…FUORI DALL’ACQUARIO DEL PENSIERO COMUNE!

Scritto il alle 10:47 da icebergfinanza

 
 


In questi quattro lunghi anni di navigazione spesso e volentieri controvento, controcorrente, in molti sia in ferimento all’etica, alla responsabilità che ai “Mondi Alternativi”, hanno espresso tutta la loro ironia o perplessità di fronte alla possibilità di un qualsiasi cambiamento. Sarebbe stato troppo semplice e comodo  continuare a condividere e vivere l’alternativa con amici o persone che hanno gli stessi orizzonti, la stessa sensibilità, che coltivano la stessa responsabilità nei confronti dell’uomo e della vita.
 

Come scrisse Miriam Giovanzana, " Per continuare  a pensare e desiderare un mondo migliore, abbiamo bisogno di stare fuori dall'acquario del pensiero comune, e dalla sua enorme forza di persuasione. Probabilmente i pesci dell'acquario pensano che quello sia l'unico mondo possibile. Noi invece sappiamo che non è così, anche se l'acqua che ci permette di vivere – quella dell'acquario appunto – è anche quella che ci tiene prigionieri.”

Certo per molti questo è il mondo migliore, l’acquario migliore in cui vivere. In fondo si tratta solo di prospettiva, la prospettiva con la quale si guarda alla vita.

Alcuni sostengono che la continua ricerca delle radici umane profonde della crisi, della tradizione, dei messaggi nascosti nello scrigno del passato, porta alla presunzione di riuscire a modificare la natura umana, un tentativo alquanto futile e molto probabilmente pericoloso.

Nessuna presunzione, ma questa è una scusa per assecondare il degrado di certi comportamenti umani, una sorta di deresponsabilizzazione, che scientificamente è spesso perpetrata attraverso la cancellazione dei valori e della tradizione, attraverso l’oblio , cancellando il senso di appartenenza e di responsabilità alla comunità, la responsabilità che abbiamo nei confronti delle Generazioni future.

Spesso ma per fortuna non sempre, ho avuto la sensazione di un’Umanità anestetizzata, disillusa, incapace di lottare, di sognare, di indignarsi, rassegnata di fronte all’inevitabilità delle dinamiche di questo sistema, all’inevitabilità delle dinamiche economiche.

L’ alternativa però non va perseguita urlando, prevaricando, imponendo, giudicando, non va perseguita con la violenza, ma attraverso la testimonianza, attraverso la proposta, coinvolgendo e stimolando il  confronto dal basso, esaltando l’importanza del bene comune.

Come scrive Roberto Mancini in un’editoriale su Altreconomia, quello in atto è un grande ricatto…

      (…)Chi non si inchina a questo vincolo assoluto viene giudicato come uno che sta fuori dalla realtà. Per i figli dell’Occidente il ricatto risulta persino persuasivo: adattarsi illimitatamente ai capricci del mercato globale ci conviene. Siamo noi quelli che finora hanno goduto dei privilegi di questo falso ordine del mondo, quindi non possiamo rischiare che nasca un altro tipo di società, perché perderemmo ogni vantaggio. Intanto però paghiamo il prezzo della perdita di dignità, di lucidità e di creatività. Di dignità, perché si accetta che il denaro valga più delle persone. Di lucidità, perché si crede ragionevole la follia della metafisica capitalista. Di creatività, perché nessuno conosce più l’arte del cambiamento in ogni sfera dell’esistenza: interiore, interpersonale, sociale, politica.(…)Per ora anche quanti sono rimasti critici verso il sistema del ricatto tentano di sopravvivere e di resistere in forme isolate e frammentarie, come gruppi, associazioni, riviste, organismi e mondi vitali quotidiani che non comunicano tra loro. Non si può nemmeno pensare di costruire un autentico ordine di convivenza se permane una dispersione per cui, rispettivamente, i soggetti dell’altra economia ormai molto diffusi in Italia, i grandi sindacati, i precari e i disoccupati organizzati, la parte consapevole delle nuove generazioni e infine le persone più critiche ancora attive nei partiti di opposizione non si incontrano mai. Se poi aggiungiamo a questo elenco anche quanti, pur non rientrando nei gruppi citati, desiderano comunque una società equa e solidale spinti dalla fede religiosa, dalla convinzione etica o dal semplice buon senso, si vedrebbe che il Grande Incontro non riguarda sparute minoranze.

