STRESS TEST SHOW!

Scritto il alle 19:22 da icebergfinanza

A prima vista direi che le presunte pressioni della BaFin e delle lobby bancarie tedesche secondo un articolo del Financial Times,  hanno prodotto i loro effetti, visto che nessuna banca tedesca sembra non aver superato gli stress test e che solo un paio lo hanno superato per il rotto della cuffia.

Chissà se le agenzie di rating sono d'accordo, visto che secondo Moody's erano oltre una ventina quelle che avevano qualche scheletro nell'armadio. Vista la lista pubblicata via ZeroHedge sembra che della banche irlandesi e tedesche non vi sia traccia e la povera Austria si confermi fragile dopo le vicissitudini dei paesi dell' Europa dell'Est e di Bank of Austria.

 

 

Nei prossimi giorni il mercato spulcerà i dati finanziari da cima a fondo, istituto per istituto, soprattutto per quanto riguarda l'esposizione a Grecia, Irlanda e Portogallo, senza dimenticare la Spagna.

Solo 16 banche sulle complessive 90 istituzioni esaminate avranno bisogno di ricapitalizzare visto che i loro coefficienti patrimoniali sono tra il 5 e 6 %. Quello che a noi interessa è che le banche italiane sono state promosse a pieni voti.

Poi per il resto, ricordo la metafora usata in occasione dei precedenti stress test che videro la perfetta salute del sistema finanziario irlandese, poi sostanzialmente nazionalizzato, secondo la quale è un'utopia sperare che il vostro medico di fiducia violi la privacy comunicando al mondo intero il rischio di una grave malattia, ovvero il fallimento tecnico. E’ chiaro che si tratta solo di un maquillage, un inutile e dannoso maquillage!

Condividendo alcune considerazioni apparse sul web sottolineo che al di la delle opinioni personali e delle Vostre sensazioni, delle perplessità e dell'ironia possibile  è chiaro che il sistema italiano insieme a quello canadese è quello che ha subito meno di tutti l'onda dello tsunami subprime ed è rimasto ai margini dell'orgia di debito messa in atto soprattutto dalle banche tedesche nei confronti dei paesi periferici.

Come è stato più volte sottolineato e preannunciato, diamo un'occhiata a cosa ci racconta il SOLE24ORE…

Le banche italiane hanno superato gli stress test. Come per gli stress test effettuati nel 2010, i cinque istituti (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Banco Popolare e Banca Mps) interessati dall'esame condotto dall'European banking authority per valutare la capacità degli istituti di credito europei di resistere all'onda d'urto di ulteriori crisi, sono stati promossi. Tra le 90 banche europee coinvolte (che rappresentano il 65% del sistema creditizio europeo) 8 banche (cinque spagnole, due greche e una austriaca).

Del resto, la promozione delle banche italiane era già stata annunciata dal governatore della Banca d'Italia nonché presidente designato della Banca centrale europea, Mario Draghi, che in settimana ha dichiarato che le aziende italiane lo supereranno agevolmente ricordando tra l'altro che attualmente il Core tier one ratio medio delle prime banche italiane dovrebbe aggirarsi intorno all'8,6% (il limite per gli stress test è pari al 5 per cento per il Core tier one).

Banche italiane promosse

Bankitalia spiega che «le banche coinvolte rappresentano oltre il 62 per cento del totale dell'attivo del sistema bancario nazionale. L'esercizio conferma l'adeguatezza della capitalizzazione delle banche italiane e la capacità di assorbire l'impatto di un ulteriore deterioramento delle attuali condizioni macroeconomiche e di mercato».
«Applicando le severe condizioni ipotizzate nello stress test, per ognuno dei cinque gruppi il coefficiente relativo al patrimonio di migliore qualità (Core tier 1 ratio) – spiega Bankitalia – risulterebbe, alla fine del 2012, ben al di sopra della soglia del 5 per cento, stabilita dalle autorità come riferimento per valutare la necessità di eventuali interventi di ricapitalizzazione. La media ponderata del Core tier 1 ratio post-stress per i cinque intermediari sarebbe del 7,3 per cento. Il risultato tiene conto delle misure di rafforzamento patrimoniale decise entro l'aprile di quest'anno. Includendo anche ulteriori risorse patrimoniali, tra cui alcuni strumenti non compresi nella definizione di Core tier 1 ma caratterizzati da elevata capacità di assorbire le perdite, il coefficiente patrimoniale medio dei cinque gruppi risulterebbe del 7,9 per cento alla fine del 2012. Anche un forte inasprimento del rischio sovrano – conclude – non intaccherebbe la solidità delle banche italiane».

