LA FAMIGLIA… SPERANZA FONDAMENTALE!

Scritto il alle 10:31 da icebergfinanza


 


Secondo Norberto Galli pedagogista italiano, "La famiglia è la prima sede dove si comprende il significato dell'esistenza. In un mondo in cui prevalgono i valori del profitto, della ricchezza, del piacere, la cultura dell'accoglienza mira a coltivare i valori del servizio e del dono."

Come ripeto ormai da anni le fondamenta di ogni civiltà non possono fare a meno della pietra fondamentale della FAMIGLIA, molto di più che un'istituzione, un'isola di Speranza spesso dimenticata dalla politica italiana a differenza di molti altri paesei europei, al di là di qualche virtuosismo delle istituzioni locali!

In un mondo nel quale l'egoismo individuale spesso e volentieri distrugge il senso della Comunità, sono fermamente convinto che una società, una nazione che si rifiuta  di sostenere la FAMIGLIA di sostenere i suoi GIOVANI,  il futuro non potrà che essere glaciale.

Vi lascio con un'ulteriore riflessione attraverso questo pezzo di AngiolinoLonardi apparso sul Sussidiario…

In Occidente, numericamente parlando, la famiglia ha perso la partita. Ha vinto un insieme disorganico di soggetti, nati tutti dalla sua implosione. Hanno vinto i celibi e le nubili, i trentenni più o meno “bamboccioni” che vivono con i genitori, i vedovi e le vedove e le famiglie… senza figli.

L’Istat non consente di alterare un risultato certificato “per tabulas”, con tanto di grafici a torta. La ciliegina, su questa torta, è per gli anziani, che sono in testa e guidano fieramente quel che resta della famiglia.

Mettersi insieme quando si è giovani è diventato problematico e svantaggioso per un insieme di motivi che spaziano da quelli educativi e umani fino ad arrivare ad una struttura del lavoro, del welfare state e del sostegno economico che non risultano minimamente calibrati rispetto alle esigenze e necessità di chi ancora vorrebbe mettere su famiglia.

In particolare “l’eutanasia” della famiglia si coglie dal venir meno dei figli. Essi non costituiscono affatto il carattere imprescindibile della famiglia: si può andare lontani, in coppia, senza di loro, aumentando il numero di crociere, di scoperte, di esperienze. In un mondo globalizzato e in movimento, pieno di incertezze e instabilità, questa famiglia indebolita non fa che segnare i confini tra se e gli altri, nella illusione di delineare, proteggere e riempire di senso il suo essere famiglia. E’ una prospettiva senza prospettiva, mitigata solo dalla ripresa delle nascite ascrivibili ai rinforzi migratori.

I meccanismi che stanno alla base del lavoro e del credito, centrati troppo sul criterio del tempo accumulato e della solvibilità e troppo poco sul merito e sulla buona volontà di fare bene, sembrano fatti apposta per tenere fuori dai giochi i giovani in età riproduttiva e con desiderio di famiglia. Partiamo da qui, dalla foto di gruppo della nostra società, e zoomiamo sui vari comparti. Eccoli: meno coppie giovani e più celibi, meno popolazione femminile in età (pienamente) riproduttiva, pochi bambini, indici di vecchiaia in crescita inarrestabile. In queste condizioni si possono fare due profezie:

1. la famiglia è l’istituto che, dopo essere stato selvaggiamente mobbizzato, subirà un colpo ancora più decisivo dall’evolversi della situazione economica.

2. Al tempo stesso viene solo dalla famiglia quella leva che può almeno attenuare o redimere gli effetti di un impatto demografico disastroso. Quindi potrebbe rientrare in gioco, salvare se stessa e quanto resta dell’Italia.

Si possono abbandonare ideologie e ideologismi e cominciare a riflettere seriamente su tutto ciò?

La discussione è aperta… viene solo dalla famiglia quella leva che può almeno attenuare o redimere gli effetti di un impatto demografico disastroso. Quindi potrebbe rientrare in gioco, salvare se stessa e quanto resta dell’Italia.  

