si proclamano messaggeri di dio in terra, mani di dio, come ho scritto nel mio libro… ” In un intervento a una tavola rotonda presso la St. Paul’s Cathedral di Londra, un consigliere della maggiore banca d’investimento mondiale, la Goldman Sachs International, difese i bonus che la stessa banca distribuiva ai suoi dipendenti, in un anno di profitti record, ritenendo che avrebbero contribuito a sostenere l’economia. Queste furono le sue emblematiche parole: «L’ingiunzione di Gesù di amare gli altri come se stessi è l’estensione stessa del fare il proprio interesse. Noi dobbiamo tollerare le disuguaglianze in quanto mezzo per raggiungere maggiori prosperità e opportunità per tutti […]. Qual è il prezzo della moralità?» (Brian Griffiths, già consigliere speciale dell’ex primo ministro britannico Margaret Thatcher).

Qual è il prezzo della moralità nel mercato? Gran bella filosofia, non c’è che dire: nella finanza, l’etica sarebbe un inutile ostacolo sulla via che conduce alla felicità per tutti. Viene da pensare anche alle parole dell’amministratore delegato di un’altra grande banca inglese, John Varley, che, addirittura dal pulpito di una chiesa di Londra, affermò che il cristianesimo è compatibile con una giusta ricompensa e che il profitto non è affatto satanico. Sarebbe interessante chiedere al signor Varley dentro a quale cruna dell’ago pensa di far passare i bonus miliardari del sistema finanziario mondiale.

Ma ascoltate cosa ci racconta Bloomberg… At a lunch in New York, Stemberg and Allison shared their disdain for Section 953(b) of the Dodd-Frank Act, which requires public companies to disclose the ratio between the compensation of their CEOs and employee medians, according to Allison.

Durante un pranzo a New York, Stemberg e Allison hanno condiviso il loro disprezzo per la sezione 953 (b) del Dodd-Frank Act, che richiede alle aziende pubbliche di rivelare il rapporto tra i compensi dei loro amministratori delegati e il salari medi dell’impresa una regola folle la definiscono questi poveri ragazzi.

Ormai vi sono manager che guadagnano almeno dalle 350 alle 450 volte il salari medio dei propri collaboratori e questi illuminati parlano di attacco distruttivo “Instead of an attack on the 1 percent, let’s call it an attack on the very productive,” “This attack is destructive.”… idioti!

Alla domanda se era disposto a pagare più tasse in un intervista 30 novembre con Bloomberg Television, il Ceo di Blackstone Group,Schwarzman ha ricordato che le famiglie a basso reddito in America non pagano imposte!

Attaccare il sistema finanziario è un errore perchè contribuisce ad un’economia più sana ha detto il capo di questo gruppo di sciacalli che depreda da anni l’economia con una leva demenziale.

Affascinante no, quando sostengono queste cose statene certi ne sono convinti, diversamente sarebbero tutti da rinchiudere in un manicomio e invece sono a piede libero che quotidianemente decidono le sorti dell’economia, la nostra sorte.

Private Equity che supportati dalle banche d’affari distruggono spesso e volentieri aziende supportati da qualche povero ingenuo che quotidianamente racconta come questi innocenti strumenti finanziari servono a stimolare la parte migliore di un’impresa altrimenti fallita!

Il ceo di Blackstone è il simbolo degli eccessi di un manipolo di dementi che ha giocato con i soldi dei contribuenti e dei risparmiatori gentilmente messi a disposizione dai banchieri, uno che mentre nel 2008 la crisi esplodeva ha speso 5 milioni di dollari per festeggiare un quotazione in borsa che ha reso oltre 670 milioni di dollari alla sua società distruggendo nel giro di un anno più del 75 % del capitale di un numero imprecisato di ingenui e fessi investitori che avevano contribuito all’IPO Blackstone.

Come dice Taibbi ora questo illuminato ci dice che l’America è in crisi perchè i poveri non hanno investito abbastanza nel futuro della società a differenza dei miliardari come lui, perchè i poveri non hanno le stesse motivazioni dei ricchi, la motivazione per rendere l’America un posto migliore.

Anche Paulson, il manager di un hedge fund che ha fatto miliardi scommettendo contro il mercato immobiliare, uno di quelli che insieme a Goldman Sachs e alle altre banche d’affari con frodi e manipolazioni, prodotti strutturati ad hoc ha provocato scientificamente il collasso del mercato, piazzando immondizia e scommettendoci contro. Ma leggetevelo questo pezzo di Bloomberg c’è abbastanza per riuscire a vomitare ascoltando alcuni parassiti di questo sistema!

Bank of America ha accettato di pagare 335 milioni di dollari per risolvere una causa intentata contro la divisione Countrywide Financial, accusata di aver fatto pagare tassi più alti sui mutui ad afroamericani e ispanici. E’ il più grosso pagamento extragiudiziale per discriminazione nel settore mutui mai avvenuto.

La cifra sarà versata a oltre 200.000 mutuatari che si sono visti affibbiare tassi più alti della media su prestiti sia prime che subprime, oppure che avrebbero potuto avere un mutuo prime ma sono stati indirizzati verso un più costoso subprime, tra il 2004 e il 2008

America24

Ma stiamo scherzando una multa e via, una transazione qualunque e tutto si cancella! No si vanno a prendere i responsabili a tutti i livelli, dai manager ai dipendenti di Countrywide e si processano e devono essere costretti a pagare in prima persona, per crimini contro l’ Umanità.

