ITALIA: IL MOMENTO DELLE SCELTE!

Scritto il alle 09:56 da icebergfinanza

Con il tempo provvederemo a recuperare ogni goccia dell’Oceano di Icebergfinanza (http://icebergfinanza.splinder.com/) , ogni emozione, ogni sentimento, ogni commento, tutto ciò che ha accompagnato la nostra splendida avventura, soprattutto le emozioni e le sensazioni dei cosiddetti mondi alternativi ( http://icebergfinanza.splinder.com/tag/0+mondi+alternativi ) dove in questi cinque lunghi anni abbiamo gettato lo sguardo oltre il fallimento di questo sistema, alla ricerca di una alternativa possibile, praticabile!

In mezzo a questa tempesta perfetta le sensazioni sono molteplici, c’è chi vive tranquillamente e giustamente ogni istante della sua vita come nulla stesse accadendo, guardando con fiducia al domani, chi invece è spaventato, scosso, disorientato, chi preoccupato per il suo futuro e quello dei suoi figli, chi per i suoi risparmi, chi per il suo lavoro e via dicendo.

Il messaggio di fondo di Icebergfinanza in questi anni, oltre ad evidenziare con crudezza talvolta la realtà di questo sistema è quello della rabbia di comprendere quello che stava accadendo ma anche il Coraggio e la Speranza, di costruire un’alternativa migliore, di sognare e realizzare isole di Speranza, senza inventare nulla ma utilizzando e abbracciando sistemi economici e stili di vita sostenibili.

Ritorneremo a parlare di Mondi Alternativi ogni sabato mattina, un momento di riflessione che vada oltre le questioni finanziarie ed economiche che quotidianamente assillano la gente comune.

Vi lascio con una recente riflessione, spunto per il Manifesto di Icebergfinanza che cercherò di condividere con Voi entro la fine dell’anno!

Al di là della sensibilità di ognuno io ritengo che ormai questo sistema sia giunto al suo capolinea, un capolinea che vedrà inevitabilmente un cambio epocale di paradigma al di la dello scetticismo di coloro che pensano che nulla cambia tutto è per sempre uguale!

Secondo Pietro Reitano, responsabile del mensile Altreconomia, che condivido pienamente,  siamo alla resa dei conti:

Proviamo a mettere in fila gli elementi.

L’Italia è un Paese vecchio, uno dei più vecchi, dove il peso dell’assistenza e delle pensioni raggiunge vertici internazionali. Dall’altra parte, abbiamo un tasso di disoccupazione sopra la media, che però diventa drammatico se guardiamo alle fasce più giovani della popolazioni. 2 milioni di ragazzi tra i 15 e i 29 anni (due milioni) non studia, non lavora, non cerca lavoro.

La mobilità sociale è inesistente, il conflitto generazionale (genitori privilegiati, giovani precari) è alle stelle. Un abisso separa i salari: dai 700 euro di un precario ai 700mila di un top manager. Vige la gerontocrazia, non la meritocrazia. 6 giovani su 10 sono pronti ad andarsene all’estero, alla prima occasione. La ricchezza è sempre più concentrata nelle mani di pochi.

Poi. Il Paese non investe nel paesaggio e nel turismo, anzi lo deturpa con la cementificazione, falso indicatore di crescita economica. Perdiamo sicurezza alimentare e biodiversità. L’evasione fiscale è un cancro inestirpabile, la criminalità organizzata lo è altrettanto, e in espansione.

I tempi della giustizia sono infiniti. La corruzione idem. Le imprese esternalizzano, finanziarizzano, precarizzano. La classe imprenditoriale abbandona progressivamente l’economia reale e predilige la Borsa e la finanza. Le imprese puntano agli oligopoli, ai monopoli, alle bollette dei cittadini, alle loro tasse.

Le banche ( alcune banche aggiugo io…) investono i soldi dei loro correntisti per finanziare progetti insensati, a volte criminali, degli amici degli amici. Il welfare è allo stremo, gli enti locali senza risorse, la coesione sociale sotto stress.

Non investiamo in ricerca, istruzione, tecnologia, banda larga, servizi. Non investiamo nell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili, e dipendiamo sempre più dall’estero per l’energia. Il debito pubblico è alle stelle.

Infine, la classe politica (tutta) è di un’incompetenza inedita e inaudita, e mentre è impegnata a salvare sé stessa e i suoi scandalosi suoi privilegi, pensa bene di tassare i risparmiatori e non le rendite. E ci vengono a dire che è il momento dei sacrifici

Chiaro il riassunto? Allora, di fronte a questa situazione, voi investireste in un’azienda come l’Italia?

Prestereste i vostri soldi a un Paese così? Di fronte alla recente manovra del governo, avreste più fiducia nel futuro della Penisola? Vi stupite allora che la finanza internazionale, quel manipolo di personaggi che specula sui disastri altrui, tenti di far capitolare questo Paese?

Da molto tempo abbiamo puntato il dito contro i CDS, i credit default swap, strumenti finanziari derivati dalla diffusione impressionante che “scommettono” sul fallimento di imprese, banche e nazioni. Aver lasciato che proliferassero è una delle cause delle paure che in questi concitati giorni assillano gli italiani.

Prepariamoci a giorni difficili.

Sappiamo però anche qual è la soluzione, e che non è troppo tardi.

La via d’uscita ha tanti nomi: filiera corta, economia delle relazioni, dono, efficienza energetica, fonti rinnovabili, agricoltura biologica, sostenibilità ambientale, beni comuni, equità nella distribuzione delle risorse, giustizia, istruzione, ricerca, scambi non monetari. Altri nomi li potete aggiungere voi .