Tutte queste soggettività conservano un potenziale di nuovo pensiero e di cambiamento strutturale, economico e politico, al quale hanno il dovere di dare attuazione insieme. Il tipo di azione più efficace oggi, mentre il Grande Incontro sembra a molti un puro miraggio, consiste nel preparare le condizioni della convergenza e dell’azione comune. Tra esse ricordo: l’idea di un’altra società e un progetto politico che la traduca in modo articolato; i luoghi e i canali della comunicazione che dà consistenza all’incontro e genera coesione; il metodo per agire coralmente. Chi lavora per approntare tali condizioni dà un contributo essenziale di dignità, lucidità e creatività alla vita di tutti. E così promuove il risveglio di quelle facoltà umane che il Grande Ricatto cerca di spegnere. Grazie ai semi gettati da chiunque lavori in questa direzione, nei prossimi anni molti altri potranno capire che senza democrazia economica non esiste neppure la democrazia in quanto tale.(…)

      Aggiungo solo come più volte ho ricordato sul blog che abbiamo il diritto e la responsabilità di seminare una nuova concezione della vita se quella attuale non si adatta alla nostra sensibilità e spiritualità, ma non possiamo pretendere di raccoglierne oggi o domani i frutti, frutti che molto probabilmente diventeranno maturi sotto il sole delle future generazioni.

Prosegue Mancini delineando il confine della vita nuova, dove si pone l’altra economia, ovvero coloro…

che nel lavoro agricolo o nell’artigianato,nel lavoro industriale o nei servizi, nella cooperazione internazionale o nell’impegno sindacale e politico si battono per uscire da questa gigantesca trappola per topi che è il capitalismo globale stanno aprendo il varco verso una vita buona comune.

Vita, perché non si tratta più solo di sopravvivenza, buona, perché non si fonda più sulla violenza, comune, perché include l’umanità intera e la natura. E la fioritura, nella costellazione delle attività tipiche dell’altra economia, dei movimenti per la tutela dei beni comuni, a partire dal movimento contro la privatizzazione dell’acqua, è l’espressione della responsabilità implicata dalla vita buona comune, che è il primo e il più universale di tutti questi beni.

Non disperdere le energie, facendo convergere ogni iniziativa nell’esercizio di tale specifica responsabilità, richiede tre cose: lucidità, opposizione, creatività. La lucidità è la percezione precisa della situazione attuale ed è la visione della direzione migliore da seguire. È una mappa che ci indica dove siamo e qual è il posto migliore verso cui dirigersi. Una mappa simile è offerta da Thomas Pogge nel libro Povertà mondiale e diritti umani (Laterza, 2010). Dinanzi al quadro di una società in cui un terzo della mortalità mondiale è causato dall’iniquità del sistema economico, egli dimostra che possiamo fare scelte politiche capaci di sradicare la fame e la povertà. Pogge inoltre smonta tutte le tesi secondo cui tali scelte sarebbero impossibili. E finalmente si vede che non c’è una ragione al mondo per accettare questo stato di cose e per non costruire un’altra politica.

(…) l’opposizione ha la sua radice nel modo di vivere. Infatti c’è opposizione se ci sono persone, comunità, gruppi, associazioni, istituzioni (Comuni, scuole, ospedali ecc.) che non danno il primato al denaro e al mercato, ma attuano il valore dei diritti umani, delle relazioni interpersonali, della natura, della giustizia. Il dire “no” tipico di chi si oppone scaturisce dall’aver detto “sì” alla vita buona comune. E c’è opposizione se questo stile di esistenza si traduce nel lavoro, nella produzione, nella distribuzione, nel consumo, nella gestione del denaro. Per Kant l’etica implica di trattare sempre l’uomo come fine e mai come un mezzo; oggi dobbiamo anche ricordarci di trattare sempre il denaro come un mezzo e mai come un fine.

