MONTI, CITRICALA’ LIBERALIZZAZIONI: LA LOBBY DELLO STATUS QUO!

Scritto il alle 08:06 da icebergfinanza

Questa mattina prima di mettermi alla tastiera mi sono chiesto se continuare ad analizzare il ciclo economico o condividere alcune incredibili notizie che circolano sul sistema bancario ombra, sul rischio di un credi crunch all’orizzonte, su quanto accade in realtà in America.

Nel frattempo colgo l’occasione per salutare con gioia i quasi 6000 contatti registrati ieri da Icebergfinanza, una gran bella soddisfazione!

Gli ultimi dati macroeconomici moderatamente positivi non cambiano la mia visione d’insieme per il prossimo anno, in quanto non dimentico che gli ultimi mesi dell’anno sono essenziali per le dinamiche economiche e che anche nei mesi prima della Grande Recessione del dicembre 2007 i dati uscivano positivamente. Ci sono alcune dinamiche come ad esempio quelle dei consumi che nascondono un’altra realtà.

Interessante sarà attendere il 21 dicembre le revisioni al ribasso di oltre il 15 % di tutti i dati relativi alle vendite di case esistenti o di nuova costruzione in America comunicati in questi quattro lunghi anni, di revisione in revisione la vera dinamica di questa crisi è stata tenuta nascosta.

Ma torniamo in Italia e diamo un’occhiata nuovamente alle liberalizzazioni, una metastasi che avvolge e incancrenisce questo Paese, lo logora lentamente ma inesorabilmente.

ROMA – “Arrabbiato? Certo che sono amareggiato. La forza delle lobby in Parlamento è ancora potente. Io vengo dall’Antitrust, Monti è stato commissario europeo per la concorrenza. Vuole che non siamo delusi? Lo siamo, ma non ci arrenderemo”. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricalà, non ci è rimasto affatto bene dopo la pesante retromarcia imposta dal Parlamento sul terreno delle liberalizzazioni. Soprattutto il passo indietro sui farmaci di fascia C rappresenta un colpo all’esecutivo. Ad una squadra che considera la concorrenza e le aperture dei mercati un “segno distintivo” della sua attività. Per questo “non ci fermiamo”. Promette battaglia e avverte: “Batteremo le lobby e da gennaio andremo avanti. Non intendiamo più fare brutte figure. Ripresenteremo tutto”. REPUBBLICA

Non scherziamo suvvia, questa era un’occasione irripetibile per un cambiamento, il tempo doveva essere usato per il cambiamento e non come una poltrona. Non avrete più nessuna possibilità di ripresentare tutto, la battaglia è persa, loro non ve lo permetteranno, l’urgenza era ora, come l’occasione, un’occasione irripetibile!

Il fantasma dell’ innominabile lo ha già sussurrato, ha detto che lei Monti è disperato, lui è contrario alle liberalizzazioni, perché «i taxi e le farmacie non penso siano un ostacolo allo sviluppo, non mi piace la moda di queste liberalizzazioni», ha aggiunto.

Si tra una vespa e l’altra, per anni supina sul miele del sistema, ha anche raccontanto “Chi governa l’Italia non ha potere, può al massimo chiedere una cortesia, ma non può dare ordini».  Il Cavaliere ha ricordato come il Duce si lamentasse del fatto di non potere neppure raccomandare una persona. «Che democrazia è  questa?», si chiedeva Mussolini.

Certo che democrazia è mai questa, dove invece si possono raccomandare mezzi uomini e mezze donne, incapaci e impresentabili, mafiosi o massoni che siano!

Quanto all’esecutivo Monti, l’ex presidente del Consiglio è chiaro: può anche non durare fino a fine legislatura e lo «scioglimento delle Camere può sempre accadere, anche domani». Per questo il Pdl è pronto al voto «in qualsiasi momento». (Corriere della Sera)

Tornando all’intervista di Citricalà…

(…). Io non ho portato nemmeno i miei libri”. Sulla scrivania, però, ne campeggia uno. È messo lì in bella vista. Settanta pagine scritte l’anno scorso proprio da Catricalà e che fino a un mese fa erano un tabù a Palazzo Chigi. Un atto di accusa contro caste e corporazioni dal titolo che adesso sembra un presagio: “Zavorre d’Italia”. La prima pagina del libro si apre con una frase di Friedrich Von Hayek, premio Nobel per l’economia nel 1974, che sembra fatta su misura per descrivere quello che è successo mercoledì alla Camera: “La competizione è il terrore di tutti i conservatori di destra, di centro e di sinistra. Uno dei tratti fondamentali dell’atteggiamento conservatore è il timore del cambiamento“. “Del resto – si sfoga il sottosegretario – le lobby sono forti e in questo caso sono state anche aiutate dalla disattenzione di alcuni parlamentari. Una vicenda che ci ha fatto riflettere”.

Si talmente disattenti che si sono fatti passare sotto il naso una norma ad hoc che consente  di prendersi un doppio stipendio come dipendenti pubblici una piccola ed innocente norma che permette di prendere uno stipendio e un quarto anziché due stipendi interi…che ne pensa signor Citricalà, la norma non la riguarda?