Banche tedesche ok

Tutte le dodici banche tedesche sottoposte agli stress test europei hanno passato le simulazioni di scenari sfavorevoli, con un coefficiente patrimoniale medio del 7,1%. Lo rendono noto la Bundesbank e la Bafin, la Consob tedesca. Il 'core Tier 1' medio è del 7,5%.

Le simulazioni

Le simulazioni sono state supervisionate dalla European Banking Authority, ente che ha sede a Londra. Si propongono di valutare le capacità di resistenza delle banche in uno scenario di circostanze ipotetiche avverse protratte per circa un biennio. Si vuole accertare se dispongano di patrimonializzazioni sufficienti a superare senza finire in affanno situazioni di stress, appunto. Nel mirino i coefficienti di capitalizzazione di base che in prospettiva dovranno aumentare per quanto previsto dalla riforma globale del settore, Basilea III.

Secondo le prime indicazioni gli scenari avversi ipotizzati non contemplano l'ipotesi di una insolvenza sui pagamenti della Grecia, ma forniscono chiare indicazioni sulle esposizioni degli istituti ai titoli di Stato.

Piano di ricapitalizzazione per le banche bocciate
In attesa di conferme, è probabile che le banche bocciate dovranno presentare un piano di ricapitalizzazione entro la fine di settembre. Dovranno raccogliere fondi sul mercato ma c'è anche la possibilità che i singoli governi siano chiamati, in extremis, ad intervenire . È quanto emerge da un documento preliminare dell'Ecofin, datato 7 luglio.

Sotto stretta osservazione le banche promosse sul fil di lana
Invece, per le banche che in base allo scenario di stress risulterebbero avere un core Tier 1 sopra ma vicino al 5% saranno sottoposte, dicono i ministri finanziari, a una verifica prudenziale "rafforzata" per garantire che, è scritto nel documento Ecofin, non ci sia un deterioramento inatteso della loro posizione di capitale.

Stress test credibili?
Il problema, adesso, è vedere quanto credito i mercati accorderanno a questo esercizio, dopo che la sua prima tornata, un anno fa, aveva avuto inattesi risvolti grotteschi. Le banche dell'Irlanda erano state promosse, ma pochi mesi dopo si scopriva che le voragini di bilancio che nascondevano – passate in cavalleria sotto il naso degli stress test – erano talmente grandi da far finire in crisi di bilancio tutto il Paese, mentre Dublino, dovendo salvarle, ha finito a sua volta per chiedere gli aiuti di

Ue e Fmi. Insomma, una certa diffidenza sarà da mettere in conto.

E ancora da Reuters…

ROMA (Reuters) -(…) "Le banche coinvolte rappresentano oltre il 62% del totale dell’attivo del sistema bancario nazionale. L’esercizio conferma l’adeguatezza della capitalizzazione delle banche italiane e la capacità di assorbire l’impatto di un ulteriore deterioramento delle attuali condizioni macroeconomiche e di mercato. Applicando le severe condizioni ipotizzate nello stress test, per ognuno dei cinque gruppi il coefficiente relativo al patrimonio di migliore qualità (Core tier 1 ratio) risulterebbe, alla fine del 2012, ben al di sopra della soglia del 5%, stabilita dalle autorità come riferimento per valutare la necessità di eventuali interventi di ricapitalizzazione. La media ponderata del Core tier 1 ratio post-stress per i cinque intermediari sarebbe del 7,3%", aggiunge via Nazionale.