Realizzare questo nell’economia significa generare una cultura nuova, schiudere una visione della società, dando corpo a un nucleo decisivo dell’opposizione. Perciò l’altra economia è il confine della vita nuova comune. (…) La creatività come energia del cambiamento politico sembra a noi la cosa più ardua. L’intimidazione prodotta dal Grande Ricatto che ci fa il sistema -obbedisci o vai in rovina-, la rappresentazione televisiva della realtà, la destrutturazione della scuola, dell’università e in generale delle condizioni fisiologiche delle relazioni interpersonali inibiscono la lucidità e strozzano lo sviluppo dell’opposizione nel delicato passaggio dal modo di vivere quotidiano all’economia e alla politica istituzionale. Bisogna allora alimentare la crescita della lucidità e dell’opposizione affinché la forza nonviolenta e trasformatrice della creatività possa sprigionarsi e dare vita, tra l’altro, anche all’opposizione in Parlamento. I molti soggetti già attivi nell’altra economia non devono arrendersi o accontentarsi.

Devono svolgere fino in fondo un passaggio nuovo lasciandosi guidare dalla consapevolezza del fatto che la vera altra economia coincide con la giustizia: allora la creatività politica non tarderà. “

Concludo  ricordando che come abbiamo visto recentemente a proposito  del patetico tentativo di alcuni politici di cancellare le orme della storia, le cause della Grande Crisi, avvallando uno status quo demenziale , la consapevolezza che vi sarà sempre qualcuno che cercherà di anestetizzare  e uccidere la responsabilità e la creatività per un mondo migliore, può aiutare a comprendere che qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo, sempre che ognuno di noi sia disposto ad imbarcare la propria vita per un viaggio dove la meta è la responsabilità verso le Generazioni future e la serenità della propria esistenza. 
 

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18 commenti Commenta
Scritto il 18 dicembre 2010 at 14:10

 L'immenso soffio dell'oceano
mi spinge via con se' a naufragare
su spiagge chiare
a un passo dalla vita
muoiono conchiglie
e nelle orecchie ancora
il mare
s'arrampicano in cima
con quei ginocchi secchi
e tutto il mondo giu' respirano
si fanno roccia
e al sole un'altra
volta guardano
poi chiudono per sempre gli occhi
gli stambecchi
e io ti chiedo perdono se
fratello a volte tu mi hai fatto male
io non potevo essere come te
un mago un angelo immortale
pace a noi che abbiamo avuto tanto
da smarrir
la lucee della semplicita'
quando poi si nasce e il primo grido e' un pianto
e il bambino e' un uomo
che il suo nome non sa
dire mai
nel buio della terra
aspettano
finche' lassu'
una notte piu' irreale
come in una cattedrale
nell'aria antica cantano
per una sola estate le cicale
L'amico cadde mentre era in volo sopra un prato

e le sue ali non si aprirono
guida di quei poeti
che un giorno si smarrirono
lui si che mi tratto' da uomo
e adesso e' andato
ed anche noi
ci lasciamo qui
fratello
e non dobbiamo dirci niente
ci serve pure di arrivare qui
per ripartire nuovamente

pace a me che non so amare ancora
cio' che ho
e non so no-on amar quel che non ho
fermo sull'abisso tra il rischio e la paura
quel che non mi uccise mi lascio' la
forza
di vivereeeeeeeee
eeeee……..

……………………………………
…….eeeeeeeee
pace a te
per quello che mi hai dato
e per tutto cio' che tu
non mi desti mai
e cosi' da solo
un cuore l'ho trovato

forse un mondo uomo
sotto un cielo mago
forse meeeeeeeeee
eeeeeeeeeeeeeeeeeeee

eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
eeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
eeeeeeeeeeeeeeeeee
eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
eeeeeeeeeeeeeeeeeee
ora sono libero
un uomo oltre

http://www.youtube.com/watch?v=gOqt3xpzBbI

TUTTI I GIORNI
La guerra non viene più dichiarata,
ma perseguita. L'inaudito
è divenuto quotidiano. L'eroe
resta lontano dai combattimenti. Il debole
è trasferito nelle zone del fuoco.
La divisa di oggi è la pazienza,
medaglia la misera stella
della speranza appuntata, sul cuore.

Viene conferita
quando non accade più nulla,
quando il fuoco tambureggiante ammutolisce,
quando il nemico è divenuto invisibile
e l'ombra dell'eterno riarmo
ricopre il cielo.

