IL PROFETA BAUMAN E LA MORALITA' MERCIFICATA!

Scritto il alle 19:50 da icebergfinanza

   

Credo che oggi nella prima pagina del suo ADIGE Paolo Ghezzi non avrebbe potuto raccontare meglio di quanto ha fatto la lezione del professor Zygmunt Bauman il sociologo che ha coniato il concetto della modernità liquida condensandola nell'immenso bisogno che la nostra società, i nostri giovani hanno di risvegliarsi e ribellarsi alla moderna dittatura della moralità mercificata! Grazie Paolo della splendida sintesi!

Saviano nel 2010, Bauman nel 2011. Il «risvegliatevi!» del grande vecchio anglo-polacco contro la dittatura del consumismo, dopo il «ribellatevi!» del giovane autore di «Gomorra» contro la dittatura delle mafie.

Due profeti di seguito, nelle poltrone nere sul palco dell’auditorium.

È paradossale ma forse dice qualcosa anche sulla crisi della scienza della domanda e dell’offerta, delle libertà e dei vincoli, che il Festival dell’economia si sia chiuso, anche quest’anno, con un non-economista come Bauman.

Un sociologo-filosofo, dopo uno scrittore-testimone: e un’altra coda infinita per «esserci», ad ascoltarli (i maxischermi non bastano…), perché i profeti bisogna vederli in faccia, e fissarli nella memoria, perché aiutano a ricominciare la vita di tutti i giorni (l’economia, difficile, di tutti i giorni) con un supplemento di indignazione e utopia.
 

Con la sua denuncia della morale trasformata in merce dal consumismo, Bau-star ha assolto al compito profetico, mettendoci di fronte al bivio: lasciare che il pianeta esploda nel mito della crescita infinita, o progettare un altro futuro.
 

Il Bauman-pensiero(…) è prezioso perché ci aiuta a fotografare l’assurda «normalità» dei nostri comportamenti di «Homo consumens» («Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi», era l’eloquente sottotitolo del libro pubblicato da Erickson).
 

Il limite è a un passo. «L’economia consumistica non contempla il rallentamento, presuppone risorse infinite (che non ci sono). Il picco della produzione di petrolio è stato toccato nel 2006, da allora è cominciato il calo mentre le nuove potenze economiche hanno fame crescente di energia.

Ci vorrebbero 5 pianeti se tutti consumassero come noi». Ci sono limiti ecologici fuori dal nostro controllo. Possiamo sbattere contro il muro, «o pensare ai nostri figli e nipoti, e risvegliarci».
 

L’insopportabile diseguaglianza. Entro il 2020 i prezzi degli alimenti raddoppieranno. Ci sono già delle rivolte basate sulla scarsità di cibo, cose che pensavamo appartenessero al passato.

Pionieri del pensiero come Cartesio, Bacone o Hegel guardavano con preoccupazione a un mondo dove c’era una parte della popolazione il doppio più ricca dell’altra. Oggi diventerebbero rossi di vergogna a sapere che il Paese più ricco, il Qatar, lo è 428 volte il più povero, lo Zimbabwe. E che il 20% più ricco dell’umanità detiene il 74% della ricchezza mondiale, mentre il 20% più povero dispone solo del 2%». Un baratro che ha cominciato ad approfondirsi 30-40 anni fa.
 

Panico da pil calante.
 

«Quando il pil cala non viene messa a rischio la sopravvivenza alimentare, ma scoppia il panico: perché la politica non si occupa della distribuzione, di quante fette fare della pagnotta, ma è tutta proiettata sull’aumento indefinito delle dimensioni della pagnotta, come se acqua e frumento fossero beni illimitati».
 

Non di sola avidità.
 

Due autori da leggere: l’inglese Tim Jackson autore di «Prosperità senza crescita», 2009, che contro la dittatura del pil invita a riscoprire le relazioni nelle famiglie, nei quartieri, nelle comunità; e l’americana Elinor Ostrom, premio Nobel per l’economia 2009, che – studiando la governance dei beni comuni in zone simili al Trentino – scopre che Adam Smith aveva torto.

«Non è l’avidità di guadagno del panettiere che ci assicura che troveremo il pane in negozio anche domattina. Ci sono motori diversi per le nostre azioni, attività che non consumano energia e non producono rifiuti: la ricompensa dei produttori dei servizi immateriali, come prendersi cura degli altri, è il rispetto e l’affetto della comunità».
 

La miopia dei politici.
 