Bankitalia ricorda infine che "il risultato tiene conto delle misure di rafforzamento patrimoniale decise entro l’aprile di quest’anno. Includendo anche ulteriori risorse patrimoniali, tra cui alcuni strumenti non compresi nella definizione di Core tier 1 ma caratterizzati da elevata capacità di assorbire le perdite, il coefficiente patrimoniale medio dei cinque gruppi risulterebbe del 7,9% alla fine del 2012.

Anche un forte inasprimento del rischio sovrano non intaccherebbe la solidità delle banche italiane...

Detto questo, non si tratta che di una tappa all'interno di questa tempesta perfetta, una piccola pausa e poi si tornerà a ballare, giusto il tempo per una quite prima di una nuova tempesta.

 

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23 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2011 at 01:52

http://www.wallstreetitalia.com/article/1170299/stress-test-solita-farsa-delle-lobby-politico-bancarie-paghiamo-noi-.aspx 

Questo articolo su WSI spiega perchè gli stress -test sono ormai superati.
Lo stesso di quanto avvenne per le banche irlandesi.
 

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2011 at 01:52

http://www.wallstreetitalia.com/article/1170299/stress-test-solita-farsa-delle-lobby-politico-bancarie-paghiamo-noi-.aspx 

Questo articolo su WSI spiega perchè gli stress -test sono ormai superati.
Lo stesso di quanto avvenne per le banche irlandesi.
 

Scritto il 16 luglio 2011 at 07:53

Non c’e’ bisogno di ricordarmelo almeno il fallimento della Grecia doveva essere preso in considerazione. Il mercato nei prossimi giorni saprà osservare nei dettagli le varie esposizioni. Quello che mi interessa e che il nostro sistema finanziario sta meno peggio di tutti gli altri al di la delle idiozie che stampa, media e qualche blogger americano sostiene. Ma ormai fa notizia solo chi urla di più. La verità e’ figlia del tempo e noi nonostante tutto staremo in trincea per molto più tempo di quello chepossiamo immaginare! Buonadomenica Andrea

Scritto il 16 luglio 2011 at 08:41

Ricordo solo che l’esposizione italiana alla Grecia e’ irrisoria! Andrea

Scritto il 16 luglio 2011 at 09:48

Buona Domenica a Te Capiten!!

Marinai!!!

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2011 at 10:06

Quello che a noi interessa è che le banche italiane sono state promosse a pieni voti…!!!MO SIAM PAZZI?siamo tornati agli anni trenta il fronte si sposta sul muscolare imperialismo revanchismo alla finanza SPECULATIVA CHE HA CREATO IL BARATO,INTERPRETAZIONE COMODA..alcuni trattti di questo periodo sono comuni a quello…la solita retorica nazionalista(sotto attaco)…il piagnismo…RESTANO I MANDANTI….DELLA CRISI PERFETTA.IL PRIMO IMPUTATO è I CAPITALISMO IL SUO SVILUPPO degenenerativo,LEGGERE il libro di a.ronchey anni primi 90…i limiti del capitalismo è scritto da un grande liberale…non certo da un marxiano come me.

Scritto il 16 luglio 2011 at 10:19

Interessa in termini di attacco al sistema Italia…per il resto prima di agitarsi si e’ pregati di leggere il mio libro! Il mio pensiero e’ un’altro il turbocapitalismo e la finanza creativa stanno distruggendo la vita sociale delle Nazioni e vanno fermati con il loro codazzo di menestrelli! Andrea

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2011 at 10:49

Scusa Andrea ma se si deteriora  il valore dei nostri titoli di Stato  le banche italiane sono le prime a soffrine data che ne hanno  in portafoglio una elevata quantità.. Se poi l'economia rallenta come si paventa, e queta manovra  di certo no la favorisce,  ci sarà un altro motivo di preoccupazione. I crediti incagliati e inesigibili sono pure in aumento.

Scritto il 16 luglio 2011 at 12:43

Ma Andrea gli stress test servono solo per i "sempliciotti", lo sanno tutti ma proprio tutti (parlo degli addetti del settore),  che senza la BCE, forse nessuna delle 90 banche sarebbe sopravissuta!
Che il sole 24 faccia il suo bell'articoletto lo posso capire!!
Ma  Andrea!

