ABBIAMO ANCORA UNA SPERANZA… NOI STESSI!

Scritto il alle 22:58 da icebergfinanza

 


 

Come amava ripetere Gibran, non possiamo rinunciare alla speranza, non possiamo abbandonarci alla disperazione a causa di ciò che è passato, giacchè rimpiangere l'irrecuperabile è la peggiore delle umane debolezze. 
 

Ieri ho letto l’editoriale di Ernesto Galli della Loggia, sul Corriera della Sera un disperato desiderio di dire la verità al Paese, solo ora come sempre quando tutto è ormai accaduto, come se il Paese non l’avesse già compreso, pur immerso nell’oblio perverso di un sistema che anestetizza qualsiasi consapevolezza, in un  disperato qualunquismo  come dice il titolo.

Ci viene raccontato che siamo diventati più poveri materialmente, dipingendo un “panorama sconfortante” che vi invito a leggere per non soffermarmi troppo su un’Italia che esiste da tempo, un sistema che ha cullato mille illusioni,  che fa più notizia dell’altra faccia della medaglia, quella creativa, geniale ed efficiente, quella che edifica in silenzio senza fare rumore. Ma si sa ci si sveglia spesso solo quando i sogni giungono al termine e il Paese è lo specchio dei suoi figli, non tutti però.
 

(…) Nessuno di questi mali ha un'origine recente, lo sappiamo bene. (…) siamo diventati sì una società moderna (qualunque cosa significhi questa parola), ma pagando prezzi sempre più elevati, accendendo ipoteche sempre più rischiose sul futuro, chiudendo gli occhi davanti ad ogni problema, rinviando ed eludendo. Prezzi, stratagemmi, rinvii, che negli Anni 70-80 hanno cominciato a trasformarsi in quel cappio al collo che oggi sta lentamente strangolando il Paese. Lo sappiamo che le cose stanno così. Ce ne accorgiamo ogni giorno che l'Italia perde colpi, non ha alcuna idea di sé e del suo futuro. Ma ci limitiamo a pensarlo tra noi e noi, a confidarcelo nelle conversazioni private. Avvertiamo con chiarezza che avremmo bisogno di bilanci sinceri e impietosi fatti in pubblico, di un grande esame di coscienza, di poterci specchiare finalmente e collettivamente nella verità. Che ci servirebbero terapie radicali. Invece sulla scena italiana continua a non accadere nulla di tutto ciò.
 

Si parla di politica nell’editoriale ma francamente in Italia la politica è morta da tempo, destra centro o sinistra, non esiste più il concetto di bene comune in un sistema dove se non sei con noi sei contro di noi, dove la cultura del sospetto e della denigrazione sono il dogma quotidiano. Il dialogo, il confronto sono morti.
Abbiamo bisogno di uomini che si esaltano nella stima delle persone, di uomini responsabili e coerenti che portino avanti progetti indirizzati al bene comune e non al bene assoluto. Dobbiamo poter tornare a scegliere noi i nostri rappresentanti e non i fantasmi e gli scheletri che abitano i castelli della politica. Oggi è un'utopia, tante urla pochi progetti, poche proposte e soprattutto una connivenza inaudita.
Lontani dai giochi di palazzo qua e la abbiamo per fortuna anche amministrazioni locali virtuosi su cui poter contare anche se talvolta con fatica.

 

(…) la loro produzione quotidiana di parole suona eguale a se stessa: ripetitiva, irreale, ridicola.. aggiungerei terribilmente vuota! (…) Nelle pagine e pagine dedicate dai giornali alla politica diventa sempre più difficile distinguere il vero dal falso, scorgere qualche spicchio di realtà tra i fumi dell'aria fritta. È così che alla fine siamo condannati a questo necessario, disperato, qualunquismo. Agli italiani non sta restando altro. Disperato perché frutto dell'attesa vana che finalmente da dove può e deve, cioè dalla politica, venga una parola di verità sul nostro oggi e sul nostro ieri. Una parola che non ci esorti – e a che cosa poi? A credere in un ennesimo partito, in un'ennesima combinazione governativa? – ma che ci sfidi: ricordandoci gli errori che abbiamo tutti commesso, i sacrifici che sono ora necessari, le speranze che ancora possiamo avere. Per l'Italia è forse iniziata una corsa contro il tempo, ma non è affatto sicuro che ce ne resti ancora molto.

No non abbiamo bisogno di nessuno che ci ricordi gli errori che abbiamo commesso, nessuno che ci indichi i sacrifici da fare o le speranze che ancora possiamo avere, perché ognuno con la sua sensibilità sappiamo quello che sta accadendo o facciamo finta di nulla.

Come dice ancora Gibran, nessuno  può insegnarci nulla, se non ciò che in dormiveglia giace nell'alba della nostra coscienza, della nostra consapevolezza. (…)L'astronomo può dirvi ciò che sa degli spazi, ma non può darvi la propria conoscenza. Il musico può darvi la melodia che è nell'aria, ma non può darvi il suono fissato nell'orecchio, né l'eco della voce. E il matematico potrà descrivervi ragioni di pesi e misure, ma colà non vi potrà guidare. (…)

Alcuni su Icebergfinanza vorrebbero più concretezza, più pragmatismo, ma io questa concretezza la vivo nella quotidianità, non ho bisogno di urlarla, posso solo condividerla, circondato da microesperienze e realtà sinonimo di speranza alle quali partecipo o ho partecipato.