Viene conferita
per la diserzione delle bandiere,
per il valore di fronte all'amico,
per il tradimento di segreti obbrobriosi
e l' inosservanza di tutti gli ordini

Igeborg Bachmann

Oltre…ogni giorno, a ciò che siamo a ciò che pensiamo di essere…
oltre..ben oltre, a ciò in cui crediamo o non crediamo…

Valentina

utente anonimo
Scritto il 18 dicembre 2010 at 15:43

C'è troppa utopia in questo blog, tanta retorica, ma contro il marchio della bestia prossimo venturo, solo il martirio personale potrà valere la salvezza.

Scritto il 18 dicembre 2010 at 16:52

Sai, ma è solamente il mio "cieco umile parere"….

ritengo invece, che qui come altrove, ci sia poca, ben poca umiltà e un marcato cieco P rag matismo… qui come altrove…

ci attende un lungo cammino…il "problema, è che dobbiamo reimparare a camminare, ammesso che lo sapessimo fare…"

Valentina

Scritto il 18 dicembre 2010 at 17:15

 Quand'è che l'idealismo si trasforma in estremismo? Quando sul piano pratico non sa come realizzare i propri ideali. …
L'estremista è sostanzialmente un illuso
, in quanto sopravvaluta le proprie forze e sottovaluta quelle degli avversari. Inoltre è totalmente incapace di distinguere le posizioni ideologiche da quelle politiche. Pretendendo sempre il massimo, l'estremista non riesce neppure a ottenere il minimo.
…..
…”Bisogna inoltre fare attenzione che la vittima, solo perché vittima, non è di per sé migliore del carnefice. Il martirio, di per sé, non offre una patente di verità per determinate idee. Molti martiri sono stati in realtà dei fanatici intolleranti, anche se non per questo, ovviamente, meritavano d'essere martirizzati.

La verità storica dei fatti non è mai così evidente da poter dire con sicurezza: "Ecco è qui", escludendo categoricamente che sia anche "là". Spesso il fanatico va a cercare il martirio perché non riesce a dimostrare in altri modi la verità delle proprie idee, che, guarda caso, sono sempre estremistiche e intolleranti, quindi di difficile attuazione. Kierkegaard docet.”

massima attenzione il confine è molto labile….

ma Voi siete così certi di essere poi migliori della bestia e di non averci proprio nulla a che fare?…beati Voi..ditemi come fate? Come? ….perchè non ho tutte queste certezze….non ce le ho proprio…

in giro…a tutti i livelli, qui come altrove, vedo molta ipocrisia, questo si, non che io ne sia immune…
conosci e combatti la tua…., è il mio motto, poi forse, e dico forse, saremo in grado di combattere quella altrui…che non manca di lasciare il segno.

Navighiamo…Navighiamo
Valentina

Scritto il 18 dicembre 2010 at 17:17

Gli argomenti di chi teme il confronto sono sempre l’utopia e la retorica dell’altro specialmente quando nella presunta retorica dell’altro si identifica la paura di una persuasione che non c’e’. E allora si amplifica la paura oltre la sua giusta dimensione che e’ quella finita di ogni essere umano! Andrea

Scritto il 18 dicembre 2010 at 17:40

a proposito di ipocrisia..mi è tornata in mente questa:

tanto è già stato detto, tanto è già stato scritto..oggi, mi và un pò di musica….

Alla fine della baldoria c'era nell' aria un silenzio strano,
qualcuno ragliava con meno boria e qualcun altro grugniva piano;
alle sfilate degli stilisti si trasgrediva con meno allegria
ed in quei visi sazi e stravisti pulsava un' ombra di malattia.
Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimar già si scorgeva
e fra biscotti sponsorizzati videro un anchorman che piangeva
e poi la nebbia discese a banchi ed il barometro segnò tempesta,
ci risvegliammo più vecchi e stanchi, amaro in bocca, cerchio alla testa…

Il mercoledì delle Ceneri ci confessarono bene o male
che la festa era ormai finita e ormai lontano il carnevale
e proclamarono penitenza e in giro andarono col cilicio
ruttando austeri: "Ci vuol pazienza! Siempre adelante ma con juicio!"
E fecero voti con faccia scaltra a Nostra Signora dell' Ipocrisia
perchè una mano lavasse l' altra, tutti colpevoli e così sia!
E minacciosi ed un po' pregando, incenso sparsero al loro Dio,
sempre accusando, sempre cercando il responsabile, non certo io…

http://www.youtube.com/watch?v=ektR9i1cbjc

Scritto il 18 dicembre 2010 at 17:40

a proposito di ipocrisia..mi è tornata in mente questa:

tanto è già stato detto, tanto è già stato scritto..oggi, mi và un pò di musica….