Un’altra via l’aggiungo io, ne abbiamo più volte parlato ovvero…

ECONOMIA SOLIDALE E SOSTENIBILE: DISTRETTI E COOPERATIVE D’ITALIA!

Tra questi, anche resistenza e ribellione: il mercato, la Borsa non sono entità astratte o divine, i cui comportamenti non sono modificabili né giudicabili.

Mercato e finanza sono fatti da uomini, che devono rispondere delle conseguenze delle loro azioni, delle responsabilità cui sono chiamati. Lo stesso vale per tutti quei personaggi -giornalisti, economisti, politici, imprenditori, manager, banchieri- che si sono riempiti la bocca di chiacchiere e ancora non ammettono il loro torto, mentre gozzovigliano a spese nostre.

Smettiamo di dare ascolto a questa gente, smettiamo di dare i nostri soldi a chi ci condanna a un futuro di fatica. Non è detto che debba andare per forza così.

La riflessione è aperta, ne abbiamo parlato più volte nei nostri Mondi Alternativi,  serve il contributo di ognuno di noi; il fallimento è evidente ed è il fallimento del bene assoluto! E’ ora dopo trentanni di turbocapitalismo che si sperimenti la strada del …

BENE COMUNE!

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38 commenti Commenta
Max
Scritto il 26 novembre 2011 at 11:03

Ad esempio oggi è la giornata della colletta alimentare!!!

astranw
Scritto il 26 novembre 2011 at 11:33

gran bel pezzo , sei riuscito a scrivere con grande chiarezza ciò che in modo astratto brulicava nella mia mente …

ilcuculo
Scritto il 26 novembre 2011 at 12:40

Andrea,
io credo che un sistema stia in equilibrio quando richieda l’equilibrio sia la condizione largamente migliore per la maggioranza.
Le regole di un sistema economico in equilibrio rendono conveniente mettere gli egoismi dei singoli in cooperazione anzichè in competizione.
Non possiamo immaginare un essere umano che anteponga il BENE COMUNE al BENE INDIVIDUALE, sono le regole che devono far convergere queste due cose.
Le socialdemocrazie del nord europa ci sono in larga parte riuscite, il selvaggio liberismo anglosassone e la cialtroneria mediterranea no.

pinco14
Scritto il 26 novembre 2011 at 13:51

Quanta verità in quello che scrivi!
Povera Itaglietta come ti sei ridotta!

maatmatithiak
Scritto il 26 novembre 2011 at 13:54

CHE QUADRO DEPRIMENTE
un paese allo sfacelo quello di P Reitano (che tu condividi )
un pessimismo che nn avevo mai notato nei tuoi commenti sull’Italia
:roll: :(
c’è poco da sperare .. anche tu abbandoni la nave e sali sulla scialuppa

lacassandra
Scritto il 26 novembre 2011 at 15:14

Un’analisi pacata dello scritto di Reitan.o

L’Italia è un Paese vecchio, uno dei più vecchi, dove il peso dell’assistenza e delle pensioni raggiunge vertici internazionali.
VERO

Dall’altra parte, abbiamo un tasso di disoccupazione sopra la media,
FALSO

che però diventa drammatico se guardiamo alle fasce più giovani della popolazioni. 2 milioni di ragazzi tra i 15 e i 29 anni (due milioni) non studia, non lavora, non cerca lavoro.
NON SO DOVE ABBIA TROVATO QUESTO DATO…la disoccupazione giovanile è in rapido aumento quasi ovunque. Peculiare problema italiano è l’altissima percentuale al Sud (le altre parte del paese hanno tassi di disoccupazione giovanile analoghi a quelli degli stati europei più avanzati).

La mobilità sociale è inesistente,
E’ LIMITATA, maggiore in alcuni settori rispetto ad altri, non inesistente e bisognerebbe aumentarla ….il problema è come. Quella di Reitano è una mera enunciazione di un luogo comume

il conflitto generazionale (genitori privilegiati, giovani precari) è alle stelle.
VERO IN PARTE, spesso neanche i genitori sono privilegiati…..

Un abisso separa i salari: dai 700 euro di un precario ai 700mila di un top manager.
Il fenomeno è ODIOSO, ma molto più diffuso in altri paesi. Sarebbe il caso di fissare un tetto a questi stipendi assurdi. Ancor più grave è che alcune categorie (essenzialmente politici e magistrati) percepiscano notevoli emolumenti a fronte di una produttività pari a zero.

Vige la gerontocrazia, non la meritocrazia
VERO IN PARTE, anche molti giovani vanno avanti senza alcun merito!
6 giovani su 10 sono pronti ad andarsene all’estero, alla prima occasione.
DATO DISCUTIBILE, CHE CAMBIA AD OGNI SONDAGGIO. C’è da chiedersi….non è che questi giovani, ingannati dai media, ritengano che all’estero ci sia un Paradiso che in realtà non esiste? Solo un paio di anni fa tutti volevano andare in Spagna….

La ricchezza è sempre più concentrata nelle mani di pochi.
FALSO. Per fortuna e nonostante tutto l’Italia è, con Norvegia e Singapore, lo stato dove la ricchezza è più diffusa. Ciò non toglie che sia necessaria uma migliore distribuzione, ma le panzane non aiutano in tal senso.