Lo so state ridendo, non cambierà mai nulla ma solo perchè ognuno di Voi ormai è anestetizzato, disilluso, vi hanno abituato a considerare routine ogni tipo di frode, manipolazione, inganno.

Si lo so è meglio sorridere, sino a quando non toccherà a Voi!

Vi lascio con un pezzo di Federico Rampini apparso su Repubblica alcuni passaggi davvero interessanti, sparsi qua e la, mai in prima pagina per non dare fastidio, per non disturbare, si per non disturbare! In fondo è solo un sogno, un lungo e fastidioso sogno…

La contraddizione del nostro tempo viene catturata nella vignetta satirica del New York Post, il giorno in cui Barack Obama crea un maxi-ingorgo nel traffico di Manhattan per una visita che coincide con l’inaugurazione delle spettacolari decorazioni natalizie al Rockefeller Center. Nel disegno il presidente si affaccia dalla limousine blindata per rispondere ai manifestanti di Occupy Wall Street: “Mi spiace, sono qui per incontrare l’1%”.

Ed è vero, quella sera Obama partecipa a una delle cene più esclusive per la raccolta di finanziamenti della sua campagna elettorale, con dovizia di banchieri di Wall Street. Non si amano molto fra loro, ma la politica è la politica, e quando si approssimano le elezioni le manovre di avvicinamento tra i poteri forti del governo e della finanza sono inevitabili.

Eccoli i “Masters of the Universe”, guardateli in queste foto i padroni dell’universo: svizzeri o americani, il pianeta è sempre nelle loro mani. Da noi entrano al governo (Corrado Passera) o si candidano come politici di sinistra (Alessandro Profumo).

Altrove continuano a fare il loro mestiere: distruggere ricchezze collettive. La fanno franca, sistematicamente, nonostante l’ondata di sdegno sollevata dalle loro malefatte a partire dal 2008, l’origine della Grande Contrazione in cui viviamo.

I banchieri si salvano sempre, come Kevin Davies di Mf Global: questa banca ha fatto crac un mese fa, il più grosso disastro dopo la Lehman, eppure lui è stato “promosso”: assunto addirittura come consulente speciale della città di New York… per la gestione dei suoi fondi pensione.

Capito ragazzi nella città di New York hanno assunto un pedofilo per gestire l’asilo dei fondi pensioni…

Non così fortunati sono i dipendenti di questa oligarchia. (…) È toccato a 1.066 dipendenti di Mf Global ricevere il temuto “foglio rosa” (che qui è la lettera di licenziamento), con obbligo immediato di sgombrare gli uffici.

Li hanno visti uscire alla spicciolata, ripresi dalle telecamere, per poi rifugiarsi in qualche bar lì vicino: il più gettonato è Papillon, Midtown Manhattan, che quel giorno ha fatto il record di vodke e martini. Il destino dei dipendenti di Mf Global ha fatto più notizia di altri licenziamenti di massa – che pure continuano – per due ragioni.

Ora forse alcuni dei suoi ex dipendenti licenziati prestano un’attenzione diversa agli slogan di Occupy Wall Street. L’altra ragione d’interesse per Mf Global, è la meccanica del fallimento: questa società di broker, che sotto Corzine si era allargata fino a diventare una vera investment bank, è stata la prima vittima eccellente della sfiducia verso il debito italiano. Ottava bancarotta per dimensioni nella storia Usa, la Mf Global è stata affondata da 6,3 miliardi di dollari di investimenti in bond dell’eurozona, la metà dei quali in titoli pubblici italiani.

E questa storia degli investimenti in titoli di Stato dalla dubbia solidità, apre un’altra finestra sul mondo ovattato, privilegiato, arrogante e onnipotente dei banchieri. Sui loro errori, persistenti e recidivi. Sulla loro impunità. Da sempre. Soffermatevi sul termine “bancarotte sovrane”, e sul sinonimo default. Si sente parlare di questi eventi come se fossero delle catastrofi abbastanza eccezionali, in particolare per ciò che riguarda i paesi sviluppati.

Il default della Grecia viene evocato come un evento drammatico anche perché inusuale. Eppure da quando esiste lo Stato greco moderno, cioè dall’indipendenza del 1829, “questo paese ha passato la maggior parte della sua storia in una situazione di default, o nei postumi di un default”. È quel che leggo nel testo che dovrebbe essere la Bibbia di questa crisi, Questa volta è diverso di Kenneth Rogoff e Carmen Reinhart (pubblicato in Italia dal Saggiatore). L’illuminante analisi di Rogoff e Reinhart è nota soprattutto per altre conclusioni a cui giungono.

Per esempio la constatazione che le recessioni scatenate da crisi bancarie sono molto più gravi e più lunghe delle altre, i loro effetti stentano a essere riassorbiti, sicché la durata media arriva a sette anni. Il che significa che non possiamo aspettarci di essere fuori dal tunnel prima del 2015. Il destino dei dipendenti di Mf Global ha fatto più notizia di altri licenziamenti di massa – che pure continuano – per due ragioni.