«La maggior parte delle politiche va esattamente nella direzione opposta, non si sottraggono alla legge del pil crescente. I politici non guardano al di là della prossima scadenza elettorale».
 

Tutti ci sentiamo in colpa.
 

«Credo che tutti noi qui in sala ci sentiamo in colpa perché non riusciamo a trascorrere abbastanza tempo con i nostri cari. 20 anni fa il 60% delle famiglie americane si ritrovava attorno allo stesso tavolo per cenare. 20 anni dopo, solo il 20%. Gli altri si rinchiudono nelle loro stanze, con i loro laptop. E chi viene a tavola parla con i lontani al cellulare, invece che ai suoi vicini».
 

Tranquillanti morali.
 

«Abbiamo sulle spalle il pesante fardello dei nostri obblighi morali, del nostro naturale impulso ad occuparci degli altri, e cerchiamo di sgravarcene con i tranquillanti morali offerti dai negozi, dai supermercati. Con i regali».
 

Magari, in Nuova Zelanda…
 

E se qualcuno si sentisse schiacciato dai sensi di colpa e non troppo sicuro di avere la forza morale di reagire ai ricatti della morale mercificata e della pil-dipendenza, Bauman il profeta apre uno spiraglio: «La presa del palazzo d’inverno a Pietroburgo, nel 1917, finì a pagina 10 del Times. Ecco, magari mentre siamo qui a Trento che parliamo, da qualche parte, in Nuova Zelanda, sta cominciando una rivoluzione della vita e ancora non lo sappiamo».
 

      Non sono più tempi di utopie forti. Ma questa chiamatela, se volete, una piccola, baumaniana speranza.

Ma andiamo oltre perchè questo è il tempo della riflessione…
 

      Bauman ha fotografato cosi la nostra quotidianità di consumatori: «Se oggi usciamo senza cellulari ci sentiamo nudi, come se avessimo dimenticato a casa i pantaloni. E, a causa dell’onnipresenza del cellulare, il confine fra il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato alla famiglia non esiste quasi più. Siamo sempre al lavoro, abbiamo l’ufficio sempre in tasca, non abbiamo scuse. Dobbiamo lavorare a tempo pieno. E più si sale nella scala gerarchica meno         tempo per sé si ha.

Si è sempre in servizio». «Al tempo stesso disimpariamo altre abilità “primarie”. Ad esempio a riconoscere il dolore, il dolore morale, che è molto importante, perché è un sintomo, ci aiuta a riconoscere la fragilità dei legami umani. Improvvisamente abbiamo persone che hanno migliaia di amici in internet; ma in passato dicevamo che gli amici si vedono nel momento del bisogno, e questo non è esattamente il caso degli amici del web».

«Negli economisti classici – Mills, Ricardo – c’era la convinzione che alla fine dell’industrializzazione si avrebbe avuto un’economia stabile, in equilibrio, avendo soddisfatti i bisogni. Poi si è presa una strada diversa. Si è inventato il cliente. Si è capito che i beni non hanno solo un valore d’uso, ma anche un valore simbolico, sono status symbol. Non si acquista più un bene perché serve, ma perché lo si desidera, e anche per suscitare invidia negli altri».     

      Nell'intervista con Bauman poi Paolo esplora altri orizzonti, gli orizzonti del rapporto tra sesso e potere con riferimento alle vicende italiane, gli orizzonti della mercificazione del corpo, esplorando i lati positivi e negativi di  Facebook e dell'interregnum nel quale trascorro i nostri giorni nell'incertezza più assoluta…

Ma questa  questa è un'altra puntata che la storia sta nuovamente scrivendo!

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9 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2011 at 20:37

Un piccolo commento su Baumann, quando era in Polonia fu accusato di essere un anticomunista, per le sue critiche razionali al sistema, quando poi fu negli Stati Uniti, sempre per le sue critiche, essere obiettivi a molti non piace, fu accusato di essere filocomunista…per cui invitato a lasciare il paese.
Che dire forse la ragione fa sempre paura in ogni sistema.
Saluti
Max

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2011 at 21:22

L'intervento è piaciuto molto anche a me…
Di contro con Valentina e Fabio, abbiamo assistito alla conferenza di Philippe Aghion, professore all'università di Harvard, ed un elenco infinito di qualifiche ed incarichi, una vera autorità.
Ebbene, mi ha colpito, come si esprimeva, velocissimo, senza attese, super efficiente, intuiva la domanda e la rispondeva, un ansia da performance…ed il tema su come dovrebbero cambiare gli stati in funzione dei mercati…esattamente l'opposto…PIL, crescita, riduzione del debito…sono uscito con un po' di ansia…non  potrebbe starci anche una via di mezzo?
Marcoe

