S&P CASE/SHILLER HOME PRICE INDICES: CASE FANTASMA!

Scritto il alle 07:10 da icebergfinanza

  

   
 

Secondo l’indice S&P Case Shiller, la media dei mesi di agosto, settembre e ottobre ci consegna nuovi minimi per ben sei città americane (Atlanta, Charlotte, Miami, Portland, Seattle e Tampa )This includes prices for 20 individual cities and and two composite indices (for 10 cities and 20 cities).con l’indice relativo alle venti maggiori città sceso del 0,8 % rispetto ai livelli di ottobre dello scorso anno. Ci troviamo mediamente con oltre il 30 % di perdita di valore dal picco del 2006 in entrambi gli indici compositi che raggruppano le 10 e 20 principali città americane. E’ probabile che serviranno quindi almeno 6 anni dal picco per raggiungere il botton secondo la mia previsione.


Era il lontano settembre del 2009, mentre molti analisti ed economisti prospettavano il recupero del mercato immobiliare, dei prezzi delle abitazioni,  quando scrissi un post dal titolo Double Dip Recession in Housing: L’attesa prospettando un ulteriore calo dei prezzi nell’ordine del 10/15 % prima della fine di questa depressione immobiliare probabilmente nel 2012 per quanto riguarda i prezzi e il prossimo anno per quanto riguarda le vendite di abitazioni a meno che non subentrino nuove dinamiche economiche che portino ad una nuova recessione.

 

thanks to TIM IACONO

Come potete vedere qui sotto la mia idea è che sino a quando i prezzi non si saranno appoggiati alla linea di tendenza, sino a quando l'eccesso di inventari e la disoccupazione non scenderanno in maniera sensibile, nessuno neppure ulteriori incentivi fiscali favoriranno un equilibrio nei prezzi.

Immagine
Al di là del fatto che da questa recessione in realtà non siamo mai usciti, visto e considerato quella umana ancora in atto,  sarà interessante osservare se saranno sufficienti ulteriori tagli fiscali e mille nuovi allentamenti monetari per evitare una seconda recessione tecnica il prossimo anno.

E’ probabile a questo punto che non vi sarà la cosiddetta recessione tecnica, visto che servono due trimestri negativi ma la favola di una crescita prevista intorno al 3 o 4 % dovrà essere risposta nel cassetto e noi ben sappiamo che se non si cresce di almeno il 3 % di occupazione non se ne crea se non nel limite necessario a soddisfare la crescita demografica o migratoria.

Inoltre come vedremo nel post dedicato,  sarà interessante osservare la dinamica dei prezzi del petrolio visto che stanno salendo di gusto in tutte le economie occidentali  riflettendo chissà quale meravigliosa crescita per i prossimi anni. 

La mia sensazione è che non andremo oltre il milione e mezzo di posti creati ovvero non più di 100.000/120.000 posti al mese, salvo ovviamente novità dal settore finanziario come vedremo nel post dal titolo  No Man’s Ocean 2011. 

 

Icebergfinanza come un cantastorie 
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La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

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10 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 30 dicembre 2010 at 11:23

a mio parere quella linea di tendenza in verde dell'ultima figura e' un vero e proprio artificio statistico.
Solo per il fatto che da trenta anni a questa parte la linea dei dati si sia appoggiata au questa non vuol dire nulla, e soprattutto non predice nulla.

Stiamo a vedere come in futuro quella linee si attraverseranno, e a posteriori capiremo (questo si) che stiamo  passando per un punto di svolta epocale.

Saluti
Phitio

Scritto il 30 dicembre 2010 at 14:33

Realismo innanzi tutto Phitio.
Buon Anno (se posso…)

Scritto il 30 dicembre 2010 at 14:56

Buon anno anche a Te carissimo IlCuculo e cari compagni di viaggio…
Voglio condividere con Voi questa bellissima poesia indiana, me l'ha inviata M.P., che abbraccio, una cara Compagna di Viaggio, io ora la "giro" a Voi…al Capitano…

 Non ti auguro un dono qualsiasi.
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per Amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