La prima è che a pochi isolati di distanza dalla sede della Mf Global c’è Zuccotti Park, epicentro di Occupy Wall Street, il movimento che protesta proprio contro le malefatte dei banchieri: come quel Jon Corzine che si credeva un genio sia della finanza che della politica, fu numero uno di Goldman Sachs e governatore del New Jersey, prima di trascinare nel crac la Mf Global per i suoi investimenti sbagliati

 

I lettori di Icebergfinanza sanno di cosa si parla, la loro Consapevolezza va al di la di giornali e televisioni, al di là di cieli blu infiniti politicamente corretti!

Ma l’aspetto fondamentale del lavoro compiuto dai due economisti è lo spessore storico. L’ignoranza della storia, che accomuna molti economisti e la quasi totalità dei banchieri, spiega la facilità con cui di fronte a ogni bolla speculativa, follìa finanziaria, eccesso di “hubris” capitalistica ci si convince che “questa volta è diverso” e la catastrofe non ci colpirà. In fatto di bancarotte sovrane, la Grecia non è un caso a parte.

In “otto secoli di follie finanziarie” il default degli Stati è un comportamento talmente diffuso e frequente da rappresentare la normalità, non l’anomalia. E non è affatto vero che sia prerogativa dei paesi emergenti. Questo è un pregiudizio del nostro Occidente-centrismo. In realtà i default hanno colpito con frequenza anche nel cuore del capitalismo.

Dunque perché i banchieri non studiano la storia, anziché raccontarci favole sulla crisi greca come fosse un evento imprevisto?

La chiave sta nel fatto che, malgrado la normalità dei default, non sono mai i banchieri a pagarne le conseguenze di tasca propria. Non è un caso se il movimento di protesta mondiale ha guardato a Wall Street come al centro di ogni male. Wall Street, la stretta e buia via riconoscibile per la statua del toro, e quei pochi isolati circostanti sulla punta meridionale di Manhattan dove hanno sede le principali banche e società di trading, quello è il luogo per eccellenza dove l’1% (o forse molto meno) della società si è arricchito grazie a un meccanismo infernale e distruttivo, la speculazione finanziaria che ha trascinato il mondo nella più grave crisi dagli anni Venti.

Il richiamo al 1929 è inevitabile: anche allora tutto ebbe inizio da un crac di Wall Street. Forse in omaggio alla “leggenda” del 1929, quando Oliver Stone ha girato il secondo film Wall Street ha sentito bisogno di inserirci il suicidio di un banchiere. Nella realtà, nessun chief executive di Wall Street si è tolto la vita. Se è per questo “nessun banchiere è finito in galera per la crisi del 2008”. come ha ricordato il produttore di un altro film, il documentario Inside Job, dedicato al disastro del capitalismo finanziario.

Si nessuno è finito in galera per questa devastazione, Icebergfinanza è qui che lo ripete da oltre tre anni, innascoltato, quanto tempo manca ad una nuova rivoluzione, quanto tempo ad una nuova Norimberga, quanto tempo prima che la rabbia esploda e ripercorra la storia?

In carcere è finito solo Bernie Madoff, un truffatore ingegnoso ma minuscolo rispetto ai veri potentati della finanza. Wall Street ha licenziato molto: decine di migliaia di bancari, in ondate successive di ristrutturazioni, nel 2009 e ancora nel 2011. Pochi banchieri invece hanno perso il posto, tra le rare eccezioni quelli che hanno fatto crac senza riuscire ad aggrapparsi ai paracadute degli aiuti di Stato: Dick Fuld alla Lehman e Corzine alla Mf Global sono i due unici chief executive ad aver pagato.

Sempre però dopo avere intascato anni di superstipendi, garanzia di una vecchiaia opulenta. Se Wall Street è riuscita ad evitare un processo alle sue colpe, una vera resa dei conti con l’establishment della finanza, è perché il suo peso politico resta formidabile. Quando Obama ha voluto mettere alla testa della nuova authority per la protezione del risparmiatore la giurista Elizabeth Warren, avversaria implacabile dei banchieri, la sua nomina è stata affossata al Senato di Washington dai repubblicani legati a doppio filo con Wall Street.

Quando il presidente a inizio mandato osò stigmatizzare pubblicamente i superstipendi dei banchieri, fu accusato di essere “anti-economia di mercato, quindi antiamericano”.

La forza nascosta di Wall Street sta proprio lì, ancora più che negli assegni staccati per finanziare i politici: la piazza finanziaria più importante del pianeta è diventata anche il simbolo di un’ideologia, un deposito di valori non solo pecuniari ma culturali.

Io personalmente aggiungerei solo che loro sono dappertutto, loro sono nelle accademie, nelle università, nelle scuole di manager, questo branco di falliti parassiti, sono nel cervello dei Vostri figli, dei Vostri nipoti. Loro controllano ogni respiro di questo sistema fallito e Voi non ve ne accorgete, gregge che segue il loro pastore, il libero mercato, la crescita, la flessibilità, la deregulation, tutti dogmi o idoli che quotidianamente vi vengono somministrati a piccole gocce, soprattutto oggi che siete shockati o terrorizzati dalle urla del fallimento del nostro Paese.

In una crudele ambiguità i banchieri parlano di “creazione di valore” quando ristrutturano, licenziano, per far lievitare il corso delle azioni. Il primato del capitale: Wall Street significa questo. È la sindrome del bambino della porta accanto, quello che ha sempre i giocattoli più belli, la spiegazione scientifica per lo scandalo delle loro superpaghe.

