ITALIA: IL MOMENTO DELLE SCELTE!

Scritto il alle 07:11 da icebergfinanza


 


 Ieri durante l'audizione al Congresso americano, il governatore della Banca Centrale americana Bernanke ha ricordato che la Fed ha a disposizione strumenti aggiuntivi per supportare l'economia reiterando la follia monetaria, ovvero la promessa di lasciare il livello dei tassi americani eccezionalmente basso ancora per lungo tempo. Dopo aver passato gli ultimi mesi a dispensare ottimismo di maniera sulla ripresa economica, Bernanke ci dice che la debolezza recente è più lunga del previsto e addirittura che è possibile riappaiano i rischi di deflazione, si di deflazione, a tal punto che sarebbe necessario un ulteriore stimolo monetario.

Come ho scritto più volte Bernanke è come un medico responsabile di un errore clamoroso nella diagnosi al quale si attribuisce il merito di aver inventato una cura miracolosa.

Eppure gli stessi medici che hanno sottovalutato la gravità della Grande Crisi oggi sono quotidianamente nella sala di rianimazione e continuano ad applicare inutili elettroshock, stimoli monetari che rinnegano la realtà delle cose, ovvero quella della storia, la presenza di una imponente "debt deflation" ovvero l'inevitabile fase di rientro generalizzata da un'orgia di debiti che ha supportato la Grande Illusione di una crescita infinita accelerata alla demenzialità esponenziale.

 Mentre in America continua la tragica farsa sul tetto del debito con la blanda minaccia dell'agenzia di rating, Moody's di abbassare il merito di credito americano e in Europa Fitch promuove anch'essa con riserva la manovra finanziaria italiana, noi lasciamo anche solo per un istante questo mondo surreale e andiamo a dare un'occhiata a quanto accade nella realtà di tutti i giorni, senza dimenticare che esistono ancora numerose isole di speranza, che in questi anni abbiamo condiviso nei cosidetti "MONDI ALTERNATIVI".

Secondo Pietro Reitano, responsabile del mensile Altreconomia, che condivido pienamente,  siamo alla resa dei conti:

Proviamo a mettere in fila gli elementi.

L’Italia è un Paese vecchio, uno dei più vecchi, dove il peso dell’assistenza e delle pensioni raggiunge vertici internazionali. Dall’altra parte, abbiamo un tasso di disoccupazione sopra la media, che però diventa drammatico se guardiamo alle fasce più giovani della popolazioni. 2 milioni di ragazzi tra i 15 e i 29 anni (due milioni) non studia, non lavora, non cerca lavoro.

La mobilità sociale è inesistente, il conflitto generazionale (genitori privilegiati, giovani precari) è alle stelle. Un abisso separa i salari: dai 700 euro di un precario ai 700mila di un top manager. Vige la gerontocrazia, non la meritocrazia. 6 giovani su 10 sono pronti ad andarsene all’estero, alla prima occasione. La ricchezza è sempre più concentrata nelle mani di pochi.

 Poi. Il Paese non investe nel paesaggio e nel turismo, anzi lo deturpa con la cementificazione, falso indicatore di crescita economica. Perdiamo sicurezza alimentare e biodiversità. L’evasione fiscale è un cancro inestirpabile, la criminalità organizzata lo è altrettanto, e in espansione.

I tempi della giustizia sono infiniti. La corruzione idem. Le imprese esternalizzano, finanziarizzano, precarizzano. La classe imprenditoriale abbandona progressivamente l’economia reale e predilige la Borsa e la finanza. Le imprese puntano agli oligopoli, ai monopoli, alle bollette dei cittadini, alle loro tasse.

Le banche ( alcune banche aggiugo io…) investono i soldi dei loro correntisti per finanziare progetti insensati, a volte criminali, degli amici degli amici. Il welfare è allo stremo, gli enti locali senza risorse, la coesione sociale sotto stress.

Non investiamo in ricerca, istruzione, tecnologia, banda larga, servizi. Non investiamo nell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili, e dipendiamo sempre più dall’estero per l’energia. Il debito pubblico è alle stelle.

Infine, la classe politica (tutta) è di un’incompetenza inedita e inaudita, e mentre è impegnata a salvare sé stessa e i suoi scandalosi suoi privilegi, pensa bene di tassare i risparmiatori e non le rendite. E ci vengono a dire che è il momento dei sacrifici

Chiaro il riassunto? Allora, di fronte a questa situazione, voi investireste in un'azienda come l'Italia?

Prestereste i vostri soldi a un Paese così? Di fronte alla recente manovra del governo, avreste più fiducia nel futuro della Penisola? Vi stupite allora che la finanza internazionale, quel manipolo di personaggi che specula sui disastri altrui, tenti di far capitolare questo Paese?

Da molto tempo abbiamo puntato il dito contro i CDS, i credit default swap, strumenti finanziari derivati dalla diffusione impressionante che “scommettono” sul fallimento di imprese, banche e nazioni. Aver lasciato che proliferassero è una delle cause delle paure che in questi concitati giorni assillano gli italiani.

Prepariamoci a giorni difficili.

Sappiamo però anche qual è la soluzione, e che non è troppo tardi. 

     La via d'uscita ha tanti nomi: filiera corta, economia delle relazioni, dono, efficienza energetica, fonti rinnovabili, agricoltura biologica, sostenibilità ambientale, beni comuni, equità nella distribuzione delle risorse, giustizia, istruzione, ricerca, scambi non monetari. Altri nomi li potete aggiungere voi .

