ITALIA: LA RECESSIONE ANNUNCIATA!

Scritto il alle 14:57 da icebergfinanza

In questi ultimi mesi in Italia in molti si sono dilettati a suggerire una profonda recessione per il nostro Paese, giocando con le cifre e i misteri dell’ISTAT, una recessione inevitabile visto il livello di terrorismo mediatico e la leggenda metropolitana dello spread che ha travolto questo Paese.

Non ci voleva chissà quale illuminazione per comprendere che l’ondata di sfiducia alla quale in molti hanno contribuito, politica e finanza, media e televisioni, illuminati economisti ed analisti dell’ultima ora, avrebbe depresso le aspettative di crescita di questo paese, strutturalmente anemiche, distrutte da una manovra finanziaria devastante per la classe media italiana, ma esaltante per il 10 % della popolazione che detiene oltre il 40 % della ricchezza.

Roma, 21 dic. (TMNews) – Recessione: il Pil italiano torna negativo dopo due anni e i consumi per il Natale calano quasi del 20% rispetto a un anno fa. Nel terzo trimestre il Prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Con il calo del Pil si è registrato il primo dato negativo del prodotto interno lordo dal quarto trimestre 2009 quando c’era stato un calo dello 0,1%. Lo rileva l’Istat, sottolineando che nei confronti del terzo trimestre 2010 si registra un aumento dello 0,2%.

Confesercenti rileva invece che per Natale si spenderanno 2,3 miliardi, il 19% (542 milioni) in meno rispetto al 2010. Il clima di recessione e l’eccessivo peso delle imposte sui consumi mettono in crisi il menu di Natale e fanno serrare le fila alle famiglie. A pesare sulla spesa più che i prezzi conta la condizione economica familiare, uno dei maggiori ostacoli per la metà degli intervistati. Cresce il peso percepito delle tasse (+6%) mentre rimane invariata la preoccupazione legata al lavoro, presente per il 12% degli italiani ma che sale a quote tra un terzo e un quarto per le fasce d’età 24-44 anni.

Bene ora sappiamo che siamo vicini alla recessione ma dimentichiamo che buona parte del mondo occidentale è vicino alla recessione anche la virtuosa Germania e a breve anche il gigante d’argilla America che dipende in larga parte dalle nostre importazioni, come abbiamo recentemente visto. Questo solo per sottolineare che le dinamiche di una recessione devono prendere in considerazioni anche le dinamiche che la riguardano andando oltre la sfera nazionale, senza dimenticare il contesto, depressivo imposto da una Germania che non ha nulla da insegnare in campo finanziario soprattutto.

Se poi i mercati dimenticano che il pareggio di bilancio nel 2013 è alla nostra portata nonostante le idiozie che si leggono in giro e che invece paesi come Francia e Spagna sfonderanno di oltre 4 percentuali questo pareggio, chissenefrega non è un problema dare retta a mercati isterici e paranoici che sottoscrivono il debito di due zombies finanziari come Inghilterra ed America.

Se questa è l’economia inglese allora consoliamoci (ASCA) – Roma, 22 dic – Nel terzo trimestre il deficit delle partite correnti della Gran Bretagna e’ salito a 15,2 miliardi di sterline, praticamente raddoppiato rispetto al trimestre precedente. Si tratta del livello massimo dall’inizio della serie storica dei dati (1995), il disavanzo e’ ora pari al 4% del Pil. Il buco e’ stato provocato dal deficit commerciale salito da 7,2 a 9,8 miliardi e dal crollo del surplus nel conto dei redditi sceso da 4,75 miliardi a 349 milioni….

In questi giorni un’altra delle nostre stelle polare uno dei più grandi gestori di fondi obbligazionari americani Van Hoisington ha dichiarato che in un’anno di recessione globale come quello che ci aspetta nel 2012, gli USA non saranno immuni…

La loro aspettativa è che l’America entrerà in una “leggera depressione” termine coniato recentemente da Nial Ferguson, ancora prima di essere uscita dalla Grande Recessione all’interno di un ciclo economico che non è comparabile con nessun altro nella storia. Questa volta non ci sarà alcuna spesa pubblica a sostenere le illusioni americane nell’anno delle presidenziali perchè i repubblicani non lo permetteranno mai!

Faccio una previsione! Il prossimo anno i rendimenti del decennale americano sfonderanno il limite del 1,5 % e continueranno a scendere attraverso questa “lieve depressione” cancellando tutte le aspettative d’inflazione, trasformandosi in deflazione pura!

Inoltre un’altro mostro sacro altra nostra stella polare che ha segnalato molti degli iceberg di questa immensa tempesta perfetta, Gary Shilling sottolinea come il rischio per gli Stati Uniti sia quello relativo all’esposizione alle banche europee che è quantificabile in circa un 27 % dell’intera esposizione finanziaria. MF Global è solo un assaggio, il consenso è per una lieve recessione ma Shilling pensa che sarà alquanto severa.  