Potrei proporvi mille progetti o dinamiche per ricostruire da queste macerie, ma preferisco farvi comprendere che se la responsabilità e l'etica non nasce da dentro, non c'è alcuna speranza di andare oltre il tecnicismo fine a se stesso, di breve termine. Riportando un pezzo di Roberto Mancini, insegnante di filosofia teoretica all'Università di Macerata…(…) di fronte a questo odierno e capillare processo di “banalizzazione del male” di fronte alle macerie – sociali, politiche, economiche – cui assistiamo un po’ sbigottiti, siamo tutti chiamati a una serena e incosciente assunzione di responsabilità. La serenità sta nel capire che, per sua stessa natura, l’assunzione di responsabilità comprende l’accettazione del fatto che non tutti risponderanno a questa chiamata. Serenamente, dobbiamo infatti abituarci all’idea che la responsabilità non è equa: non tutti, sia pur chiamati, la faranno propria. 

L’economia si può cambiare. Una rivoluzione che conduce “dal profitto al dono, dalla proprietà all’affidamento responsabile, dall’accumulazione alla condivisione, dalla competizione alla cooperazione, dalla flessibilità alla dignità, dall’esclusione all’ospitalità reciproca…”. 

Non tutti la faranno propria la responsabilità, è questa la sostanza! 

In questi ultimi tempi ho assistito ad una iperinflazione di termini come etica, responsabilità, sostenibilità, sobrietà, ma al di là delle parole ben pochi fatti concreti se non vaghe considerazioni.

Dove stavano tutti questi profeti in questi anni meravigliosi!

Certo, abbiamo bisogno della lampada di Aladino, la crescita infinita ecco la soluzione per tutte le stagioni. Più crescita, più consumi, più produzione, vecchie ricette per cucinare verità artificiali, non c’è alternativa si sente sussurrare.

Come diceva Einstein non si possono risolvere i problemi se continuiamo a pensare allo stesso modo con cui li abbiamo creati.

Abbiamo un disperato bisogno di reciprocità, di fiducia, di ascolto, di oasi nel deserto dell’indifferenza dove abbiamo edificato cattedrali d’oro, desolatamente vuote senza valori e il profumo della tradizione.

Se non partiamo dall'uomo, da noi stessi,  non abbiamo nessuna speranza!

Esiste allo stesso tempo, una società che in silenzio contribuisce a edificare le fondamenta della relazioni, un mondo sommerso che va dal volontariato all’associazionismo che respira la gioia di stare insieme, una gioia che va oltre l’interesse di breve termine, una società che sa reagire nei momenti difficili.

Finiamola di preoccuparci solo dei nostri risparmi, finiamola di fuggire, di piangerci addosso e guardiamo al capitale umano, al bene comune.

Come dice Partha Dasgupta  abbiamo bisogno gli uni degli altri, ci dobbiamo fidare, anche indirettamente. La società, prima ancora che l’economia, funziona quando ci sono delle interazioni reciprocamente vantaggiose perché si fondano sulla mutua fiducia. 

Non è affatto vero che è iniziata una corsa contro il tempo, perché come ho riportato nella conclusione del mio libro…

…non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è stato dato”. […] “Affinché il male prevalga, è sufficiente che gli onesti non facciano nulla. […]. Ma non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo una terra sana e pulita da coltivare”.
 
A chi ama essere pragmatico dico solo che abbiamo ancora una speranza… dentro di noi! Buon Anno! Andrea
  
 

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25 commenti Commenta
Scritto il 31 dicembre 2010 at 07:18

"Il mondo nelle mani..o le mani nel mondo…."

penso che non si potesse terminare l'anno e iniziarne uno nuovo, con un post migliore… 
grazie Andrea…

 http://www.youtube.com/watch?v=RqlMpZ6rlT8&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=fTZCRQVvE8Y

http://www.youtube.com/watch?v=yzIcs3eU7SI

Il piu’ grande bisogno del mondo e’ il bisogno di uomini; di uomini che NON si possono comprare ne’ vendere; di uomini che sono fedeli ed onesti fin nell’intimo della loro anima; di uomini che non hanno paura di chiamare il male con il suo vero nome; di uomini la cui coscienza e’ fedele al dovere come l’ago magnetico lo e’ al polo; di uomini che staranno per la Giustizia anche se dovessero crollare i cieli” .   E. G. White

Facciamo in modo di essere Noi, questi Uomini e queste donne…questo possiamo farlo…

Un grande abbraccio Compagni di Viaggio…
Valentina

Scritto il 31 dicembre 2010 at 07:18

"Il mondo nelle mani..o le mani nel mondo…."

