MANIPOLAZIONE SISTEMICA!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

 

Nel mese di dicembre in un post dal titolo Manipolazione delle verità! ho scritto che  secondo il New York Times, alcuni membri repubblicani della commissione di indagine sulla crisi finanziaria intendevano anticipare la relazione finale incolpando principalmente le due agenzie governative Freddie Mac e Fannie Mae e udite, udite  il CRA ovvero Community reinvestment act 
 

Sul mio libro ho scritto inoltre che … le radici della crisi risalgono al 1977, quando il presidente Carter firmò il Community reinvestment act, in sigla Cra. Il Cra fu meritoriamente voluto e approvato per cercare di eliminare le discriminazioni, legate al reddito o a ragioni razziali, che spesso sorgevano nella concessione del credito. Negli Stati Uniti la parola redlining indica quella pratica che consiste nel negare servizi finanziari e assicurativi, posti di lavoro o cure sanitarie, agli appartenenti ad alcune comunità etniche (neri, ispanici), o comunque a persone con un basso reddito. Questa praticadiscriminatoria nasce sostanzialmente durante la Grande Depressione, quando la Federal Home Loan Bank Board chiede alla neonata agenzia governativa Home Owners’ Loan Corporation (organismo nato dal New Deal diFranklin D. Roosevelt, allo scopo di evitare i pignoramenti tramite un rifinanziamento dei mutui) di tracciare in circa240 città americane delle mappe residenziali per indicare il livello di sicurezza di un investimento immobiliare. I principali responsabili della crisi sono oggi tentati di utilizzare le legge voluta da Carter come capro espiatorio,ma non c’è dubbio che essa nacque da buone e condivisibili intenzioni…
    
       Quindi puntuali come degli orologi svizzeri, alcuni illuminati repubblicani non sono solo tentati di incolpare l’aria, ma stanno cercando di cambiare il corso della storia, riscrivendo le origini della crisi ad immagine e somiglianza cercando di cancellare in qualunque maniera le responsabilità delle grandi banche americane, maggiori finanziatrici di un manipolo di politici professionisti che dimostrano di essere non solo un gruppo di idioti ma anche consapevolmente conniventi in quanto è accaduto.
   
Ma il coraggio di cancellare la verità e la storia secondo quanto riportato dall’Huffington Post si spinge sino al voto a favore della cancellazione nelle relazione finale dei riferimenti a Wall Street, ad un sistema bancario ombra, oscurando le dinamiche di interconnessione e deregulation che hanno dato origine a questa crisi.
 
Non basta un gruppo di esaltati accademici che continua a vivere nel mondo delle meraviglie delle aspettative razionali violentando quotidianamente un numero imprecisato di poveri studenti costretti a sentire e studiare  idiozie su idiozie, non basta un gruppo di ideologi parassiti affetti spesso da dissonanze cognitive che ci racconta che la deregulation non ha alcuna colpa in riferimento alla crisi, ma ora abbiamo anche un gruppo di manipolatori politici professionisti, come non mancano anche dalle nostre parti, che si oppone all’evidenza di una realtà incontrovertibile.

Ora anche Simon Johson, su ProjectSyndacate in " Sono i poveri la causa della crisi" cerca di smontare questa demenziale assurdità che un gruppo di parassiti politici  cerca di mettere in giro, riscrivendo la storia.

   WASHINGTON – Gli Stati Uniti continuano ad essere lacerati da un acceso dibattito sulle cause della crisi finanziaria del 2007-2009. E’ il governo ad avere la colpa per ciò che è successo, e se sì, in che modo? 

A dicembre la minoranza repubblicana facente parte della Commissione di Inchiesta sulla Crisi Finanziaria (Financial Crisis Inquiry Commission – FCIC) ha espresso la sua posizione con argomentazioni preventivamente dissenzienti. Secondo questo gruppo, le politiche incaute portate avanti dal governo, con l’obiettivo di aumentare il numero di proprietari di immobili tra le persone relativamente povere, hanno spinto troppe persone ad accendere mutui subprime che non potevano permettersi.

Quest’argomento può potenzialmente attirare un grande sostegno, in particolar modo nella Camera dei Rappresentanti controllata dai repubblicani e nel periodo precedente alle elezioni presidenziali del 2012. Ma se da un lato i repubblicani sanno utilizzare un’ottima dialettica, hanno, dall’altro lato, sufficienti prove a sostegno delle loro dichiarazioni? E negli Stati Uniti sono davvero i poveri i responsabili della più grave crisi globale verificatasi da più di una generazione?    