La storiella dei stress test e solo un anestetico somministrato al "parco buoi", perchè se quelli vanno nel panico non ce storia.
Se i Buoi cominciano a mandare ordini di vendita al meglio le borse vanno a picco e con esse sprofondano le banche.
La loro capitalizzazione crollerebbe di un buon 90% e penso che molte non si risolleverebbero più!
Basta che una mattina solo il 1% dei risparmiatori vada in panico e metta in vendita le sue azioni alla meglio ed è il crollo è senza appello.

Negli uffici cambi, nele sale borse se ne stanno tutti con "L'elemetto in testa", ora stanno tutti in attesa….sperando che come tutte le cose largamente preannunciate …poi alla fine non si avveri nulla e si possa tirare un bel respiro di sollievo.

Se si vanno a guardare i bilanci di molte banche Italiane vedi che sono contabilizzati a valore di acquisto pacchetti azionari che non valgono neache 1/3 ,  lo stesso per tutto il patrimonio immobiliare della banca stessa.
Per non parlare dei crediti inesigibili.
Molte banche stanno rigoziando molti dei loro mutui nel settore manufatturiero e commerciale (li c'è roba grossa) non tanto perchè sono buone, ma evitare di dover dichiarare quelle somme in perdita!
Solo in italia si parla di decine di aziende che hanno impegni superiore al miliardo di Euro, ma che di fatto  sono  aziende strabollite.

Per quanto l'italia non abbia fatto i casini del resto del mondo, l'esposizione nel settore immobiliare è in ogni caso gravosa.
L'Italia ha il costo per unità immobiliare fra i più alti al mondo, se guardiamo poi il reddito medio di un italiano vedi che l'Italia già in partenza presentava un anomalia pazzesca,  l'Italiano è forse(Giappone a parte) la persona che deve lavorare di più per comprarsi una casa.

A conti fatti molti pensano che se la crisi dovesse degenerare verso una soluzione Greca, i prezzi delle case in Italia potrebbero crollare fino a un 60% rispetto ai massimi del 2008 e in una situazione di impoverimento progressivo dei cittadini, l'Italia rischia di fare una brutta fine.
Una persona che lavora all'ufficio mutui mi diceva che stanno pensando di spostare la durata dei mutui a 50 anni per alcuni loro clienti!

Però hanno paura dell'effetto psicologico di una simile durata del mutuo, in quanto ogni casa dopo 20 /30 anni ha bisogno di un'energica ristrutturazione, per non parlare delle spese di manutenzione ordinaria!

Alla fine molte persone si stanno rendendo conto che conviene stare in affitto, anche dal punto di vista fiscale i vantaggi non sono trascurabili!
Poi se devi cambiare città per lavoro, oppure si sorgono esigenze diverse il cambiare appartamento in affitto è diverso rispetto ad uno di proprietà, anche a livello di approcio mentale.

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2011 at 12:49

nessuna agitazione anzi…il libro?.penso che i suoi articoli che leggo da tempo siano un buon sunto…ma chi ha parlato di turbocapatalismo?questi termini alla benetazzo non mi convincono come non mi convince porre la speculazione al centro della tempesta…quindi per risolvere i problemi.si può se si ha la forza politica e morale  intervenendo sui nodi strutturali.reddito e risorse.
individuiti gli speculaTORI CHE SONO LA MIA BANCA LA SUA BANCA LA BANCA DI JOHN  DI MOHAMED DI SING…CHE SI FA?

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2011 at 14:20

Leggere il tuo libro. Manco per il sogno.

Also, Irving Fisher (1867–1947), in The Purchasing Power of Money, wrote, "Irredeemable paper money has almost invariably proved a curse to the country employing it."

bye bye ItaGlia

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2011 at 14:20

Leggere il tuo libro. Manco per il sogno.

Also, Irving Fisher (1867–1947), in The Purchasing Power of Money, wrote, "Irredeemable paper money has almost invariably proved a curse to the country employing it."

bye bye ItaGlia

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2011 at 14:25

Irving Fisher, The Purchasing Power of Money, Its Determination and Relation to Credit, Interest and Crises, New York: Macmillan, p. 78.

