TEMPESTA IRLANDESE, TEMPESTA EUROPEA!

Scritto il alle 06:29 da icebergfinanza

   
 


Ricordo a tutti coloro che fossero interessati,
che  è ora possibile acquistare on line
" Viaggio attraverso la tempesta perfetta"
cliccando direttamente sul banner che troverete all'inizio del blog.

Domani saranno disponibili le informazioni per la presentazione ufficiale del mio libro a TRENTO.

 

 C'è qualcosa di irreale nell'aria di questo tempo, qualcosa che ai più probabilmente sfugge, nell'anestetizzazione delle coscienze, nel silenzio di una realtà che sta diventando sempre più evidente, sino a minare la coesione sociale delle nazioni. La Merkel, neanche tanto bella addormentata di turno, si sveglia   baciata dai suoi ministri intenti a seminare il panico in Europa. In Grecia come in Irlanda a pagare saranno sempre i più deboli, sempre!

In Italia si parla di politica, una politica inesistente, una guerra politica, una politica e una democrazia ostaggi della finanza. Come vedremo sabato qualunque politica che si dimentica delle dinamiche dell'occupazione e soprattutto di quella giovanile, che non investe nel futuro, nella famiglia, che non conosce nulla di quanto sta accadendo a livello economico/finanziario.

Voglio riproporvi un pezzo che ho scritto lunedi 15 novembre intitolato CRISI IRLANDA: GIGANTI D'ARGILLA…  

Credo che nessuno in questi giorni, soprattutto su qualunque media europeo e nazionale vi abbia fatto notare come la famigerata Allied Irish Bank era nell’altrettanto famigerata lista immacolata delle banche che avevano superato lo stress test europeo atto a definire la solidità finanziaria del sistema europeo. Risultati di ricerca ECB: ECBwelcomes the publication of the EU-wide stress-testing

Mentre ad ottobre tra allegri downgrade delle agenzie di rating e dichiarazioni che nella peggior ipotesi un’altra banca la Anglo Irish Bank sarebbe costata 34 miliardi di dollari alle casse dello stato, la Allied avrebbe avuto solo bisogno di un aumento di capitale di 3 miliardi entro la fine dell’anno, banca partecipata dallo stato nella misura del 19 %. Oggi si parla di perdite complessive di circa 85 miliardi di euro!
 

Rileggiamo quanto venne scritto a proposito dello stress test europeo, mentre Icebergfinanza in E vissero tutti felici e contenti! vi metteva in guardia dall’ inaffidabilità di certi dati, come accadde due mesi prima che Lehman Brothers fallisse, spiegandovi come la banca americana era in evidente difficoltà esplorandone i bilanci.

(…)Le tre principali istituzioni economiche europee, la Banca Centrale, la Commissione Ue e il Committee of European Banking Supervisors (Cebs) hanno sottolineato in una dichiarazione congiunta che questi risultati “confermano la resistenza complessiva del sistema bancario Ue a shock macroeconomici e finanziari negativi, e sono un passo avanti importante per ristabilire la fiducia dei mercati”. (…) Secondo quanto comunica il Banco de Portugal in una nota è andata bene anche alle quattro banche portoghesi che hanno superato la 'prova di resistenza'. Anche i tre istituti di credito danesi, posti sotto esame, Danske Bank, Jyske Bank e Sydbank hanno superato il test di resistenza. Hanno retto all'urto anche le principali banche irlandesi, Bank of Ireland e Allied Irish Banks e le quattro svedesi, Nordea, SEB, Handelsbanken e Swedbank, per loro stessa ammissione "con ampio margine".(Adnkronos)
 
Le ultime parole famose, ampio margine! 

Ma non è finita perchè il governatore della banca centrale irlandese sottolinenando come fosse stata presa in considerazione anche l'ipotesi di una ulteriore tempesta perfetta sull' Europa e quindi sul rischio sovrano in quella occasione sottolineò come la stima del cosidetto Tier 1 sarebbe passata dal 9,2 % della fine del 2009 al 7,6 % del 2011, beato ottimismo istituzionale che ti aiuta a sottovalutare i problemi.

Cari compagni di viaggio, se qualcuno fate mente locale a quanto è accaduto e a quanto sta accadendo, senza l'informazione indipendente, senza una seria analisi delle dinamiche e delle situazioni che spesso la televisione e la stampa ufficiale non forniscono si rischia di vivere in un mondo sempre pronto a riservare mille strane sorprese.