penso che non si potesse terminare l'anno e iniziarne uno nuovo, con un post migliore… 
grazie Andrea…

 http://www.youtube.com/watch?v=RqlMpZ6rlT8&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=fTZCRQVvE8Y

http://www.youtube.com/watch?v=yzIcs3eU7SI

Il piu’ grande bisogno del mondo e’ il bisogno di uomini; di uomini che NON si possono comprare ne’ vendere; di uomini che sono fedeli ed onesti fin nell’intimo della loro anima; di uomini che non hanno paura di chiamare il male con il suo vero nome; di uomini la cui coscienza e’ fedele al dovere come l’ago magnetico lo e’ al polo; di uomini che staranno per la Giustizia anche se dovessero crollare i cieli” .   E. G. White

Facciamo in modo di essere Noi, questi Uomini e queste donne…questo possiamo farlo…

Un grande abbraccio Compagni di Viaggio…
Valentina

Scritto il 31 dicembre 2010 at 07:24

E' un onore per me scrivere il primo post dell'ultimo giorno dell'anno in questa "famiglia" di cui ormai faccio parte da più di 3 anni. MI spiace non essere stato molto partecipe e attivo quanto prima, ma il tempo quest'anno mi è stato particolarmente tiranno. Questo non ha comunque evitato di seguire i momenti salienti e le presentazioni di Andrea, del libro (fantastica cosa) e di condividere con voi momenti bellissimi.

Il 2011 come sarà? Andrea credo ha saputo anticipare la crisi perchè è persona immune nei confronti delle dinamiche della società del consumismo, di quella società che ormai non sarà più. E' evidente che ora stiamo vivendo i primi segni, i primi cedimenti del non consumo; da un lato le aziende e tutto il sistema economico-politico che infonde "certezze" e "sicurezze" mantenendo o cercando di mantenere uno status quo utilizzando quanto di più loro hanno (politiche monetarie, mass media, politica etc), ma la realtà (la realtà è figlia del tempo ….ricordate??) sta progressivamente  arrivando alle masse in maniera inesorabile.  Io non so se prima che succeda  qualcosa di traumatico riusciranno a trovare delle soluzioni valide ma in ogni caso da persona responsabile e cosciente (quale spero di essere) capisco che un sistema economico è finito. Si, vero, altre volte si sono avute crisi e poi ci si è risollevati ma erano situazioni non globali. Ora, con la globalizzazione abbiamo prima aumentato a dismisura i consumi, quindi la necessità della spesa e del debito e poi abbiamo delocalizzato cercando altrove prodotti  a costo inferiore che altrimenti non avremmo già da tempo potuto permetterci. Questo ha portato a trasferimento di sistemi e capitali in parti del mondo prima mai considerate e grazie alle quali ancora possiamo permetterci alcuni oggetti. Certo, accoppiare un sistema semicapitalistico con una dittatura politica (Cina) è quanto di più produttivo ed efficace possa esistere.  Abbiamo dovuto trasferire altrove e far schiavizzare milioni di persone per poter far fare margini ad aziende altrimenti spacciate in un sistema già sull’orlo del collasso e tale sistema ha solo trasferito nel tempo gli effetti.
Ha, come dire, prolungato l’agonia di un sistema morto e sepolto (almeno nella vecchia Europa e negli Stati Uniti); per dirla in breve, ci siamo finiti gli spazi di consumo e di margine. Quindi o ci si reinventa una nuova società basata sul necessario, sui bisogni primari  e dove la nuova parola d'ordine sarà “sobrietà” o altrimenti saremo costretti a soccombere perché passeremo direttamente da una vita di consumi a una di stenti.
 
In generale i debiti pubblici hanno accentrato tutti i problemi finanziari dei privati e una politica dissennata che ha privilegiato (e sta privilegiando tutt’ora!!!!! Profumo, per dirne uno a caso, e la sua liquidazione con Ucg che sta andando verso i minimi? Ma come è possibile?) pochi a discapito di molti e soprattutto del futuro dei nostri figli. Sono concetti che Andrea ha sempre lucidamente e razionalmente spiegato e che io condivido alla perfezione.
 
                La politica che dovrebbe essere la parte più alta della società, quella che eticamente dovrebbe indicare il percorso da seguire, che dovrebbe anticipare gli eventi e che quindi attua comportamenti idonei per raddrizare anche in maniera brusca situazioni di pericolo, che fa? Si arrocca in posizioni di rendita parlando di problemi che nulla hanno a che fare con la gente comune e quindi non avremo dalla politica certamente la risposta. Tutti gli anni, ma specialmente gli ultimi , ci hanno dimostrato una classe politica (quella italiana per eccellenza) dove le privatizzazioni non sono state frutto di maggiore competitività, di servizi migliori per noi utenti finali, ma sono solo servite a “regalare” aziende che prima sono state portate sull’orlo del fallimento per poi far gridare al miracolo per l’arrivo del soccorso di un privato (ovviamente amico del politico di turno). E’  la classica politica della creazione del finto problema : prima ti creano un problema e poi ti fanno credere di averlo risolto quando in realtà il problema non doveva mai essere nato.  
 