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2011 at 14:25

Irving Fisher, The Purchasing Power of Money, Its Determination and Relation to Credit, Interest and Crises, New York: Macmillan, p. 78.

Scritto il 16 luglio 2011 at 17:24

Ma tu Compasso gli leggi leggi i miei post o preferisci osservare solo quello che e’ più consono alla Tua sensibilità. Gli stress test restano una farsa ma all’interno di questa farsa noi stiamo meno peggio degli altri punto. Che fai porti i soldi nelle banche svizzere che sono discariche subprime a cielo o in quelle tedesche o altre ancora. Se poi qualcuno e’ più contento di sentirsi dire che stiamo per fallire per specularci sopra o per fare i suoi interessi si accomodi ma la smetta di dire idiozie! Per quanto riguarda gli esaltati della pur meritevole Scuola Austriaca peccato non si merita simili testimoni! Andrea

Scritto il 16 luglio 2011 at 21:02

…. decisamente bipolare….

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2011 at 09:00

Mazzalai sei un personaggio pieno di contraddizioni!
Se le cose vanno nelle direzione tua allora ti esalti, se vanno nella direzione contrairia allora diventi un filosofo!
La borsa esiste la speculazione esiste e se uno vuole essere onesto dovrebbe dire che in questi due anni la borsa ha pagato e il reddito fisso si sta disgregando!
Questo e’ un dato di fatto, domani non lo sappiamo,

Scritto il 17 luglio 2011 at 11:47

Il reddito fisso si sta disgregando solo nell’immaginazione di coloro che vivono di breve termine, che non contano il rendimento e che sono cassettisti. La leggenda che sostiene il rendimento azionario nel lungo termine si e’ dissolta. Io non ho fretta abbiamo davanti ancora un lungo decennio perduto. Quando smetterà la manipolazione dei mercati allora si conoscerà la realtà di un cambiamento epocale! Solo i lettori del blog diventati miei clienti che quotidianamente condividono una consulenza apecializzata e non generalizzata sanno di cosa stiamo parlando il resto sono chiacchere! In questo blog non c’e traccia di alcun consiglio operativo specifico! Auguri! Andrea

Scritto il 17 luglio 2011 at 13:57

Caro Andrea il "decennio perduto" lo puoi avere solo se nessun grosso stato va in default!!
In caso di un improbabile ma possibile non dico default ma "ristrutturazione" del debito di un grosso paese, salta tutto il banco, insieme alle "banche", perchè a quel punto si incasina tutto.
Il mostro vero si chiama inflazione, un mostro molto più cattivo e terribile della deflazione, che in realtà è un finto mostro di cartone.
La deflazione è una bestiola addomesticata, che ti puoi tenere sulle ginocchia e divertirti ad accarezzare, l'inflazione è come una tigre feroce e affamatissima!
Il decennio perduto può e anzi ha funzionato per la crisi di un unico stato (il Giappone spalleggiato dagli USA), ma può funzionare per tutto il sistema economico mondiale? La risposta è semplice ed ovvio cioè NO!
I motivi di un'impossibilità di un periodo di coma dell'economia stanno emergendo in tutta la loro gravità adesso, il mercato la politica e i popoli sono disomogenei e non vogliono in nessun modo farsi imbrigliare in nessun decennio perduto.
La Cina deve quadruplicare il suo PIl nel prossimo ventennio e voi pensate che stia appresso all'occidente e agli USA, la Cina ha una millenaria cultura autartica, esportazioni=importazioni quindi se vengono meno le prima basterà segare le seconde e tutto si bilancia!
Comunque secondo me ci sarà ancora un poco da aspettare e avremo tutte le nostre risposte, oramai siamo al terzo anno di crisi e il momento delle verità è vicino.