Poi. Il Paese non investe nel paesaggio e nel turismo, anzi lo deturpa con la cementificazione, falso indicatore di crescita economica.
VERO SOLO IN PARTE E SOPRATTUTTO PER IL PASSATO (con gravi danni anche nel presente). E’ un dato acquisito la consapevolezza che la tutela del paesaggio sia un valore irrinunciabile

Perdiamo sicurezza alimentare e biodiversità.
BOH….mi sembra il contrario, soprattutto se ci confrontiamo con altri paesi (Germania innanzi tutto)

L’evasione fiscale è un cancro inestirpabile,
L’evasione fiscale è in diminuzione, anche se costituisce sempre un problema gravissimo. Scrivere che è un cancro inestirpabile non porta da nessuna parte

la criminalità organizzata lo è altrettanto, e in espansione
Per fortuna la criminalità organizzata ha ricevuto colpi durissimi, con sequestri pari a circa 25 miliardi e l’arresto di quasi tutti i latitanti più pericolosi. In molte zone del sud si è verificata la ribellione al racket del pizzo, cosa impensabile solo alcuni anni fa. Anche qui, il catastrofismo non porta da nessuna parte. Bisogna, invece, analizzare criticamente, l’operato molto positivo di alcune procure (Reggio Calabria, Caltanissetta, ad esempio) e quello diciamo discutibile di altre (Palermo, Napoli.)
I tempi della giustizia sono infiniti.
VERO. Ma l’enunciazione mera non porta da nessuna parte. Alcune procure penali (Bolzano, la stessa Reggio Calabria) e civili (ad es. Torino) funzionano molto bene. La verità è che c’è un ultracasta (la magistratura) che deve trovare efficienza e rigore tramite una severa e vasta opera di riforma, che riporti meritocrazia ed efficienza diffuse nell’ordine giudiziario.

La corruzione idem.
VERO, ma ci sono leggi che la agevolano e che bisognerebbe cambiare. L’introduzione dei costi standard nella Pubblica Amministrazione avrebbe sicuramente dato un duro colpo alla corruzione.

Le imprese esternalizzano, finanziarizzano, precarizzano.
Per fortuna solo una minoranza. Anche qui una generalizzazione sbagliata.

La classe imprenditoriale abbandona progressivamente l’economia reale e predilige la Borsa e la finanza.

Solo una minoranza, costituita essenzialmente dagli azionistii RCS e Repubblica

Le imprese puntano agli oligopoli, ai monopoli, alle bollette dei cittadini, alle loro tasse.

Solo una minoranza, costituita essenzialmente dagli azionistii RCS e Repubblica

Le banche ( alcune banche aggiugo io…) investono i soldi dei loro correntisti per finanziare progetti insensati, a volte criminali, degli amici degli amici

Fenomeno diffuso soprattutto nei grandi Istituti. Certo, con Mario Draghi le cose non sono migliorate (eufemismo). Anche i suoi predecessori in Bankitalia non hanno entusiasmato (eufemismo). E SOPRATTUTTO LI’ CHE DOBBIAMO AGIRE. Comunque all’estero va anche peggio.

Il welfare è allo stremo, gli enti locali senza risorse,

VERO IN PARTE, ma ci sono sprechi incredibili e leggi che favoriscono gli spreconi (costo storico). Una corretta amministrazione, favorita da leggi e regolamenti adeguati, porterebbe grandi benefici.

la coesione sociale sotto stress.

VERO, ma anche qui l’enunciazione mera non aiuta. Sarebbe il caso di analizzare il ruolo dell’informazione…..

Non investiamo in ricerca, istruzione, tecnologia, banda larga, servizi.

VERO IN BUONA PARTE. Aver distrutto grandi industrie come Montedison, Telecom etc etc ha avuto influenza sulla carenza attuale di investimenti? Bisogna chiedersi come si è arrivati a questa situazione. Bisogna anche sapere che spesso le spese sulla ricerca all’estero si traducono in risultati deludenti (si tratta spesso di spese pubbliche clientelari) e che investimenti in ricerca e sviluppo di piccole e media aziende italiane non sono calcolate nelle statistiche ufficiali.

Non investiamo nell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili

VERO IN PARTE, soprattutto il risparmio energetico sarebbe da incrementare in misura notevole.

e dipendiamo sempre più dall’estero per l’energia.

VERO IN PARTE. Siamo sempre dipesi dall’estero per l’energia, ma il rimedio a breve termine quale potrebbe essere? L’energia nucleare?

Il debito pubblico è alle stelle.

VERO, ma è quello che è aumentato meno nel periodo 2007 / 2011. Inoltre è calcolato correttamente, a differenza di quello di altri paesi che truccano in maniera clamorosa i conti (Germania e UK).

Infine, la classe politica (tutta) è di un’incompetenza inedita e inaudita,

VERO,situazione in grave peggioramento da almeno 20 anni

e mentre è impegnata a salvare sé stessa e i suoi scandalosi suoi privilegi, pensa bene di tassare i risparmiatori e non le rendite.

Anche Draghi e Monti vogliono farlo, nell’ottica della DISTRUZIONE DELLA CLASSE MEDIA. Ma quali sono le rendite? C’è una definizione esatta?

E ci vengono a dire che è il momento dei sacrifici
Chiaro il riassunto? Allora, di fronte a questa situazione, voi investireste in un’azienda come l’Italia?