                Le privatizzazioni non saranno la soluzione ma il problema. La politica sta ancora una volta in ritardo di anni luce e non ha individuato le soluzioni possibili. Invece di privatizzare e nazionalizzare i debiti (le banche aiutate per esempio) dovevano e devono nazionalizzare le aziende che sono in difficoltà e che in un sistema statale facendo partire opere pubbliche “necessarie” diano posti di lavoro dando vita  a una redistribuzione effettiva del reddito.   Il ritorno dello Stato in campi strategici (energia, mobilità, finanza, ricerca, sanità) mi sembrerebbe un primo passo per una politica di redistribuzione della ricchezza tante volte detta da Andrea. Ovvio, qui parliamo di uno Stato efficiente, che sa far rendere i propri dipendenti e quindi torniamo al sistema della politica.
                E’ sottinteso che lo Stato deve essere efficiente, premiale ma anche con sistemi di controllo interno perfetti dove il dirigente di turno paga alacremente eventuali disfunzioni. Insomma occorre il ritorno a uno Stato fatto di etica, produttività e risultati.
                Non vedo perché una azienda privata debba funzionare e un settore pubblico (se gestito come uno privato) non debba rendere.
                Le banche si nazionalizzano; non vedo per quale motivo le aziende più remunerative in termini di guadagni dobbiamo aiutarle prestandogli soldi  e assumendoci il rischio del loro fallimento: ma stiamo scherzando?
 
                Altro argomento cardine è il sistema capitalistico come concepito (in Italia per lo meno) e la tanto sbandierata concorrenza. NON ESISTE CAPITALISMO LIBERALE VERO SE NON C’E’ NEL SISTEMA ECONOMICO UN RISPETTO DELLA ETICA.               Come noi possiamo sbandierare la privatizzazione come risoluzione di tutti i mali e creatrice di concorrenza quando la stessa concorrenza è deviata da tangenti, influenze poltiche, intrecci finanziari tra sistema bancario e sistema produttivo? E’ un finto mercato liberale dove invece viene premiata spesso l’azienda meno efficiente ma più corrotta.
Pongo un esempio: ci ricordiamo tutti la vecchia Sip? Sì, ovvio con tutti gli sprechi del mondo ma parlavi con una persona (o addirittura ti arrivava in poco tempo il tecnico a casa) e in 1 giorno risolvevi la questione. Ora abbiamo una marea di operatori (che sì, hanno forse  abbassato i prezzi) ma quante cause o quanti di Voi hanno avuto a che fare con problemi sulle linee o con l’impossibilità di comunicare perché risponde una segreteria? Per non parlare della vastità delle offerte per cui l’utente finale, se non attentissimo, spesso pensa di sottoscrivere una cosa e invece ne ha acquistata un’altra.
 
                Questa non è la società che voglio, questa non è la società del futuro dove le persone sono ridotte a un numero, ma deve ritornare la società dell’umanità, dell’uomo al centro.
 
                Caro Andrea e cari compagni di viaggio, non vorrei recuperare il tempo perduto in un giorno scrivendo un “poema”, ma esprimo ciò che sento da sempre e spero di poter interpretare anche solo un po’ dei vostri pensieri.
 
                Cosa possiamo fare noi? Bhe caro Andrea, già te lo dissi e ribadii più  …

Scritto il 31 dicembre 2010 at 07:26

…Segue 

 …più volte: persone speciali come te, con la tua sensibilità e le tue capacità non possono sottrarsi dal divulgare certi concetti perché Dio ha dato loro una marcia in più e tu hai raccolto il nostro invito scrivendo un libro che è perfetto per argomento, per lucidità e per importanza nella tempistica. Quindi noi dovremmo, d’ora in avanti, oltre che aggiornare la situazione, come stai facendo egregiamente, divulgare. Il tuo libro (importantissimo perché siamo passati al primo step dei mass media e diffonde ad un pubblico più vasto concetti che altrimenti rimarrebbero qui tra noi). Ora si tratta di stabilire delle strategie di comunicazione vincenti che possano far pubblicità al tuo libro ma soprattutto dovremmo aiutarti anche a poter diffondere con convegni e con incontri mirati i pensieri, questi pensieri. Sarebbe il caso di creare senza tanti formalismi e molto snello, un piccolo gruppo di persone che per il 2011 faccia un’agenda. Abbiamo la responsabilità sociale di diffondere ciò che è reale, ciò che sta dietro l’angolo, le alternative ad una sistema economico-sociale ormai arrivato alla frutta.
 
 
                Buon 2011 cari compagni di viaggio, caro Andrea.
 