 In America l'FBI settaccia le sedi di tre hedge fund americani, come se all'improvviso qualcuno si fosse accorto di come questa massa improduttiva da sempre vive di insider trading, di informazioni dettagliate che le consentono di arrivare sempre prima degli altri sulla torta di un mercato, diventato ormai una putrida palude. 
Figurarsi poi se questa gente abituata a giocare nei mercati conoscendo sempre le carte prima degli altri non perde occasione di cercare di bloccare le norme per garantire trasparenza e sicurezza nel mondo dei derivati.  

(…)La nuova regolamentazione, proposta in questi giorni e tuttora oggetto di discussione, imporrebbe ai trader di rendere pubblici i prezzi degli scambi effettuati al di fuori delle borse (over the counter) in tempo reale o, in alcuni casi, con un ritardo massimo di 15 minuti. Secondo Gary Gensler, presidente della Commodity Futures Trading Commission (Cftc), l’imposizione di nuove regole di trasparenza sottrarrebbe ai grandi operatori – tra cui JPMorgan, Bank of America, Barclays Bank, Deutsche Bank, Goldman Sachs e Morgan Stanley – il controllo pressoché monopolistico di questo enorme mercato (secondo le ultime rilevazioni si parla di un valore di più di 582 trilioni di dollari) aprendo l’ingresso a nuovi concorrenti.   ( 8( Valori (Valori)

Come avevo preannunciato un paio di settimane fa i dati relativi alle vendite di abitazioni esistenti ed in particolare il sensibile aumento annuale del numero di abitazioni invendute, testimoniano ormai la continuazione della depressione immobiliare americana che si appresta a vivere una nuova pressione al ribasso sui prezzi. Non vi è un solo dato immobiliare degli ultimi mesi che sia positivo, non uno solo.

Lunedi abbiamo assistito all'ennesima contraddizione del sistema economico americano, con un dato quello riferito al distretto manifatturiero di Chicago, il più importante del paese americano che contraddice l'eccessivo entusiasmo dell'indice del distretto di Philadelphia, avvicinandosi sempre più nella sua media a tre mesi alla linea che lo separa da una nuova recessione in passato confermata sette volte su sette.Chicagofed  E' 

cfnai_november2010.pdf

Credo sia abbastanza ovvio che la mia visione è di un ripetersi di quanto accadde negli anni ottanta con una doppia recessione a distanza ravvicinata anche se da questa immensa recessione non ci siamo mai usciti, se non solo tecnicamente, visto quanto sta accadendo all'occupazione e all'economia reale.

Nel caso della double dip recession immobiliare, nel caso delle vendite di abitazioni esistenti, stiamo parlando di un ulteriore collasso di quasi il 26 % anno su anno, spazzando via qualsiasi illusione di coloro che lo stesso hanno prevedevano chissà quale ripresa, mentre noi pazientemente spiegavano i motivi per cui passeranno anni prima che questa tempesta perfetta possa definitivamente terminare.

 

 

 

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19 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 24 novembre 2010 at 08:21

Ciao Andrea,
Ho potuto conoscerti al blog economy day.
Grande giornata!
Ma passo alla domanda?
ma la situazione immobiliare italiana com'è? Come mai nessuno ne parla?
os

utente anonimo
Scritto il 24 novembre 2010 at 09:09

x conoscere la bolla immobiliare italiana:

http://freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=150353&f=150353

saluti

l.

Scritto il 24 novembre 2010 at 10:03

Il "Paziente Irlandese"

è soprattutto un problema Tedesco ed Inglese, quanto la sig.ra Merkel dice che in caso di ristrutturazione dei debiti sovrani devono subirne le conseguenze anche gli investiori lancia un messaggio importante anche a casa propria.

Oggi fare un prestito all'Irlanda risolve i porblemi di liquidità, non già dell'Irlanda che non deve rifinanziarsi prima dei 6 mesi ma delle sue banche. Resta il fatto che anche risolvendo il problema della liquidità non si risolve affatto quello della solvibilità consderando che dati alla mano (quindi normalmente meglio della realtà) le due principali banche hanno crediti in sofferenza equivalenti al PIL.

Ma la situazione può solo peggiorare perchè l'inevitabile calo dei valori immobilirai non può far altro che peggiorare la già discutibile qualità degli attivi delle banche Irlandesi.