Se qualcuno crede che questa questione non abbia alcun collegamento con la crisi e quindi con la dinamica della iniqua distribuzione dei redditi si sbaglia di grosso!

Ascoltate ora alcuni pezzi che ho selezionato dalla lettera  di Simon Johson che vi consiglio di leggere interamente …

gli studi svolti da Larry Bartels presso la Princeton University, indicano che negli ultimi 50 anni quasi tutta l’élite politica statunitense ha smesso di condividere le preferenze degli elettori con reddito medio-basso. Le prospettive dei funzionari in carica sono diventate molto più simili a quelle di coloro che si trovano in cima alla distribuzione del reddito. 
 (…) Ci sono varie teorie che spiegano questo spostamento. Nel nostro libro 13 Bankers (13 banchieri n.d.t.) James Kwak ed io abbiamo evidenziato una combinazione tra il ruolo crescente dei contributi alle campagne, la sindrome della porta girevole tra Washington e Wall Street e, soprattutto, lo spostamento ideologico verso la prospettiva secondo cui la finanza è positiva, maggiori sono le operazioni finanziarie e meglio è, e una finanza senza regole è la cosa migliore in assoluto. Esiste un corollario preciso: la voce e gli interessi delle persone relativamente povere contano molto poco per la politica americana.

La valutazione derivata dalle recenti ricerche di Acemoglu sulle attività di lobbying ha indicato che alcune parti del settore privato miravano ad un rilassamento delle regole finanziarie ed hanno lavorato sodo e speso grosse cifre per ottenere questo risultato. Lo slancio nei confronti di un grande mercato subprime è nato all’interno del settore privato e l’”innovazione” che ne è derivata è stata portata avanti dai grandi prestatori di mutui come Countrywide, Ameriquest e molti altri, sostenuti dalle grandi banche di investimento. In termini espliciti, sono stati alcuni tra i più importanti attori di Wall Street, e non i proprietari immobiliari sovraindebitati, a ricevere i generosi pacchetti di aiuto dal governo subito dopo la crisi.

La seconda domanda che si pone Acemoglu è se ci siano delle prove a dimostrazione del fatto che la distribuzione del reddito negli Stati Uniti è peggiorata negli ultimi anni ’90, portando i politici ad allentare le regole dei prestiti alle persone che “rimanevano indietro”. (…) I repubblicani della FCIC hanno ragione a colpevolizzare prima di tutti il governo. Ma ciò che è successo non è stato comunque dovuto ad una sovraregolamentazione oppure a sovrasforzi. Al contrario, 30 anni di deregolamentazione finanziaria, resi possibile grazie alla cattura delle menti e dei cuori dei regolatori e dei politici di entrambe gli schieramenti, hanno fatto che in modo che quasi tutti gli elementi positivi del boom immobiliare siano arrivati nelle mani di un élite limitata del settore privato, gran parte operante in Wall Street. Gli aspetti negativi sono invece ricaduti sul resto della società, in particolar modo sui sottoculturati e i sottopagati, che hanno ora perso le loro case, i loro lavori, la speranza per i loro figli, o tutti questi elementi insieme.

Queste persone non sono state la causa della crisi, ma ne stanno pagando le conseguenze.

Ecco perchè la finanza, la turbo finanza, la finanza demenziale che ha caratterizzato gli anni della deregulation,  ha sequestrato la vita sociale delle comunità, comunità che spesso e volentieri come dice la storia pagano il prezzo e le conseguenze determinate da un gruppo di esaltati che oggi vorrebbero riscrivere la storia.

Icebergfinanza va oltre i dati macroeconomici e finanziari scende in profondità esplorando anche la crisi antropologica con articoli sempre più mirati ad una maggiore consapevolezza, mentre tutto intorno il mondo esplora la stanza da letto del presidente.

Quanto tempo ancora manca ad una rivoluzione delle coscienze! Chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo!