PG
 

Scritto il 31 dicembre 2010 at 07:27

Un abbraccio Valentina, un abbraccio PG, un abbraccio a Voi tutti miei cari Compagni di viaggio, sono stato fortunato ad incontrarvi sulle rotte della Vita!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 31 dicembre 2010 at 08:27

fatelo girare amici questo post linkatelo sui forum nei blog sui giornali on line per far giungere una visione diversa rispetto slle sterili promesse e speranze di chi da anni dice sempre le stesse cose buon anno andrea

Scritto il 31 dicembre 2010 at 08:53

Siamo stati Fortunati ad incontrarCi, siamo tutti meno soli di quanto possiamo immaginare, ci poniamo tutti le stesse domande e cerchiamo infondo  le stesse risposte…

Noi ogni giorno decidiamo di salire a bordo di questo impetuoso Veliero, ma Tu giornalmente ci metti a disposizione, il ponte della nave…
e… non serve aggiungere altro…

hai ragione anonimo…hai proprio ragione…

è vero PG, nei momenti importanti ci sei sempre, ma anche averti qui, è cosa non da poco….
dove sono Il Compasso, e tanti, tantissimi altri, avete notato l'assenza di SD…tutto ok?

Che il Vento Caldo della Consapevolezza e Speranza possa Spirare sempre nelle nostre Vite e in questo Viaggio…Ovunque Voi siate qualunque cosa facciate…

Un abbraccio ….
Valentina

utente anonimo
Scritto il 31 dicembre 2010 at 11:20

Ho trovato molto interessante l'articolo
@Andrea
L'ho riportato qui citando il tuo sito: http://www.meetup.com/grillibologna/messages/boards/thread/10227477/#39123685
Spero non ci siano problemi !

Auguri
Alberto

utente anonimo
Scritto il 31 dicembre 2010 at 11:20

Ho trovato molto interessante l'articolo
@Andrea
L'ho riportato qui citando il tuo sito: http://www.meetup.com/grillibologna/messages/boards/thread/10227477/#39123685
Spero non ci siano problemi !

Auguri
Alberto

utente anonimo
Scritto il 31 dicembre 2010 at 12:05

Montecristo:

Auguri  di  buon  anno  a  tutti.

Scritto il 31 dicembre 2010 at 13:56

cari tutti e te Andrea in particolare va il mio augurio di ottime cose.
so che in un ambiente di speranza la realtà può non essere gradita, ma
mi permetto di suggerire di dare una lettura a questo link.
difficilmente rimando a degli articoli di altri, ma questo su intermarket&more, merita proprio di essere visto.
è una analisi approfondita sulla distribuzione della ricchezza, che anchese in questo 3d può non apparire appropriato, da una magnifica fotografia dell'attualità
buona lettura!!

http://intermarketandmore.finanza.com/distribuzione-ricchezza-sperequazione-economica-22097.html

credo che una simile raccolta di dati, perfettamente commentati, meriti un vero applauso.
andrea

Scritto il 31 dicembre 2010 at 13:56

cari tutti e te Andrea in particolare va il mio augurio di ottime cose.
so che in un ambiente di speranza la realtà può non essere gradita, ma
mi permetto di suggerire di dare una lettura a questo link.
difficilmente rimando a degli articoli di altri, ma questo su intermarket&more, merita proprio di essere visto.
è una analisi approfondita sulla distribuzione della ricchezza, che anchese in questo 3d può non apparire appropriato, da una magnifica fotografia dell'attualità
buona lettura!!

http://intermarketandmore.finanza.com/distribuzione-ricchezza-sperequazione-economica-22097.html

credo che una simile raccolta di dati, perfettamente commentati, meriti un vero applauso.
andrea

Scritto il 31 dicembre 2010 at 15:25

difficile oggi fare gli auguri di buon anno, è dura trovare ancora un filo di speranza dentro di noi, scavo e scavo in cerca di motivazioni, in cerca di qualcosa da augurare a tutti noi, un anno questo in cui hanno fallito tutti coloro che potevano porre le basi di una soluzione, di un rimedio qualsiasi, coloro che potevano iniettare fiducia hanno miseramente fallito.

posso solo invitare tutti a vivere il tempo che ci è concesso nel migliore dei modi: non è mai la rabbia o il rancore a cambiare la nostra vita, solo l'Amore guarisce e trasforma, ascoltando noi stessi nel silenzio della mente non ci sentiremo soli.

un abbraccio a tutti

Scritto il 31 dicembre 2010 at 17:21

Cara graziana, si è difficile tremendamente difficile fare gli auguri,
io pensavo di tacere, ma sbagliavo…
e… Ti stavo mandando un messaggio, lo scrivo qui,

La speranza è un obbligo un imperativo morale…
E' un'onda impetuosa…una reazione necessaria in condizioni difficili…
"Ero arido come un sasso venivo rotolato dal torrente (…)
più niente mi faceva impressione; più niente mi commuoveva." M. Rigoni Stern

La povertà dell'animo è l'aridità di pensiero…è un rotolare sordo…
ed è questa aridità e questo sordo rotolare che dobbiamo contrastare…
si, facendo buon uso con Speranza del Tempo che abbiamo…
non cambieremo il mondo, non  salveremo certo l'economia, ma non sarevo stati accondiscendenti, silenti ed inermi..come fino ad  ora, che è come essere già morti…

La prima parte non è integralmente mia, sono stata "contaminata" da una giovane fanciulla, che è stata "contaminata" da questo viaggio…e ciò mi ha riempito di gioia…

Forse non ce ne siamo acccorti, ma stiamo "seminando"… e questo non è senza significato…

Un abbraccio
Valentina

Scritto il 31 dicembre 2010 at 19:29

PG,

a parte l'uso della parola "sobrietà" che come ho già discusso mi da qualche problema semantico (ma è un problema mio) credo che la tua visione del consumismo sia "datata".