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27 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 8 ottobre 2011 at 10:40

sono d'accordo e come madre sto facendo una grande lavoro ed ho pensato proprio ieri che tutta la nostra civiltà è andata avanti fino a oggi per il lavoro duro e silenzioso di tante madri che nonostante una sociètà iniqua hanno continuato a lavorare per salvare i propri figli.
Ma oggi è un'altra storia vanno di moda le puttane , le veline o a dirla moderna le escort , per questo dico che siamo destinati alla distruzione.
se il buon Dio non interviene…

utente anonimo
Scritto il 8 ottobre 2011 at 11:30

Il problema non sono solo le famiglie che non si formano e la mancanza di prole, ma anche la quantità di famiglie con figli che si dividono. Se passi tutto il giorno al lavoro e quando torni ti attacchi ad internet vai in palestra  e ti addormenti sul divano davanti alla tv la famiglia diventa un  impiccio, un problema da cui staccarsi. In questo lunapark la famiglia non è prevista, perchè non da più un senso alla propria esistenza.
Junka

utente anonimo
Scritto il 8 ottobre 2011 at 12:29

capisco il commento nr 1 e concordo abbastanza con il nr 2.
Però mi permetto di dire all nr 1 che a fronte di 10 escort pubblicizzate da una  tv idiota fatta per idioti ci sono, grazie a Dio, centinaia di mamme, anche giovani , che seguono i figli come facevano le nostre .Lo posso confermare perchè le vedo.
Alla nr 2 posso , da cattolico,solo  dire che il matrimonio o è un sacramento e quindi qualcosa di "sovrumano" o altrimenti è niente più di un contratto , e spesso sterco burocratico.
Per ultimo vorrei dire che, come da sempre,   la famiglia la " fà la donna.
Si sa che gli uomini sono  l'ufficialità,l'esteriorità della famiglia, ma la sostanza è sempre o quasi sempre Donna.
Livio

utente anonimo
Scritto il 8 ottobre 2011 at 14:37

Dove sono coloro che (quale ente organizzazione associazione culturale) tutelano  la famiglia e i suoi interessi, con la dovuta massa critica e potere contrattuale hanno? Dove sono coloro che si prendono a cuore il destino e il futuro delle famiglie e dei figli che responsabilmente introducono (cercano di!) in societa'? Dove sono coloro che possono agevolare (leggi scaricare costi e aumentare gli incentivi) gli investimenti delle famiglie sui propri figli? Chi ha piu' potere di spesa (e non parlo di consumo) nel quotidiano? E perche' le famiglie dovrebbero focalizzarsi sull'insegnamento del servizio e del dono (e il rispetto? e la responsabilita? e la consapevolezza?)? Per poter poi fare entrare in societa' nuovi cittadini incapaci di pretendere e nemmeno di negoziare che diventano presto frustrati e dunque single incapaci di prendersi responsabilita'? Dando acqua alle piante vengono su belle piante… togliendo l'acqua dalle piante… le piante si seccano e non fanno piu' bei (e buoni) frutti!

utente anonimo
Scritto il 8 ottobre 2011 at 14:44

In Occidente, numericamente parlando, la famiglia ha perso la partita. Ha vinto un insieme disorganico di soggetti, nati tutti dalla sua implosione. Hanno vinto i celibi e le nubili, i trentenni più o meno “bamboccioni” che vivono con i genitori, i vedovi e le vedove e le famiglie… senza figli.

Tipica osservazione all'italiana. Siccome DA NOI è così allora è così dappertutto. Invito allora a farsi una visitina nell'ATEA Scandinavia dove le coppie fanno in media 2,3 figli (in aumento) quando sono giovanissimi. Come mai ? Semplice la PERSONA è al centro della società e quindi essendo la famiglia il primo agglomerato di persone c'è una solida politica familiare di cui potete leggere su internet con facilità.

Nel mio ultimo viaggio ho incontrato una coppia di Svedesi di 10 anni più giovani di me che stavano facendo il giro del mondo. Avevamo poco più di 40 anni e 2 figli all'univerisità che vivevano x conto loro. Avevano davanti ancora tutta la vita e avrebbero visto nipoti e busnipoti. E la società è la più aperta e tollerante del pianeta.