Un'altra via l'aggiungo io, ne abbiamo più volte parlato ovvero… 

ECONOMIA SOLIDALE E SOSTENIBILE: DISTRETTI E COOPERATIVE D'ITALIA!

Tra questi, anche resistenza e ribellione: il mercato, la Borsa non sono entità astratte o divine, i cui comportamenti non sono modificabili né giudicabili.

Mercato e finanza sono fatti da uomini, che devono rispondere delle conseguenze delle loro azioni, delle responsabilità cui sono chiamati. Lo stesso vale per tutti quei personaggi -giornalisti, economisti, politici, imprenditori, manager, banchieri- che si sono riempiti la bocca di chiacchiere e ancora non ammettono il loro torto, mentre gozzovigliano a spese nostre.

Smettiamo di dare ascolto a questa gente, smettiamo di dare i nostri soldi a chi ci condanna a un futuro di fatica. Non è detto che debba andare per forza così.
 

La riflessione è aperta, ne abbiamo parlato più volte nei nostri Mondi Alternativi,  serve il contributo di ognuno di noi; il fallimento è evidente ed è il fallimento del bene assoluto! E' ora dopo trentanni di turbocapitalismo che si sperimenti la strada del …

BENE COMUNE!
 

 

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29 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 07:29

La voglia di andare a coltivare un pezzo di terra e di allevare galline e conigli è tanta, ma è più facile a dirsi che a farsi, almeno per un singolo individuo!
Come organizzarsi?

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 07:44

Un'idea su come organizzarsi.
Un mio amico abita in Estonia, dove già si vive in maniera solidale, attenti all'ambiente, senza cercare di inculare l'altro dalla mattina alla sera.

Durante le ferie d'agosto vado a trovarlo. Poi chissà.

Yabadaba

Scritto il 14 luglio 2011 at 08:27

"Siamo nani in spalla a dei giganti,e non ce ne siamo ancora accorti..o peggio non vogliamo accorgercene…"

"Non investiamo in ricerca, istruzione, tecnologia, banda larga, servizi. Non investiamo nell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili,…"

Non investiamo nell' Uomo, e questo è il peggior non investimento che si possa fare…

Non si tratta di bene comune, di distretti si o no….se come scrive Silver
.." non ritorna un principio di onesta' e di valori"…(nostra, degli altri di Chi ci governa…o pensa  illusioramente di rappresentarci e che noi erroneamente abbiamo leggittimato in tal senso,sinistra, destra, centro sopra …sotto, chiesa… inclusi ) ogni progetto è destinato a naufragare…
si tratta di voler essere diversi, di voler fare le cose in modo diverso…molto diverso…capace…meritocratico…punto.

Vi ripropongo  un articolo che a me piace molto:

Nelle infinite opportunità sociali a nostra disposizione non mettiamo più in campo le riconosciute qualità di ognuno, ma solo l’interessamento pragmatico dello sfruttamento sociale. D'altronde, dopo aver spremuto fino all’esaurimento ogni risorsa animale, vegetale e minerale, era scontato rivolgere le nostre mire predatorie direttamente contro noi stessi, rimasti ormai l’ultimo articolo commerciale di questo immenso mercato in cui siamo diventati contemporaneamente prodotto e consumo. La famiglia ha la parte più importante e si assume sempre più volentieri il ruolo di fabbrica di materiale umano destinato alla vendita;
….
 …”E’ tempo di risparmi e se saremo stati abbastanza oculati, potremo sempre approfittare dei saldi in liquidazione dell’articolo più richiesto: l’uomo….”
(Maurizio Mura)
http://acasadeldrago.blogspot.com/2009/06/il-prezzo-delluomo.html
 
continuate Voi..a Voi ogni riflessione…si tratta sempre e solo, e non è semplicistico, voler essere diversi da ciò che si è ora, fare in modo diverso da ciò che facciamo ora…Pensare in modo diverso…senza cadere nella presunzioni di essere gli unici e i soli portatori di verità salvifica…di essere Uomini e Donne, a tutti i livelli diversi, ma con l'Orgoglio e il Coraggio, perchè di questo si tratta, di voler sempre pagare per i propri errori…sono stanca di mezzi uomini, di burattini e burattinai…il pricipio è semplice ( non semplicistico) ma è forse la semplicità che Temiamo?

Buon vento Marinai!
Valentina

p.s potrà sembrare una citazione banale: Albert Einsein diceva: "I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati"
ma siamo ancora fermi a questo punto…

Continuiamo imperterriti a pensare e fare nello stesso modo in cui li abbiamo creati…

Ah  e basta con Lobby..massoni e company…scusate se al mondo ci sono anch'o..aspettate..mi faccio da parte e ve lo lascio tutto!
Ah! si rassegnamoci che è meglio!!!(ovviamente la mia è una rassegnazione ironica)
 

Scritto il 14 luglio 2011 at 08:41

Di tempo ne ho poco, ma visto che questa mattina, sembra che mi abbia punto una tarantola, caro Capitano, non ho manie persecutorie, e comprendo la scelta, (non c'entra nulla con il post ma lo dico da qui) MA QUEL MONDO LAMPEGGIANTE A SINISTRA DEL BLOG, NON NASCONDO CHE MI URATA UN Pò, CI HO GIOCHERELLATO UN Pò,

1

Italy

July 14, 2011

 

92.03%

7,850

 

2

Switzerland

July 14, 2011

 