Disattenzione, no nessuna disattenzione loro sono sempre attenti ai loro interessi, loro sanno quello che è bene per loro e i loro amici, ciò che conta eè il voto, solo quello per gli speculatori della politica.

Ora non resta che osservare quanto disattenti saranno gli italiani alle prossime elezioni con la speranza che per l’ennesima volta non siano gli speculatori della politica ad imporre i loro uomini, non uomini qualunque ma professionisti del proprio interesse. 

In attesa dell’analisi sulle future prospettive del mercato obbligazionario alla luce delle importanti novità intervenute nelle ultime settimane, della doppia analisi di fine anno  sul possibile CREDIT CRUNCH 2012 e sulle future dinamiche dei debiti sovrani dedicata a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere liberamente il nostro lavoro cliccando qui sotto …

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14 commenti Commenta
ilcuculo
Scritto il 16 dicembre 2011 at 09:03

In realtà, la situazione è diversa e i mercati lo sanno. Il problema di Draghi, dicono, è che in tutta questa confusione la Bce è costretta a dichiarare formalmente una cosa e a farne un’altra dietro le quinte. E dietro le quinte, la Bce ha mosso i primi passi verso un programma di “monetizzazione” del debito sovrano che potrebbe essere della scala di quello della Fed o della Bank of England (forse addirittura più massiccio). Le cosiddette 3-yr LTRO (operazioni di liquidità illimitata a 3 anni) forniranno supporto infinito alle banche europee e, attraverso queste, ai mercati dei titoli di Stato. Come hanno osservato infatti gli analisti di GaveKal, una volta che questi mega-repo (repurchase agreement) inizieranno, le banche dei paesi periferici saranno in grado di prendere a prestito denaro dalla Bce all’1% e utilizzare queste somme per comprare titoli di Stato che oggi in media rendono intorno al 6%. E data la scadenza inconsueta di queste operazioni di riacquisto (3 anni), le banche avranno modo (teoricamente) di acquistare titoli senza esporsi a rischi di roll-over o di scadenza nel breve. Gli istituti di credito beneficieranno di un “carry” di circa 500 punti base, sempre che i regulator europei non le obblighino (e nell’interesse di chi?) a svalutare i portafogli di debito sovrano.

Ma la cosa più interessante di questo enorme schema è che le banche potrebbero ricostituire delle riserve di capitale senza diluire gli azionisti e gli stati periferici potrebbero tassare parte di questo “carry” in modo da avvicinare praticamente il proprio cost-of-funding al tasso offerto alle banche dalla Bce. La European Banking Authority dovrebbe certamente rilassare le proprie assunzioni da stress test e, ovviamente, le banche dovrebbero avere un incentivo ad acquistare il debito sovrano esclusivamente del proprio Paese. Cosa che, per alcuni analisti, risolverebbe uno dei problemi fondamentali di questa crisi: ovvero il fatto che i risparmiatori spagnoli o italiani possono comprare debito tedesco, visto che non c’è “currency risk”, lasciando quindi il governo spagnolo o italiano privo di una base locale d’investitori utile a mantenere il cost-of-funding sotto controllo.
C’è grande confusione sotto il cielo, insomma. Ma è presto per dire se sia una bella giornata.

ilcuculo
Scritto il 16 dicembre 2011 at 17:21

….
….
Inoltre la Bank of England, a differenza della Bce di Draghi, ha varato consistenti piani di acquisti di titoli di stato. L’ultimo, da 275 miliardi di sterline, è stato confermato proprio al recente direttivo. In questo modo si è comportato da prestatore di ultima istanza. Ha fatto cioè capire al mercato che non ha problemi a stampare moneta e a garantire che il debito pubblico di sua Maestà sarà ripagato. Tutto l’opposto della Bce che invece non può stampare moneta, avendo come unico compito quello di tenere sotto controllo l’inflazione.

Da capire poi gli investitori che valore daranno alla faccia di Nonna Beth stampata su monete e foglietti di carta.

billbill
Scritto il 16 dicembre 2011 at 19:43

Per me, quella delle liberalizzazioni è una goccia in un mare. Anche se il concetto di casta applicato ai mestieri dovrebbe già essere superato.
Devo trovare uno che mi spieghi che l’economia riparte se ci sono più farmacie o meno notai.