Un ottimo supporto alla famiglia esiste in anche in FRANCIA e OLANDA, non conosco la situazione così bena ma anche in CANADA, AUSTRALIA e NUOVA ZELANDA non è il disastro che c'è da noi.

Italia paese della chiesa cattolica e di un sacco di stronzi ipocriti che si preoccupano di guardare nelle mutande della gente e non di fare niente di ciò che serve.

Per piacere il mondo non è l'Italia. 

Andrea stavolta NON sono d'accordo con te e il mondo l'ho girato in lungo e in largo. Se invece l'intenzione è stavolta di attirare l'attenzione su una delle vergogne di questo paese allora scrivilo in chiaroi

viandante

Scritto il 8 ottobre 2011 at 15:27

Viandante leggi bene soprattutto la prima parte quella in cui si parla del sostegno spesso incondizionato di altri Paesi alla famiglia oppure fai un salto ai miei incontri e vedrai che il mio pensiero e’ un’altro. Le parole che hai riportato non sono le mie. Andrea

utente anonimo
Scritto il 8 ottobre 2011 at 16:15

Sul sostegno ai giovani non ci piove, ma non parliamo solo della famiglia tipo "mulino bianco"!
La famiglia è spesso il luogo dove si consumano più soprusi e tragedie che non si vengono mai a sapere perchè vincono spesso la paura e la vergogna di denunciarli!
Facciamola questa indagine sulla famiglia, ma la si faccia in modo completo!

utente anonimo
Scritto il 8 ottobre 2011 at 16:30

Capitano…abbandonare le ideologie ? Ma oggi siamo in piena ideologia del mercato ! Si dice di tagliare le pensioni prima di togliere i paradisi fiscali, si dice di tagliare la sanita´ per costi alti prima di togliere i monopoli farmaceutici…si dice di tagliare i costi della politica prima di capire che la politica fatta bene (non quella che vediamo) intesa come gestione delle istituzioni dovrebbe essere al nostro servizio.

Detto questo e´ vero quanto dici ma bisogna guardarci intorno, se oggi un giovane capisce che con il grande sbrindello guadagna piu´ di quanto suo padre con dovuto e onesto lavoro abbia fatto in tutta la vita…ed il 95% dei rotocalchi gli martella in testa un modello…be´ e´difficile da scalzarglielo.

Devi sempre essere contro corrente, come un salmone…sembre essere il bastian contrario !!! Non e´ semplice ma credo che provarci ne valga la pena…

Un saluto

Massimo

utente anonimo
Scritto il 8 ottobre 2011 at 16:42

Esempio Svezia, ho una amica, due figli da sola…bene praticamente non le serve lavorare tutto risulta coperto e passato dallo Stato…al punto che molti cominciano a dire oggi che si sta facendo troppo per lo stato sociale…perche´ come sempre di fronte a chi ha bisogno cé´chi e´un `free raider`…oltretutto oggi in Svezia avere figli e´ di moda…

Da noi si parla troppo di Familia ma non se ne fa nulla…ho tre figli ma se devo prendere il treno gli sconti non esistono…ci sono ma risibili, perche´ non abbiamo il coraggio di dire che dopo il primo figlio e´ tutto gratis ? Musei, treni cinema ect ?

Un saluto e buon sabato dobbiamo metterci in testa che siamo prima cittadini poi consumatori…

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 8 ottobre 2011 at 19:03

Andrea hai ragione ma allora perchè riportare quella frase non tua ? La frase parla genericamente di occidente e a quella mi riferisco, non hai bisogno di citare Angiolino Lonardi direttore di Rai Utile !

viandante

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 04:42

La situazione della famiglia e’ il risultato della politica e dei modelli che certa politica ha cercato di imporre. Quando si parla di divorzio, di gay, di coppie aperte si cerca di di distruggere il significato della famiglia. Quando non le si da sostegno economico il risultato e’ questo.