Ma di questa e altre questioni ne abbiamo parlato in …   NO MAN'S OCEAN 2011    " una sintesi in preparazione dei possibili e probabili cigni neri in volo sull'oceano di nessuno, che caratterizzeranno il nuovo anno oltre ad una approfondita analisi sul mercato obbligazionario, dedicata a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere LIBERAMENTE il nostro viaggio. L'analisi verrà inviata sabato nel pomeriggio anche a coloro che hanno acquistato il libro.   

 
 

Dedicat 


  
        

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16 commenti Commenta
Scritto il 20 gennaio 2011 at 16:34

Visto che a nessuno interessa discutere di cose troppo impegnative come la manipolazione della realtà diamo un’occhiata alle frivolezze della giornata….Come scrissi due giorni fa….Come ho scritto in NO MAN’S OCEAN 2011 prima che qualche candida anima abbia un sussulto di speranza rispetto ai prossimi dati sul mercato immobiliare che verranno pubblicati, è importante comprendere che la loro positività sarà in gran parte frutto di fattori stagionali decisamente temporanei….un +12,3 % nella vendita di case esistenti sul quale qualcuno costruirà le sue fantasie come sui permessi di ieri ma come avevo scritto nessuna sorpresa ordinaria amministrazione! Andrea

utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2011 at 18:46

ma ti chiedo… se l’ economia è ormai in mano a poche multinazionali, e la capacità di spesa è legata ad una fetta sempre più bassa della popolazione mondiale…come si fa a vendere prodotti e servizi? a chi con quali soldi…non arriverà il momento se vogliono campare anche loro…di ridistribuire in qualche modo la ricchezza?

(ANSA) – LONDRA, 20 GEN – Il complesso residenziale piu’ lussuoso e caro al mondo ha oggi aperto ufficialmente i battenti. Si chiama One Hyde Park, si trova a Londra, nell’esclusivo quartiere di Knightsbridge, a due passi da Harrods, e consta di 86 appartamenti. I prezzi partono da 6,5 milioni di sterline (7,7 milioni di euro) per un semplice bilocale. Se invece si punta in alto, a uno dei superattici extra-lusso, bisogna sborsare 140 milioni di sterline – ovvero 166 milioni di euro.

mi sa che è possibile un ritorno a famiglie “nobili” nel mondo dove se ti va bene fai parte della corte…altrimenti sei uno schiavo “badante” del sistema
Marcoe

utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2011 at 19:04

A Milano in zona viale Corsica condominio nuovo in vendita a circa € 7.000/mq.

Non è zona di lusso, impiegati commercianti funzionari di banca…
è un condominio normalissimo senza parchi , vista panoramica, servizi particolari.

non è certo per Nobili ma le persone normali non se lo possono permettere, neanche con un mutuo 40ennale.

Magari per amiche di Berlusconi, ma Berlusconi quante amiche ha? 

utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2011 at 19:07

oggi la messaggistica non va….

Scritto il 21 gennaio 2011 at 01:41

ma la gente perchè continua a comprare a tutto a qualsiasi prezzo?  non ha cervello?  coa ha in testa, pigne?  mi sà molto di meno.  

capitan mazzalai scrisse mesi fà che l'inflazione, perchè di quello si parlava allora, dicevo, l'inflazione la fà la gente.  e ha ragione al 100%.  

la gente è imbecille.  compra senza ragionare minimamente!  tipo le case.  ma porca vacca!  quando vedi prezzi folli mandali a fanculo no?  

come ha sempre sostenuto pure benetazzo.  minimo minmo su ogni appartamento c'è sicuramente 50.000€ di speculazione.  cioè soldi in più.  

se tutti si rifiutassero di comprare case, per forza di cose poi devono abassare.  sono ancora troppo oscenamnete alti i prezzi delle case in italia.  come minimo le case dovrebbero costare la metà di adesso.  e invece qui a verona sono calate si e no del 3-5%.  è colpa della gente cogliona.  

non sà ragionare, si fà prendere dall'ansia, o da isteria.  devo…devo..devo….comprare casa.  ma chi cavolo te l'ha ordinato.  e non ditemi che mancano case.  verona 10.000 appartamenti sfitti.  cosi' avevo sentito.  in italia ci sono 10 milioni di appartamenti in sovrappiù.  e allora?  non abbimao già distrutto abbastanza?  ancora più devastazione dobbia  fare?  in nome dei quella merda di indicatore che è il PIL?  roba vecchia di 80 anni fà.  vedete ciò che disse bob kenndy nel '68. http://www.youtube.com/watch?v=grJNlxQsqtE  

e allora?  e la parola consumismo? inventata 50 ani fà da un cazzone commercialista.  ma come facciamo ad essere cosi' schiavi??? 

il capitalismo si forma  su 3 assiomi.  produci, consuma, crepa.  produci, consuma, crepa.  ma a voi sta bene cosi'?  o vi svegliate o ci fottono tutti.  i tunisini si' che hanno le palle.  non i pecoroni italiani.  

sveglia!!!!!!!!!!!!!!!!  che è giunta l'ora ormai!!!

