CINA: IL RITORNO DI MARCO POLO!

Scritto il alle 06:42 da icebergfinanza

 Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.

– Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.

– Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell'arco che esse formano.

Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che mi importa.

Polo risponde: – Senza pietre non c'è arco. (Italo Calvino)

Si senza pietre non c'è alcun arco! Loro i cinesi, i fondi asiatici lo hanno detto più volte, che senso ha comprare una pietra, un'altra ancora se non esiste l'arco, se non esiste l' Europa.

Euro per tutti e ognuno per se. Arrivederci Grecia!

No Marco Polo non sarebbe stato felice di osservare il suo Paese  supplicare i cinesi per comprare alcune pietre, abbiamo tutto quello che serve per ricostruire il nostro arco, non abbiamo bisogno di elemosina per salvare una casta di mercanti e speculatori della politica, abbiamo i numeri e le risorse per uscirne da soli e al diavolo il mercato, fuori i mercanti dal tempio.

Dove stanno oggi i grandi statisti, gli Adenauer e i DeGasperi?

Secondo alcune indiscrezioni del Financial Times …

 

L'Italia avrebbe chiesto aiuto alla Cina per l'acquisto di titoli governativi. Lo riporta il Financial Times secondo cui la scorsa settimana il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha incontrato in Italia Lou Jiwei, presidente del China Investment Corp (Cic), secondo fondo sovrano cinese e quinto al mondo per capitale potenziale d'investimento. Ai colloqui – hanno confermato alcune fonti al Sole 24 Ore – hanno partecipato anche i vertici di Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce il 90% del neonato Fondo strategico italiano. Sul tappeto ipotesi di partecipazioni in investimenti. (Sole24Ore)(…)

Strano che il Financial Times ci faccia questo assist prima di un'importante asta di titoli di stato. Se i rumors fossero confermati ma non ci credo,  sembrano lontani i tempi del suo libro "La Paura e la Speranza" dove “Il dragone cinese possiederà l’Europa” scrive Tremonti, che vede una “quinta colonna” di immigranti cinesi già premere ai suoi confini.

Gli americani che fanno ironia con i loro giornali sull'invasione cinese. Loro sono già stati conquistati dal ritorno del Marco Polo cinese, buona parte del loro debito è nella mani della terra della grande muraglia e sono sotto scacco! 

(…)Il quotidiano britannico ricorda che funzionari italiani del Tesoro, guidati da Vincenzo Grilli, avrebbero incontrato due settimane fa a Pechino responsabili del dondo Cic (fondato nel 2007, gestisce masse per 410 miliardi di dollari) e del China's State Administration of Foreign Exchange (Safe), che gestisce masse per 3.200 miliardi di dollari.

Tremonti ha spesso in passato evidenziato i rischi di una «colonizzazione inversa» operata dalla Cina ma – secondo il Ft – starebbe comunque cercando l'appoggio cinese dopo che la Bce ha chiaramente detto che il programma di acquisto di bond governativi sul mercato secondario (inaugurato lo scorso 11 agosto) non può procedere all'infinito.

Mah! Grazie al cielo, mille Marco Polo sono nascosti tra i nostri giovani, tra le giovani generazioni, uomini e donne, creativi e prepositivi, non ci sono solo uomini di carta e veline, uomini e donne nei quali è nascosta la Speranza per un futuro migliore.

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25 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 08:00

Gli uomini e le donne, per essere creativi, hanno bisogno di non essere schiavi.
Per non essere schiavi i cittadini hanno bisogno di uno Stato sovrano che si occupi delle loro sorti.
Per avere uno Stato che si occupi delle sorti dei propri cittadini occorre avere politici onesti e quantomeno mediamente colti.

Il nostro non è uno Stato sovrano. Ha abdicato alla sovranità monetaria. La Cina farà il lavoro che altri non possono fare. Diventeremo debitori anche di questi (nuovi? siamo sicuri? chi c'è dietro?) padroni.