Sarà ora che i pur virtuosi (a casa loro) tedeschi comincino a mettere a libro delle perdite.

Perchè quant'anche riuscissero a spremere tutte le lacrime e tutto il sangue possibile da 4 milioni di poveri e incauti Irlandesi, non sarebbero neanche vicini alla soluzione del problema.

 

Scritto il 24 novembre 2010 at 10:53

@ cuculo69
quoto questa tua frase
"Perchè quant'anche riuscissero a spremere tutte le lacrime e tutto il sangue possibile da 4 milioni di poveri e incauti Irlandesi, non sarebbero neanche vicini alla soluzione del problema."
se moralmente è ineccepibile il principio che i debiti si pagano, uccidere il debitore non porta alcun vantaggio al creditore. Quando si apprenderà questa piccola, banale regola ?

Scritto il 24 novembre 2010 at 10:57

mi scuso in anticipo per la lunghezza di questo mio post, ma visto che è già anche stato pubblicato, e mi pare che almeno il secondo punto trattato sia in tema, lo riporto.

L’uomo. Uno sguardo sulla nostra società.
Molto pomposamente definiamo il progresso quell’evoluzione atta a migliorare l’esistenza degli uomini.
Poi abbiamo ingabbiato tale concetto orientandolo solo più verso il possesso e la disponibilità di beni.
Ma visto che i beni occorre prima produrli, poi venderli, prima che diventino disponibilità di qualcuno , ecco che ci si è concentrati sul denaro, principale mezzo per procurarsi ogni tipo di bene …… beh, quasi ogni tipo di bene, perché per fortuna la salute, la giovinezza, l’amore, l’amicizia non sono ancora in vendita.
Ma quasi tutto il resto si, e così ogni fonte di guadagno ha assunto valenza primaria.
Il lavoro, visto ormai quasi solo più come fonte di guadagno, la borsa, gli investimenti, i commerci, ecc…. come realizzazione di quel mezzo che ci apre le porte della felicità, del progresso, della bella vita.
E come in tutte le esagerazioni, il mezzo ha oscurato il soggetto, creando delle convinzioni e delle “verità” che vengono ormai assorbite acriticamente, come fossero rivelate da una divinità, ma che invece si possono dimostrare sempre più false come la società sia costretta a cambiamenti, sovente indotti da questo stesso strabismo. Ed oggi parlerò di due di queste false convinzioni.
Le pensioni.
Sarebbe perfettamente corretto pensare che, se la durata della vita aumenta, se l’aspettativa di vita aumenta, occorra lavorare più tempo per ricevere alla giusta età di che vivere dignitosamente.
Non  voglio qui parlare, benché ci sarebbe molto da ridire sulla modalità con cui questa operazione viene attuata, ma qui mi soffermo sul concetto, e solo su quello.
I nostri giorni ci stanno mostrando quanti anziani popolino le nostre città.
Molti autosufficienti, anzi ancora perfettamente attivi anche a 70 e più anni, sono per quantità e qualità la dimostrazione vivente che l’aspettativa di vita è aumentata.
Poi c’è la ricerca medica, che con le sue scoperte sta programmando di farci diventare tutti ultracentenari.
E allora appare ovvio che non possano più bastare i risparmi di 40 anni di lavoro, per farci vivere dignitosamente altri 40 anni, e così la richiesta, perfettamente motivata, è quella di richiedere un allungamento dell’età lavorativa.
Ma questo ragionamento è corretto oppure ha delle pecche ?
La prima e maggiore sta nel non esaminare proprio gli individui, quelle persone che , prese come indicatori viventi, hanno superato i 70 anni. Chi sono ?
Sono le persone nate nell’anteguerra, epoca in cui non esistevano ancora penicillina, antibiotici, sulfamidici, vaccini, e molti altri mezzi di cura e sopravvivenza.
Le famiglie generavano anche 10 figli dei quali ne sopravvivevano oltre i 10 anni a malapena una metà.
L’assenza di medicine efficaci, la vita solitamente molto dura, falcidiavano i più deboli, e solo i fisici più robusti sopravvivevano, soprattutto fuori dei maggiori centri urbani. Selezione naturale.
Si , però, come ho detto, quelli che sopravvivevano alle malattie infantili, alle ristrettezze, alle dure condizioni di vita erano i più robusti, fisici che avevano superato tutte quelle prove e che quindi ad esse si erano vaccinati.
Nel dopoguerra arrivarono a ondate i nuovi medicinali, le nuove terapie, la mortalità infantile crollò, e con essa il numero dei figli partoriti nelle nuove famiglie, alimentate meglio e più protetti dagli agenti naturali.
Oggi questi sono al massimo i sessantenni.
Se quando ero piccolo, la morte di un quarantenne era un evento eccezionale, oggi basta guardare i necrologi per rendersi conto di quanti ne muoiano prima dei 60 anni, soprattutto uomini. ( già perché le donne sono state le ultime ad affrancarsi, quando ciò è avvenuto, dalle maggiori fatiche, dai maggiori disagi, per cui più temprate ).