Tornando a noi, questa è la dinamica e la composizione del nostro PIL negli ultimi anni…

 Tornando alla Germania …  ” La produzione di beni e servizi in Germania nei prossimi mesi potrebbe arretrare fino ad assumere un valore negativo e non si esclude nemmeno più una possibile recessione. Lo ha affermato stamani e Berlino Simon Juncker, esperto dell’Istituto tedesco per la ricerca economica Diw. (Sole24Ore)

Nel frattempo ieri un muro di inutile liquidità a sommerso i mercati finanziari, un muro di liquidità che momentaneamente è meno importante di quello che le cifre suggeriscono in attesa dell’asta di inizio 2012. Circa 257 miliardi di euro dei complessivi 490 non è altro che un rifinanziamento su scadenze più lunghe di precedenti operazioni, il che ridimensiona la portata di questo prima illusione collettiva.

Non sembra al momento che le banche stiano utilizzando la liquidità per sostenere i titoli di Stato anche se è ancora presto in attesa che l’EBA riveda le sue demenziali richieste in materia di coefficienti di patrimonialità e soprattutto cancellando l’idiozia del mark to market sui valori del debito sovrano o che dimostri almeno un minimo di coerenza costringendo le banche a fare altrettanto con la spazzatura strutturata e derivata stivata al terzo livello contabile, dove soggettivamente ognuno valuta il suo stato patrimoniale.

La Banca centrale europea, spaventata da un possibile credit crunch, starebbe facendo pressione sui regolatori perché modifichino le nuove regole per la ricapitalizzazione delle banche in modo da evitare che gli istituti bancari debbano adeguare i propri bilanci alla soglia di Core Tier 1 del 9% richiesta entro la metà del prossimo anno. ( Milano Finanza)

È quanto scrive Market News International citando fonti della Bce.

Sino a quando l’EBA non cambierà le sue demenziali decisioni, nessuna istituzione finanziaria sarà cosi poco intelligente da riempirsi lo stato patrimoniale di titoli di Stato che deprimono il valore intrinseco di banche che sono già in buona parte tecnicamente fallite.

La richiesta delle banche italiane all’asta Bce di oggi supera i 110 miliardi, secondo fonti di mercato consultate da Radiocor. All’ammontare di 40,4 miliardi di euro resi noti in mattinata per le richieste di quotazione sul mercato MoT sono da aggiungere, infatti, le richieste di quotazione di titoli su altre piazze internazionali.

Da un avviso pubblico di Borsa Italiana, infatti, era emerso che quattordici banche italiane, compresi i big Intesa Sanpaolo e Unicredit, hanno quotato 40,44 miliardi di bond con garanzia statale. La notizia è strettamente legata all’asta dell’Eurotower perché questi titoli possono essere utilizzati come collaterali (cioè come garanzia per ottenere i fondi). I documenti di Borsa Italiana mostra come l’ammontare più alto sia quello di Intesa Sanpaolo, con 12 miliardi, seguita dal Monte dei Paschi (10 miliardi) e Unicredit (7,5).
all’interno analisi di Alessandro Merli – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/QVlFw

Quello che è evidente è che con questa manovra di Quantitative Easing mascherata, le banche italiane ed europee hanno probabilmente attenuato il rischio di non veder rifinanziato il proprio debito nel 2012, emettendo obbligazioni garantite dallo Stato, depositandole come collaterale presso la Banca centrale europea.

Si parla di quasi 57 miliardi di nuove obbligazioni emesse e collatelarizzate in attesa di rimborsare l’oceano di scadenze che attende il prossimo anno.

Quello che è certo che avremo un periodo di quiete prima della tempesta, anche se nella sostanza cambia ben poco, l’effetto placebo ha bisogno della fiducia che non c’è, perchè sino a quando si continuerà a curare una metastasi di solvibilità con liquidità la storia insegna che prima o poi arriva il momento della Verità.

Come ho scritto nell’ultimo post dedicato, ora il possibile CREDIT CRUNCH 2012 fa meno paura anche se il denaro non dorme mai e la speculazione non ha ancora rinunciato all’idea di guadagnare sul panico di un’eventuale fusione della moneta unica. Ma di questo avremo tempo e modo di parlarne nell’analisi di fine anno dedicata a tutti coloro che vorranno sostenere liberamente il nostro lavoro.

Se credete nel nostro lavoro,  un piccolo regalo di Buon Natale…un libero contributo è sempre il benvenuto! Semplicemente Grazie!

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1 commento Commenta
ciaula
Scritto il 23 dicembre 2011 at 14:22

Purtroppo non c’è da meravigliarsi…E’ il naturale approdo della follia al potere.
Se poi si presta attenzione a quanto afferma Draghi,lasciate pure ogni speranza:
http://lemieconsiderazioniinutili.blogspot.com/2011/12/draghi-lezione-di-storia.html

Buone feste Andrea,
Peppe

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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