Buona giornata
Daniele

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 08:49

Cina e USA sono per ora indissolubilmente legati. Per ogni deficit c'è un avanzo e i cinesi non possono cambiare il loro modello quindi continuano a tenere lo yuan a cambio fisso e a vendere in USA. Comprano treasuries perchè avendo un avanzo in dollari non possono fare altro che immetterli nel mercato più liquido del mondo. Ovviamente non sono sciocchi e quindi una parte di questo denaro lo spendono in beni reali e comprano interi paesi, concessioni minerarie, quote di aziende attraverso le mille holding anonime sparse per il pianeta. Chi vuole legga i post di Michael Pettis. Relativamente all'acquisto di titoli italiani, i cinesi non vedono l'ora di comprarne MA SOLO se li comprano anche gli altri, cioè BCE, banche europee ecc… Se la Deutche Bank con una leva di 70:1 totalmente insolvente in piedi SOLO per l'implicita garanzia del governo tedesco vende miliardi di BTP beh allora sapete dove sta il problema. E' veramente incredibile, i tedeschi avrebbero la possibilità di avere gratis quello che non sono riusciti a ottenere con due guerre mondiali. Ci sono solo due casi: o aspettano l'ultimo momento quando gli altri paesi si metterenno in ginocchio a implorare il quarto Reich oppure sono immensamenti stupidi. In entrambi i casi per noi non va bene. Ma purtroppo a differenza di Andrea io questa grande Italia, queste grandi risorse inespresse non le vedo proprio. Popolazione anziana, sistema scolastico tragico, cultura civile inesistente, società corporativa, polverizzazione dei poteri, 5 regioni in mano alla malavita… devo continuare ?

IL VIANDANTE

Scritto il 13 settembre 2011 at 08:53

La febbre della sfiducia

di Fabrizio Galimberti (!)
 
Tassi sui titoli pubblici a tre anni: in Italia 4,9%; in Grecia 48,4%. Quale delle due situazioni è più preoccupante? A prima vista, quella della Grecia. E anche alla seconda e alla terza.

Nel caso greco, bisogna dire, quei rendimenti non sono un vero costo del danaro per il loro debito sovrano. La Grecia non va sul mercato e i soldi per finanziare il deficit glieli fornisce, a tassi di interesse ben più bassi, l'Unione europea nell'ambito di un programma di aiuti che ha abbassato paratie stagne fra Tesoro greco e mercati, per il periodo necessario alla Grecia per rimettere in ordine(?) i conti. Nel caso dell'Italia, invece, i tassi che si registrano in questi giorni (ieri l'emissione di BoT a 12 mesi ha dovuto pagare un punto e passa in più rispetto alla precedente emissione) non sono tassi nozionali, come quelli sul mercato secondario greco: sono un vero costo del debito, che graverà per la durata dell'emissione.

Quanto è pesante la situazione italiana? Se si guarda alle varie scadenze dei nostri titoli e si confrontano i tassi a inizio anno con quelli delle ultime emissioni, si vede come in generale andiamo a pagare un punto in più di prima. La situazione di partenza era favorevole, dato che il costo medio del debito all'emissione era stato, l'anno scorso, eccezionalmente basso; e la vita media dei titoli pubblici italiani, grazie a una pluriennale oculata gestione del debito era – ed è – fra le più alte dei Paesi industriali. Data una vita media del debito di sette anni e qualcosa – pur se la durata finanziara è alquanto inferiore – dobbiamo rinnovare ogni anno circa un 15% dell'intero debito pubblico, che in valore assoluto, e limitatamente alla parte negoziabile, è di circa 1600 miliardi di euro. Se, per la durata di 12 mesi, dovessimo pagare un punto in più sulla frazione del debito rinnovata, l'onere addizionale sarebbe di circa due miliardi e mezzo di euro. A regime, dopo sette anni, l'onere sarebbe naturalmente sette volte maggiore.