1.57%

134

 

3

United Kingdom

July 14, 2011

 

0.82%

70

 

4

United States

July 14, 2011

 

0.77%

66

 

5

Germany

July 14, 2011

 

0.73%

62

 

6

France

July 14, 2011

 

0.55%

47

 

7

Ireland

July 14, 2011

 

0.43%

37

 

8

Spain

July 14, 2011

 

0.34%

29

 

9

Iceland

July 13, 2011

 

0.30%

26

 

10

Belgium

July 14, 2011

 

0.30%

26

 

11

Monaco

July 13, 2011

 

0.30%

26

 

12

Poland

July 14, 2011

 

0.21%

18

 

13

Indonesia

July 14, 2011

 

0.15%

13

 

14

Greece

July 13, 2011

 

0.13%

11

 

15

Brazil

July 14, 2011

 

0.11%

9

 

16

Netherlands

July 12, 2011

 

0.09%

8

 

17

Belarus

July 14, 2011

 

0.08%

7

 

18

Singapore

July 14, 2011

 

0.07%

6

 

19

Costa Rica

July 13, 2011

 

0.06%

5

 

20

Norway

July 13, 2011

 

0.06%

5

 

21

Austria

July 13, 2011

 

0.06%

5

 

22

Algeria

July 13, 2011

 

0.05%

4

 

23

Slovakia

July 13, 2011

 

0.05%

4

 

24

Romania

July 13, 2011

 

0.05%

4

 

25

Turkey

July 13, 2011

 

0.05%

4

 

26

Azerbaijan

July 13, 2011

 

0.05%

4

 

27

Kazakstan

July 12, 2011

 

0.05%

4

 

28

Panama

July 14, 2011

 

0.04%

3

 

29

Chile

July 13, 2011

 

0.04%

3

 

30

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 08:43

……nel frattempo è fallito il Minnesota…………..

Scritto il 14 luglio 2011 at 08:46

il #4 continua…

Continua:
Mi piacerebbe sentire anche altre voci, da altre latitudini…Mondo Uniamoci (questo è il bene comune) non virtualmente parlando…o siamo i passivi della tastiera?
O tutti consulenti finanziari di grandi gruppi d’investimento?? Io no….

e vai..con i fallimenti..non siamo già tutti tecnicamente falliti??, non si dice così..c'è qualcuno che pensa forse di non esserlo.??..a quando la ricostruzione?

Valentina

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 09:25

Bollettino Bce: tensioni mercati potrebbero propagarsi all'economia reale

Davvero? Chi l'avrebbe mai detto?

Yabadaba

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 09:43

Bell'articolo, che condivido in pieno.

Rappresenta "lo stato dell'arte" del nostro paese, certo non sarà "tutto" così, ma è più facile che sia peggio piuttosto che meglio.

Ed è altrettanto vero che in mezzo a questa situazione di continuo stimolo a mollare, ad agire in maniera scorretta, a pensare ai fatti propri lasciando che questa società di … "brutte persone" fallisca, c'è una quantità immensa di persone oneste che continuano a lavorare, a sognare ed a sperare, magari con 1000 euro al mese o "giù di li".

Mentre la società che "conta", che decide politicamente e praticamente, continua a vivere ben al di sopra delle proprie possibilità, spremendo l'unica parte che la asseconda sempre, fedelmente … gli onesti. Brutta situazione.

La cosa più triste di questa situazione è che …. è chiaramente alla portata di tutti, e per questo è ancora più assordante l'assoluta assenza di informazione su questi temi, di giornalismo vero, di indagini libere su fatti e realtà quotidiana.
Già … di questi tempi non occorrebbe essere un gran giornalista per svolgere correttamente tale professione, basterebbe essere onesti e riportare la realtà che ci circonda su giornali che … la pubblichino, ma … sempre di questi tempi mancano gli uni e gli altri, salvo rari casi in cui chi comanda da una scrollata all'albero mediatico, lasciando che un paio di "facinorosi" scrivano liberamente, magari giocandosi pure le poche speranze di carriera.

E' per questo che .. l'aria di questo vascello è fondamentale. E' una boccata d'ossigeno in un mare avvolto da miasmi pestilenziali e, oramai, in perenne tempesta.

Occorre costruire.

Saluti Marinai

Francia R

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 09:56

Possiamo Capitano, Possiamo perchè Noi Siamo…

Siam Pronti alla Vita e l'Italia chiamò…

http://www.youtube.com/watch?v=uDkBzkA9L4s

You'll Never Walk Alone

Liverpool

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 09:56

Possiamo Capitano, Possiamo perchè Noi Siamo…

Siam Pronti alla Vita e l'Italia chiamò…

http://www.youtube.com/watch?v=uDkBzkA9L4s

You'll Never Walk Alone

Liverpool

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 10:52

sono riusciti a farci spaventare( non tutti ) da chi si è inventato di sana pianta una crisi globale  con giochini televisivi, siti , manipolazioni di borsa etc
 e con la paura di fallimenti di questo o quell'altro stato
si compiono razzie di ogni tipo , quasi senza proteste.

ma quanto siete ingenui  ?