Se si fanno le opportune e profonde riforme DI CORSA

CONCLUSIONE – Analisi superficiale e piena di luoghi comuni.Se fosse corretta l’Italia sarebbe al livello del Bangladesh. I ragionamenti “de panza” non portano da nessuna parte. Mai come in questo momento è necessario avere “testa fredda” nelle analisi, nell’individuazione dei problemi e nella loro risoluzione, e “cuore caldo” nell’entrare nell’agone poltico, che per troppo tempo gli italiani hanno lasciato in mano ad incapaci e a corrotti.

icebergfinanza
Scritto il 26 novembre 2011 at 16:17

trandafil@finanza,

Comprendo che la tua mission sia quella di discreditare il sottoscritto in fondo sono solo parole al vento le tue ! Confermo la mia sensazione che questo paese non fallirà sulla base dei fondamentali ma e’ già sostanzialmente fallito dal punto di vista sociale e antropologico. Probabilmente sei anche tu uno di quelli che amano terrorizzare la gente per poi comprare sulla paura altrui. Solo un povero ingenuo può credere che ci sia alternativa ad uno stato sovrano che non sia fragile come le bolle finanziarie che la storia ha creato! Rilassati la tua mission fallirà! Andrea

icebergfinanza
Scritto il 26 novembre 2011 at 16:32

lacassandra@finanza,

Cassandra bisogna essere cinici con i privilegi di questo paese, con la sua classe politica, con i suoi amministratori, con la putrida palude di un intreccio perverso tra politica mafia massoneria imprenditoria e media senza dimenticare tante isole di Speranza! Poi e’ ovvio che qualche ingenuo crede veramente che gli altri siano messi meglio di noi dal punto di vista fondamentale. Mi fa sorridere ad esempio la contrapposizione tra coloro che suggeriscono di comprare BTP e quelli che urlano che non bisogna farlo, come se fosse solo questo il problema! Non lasciatevi condizionare da nessuno e fate quello che la Vostra Consapevolezza vi suggerisce, ascoltando tutti ma decidendo Voi. Questo
sistema ha bisogno di responsabilità e bene comune non di gente che fugge o di esaltati che urlano quotidianamente che e’ finita uno giorno si e un’altro ancora. E’ finito un ciclo, siamo al tramonto del capitalismo demenziale destinato ad autodistruggersi sulla base del capitale! Fuggire non serve a nulla, il cambiamento nasce da ognuno di noi! Andrea

il fringullo
Scritto il 26 novembre 2011 at 16:41

A domanda diretta “voi investireste in un’azienda come l’Italia?” risponderò in maniera altrettanto diretta: SI. E non solo lo dico ma lo sto facendo massicciamente negli ultimi tempi, in tutti i settori. E non perchè creda alla classe politica o tecnica che ci governa, ma perchè credo fortemente negli Italiani, nei milioni e milioni di presone che non rappresentano l’elite, che sono persone serie, capaci di lavorare come nessun altro non solo nel nostro paese ma nel mondo intero, con intensità, onestà e sagacia, mi fido molto più di Voi Italiani che di tutti gli altri nel mondo, e sarebbe ora che anche Voi cominciasse a fidarvi di Voi stessi. Chi non lo vede o non lo vuole vedere, è perchè evidentemente opera dall’altra parte, perchè l’inferno è solo nella mente del diavolo. L’Italia è arrivata al cosiddetto turning point, un turning point sociale, dove le masse iniziano a comprendere l’esigenza di cambiamento vero e radicale nel modo di rapportarsi e di interessarsi allo Stato. E attenzione perchè con 9 trillions di households assets, il rapporto di ricchezza x household più alto tra i paesi del G7, se si ripristina anche il rapporto stato-cittadini non c’è speculazione che regga. Ora il segnale è chiaro a tutti, totale inversione nella curva dei rendimenti, recessione scontata e default alle porte. Nelle sale delle grandi banche del nostro paese si respira un’aria tesa e pesante, di sconforto, di resa. E io come al solito, che sono ormai da anni un pazzo conclamato, accelero nella mia opera di investimento, certo che questo paese sia la più grande e meravigliosa storia di ristrutturazione che mi sia capitata negli ultimi 20 anni. Ricordate sempre che i soldi sono un mezzo non un fine. Il fine è il bene comune, il fine è la felicità negli occhi nostri si, ma soprattutto negli occhi dei nostri cari, dei nostri figli e negli occhi degli altri. Poi a certe cose o ci si crede e ci si crede davvero, e si trasformano in vere e proprie convinzioni, o no, le esitazioni in momenti come questi sono fatali. La mia rotta è tracciata.

Buon vento Marinai.

Il Fringuello

gracav
Scritto il 26 novembre 2011 at 18:05

il fringullo@finanza:
A domanda diretta “voi investireste in un’azienda come l’Italia?” risponderò in maniera altrettanto diretta: SI. E non solo lo dico ma lo sto facendo massicciamente negli ultimi tempi, in tutti i settori. E non perchè creda alla classe politica o tecnica che ci governa, ma perchè credo fortemente negli Italiani, nei milioni e milioni di presone che non rappresentano l’elite, che sono persone serie, capaci di lavorare come nessun altro non solo nel nostro paese ma nel mondo intero, con intensità, onestà e sagacia, mi fido molto più di Voi Italiani che di tutti gli altri nel mondo, e sarebbe ora che anche Voi cominciasse a fidarvi di Voi stessi. Chi non lo vede o non lo vuole vedere, è perchè evidentemente opera dall’altra parte, perchè l’inferno è solo nella mente del diavolo. L’Italia è arrivata al cosiddetto turning point, un turning point sociale, dove le masse iniziano a comprendere l’esigenza di cambiamento vero e radicale nel modo di rapportarsi e di interessarsi allo Stato. E attenzione perchè con 9 trillions di households assets, il rapporto di ricchezza x household più alto tra i paesi del G7, se si ripristina anche il rapporto stato-cittadini non c’è speculazione che regga. Ora il segnale è chiaro a tutti, totale inversione nella curva dei rendimenti, recessione scontata e default alle porte. Nelle sale delle grandi banche del nostro paese si respira un’aria tesa e pesante, di sconforto, di resa. E io come al solito, che sono ormai da anni un pazzo conclamato, accelero nella mia opera di investimento, certo che questo paese sia la più grande e meravigliosa storia di ristrutturazione che mi sia capitata negli ultimi 20 anni. Ricordate sempre che i soldi sono un mezzo non un fine. Il fine è il bene comune, il fine è la felicità negli occhi nostri si, ma soprattutto negli occhi dei nostri cari, dei nostri figli e negli occhi degli altri. Poi a certe cose o ci si crede e ci si crede davvero, e si trasformano in vere e proprie convinzioni, o no, le esitazioni in momenti come questi sono fatali. La mia rotta è tracciata.