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2011 at 15:08

Caro Andrea,
le tue analisi sulla situazione economico/finanziaria italiana e il confronto che fai con quella di altri paesi sono sicuramente corrette e ampiamente sorrette da una enorme massa di dati.
Ciò nonostante, penso che le tue conclusioni pecchino di eccessivo ottimismo perché trascurano alcuni aspetti fondamentali: la totale assenza di coesione nazionale, l’inconsapevolezza di gran parte del ceto politico di essere nel bel mezzo di un’autentica guerra non convenzionale, il totale disinteresse per l’interesse nazionale (scusa il gioco di parole), cui sono preferiti vantaggi personali e partitici a brevissima scadenza.
Invece di prendersela con società di rating e disinformati commentatori (soprattutto italiani) bisognerebbe chiedersi perché stati in situazione disperata (es. GB, Usa, ma anche altri) riescono ad evitare violenti e ben organizzati attacchi speculativi, mentre l’Italia ne è colpita in pieno.
Eppure tutti gli aspetti positivi da te evidenziati sono reali. Aggiungerei che, anche senza l’ultima manovra, l’Italia avrebbe avuto un buon avanzo primario, che avrebbe raggiunto i 44 miliardi nel 2012 e che i dati di giugno evidenziano un incremento di presenza alberghiera dell’8,7% rispetto allo scorso anno. Il gettito fiscale quest’anno supererà ampiamente quello del 2008 etc.
Sono evidenti anche i problemi che affliggono altri paesi.
Ciò che fa la differenza è come ci si presenta all’esterno e come ci si difende (anche e soprattutto in anticipo) dagli attacchi delle società di rating e di analisti di parte.
In questo senso formidabile è stato il comportamento della Germania.
I tedeschi hanno sfornato dati sul pil assolutamente non credibili in due trimestri preelettorali. Dico non credibili perché lontanissimi (in positivo) dalle previsioni di tutti gli istituti specializzati e perché assolutamente non coerenti con i dati di gettito Iva (il contrario dei dati Istat sul pil italiano)*. Nel contempo sono stati abili e determinati nel nascondere gli enormi problemi da cui è colpito il loro sistema finanziario e hanno creato una vera e propria cortina fumogena sui debiti dei propri enti locali. Il tutto senza che l’opposizione facesse la minima critica e sollevasse il minimo dubbio.
Per parte nostra, fondamentale nel risvegliare gli istinti predatori della speculazione è stato l’”affaire Libia”. Francia e Regno Unito, colpiti dagli Usa nei loro interessi in Egitto e Tunisia, hanno tentato un improbabile colpaccio ai nostri danni in Libia.
Un minimo di buon senso e di freddezza (e la difesa dell’interesse nazionale!) avrebbero suggerito un comportamento non interventista, uguale a quello tedesco (grande Merkel!), tanto più che un nostro intervento sarebbe stato (ed è) contrario al disposto dell’art. 11 della Costituzione.
Senza le nostre basi e con pochi soldi a disposizione Fra e Uk non avrebbero potuto realizzare i propri piani neocoloniali e anti-italiani ( e non avrebbero ucciso qualche decina di migliaia di civili innocenti).
Invece è partito lancia in resta Napolitano, seguito a ruota da Frattini, La Russa, dal Pd (ormai mera succursale del pd americano) e da tutti i principali mezzi di informazione…. E ci siamo allegramente dati la zappa sui piedi.
Poi è venuta la Parmalat. Una signora azienda, con eccellenti bilanci e tanta liquidità, è stata acquisita da un Gruppo in situazione semifallimentare, senza che fosse organizzata una benché minima resistenza. Le banche francesi, che temevano gravi perdite da una crisi Lactalis, hanno risolto alla grande il problema.
E’ ovvio che, vista anche la debolezza del governo, sotto attacco della magistratura e sconfitto alle elezioni amministrative, a qualcuno è venuta la tentazione di ripetere (mutatis mutandis) l’operazione riuscita nel periodo 1992/94. Quella volta fu necessario togliere di mezzo Craxi e Andreotti, due politici che (a prescindere dal giudizio morale sugli stessi) avrebbero capito con chi avevano a che fare e si sarebbero messi da traverso. Questa volta non c’è bisogno di eliminare politici accorti e di carattere (vedi Craxi nell’”affaire” Sigonella), perché non ce ne sono.
Ci sono, invece, gruppi giornalistici, finanziari, industriali, che, come negli anni ’90, pensano di essere avvantaggiati da un’operazione del genere e non si peritano di affossare l’Italia (e c’è da scommettere che ancor di più lo faranno in futuro). Basta leggere Repubblica, Sole24Ore e Corriere della Sera per rendersene conto.
E così avverrà che, per “tranquillizzare i mercati e fermare la speculazione”, si cederanno Eni, Enel, Finmeccanica (ovazioni a Londra e Washington), si darà la Rai a Murdoch, si privatizzerà cassa Depositi e Prestiti, mentre la banche italiane, ormai a valori di borsa risibili, saranno comprate con super sconti da Istituti esteri praticamente falliti (operazione in stile Lactalis/Parmalat). Gran parte dell’enorme proprietà immobiliare dello Stato verrà ceduta a prezzi scontatissimi a Gruppi stranieri e a qualche palazzinaro nostrano. Ai nostri industriali peggiori verranno cedute le più importanti municipalizzate, cosicchè potranno trastullarsi con sani monopoli ai danni dei cittadini.
E tutti vissero infelici e scontenti!