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 12:11

possono razziare quanto vogliono, si tratta di cose…
non possono toglierci coscienza, dignità, pensieri e voglia di fare…….cosa non so

la micro economia, quella distrettuale, quella cooperativa, è una soluzione

ma al momento è appannaggio di una elite, le comunità  autosufficienti o quasi sono delle isole felici  che amo frequentare, posso essere un consumatore critico, posso testimoniare e diffondere, ma fare ……..il salto e cambiare vita…è un'altra cosa,

quando andrò in pensione ci farò un pensierino

Scritto il 14 luglio 2011 at 12:13

Neanche un'istantanea poteva ffissare meglio l'immagine dell'italia carissimo Andrea.
Le scollature generazionali fanno parte della storia, solo che stranamente l'attuale generazione non sembra intenzionata a incazzarsi.
Per questo motivo credo che un'eventuale default del sistema finanziario non possa che farci bene.
A che serve dissanguarsi per pagare un debito non pagabile, i cui soldi sono stati usati per arricchire gli amici e gli amici degli amici.
Solo un'azzeramento totale può ridistribuire le carte su basi più eque.
Se il sistema va in default addio posizioni di reddita, addio privilegi, addio clientele.
Dopo vedrete che per emergere bisognerà essere bravi, avere delle capacità.
Vedrete i padri guardare negli occhi i figli e dirgli che si devono impegnare, devono studiare per andare avanti nella vita.
Vedrete i genitori far scoppiare un puttiferio se il figlio prende un'insufficienza a scula.
Vedreste i genitori correre a iscrivere i figli ai club per fare sport, per insegnargli che la vita è competizione e antagonismo e come su un campo sportivo, nessuno ti regala niente e tutti sono subito pronti a toglierti la palla.
Vedreste un mondo un pochino migliore, che insegna che la cosa fondamentale è l'umiltà, che bisogna essere sempre essere severissimi con se stessi ma indulgenti e comprensivi con gli altri.
Come dico da molto tempo non vi preoccupate, questa crisi non può che fare bene all'Italia, sono 60 anni che viviamo in un sistema completamente marcio.
E' da illusi aspettarsi un ribaltamento della situazione ma è più che ragionevole aspettarsi dei piccoli miglioramenti.
Ora siamo verso la resa dei conti, o si cambia o si cambia!

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 13:59

Condivido in toto l'analisi di Andrea e del Compasso.

Ripudiamo il debito, rimbocchiamoci le maniche, è ora difarla finita con i grandi fratelli  e affini…

Tornare alla tradizione nel rispetto dei diritti-doveri di ciascuno, ricordiamoci le origini, chi siamo da dove veniamo, forse una speranza per il futuro rinascerà…

Il kaly Yuga sostengono gli Indu' ammanta e dissolve. Abbiamo distrutto, imbrattato, dissacrato in nomne di falsi dei secoli di civiltà.

Il nuovo ordine mondiale, fuori da pgni complottismo è già qui tra noi, basta vederlo, annusarlo. Non esistono più ruoli, responsabilità, solo richieste, stiamo vivendo in una matrix oscena e vacua dove le persone inebetite ed ebbre di stupidità si preparano al sacrificio finale.

Siamo ancora in tempo? Non lo so sinceramente non saprei cosa dire…

E' certo che nella storia gli accadimenti e gli stravolgimenti epocali sono stati sempre segnati  da eventi tragici che hanno straziato la carne sociale….

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 14:10

Chiacchere chiacchere tutta demagogia!
Tipica di chi non sa fare nulla ma sa criticare tutto e tutti!

Scritto il 14 luglio 2011 at 14:46

Demagogia!!
"Noi" la nostra crisi la abbiamo avuto 15 anni fa e come sta facendo la Grecia adesso abbiamo rattoppato, raschiato, aumentato la pressione fiscale, privatizzato ma stando attenti a non liberalizzare.
Chi aveva le mani sulle leve del potere è stato bene accorto a proteggere gli interessi di casta.  
Che cosa credete che arrivi un governo Mario Monti (con la facenda Milanese Tremonti è dato come bruciato) e salvi barracca e burattini.
La storia ripete sempre i suoi cicli di nascita-logoramento-morte, ma non credo che a soli 15 anni di distanza possano propinare agli Italiani la stessa medicina, il rischio di una reazione allergica è enorme.
Ricordate la rivolta Tunisina un giovane dinome Mohamed Bouazisi si è dato fuoco in segno di protesta è ha incendiatol'intero mondo arabo..
Qualcuno dirà che in Tunisia non è cambiato niente, la gente continua a soffrire come prima! Io invece dico che sono cambiate molte cose, in quanto se prima tiranneggiare a viso scoperto era naturale ora bisogna stare molto attenti, altrimenti si rischia di finire a testa in giù!
Quando l'aria è satura di vapori infiammabili basta una scintilla!
Qualcuno dice demagogia! Non cambierà nulla!
Forse all'apparenza non si avvertiranno i cambiamenti, di sicuro non subito, ma qualcosa nel profondo sarà cambiato!
Vi stanno spaventando dicendo che l'Italia può crollare e bisogna fare dei sacrifici!! Ma se ci pensate bene, chi lavora duro, chi non ha mai rubato non ha nulla da temere dalla crisi, a lui non succederà nulla!!