E questa non è parte di una popolazione originata con gli stessi numeri dell’anteguerra, ma in quantità decisamente minore.
Cinquantenni con problemi di cuore, di fegato, di stomaco, poco attivi fisicamente, respirazione insufficiente o inquinata, pressione del sangue sballata, cibi senza ormai le principali caratteristiche in vitamine e proteine di quelli generati una volta perché colti acerbi e maturati artificialmente dopo lunga conservazione, tutto orientato a rendere l’individuo, già non “selezionato all’origine” meno resistente.
Quanti di questi individui, già così malmessi, se non già defunti, supereranno i 70 anni ? e gli 80 ?
Allora, prima di proiettare l’aspettativa di vita, facendo riferimento agli attuali anziani, non si dovrebbe forse prima fare una analisi sulle condizioni effettive di salute e prestazione fisica di coloro che si affacciano alla terza età ?
Certo che una mortalità più precoce converrà sicuramente ai gestori delle future pensioni, ma coloro che oggi sono in attività sono o no d’accordo su questo metodo di valutazione dell’aspettativa di vita ?
E se per caso non lo fossero, sarebbe ora, e non tra 20 anni, il momento di richiedere fermamente una indagine e una proiezione più seria che tenesse appunto conto di questa grossa variazione sopravvenuta nel dopoguerra.
Altro argomento, legato però ancora allo stesso fenomeno, almeno per cosa riguarda l’Europa, teatro della WW2°, è il mercato immobiliare.
Già, le abitazioni.
Innanzitutto vorrei ricordare a coloro che si rifugiano nel “ma è sempre stato così” che c’è sempre una prima volta a tutto, per cui mai fidarsi ciecamente di cosa è accaduto nel passato, un cambiamento è sempre possibile.
Il quanto probabile lo vedremo ora.
Più dell’80% delle famiglie Italiane abita in abitazioni di loro proprietà, o in acquisto ( nel senso che stanno pagando un mutuo).
Si sta verificando, e le statistiche lo stanno riportando, un aumento dei “figli unici”, ma già da ben più di 30 anni la procreazione nel nostro paese è passata sotto il coefficiente di mantenimento 2, ovvero famiglie di due genitori che procreano in media 2 figli che sopravvivano fino all’età feconda.
Se poi si aggiunge il fatto che l’affollamento è in calo, il che è dato dall’innalzamento dell’età media in cui le coppie procreano, si arriva a capire che se non ci fosse l’immigrazione saremmo un paese diretto verso la desertificazione.
Ma prima di arrivare lì, si può creare il problema immobiliare.
Se supponiamo che possano coesistere normalmente due generazioni, ovvero che i giovani che si uniscono per procreare, abbiano genitori sopra i 60 anni, vediamo come l’allungamento della vita dei nostri attuali anziani, i quali ovviamente ambiscono a continuare a vivere nella casa faticosamente acquistata, ancora per un bel po’ di anni, ci troviamo in una prospettiva di coesistenza anche di tre generazioni, con figli adolescenti, genitori viventi, e nonni ancora in discreta salute. Ma questi nonni sono quegli ultra settantenni di cui parlavo sopra. Ora, con il fatto che un giovane possa trovarsi anche con 2 coppie di nonni ancora in vita, quindi che occupano 2 abitazioni probabilmente in proprietà, diventa evidente il fatto che con il passare di pochi anni, con il NON propagarsi di questa longevità, potrebbero diventare disponibili, per morte o inabilità alla propria autosufficienza, una quantità notevole di abitazioni.
Vero che si può desiderare anche due abitazioni, magari una in città e l’altra al mare, ma poi, oltre a queste, che farne ? vero che esiste un flusso dal centro alla periferia urbana o extraurbana, ma anche uffici, negozi ecc… sono proporzionati sia all’attività delle persone ma anche al loro numero.
La domanda che viene quindi spontanea è :
“Tolto il rinnovamento degli edifici meno confortevoli quante abitazioni saranno necessarie in futuro ?”.
Considerando sia l’uso abitativo che quello commerciale, siamo sicuri che sarà necessario continuare a costruire come in passato ? e visto che il valore di un immobile è dato essenzialmente dal rapporto richiesta/offerta, ne varrà ancora la pena ? pensiamo anche a tutto quanto ruota attorno al mercato immobiliare, in quanto l’immobile va arredato, richiede un mucchio di accessori, e questo è tutto un mercato legato al nuovo, che non sarà così facile convertire, soprattutto se non ci si pensa in tempo !!
UN IMMOBILE E’ SEMPRE STATO IL MIGLIOR INVESTIMENTO!! Per quanto sarà ancora vero ??
 