Buon vento Marinai.

Il Fringuello

il fringullo@finanza,

e facciamo questo Manifesto, regaliamocelo per Natale
ecco un inno all’Italia di Benigni, già pubblicato da Andrea, per i nuovi marinai, prendiamo spunto
http://www.youtube.com/watch?v=mZwaLa1y5Zk

dvd
Scritto il 26 novembre 2011 at 19:51

Grandiosi Cassandra e Fringuello!

Comnciamo a riappropriarci dei nostri diritti (senza dimenticarci dei nostri doveri e riscoprendo e trasmettendo senso civico!)
Qui: http://nunteregghepiu.altervista.org/
intanto possiamo cominciare con un’iniziativa alla portata di tutti.

Qui invece: http://www.youtube.com/watch?v=tqhXotcu5hs
intervistano il prof. Focardi, che con le sue ricerche sulla fusione fredda insieme col suo socio Rossi ci stanno preparando un futuro completamente nuovo. (anche se è alquanto sospetta la scarsa attenzione che viene dedicata loro!)

Forza, che il presente è grigio, il passato è già andato, ma la nostra vita ci aspetta ogni giorno in un futuro che possiamo costruire, invece di subire!

Davide

dvd
Scritto il 26 novembre 2011 at 19:55

Grandiosi Cassandra e Fringuello!

Comnciamo a riappropriarci dei nostri diritti (senza dimenticarci dei nostri doveri e riscoprendo e trasmettendo senso civico!)
Qui: http://nunteregghepiu.altervista.org/
intanto possiamo cominciare con un’iniziativa alla portata di tutti.

Qui invece: http://www.youtube.com/watch?v=tqhXotcu5hs
intervistano il prof. Focardi, che con le sue ricerche sulla fusione fredda insieme col suo socio Rossi ci stanno preparando un futuro completamente nuovo. (anche se è alquanto sospetta la scarsa attenzione che viene dedicata loro!)

Forza, che il presente è grigio, il passato è già andato, ma la nostra vita ci aspetta ogni giorno in un futuro che possiamo costruire, invece di subire!

Davide

dvd
Scritto il 26 novembre 2011 at 19:58

Grandiosi Cassandra e Fringuello!

Comnciamo a riappropriarci dei nostri diritti (senza dimenticarci dei nostri doveri e riscoprendo e trasmettendo senso civico!)
Qui: http://nunteregghepiu.altervista.org/
intanto possiamo cominciare con un’iniziativa alla portata di tutti.

Qui invece: http://www.youtube.com/watch?v=tqhXotcu5hs
intervistano il prof. Focardi, che con le sue ricerche sulla fusione fredda insieme col suo socio Rossi ci stanno preparando un futuro completamente nuovo. (anche se è alquanto sospetta la scarsa attenzione che viene dedicata loro!)

Forza, che il presente è grigio, il passato è già andato, ma la nostra vita ci aspetta ogni giorno in un futuro che possiamo costruire, invece di subire!

Davide
iniziativa di legge popolare.doc

icebergfinanza
Scritto il 26 novembre 2011 at 20:58

il fringullo@finanza,

La nostra rotta e’ tracciata immenso Fringuello e solo un pulcino impaurito non vede le occasioni nascoste in questo Paese. Una vera e propria campagna mediatica del terrore economisti sconosciuti sbucati dal nulla analisti indipendenti improvvisati politici giornalisti servi del sistema che sino a ieri suggerivano a gran voce che tutto era finito, suggerivano di investire su corporate high yield strutturati assicurativi azioni fondi comuni e via dicendo decimando i portafogli degli italiani. Oggi suggeriscono di scappare dai titoli sovrani e addirittura da sovranazionali come Bei & Co. Idioti! Un pollaio che starnazza la fine dell’euro la fine dell’Italia la fine della razionalità fondamentale! Un abbraccio Andrea

stanziale
Scritto il 26 novembre 2011 at 21:23

Non ti offendere capitano, non che questo Reitano abbia torto, ma il commento del fringuello lo trovo buono e quello di la cassandra ottimo, e poi anche la tua replica ovviamente. Comunque siamo alle porte coi sassi, come suol dirsi. Tra poco sapremo tutto. Speriamo bene, ma come appunto la cassandra, ho un senso di inquietudine sulle intenzioni del nostri generali. Ci ricordiamo di quelli borbonici nelle battaglie contro i garibaldini?
Stanziale

il fringullo
Scritto il 26 novembre 2011 at 21:24

Eh si capitano la nostra rotta è tracciata, è ormai tracciata da anni, dalla grande mole di studio e lavoro ben fatto che hai pubblicato per anni… e anche se il mare è in tempesta e le onde si fanno sempre più alte, nessuna esitazione, il nostro porto ci attende.