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 15:25

Il compasso, anhe se apprezzo molto i tuoi commenti su molte cose non sono d’accordo. Questo non significa farsi la guerra di opinioni e vedere chi é il + bravo, solo che io penso che la meritocrazia sia una truffa anche perché é sempre stata in vigore… Tu mi dirai che ci troviamo preda di ciarlatani e che quindi non é stato rispettato il merito io ti rispondo che il merito associato al singolo individuo e slegato al benessere della collettivitá produce appunto meritocrazia. É difficile comprendere le sfaccettature ma il problema é appunto che definire i parameti del merito é difficilissimo e non serve addurre principi scientifici se si sbaglia a definire il merito abbiamo una meritocrazia dannosa sappiamo bene che il test quoziente di intellignza é abbastanza ridicolo e che paradossalmente puó considerare i geni stupidi, esattamente lo stesso concetto della democrazia puó essere vista come il volere del popolo sovrano o il facile gioco di chi sa bene come indirizzare le paure e le superstizioni del popolo bue. Imparare la competirività al club del tennis magari privato (i genitori lo hanno sempre fatto forse vivi in una realtá parallela ma io vedo genitori assillare i bambini che devono cmpetere per vincere assillare gli insegnanti che i propri figli non devono avere cattivi voti che potrebbero rovinare la loro vita già da piccoli e rovinare la competizione per il merito ti fa capire che siamo in piena lotta meritocratica dove l’obieettivo é la sopravvivenza dl singolo CONTRO gli altri e non inserita nella crescita collettiva) e poi vedere il tv che ilcampionato di calcio lo vincono meritocraticamente sempre le stesse squadre che comprano i giocatori migliori e a volte anche gli arbitri insegna semplicemente ai ragazzi che vince chi riesce a vendersi meglio meritocraticamente. A scuola abbiamo un problema abbastanza simile. il nostro problema é molto profondo e la cosa “bella” di questa crisi é che é intrecciata: energetica culturale morale politica scientifica finanziaria economica. Quando succede questo il rischio é la rivolta giacobina, la rivolta di chi preso dalla rabbia e dalla disperazione assume atteggiamenti tafaziani e peggiora la situazione. Giuseppe

Scritto il 14 luglio 2011 at 15:27

Un piccolo banalissimo esempio.

Ieri sono andato nella scuola di mio figlio per ritirare un documento.

C'erano 3 persone in segreteria, sembrava che qualcosa avessero da fare, molto rilassati. Una persona poteva assolutamente bastare, ma non è bello esser soli in ufficio, così in tre si facevano buona compagnia.

C'erano quattro cinque bidelle in corridoio, sedute ad un tavolo a chiacchierare.

Non c'è da prendersela con loro, la scuola è chiusa, non c'è praticamente nulla da fare, si annoiavano visibilmente.

Però resta il fatto che i cittadini con le loro tasse pagano fiumi di denaro per pagare stipendi che non producono alcun valore.

E' un problema organizzativo, che non viene minimamente affrontato, secondo me stiamo parlando di decine  di migliaia di posizioni nel pubblico impiego dove una razionalizzazione farebbe risparmiare decie di miliardi all'anno.

Non si può ?  non si riesce ?

Certo ciò che è spreco per me è reddito per qualcuno. Ma se sosteniamo decine di migliaia di famiglie con redditi a cui non corrisponde un valore aggiunto il paese non crescerà mai.

E' molto peggio dell'assegno di disoccupazione, della mobilità, della cassa integrazione o di altre forme di sostegno al reddito.
Perchè queste persone sostengono di lavorare, di guadagnare il loro stipendio di avere un ruolo , di essere necessarie.
Chi è disoccupato , in mobilità i cassa integrazione sa di avere un problema, questi no, credono solo di avere diritti.
Certo qualcuno si rendo conto di percepire uno stipendio e in cambio di  non fare una beata minchia di nulla. Ma non è un loro problema.

Altro che tagli lineari.

Qui o si fa un serio scrutinio della spesa o non ne veniamo fuori.

Scritto il 14 luglio 2011 at 15:37

Giuseppe,

sul discorso del merito ne abbiamo già parlato , e ancora torno a chiederti, quanti anni hai ? cosa fai nella vita?

In qualsiasi attività umana ci sono quelli che ci riescono e quelli che no.

Il panettiere che fa il pane buono ha il negosio pieno quello vicino che non è capace o ha vuoto.

Il commercialista che ti risolve i problemi ha lo studio pieno quello che ti fa casino lo eviti.

Il medico, l'avvocato, cuoco, la badante.

Tu , come tutti sei un fruitore di servizi, immagino che tu selezioni (quando puoi se non c'è un monopolio) da chi acquistare un servizio in base al rapporto qualità/prezzo.

La meritocrazia è solo questo.

Fuori da questo ci sono solo due alternative:
Il monopolio statale
La mafia.
(discutere sulla differenza tra queste due cosa sarebbe interessante)

E non è la legge della giungla, non vuol dire che chi non ce la fa da solo deve morire, esistono sistemi di redistribuzione e assistenza ma non passiamo per un generico principio astratto di giustizia procedere tutti alla velocità del più lento.

Pensa questo:

Se qualcuno percepisce un reddito che non porduce, qualcuno produce un reddito che non percepisce, può anche andare bene , ma almeno deve essere trasparente.

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 16:01

Per me nel futuro ci vuole più stato.

Stato imprenditore, ma più stato, perché oggi i bisogni sono bisogni che solo il pubblico può soddisfare.

Penso quindi a una società con più politici, più stato e più tasse.

Politici di professione ma scelti dal popolo; stato che assume non per prebende elettorali ma per fare delle cose; tasse che paghiamo volentieri perché le strade sono tutte belle lisce e senza buche, i giardini pubblici verdi e in ordine, gli ospedali luoghi in cui si sta volentieri, le scuole piene di professori sereni e studenti volenterosi di apprendere.