DORF

Scritto il 21 gennaio 2011 at 01:41

ma la gente perchè continua a comprare a tutto a qualsiasi prezzo?  non ha cervello?  coa ha in testa, pigne?  mi sà molto di meno.  

capitan mazzalai scrisse mesi fà che l'inflazione, perchè di quello si parlava allora, dicevo, l'inflazione la fà la gente.  e ha ragione al 100%.  

la gente è imbecille.  compra senza ragionare minimamente!  tipo le case.  ma porca vacca!  quando vedi prezzi folli mandali a fanculo no?  

come ha sempre sostenuto pure benetazzo.  minimo minmo su ogni appartamento c'è sicuramente 50.000€ di speculazione.  cioè soldi in più.  

se tutti si rifiutassero di comprare case, per forza di cose poi devono abassare.  sono ancora troppo oscenamnete alti i prezzi delle case in italia.  come minimo le case dovrebbero costare la metà di adesso.  e invece qui a verona sono calate si e no del 3-5%.  è colpa della gente cogliona.  

non sà ragionare, si fà prendere dall'ansia, o da isteria.  devo…devo..devo….comprare casa.  ma chi cavolo te l'ha ordinato.  e non ditemi che mancano case.  verona 10.000 appartamenti sfitti.  cosi' avevo sentito.  in italia ci sono 10 milioni di appartamenti in sovrappiù.  e allora?  non abbimao già distrutto abbastanza?  ancora più devastazione dobbia  fare?  in nome dei quella merda di indicatore che è il PIL?  roba vecchia di 80 anni fà.  vedete ciò che disse bob kenndy nel '68. http://www.youtube.com/watch?v=grJNlxQsqtE  

e allora?  e la parola consumismo? inventata 50 ani fà da un cazzone commercialista.  ma come facciamo ad essere cosi' schiavi??? 

il capitalismo si forma  su 3 assiomi.  produci, consuma, crepa.  produci, consuma, crepa.  ma a voi sta bene cosi'?  o vi svegliate o ci fottono tutti.  i tunisini si' che hanno le palle.  non i pecoroni italiani.  

sveglia!!!!!!!!!!!!!!!!  che è giunta l'ora ormai!!!

DORF

Scritto il 21 gennaio 2011 at 01:41

ma la gente perchè continua a comprare a tutto a qualsiasi prezzo?  non ha cervello?  coa ha in testa, pigne?  mi sà molto di meno.  

capitan mazzalai scrisse mesi fà che l'inflazione, perchè di quello si parlava allora, dicevo, l'inflazione la fà la gente.  e ha ragione al 100%.  

la gente è imbecille.  compra senza ragionare minimamente!  tipo le case.  ma porca vacca!  quando vedi prezzi folli mandali a fanculo no?  

come ha sempre sostenuto pure benetazzo.  minimo minmo su ogni appartamento c'è sicuramente 50.000€ di speculazione.  cioè soldi in più.  

se tutti si rifiutassero di comprare case, per forza di cose poi devono abassare.  sono ancora troppo oscenamnete alti i prezzi delle case in italia.  come minimo le case dovrebbero costare la metà di adesso.  e invece qui a verona sono calate si e no del 3-5%.  è colpa della gente cogliona.  

non sà ragionare, si fà prendere dall'ansia, o da isteria.  devo…devo..devo….comprare casa.  ma chi cavolo te l'ha ordinato.  e non ditemi che mancano case.  verona 10.000 appartamenti sfitti.  cosi' avevo sentito.  in italia ci sono 10 milioni di appartamenti in sovrappiù.  e allora?  non abbimao già distrutto abbastanza?  ancora più devastazione dobbia  fare?  in nome dei quella merda di indicatore che è il PIL?  roba vecchia di 80 anni fà.  vedete ciò che disse bob kenndy nel '68. http://www.youtube.com/watch?v=grJNlxQsqtE  

e allora?  e la parola consumismo? inventata 50 ani fà da un cazzone commercialista.  ma come facciamo ad essere cosi' schiavi??? 