Associ ancora il consumismo all'acquisto di cose, oggetti, riferendo alla globalizzazione come a quel fenomeno che ha portato a delocalizzare le produzioni in regioni dove il costo del lavoro  è più basso, ma oramai anche quella fase è in via di esaurimento.
Oggi si va a produrre nei paesi che hanno le maggiori potenzialità di crescita e, non a caso, sono ancora quelle dove dieci anni fa si andava a delocalizzare solo per pagare meno la mano d'opera non qualificata.
Nel frattempo questi paesi sono diventati dei mercati, la manod'opera si è qualificata ed il costo del lavoro sta crescendo con proiezioni tali che oggi difficilmente un "business case" di puro trasferimento della produzione per reimportare il prodotto finito sta in piedi. Io credo che la maggior parte delle persone che vive al di fuori del mondo industriale non si renda conto di quanto poco i costi di produzione incidano sul prezzo finale dei prodotti.
L'acquisto di prodotti un tempo riservati a pochi ed oggi disponibili a quasi tutti è stato il contentino dato al popolo in cambio di un incalcolabile esproprio di libertà e di consapevolezza.
No è dal punto di vista dei costi che non potremo permetterci gli oggetti se mai il problema è la pattumiera che è già colma e non sappiamo più dove buttare cio che non usiamo più.

La vera frontiera del consumismo oggi sono i servizi, quelli che non si possono dare in outsourcing, è il valore del tempo di persone che lavorano per il piacere di altre persone che possono permetterselo.
E per una popolazione che invecchia i servizi saranno sempre più importanti degli oggetti..

Chiamatela sobrietà o come più vi piace, ma non è la soluzione, oggi
c'è una enorme e stridente sproporzione tra i mezzi a disposizione ed i risultati ottenuti c'è un gorgo che sta aspirando tutto.

Dire che non possiamo chiedere alla politica la risposta è inaccettabile.
A chi dobbiamo chiederla?
Dobbiamo pretenderla e dobbiamo essere disposti a tornare ad avere un'idea politica e ad esprimerla e a difenderla, sono veramente stanco di sentire dire che tanto destra e sinistra sono tutti uguali, non è vero.

Pretendere i parlare di economia, e di finanza e di etica, pensando che questi non siano temi politici è un eufemismo fanciullesco. Oppure uno sterile tecnicismo.

Questo io chiedo per il 2011 ed oltre che si ritorni a pensare ed a parlare di Politica con la P maiuscola,

buon anno a tutti
Alberto
 

Scritto il 1 gennaio 2011 at 00:48

caro IlCuculo il Tuo è un grande augurio che necessita
…"di due importanti fattori: verità e coraggio. La verità implica la giustizia, il coraggio implica la fiducia nel bene. Giustizia e fiducia nel bene comportanto l'eroismo.
Quello vero e non quello raccontato da Hollywood.
Oggi sfortunatamente per tante ragioni mancano entrambi questi valori nelle isitituzioni che ci guidano. La colpa non è solo di chi comanda, ma anche e soprattutto di chi si fa comandare. E con questo non intendo dire che non bisogna farsi comandare, tutt'altro. Bisogna farsi comandare da coloro a cui riconosciamo legittimità al comando e per riconoscere tale legittimità è il popolo stesso, per primo, che deve maturare i valori di eroismo, giustizia e fiducia nel bene e dunque verità e coraggio.
Il comando d'altronde non è mero esercizio del potere, ma visione strategica del futuro, chiamata generale alla condivisione della visione (scusate il gioco di parole, ma è fortemente voluto) e alla marcia verso quel futuro.
La legittimità dunque è la testimonianza di se stessi, non tanto della propria perfezione morale, in quanto tale perfezione non esiste nel mondo materiale senza scadere nel più becero pelagesimo, quanto delle proprie azioni.  Se quindi chi si trova al vertice delle istituzioni alle quali è demandato il comando non si dimostra capace, degno o chissà cos'altro della posizione e del compito a cui è chiamato è anche colpa dei cittadini che si sono corrotti nei pensieri e nelle azioni ed hanno permesso la degenerazione del loro proprio modo di vivere che si riflette nella degenerazione di chi comanda.