Il Fringuello

tirlusa
Scritto il 26 novembre 2011 at 21:34

il fringullo@finanza,

Che Dio ti benedica, che belle parole.

dvd
Scritto il 26 novembre 2011 at 22:02

Scusate marinai,
ma voi riuscite a postare commenti regolarmente?
Da 3 giorni sto cercando vanamente di inserire un commento (si tratta di un’iniziativa semplice e utile per farci sentire dalla “casta”)

Il commento finisce sempre “in attesa di moderazione” per poi sparire del tutto.
Qualcun altro ha lo stesso inconveniente?

Davide

kry
Scritto il 26 novembre 2011 at 22:56

Oggi in due momenti diversi mi sono imbattuto in discussioni che avevano in comune la disonestà. Ho sentito parlare due persone che dicevano che sono state costrette a pagare in nero chi l’operatore della pulizia della caldaia, chi una visita medica privata. Io mi sono permesso di far notare loro che comportandosi così han fatto pagare meno tasse al professionisti,ma entrambe le persone hanno detto che così hanno risparmiato l’IVA e che in fondo chi 10€ chi 20€ stavano bene in tasca a loro. Poi ho incontrato un altra persona che lavora per un azienda che sta attraversando un momento di crisi e che forse era meglio che l’azienda invece di farli andare a lavorare sarebbe meglio li mandasse in mobilità e mi ha fatto capire che così poteva fare un altro lavoro. Io non volevo discutere e far capire che questo atteggiamento non è corretto. Io penso che da parte di tutti ci debba essere un pò più di onestà e che a livello fiscale bisognerebbe poter detrarre tutte le spese perchè con il nuovo redittometro non è possibile spendere più di quello che si guadagna. Ora mi rendo conto che il mio commento può essere fuori luogo ma sinceramente sono stanco perchè le persone hanno capito che non ci sono contolli adeguati e qualora questi funzionano i responsabili di reati non sono puniti. Credo che se dovesse esserci un epilogo tragico a questa crisi economica e non si riparte con REGOLE NUOVE il male che dovremo sopportare sarà ancor più amaro perchè alla fine non cambirà nulla. Le crisi passate negli ultimi 20 anni sarebbero dovuto servire per poter migliorare invece la mia impressione e che i responsabili non abbiano pagato e questo si è ricaduti negli stessi errori.

giaino
Scritto il 27 novembre 2011 at 09:40

La via d’uscita ha tanti nomi: filiera corta, economia delle relazioni, dono, efficienza energetica, fonti rinnovabili, agricoltura biologica, sostenibilità ambientale, beni comuni, equità nella distribuzione delle risorse, giustizia, istruzione, ricerca, scambi non monetari.

tutte belle cose, suonano bene, sono addirittura poetiche, ma stringi stringi non significano niente.
e nessuna di esse potrà modificare la condizione attuale, ovvero: l’italia è fallita, l’euro è fallito

ilcuculo
Scritto il 27 novembre 2011 at 10:15

giaino,

Cortesemente, a proposito di parole che “stringi stringi” non significano niente, vorresti darci una spiegazione pregnante di cosa intendi dire con “L’Italia è Fallita”.

deportivotralarala
Scritto il 27 novembre 2011 at 11:26

Buongiorno a tutti.
Bei quesiti quelli del nostro Capitano, quesiti che ci siamo posti in tanti e in diverse occasioni. Si è parlato col cuore di quello che dovremmo fare, del fine, della felicità negli occhi di chi amiamo. Grazie Fringuello per le tue sentite e accorate parole.
Io mi permetto di aggiungere che è il momento delle scelte anche per un altro motivo, molto semplice: lo dobbiamo ai nostri Padri e alle nostre Madri, persone che in molti casi si son fatte dal nulla, da zero nel vero senso del termine. Padri e Madri che non si sono mai tirati indietro di fronte alle difficoltà spesso terribili come nel caso della Guerra ad esempio. Storie di orfani che si sono aggrappati alla vita e che hanno pensato solo a riscattarsi da quegli orrori (ne ho sentiti di racconti diretti che vi risparmio) e che hanno avuto fiducia in se stessi, negli altri, nella comunità, la famiglia in primis. Qual era il loro fine? Il riscatto come ho detto e l’idea guida di voler DARE ai figli e agli altri che sarebbero seguiti una Vita migliore. Da qui storie di gente che ha lavorato tanto, forse in molti casi ha solo lavorato senza mai chiedersi troppe cose, senza mai chiedersi se c’erano i soldi per un vestito in più o per una vacanza. Vite dedicate agli altri,i primi altri, i figli. Ma anche un senso di comunità, di appartenenza, di comunione a cui hanno fatto ricorso quelle persone legate da grandi sofferenze si, ma anche da altrettante gioie. Le gioie nel veder rinascere il proprio Pase dalle macerie, di non vedere più bambini morire in età infantile, di poter dare loro istruzione.
Io in quei Padri e Madri ho visto la libertà, la lealtà e il coraggio. Spero di averne assorbito una minima parte. Da loro ho imparato l’amore, la dedizione, lo spirito di sacrificio, la cura nel fare le cose, anche le più semplici. Vi assicuro che quella cura io non l’ho ancora riscontrata in persone di altri Paesi.
Il rammarico è il seguente: molte di quelle persone se ne sono andate contente si di quello che avevano fatto per se stessi e per la propria famiglia, di aver contribuito a far rinascere l’Italia, ma è altrettanto vero che se ne sono andate con più di un dubbio circa il futuro del Paese. Come dar loro torto?? Andrea ha elencato molte delle ragioni per cui sono sorti dei dubbi nelle menti di quei Padri e Madri e di noi che adesso ci troviamo di fronte alle scelte.
La mia risposta a quei dubbi e le ragioni per scegliere di credere nel nostro Paese, in noi stessi, la trovate nelle parole che ho appena scritto.
Buona domenica,
Raffaele

p.s.: per Mondi Alternativi sarebbe bello ospitare le testimonianze delle attività di altri blogger impegnati attivamente e per lo più gratuitamente per il bene comune.