Alla fine della baldoria c'era nell' aria un silenzio strano,
qualcuno ragliava con meno boria e qualcun altro grugniva piano;
alle sfilate degli stilisti si trasgrediva con meno allegria
ed in quei visi sazi e stravisti pulsava un' ombra di malattia.
Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimar già si scorgeva
e fra biscotti sponsorizzati videro un anchorman che piangeva
e poi la nebbia discese a banchi ed il barometro segnò tempesta,
ci risvegliammo più vecchi e stanchi, amaro in bocca, cerchio alla testa…

Il mercoledì delle Ceneri ci confessarono bene o male
che la festa era ormai finita e ormai lontano il carnevale
e proclamarono penitenza e in giro andarono col cilicio
ruttando austeri: "Ci vuol pazienza! Siempre adelante ma con juicio!"
E fecero voti con faccia scaltra a Nostra Signora dell' Ipocrisia
perchè una mano lavasse l' altra, tutti colpevoli e così sia!
E minacciosi ed un po' pregando, incenso sparsero al loro Dio,
sempre accusando, sempre cercando il responsabile, non certo io…

http://www.youtube.com/watch?v=ektR9i1cbjc

Scritto il 18 dicembre 2010 at 22:55

" Grazie ai semi gettati da chiunque lavori in questa direzione, nei prossimi anni molti altri potranno capire che senza democrazia economica non esiste neppure la democrazia in quanto tale.(…)"

adesso però mi piacerebbe che mi spiegasse qual'è il concetto di democrazia che ha.
perchè se l'idea di democrazia è quello attuale, gli faccio i miei migliori auguri, ma spenderò il mio tempo in qualcosa di più utile.
ciò che auspica è bellissimo, un sogno, ma per realizzarlo o realizzarne almeno in parte c'è un prerequisito: dobbiamo uscire da questo "sistema".
un sistema ipocritamente democratico che risponde invece a chi ha il potere del denaro, non permetterà mai che un popolo si riorganizzi su basi più umane, perchè l'obiettivo è e sempre resterà lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
ma potremmo trasformare questo sistema in qualcosa che assomigli di più ad una democrazia ?
si chiama "revoca immediata " del mandato.
oggi, quello che dovrebbe essere il centro del potere, è solo un mercato delle vacche pilotato da un filibustiere, ma il tutto è possibile perchè dopo aver messo una croce, per 5 anni più nessuno ha alcun potere ne di controllo ne di direttiva verso gli eletti.
l'unica minaccia, ridicola visto le pensioni che si sono aurtoassegnati, è la minaccia di non venire rieletti, che manco quella deriva dal popolo ma dal capopartito.
revoca immediata, decadenza del mandato  e a casa senza pensione se il collegio che lo ha eletto non approva il suo operato.
sarebbe questo almeno il primo passo per riappropriarci della sovranità che tanto decantano del popolo.

utente anonimo
Scritto il 19 dicembre 2010 at 01:29

mess.  per il capitano.  ti è sfuggita una trasmissione importante che avalla tutte le tue tesi di economia solidale.  che se si vuole, cominciando in piccolo si può sfuggire a questo sistema criminal-bancario-massonico.  domenica sera hanno fatto l'ultima puntata dell'anno di REPORT.  hanno parlato molto   di PIL.  facendo capire che essendo stato inventato dopo il 29 ora è una cazzata.  non misura alcunchè di serio,  di qualcosa che ci fà sentire veramente felici.  ma si và ben oltre.  in europa la gente si è rotta.  stanno facendo cose importanti x le loro cominutà x sfuggire da questo sistema criminale.   auto-produzioni  e molto altro.  e questo lo fanno in francia, in germania, in inghilterrra.  dove si sono fatti pure un local-money.   ma ci sono novità pure in italia.  in veneto e nel bolognese.  caro MAZZALAI, dacci un'occhiata.  ti farà  sentire meglio.  ti farà piacere.  questo vale x tutti.  dare una visione  qui.  http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-d34b9d93-2ee7-4728-bde2-9e8c1358254a.html
vedere  al minuto 28  e poi al 42.  