E non mi dite che è follia perché ci sono dei paesi nel mondo in cui questo avviene già.

Yabadaba 

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 16:42

caro anonimo delle 11.52,     la crisi sarà anche inventata con giochini televisivi ma fino a 2-3 anni fa avevo l'ufficio pieno, guadagnavo bene e mi sentivo bene.
Ora ho dovuto licenziare, non mi salvo le spese e non dormo la notte…..
vedi un po' tu!

Bruno

utente anonimo
Scritto il 14 luglio 2011 at 17:59

Ancora una volta Chapeau per il Cuculo; Compasso sono sicuro che se per assurdo l'italia va in default come auspichi per ridare i " valori" ai suoi cittadini tu ti salvi perche' sei pieno di strategie offshore (si scrive cosi ?) come peraltro gia' affermato dal Cuculo ma per favore……..
Claudio

Scritto il 14 luglio 2011 at 20:56

Per Il Compasso ricambio il saluto.
No purtroppo non faccio il manager in una struttura pubblica ma lavoro nel settore edile. Sicuramente in confronto agli anni passati sia i ristoranti che gli alberghi hanno subito un calo negli affari ma nei festivi lavorano ancora bene. Quando arriverà la crisi, quella vera, probabilmente in molti dovranno chiudere completamente !!!!!

Il Cuculo69 nel #17 ha ragione e non è possibile continuare ancora per molto con i sprechi dello stato.
Ma dopo aver fatto "pulizia" nel settore statale cosa faranno o come vivranno quelle persone e quelle famiglie ??? Si dovranno per caso arrangiare ???
E da diversi anni che in questo blog (anche se da molto non lo ripeto) scrivo che è ingiusto e INUMANO dare un REDDITO solo a qualcuno e chiedo che ci sia un REDDITO PER TUTTI o di cittadinanza e che sia fatto con denaro non a DEBITO.

Per finire il commento voglio aggiungere qualcosa riguardo il debito pubblico o privato, in qualsiasi caso è matematicamente certo che è impagabile per il semplice fatto che il denaro per ripagarlo non esiste e non è stato creato (stampato). Alla fine qualcuno dovrà perdere tutto quello che hà perchè non troverà in nessun modo il denaro mancante; quindi pensateci bene prima di fare debiti che non potrete mai ripagare………..lo stato…..gli stati se vogliono potrebbero risolvere il problema !!!!!

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 15 luglio 2011 at 01:32

 Sono davvero felice di notare come tutti gli interventi fin qui scritti sono interessanti. Ognuno ha detto qualcosa di positivo e qualcosa di vero. La meritocrazia, l'articolo di Andrea che fotografa perfettamente la situazione, il default auspicabile (o no secondo i pareri) per riscoprire certi valori etc etc.

Per quanto mi riguarda posso aggiungere che inutile parlare dei politici se non facciamo qualcosa di concreto per impedirgli di essere così vergognosamente scandalosi incoerenti truffatori etc etc. Una cosa però voglio dirla sulla politica e cioè che se c’è stato un cambiamento tra prima e seconda repubblica è che prima avevano per lo meno un minimo di buon gusto e di limite di decenza. Ora abbiamo perso ogni possibile limite a cosa possa fare un politico e la cosa che più mi rattrista è che non ce ne meravigliamo più (anche se poi mi direte che in fondo non potremmo fare nulla – bhè guardiamo cosa è successo in Inghilterra recentemente con Mardoch e gli sponsor che in un battibaleno gli hanno girato le spalle e in pratica gli hanno costretto a far chiudere un giornale di ben 150 anni di storia ).

Ma siamo proprio sicuri che l'italiano medio non sia rappresentato proprio da questi politici? Siamo proprio sicuri che Il Berlusca della situazione (ora non sarebbe neanche il caso di parlarne, è come sparare sulla croce rossa! ) non sia stato eletto da una parte di popolazione che vedeva in lui una speranza di cambiamento ma dall’altra parte l’italia che vuole essere come lui, cioè successo, soldi etc etc (come se fosse facile se non hai spalle ben coperte politicamente e non solo e soprattutto una notevole dose di sfacciataggine) o più semplicemente perchè ha pensato che se lui fa i suoi interessi lascerà farci fare i nostri?
 
 Riflettete sulla vita di tutti i giorni di come già alla fila c'e' quello che per sopravanzare ne prova di tutti i colori, oppure delle raccomandazioni per il lavoro (che ora non c'è più) o dei cittadini  che con arroganza pretendono la casa dal comune gratis (solitamente qui da noi vanno a finire a galeotti agli arresti domiciliari – che per come la vedo io non sono sfortunati della vita, sono semplicemente persone che hanno fatto la scelta e come tale ne paghi le conseguenze – no che debbo pagarti casa),  tutto  del mondo delle escort che vive in un mondo parallelo vissuto grazie a 4 babbei danarosi che non sanno cosa significa guadagnare con sacrificio  e soprattutto spendere con parsimonia (anche se credo che in realtà sia sempre esistito). Badate bene che le escort sono un fenomeno sottovalutato ma tante ragazze si regalano per poco pur di vestire firmate o pur di fare la bella vita. Anzi, ne vanno quasi fiere di appartenere a un certo giro perché ormai è normale. Negli ultimi 25 30 anni le politiche del clientelismo (complici un sistema di capitalismo travestito da Berlusconia – che non è assolutamente l'unico responsabile) hanno  creato un'italia che non sa più l'origine delle cose e che ha reso gli onesti e chi ha qualcosa da perdere alla mercè dei disonesti  e dei delinquenti.
 