john_ludd
Scritto il 27 novembre 2011 at 14:21

@Giaino

a meno che tu sia il solito troll che se non scrive qualche scemenza x il gusto si riaffermare la propria misera esistenza, dovresti essere coerente con il tuo atteggiamento cioè 1) vendere i tuoi euro e comprare dollari, poi tra qualche mese ci mandi una mail e ci dici come è andata 2) eviti di scrivere su blog come questo dove a me piace leggere post di lettori con idee anche differenti ma in grado di fornire fatti, idee e non sfoghi da represso

icebergfinanza
Scritto il 27 novembre 2011 at 14:41

giaino,

Non significano niente per coloro che vivono di breve termine! Non significano nulla per coro che non hanno alternative! Andrea

icebergfinanza
Scritto il 27 novembre 2011 at 14:44

icebergfinanza,

giaino,

Con il lavaggio del cervello che stanno facendo sui giornali e i rete a questi poveri ragazzi nom pretendiamo che il loro pensiero vada oltre…l’Italia e’ fallita anche e soprattutto grazie a loro ! Amen

ferryman
Scritto il 27 novembre 2011 at 15:12

giaino,

Forse Giaino esagera un po’ o forse si dimentica di dire la seconda parte della frase: l’ITALIA e l’EURO sono KO se mamma BCE non si decide velocemente di stampare moneta. La Germania deve fare un passo indietro e sentire le grida di dolore e lamento provenienti da tutta Europa.
Tutte le cose elencate saggiamente da Andrea sono necessarie per rimettere in moto la macchina Italia. Tuttavia hanno bisogno di tempo per essere realizzate! Oggi questo fattore manca.
Perciò prima speriamo che mamma BCE STAMPI moneta a palate e poi nel tempo, magari, potremmo mettere in AZIONE tutto quanto sopra detto! Altrimenti ci vorranno anni di dolori prima di tornare ad essere un Popolo che merita tutte le attenzioni sacrosante di Fringuello! Da soli non ce la possiamo fare a questo punto della storia. Perciò per condividere al 100% il Fringuel pensiero aspettiamo mamma BCE e chiediamo a quella chiavabilissima col culetto stretto della Merkel un po’ più di visione d’insieme!

giaino
Scritto il 27 novembre 2011 at 15:15

non sono affatto un troll, prendo atto della situazione.

l’italia ha 2bln di debito pubblico e 3bln di pensioni da pagare.

la bce compra btp, che altrimenti sarebbero invenduti, aumentando la massa monetaria e svilendo l’euro.

indignados e compagna cantante focalizzano solo una parte del problema e non evidenziano, invece, il legame perverso esistente tra bce/politica/banche; fintanto che avranno le spalle protette i politici continueranno ad incrementare il debito, è evidente.

si pone l’attenzione sull’evasione fiscale, quando tutto ciò che viene recuperato (grazie alle info fornite in questo senso da giannino), va utilizzato per aumentare ancora la spesa corrente.

@john_ludd: sono piuttosto coerente in questo, i miei euro li ho venduti quasi tutti, e non ho certo comprato dollari o altra valuta fiat
@icebergfinanza: giornali e media sono pazzeschi, non credo nemmeno più siano in malafede, secondo me sono solamente incompetenti

giaino
Scritto il 27 novembre 2011 at 15:28

@ferryman, perdonami ma la bce che stampa moneta è la madre di tutti i mali, assieme alla riserva frazionaria delle banche

l’una e l’altra hanno permetto ai politici di finanziarsi a debito e agli imprenditori incapaci o furbi di creare le bolle

ilcuculo
Scritto il 27 novembre 2011 at 16:03

giaino,

l’italia ha 2bln di debito pubblico e 3bln di pensioni da pagare.

uno che scrive numeri in questo modo si commenta da solo…

va….

giaino
Scritto il 27 novembre 2011 at 16:27

ilcuculo@finanza,

ora ci vado, ma nel frattempo mi spieghi cosa c’e’ che non va in questi numeri?

Scritto il 27 novembre 2011 at 18:37

giaino,

Mizzica sono Trilioni…. Se posso esprimere il mio parere sembra che tutti abbiate ragione… infatti tecnicamente l’Italia e’ fallita, come sono fallite tutte le nazioni, gli enti e le persone che spendono da mezzo secolo piu’ di quello che incassano.. Non penso che sara’ la fine del mondo perche l’attuale situazione e’ sempe moooolto migliore di quella che era cent’anni fa’.. Sicuramente e’ ora di dire basta al quel cancro che risponde al nome d Stato… quando a casa mia non potevo prendermi lo stipendio di 1 milione, ne ho preso ottocentomila, quando non riuscivo a pagare i debiti ne ho presi anche meno… Cosa voglio dire? Che abbiamo un milione di persone che percepiscono dallo stato direttamente o tramite parastato stipendi da 100mila euro, mi spiace… festa finita.. mettiamo un cap di 50.000, fatti 50 miliardi di euro all’anno…. Opere pubbliche? si quelle che vediamo a striscia da 24 anni ogni giorno? In galera, se un ingegnere sbaglia i calcoli ed il ponte crolla in galera…. lo stesso per quei trilioni gettati al vento…. Ci vuole moralita’, nella vita pubblica, in quella privata…. sfortuntamente in questo frangente non sono molto ottimista….

lacassandra
Scritto il 27 novembre 2011 at 18:38

Monti ha rassicurato Bruxelles “Ci metteremo in regola”.