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 08:51

Il rapporto di viandante sui paesi scandinavi non fa una grinza , anche in germania la politica sulla famiglia è decisamente robusta….qui da noi purtroppo il più delle volte resta tutto "in famiglia"…

Scritto il 9 ottobre 2011 at 09:18

Le politiche a favore della famiglia sarebbero il miglior welfare possibile, ovvero il miglior modo di spendere denaro pubblico con un elevaro ritorno economico e sociale.  (Hit Ratio direbbero gli anglosassoni)
Non sono però convinto che il calo della natalità in Italia sia così legato a questi aspetti.
Per quello che vediamo la natalità non è funzione della disponibilità economica , anzi sembra inversamente correlata, e l'Italia stessa era uno dei paesi più prolifici d'Europa quando il tenore di vita degli italiani era vistosamente inferiore a quello di moltei altri paesi.
Io credo che il problema sia culturale ed escatologico.
Non abbiamo visione del futuro, siamo a corto di idee e mendicanti di ideali, manchiamo di visione esensibilità sociale il nostro individualismo si spinge oltre il limite del'autolesionismo.
Queste cose non escono da alcuna politica della famiglia ma da un rinnovamento della società che scaturisce dalle pieghe della storia senza che qualcuno possa governare e spesso neppure capire il fenomeno.
Siamo stati per anni ed ancora siamo una società stagnante che lentamente si prosciuga. Ma di tanto in tanto nella storia  accade qualcosa e l 'acqua fresca ritorna a scorrere.

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 09:28

@ Viandante.

Ti limiti ad osservare senza  cogliere le cause e le soluzioni.

Gli svedesi – a differenza di noi INDIVIDUALISTI ITALIANI – sono UNITI, sono un CLAN.  Vuoi la prova ?  Leggi quanti cognomi esistono in Svezia e poi li raffronti con i nostri.

La Svezia è bene amministrata, come il Nostro Nord Italia. Debito pubblico sotto controllo.

Ciao

Giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 09:34

in Italia c'è RINUNCIA E RASSEGNAZIONE purtroppo.

e pochissima RIVOLTA  contro il SISTEMA.

Molta gente è arrabbiata , ma non è UNITA, purtroppo 
Ma quando c'è  l'occasione di protestare si vedono cose eccezionali:
12 giugno col  Referendum contro questo Governo 

Elezione amministrativa Sindaco di Milano, Pisapia 

e oggi la raccolta delle firme per abrogare la Legge elettorale vigente, in 20 giorni raccolte oltre 1 milione di firme.

il Capitan Mazzalai ha fatto molto e sta facendo molto per UNIRE nella CONSAPEVOLEZZA della situazione. 

Ciao a tutti

Giobbe

Scritto il 9 ottobre 2011 at 10:46

E’ bello finalmente vedere una discussione civile su questi temi sogno come dice il Cuculo uno tsunami di acqua fresca che torni a scorrere nelle fessure di questo oceano di cemento alla ricerca del seme della Speranza!

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 11:06

Sì concordo. Non so in quanti siamo, ma almeno riesco a contare un pò di persone civili con qualche differenza di opinione (ci mancherebbe, se no non si impara nulla e poi sai che noia !!!!) ma civili.

Volevo solo aggiungere che fare figli o meno è comunque una scelta personale in paesi come i nostri, naturale nel senso di quasi inconsapevole in paesi più poveri. Anche in India tra le classi piccole borghesi la natlità è scesa a circa 2 figli x coppia. Ma diciamocelo, per fortuna !!! Siamo già 7 miliardi e non è pensabile che raddopiamo di numero ogni 50 anni.

In sostanza UNA POLITICA DI SUPPORTO alla famiglia non deve dipendere da quanti figli si fanno ma è un dovere civile e il migloir investimento possibile a prescindere da tutto il resto. Quello che conta è quel figlio o due o tre abbiano accesso ad asili e scuole che li formino adeguatamente. Aprire questo tema è fondamentale e del tutto falso è che non ci sono le risorse. Il costo di un piano x la formazione per esempio è stimato in 4 – 5 miliardi l'anno, una frazione del costo delle clientele politiche.

Purtroppo TUTTE le forze politiche si sono distinte (con diversi gradi di degrado) nel distruggere sistematicamente anche le poche strutture di qualità che avevamo perchè semplicemenye non vogliono rinunciare ai privilegi che gode la casta e i suoi clienti.