Come dice Andrea, se organizzati, noi potremmo vivere solo di 3  – 4 cose (dal turismo alle energie alternative alle scoperte visti i cervelli che se ne vanno e che sono luminari all'estero).

Gli onesti, i bravi ragazzi la bella gioventù c'è, però è silente perchè non da notizia e noi siamo circondati da mass media che (appositamente) devono angosciare e dare la notizia che se fa 33 gradi a luglio è allarme protezione civile o se piove 3 giorni è allarme diluvio. Viviamo un mondo folle in cui troppe  poche persone si accorgono di questo e anche se fossero molte non hanno poi  strumenti per potersi far sentire.

Da molto nella mia città sto ragionando per come (a livello locale poter fare qualcosa (politicamente, dando idee progetti etc etc) ma quando poi vedi che alla fine la gente vuole solo il tornaconto personale, bhe allora lì ti chiedi perchè dovresti farlo. Per una questione di principio in primis ma prima occorre una rivoluzione culturale in cui quei valori da voi detti e quelle riscoperte dell'uomo dovranno per forza avvenire come d'incanto ma conseguenza di un evento traumatico, di un reset che azzeri tutto (con la speranza però che anche in quella circostanza i delinquenti o i furbi – come spesso accade – trovino le loro vie di uscita ancora a scapito degli onesti).

Per quanto riguarda l’economia sarebbe non difficile redistribuire il reddito; il problema è che chi deve spartirlo possiede anche i mezzi per controllare le masse e fin quando queste non saranno toccate in maniera pesante (cosa che sta avvenendo giorno per giorno – l’ultima manovra modificata è la scandalosa prova) non vi saranno rivolte di popolo.
 
Mi son sempre chiesto ma perché lo stato non può essere efficiente? Perché per avere efficienza occorre privatizzare (o monopolizzare come in Italia? )
 
Uno stato efficiente potrebbe far pagare di più i servizi ma se sono ok tutti vi si rivolgerebbero perché l’efficienza costerebbe di meno in termini di tempo e quindi di soluzione di problemi quindi anche di risparmio reale.
 
Da prima che in Germania creassero la grande coalizione pensavo che fosse giusto in Italia una nuova fase costituente (usavo esattamente quelle parole che oggi sono sulla bocca di tutti) con pochi progetti di rilancio a tempo (penso circa 10 anni). Nel frattempo semplificare davvero e spazzare via la burocrazia con internet al centro per quanto riguarda la trasparenza e ogni tipo di informazione che il cittadino volesse avere per controllare.
 
                Vi faccio un esempio. I trasporti – perché è aumentato in maniera esponenziale il traffico presso le nostre strade? A parte l’aumento dei consumi, della velocità nelle consegne etc etc ma se non fosse per meri e puerili interessi di parte (camion, gasolio, autostrade e tutto l’indotto che ci si regge) non credete più facile assumere i padroncini (che oggi sono strangolati dalle tasse e da questi prezzi del gasolio facendo loro malgrado gli interessi delle grandi aziende di trasporti) in un ente statale (assurdo che in un periodo di crisi di debito faccia questo ragionamento vero? ) che sia profittevole in breve tempo. Si dovrebbe fare una manovra enorme per gli investimenti nella rete ferroviaria   e nella logistica di spostamento veloce ma quello sarebbe anche redistribuzione certa (e ovviamente senza appalti truccati, tempi lunghi etc.) . Spenderemmo dei soldi ma sappiamo che davanti c’è un progetto per la nazione non per arricchire con la privatizzazione il Sig. Montezemolo che vuole fare il salvatore della  patria da una parte e dall’altra fa concorrenza alle ferrovie sulla nostra rete ferroviaria. Ma stiamo scherzando? E non pensiate minimamente che questo tipo di concorrenza crei vantaggi; lo abbiamo visto con le autostrade (per non parlare della telefonia di cui scrissi tempo fa sempre qui  – migliaia di licenziamenti perché la telefonata deve costare poco. Per me la telefonata al cellulare dovrebbe costare molto perché  è un signor servizio , una comodità incredibile e come tale va pagata. Quante volte telefoniamo magari inutilmente o prolunghiamo la telefonata perché c’e’ la tariffa X o Y? Iniziamo a dare valore giusto alle cose e l’economia ripartirà. La liberalizzazione va fatta a patto di mettere prima ben in chiaro delle condizioni minime di sostenibilità e di garanzie per il sociale).
 
                Io che lavoro nell’autonomo sto ragionando come un comunista vecchio stampo? Forse o forse no. Non esiste mai una visione ma un insieme di visioni che creano il panorama.
 
Un saluto particolare di stima affetto e amicizia ad Andrea che seguo da sempre e dal quale ho ancora molto da imparare in fatto di saggezza, moderazione ed umiltà.
 
                Caro capitano è probabile nei prossimi giorni una sorpresa ma te la comunicherò a tempo debito :D eheheh
 

utente anonimo
Scritto il 15 luglio 2011 at 01:46

Segue  al post 23

Ops mi è rimasta l'ultima frase nella penna :D
 Un saluto a voi tutti che fate di questo veliero un raro esempio di civiltà e di teste ben pensanti.
 