Andrea Mensa

utente anonimo
Scritto il 24 novembre 2010 at 12:07

Caro Andrea Mensa, il tuo ragiona mento potrebbe anche funzionare, ma il dato di fatto e' che la medicina moderna permette la sopravvivenza oltre gli 80 anni anche di fisici "non temprati" come dici tu. In pratica, si arriva alle stesse eta', a botte di farmaci anti coleserolo, salvavita, etc etc, in ospedale, attaccati a tubi ecc ecc. Aggiungiamo poi che la legge non ti permette nemmeno di decidere se ne hai abbastanza di farti mantenere in vita, una situazione equivalente a mettere uncini da macellaio nella carne di qualcuno che naturalmente cadrebbe giu nella voragine, e che prima o poi ci cadra'.

Perche' a quanto pare hanno trasformato la vita da diritto a condanna, sottratto all'uomo anche questa che dovrebbe essere sua naturale e intangibile proprieta', decidere quando e come e' giusto vivere.

Ma torniamo a noi. Da noi non ci saranno immobili sfitti a lungo. Caleranno i prezzi, e questi immobili se li prenderanno gli immigrati, questi si "temprati" secondo il tuo metro, e prolifici. La popolazione Italiana non e' calata mai in queti ultimi 50 anni, sono calati solo gli italiani. Noi siamo multietnici da un bel pezzo, con buona pace dei leghisti.

TI diro' di piu: dato che i tempi sistanno facendo molto cupi, prevedo un incremento di afflussi alle frontiere, e forse le abitazioni non basteranno. O meglio, aumenteranno forse le baraccopoli, fino a quando non capiremo che avere baraccopoli e case sfitte contemporaneamente non e' molto intelligente.

Ma la domanda interessante e': nel suo complesso, la societa' italiana e' intelligiente?

Saluti
Phitio

Scritto il 24 novembre 2010 at 15:24

ANDREA MAZZALAI: CRISI D’IRLANDA INVESTE L’EUROPA INTERA LA POLITICA ITALIANA CHE FA ???[..] MERCOLEDÌ, 24 NOVEMBRE 2010 TEMPESTA IRLANDESE, TEMPESTA EUROPEA! Ricordo a tutti coloro che fossero interessati, che è ora possibile acquistare on line " " cliccando direttamente sul banner che troverete all [..]

Scritto il 24 novembre 2010 at 17:10

@ phitio
avevo già incluso, se leggi bene il discorso "nuovi farmaci" ma quanto sto vedendo è un au,mento impressionante di alzhaimer anche in età relativamente basse 65/70 anni.
ora uno di questi mali, se è vero che non distrugge il fisico, socialmente sono devastanti perchè o affidi a delle "badanti" o li rinchiudi in luoghi dove non possano nuocere ne a se stessi ne ad altri. e questi luoghi sono rari e costosi.
aspetta che questi malati aumentino come numero, poi cominceremo a sentire richieste un po' strane di soluzione del problema.
resta comunque , molto evidente il fatto che la mortalità tra i 40 e i 60 anni è aumentata notevolmente, in una popolazione che aveva elevato la vita media grazie al vistoso calo della mortalità infantile.
inoltre, già oggi esiste un traffico vergognoso di organi destinati ai trapianti, persone che si vendono un rene, o peggio bambini "comprati" e venduti a "pezzi".
dopo tutto ciò potresti anche avere ragione, non mi sono sentito di fare una previsione precisa e netta, invito a fare una indagine seria sulla base ANCHE delle condizioni fisiche reali delle persone.
non si può fare esatta, ma per campionatura si, come le indagini di mercato.
per cosa riguarda l'immobiliare, nella mia zona, che va da vimercate a trezzo, posso elencarti il complesso di vimercate sui terreni ex bassetti dove sono stati costruiti palazzi per almeno un migliaio di appartamenti sui quali campeggia una scritta gigantesca "vendesi ultimi appartamenti" e sotto la quale dei mattachioni avevano aggiunto un'altra striscia con su "… e anche i primi" perchè dopo un anno e mezzo non è stato ancora venduto nulla, e non ti aggiungo i complessi di ornago e altri nei dintorni.
e qui da noi l'immigrazione ha portato nella zona almeno un migliaio di nuove famiglie negli ultimi anni.