Credo comunque che se fosse almeno ridotto il timore sul lato economico qualche bambino in più nascerebbe.  

viandante

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 13:41

Bello  vedere con civiltà e rispetto questi contributi. Per quanto riguarda la famiglia il discorso è complesso e molteplice su varie questioni.

In primis in questi anni il cambiamento dei costumi e dei modelli di educazione hanno lentamente minato la famiglia dall'interno. Non so se consapevolmente o meno. Basti pensare alle vendite immobiliari che si sono avute con lo spezzettamento delle unità familiari; o i prodotti per single con confezioni sempre più di formato piccolo perchè la media dei componenti si è andato assottigliando via via.  I mass media e il cambiamento della società dei consumi ha creato un  modello di sviluppo egoistico incentrato sull'apparenza, sullo stress e  la mancanza di tempo con bisogno di guadagnare sempre di più per favorire forme di consumo che in fin dei conti sono voluttuarie o cmq inesistenti fino a qualche tempo fa (basti pensare ai costi dei telefonini  al mese per una famiglia media di 4 persone ) . Il modello consumistico attuale è riuscito nell'intento di isolare i componeti della famiglia al proprio interno e quindi di minare quello che era la sua forza principale: il dialogo e il confronto. Dalla famiglia come riunione dei membri con scambi di idee ora la famiglia credo sia più diventata un contenitore unico di soggetti he più o meno subiscono l'influenza dall'estenro. Questo per dire in poche parole che se prima nell'educazione di un figlio contava il 90 % la famiglia e poi il resto ( scuola, amici, mass media, giochi) ora la proporzione si è quasi invertita.
Per giunta i mass media di una volta, la scuola erano di una qualità ben superiore perchè non è detto che la moltiplicazione delle TV o degli insegnati è sintomo di miglioramento; per me è l'esatto contrario a tutto discapito della qualità)
Quanto è difficile oggi far passare dei concetti base e andare controcorrente magari per non dare ai proprio figli un oggetto "firmato" quando magari i coetanei lo posseggono per il 90%: Per usare una immagine per me la famiglia è un nucleo che una volta era quasi imperrmeabile alle situazioni esterne facendo rimbalzare quasi automaticamente  le minacce esterne. Oggi questa cosa non è più possibile e i "virus" di contagio prima entrano piano piano poi riescono a far morire il nocciolo. In Svezia e nei Paesi scandinavi credo che la situaizone sia stata già vissuta perchè ricordo io adolescente e i Paesi Scandinavi che all'peoca erano paesi con la più bassa natalità quando qui ancora avevamo la classica famiglia tipo con almeno 2 figli (parlo della fine degli anni 70 primi anni 80). Per me sono semplicemente più avanti nelle dinamiche ma ovvio pensare che lo stato sociale è stato sempre più efficiente e quindi in questo noi non potremo purtroppo contare. La rinascita avverrà seguendo un po' le linee che Andrrea dice da tempo e cioè quando questo modello di consumo finirà (non so se tra 5 anni o tra 50 ) e riprenderemo a mettere al centro le vere priorità (l'uom per usare la terminologia di Andrea) dopo questa ubriacatura generale di falsi miti e falsi modelli. 
Andrea, purtroppo sull'Italia bisogna anche metterci un'aggravante e cioè che la media è da sottosviluppo e da semianalfabeti : purtroppo questo è terreno fertile per il populismo, le strategie di marketing e per rendere l'uomo un numero.
Come ultima chicca vi lascio all'assurdità di entrare in un locale da ballo (dove teoricamente ci si va per sentire musica e interloquire) e vedere masse di persone (dai 20 ai 40 50 anni) che stavano su facebook tramite il loro cell touch screen . Bhe se prendiamo le scoperte con questa leggerezza e banalità non credo ci sia da stare tanto allegri prima di rivivere una nuova primavera.

Andrea,  sei sempre un grande perchè tu predichi queste cose da prima della crisi. Hai il dono della preveggenza,  dell'etica e dell'amicizia , cose difficili da trovare al giorno d'oggi. Sarai un buon profeta. Occorre "solo" del tempo ma come dici sempre tu " la verità è… e sarà … figlia del tempo!!!".