il capitalismo si forma  su 3 assiomi.  produci, consuma, crepa.  produci, consuma, crepa.  ma a voi sta bene cosi'?  o vi svegliate o ci fottono tutti.  i tunisini si' che hanno le palle.  non i pecoroni italiani.  

sveglia!!!!!!!!!!!!!!!!  che è giunta l'ora ormai!!!

DORF

utente anonimo
Scritto il 21 gennaio 2011 at 07:15

@Dorf e gli altri incaz. neri

Pazienza signori, pazienza che la pentola sta entrando in ebollizione.
Non sto a ripetere i miei convincimenti che ho espresso da mesi in ogni occasione o quasi.

Questa volta mi limito a riportare le parole di un diplomatico egiziano che trovate in  http://www.independent.co.uk/news/world/africa/arab-leaders-warn-of-more-revolts-amid-growing-anger-2189239.html

The events in Tunisia have inspired similar demonstrations elsewhere in the region, often at the risk of violent crackdowns by powerful security forces that are quick to stamp out dissent. In Algeria, thousands have marched the streets to vent their anger at rising food prices, while Jordanians have staged demonstrations against high unemployment. Egypt, Oman, Yemen and Libya have all witnessed large-scale protests.
"The Tunisian revolution is not far from us," said Amr Moussa, the secretary general of the Arab League, at a meeting of the organisation in the Egyptian resort of Sharm-el-Sheikh. "The Arab citizen has entered an unprecedented state of anger and frustration."

E nei paesi arabi ben più del 50% della popolazione é sotto i 30 anni.Vi illudete e si illudono i loro capi se quelli si limiteranno a farsi crescere la barba del profeta e stersene calmi.

Ma che le anime candide non si illudano. Lo stesso clima di frustazione c'è anche da noi, nell'occidente tutto intendo.  La rabbia sta covando in molti ed i vs. interventi lo confermano.

Poi ci sono quelli che fanno bunga, bunga…. 
Auguroni!!

utente anonimo
Scritto il 21 gennaio 2011 at 07:15

@Dorf e gli altri incaz. neri

Pazienza signori, pazienza che la pentola sta entrando in ebollizione.
Non sto a ripetere i miei convincimenti che ho espresso da mesi in ogni occasione o quasi.

Questa volta mi limito a riportare le parole di un diplomatico egiziano che trovate in  http://www.independent.co.uk/news/world/africa/arab-leaders-warn-of-more-revolts-amid-growing-anger-2189239.html

The events in Tunisia have inspired similar demonstrations elsewhere in the region, often at the risk of violent crackdowns by powerful security forces that are quick to stamp out dissent. In Algeria, thousands have marched the streets to vent their anger at rising food prices, while Jordanians have staged demonstrations against high unemployment. Egypt, Oman, Yemen and Libya have all witnessed large-scale protests.
"The Tunisian revolution is not far from us," said Amr Moussa, the secretary general of the Arab League, at a meeting of the organisation in the Egyptian resort of Sharm-el-Sheikh. "The Arab citizen has entered an unprecedented state of anger and frustration."

E nei paesi arabi ben più del 50% della popolazione é sotto i 30 anni.Vi illudete e si illudono i loro capi se quelli si limiteranno a farsi crescere la barba del profeta e stersene calmi.

Ma che le anime candide non si illudano. Lo stesso clima di frustazione c'è anche da noi, nell'occidente tutto intendo.  La rabbia sta covando in molti ed i vs. interventi lo confermano.

Poi ci sono quelli che fanno bunga, bunga…. 
Auguroni!!

utente anonimo
Scritto il 21 gennaio 2011 at 07:15

@Dorf e gli altri incaz. neri

Pazienza signori, pazienza che la pentola sta entrando in ebollizione.
Non sto a ripetere i miei convincimenti che ho espresso da mesi in ogni occasione o quasi.