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2011/11/24/visualizza_new.html_14073388.html

Arrivano le svendite! Dopo l’Epifania…..
Modestamente l’avevo previsto da un annetto…..

idiocrazia
Scritto il 27 novembre 2011 at 19:22

A volte è difficile capirti andrea, la meritocrazia che rievochi è positiva esclusivamente perchè conoscendo i tuoi valori etico-morali sarebbe socialmente compatibile ma renditi conto che parlare di meritocrazia per chi non ti conosce non significa nulla anzi è molto pericoloso per il semplice motivo che nessuno ha almeno la briga di controllare l’origine della parola “creata” dal sociologo inglese Young nel libro “Rise of the Meritocracy” 1958 che dipingeva appunto una società DISTOPICA un incubo praticamente che sarebbe inevitabilmente finito in guerra civile (nel 2033) fra meritevoli (che avrebbero bloccato la società e l’accesso al merito sin dai primissimi anni di scuola) e non meritevoli. Lo stesso sociologo che nel 2001 diffidò pubblicamente Tony blair dall’utilizzare il termine meritocrazia (lo avete visto riemergere l’apologeta della meritocrazia recentemente) come sistema perfetto accusandolo di non aver capito nulla del suo libro e diffidandolo dall’usare il suo nome per i suoi sogni meritocratici.
Ma siamo tutti contenti perchè in italia il concetto è stato introdotto dall’ingegnere Roger Abravanel (consulente della gelmini) che ha addirittura letto il libro di young non capendolo finendo per legare la meritocrazia al libero mercato (contenti?). Tutto questo accade perchè le parole significano tutto e nulla e chiedere più meritocrazia in un sistema complessivamente ingiusto o squilibrato significa chiedere “tecnicamente” più ingiustizia e più squilibrio o addirittura accelerarli. Non è così? La germania nazista era molto meritocratica li erano arrivati all’eugenetica (stabilire il merito geneticamente fin da tenera età e tra “razze”) è difficile da capire?NO.
Alla fine non fu scelto meritocraticamente il migliore ingegnere (Von Brown) per bombardare meglio Londra? Con la “meritocrazia” nazista avevano comprato i sogni di Von Brown (che sognava sin da piccolo di portare l’uomo sulla luna) per creare le V2 per uccidere. Che non era stata meritocratica la scelta? Si solo che era avulsa da qualunque principio etico-morale o meglio era per uno scopo sbagliato ed in quel caso il VERO meritevole non era forse l’ingegnere che si fosse rifiutato di creare bombe? Usati in maniera diversa i sogni di Von Brown in un altro sistema fortemente meritocratico (usa) lo stesso ingegnere sulla luna ci ha portati veramente aprendo le porte al futuro dell’umanità. La cosiddetta meritocrazia è stata usata in entrambi i casi è tutto il contorno che era differente ed ha prodotto risultati molto differenti non è molto difficile da capire che quando si invoca “meritocrazia” non significa assolutamente nulla.
Sono cose molto diverse lasciare che il merito emerga fisiologicamente in una struttura sociale equilibrata ed usare il concetto pericolosissimo “meritocrazia” che di preciso e preso di per sè non significa nulla nè di positivo nè di negativo (si perchè dire che qualcuno ha meritato la pena di morte non significa fargli un complimento).
Chi queste cose le vuole capire ha tutti gli strumenti per farlo da solo, e si chiederà per quale motivo il pd vuole la meritocrazia il pdl vuole la meritocrazia le banche vogliono la meritocrazia tutti vogliono la meritocrazia…
Si userà la parola meritocrazia per giustificare qualunque cosa, qualcunque distorsione sociale, qualunque disuguaglianza. A quel punto vallo a spiegare a chi urla “ci vuole più meritocraziaaaaaa non c’è meritocraziaaaaa”.
E mi fermo qui tanto chi vuole capire capisce, e io mi stanco di scrivere 3 pagine di spiegazioni.

Giuseppe.

idiocrazia
Scritto il 27 novembre 2011 at 19:27

Tranquilli tutti ora arriva L’FMI con 600 miliardi di euro dati fra il 4 ed il 5 % di interesse per permettere a Monti di fare le sue riforme (impressionanti) con calma fino al 2013.

Giuseppe

icebergfinanza
Scritto il 27 novembre 2011 at 19:50

idiocrazia@finanza,

Nessun prestito da 600 miliardi non ne abbiamo bisogno al limite se proprio vogliamo irritare gli assedianti per un anno bastano 240 miliardi per il debito in scadenza! Andrea

PORTELLO
Scritto il 27 novembre 2011 at 20:06

Ciao Andrea vorrei consigliare a te ai tuoi lettori questo video non tanto per il tema “oro” che cmq e’ interessante..ma per il discorso deflazione
http://www.youtube.com/watch?v=tj2s6vzErqY

buona settimana a tutti

akanuanda
Scritto il 27 novembre 2011 at 20:41

mi nonna mi ha sempre detto che per pagare i debiti non bisogna fare debiti.
una volta mia ha anche detto che lei non è nata vecchia..à stata anche bambina.
io subito non avevo capito cosa volesse dire.

un saluto a TUTTI i navignti.

Aka

cartesio
Scritto il 27 novembre 2011 at 21:08

Anche mio nonno aveva un detto: “Il vero pezzente lo è in testa, non in tasca”.
Quindi, qualcosa ci inventeremo.
Abbiamo ancora tante risorse da spendere, anche se non monetarie.

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