In questi tempi di crisi economica acuta, con 25 milioni di disoccupati, c’è un’America dove qualcuno viene licenziato per scarso rendimento e si ritrova con milioni di dollari in tasca. Nell’America dove gli operai di Gm e Chrysler si son visti dimezzare lo stipendio e decurtare le pensioni, l’unica categoria che ha dei “diritti acquisiti” rigidissimi è l’oligarchia manageriale. Com’è possibile?

Del tema scottante si sono occupate tre équipe di ricercatori, guidate rispettivamente da Michael Faulkender (University of Maryland), Jun Yang (Indiana University) e John Bizjak (Texas Christian University). Usando la documentazione raccolta dalla Sec, l’organo di vigilanza sulle società quotate in Borsa, gli studiosi hanno raggiunto la stessa conclusione. Il 90% dei consigli d’amministrazione delle banche al momento di assumere un nuovo amministratore delegato fissano la sua paga guardando alle paghe dei suoi simili.

E con una regola precisa: invocando il pretesto che bisogna “attirare i migliori”, le paghe dei neoassunti devono essere “superiori al compenso mediano”. Quindi la spirale perversa che spinge sempre più su le paghe dei top manager ha una causa semplice: il tuo chief executive va pagato più di quello della porta accanto. È così che dagli anni 70 i compensi dei top manager sono più che quadruplicati (in potere d’acquisto reale) mentre lo stipendio medio dei dipendenti è arretrato del 10%.

L’hanno battezzata anche la “sindrome del Lago Wobegon”, dal luogo immaginario inventato dall’animatore radiofonico Garrison Keillor, “dove tutti i bambini sono superiori alla media”. Peccato che non possa dirsi altrettanto per la maggioranza degli americani. Robert Sutton, stimato docente di Stanford, ora costringe i suoi studenti a rileggere Il principio di Peter.

Magnifica caricatura del mondo delle aziende scritto da Laurence Peter e Raymond Hull ben 40 anni fa, quel piccolo capolavoro torna a essere di attualità esplosiva. Il teorema di base, detto appunto il principio di Peter, è questo:

“In una gerarchia, ognuno tende a salire fino a raggiungere il proprio livello di incompetenza”.

Secondo Sutton serve a illustrare l’ascesa al potere della Superclasse che governa il capitalismo mondiale. “Avendo conquistato posizioni nelle quali sono destinati a fallire – sostiene Sutton – cominciano a usare un arsenale di tattiche per dissimulare la loro incompetenza.

Distraggono l’attenzione dai loro errori spostando sistematicamente la colpa su altri.

L’inganno diventa lo strumento per creare l’illusione di un progresso.

Oggi noi siamo sommersi da una marea di imposture, create da quel modo di pensare e di agire”.

Chiedo scusa se ho violentato qualche sogno o qualche speranza, qualche sindrome di Peter Pan. Niente paura, un’articolo come tanti altri da leggere e dimenticare, un’articolo di un visionario qualunque, nascosto su un veliero fantasma.

Mi raccomando non fatelo girare troppo, non condividetelo, non raccontate quello che avete letto, nessuno vi crederebbe, in fondo si tratta solo di un sogno, un brutto sogno, un incubo, uno di quelli incubi che non dovranno mai raggiungere la Consapevolezza degli italiani.

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27 commenti Commenta
tirlusa
Scritto il 27 dicembre 2011 at 00:29

“speculando contro le Nazioni con i soldi che le Nazioni hanno messo a loro disposizione”….questo è l’aspetto più tragicomico di questa crisi, una perfetta sintesi della sfacciataggine della finanza e dell’inservibilità della politica. A pensarci viene da impazzire. Come beffa finale ora c’è persino la ciliegina del carry trade sui titoli di Stato per i prestiti di mamma Bce al 1%!!
“non cambierà mai nulla ma solo perchè ognuno di Voi ormai è anestetizzato, disilluso, vi hanno abituato a considerare routine ogni tipo di frode, manipolazione, inganno”…purtroppo
ci sono riusciti, è questo il crimine più grande.
Buon inizio di settimana, capitano.

paolocogorno
Scritto il 27 dicembre 2011 at 01:50

Aggiungo che la psicopatologia di questa classe bancario-finanziario- politica dirigente è sempre più evidente, grave, assenza di percezione del limite, questo è l’aspetto più pericoloso, e contagioso direi:oggi Cobraf (Zibordi ndr) scrive…

“.. lei ha scritto che si potrebbe aprire un conto a Londra, ma sebbene l’Inghilterra sia fuori dall’euro, non mi sembra sia messa molto bene in quanto a conti pubblici. Non rischierebbe anche lei di subirne i contraccolpi e vacillare non poco, o forse mi sfugge qualcosa ?..