Un grande abbraccio.

PG

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 13:49

vi lascio questo link a uno sconfortantte  articolo di Guido Rossi tra i pochi commentatori di grande livello cui è permesso scrivere sulla stampa di regime (Barbara Spinelli e pochi altri sono rimasti…). Tristissima situazione….

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-09/classe-dirigente-cecita-italiane-081025.shtml?uuid=AagXcQBE

viandante

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 15:01

Ciao Andrea. Leggo saltuariamente, e scrivevo pochissimo a suo tempo, ma questa della famiglia, mi ha toccato nel vivo e quindi ho pensato bene di scrivere qualcosa. Spero di non annoiare. Di quale famiglia parliamo? Lo chiedo perché a prescindere dai vari esempi di non famiglia che hai citato tu (fatta di persone singole, o senza figli, o etc etc ) io volevo parlare di quella che dovrebbe essere una famiglia all’apparenza normale, ma che normale non ‘è. Io ho figli piccoli e quindi ho conosciuto molte famiglie in questi anni, e la cosa che più di tutte mi ha colpito è l’assenza dello stare insieme in famiglia. Mi si risponderà a questo paio di accenni che farò, che oggi lavorano sia padre che madre, ma per me quello è il problema e non la causa. Notavo che al primo giorno di scuola c’erano tanti genitori ad accompagnare i piccoli, così come tanti all’uscita. Poi passata una settimana, ci siamo ritrovati quattro gatti: e i bambini che uscivano da scuola erano si e no 5/6 per classe. Ma gli altri dov’erano? Stanno a mensa a scuola, e poi fanno anche il doposcuola. Dopo all’uscita qualcuno è impegnato pure in qualche attività. Molti sono attesi dalle baby sitter….Ma la mamma di quel bambino so che non lavora e così pure quel tal papà…si è vero ma hanno da fare. Poi quando finisce la scuola ai primi di giugno, qualcuno li manda li, perché la scuola offre questa possibilità fino a fine giugno, e quando la scuola chiude in tutto, saranno mandati prima un mese in colonia, oppure al centro sportivo, oppure in qualche altra struttura, in modo che siano impegnati, ma soprattutto non rompano (lo voglio dire papale papale). Queste famiglie all’apparenza normali tutte impegnate casa e ufficio e a smerciare i bambini durante tutto l’arco dell’anno. Tu mi dirai ma non sono tutte così le famiglie di oggi, si certo ma sono sempre di più.
Le stesse famiglie con le quali una mamma e un papà cercano di socializzare invitando a conoscersi e frequentarsi inizialmente con un invito del bambino per farli stare insieme. In un anno abbiamo invitato tutti i compagni di classe del figlio grande e del piccolo; nello stesso anno i ns bambini sono stati invitati dai loro amichetti a casa di 4 di loro, gli altri 16 hanno preferito non ricambiare. Ma ce lo aspettavamo, visto che quando li abbiamo invitati i genitori invece di stare con noi li hanno, lasciati a noi dopo essersi presentati nel migliore dei casi, mentre nel peggiore dei casi li hanno accompagnati e ripresi sull’uscio di casa (uno addirittura ci ha detto, gli faccia scendere le scale da solo non si preoccupi). Sono dunque queste le famiglie di cui parliamo? Ma queste sono famiglie? Tu mi dirai, ma non sono tutte così le famiglie di oggi, si certo ma sono sempre di più.
Da queste famiglie poi escono i frutti, che sarebbero i giovani. Sempre per fare esempi sul personale, e non per sentito dire, diciamo che di giovani ne ho conosciuti migliaia, avendo prima fatto l’insegnante, e  scappato dalla scuola quando è diventata impossibile,  essendomi mantenuto in contatto con l’ambiente attraverso le lezioni ad universitari (che a suo tempo parevano gli unici motivati a fare una ripetizione). Anche qui mi viene alla mente un esempio: tutti quei giovani, che per scegliere la strada più comoda hanno preso la strada della laurea breve. Qui da noi c’è una facoltà, nata dal nulla, sulle orme della facoltà principale, dove un professore si è inventato una laurea e il corso principale ha visto la progressiva emorragia di iscritti a favore di quello breve, creando così dei veri e propri asini patentati. Perché scegliere la laurea breve? Immaginatelo voi, fatto sta che dopo poco tempo la facoltà breve aveva circa 1.000 iscritti e la principale ne aveva persi altrettanti. Tu mi dirai ma non sono tutti così i giovani di oggi, si certo ma sono sempre di più
Potremmo poi parlare di altri giovani, o meglio di altri frutti delle famiglie di cui sopra, per esempio questi
http://www.youtube.com/watch?v=teZOXqIa080&feature=relmfu
Che dire? Che non sono tutti così i giovani di oggi, ma uno solo si è prestato, gli altri non hanno mosso un dito e sono la maggioranza
In cosa dobbiamo quindi sperare? Nella famiglia? Nei suoi frutti? Io credo che oramai dobbiamo solo sperare che il Tempo di questi tempi sia prossimo a concludersi, e che tutto il male imploda, per portare a una nuova nascita, ma fin quando l’Incoscienza non avrà distrutto l’ultimo baluardo della Consapevolezza questi tempi non finiranno. Credo che quando questo accadrà noi non ci saremo.
PS per quanto riguarda la crisi economica e finanziaria, diceva mio padre buon’anima: la rovina del mondo è la frase “per tutti”: la casa per tutti (anche per chi poi non può pagarla), il lavoro per tutti (anche per chi poi non si impegna nel lavoro), lo studio per tutti (anche per chi non ha nessuna voglia di studiare). In poche  parole Responsabilità e Dovere, due termini che esistono solo sui dizionari. Alla fine la mancata responsabilità dei tanti ricade sulla collettività che socializza la deresponsabilizzazione di quelli.
Ciao G.