Leggete questo economista cosa dice:

http://goofynomics.blogspot.com/

dorf001
Scritto il 16 dicembre 2011 at 20:11

ciao bill. macchè liberalizzare. ogni volta che l’hanno fatto in italia ci hanno fregato. vedi con energia elettrica. poi ci freghereanno coi treni veloci. vedi montezemolo. lui mica mai metterà mano ai binari, la manutenzione la farà sempre e solo lo stato. capito? fanno tutti cosi’, ovviamente x fregare lo stato. privato è ladro, sempre!!!!! vedi acqua privata, in toscana. danni enormi. il privato pensa solo x sè stesso, non gli frega niente del popolo, della gente. la gente sono solo pecore da tosare. e noi tutti contenti a farci tosare. volete qualche video in tema moneta al popolo? confrenza fatta a montegrotto, padova. uno è questo. http://www.youtube.com/watch?v=CJ9AvIuPeTM

oppure il professore HUBER, che vuole una BCE tutta statale, pubblica. qui. http://www.youtube.com/watch?v=QMbino-Wv0U&feature=player_embedded#!

insomma si ripensa al grande GIACINTO AURITI. se non facciamo cosi’ saremo tutti morti. lo diceva pure KEYNES.

oppure c’è anche il debito detestabile. ecco qui. se volete c’è anche un breve film sulla grecia, sti poveracci. qui. http://www.spiritocritico.it/democrazia-diretta/debitocrazia-e-debito-detestabile/

by DORF

stanziale
Scritto il 16 dicembre 2011 at 21:26

@ilcuculo: molto interessante, avevo gia’ letto qualcosa sullo schema Draghi , pero’ era piu’ succinto del tuo commento. Resta il fatto ovviamente che lo devono mettere in pratica, e non solo parlarne senza poi concludere nulla come altre volte. Per quale motivo a nonna Merkel non dovrebbe andare bene?

ilcuculo
Scritto il 16 dicembre 2011 at 21:37

stanziale@finanza,

Il D-Day è il 21/12 con 1000 miliardi (1.000.000.000.000) in arrivo .

In confronto il TARP era il monolpoli.

icebergfinanza
Scritto il 16 dicembre 2011 at 22:01

billbill@finanza,

Mi sorprende da Te questo ragionamento Bill… Vogliamo parlare di medicina?

first em
Scritto il 16 dicembre 2011 at 22:05

@Ilcuculo e Stanziale,
avevo letto anch’io del programma di p.c.t. a tre anni della BCE all’1%. Con l’aggiunta del dimezzamento della riserva frazionaria delle banche dal 2% all’1%: un bel bazooka (come si dice in gergo) in grado di fornire una montagna di soldi a un sistema che evidentemente boccheggia di brutto. Dubito che 1) il mare di liquidità così elargito possa fornire una seria boccata d’ossigeno all’economia reale (lo rivelano i ripetuti qe di USA e UK); 2) possa arrestare veramente l’implosione del sistema perché il montante degli asset finanziari è già oggi spropositamente alto e questi allentamenti non fanno altro che incentivare il moral hazard: chi dice che le banche comprino effettivamente (e quanti) bond sovrani dei paesi dell’eurozona? Ai tempi del capitalismo sano le banche centrali drenavano liquidità per disincentivare la speculazione ora forniscono whisky agli alcolizzati.

ilcuculo
Scritto il 16 dicembre 2011 at 22:20

first em@finanza,

Sono completamente d’accordo, è una porcata ! Non mi viene in mente come esprimerlo diversamente.

Un conto è la BCE che interviene direttamente a monetizzare una parte del debito per schiacciare le dita alla speculazione, un conto è passare dall porta posteriore (con doppio doppio senso) mettendo il bazooka nelle mani di banche disperate che possono riprendere a ricattare gli stati e a fare il crestone a tutto beneficio di manager marci e azionisti correi.

Del resto Mario Draghi è l’epigono del sistema bancario che oggi è il nemico da batteere e abbattere.

ilcuculo
Scritto il 16 dicembre 2011 at 22:20

E’ che siamo troppo grandi per fallire.

first em
Scritto il 16 dicembre 2011 at 23:15

@IlCuculo,
la verità, purtroppo, è che sono le banche sistemiche a essere “too big to fail” mentre l’italia rischia di essere “too big to be saved”. Ma è chiaro che in prospettiva è come chi se la ride e se la suona sulla tolda del Titanic guardando gli altri che stanno annegando…

tirlusa
Scritto il 16 dicembre 2011 at 23:50

ilcuculo@finanza,

Meglio la porta posteriore che niente, meglio ingegnarsi con stratagemmi vari per aggirare i diktat della Merkel che continuare a temporeggiare senza decidersi a nulla. Credo che le banche questa volta faranno le brave anche perchè ci guadagnano un bel pò. L’importante è che gli anglosassoni ci concedano una tregua. Una volta caduto Sarkozy l’isolamento politico della Germania sarà completo e le pressioni per avere una banca centrale prestatore di ultima istanza, gli eurobond, politiche fiscali meno recessive e più eque sarà enorme e alla Germania non resterà che scegliere se accettare o uscire dall’euro.
Anch’io penso che è una porcata e che è meno ipocrita una monetizzazione diretta, però può funzionare nell’attesa di mutamenti politici più favorevoli a una revisione dei trattati. Se l’espediente non funziona si va tutti gambe all’aria prima delle elezioni francesi.
Mi confermi che si comincia il 21 dicembre?

icebergfinanza
Scritto il 17 dicembre 2011 at 09:47

first em@finanza,

Ragazzi adesso a chi lo invio il post del fine settimana…

icebergfinanza
Scritto il 17 dicembre 2011 at 09:50

first em@finanza,

Lasciamo fallire l’Italia e poi vedrai se e’ troppo grande per essere salvata!

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