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2011 at 22:56

http://bit.ly/jpiDq7

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2011 at 22:56

http://bit.ly/jpiDq7

utente anonimo
Scritto il 7 giugno 2011 at 00:26

… magari il Capitano non ha indovinato l'esatto inizio della primavera , come qualcuno lo accusava alcuni giorni orsono , chissà se adesso cominciano ad inalare il profumo delle onde , che si schiantano contro gli scogli… rinnovo l'invito a prendere le poche scialuppe rimaste… o a costruirsi una zattera….

complimenti Capitano ,  veramente complimenti

                                     FIORENTINO DISPETTOSO

utente anonimo
Scritto il 7 giugno 2011 at 01:18

Sotto terra non si puo' andare ,sarebbe la fine per tutti.Nei prossimi sei mesi  i nostri cugini statunitensi godranno di una ripresa sostanziale
che sprigionera' una attiva fiducia di cambiamento non superlativa ma migliore di quella europea.Sono fiducioso ,comunque in alternativa  nel mio piccolo faro' di tutto per non vendere  la mia collina di 15 ettari con sorgente e legname in abbondanza oggi stracolma  in quanto nessuno ci vuole andare perche' sono tutti diplomati  e intelligenti .Il mio antenato in questa collina  ha cresciuto 9 figli  tutti ancora viventi ,il piu' giovane mio padre ha 86 anni e gode di ottima salute da fare invidia al sottoscritto.Il mio antenato non  conosceva il supermercato e i grandi magazzini con il loro stress, sapeva benissimo  il suo lavoro di agricoltore  e di vita crescendo i figli   con una alimentazione   sana  che porta tanta salute.Mi auguro  che in futuro qualcuno capisca e faccia dietro front.

Scritto il 7 giugno 2011 at 19:34

Si Marcoe…Aghion è un iper…iper…ipercinetico…se non fosse stato così, senza voler offendere nessuno, l’intervento risultava un po’ “soporifero”, non credi!

Si, cercare il giusto equilibrio, ma qual è il giusto equilibrio!? Pensa che interesse evrebbe un confronto tra Aghion e Baumann!!

Mi sono piaciuti gli interventi di Rampini, e Tu lo sai…un uomo pratico, concreto, come Lui stesso si definisce “un nomade della globalizzazione”, che “gira”, Conosce, Vive il Mondo..ed è ciò che manca: manca  la concretezza e la Conoscenza profonda, vissuta…ma anche fedelmente raccontata, di realtà diverse dalle nostre…L’informazione, siamo tutti d’accordo, è assodato, ma mai abbastanza, non è quella che abbiamo…e dobbiamo, sottolineo dobbiamo esigere un’informazione diversa, assai diversa…
 
L’informazione che  è “cosa” ben diversa  dalla Conoscenza; solo la conoscenza ti può portare a scegliere liberamente…ma poi…siamo davvero liberi? In questa frase ho toccato alcuni temi affrontati al festival, gli spunti  forse c’erano Capitano, pochi o tanti ora, non saprei dirlo, non cos’i immediati, certo è, che necessitiamo tutti di uno sforzo successivo, vanno ora assimilati rielabrati e non subiti…il bello viene ora…
Mi permetto di segnalarti/Vi anche l’intervento di Legresti, i soldi in testa.  Benedetti/maledetti  soldi da non denomizzare, perché tutto parte da li, perché  è anche dalla loro gestione, che si vede ciò che siamo.
 
Non è mia intenzione smitizzare Baumann,(benchè ne condivida i contenuti e ne abbia acquistato due libri) ma uno degli interventi migliori, per il mio modo di pensare, è stato quello di Leonardo Becchetti e Luca De Biase: Consumatori davvero liberi di scegliere? (che Vi invito ad ascoltare sul sito del Festival), dove ho ritrovato quella Concretezza, Consapevolezza e Conoscenza della Realtà, quale Realmente è, che tanto necessitiamo.

Ma di fatto cosa Vogliamo?

Buon vento!
Valentina

utente anonimo
Scritto il 18 giugno 2011 at 16:03

Chiedo se possibile applicare un tasto "STAMPA" articolo in modo da poterlo leggere con comodo sulla carta…

Scritto il 18 giugno 2011 at 17:29

Purtroppo Splinder non e’ in grado di assicurare il servizio mi dispiace. Andrea

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