bye     bye     DORF

utente anonimo
Scritto il 19 dicembre 2010 at 01:29

mess.  per il capitano.  ti è sfuggita una trasmissione importante che avalla tutte le tue tesi di economia solidale.  che se si vuole, cominciando in piccolo si può sfuggire a questo sistema criminal-bancario-massonico.  domenica sera hanno fatto l'ultima puntata dell'anno di REPORT.  hanno parlato molto   di PIL.  facendo capire che essendo stato inventato dopo il 29 ora è una cazzata.  non misura alcunchè di serio,  di qualcosa che ci fà sentire veramente felici.  ma si và ben oltre.  in europa la gente si è rotta.  stanno facendo cose importanti x le loro cominutà x sfuggire da questo sistema criminale.   auto-produzioni  e molto altro.  e questo lo fanno in francia, in germania, in inghilterrra.  dove si sono fatti pure un local-money.   ma ci sono novità pure in italia.  in veneto e nel bolognese.  caro MAZZALAI, dacci un'occhiata.  ti farà  sentire meglio.  ti farà piacere.  questo vale x tutti.  dare una visione  qui.  http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-d34b9d93-2ee7-4728-bde2-9e8c1358254a.html
vedere  al minuto 28  e poi al 42.  

bye     bye     DORF

Scritto il 19 dicembre 2010 at 12:44

Grazie Dorf per il vento di novità…chiamano Andrea se puoi Un caro saluto Andrea

Scritto il 19 dicembre 2010 at 15:07

Grande Dorf!

http://www.youtube.com/watch?v=uNVgwVJp-6Y&feature=related

Il mondo che voglio…

e…

http://www.youtube.com/watch?v=hdYGPI3E5TA&feature=related

Discorso Al'Umanità Charlie Chaplin

 Paurosi di sogni…illusioni… utopie…fanatici…pragmatici retorici…
forse è il caso di vedere con le orecchie e sentire con gli occhi e con il cuore…

è retorico ciò? Non so…. cos'è la retorica…sì mangia forse!!hihihi

Vento in poppa
Valentina

 

Scritto il 19 dicembre 2010 at 15:07

Grande Dorf!

http://www.youtube.com/watch?v=uNVgwVJp-6Y&feature=related

Il mondo che voglio…

e…

http://www.youtube.com/watch?v=hdYGPI3E5TA&feature=related

Discorso Al'Umanità Charlie Chaplin

 Paurosi di sogni…illusioni… utopie…fanatici…pragmatici retorici…
forse è il caso di vedere con le orecchie e sentire con gli occhi e con il cuore…

è retorico ciò? Non so…. cos'è la retorica…sì mangia forse!!hihihi

Vento in poppa
Valentina

 

utente anonimo
Scritto il 20 dicembre 2010 at 01:15

http://www.telegraph.co.uk/finance/financetopics/financialcrisis/8210527/EU-shocked-by-Irish-debt-downgrade.html

"I don't understand what they do," Nicolas Sarkozy, the French president, said of the agency's latest move. "This decision – I simply call it stunning."

Scritto il 13 gennaio 2011 at 19:07

"Cure naturali…. proibite dalla Comunità Europea" Firmate la petizione per scongiurare la disastrosa ingiunzione

 


"1 aprile 2011.. sembra uno scherzo ma è la cruda verità… Restrizioni illogiche e assassine giungono dalla CE contro le cure naturali ed erboristiche.. Proibite anche la medicina cinese e l'ayurveda" (Saul Arpino)

CARI AMICI, LA COMUNITA' EUROPEA DAL 2011 VUOLE CANCELLARE LA LIBERTA' DI SCELTA DI COME CI SI VUOLE CURARE. QUESTO LEDE LA LIBERTA' DI OGNI ESSERE UMANO NELLE PROPRIE SCELTE.