Yes, con tutto il rispetto le sfuggono le decine di articoli per spiegare che uno stato che mantenga il controllo della propria moneta, come ad esempio l’Inghilterra, non ha problemi a pagare i suoi debiti, perchè può semplicemente creare sterline e comprare i suoi BTP. E’ quello che stanno tranquillamente facendo gli inglesi dal 2009, i quali NON HANNO PROBLEMI CON I LORO BOT E BTP PERCHE’ LI FANNO COMPRARE DALLA Banca di Inghilterra e nonostante “stampino moneta” hanno un costo del loro debito pubblico che è sceso sotto il 2% per i titoli a dieci anni, il livello più basso dal 1890 (ottocento) e la sterlina è salita. Cioè hanno creato moneta per pagare il debito pubblico e il mercato li ha premiati mentre castiga noi pirla ”

peccato che non si renda conto che non si potrà stampare sterline all’infinito, che il mercato non premia nulla intenzionalmente perchè “il mercato non sa di se” è come un pescecane che quando sente odore di sangue apre la bocca per ingurgitare, masticare, e lo fa ad occhi chiusi,…

anche alcuni trader sono ottusi… contagiati dalla psicosi collettiva, la psichiatria ha armi spuntate forse rimane la Neurochirurgia..

Buona Consapevolezza a tutti

luigiza
Scritto il 27 dicembre 2011 at 06:32

@IcebergFinanza

quanto tempo manca ad una nuova rivoluzione, quanto tempo ad una nuova Norimberga, quanto tempo prima che la rabbia esploda e riporcorra la storia?

Poco ormai, manca poco.
Presto il sistema cortocircuiterà e la folle, demente, criminale Utopia sfocierà nella logica, ineluttabile e necessaria Grande Mattanza.

Ma lo ribadisco qui come lo sostengo altrove: la colpa non é dei banchieri. Sostenerlo é come affermare che il mare é salato perchè ci sono dentro gli squali.
No é salato perchè qualcuno ha posto le condizioni perchè lo diventasse. Poi sono arrivati gli squali perchè quello era il loro ambiente ideale. Dopo sono arrivati, dopo!

    icebergfinanza
    Scritto il 27 dicembre 2011 at 07:26

    So di cosa parli Luigiza ma ognuno ci deve arrivare da se, ora il compito è quello di ripulire il mare dagli squali anche attraverso bombe di profondità!
    Per il resto Paolo, alcuni trader vivono di breve termine e non guardano all’orizzonte, Sorrido pensando a quello che accadrà a coloro che stanno investendo in ……… Per quanto riguarda banchieri e speculatori vari non serve neanche più la neurochirurgia loro sono già degli esperimenti neurologici… novelli Frankestein odierni!
    Andrea

ciaula
Scritto il 27 dicembre 2011 at 09:11

Gran bel pezzo.
Allo stato in cui stiamo, per quanto orrendo possa essere, l’unica via d’uscita è il disastro. Diversamente la gente non aprirà mai gli occhi e si ribellerà a questa follia.
I “padroni dell’universo” prosperano sull’ignavia di coloro che sono il motore del sistema; subiamo tutto in silenzio, tranquilli e paciosi. Abbiamo iniziato a comprendere che le cose non si mettono bene, ma ci prepariamo a stringere la cinghia docilmente fino a rimanere strozzati.

Siamo drogati da un sistema che ha annullato la coscienza critica collettiva; ci basta avere in pasto qualche boccone di sdegno pubblico contro la casta politica e siamo subito sazi. Mai che si decida di approfondire o capire…
Del resto ci stiamo sorbendo beatamente il governo Monti, così, come niente fosse. Eppure il quadro dovrebbere essere abbastanza chiaro: http://lemieconsiderazioniinutili.blogspot.com/2011/12/mario-monti-sta-uccidendo-il-paziente.html

Andiamo avanti con la navigazione a vista in un oceano di nebbia…

ilcuculo
Scritto il 27 dicembre 2011 at 12:17

Andrea,

d’accordo al 100%. MA…

Norimberga fu un processo dei vinti organizzato dai vincitori. A guerra finita.
Qui la guerra è in corso e non si sa chi vincerà ma certamente crimini se ne commettono su tutti i fronti.

La rivoluzione francese non è stata fatta dal popolo ma da una nuova classe emergente e fino a quel momento repressa la borghesia imprenditoriale illuminista. Oggi qual’è la classe emergente che può spazzare via qulla marcia e corrotta dei politici-banchieri che ci sta conducendo allo stremo?

A queste domande dovremmo cercare di dare una risposta per orientare le nostre azioni.

taocram
Scritto il 27 dicembre 2011 at 15:27

E’ tanto che vi leggo, non sono un tecnico, ma un semplice disilluso, oserei dire un uomo qualunque. Credo che nel corso della storia i movimenti economico-politici han sempre degli ideologi e dei supporters, che sin virtuosi o viziosi e’ la natura a trascinarli in paradiso o all’inferno. E’ già successo, sta succedendo e succederà ancora, perché e’ nella natura della società umana. Oggi xe’ dominati dall’avidita e credenti nel dio denaro, come per incanto senza accorgecene ci siam lasciati trascinare in questo girone infernale. La colpa credo in maggioranza risieda nelle teste di potere, che senza controlli abbiam lasciato che si sbizzarrissero nelle loro più demenziali azioni, costruite nell’illusione di una ricchezza basata sul nulla. Altrettanto la colpa e’ ns, in quanto e troppo facile non pensare e lasciare che siano altri a decidere per noi. Se al momento pochi han consapevolezza di ciò che sta accadendo, e’ solo perché ignari e pigri nel voler comprendere. Ogni azioneanche a fin di bene, crea del benessere ad alcuni e allo stesso tempo del malessere ad altri, di conseguenza non avendo la verità in tasca, e’ come se si volesse inconsciamente che sia il destino a districare questa matassa. Poi anche perché ormai questo modo di agire e pensare e’ insito in ognuno di noi. Se fossi uno che guadagna 1000 euro mese e avessi qualche decina di migliaia di risparmio, sarei lieto che tuttoquesto crollasse, perché poco avrei da perdere, invece no, son proprio questi a volersi aggrappare a questo stato di cose, perché ne vedono il miraggio futurodei propri discendenti. E’ una questione di cultura, una cultura che nn ha rispetto per nulla, tranne che per il profitto ad ogni costo.
Cordialmente, Marco