Scritto il 24 novembre 2010 at 17:37

Andreamensa,

ho la sensazione che le tue idee in campo demografico e sociosanitario siano un poco confuse.

Se dal punto di vista fisiologico non ci sono ragioni per un allungamento significativo delle aspettative di vita massima è pensabile (e non necessariamente auspicabile) che la vita media si allunghi ancora un poco per poi stabilizzarsi a valori che sono già prossimi a quelli massimi.

Il vero limite in effetti sono proprio le risorse, io francamente auspico la liberalizzazione del pentobarbital; oggi l'allungamento forzoso della vita è un'affare per alcuni ed una iattura per tutti gli altri.

Una rilevante percentuale della spesa sanitaria serve per sostenere in vita malati terminali per periodi relativemente brevi e brevissimi (mesi o settimane) con scadimento della qualità di vita sotto ogni soglia di decenza (la valutazine è assolutamente personale).

 

Scritto il 24 novembre 2010 at 22:37

Per Andreamensa #5

Riguardo alle pensioni calcolate in base alla vita media io temo che sia una mezza truffa i dati sono stati aggiustati come qualsiasi altro dato o indice economico (un esempio, lo stress test sulle banche dell'articolo del Capitano……..una truffa, come tanti altri indici economici!!!!); oppure non crederete per davvero che Vi mantengano sino ad 80-90 anni. La pensione è una delle tasse occulte. Sulla salute preferisco non commentare……….in fondo ognuno ha la salute che "desidera" . A proposito di quello che scrive il Cuculo69 sul pentobarbital………volendo basta un sacchetto pieno di elio e respirare a pieni polmoni.

Sull'immobiliare invece concordo con la sua analisi, e da moltissimo tempo che affermo su questo blog che di abitazioni ce ne sono troppe (ed oltre tutto mal fatte !!!!); forse a volte invece di guardare tanti grafici o dati diffusi basterebbe prendere l'auto e fare un bel giro nelle zone in cui si vive ed incominciare a contare le abitazioni in vendita, quelle ormai vecchie ed inagibili e quelle in fase di costruzione ed infine confrontarle con gli abitanti della zona (per quanto riguarda gli immigrati ci sarebbe da discutere, in buona parte stanno solamente tentando di fare business,,,,,,,,se ci riusciranno hehehe e poi bisognerà vedere quanto tempo "resisteranno" nel nostro paese hehehe).
Se in questo momento mi affaccio alla finestra di casa mia (senza muovermi con la macchina) posso contare due abitazioni in vendita, tre abitazioni disabitate (semi nuove) per cause varie, cinque abitazioni inagibili ed infine almeno otto case abitate da anziani sui 70-80 anni; per farla breve nel'arco di poche centianaia di metri ci sono almeno due-tre abitazioni a testa !!!!!!!!!!!

Credo di aver risposto alla sua domanda se l'immobiliare sarà sempre un buon investimento.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 24 novembre 2010 at 23:12

Ma su l'immobiliare leggersi un libro serio come questo

http://mises.org/books/walkaway_french.pdf

è difficile o continuate a spararla a vanvera?

Ah già c'era chi voleva creare una propria scienza economica della Mensa scolastica

Scritto il 24 novembre 2010 at 23:19

@ cuculo
forse avrai anche ragione, non lo escludo, quel che mi da da pensare sono ad esempio i morti del mio paese.
parlo dei maschi perchè pare che le donne siano più resistenti, ma una buona metà in quest'ultimo anno sono stati sotto i 60 anni.
io con i miei 65 mi ritengo fortunato.
gli altri erano sopra i 75.
non ci vuole molto , basta un giro al camposanto e prendere i dati dalle lapidi.
vedrò di fare una statistica su un paese più grande del mio, ma penso che non sarà molto diverso.
provaci anche tu, visto che siamo nelle vicinanze, una mezza giornata nelk cimitero di trezzo, o meglio ancora in quello di vimercate, potrebbe anche chiarire le idee.
per i vivi, è un disastro.
valvole cardiache, problemi di stomaco, fegato, polmoni, mi accorgo di vivere in un ambiente di "rattoppati".
anche li, puoi anche tu dare uno sguardo attorno per farti una idea.