C'E' IN ATTO UNA PETIZIONE PER FERMARE QUESTO OSTRUZIONISMO…

ECCO L'INFORMAZIONE….

SARA’ PROIBITO qualsiasi insegnamento di terapie alternative!
Forti restrizioni alla libera scelta terapeutica
Le Limitazioni Europee sulle Erbe Medicinali
La nostra libertà di scelta su come curarci è in grave pericolo.
Milioni di persone in tutto il mondo, in misura crescente in Europa, stanno utilizzando con successo rimedi naturali non solo come mezzo  di prevenzione e benessere, ma anche per affrontare problemi di salute molto gravi.
Presto, se non agiamo subito e in tanti, questo non sarà più possibile
Dal 1 aprile 2011 tutte le erbe medicinali diventeranno praticamente illegali nell'Unione Europea.

Diventerà infatti operativa la European Directive on Traditional Herbal Medicinal Products (THMPD).

Secondo la direttiva per avere la licenza di vendita, non sarà più sufficiente l'attuale procedura di notifica (già laboriosa e costosa), ma i prodotti erboristici dovranno rispondere a vari requisiti, fra cui:

– Le erbe devono essere usate almeno da 15-30 anni all'interno della EU

– I prodotti devono essere soggetti a criteri di purezza farmaceutica
I prodotti erboristici non devono contenere significativi livelli di minerali e vitamine

UE ha già votato una DIRETTIVA riguardo le metodiche terapeutiche alternative, per cui, dal mese di Aprile 2011

SARANNO PROIBITI : Tutti i preparati fino ad oggi chiamati INTEGRATORI ALIMENTARI.

SARANNO PROIBITI : Tutti gli INSEGNAMENTI DI TUTTE LE METODICHE TERAPEUTICHE ALTERNATIVE

SARANNO CHIUSE: Tutte le SCUOLE OMEOPATICHE ed altre scuole di terapie naturali.

SARA’ PROIBITA: LA VENDITADI LIBRI RIGUARDANTI TERAPIE ERBORISTICHE, FITOTERAPICHE E DI OLIGOELEMENTI.

C'è bisogno di 35 milioni di firme per fermare questo DELITTO contro la salute umana e contro il DIRITTO DI LIBERASCELTA TERAPEUTICA

Per partecipare a questa importante petizione:
http://www.ipetitions.com/petition/joininghandsinhealth/ [1]

Approfondendo la ricerca abbiamo verificato che si tratta di una proposta di legge del 2002, fatta da una Commissione Codex Alimentarius, che mette al bando dall’aprile 2002 tutti i prodotti erboristici non appartenenti alla tradizione erboristica europea, inclusi prodotti Ayurveda e Cinesi.

Sembrerebbe uno scudo protettivo verso prodotti probabilmente pericolosi. Un’altra direttiva impone che dal 1 Gennaio 2010 di bandire molti prodotti vitaminici e minerali se non si soddisfano dei criteri molto restrittivi nella produzione.

Avvocato Vittorio Marinelli – Referente della Rete Bioregionale Italiana per l'ecologia dei consumi

Firmate la petizione:
——
[1] http://www.ipetitions.com/petition/joininghandsinhealth/

http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2010/12/16/bioregionalismo_ed_ecologia_ne.html

RESISTERE,DUBITARE, RIFIUTARE….
 RIMANERE FUORI..FUORI DALL'ACQURIO DEL PENSIERO COMUNE…BEN FUORI…

VALENTINA

Scritto il 13 gennaio 2011 at 19:07

"Cure naturali…. proibite dalla Comunità Europea" Firmate la petizione per scongiurare la disastrosa ingiunzione

 


"1 aprile 2011.. sembra uno scherzo ma è la cruda verità… Restrizioni illogiche e assassine giungono dalla CE contro le cure naturali ed erboristiche.. Proibite anche la medicina cinese e l'ayurveda" (Saul Arpino)

CARI AMICI, LA COMUNITA' EUROPEA DAL 2011 VUOLE CANCELLARE LA LIBERTA' DI SCELTA DI COME CI SI VUOLE CURARE. QUESTO LEDE LA LIBERTA' DI OGNI ESSERE UMANO NELLE PROPRIE SCELTE.