***Poesia indiana

 Valentina
p.s IlCuculo hai letto i pvt, Ti lascio anche questo,  qui troverai molto realismo e concretezza,…e una piccola parte di quelle azioni/soluzioni che auspicherei…di vedere realizzate con il tempo…

http://icrl.wordpress.com/

http://www.corriere.it/editoriali/10_dicembre_30/un-disperato-qualunquismo-ernesto-galli-della-loggia-editoriale_2120c614-13e4-11e0-96ea-00144f02aabc.shtml

p.s all'anonimo del post precedente, probabilmente hai ragione, hihihi, anche se c'è ben poco da ridere, buon anno un abbraccio anche a TE…

Scritto il 30 dicembre 2010 at 17:32

BUON ANNO ANDREA, VALENTINA, CUCULO , ECC…. Buon anno a tutti coloro che hanno e che ancora frequentano questo Blog.
anche se qualcuno dice che, toccato il fondo , si può cominciare a scavare, si può anche sperare, ch enon fa mai male, che almeno la situazione non peggiori.
BUON ANNO
andrea

utente anonimo
Scritto il 30 dicembre 2010 at 21:41

Buona iperinflazione a tutti

Scritto il 30 dicembre 2010 at 23:47

Altrettanto a te caro anonimo 5, ed anche altre cose ti si augurano di cuore.

utente anonimo
Scritto il 31 dicembre 2010 at 03:14

 E' un onore per me scrivere il primo post dell'ultimo giorno dell'anno in questa "famiglia" di cui ormai faccio parte da più di 3 anni. MI spiace non essere stato molto partecipe e attivo quanto prima, ma il tempo quest'anno mi è stato particolarmente tiranno. Questo non ha comunque evitato di seguire i momenti salienti e le presentazioni di Andrea, del libro (fantastica cosa) e di condividere con voi momenti bellissimi.

Il 2011 come sarà? Andrea credo ha saputo anticipare la crisi perchè è persona immune nei confronti delle dinamiche della società del consumismo, di quella società che ormai non sarà più. E' evidente che ora stiamo vivendo i primi segni, i primi cedimenti del non consumo; da un lato le aziende e tutto il sistema economico-politico che infonde "certezze" e "sicurezze" mantenendo o cercando di mantenere uno status quo utilizzando quanto di più loro hanno (politiche monetarie, mass media, politica etc), ma la realtà (la realtà è figlia del tempo ….ricordate??) sta progressivamente  arrivando alle masse in maniera inesorabile.  Io non so se prima che succeda  qualcosa di traumatico riusciranno a trovare delle soluzioni valide ma in ogni caso da persona responsabile e cosciente (quale spero di essere) capisco che un sistema economico è finito. Si, vero, altre volte si sono avute crisi e poi ci si è risollevati ma erano situazioni non globali. Ora, con la globalizzazione abbiamo prima aumentato a dismisura i consumi, quindi la necessità della spesa e del debito e poi abbiamo delocalizzato cercando altrove prodotti  a costo inferiore che altrimenti non avremmo già da tempo potuto permetterci. Questo ha portato a trasferimento di sistemi e capitali in parti del mondo prima mai considerate e grazie alle quali ancora possiamo permetterci alcuni oggetti. Certo, accoppiare un sistema semicapitalistico con una dittatura politica (Cina) è quanto di più produttivo ed efficace possa esistere.  Abbiamo dovuto trasferire altrove e far schiavizzare milioni di persone per poter far fare margini ad aziende altrimenti spacciate in un sistema già sull’orlo del collasso e tale sistema ha solo trasferito nel tempo gli effetti.
Ha, come dire, prolungato l’agonia di un sistema morto e sepolto (almeno nella vecchia Europa e negli Stati Uniti); per dirla in breve, ci siamo finiti gli spazi di consumo e di margine. Quindi o ci si reinventa una nuova società basata sul necessario, sui bisogni primari  e dove la nuova parola d'ordine sarà “sobrietà” o altrimenti saremo costretti a soccombere perché passeremo direttamente da una vita di consumi a una di stenti.
 
In generale i debiti pubblici hanno accentrato tutti i problemi finanziari dei privati e una politica dissennata che ha privilegiato (e sta privilegiando tutt’ora!!!!! Profumo, per dirne uno a caso, e la sua liquidazione con Ucg che sta andando verso i minimi? Ma come è possibile?) pochi a discapito di molti e soprattutto del futuro dei nostri figli. Sono concetti che Andrea ha sempre lucidamente e razionalmente spiegato e che io condivido alla perfezione.
 