Come si vede, dal punto di vista puramente aritmetico, non ci sono grossi problemi per i prossimi 12 mesi; senza dimenticare che quel che il Tesoro paga in più rappresenta anche un maggiore incasso per i 'BoT people'  (ovvero se il debito pubblico fosse in mano dei risparmiatori Italiani , non le banche, per una percentuale significativamente più elevata il maggior costo del debito sarebbe in certa misura una partita di giro interna, così era negli anni '80 e'90, poi i rendimenti , grazie all'Euro, si sono drasticamente ridotti e i BOT people hanno si sono rivolti al pozzo di S. Patrizio delle borse della New Economy traendone, come è noto meravigliosi profitti  n.d.c.)  . Il problema assume dimensioni diverse se si guarda a questo arrampicarsi dei tassi come un sintomo della sfiducia dei mercati verso il debito sovrano italiano; sfiducia che domani potrebbe concretizzarsi in difficoltà di rinnovo e quindi in ulteriori e pesanti rialzi del servizio del debito.

Il libero mercato – che, come si sa, è il peggiore fra tutti i sistemi fatta eccezione per tutti gli altri – soffre certamente di spasmi di irrazionalità. Basta guardare ai rendimenti (annualizzati) dei BoT a tre mesi: allo 0.1% in Germania e all'1.9% in Italia. Dotti calcoli farebbero risultare da questo differenziale una certa probabilità di default dello Stato italiano nei prossimi tre mesi: conclusione evidentemente cervellotica. In quel 'concorso di bellezza' che è il mercato – come lo definiva Keynes – la miss tedesca piace di più di quella italiana e questa preferenza, costretta a farsi numero, sfocia in un differenziale dal quale sarebbe ozioso trarre calcoli di probabilità. Ma le conseguenze aritmetiche ci sono, perché in base a quei numeri dobbiamo pagare gli interessi sul debito.

Il problema, fortunatamente, è dei debitori sovrani e non di quelli privati. Il differenziale fra Germania e Grecia sui tassi dei titoli pubblici è pari a decine di punti percentuali: sui tassi che devono pagare le imprese la differenza è di soli tre punti (e le imprese italiane, per esempio, secondo le ultime statistiche disponibili, pagano sui prestiti bancari pochissimo di più di quelle tedesche).

Quid agendum, allora? La manovra in via di approvazione può essere criticata perché, per tanti versi, usa l'accetta invece del cesello. Ma, se applicata, è certamente atta a mettere in sicurezza i conti pubblici. E i mercati prima o poi se ne accorgeranno, visto che stiamo tenendo le promesse del passato (vedasi l'andamento del fabbisogno nei primi otto mesi dell'anno). Quello che preoccupa è la crescita, come sottolineato anche dai dati di ieri sulla produzione industriale. Il 'tagliando alla crescita' promesso dal ministro Tremonti è la vera frontiera del risanamento italiano. Riuscirà questo Governo a trovare la determinazione e la coesione necessarie per restituire a imprese e famiglie voglia di fare e di spendere?

Consiglio ai navignti:
Quando la vostra banca si degnerà di mettervi a disposizione BOT e BTP con i tassi di interesse che leggiamo relativi alle aste di questi giorni, acquistateli.
Nessun uomo saggio dovrebbe preoccuparsi troppo dei costi del proprio funerale.

(n.d.c. = nota del cuculo)

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 10:57

Lo ammetto…è un mio limite, ma non riesco a capire che cosa impedisca allo Stato italiano di rivendere il debito pubblico non comprato dai cosiddetti
'investitori "istituzionali" ai cittadini privati italiani , residenti in italia, con uno sconto del 15-20% e con una tassazione delle rendite del 5-8%
 senza alcuna spesa di intermediazione di banche o altri parassiti…cioè così…direttamente senza intermediari che vogliono lucrare sui risparmi della gente.
Forse la MALAFEDE?…Meglio andare con il cappello in mano dai cinesi?… Qualcuno me lo sa spiegare?