C'E' IN ATTO UNA PETIZIONE PER FERMARE QUESTO OSTRUZIONISMO…

ECCO L'INFORMAZIONE….

SARA’ PROIBITO qualsiasi insegnamento di terapie alternative!
Forti restrizioni alla libera scelta terapeutica
Le Limitazioni Europee sulle Erbe Medicinali
La nostra libertà di scelta su come curarci è in grave pericolo.
Milioni di persone in tutto il mondo, in misura crescente in Europa, stanno utilizzando con successo rimedi naturali non solo come mezzo  di prevenzione e benessere, ma anche per affrontare problemi di salute molto gravi.
Presto, se non agiamo subito e in tanti, questo non sarà più possibile
Dal 1 aprile 2011 tutte le erbe medicinali diventeranno praticamente illegali nell'Unione Europea.

Diventerà infatti operativa la European Directive on Traditional Herbal Medicinal Products (THMPD).

Secondo la direttiva per avere la licenza di vendita, non sarà più sufficiente l'attuale procedura di notifica (già laboriosa e costosa), ma i prodotti erboristici dovranno rispondere a vari requisiti, fra cui:

– Le erbe devono essere usate almeno da 15-30 anni all'interno della EU

– I prodotti devono essere soggetti a criteri di purezza farmaceutica
I prodotti erboristici non devono contenere significativi livelli di minerali e vitamine

UE ha già votato una DIRETTIVA riguardo le metodiche terapeutiche alternative, per cui, dal mese di Aprile 2011

SARANNO PROIBITI : Tutti i preparati fino ad oggi chiamati INTEGRATORI ALIMENTARI.

SARANNO PROIBITI : Tutti gli INSEGNAMENTI DI TUTTE LE METODICHE TERAPEUTICHE ALTERNATIVE

SARANNO CHIUSE: Tutte le SCUOLE OMEOPATICHE ed altre scuole di terapie naturali.

SARA’ PROIBITA: LA VENDITADI LIBRI RIGUARDANTI TERAPIE ERBORISTICHE, FITOTERAPICHE E DI OLIGOELEMENTI.

C'è bisogno di 35 milioni di firme per fermare questo DELITTO contro la salute umana e contro il DIRITTO DI LIBERASCELTA TERAPEUTICA

Per partecipare a questa importante petizione:
http://www.ipetitions.com/petition/joininghandsinhealth/ [1]

Approfondendo la ricerca abbiamo verificato che si tratta di una proposta di legge del 2002, fatta da una Commissione Codex Alimentarius, che mette al bando dall’aprile 2002 tutti i prodotti erboristici non appartenenti alla tradizione erboristica europea, inclusi prodotti Ayurveda e Cinesi.

Sembrerebbe uno scudo protettivo verso prodotti probabilmente pericolosi. Un’altra direttiva impone che dal 1 Gennaio 2010 di bandire molti prodotti vitaminici e minerali se non si soddisfano dei criteri molto restrittivi nella produzione.

Avvocato Vittorio Marinelli – Referente della Rete Bioregionale Italiana per l'ecologia dei consumi

Firmate la petizione:
——
[1] http://www.ipetitions.com/petition/joininghandsinhealth/

http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2010/12/16/bioregionalismo_ed_ecologia_ne.html

RESISTERE,DUBITARE, RIFIUTARE….
 RIMANERE FUORI..FUORI DALL'ACQURIO DEL PENSIERO COMUNE…BEN FUORI…

VALENTINA

Scritto il 20 marzo 2011 at 11:23

Fuori dall'Acquario del pensiero comune…

Facciamo una cosa…ma facciamola!

Scritto il 9 aprile 2011 at 14:52

Fuori dall'Acquario del pensiero comune…
vogliamo uscirvi per davvero…

non smetterò mai di chiedermi e di pensare, come sarebbe stata, come potrebbe essere una "società femmina"…
(e al…macio li fuori dico… non sentirti escluso  non pensare di non avere un lato "femminile"!)

p.s e non fatemi la battuta che ci sono le escort. perchè da sempre ci sono anche i gigolò…sintomi e patologie umane e sociali…
facciamo lo sforzo di andare oltre, disegnando possibili scenari ma veramente alternativi.

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