PG

Scritto il 15 luglio 2011 at 04:55

E’ un piacere essere qui Grande PG e grandi Voi tutti che avete dentro il fuoco della Responsabilita’ e del Bene Comune. Stiamo seminando non dimenticatelo, stiamo seminando! Abbraccio Andrea

Scritto il 15 luglio 2011 at 07:34

Cos'è la demagogia…si mangia forse!?

Scherzi a parte, mi spiace che Tu #14 la pensa così…quanti di noi conosci o hai conosciuto personalmente?..Desumo nessuno…

Ebbene è proprio vero l'esatto contrario….

a parte chi "bazzica" per professione il mondo della finanza, che ha comunque, se vuole, la grande responsabilità di provare a modificare le cose dal di dentro, per il resto c'è molta gente "comune", come me..
che per troppo tempo, davvero troppo, con testa bassa e il paraocchi, delegando incondizionatamente, come "muli da soma", ha pensato  solo a lavorare, senza criticare…ed è stato un grave errore…gravissimo…ora se posso, se riesco, se sono in grado, se non lo sono, faccio in modo di esserlo, ci Voglio mettere "naso"…ho sempre risposto, e rispondo sempre di ciò che faccio, è ora che ciò accada a Tutti i livelli dico Tutti, nessuno escluso…nessuno…
se questa per Te  è demagogia…scusa ma c'è ben altro di fondo, che non funziona…

Buon vento marinai!!

Capitanoooo
PG Un grande abbraccio, ma fatti sentire più spesso…

si IlCuculo chapeau!!!

utente anonimo
Scritto il 15 luglio 2011 at 09:10

Ricordo a tutti che la politica non è il luogo dei sogni, quello in cui si realizzano tutte le proprie idee.

E' il luogo del possibile, di quello che si può fare avendo con sè il 50% della popolazione. Se poi uno dice che la politica non serve a niente, può passare all'indifferenza o alla lotta armata o spingere per la rivoluzione.

Io rifuggo dai nuovi "antipolitici" alla Grillo, penso che al momento ci sono due schieramenti che si confrontano, e con quelli faccio i conti.

E non ci penso neanche lontanamente a dire "chiunque vinca non cambia niente".
A me sembrano cose ovvie, ma nei blog di finanza il messaggio che va per la maggiore è : con la politica non si risolve niente, uno o l'altro è la stessa cosa ecc. ecc. ecc.
Yabadaba

Scritto il 15 luglio 2011 at 10:37

 Secondo me Yabadaba c’è un grande equivoco di fondo.
 
 sul Tuo
“Ricordo a tutti che la politica non è il luogo dei sogni, quello in cui si realizzano tutte le proprie idee.” Nulla da eccepire, è sempre ben chiaro ma ripetere giova,(guarda comunque, contro il Tuo scetticismo, che l’immaginazione svolge sempre un grande ruolo nell’azione umana…ma ciascuno è libero di credere ciò che vuole) ci sarebbe da chiarire il concetto di Politica, ma volutamente ora mi astengo..

E' il luogo del possibile, di quello che si può fare(qui storgo il naso, si può… si dovrebbe..si fa..mhhhh)  avendo con sè il 50% della popolazione. (vorrei sentirli uno a uno questa percentuale)
 
Se poi uno dice che la politica non serve a niente (ma prima devi chiarirmi cos’è la politica..quale politica? ma se la riduci unicamente al luogo del posssibile con il 50% della popolazione…mi fermo qui)può passare all'indifferenza o alla lotta armata o spingere per la rivoluzione.(non sono per gli estremismi, ma c’è una terza via…a cui tu accenni dopo)

Io rifuggo dai nuovi "antipolitici" alla Grillo,(nulla da eccepire, mi viene da pensare che probilmente mi hai classificato nel gruppo…ma…vedi Tu)  penso che al momento ci sono due schieramenti che si confrontano, e con quelli faccio i conti.(già i conti ce li fanno loro, ti confronti o subisci/subiamo?) (tutti quotidinamente “ci facciamo i conti” e aggiungo drovremmo confrontarci, e non subire… lo facciamo??? Temo che per una miriade di motivi, non sia cosi…)

E non ci penso neanche lontanamente a dire "chiunque vinca non cambia niente".
(Il fatto che tu non lo dica non cambia in sostanza cio che è…
stiamo tutti aspettando, nei fatti di essere smentiti, perché purtroppo al momento mi sembra proprio così…sarei ben felice di cambiare idea)

A me sembrano cose ovvie,(mai dare nulla per scontato)
ma nei blog di finanza il messaggio che va per la maggiore è : con la politica non si risolve niente, uno o l'altro è la stessa cosa ecc. ecc. ecc.(può darsi..io leggo dell’altro… ma di fatto non c’è Politica, questa rimane per ora la mia opinione e comprendo sempre di più la volontà di Andrea di non addentrarsi sull’argomento.)

Buon vento marinai!
 
 
P.s bene confrontiamoci con gli schieramenti…
Scusate signori avete tagliato i costi? E i vostri costi???
e…l?opposizione dov'è???
Vorrei vederli…auto blu, porta borse, soggiorni  strapagati in hotel, un tre stelle va bene si fa “politica “anche da li…poi tasserei  e la inserirei negli oneri deducibili, anche la prostituzione(e non scherzo) visto che se ne è parlato anche a Trento…e tassiamola una buona volta questa “benedetta” prostituzione…così per iniziare, la lista potrebbe  continuare…se tutti devono fare sacrifici…che siano sacrifici per tutti  nessuno escluso, questo non è un sogno, ma forse visto l’andazzo temo proprio di si!

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