Scritto il 9 ottobre 2011 at 15:16

Mamma mia caro G hai fatto una sintesi esemplare del problema antropologico e non solo economico complimenti di cuore! Egoismo puro altro che sola necessita! Nel mio post ho mess. L’accento sulla questione economica che talvolta pesa ma le radici del problema sono antropologiche avidità ed egoismo dei singoli individui. Io nella mia vita ho sacrificato tanto per stare con i ragazzi econ i miei figli ma il ritorno e’ immenso, uno tsunami essenziale invisibile agli occhi! Un caro saluto anche a PG un abbraccio a tutti Andrea

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 15:40

per G.

approvo il to commento e confermo
sono un padre e vedo tutti questi bambini impegnati in numerose attività , che forse non in tutti i casi, servono a parcheggiarli per una o due ore senze dovere confrontarsi con loro.

riconosco che fare il genitore non è un lavoro facile, però le detrazioni fiscali alla francese aiuterebbero molto, soprattutto che insiste  a portare avanti una famiglia con un solo reddito e con la mamma a casa per fare il lavoro di madre (per sua scelta)

grazie Andrea

A.

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 15:51

OT Caro Mazzalai non sono io ad avere un problema con qualche altro blog,personalmente so riconoscere con tanto di prove documentate, incontrovertibili e disponibili in qualunque momento la fogna dall'acqua limpida sei tu ad avere un problema e se oggi fai finta di niente prossimamente sara' sempre piu' difficile.
cordiali saluti
ho deciso di darmi un nome
Anonimo infame.

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 17:24

@ Viandante
Condivido la maggior parte dei tuoi commenti , ma per favore lascia perdere Guido Rossi è una persona indegna. La storia di calciopoli la conoscete tutti, non voglio aggiungere altro.
Complimenti a G. hai fatto centro : dove è la famiglia italiana?