                La politica che dovrebbe essere la parte più alta della società, quella che eticamente dovrebbe indicare il percorso da seguire, che dovrebbe anticipare gli eventi e che quindi attua comportamenti idonei per raddrizare anche in maniera brusca situazioni di pericolo, che fa? Si arrocca in posizioni di rendita parlando di problemi che nulla hanno a che fare con la gente comune e quindi non avremo dalla politica certamente la risposta. Tutti gli anni, ma specialmente gli ultimi , ci hanno dimostrato una classe politica (quella italiana per eccellenza) dove le privatizzazioni non sono state frutto di maggiore competitività, di servizi migliori per noi utenti finali, ma sono solo servite a “regalare” aziende che prima sono state portate sull’orlo del fallimento per poi far gridare al miracolo per l’arrivo del soccorso di un privato (ovviamente amico del politico di turno). E’  la classica politica della creazione del finto problema : prima ti creano un problema e poi ti fanno credere di averlo risolto quando in realtà il problema non doveva mai essere nato.  
 
                Le privatizzazioni non saranno la soluzione ma il problema. La politica sta ancora una volta in ritardo di anni luce e non ha individuato le soluzioni possibili. Invece di privatizzare e nazionalizzare i debiti (le banche aiutate per esempio) dovevano e devono nazionalizzare le aziende che sono in difficoltà e che in un sistema statale facendo partire opere pubbliche “necessarie” diano posti di lavoro dando vita  a una redistribuzione effettiva del reddito.   Il ritorno dello Stato in campi strategici (energia, mobilità, finanza, ricerca, sanità) mi sembrerebbe un primo passo per una politica di redistribuzione della ricchezza tante volte detta da Andrea. Ovvio, qui parliamo di uno Stato efficiente, che sa far rendere i propri dipendenti e quindi torniamo al sistema della politica.
                E’ sottinteso che lo Stato deve essere efficiente, premiale ma anche con sistemi di controllo interno perfetti dove il dirigente di turno paga alacremente eventuali disfunzioni. Insomma occorre il ritorno a uno Stato fatto di etica, produttività e risultati.
                Non vedo perché una azienda privata debba funzionare e un settore pubblico (se gestito come uno privato) non debba rendere.
                Le banche si nazionalizzano; non vedo per quale motivo le aziende più remunerative in termini di guadagni dobbiamo aiutarle prestandogli soldi  e assumendoci il rischio del loro fallimento: ma stiamo scherzando?
 
                Altro argomento cardine è il sistema capitalistico come concepito (in Italia per lo meno) e la tanto sbandierata concorrenza. NON ESISTE CAPITALISMO LIBERALE VERO SE NON C’E’ NEL SISTEMA ECONOMICO UN RISPETTO DELLA ETICA.               Come noi possiamo sbandierare la privatizzazione come risoluzione di tutti i mali e creatrice di concorrenza quando la stessa concorrenza è deviata da tangenti, influenze poltiche, intrecci finanziari tra sistema bancario e sistema produttivo? E’ un finto mercato liberale dove invece viene premiata spesso l’azienda meno efficiente ma più corrotta.
Pongo un esempio: ci ricordiamo tutti la vecchia Sip? Sì, ovvio con tutti gli sprechi del mondo ma parlavi con una persona (o addirittura ti arrivava in poco tempo il tecnico a casa) e in 1 giorno risolvevi la questione. Ora abbiamo una marea di operatori (che sì, hanno forse  abbassato i prezzi) ma quante cause o quanti di Voi hanno avuto a che fare con problemi sulle linee o con l’impossibilità di comunicare perché risponde una segreteria? Per non parlare della vastità delle offerte per cui l’utente finale, se non attentissimo, spesso pensa di sottoscrivere una cosa e invece ne ha acquistata un’altra.
 
                Questa non è la società che voglio, questa non è la società del futuro dove le persone sono ridotte a un numero, ma deve ritornare la società dell’umanità, dell’uomo al centro.
 
                Caro Andrea e cari compagni di viaggio, non vorrei recuperare il tempo perduto in un giorno scrivendo un “poema”, ma esprimo ciò che sento da sempre e spero di poter interpretare anche solo un po’ dei vostri pensieri.
 