ilcuculo@finanza:
Andrea,

d’accordo al 100%. MA…

Norimberga fu un processo dei vinti organizzato dai vincitori. A guerra finita.
Qui la guerra è in corso e non si sa chi vincerà ma certamente crimini se ne commettono sututti i fronti.

La rivoluzione francese non è stata fatta dal popolo ma da una nuova classe emergente e fino a quel momento repressa la borghesia imprenditoriale illuminista. Oggi qual’è la classe emergente che può spazzare via qulla marcia e corrotta dei politici-banchieri che ci sta conducendo allo stremo?

A queste domande dovremmo cercare di dare una risposta per orientare le nostre azioni.

ilcuculo@finanza:
Andrea,

d’accordo al 100%. MA…

Norimberga fu un processo dei vinti organizzato dai vincitori. A guerra finita.
Qui la guerra è in corso e non si sa chi vincerà ma certamente crimini se ne commettono sututti i fronti.

La rivoluzione francese non è stata fatta dal popolo ma da una nuova classe emergente e fino a quel momento repressa la borghesia imprenditoriale illuminista. Oggi qual’è la classe emergente che può spazzare via qulla marcia e corrotta dei politici-banchieri che ci sta conducendo allo stremo?

A queste domande dovremmo cercare di dare una risposta per orientare le nostre azioni.

taocram
Scritto il 27 dicembre 2011 at 15:36

Fintanto che avremo bisogno di appoggiarci ad una classe pensante, il destino sara’ sempre lo stesso. Quello di padroni e sudditi, gli uni a comandare gli altri ad ubbidire. Non bisognerebbe più poter delegare altri in ns vece. Il popolo e’ sovrano e questo e’ l’unico a doversi imporre, senza l’ausilio di dittature o altre amenità politiche e poi fare in modo che nn nascano mostri economici di una grandezza tale da essere indistruttibili. Questo e’ il mio umile pensiero. Perché la storia insegna che i successori dei padri nobili, non son mai stati così virtuosi e proiettati verso quell’idea che ha generato il cambiamento.
Cordialmente, marco

stanziale
Scritto il 27 dicembre 2011 at 16:04

Bypassando per un attimo gli sciacalli ed avvoltoi internazionali, oggi c’e’ un CLAMOROSO articolo di Marco Fortis sul sole: l’istat ha rivisto i criteri del nostro export, in base ai volumi, e risulta che e’ cresciuto negli ultimi anni molto piu’ che in Francia e Gran bretagna, contrariamente a quanto si pensava. Altro che declino irreversibile! Certamente credo che ne ne occupera’ Andrea, speriamo non sia il solo…

stanziale
Scritto il 27 dicembre 2011 at 16:16

Sempre a proposito di Italia, non vi sara’ sfuggita l’invenzione di Francesco Negrisolo, ex alla pirelli cavi e stet, che si e’ messo in proprio con altri e dopo anni di ricerca ha brevettato un pannello solare che permettera’ di accumulare energia con grosse e modulabili batterie non solo per riscaldamento anche per raffredamento. E’ un sistema concettualmente rivoluzionario. Sempre sul sole 24 ore. La ricerca e’ stata finanziata dall’Italian angel for grouth, 89 imprenditori che sovvenzionano progetti italiani validi.
Su focus, tutte le principali invenzioni dei nostri scienziati negli ultimi 150 anni: anche quando l’invenzione e’ venuta dall’estero, di solito nasce dalla precedente intuizione di un italiano!

Scritto il 27 dicembre 2011 at 17:02

il problema è sempre lo stesso: fino a che questo sistema finanziario continerà ad essere maledettamente interconnesso nulla cambierà. Fino a che una banca non potrà fallire perchè altrimenti ci andranno di mezzo anche i creditori in modo rovinoso, e allora bisognerà salvarla con i soldi di tutti. Fino a che uno stato non potrà fallire senza che un intero continente e quindi l’intero globo precipiti in recessione, e allora bisognerà salvare quella nazione, con i soldi di tutti.
Fai bene Andrea a criticare il sistema e ad additare come falliti quegli zozzoni scommettitori di anglossassoni, a denunciare, ad analizzare, a studiare, a dimostrare che il nostro paese sta meglio di quanto si ostinino a dichiarare quegli stessi zozzoni scommettitori, ma alla fine della fiera anche se giustizia fosse fatta e toccasse proprio a loro dichiarare fallimento ci toccherebbe ancora una volta salvarli, già proprio a noi, che, secondo loro, dovremmo essere già falliti.
Insomma credo che l’unica soluzione sia quella di “disarticolare” questo maledetto sistema in modo che chiunque possa fallire senza danneggiare troppo gli altri

ilcuculo
Scritto il 27 dicembre 2011 at 17:41

taocram@finanza,

PURTROPPO si verifica che sono sempre pochi quelli che hanno effettivamente la capicatà di guidare, e spesso sono quelli che hanno meno remore morali.
La massa delle persone ha necessità di essere guidata.
E chi si mette alla guida se ne prende tutti ma proprio tutti i vantaggi annessi e connessi.