Questa volta mi limito a riportare le parole di un diplomatico egiziano che trovate in  http://www.independent.co.uk/news/world/africa/arab-leaders-warn-of-more-revolts-amid-growing-anger-2189239.html

The events in Tunisia have inspired similar demonstrations elsewhere in the region, often at the risk of violent crackdowns by powerful security forces that are quick to stamp out dissent. In Algeria, thousands have marched the streets to vent their anger at rising food prices, while Jordanians have staged demonstrations against high unemployment. Egypt, Oman, Yemen and Libya have all witnessed large-scale protests.
"The Tunisian revolution is not far from us," said Amr Moussa, the secretary general of the Arab League, at a meeting of the organisation in the Egyptian resort of Sharm-el-Sheikh. "The Arab citizen has entered an unprecedented state of anger and frustration."

E nei paesi arabi ben più del 50% della popolazione é sotto i 30 anni.Vi illudete e si illudono i loro capi se quelli si limiteranno a farsi crescere la barba del profeta e stersene calmi.

Ma che le anime candide non si illudano. Lo stesso clima di frustazione c'è anche da noi, nell'occidente tutto intendo.  La rabbia sta covando in molti ed i vs. interventi lo confermano.

Poi ci sono quelli che fanno bunga, bunga…. 
Auguroni!!

Scritto il 21 gennaio 2011 at 09:19

MINA SPAGNOLA! Da Finanzaonline….La Spagna studia il salvataggio delle sue banche? Per gli analisti 2011 anno della verità

Finanzaonline.com – 20.1.11/10:49

Sotto il cielo di Madrid c’è una mina che rischia di deflagrare. Altro che Tigre irlandese ridotta ormai a micio spelacchiato, altro che scricchiolii avvertiti all’ombra del Partenone. L’eventuale crisi del sistema bancario spagnolo sarebbe una bufera di quelle difficili da immaginare per lo sconvolgimento che provocherrebbe nel Vecchio Continente. Uno scenario che fa tremare Zapatero e non solo lui. Da qui la decisione di fare qualcosa di decisivo. La Spagna si prepara a iniettare miliardi di euro nelle proprie banche in una iniziativa che dimostra come i precedenti tentativi di salvare il sistema bancario sono falliti. E’ il Wall Street Journal questa mattina a rimettere sull’on l’interruttore della speculazione.

Secondo la ricostruzione fatta dal quotidiano americano che cita alcune fonti, la Spagna sarebbe pronta a emettere qualcosa come 3 miliardi di euro di titoli di Stato. Il governo spagnolo punterebbe a raccogliere fino a 30 miliardi di euro. “La speranza – spiega il quotidiano – è che una serie di iniezione di capitali possano calmare i timori degli investitori sulle casse di risparmio spagnole, il cui destino è inestricabilmente legato a quello della Spagna”. La raccolta di capitale per le casse di risparmio comporta dei rischi per la Spagna che – secondo le stime degli economisti – quest’anno avrà bisogno di raccogliere 125 miliardi di euro per il proprio deficit e per il debito che arriverà a maturazione, di cui la metà in capo alle banche. Quanto basta per capire che la situazione è davvero esplosiva.

Dallo inizio anno la Spagna ha raccolto sul mercato 14,5 miliardi di euro, ma è ben poca cosa. Molti osservatori sono dell’idea che potremmo assistere ad un vero e proprio ingorgo nei prossimi tre-quattro mesi, soprattutto se i mercati azionari continueranno a stabilizzarsi dopo l’ultima ondata di tensioni vista a dicembre. Ma al di là della parentesi che ha regalato l’ultima asta spagnola, è impossibile essere tranquilli all’ombra di Palacio Real. La morosità registrata da banche, casse di risparmio, cooperative e istituti finanziari è cresciuta in Spagna per il secondo mese consecutivo dopo lo stop di settembre ed ha raggiunto il 5,68% dei crediti a novembre. Si tratta del tasso più alto dal 1996, secondo quanto riferito dalla Banca di Spagna che ha pubblicato la scorsa settimana i dati provvisori del mese.

L’aumento di novembre aggiunge un 0,02% al dato del mese precedente, ma è in forte rialzo su base annua: a novembre 2009 i crediti in sofferenza erano il 5,04% del totale, mentre nel 2010 si sono registrati cali della morosità solo a marzo a luglio e a settembre. In totale i possibili crediti tossici in possesso degli istituti ammontano a 104,7 miliardi di euro, su un totale di 1.840 miliardi di prestiti concessi in Spagna, quasi il doppio del Pil nazionale. Gli istituti finanziari sono i più colpiti dalle sofferenze (10,3%), e per il secondo mese consecutivo le banche registrano una morosità (5,81%) più elevata delle casse di risparmio (5,53%).