                Cosa possiamo fare noi? Bhe caro Andrea, già te lo dissi e ribadii più …

utente anonimo
Scritto il 31 dicembre 2010 at 03:22

…Segue 

 …più volte: persone speciali come te, con la tua sensibilità e le tue capacità non possono sottrarsi dal divulgare certi concetti perché Dio ha dato loro una marcia in più e tu hai raccolto il nostro invito scrivendo un libro che è perfetto per argomento, per lucidità e per importanza nella tempistica. Quindi noi dovremmo, d’ora in avanti, oltre che aggiornare la situazione, come stai facendo egregiamente, divulgare. Il tuo libro (importantissimo perché siamo passati al primo step dei mass media e diffonde ad un pubblico più vasto concetti che altrimenti rimarrebbero qui tra noi). Ora si tratta di stabilire delle strategie di comunicazione vincenti che possano far pubblicità al tuo libro ma soprattutto dovremmo aiutarti anche a poter diffondere con convegni e con incontri mirati i pensieri, questi pensieri. Sarebbe il caso di creare senza tanti formalismi e molto snello, un piccolo gruppo di persone che per il 2011 faccia un’agenda. Abbiamo la responsabilità sociale di diffondere ciò che è reale, ciò che sta dietro l’angolo, le alternative ad una sistema economico-sociale ormai arrivato alla frutta.
 
 
                Buon 2011 cari compagni di viaggio, caro Andrea.
 
PG
 
                 
               
               

utente anonimo
Scritto il 1 gennaio 2011 at 12:08

Condivido pienamente tutto quello che ha scritto PG, ci vorrebbe coraggio e chi sà o pensa di sapere dovrebbe fare di tutto per divulgare il propio sapere. Personalmente credo che siamo arrivati tardi, il nostro sistema socio/economico dovrà prima sbattere violentemente sul fondale con una miriade di problemi di vario genere ( stile impero Romano ) poi cresceranno delle nuove generazioni forgiate dalle mille difficoltà di dover mettere qualcosa a tavola il pomeriggio e la sera, e queste generazioni faranno ripartire la vera economia. Noi possiamo sensibilizzare e accompagnare queste nuove generazioni con l' esperienza e quindi veicolare questa fase, ma non credo si possa fare di più.

Enzo Verdino

Scritto il 1 gennaio 2011 at 14:44

A mia volta mi fido del mondo
non ti dico le botte che prendo
Non c'è modo di starsene fuori
da ciò che lo rende tremendo e stupendo.

La canzone rimasta nel vento
le sorprese che fa il firmamento
ed i primi che mangiano tutto
e gli ultimi pagano tutto quel conto

per il cielo è un po' presto
per l'inferno non c'è posto
per qualcuno è solo buio pesto

a mia volta ti apro la casa
e ti trovi davanti un vampiro
che a mia volta devo succhiare
tutto l’amore che riesco a rubare per me

la linea sottile fra baciare e mangiare
la linea sottile fra venire e partire
c'è una linea sottile
fra star fermi e subire
cosa pensi di fare?
da che parte vuoi stare?

A mia volta non smetto di andare
anche se non si sa ancora dove
a mia volta invecchio alla svelta
perché non rinuncio a una certa illusione
una faccia che sembra destino
ed un vecchio che torna bambino
e traguardi che sono partenze
e un tramonto che è come un mattino

per il cielo è un po’ presto
per l’inferno non c’è posto
per qualcuno è solo l’antipasto

a mia volta mi lascio un po' stare
e mi faccio un periodo di mare
che a mia volta non è che mi cerco
che poi non si sa cosa posso trovare da me

la linea sottile fra il tuo bene e il tuo male
la linea sottile fra dormire e sognare
c’è una linea sottile fra tacere e subire
cosa pensi di fare?
Da che parte vuoi stare?

Vuoi vedere che non era niente
vuoi vedere che era già tutto lì
vuoi vedere che è venuto il tempo
e che è facile cosi

fra la voglia e il piacere
fra la noia e il bicchiere
c’è una linea sottile fra aspettare e scoppiare
cosa pensi di fare?
Da che parte vuoi stare?

la linea sottile fra baciare e mangiare
la linea sottile fra venire e partire
C'è una linea sottile
fra star fermi e subire
cosa pensi di fare?
Da che parte vuoi stare?

 
(La linea sottile, Ligabue)

http://www.youtube.com/watch?v=wFA6dHwDXog

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