Tutto questo porta un nome ed è corruzione. Non semplice corruzione di mazzette, ma corruzione di spirito. Ed il sistema stesso è autocorruttivo in quanto propaganda tramite i media, di qualunque tipo, per lo più modelli ed esempi deboli e corrotti.
http://crackupboom.blogspot.com/2010_06_01_archive.html

aggiungerei il fattore Responsabilità…finchè ciascuno, a tutti i livelli non avrà il coraggio di ammettere i propri errori e pagare per questi…
si potrà analizzare qualsiasi cosa ma non si andrà mai da nesuna parte…

Con l'augurio di saper ritornare ad essere gente, cittadini ingrado di esigere ciò di cui scrivi Tu…

Buon anno
Valentina

Scritto il 1 gennaio 2011 at 00:48

caro IlCuculo il Tuo è un grande augurio che necessita
…"di due importanti fattori: verità e coraggio. La verità implica la giustizia, il coraggio implica la fiducia nel bene. Giustizia e fiducia nel bene comportanto l'eroismo.
Quello vero e non quello raccontato da Hollywood.
Oggi sfortunatamente per tante ragioni mancano entrambi questi valori nelle isitituzioni che ci guidano. La colpa non è solo di chi comanda, ma anche e soprattutto di chi si fa comandare. E con questo non intendo dire che non bisogna farsi comandare, tutt'altro. Bisogna farsi comandare da coloro a cui riconosciamo legittimità al comando e per riconoscere tale legittimità è il popolo stesso, per primo, che deve maturare i valori di eroismo, giustizia e fiducia nel bene e dunque verità e coraggio.
Il comando d'altronde non è mero esercizio del potere, ma visione strategica del futuro, chiamata generale alla condivisione della visione (scusate il gioco di parole, ma è fortemente voluto) e alla marcia verso quel futuro.
La legittimità dunque è la testimonianza di se stessi, non tanto della propria perfezione morale, in quanto tale perfezione non esiste nel mondo materiale senza scadere nel più becero pelagesimo, quanto delle proprie azioni.  Se quindi chi si trova al vertice delle istituzioni alle quali è demandato il comando non si dimostra capace, degno o chissà cos'altro della posizione e del compito a cui è chiamato è anche colpa dei cittadini che si sono corrotti nei pensieri e nelle azioni ed hanno permesso la degenerazione del loro proprio modo di vivere che si riflette nella degenerazione di chi comanda.

Tutto questo porta un nome ed è corruzione. Non semplice corruzione di mazzette, ma corruzione di spirito. Ed il sistema stesso è autocorruttivo in quanto propaganda tramite i media, di qualunque tipo, per lo più modelli ed esempi deboli e corrotti.
http://crackupboom.blogspot.com/2010_06_01_archive.html

aggiungerei il fattore Responsabilità…finchè ciascuno, a tutti i livelli non avrà il coraggio di ammettere i propri errori e pagare per questi…
si potrà analizzare qualsiasi cosa ma non si andrà mai da nesuna parte…

Con l'augurio di saper ritornare ad essere gente, cittadini ingrado di esigere ciò di cui scrivi Tu…

Buon anno
Valentina

Scritto il 1 gennaio 2011 at 11:25

http://webcolor.splinder.com/

Buona Giornata
Valentina

Scritto il 1 gennaio 2011 at 11:25

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Buona Giornata
Valentina

Scritto il 1 gennaio 2011 at 14:58

Ogni passo è una scelta
ogni passo fa l’impronta
quante cose spegne la prudenza.
Ogni passo è in avanti
e ti porti tutto quanto
che lì dietro non rimani niente
è dura non essere al sicuro
e vedere sempre un pò più piccolo il futuro.
E conosci tutti i santi
tutti i nomi dei potenti
e sai che fine fanno gli innocenti.
La verità è una scelta
la verità è già pronta
di giorno sempre un occhio chiuso
di notte uno aperto
la verità è una scelta
la verità è un’impresa
di notte sempre un occhio aperto
di giorno un occhio sempre sempre chiuso.
Ogni bacio è una scelta
ogni riga di gornale
ogni cosa che non vuoi sentire.
Ogni tanto non ci pensi
non pensarci è già una scelta
ogni tanto non ce la vuoi fare
è dura non essere al sicuro
ed avere tutto quel bisogno di futuro
quanto più è profondo il pozzo
meno arrivano gli spruzzi
quanto più ristagna il tuo disprezzo.
La verità è una scelta
la verità è già pronta
di giorno sempre un occhio chiuso
di notte uno aperto
la verità è una scelta
la verità è un’impresa
di notte sempre un occhio aperto
di giorno un occhio sempre sempre chiuso.
Ogni battito è una scelta
ogni sguardo mantenuto
ogni nefandezza che hai scordato.
Ogni tanto non ci pensi
vuoi soltanto andare avanti
e schivare tutti gli incidenti.
La verità è una scelta
la verità è già pronta
di giorno sempre un occhio chiuso
di notte uno aperto
la verità è una scelta
la verità è un’impresa
di notte sempre un occhio aperto
di giorno un occhio sempre sempre chiuso.