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 11:18

quoto in toto IL VINDANTE

tuo cuggino

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 12:11

Non appena I cow-boys americani avranno finito di sparare sull'euro (in modo da vendere i loro "verdoni" ad una cicca di tabacco) torneranno a mettere in moto la loro stampante per tirare avanti ancora qualche anno!
Per Natale si regaleranno un'altra bella dose!!!

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 13:00

@ilCuculo

Nessun uomo saggio dovrebbe preoccuparsi troppo dei costi del proprio funerale.

Hai perfettamente ragione e quanto scrivi vale tanto più per coloro che non possono fuggire coi loro beni dal proprio paese natio.
Cioè la stragrande maggioranza della popolazione.

luigiza

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 14:11

società Dante Alighieri……….
mi viene in mente il blog di Paolo Franceschetti  " Dante Templare, Massone, Rosacrociano  "   chissà perchè ?  riflettevo anche su altro articolo del sito : i motivi della crisi.

il Dominio , per alcuni vale più dei diamanti e di ogni bene,   e per averlo
usa al solito la Paura, il sesso e  la fame.

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 14:56

@4

Ti sfugge forse che per ogni "sconto" che viene fatto sull'acquisto di titoli pubblici c'e' un ammanco di eguale entita' nei conti dello Stato.

Io sarei anche d'accordo, ma significherebbe tagliare le spese intuili a partire dai parlamentari.

Che e' poi quello che chiede di fare l'Europa. Duqneu basta coi vittimismi, da qualunque parte la si guardi, e' semplicemente ora che iniziamo a fare quello che c'e' bisogno di fare.

E a proposito di questo…

@1 … la sovranita' e' stata si' abdicata e da un pezzo, ma quella monetaria non c'entra niente.

Anche negli anni '80 non eravamo sovrani, il debito pubblico volava e l'inflazione viaggiava in grandiosa doppia cifra.

Coi politici di oggi viaggerebbe in tripla (e' difficile credere che siano peggio di quelli di allora, ma lo sono).

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 15:52

Gli italiani VOTANO i loro politici. Con la situazione che c'è dovrebbero esserci cortei ovunque di gente furente ma c'è solo la CGIL prontamente indicata come anti patriotica. Il fatto è questo: molti italiani sono ancora convinti di essere ricchi perchè hanno una bella casa, alcuni due o tre o più. Sono convinti che a loro non toccherà o toccherà meno. E' la tragedia della piccola borghesia italiana, la grande ha i capitali all'estero da sempre. Poveri fessi, provino a telefonare a qualche parente in Argentina e a farsi raccontare quanto valeva la loro casa PRIMA e quanto valeva DOPO il default della nazione. Il sonno della ragione è particolarmente pesante dentro certe zucche vuote. E il dramma è che con un pò di intelligenza questo paese imbelle potrebbe ancora salvarsi mentre altri, prorio quelli che ci sparano addosso, sono abbondantemente oltre il punto di non ritorno. Mah !

IL VIANDANTE 

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 15:55

avremo anche le risorse,  ma quante volte ha provato anche tremonti a monetizzare il patrimonio (pessimamente gestito) dell'Italia? ma se vogliamo fare 4 chiacchiere: tu sei trentino: la tua regione el'alto adige vivono e prosperano sul turismo. devo aggiungere altro? e non mi pare che la tua terra abbia venezia, napoli o roma o firenze… nè chilometri di coste…  c'è altro da aggiungere?

Scritto il 13 settembre 2011 at 16:56

Andrea,

ma non ci sono troppi gufi in giro?

Il WSJ ha chiari interessi a sparare sull'Italia, ma gli Italiani che interessi hanno ?