Sergio Gamez di Bank of America Merrill Lynch in un report che porta la data di oggi è convinto che avviare un processo di consolidamento e ricapitalizzazione, che in alcuni casi potrebbe anche portare a nazionalizzazioni, possa essere un ottimo catalizzatore per il comparto bancario spagnolo. I motivi si sprecano, dice l’esperto che nell’elenco inserisce anche l’eliminazione del rischio sistemico che più volte ha attaccato Madrid. “Nel nostro scenario di base in cui si assume oltre il 15% di perdite/ RWA e un Core tier 1 all’8,5% l’ammanco di capitale potenziale per le Cajas sarebbe di circa 43 miliardi di euro. Anche se le banche di risparmio sono in grado di aumentare il loro capitale attraverso il settore privato o facendo ricorso al FROB o al fondo salva Stati il tutto dipende dalle istituzioni”, spiega l’analista. “Tuttavia – avverte – fino a quando il costo del Frob sarà equivalente a un bond governativo di cinque anni con un spread di 500 punti base, l’intervento delle Authority potrà essere tranquillizzante e noi ci aspettiamo che potrebbe concretizzarsi in nazionalizzazioni o ulteriori consolidamenti”.

“Se invece assumiamo nel caso estremo un ammanco di 80 miliardi di euro – prosegue Gomez-  questo implica che il sistema potrebbe avere un Core Tier 1 dell’8,5% dopo la ricapitalizzazione dovuta a causa delle perdite sui book per circa 161 miliardi di euro, che potrebbe risultare da una contrazione dei prezzi del mercato immobiliare nell’ordine del 75%”. Le casse di risparmio hanno 31 miliardi di euro in scadenza nel 2011, il 14% del totale, e 46 miliardi di euro nel 2012. Che il 2011 sarà l’anno della verità per la Spagna e le sue banche, lo pensano in molti. Come osserva Antonio Garcia Pascual di Barclays Capital “la ristrutturazione e la ricapitalizzazione del settore delle banche di risparmio è probabilmente il più importante e pressante impegno per il governo spagnolo in questo momento”. “Siamo dell’idea che se per questa vicenda sarà trovata una soluzione, i mercati riceveranno un regalo davvero importante per poter reagire alla crisi”.

Secondo l’esperto le casse di risparmio spagnole avranno bisogno di qualcosa come 46 miliardi di euro in uno scenario base che potrebbero salire a quota 92 miliardi in uno scenario di stress. A questi numeri, aggiunge, dovrebbero essere aggiunti addizionali 32-78 miliardi di euro. “Il processo di consolidamento è in divenire e a nostro avviso accelererà nei prossimi mesi. Da 45 cajas prima della crisi, sono diventate 17 ed è molto probabile che il numero delle casse di risparmio scenda sotto quota 10”, conclude Pascual.

utente anonimo
Scritto il 21 gennaio 2011 at 15:48

mentre " cazzate " le vele , i soliti furbi , che non vedete ,  si succhiano , il gas  e non solo  tunisino e poi magari  algerino   e i giovani a voglia a manifestare …………..
avrei anche io un paio di chili di democrazia da esportare   nella prossima colonia ,  stavolta il gas o il petrolio  e le materie prime , lo prendo io  , ho diritto di prelazione  in quanto l'ho detto per primo ?  e non si arrabbino   ne Oby-one
ne Hu    ne  El Al    –    nel mondo moderno e civile  pare che il baratto funzioni cosi, o no ?

utente anonimo
Scritto il 21 gennaio 2011 at 17:15

quando dice oltre a una approfondita analisi del mercato obbligazzionario, verra inviata sabato unatantum giusto ?
sto sabato giusto ?

Scritto il 21 gennaio 2011 at 19:59

E' già stata inviata sabato scorso Ciao Andrea

Scritto il 22 gennaio 2011 at 09:20

RESISTERE….DUBITARE…RIFIUTARE…SUBITO…ORA!!

Scritto il 29 gennaio 2011 at 11:13

Complimenti per il post.

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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