• Sarebbe interessante una tabella su incremento del pil e andamento delle entrate Iva

Scritto il 17 luglio 2011 at 15:59

Compasso di decenni perduti ne abbiamo visti molti la Big Depression della fine dell’800 la Great Depression e la Lost Decade! E’ talmente deformata la memoria dei mercati che parlano solo di inflazione ovvero di una leggenda metropolitane che esiste solo nel quotidiano sequestro della classe media. Un’ondata di fallimenti e’ onda d’urto deflattiva punto e basta L’iperinflazione e’ una favola per ingenui! Per quanto riguarda invece la motivazione per cui stati disastrati come UK e USA non vengono attaccati e’ solo perché nessuno sputerebbe nel piatto in cui mangia, che lo protegge e lo coccola, terre di hedge fund e speculatori. Invece in Italia siamo masochisti ci piace farci del male a partire dalla sinistra che sottoscrive gli attacchi dell’Economist e del Financial Times alla destra che parla di questione morale ed e’ un covo di briganti come talvolta la stessa sinistra. Se poi diamo un’occhiata ai giornali e’ meglio metterci una pietra sopra lo spazio e’ invaso dai discepoli del fallimento del libero mercato il quale senza lo Stato sarebbe stato spazzato via dalla Storia! Andrea

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2011 at 17:06

A proposito gli USA stanno per andare in default ma hanno ancora la Tripla "A"?

Scritto il 17 luglio 2011 at 17:07

Scusami Andrea ma la deflazione è un fenomeno contrattivo, dovuto a eventi estemporanei che per quanto gravi sono destinatti  a passare.
Questa crisi è stata generata da un eccesso di credito verso le famiglie e da un eccesso di spesa degli stati, entrabbi sono stati al disopra delle righe.
E' indubbio che l'economia nell'ultimo quarto di secolo ha creato nuovi mercato e una maggiore propensione al consumo che mai e poi mai riuscirari a eliminare.
Il fenomeno del consumismo è globale, purtroppo carissimo Andrea non riesci a capire che su quasi 7 miliardi di persone al mondo, solo 1,5 miliardi conducono uno stiledi vita cosidetto agiato, il resto tira la cinghia, ma non vede l'ora di salire sul treno del benessere.
Nel momento in cui si creano nuovi mercati è indubbio che una parte dei vantaggi cadano sui vecchi competitor, non per altro perchè sanno come far girare il meccanismo.
Io credo che sia venuto il momento di cominciare a descrivere lo scenario in termini temporali, perchè se in questo momento siamo in piena tempesta io sono ragionevalmente fiducioso che nell'arco di una decina di anni dovremo esserre di nuova in pieno boom economico.
Vi faccio presente che paesi come la Cina, il Brasile,L'India e un'altra ventina di paesi stanno galoppando a pieno sviluppo e questi paesi rappresentano almeno il 60% dellapopolazione mondiale, quindi la crisi non è del sistema ma è una crisi di una parte minoritaria del sistema.
Se consideriamo che poi dei paesi colpiti dalla crisi solo un 10/15% delle persone sta accusando in modo duro il colpo, allora ci rendiamo conto che alla fine "non succederà nulla".

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