maatmatithiak
Scritto il 27 dicembre 2011 at 17:50

e intanto dopo un paio di mesi l?amerika deve alzare ancora il tetto del debito …..di un ‘altro 1200 mld di $.
che vuoi che sia 2/3 del debito italiano in pochi mesi ….
e la baldoria continua

http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201112271652-ipp-rt10135-usa_a_gennaio_sara_raggiunto_tetto_massimo_indebitamento

nervifrank
Scritto il 27 dicembre 2011 at 18:07

Un articolo esemplare, da usare come libro di testo per le scuole medie superiori e le facoltà di Economia.
Bravo Andrea!

luigiza
Scritto il 27 dicembre 2011 at 18:39

Per il resto Paolo, alcuni trader vivono di breve termine e non guardano all’orizzonte, Sorrido pensando a quello che accadrà a coloro che stanno investendo in ………

A me invece é venuta una rabbia quando desiderando informarmi personalmente ho scoperto questi due articoli:

http://ilcontribuenteonesto.blogspot.com/2011/06/aprire-un-conto-corrente-allestero.html

http://ilcontribuenteonesto.blogspot.com/2011/11/conti-correnti-allestero-e-quadro-rw.html

Consiglio di leggerli bene assieme alla ivi citata Circolare della Ag. delle Entrate e scoprirete che vi consiglia certe cose é solo furbo. Lui, senza alcun rischio, guadagna ogni anno sul servizio offertovi ma voi perdete di botto quasi il 40% sugli interessi OGNI ANNO ed allora tanto vale tenerseli qui in Italia.

dorf001
Scritto il 27 dicembre 2011 at 18:40

auguri a tutti i marinai. sperando di poter cambiare il mondo in maniera più umana, grazie alla nostra consapevolezza. scoprendo il divino che è in noi. allora x l’occasione speciale vi posto un bel video.

leggetelo bene. si, oltre che vedere c’è da leggere. le parole sono interessanti. solo cosi’ potremo cambiare il mondo. ma prima dobbiamo cambiare il nostro mondo interiore.

solo poi ce la faremo a cambiare quello esterno. vedete qui. http://www.youtube.com/watch?v=gkdABsgvoQc

auguri da DORF

icebergfinanza
Scritto il 27 dicembre 2011 at 19:06

<a href="mailto:cal@borse.it">cal@borse.it</a>,

Quella del troppo grandi per fallire o troppo correlati per essere lasciati morire in pace è la più colossale balla che circola sui mercati. Le Nazioni posso nazionalizzare qualunque azienda troppo grande per contagiare la parte sana dell’economia. Andrea

icebergfinanza
Scritto il 27 dicembre 2011 at 19:20

ilcuculo@finanza,

No Cuculo…credono di aver bisogno di qualcuno che gli guida perchè nessuno a mai insegnato loro che … sapere aude… devono aver il coraggio di servirsi della propria intelligenza! Andrea

andrea.4463
Scritto il 27 dicembre 2011 at 19:31

la matrice è solo una: adam kadmon.

icebergfinanza
Scritto il 27 dicembre 2011 at 20:39

andrea.4463@finanza,

Lascia perdere Adam Kadmon… Andrea “Sapere Aude” abbi il coraggio di servirti della Tua propria intelligenza come diceva il buon Imanuel Kant.

Scritto il 27 dicembre 2011 at 21:17

ok andrea, ma anche le nazionalizzazioni sono un bel costo per la collettività. E poi non ritengo sia giusto che si nazionalizzi chi fino a poco prima a fatto dell’azzardo morale il suo pane quotidiano. Io credo che la famosa “distruzione creatrice” di scuola austriaca abbia il suo senso. il problema è come farla accadere senza scatenare un terremoto globale. La questione penso sia aperta e dovrebbe stare a tutti noi trovare una soluzione in tal senso, senza che i poveracci ci vadano sempre di mezzo. Draghi poco tempo fa ha detto che bisogna lavorare affinchè chi è fallito possa fallire senza danneggiare tutto il sistema. possiamo credergli? Vi sembra che stia lavorando in questa direzione? Se c’è una cosa che sto capendo da questa crisi è che non esiste la “soluzione migliore” e tanto meno quella definitiva, meglio sarebbe quella “finale” che certamente qualcuno si meriterebbe, soprattutto per quelli di cui hai scritto oggi, caro Andrea.