Anche commentatori del tuo blog sembrano, assurdamente, dare per probabile se non ovvio, un default Italiano.

Sono deficenti o in malafede ?

Scritto il 13 settembre 2011 at 17:01

Chissa’ Cuculo lasciamoli vivere un sogno e’ la loro ultima occasione poi non ne avranno piu’ altre. Sognare non costa nulla e si faranno male, molto male. Andrea

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 17:08

Caro 12 se leggi bene i post vedi che c'è scritto che il paese potrebbe salvarsi. Se sei malato e il medico ti indica le medicine da prendere o le prendi o non guarisci. O forse preferisci qualcosa del tipo "non ti preoccupare,  va tutto bene…". Non va tutto bene e le medicine di cui parlo non sono tagli selvaggi da far pagare a chi si è sempre ben comportato. Ci sono almeno 250 miliardi (MILIARDI leggi bene) di  capitali italiani non dichiarati nella sola Svizzera. Se SI VUOLE si vanno a prendere. I tedeschi lo stanno facendo. Ma forse preferisci sentirti dire che è tutto ok e vedere qualcher idiozia su uno dei canali del tuo padrone. Per il resto se ti fa piacere credere che sia in malafede o iidiota fa pure…

VIANDANTE

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 18:16

lascia stare il #12 ilCuculo è un emerito idiota ….. quella dei 250 MILIARDI in Svizzera la sapevo anch'io basterebbe andare a prendere quelli evidentemente non ce la volontà

tuo cuggino

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 19:19

@9

>@4 Ti sfugge forse che per ogni "sconto" che viene fatto sull'acquisto di titoli pubblici c'e' un ammanco di eguale entita' nei conti dello Stato.

Ma non è la stessa cosa che succede tutte le volte che l'asta non va a buon fine perchè l'investitore istituzionale alza il sopracciglio per avere più interessi?
Si lasci l'investitore istituzionale dove è con il suo sopracciglio alzato e si offrano condizioni migliori ai BOTpeople italiani che almeno spendono gli interessi
aumentando i consumi e pagando l'IVA (cose che l'investitore istituzionale si guarda bene dal fare).O vogliono solo vampirizzare il risparmio degli italiani con
qualche iniqua patrimoniale?…Chi vuole poi la patrimoniale da 700 miliardi?…Profumo? Quello che ha preso l'Unicredit a 6 euro e l'ha portata a 0,737euro?
Quello che ha aiutato migliaia di imprese italiane a delocalizzarsi nei paesi dell'Est con i soldi nostri presi dall'unione europea?…

>Io sarei anche d'accordo, ma significherebbe tagliare le spese intuili a partire dai parlamentari.
> Che e' poi quello che chiede di fare l'Europa. Duqneu basta coi vittimismi, da qualunque parte la si guardi,
>e' semplicemente ora che iniziamo a fare quello che c'e' bisogno di fare.

La realtà è che hanno aumentato l'IVA e introdotto i ticket sanitari…di tagli alle spese inutili neanche l'ombra (hanno cambiato il nome delle
provincie, ora si chiamano aree metropolitane)…quindi di che parliamo?
E poi cosa c'entra il vittimismo? D'accordo con te eliminiamo le spese inutili, ma diamo anche e finalmente un calcio nel culo agli strozzini internazionali e
ai loro sodali (banche & C.) italiani molto bravi a vendersi e a svendere il Paese al peggior offerente.

ps.Comunque vada la faccenda, sia ben chiaro, da domani tutti a comprare nella GDO francese e tedesca solo prodotti rigorosamente francesi e tedeschi
(in realtà ormai tutti cinesi…) Mi raccomando eh, paese di furboni e intelligentoni!!