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 19:23

In europa le cose vanno maluccio anche in germania l'unico paese che si salva sembrerebbe la francia con una natalità di 1,9 che comunque in prospettiva porta ad una lieve flessione della popolazione e che è attaccata dai liberisti proprio perchè il modello di protezione sociale è insostenibile secondo loro. E' abbastanza inutile (anche se molto affascinante) analizzare i guasti culturali e sociologici quando la frittata è fatta bisognerebbe capire chi ha rotto le uova e perchè. E' insensato dire che il nord è virtuoso come la svezia per quanto riguarda pil e debito perchè è proprio tutto il nord italia ad essere in piena crisi demografica controbilanciata solo parzialmente dalla natalità del sud che sta andando a picco negli ultimi 2-3 anni (ah già dimenticavo il nord viene ucciso per pagare i terroni assistenzialisti che festeggiano tutto il giorno con caviale e champagne e osano addirittura riprodursi è come dire che il ricco occidente produce e gli africani assistenzialisti si riproducono) .
l'italia è strutturata così (male) da 150 anni è un paese troppo sbilanciato è come dire che la periferia industriale di una città si ritiene + ricca del centro storico perchè lei produce ed il centro storico è assistenzialista; ora verrà fuori che l'italia è in crisi demografica a causa dei terroni che si riproducono troppo  l'italia è molto affascinante come paese sembra un'esperimento economico globalista in piccolo nord germanico sud africano riserva di manodopera e consumatori. L'articolo parla di crisi dell'occidente ed è vero non si può sostituire la natalità con l'immigrazione forzata questo non porta all'integrazione multiculturale porta alla guerra civile, ad essere crollata è l'ideologia del libero mercato che considera gli uomini come risorse umane e come consumatori, elidendo tutto il resto ora è facile analizzare le distorsioni culturali prodotte da tutto questo
Se nel periodo romano il diritto famigliare sottolineava il rapporto di proprietà del figlio da parte del genitore millenni di evoluzione hanno portato a cambiare i rapporti, nella famiglia sono formalmente protetti anche i diritti dei figli in quanto esseri umani a cui corrispondono i doveri dei genitori perchè era stata messa al centro la vita e i diritti naturali la cosa non è piaciuta molto alla mano invisibile del libero mercato che essendo dio ha pensato bene di mercificare tutto: i passeggini da 900 euro le magliettine neonatali a 150 gli asili nido a 600 euro al mese i libri scolastici dai prezzi impazziti gli zaini la difficoltà ad accompagnare i bambini orari impossibili ed insostenibili scuola usata come badante dei bambini mentre la "risorsa genitore" deve contemporaneamente produrre a bassi costi e consumare, marketing frenetico in tv dissoluzione culturale l'impossibilità di vivere insieme dal punto di vista economico, questo è il problema della famiglia è una merce che COSTA ed ha anche diritti meglio i cani ti amano incondizionatamente non ti chiedono nulla e non ti abbandonano. Poi ci sarà sempre qualche liberista che proporrà la solita solfa non si può avere la casa per tutti (mentre la metà delle case sono vuote) l'istruzione per tutti (basterebbe un tablet da 100 euro è passato il tempo degli amanuensi eh) non ci sono i soldi di qua (i soldi per finanziare i poker i derivati etc ci sono però eh) e il lavoro c'è ma manca la volontà di lavorare (lavorare a 400 euro al mese in nero a barletta con il palazzo che ti crolla in testa  con il passeggino a 900 non è lavoro è schiavismo per l'italiano, fattibile per l'immigrato africano forse) a mancare non è la voglia di lavorare ma la dignità sociale che deve essere correlata al lavoro. Noi abbiamo esattamente il tipo di società che abbiamo permesso dal mio punto di vista è inutile fare le pulci alle conseguenze socioculturali di questo disastro facendo orecchie da mercante sulle cause.
Giuseppe

utente anonimo
Scritto il 9 ottobre 2011 at 20:04

Caro Andrea, grazie di cuore. Non pensavo apprezzassi i miei pensieri a ruota libera. Ritengo che un complimento di cuore detto da Te vale moltissimo
Buona serata
G.

Scritto il 11 ottobre 2011 at 16:19

Quanto scritto e' da noi pienamente condiviso. "Senza figli non c'e' futuro".
Senza famiglia, luogo di crescita da proteggere e valorizzare, come declina inutilmente e inascoltata la nostra costituzione, non c'e' nazione.

Domani saremo a manifestare davanti a Montecitorio proprio perche' dopo essere stati selvaggiamente mobbizati, stiamo per subire un ulteriori colpo durissimo con questa finanziaria.

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