winston1964
Scritto il 27 dicembre 2011 at 23:31

Andrea, come sempre scrivi articoli molto realisti e mai scontati, purtroppo o per fortuna ci vuole una rivoluzione, ma la rivoluzione ci vuole nelle nostre teste.
Ti seguo dal 2007 e grazie a te non dormo molto bene di notte(non è colpa tua, ma delle tue nefaste previsioni che purtroppo si sono avverate).Vivo su di me le tue medesime sensazioni ovvero dico alle persone quello che e accaduto,sta accadendo ed invece di vedere dei visi sorpresi, perplessi ..vedo dei sorrisetti(ma cosa sta dicendo questo..ma il mondo è perfetto).
Sarò esplicito: a questo punto forse è meglio che salti tutto per aria.Abbiamo dimenticato da dove veniamo, la classe “media” pensava di essere in paradiso in questi anni ma in realtà stava andando all’inferno.Oramai ho perso qualsiasi speranza, non mi resta come di ci tu che attendere in riva al fiume .
Ciao Andrea

kry
Scritto il 27 dicembre 2011 at 23:50

L’attenzione attuale al debito pubblico italiano non è altro che un motivo per distrarci dalla situazione reale e ben più grave in cui altri si trovano. Peccato che come letto in un commento se cadono gli altri dovremo pagare pure noi. Non credo che serva una Norimberga finanziaria. Serve”SOLO” un pò di ONESTA’ a tutti i livelli. A livello di magistratura,nel far rispettare le regole in modo da esserci una pena certa in modo da responsabilizzare politici ,banchieri e dirigenti della pubblica amministrazione. Posssimo fare tutte le rivoluzioni che vogliamo ma se non IMPARIAMO a RISPETTARE VALORI come ONESTA’ e RESPONSABILITA’ tutto diventa INUTILE.

ilcuculo
Scritto il 27 dicembre 2011 at 23:58

winston1964@finanza,

con un cannone nel cortile…

dorf001
Scritto il 28 dicembre 2011 at 00:51

kry@finanza,

hei kry ci volgiono persone come AURITI. Lui si’ che era onesto. un uomo tutto d’un pezzo. e già 10 anni fà ci aveva dato la soluzione. solo che lal gggente l’ha preso x il culo. male ha fatto il popolino ruffiano e stupidotto. ora siamo noi nella merda fino al collo.

soluzione? ecco qui. http://www.youtube.com/watch?v=Pzu6eFaYT_Q

il denaro e il cristianesimo. http://www.youtube.com/watch?v=Ujlywlrpqr8&feature=related

tutto qui quello che c’è da fare.

by DORF

paolocogorno
Scritto il 28 dicembre 2011 at 01:56

@iceberfinanza

Già credo che tu abbia ragione, forse nemmeno la neurochirurgia… il cervello è solo il contenitore della Coscienza Umana (forse uno dei contenitori… nemmeno l’unico… ), più in generale in questa situazione mi sembra difficile che ci sia una “presa di coscienza collettiva”, senza una “ferita collettiva”
Si cambia quando si è feriti, profondamente feriti… proprio per questo mi sembra che ci siamo… che siamo all’alba di questa presa di coscienza, e secondo me è proprio per questo che questa crisi è molto diversa dalle altre.

Quelli che stanno irresponsabilmente continuando a gestire la speculazione invece non credo cambieranno, non prendono coscienza perchè non sentono le ferite, quindi l’unico modo è fermarli e neutralizzarli, se possibile con strumenti democratici,

Parliamo di rivoluzione e di norimberga della finanza, Guardate che il paragone con il nazionalsocialismo non è fuori luogo, perlomeno per il senso di paranoia e di onnipotenza che ne ha caratterizzato l’espansione… l’europa iniziò di fatto a reagire nel 1942, quando tutto era in fiamme, ma reagì perchè la ferita era enorme…

Oggi è assolutamente necessario delegittimare i provvedimenti europei demenziali su questa crisi e di conseguenza delegittimare chi si fa ambasciatore, teorizzatore e promotore di questa situazione, ad iniziare dal cosidetto “libero mercato” di cui Andrea tanto ci ha parlato, ad iniziare anche dai politici, dagli economisti, dai giornalisti omertosi, e talvolta anche dai blogger…

La situazione di oggi è diversa dal 900 perchè la alfabetizzazione informatica, il livello di istruzione, e l’interconnessione tra le persone è molto più capillare… oltre agli anticorpi collettivi dei conflitti del 900; è diversa anche se le dinamiche psicologiche di gruppo si assomigliano… può sembrare una contraddizione ma credo sia così.

Se si trovassero in europa 50 milioni di persone che condividano una visione alternativa, avendo compreso le cause e le responsabilità di questa crisi, persone che condividano quindi una visione del futuro… sarebbe fatta, il sistema si rovescerebbe. In italia ne basterebbero 5 milioni per cambiare tutto…

Il vantaggio della decadenza è che il sistema diventa fragile… e questo è ben noto dalla storia

un abbraccio a tutti Paolo C.

ilcuculo
Scritto il 28 dicembre 2011 at 20:25

paolocogorno@finanza,

Ci sono ancora moltissime persone che volgiono giustamente difendere un minimo benessere che non è frutto di alcun furto ma della dedizione e del risparmio di due o tre generazioni.

Questi, ed io tra loro, non saremo mai disposti a dar fuoco alle polveri anzi saremo sempre per la via mediana, qualla che ci salvaguarda , almeno un po’.
Fino al giorno in cui per difendere il mio dovrò mettere un cannone nel cortile.

E’ vero che non c’è giustizia, ma non si può pretendere che chi non ha colpe sia disponibile a pagare.

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