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 19:46

I Lefebvreviani  attaccani il papa   sul prossimo incontro interreligioso di Assisi   " cultura Massonica "  e ricordano; non avrai altro dio……………..
errare …………………..
i frutti……………

Scritto il 13 settembre 2011 at 21:31

Viandante,
prendi sotto braccio tuo cuggino e andate a scopare il mare…

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 23:00

 La prossima settimana i Brics si incontrano a Washington per discutere di come venire in aiuto all’ Europa. Se le decisioni che prenderanno saranno serie e determinate credo che ci avvieremo verso l’uscita dal tunnel. http://www.repubblica.it/economia/2011/09/13/news/le_voci_di_un_asse_franco-tedesco_fanno_volare_le_borse_europee_milano_chiude_a_2_19_grazie_alla_rimonta_dei_titoli_bancari-21620396/?ref=HREC1-1
Secondo il mio pensiero in assenza di fatti nuovi, questa guerra economica porterà probabilmente alla morte dell’euro o più probabilmente alla sua declassificazione a moneta di serie inferiore. Ma il punto è: conviene ai Bric avere un solo interlocutore forte (Gli Stati Uniti) e uno moribondo o morto (l’Europa), o conviene loro avere come interlocutori due malati gravi ? Conviene ai Bric avere una sola moneta (il dollaro) per gli scambi commerciali invece di due,anche in veste di diversificazione ?
Se la risposta è NO, ai Bric non conviene, allora non è da sottovalutare l’incontro a Washington dei Brics. Forse hanno deciso di intervenire in funzione della loro convenienza futura e allora la speculazione contro l’Europa avrà una vita molto molto più difficile.
La speculazione americana uscirà perdente e l’euro salvo. Gli Stati Uniti si avvieranno inesorabilmente a diventare una economia poco significativa sulla scena mondiale.

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 23:00

 La prossima settimana i Brics si incontrano a Washington per discutere di come venire in aiuto all’ Europa. Se le decisioni che prenderanno saranno serie e determinate credo che ci avvieremo verso l’uscita dal tunnel. http://www.repubblica.it/economia/2011/09/13/news/le_voci_di_un_asse_franco-tedesco_fanno_volare_le_borse_europee_milano_chiude_a_2_19_grazie_alla_rimonta_dei_titoli_bancari-21620396/?ref=HREC1-1
Secondo il mio pensiero in assenza di fatti nuovi, questa guerra economica porterà probabilmente alla morte dell’euro o più probabilmente alla sua declassificazione a moneta di serie inferiore. Ma il punto è: conviene ai Bric avere un solo interlocutore forte (Gli Stati Uniti) e uno moribondo o morto (l’Europa), o conviene loro avere come interlocutori due malati gravi ? Conviene ai Bric avere una sola moneta (il dollaro) per gli scambi commerciali invece di due,anche in veste di diversificazione ?
Se la risposta è NO, ai Bric non conviene, allora non è da sottovalutare l’incontro a Washington dei Brics. Forse hanno deciso di intervenire in funzione della loro convenienza futura e allora la speculazione contro l’Europa avrà una vita molto molto più difficile.
La speculazione americana uscirà perdente e l’euro salvo. Gli Stati Uniti si avvieranno inesorabilmente a diventare una economia poco significativa sulla scena mondiale.

utente anonimo
Scritto il 13 settembre 2011 at 23:00

 La prossima settimana i Brics si incontrano a Washington per discutere di come venire in aiuto all’ Europa. Se le decisioni che prenderanno saranno serie e determinate credo che ci avvieremo verso l’uscita dal tunnel. http://www.repubblica.it/economia/2011/09/13/news/le_voci_di_un_asse_franco-tedesco_fanno_volare_le_borse_europee_milano_chiude_a_2_19_grazie_alla_rimonta_dei_titoli_bancari-21620396/?ref=HREC1-1
Secondo il mio pensiero in assenza di fatti nuovi, questa guerra economica porterà probabilmente alla morte dell’euro o più probabilmente alla sua declassificazione a moneta di serie inferiore. Ma il punto è: conviene ai Bric avere un solo interlocutore forte (Gli Stati Uniti) e uno moribondo o morto (l’Europa), o conviene loro avere come interlocutori due malati gravi ? Conviene ai Bric avere una sola moneta (il dollaro) per gli scambi commerciali invece di due,anche in veste di diversificazione ?
Se la risposta è NO, ai Bric non conviene, allora non è da sottovalutare l’incontro a Washington dei Brics. Forse hanno deciso di intervenire in funzione della loro convenienza futura e allora la speculazione contro l’Europa avrà una vita molto molto più difficile.
La speculazione americana uscirà perdente e l’euro salvo. Gli Stati Uniti si avvieranno inesorabilmente a diventare una economia poco significativa sulla scena mondiale.