(La Verità è una scelta, Ligabue)
http://video.libero.it/app/play?id=961151d89e08485900c27e194f5be478

Scritto il 1 gennaio 2011 at 14:58

Ogni passo è una scelta
ogni passo fa l’impronta
quante cose spegne la prudenza.
Ogni passo è in avanti
e ti porti tutto quanto
che lì dietro non rimani niente
è dura non essere al sicuro
e vedere sempre un pò più piccolo il futuro.
E conosci tutti i santi
tutti i nomi dei potenti
e sai che fine fanno gli innocenti.
La verità è una scelta
la verità è già pronta
di giorno sempre un occhio chiuso
di notte uno aperto
la verità è una scelta
la verità è un’impresa
di notte sempre un occhio aperto
di giorno un occhio sempre sempre chiuso.
Ogni bacio è una scelta
ogni riga di gornale
ogni cosa che non vuoi sentire.
Ogni tanto non ci pensi
non pensarci è già una scelta
ogni tanto non ce la vuoi fare
è dura non essere al sicuro
ed avere tutto quel bisogno di futuro
quanto più è profondo il pozzo
meno arrivano gli spruzzi
quanto più ristagna il tuo disprezzo.
La verità è una scelta
la verità è già pronta
di giorno sempre un occhio chiuso
di notte uno aperto
la verità è una scelta
la verità è un’impresa
di notte sempre un occhio aperto
di giorno un occhio sempre sempre chiuso.
Ogni battito è una scelta
ogni sguardo mantenuto
ogni nefandezza che hai scordato.
Ogni tanto non ci pensi
vuoi soltanto andare avanti
e schivare tutti gli incidenti.
La verità è una scelta
la verità è già pronta
di giorno sempre un occhio chiuso
di notte uno aperto
la verità è una scelta
la verità è un’impresa
di notte sempre un occhio aperto
di giorno un occhio sempre sempre chiuso.

(La Verità è una scelta, Ligabue)
http://video.libero.it/app/play?id=961151d89e08485900c27e194f5be478

utente anonimo
Scritto il 1 gennaio 2011 at 17:07

13

Ciao Caro Alberto e auguri di Buon Anno.

Ti ringrazio per il tuo punto di vista e per la tua idea; io  non volevo entrare molto nel particolare ma certo quando dico che la società non sarà più come noi l'abbiamo vissuta e quando dico che ci siamo finiti gli spazi significa che pur sfruttando inesorabilmente Paesi in via di sviluppo (allora) siamo arrivati a questo punto. So bene che ora quelli sono PAesi con dei mercati reali e infatti una possibile salvezza potrebbe essere seguire il loro progresso (non a caso io ho parlato di Europa e America in crisi come sistema).Giusto quello che dici circa una società di servizi che ha preso piede al posto di una società di produzione. In termini di occupazione il  terziario ha da tempo superato il 50% del totale, ma pensi che questo terziario sia stato creato per necessità antropologiche (come cie il nostro capitano) o per compensare la perdita del settore industriale?! Io per primo per esempio penso a un settore su cui investire come quello degli anziani con tutto quello che li circonda, ma per offrire servizi  e per essere pagati occorre che qualcuno abbia la ricchezza per poterseli permettere. La parola sobrietà significa contrario di eccesso, contrario di iperconsumismo fine a se stesso. Avremo un periodo lungo di "spurgo" degli eccessi e purtroppo non credo che una società fatta di servizi per il bene comune sia immediatamente attuabile perchè per avere dei servizi occorre pagare. A meno che i servizi non siano dati da uno stato che sempre con quel progetto di redistribuzione sappia cogliere un equilibrio tra quanto chiedere ai cittadini e quanto dare.

Certo che io non voglio abbattere la  Politica anzi… proprio per questo critico la fase attuale in cui chi è Politico dà il peggio di se ( e quelli che sono buoni purtroppo non fanno notizia) perchè pur con grandi annunzi stringi stringi alla fine non risolve e non traccia una strada.

So anche bene che è facile criticare e difficile costruire ma oggi non me la sento di esentare i politici di turno da grosse responsabilità. La fase nuova deve nascere e ancora siamo lontani.

Ecco perchè è ora che persone come noi si impegnino direttamente attraverso prima la diffusione delle idee e poi, perchè no, con un progetto politico (che significa pure futuro a quel punto).

Quando la società non sarà solo apparire, quando la società non sarà comandata da logiche pubblicitarie, quando penseremo al bene comune come primo obiettivo senza guardare al nostro orticello, bhe forse avremo iniziato a percorrere la strada giusta.

Intanto,  caro Alberto e cari voi tutti, Vi rinnovo i miei migliori  Auguri .

PG

utente anonimo
Scritto il 1 gennaio 2011 at 18:40

grazie Andrea 
ho letto il tuo libro tutto d'un fiato e mi ha fatto capire molte cose.
lo sto consigliando a tutti i miei amici.
spero diventi il libro più letto nel 2011 e che così la gente possa vedere attraverso il velo che ogni giorno gli viene steso davanti

grazie ancora

utente anonimo
Scritto il 1 gennaio 2011 at 19:06

Hai moltissima ragione. Non capisco come nessuno in Italia parli del successo delle politiche sociali attuate da Lula in Brasile negli ultimi 8 anni, che hanno letteralemnte trasformato un paese "disgraçado" in un "pais de todos"! Non ultimo, oggi stesso, il primo discorso di Dilma da presidentessa, sembra fatto da un extraterrestre rispetto ai nostri spettacolari "dipendenti". Um abraço, e feliz ano novo, Claudik

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