Scritto il 24 novembre 2010 at 23:25

Anonimo #11

Poteva almeno farci il riassunto (o sunto) del libro da lei linkato (che sicuramenta sarà molto interessante). O non pretenderà mica che in otto minuti faccia un corso accelerato di inglese e mi studi anche il libro.

Io in otto righe le ho spiegato la situazione reale………..se le pare poco !!!!

SD

Scritto il 24 novembre 2010 at 23:31

caro anonimo austriaco #11
innanzitutto assumessi almeno un nick name sarebbe più facile risponderti poi vorrei ricordarti che qui siamo in Italia e non negli USA.
dei posti in cui ho vissuto , negli USA, posso dire che huston e la california dal punto di vista abitativo sono molto simili.
la maggior parte delle abitazioni sono monofamiliari e in LEGNO.
questo porta la loro vita media a non più di 50 anni, sovente meno, con i tetti in cartone catramato al quale puoi aggiungere solo 2 strati, poi devi rifare tutto, il che sovente costa meno abbatterla completamente e rifarla.
quindi già solo il sostituire quelle demolite comporta una grossa parte di nuove costruzioni.
in Italia mi sembra che siano decisamente più longeve, essendo fatte quasi tutte in cemento o mattoni, per cui il paragone tra Italia e USA non mi pare gran che azzeccato.

utente anonimo
Scritto il 24 novembre 2010 at 23:41

andrea mensa

quando c'è la salute…

utente anonimo
Scritto il 25 novembre 2010 at 01:11

ciao gente.  invece di cianciare tanto, perchè non facciamo come i francesi?  non ne siamo capaci?  o siamo solo buoni a piangere e non fare nulla?  quelli si stanno organizzando.    vedi qui  http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7679   

almeno potremmo tentare, o no?  o aspettiamo che ci fottano tutti?  aahhh  dobbiamo "sempre" ubbidire come cagnolini al padrone banchiere?  beh fatelo voi, io non ci sto. 

per il professor???  mensa- dei poveri.  hai problemi di salute?   vuoi saperne di più?  leggi un pò sta roba.  http://www.nuovamedicina.com/

del dottor HAMER.  magari lo trovi utile.  

buonanotte.             DORF

utente anonimo
Scritto il 25 novembre 2010 at 02:29

l'IMMONDIZIA DI NAPOLI PUZZA ,QUELLA FINANZIARIA  TI RENDE POVERO E QUELLA ALIMENTARE CHE MANGIAMO TI UCCIDE.

Scritto il 25 novembre 2010 at 07:59

@ dorf
se chi scrive, sapesse anche di cosa scrive, tante sciocchezze non le direbbe.
se tu avessi dato uno sguardo più approfondito a quell'articolo su CdC, vi avresti trovato anche la spiegazione del perchè tale azione non servirebbe.
non siamo più ai tempi di Mary Poppins, quando la liquidità della banca era rappresentata solo dal contenuto residuo dei suoi forzieri.
oggi la banca centrale, può senza sforzo alcuno (se ne riconosce la necessità, ed un boicottaggio lo rappresenta senz'altro) fare un prestito illimitato alla banca commerciale, la quale ricevendolo lo deposita su se stessa, sostituendo con minima perdita il ritiro dei depositanti.
dopo di che spiegami dove lo metterebbero i depositanti il loro bel denaro . sotto al materasso ? lo depositeranno presso un'altra banca ? dai forza , spremi le meningi e dimmi dove lo metterebbero anche per proteggerlo dalla malavita.
impara, quando dici qualcosa , a prevedere anche le conseguenze, se non vuoi fare solo la parte del quaquaraqua !!

Scritto il 25 novembre 2010 at 08:03

@ dorf
ps. riguardo a nuovamedicina arrivi in ritardo… grazie ma so già e peccato che non risolva il problema principale, che è quello della conoscenza diffusa.

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