utente anonimo
Scritto il 14 settembre 2011 at 01:08

Lo ammetto…è un mio limite, ma non riesco a capire che cosa impedisca allo Stato italiano di rivendere il debito pubblico non comprato dai cosiddetti
'investitori "istituzionali" ai cittadini privati italiani , residenti in italia, con uno sconto del 15-20% e con una tassazione delle rendite del 5-8%
 senza alcuna spesa di intermediazione di banche o altri parassiti…cioè così…direttamente senza intermediari che vogliono lucrare sui risparmi della gente.
Forse la MALAFEDE?…Meglio andare con il cappello in mano dai cinesi?… Qualcuno me lo sa spiegare?

ben detto 
Unito al Progetto Giuseppe guarino, sarebbe vincente contro i Gufi e gli speculatori.
Ma perchè non viene realizzato? Perchè il ministro tremonti non l'ha mai proposto? Sempre a parlare di EuroBond e Nuovi Credititori molto molto esigenti

Giobbe

utente anonimo
Scritto il 14 settembre 2011 at 01:14

bastano 100miliardi euro

Bot popolare , CTZ decennale da emettere a 70 e rimborsabile a 100.
tagli da 70 euro. AL PORTATORE

Non saremmo  umiliati quotidianamente

GIOBBE

utente anonimo
Scritto il 14 settembre 2011 at 01:17

CTZ  DA 70 EURO, MA DI NOMINALE 100, DECENNALE, AL PORTATORE, QUINDI FACILMENTE TRAFERIBILE, ED ESENTE DA TASSE.
RIMBORSABILE SOLO A PERSONE RESIDENTI.

Giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 14 settembre 2011 at 05:09

Bastano 100 miliardi, servono 1000 miliaridi, occorrono 3 trilioni….
Ormai siamo talmente irretiti dalle sciocchezze e dall'immondizia di questo sistema fallito da neppure renderci conto del disegno generale.

E' una guerra di numeri senza senso in un mondo ormai irrimediabilmente viziato dal problema del DEBITO in uno schema Ponzi causato dal fiat money.

Ma pensateci bene: è stata diffusa ieri la notizia che le banche francesi hanno un debito valutato nel 250% del PIL della Francia e che quelle statunitensi del 40%. Ma se le principali banche USA hanno in pancia 250 TRILIONI di derivati….?
Sono numeri insensati, ma sono quelli che contano. E questa gente viene a fare le raccomandazioni a noi, all'Italia….
E' per questo che parlavo della perdita della sovranità monetaria: perchè nonostante il fatto che i nostri fondamentali in un certo senso siano migliori della Francia e degli USA, subiamo quotidianamente quello che subiamo… è come se ci mettessero in una ideale classe dietro la lavagna con il cappello dell'asino, ma il professore raglia….

Se non viene compreso il nodo fondamentale della generazione del debito, della  proprietà della moneta e del funzionamento dell'espansione monetaria, mi spiace, qualsiasi commento e qualsiasi diagnosi non coglie nel segno.
Suggerirei a qualcuno di approfondire. Ci sono molti testi in giro: parlare prima di informarsi non sarebbe una cosa sbagliata

Buona giornata
Daniele

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