CRISI IRLANDA E EUROPA: UN MONDO DI OVVIETA’

Scritto il alle 07:15 da icebergfinanza


 


Mentre in Europa prosegue il gioco al massacro e il suicidio politico di questa ormai fragile comunità europea imposta inizialmente come legame di capitali e merci, prima che di culture e di popoli, il mondo si interroga sullo strisciante nazionalismo e protezionismo che sta avvolgendo come una nube tossica la storia di questa crisi e l'economia mondiale. 

Abbondano di questi tempi i nemici della presunta comunità europea, gli americani e gli inglesi non vedono l'ora che si dissolva, mentre l'attuale presidente della comunità europea un certo Herman Van Rompuy che non si sa da quale universo provenga, non perde giorno per comunicare le sue isilaranti ovvietà sul rischio di default europeo se i problemi di bilancio di alcuni paesi non saranno risolti. Ma a questa gente glielo spiega qualcuno cosa significa la diplomazia verbale all'interno di una tempesta perfetta!

Il dollaro che doveva estinguersi come sempre è all'improvviso risorto come avevo confidato nell'incontro di Modena, spiegandone nei dettagli le motivazioni e in molti si stanno dimenticando che il prossimo giro di dati macro americani testimonieranno un'economia in estrema difficoltà!

Sono d'accordo con la Merkel, il costo della crisi va fatto pagare in una ristrutturazione del debito agli azionisti, se le banche di tizio e caio sono imbottite di obbligazioni o titoli di questa o quella banca irlandese, di questa o quella banca greca, nessuna socializzazione delle perdite che ognuno si assuma la responsabilità di un investimento fallimentare.

E' estremamente affascinante osservare la speculazione istituzionale utilizzare i soldi che gli Stati ha loro fornito per scommettere contro il default di questo o quello stato, amplificando problemi reali. Anche Nouriel Roubini scendo in campo nelle dichiarazioni sulla saga europea… magari se desse un'occhiata agli Stati americani come la California o l'Illinois, forse farebbe meglio, la pagliuzza non è sempre più grande della trave!,

Nel breve termine, prosegue l'economista, l'Ue si barcamenerà con un salvataggio temporaneo per l'Irlanda, così come ha fatto per la Grecia. Probabilmente, a suo parere, farà lo stesso con il Portogallo. Ma all'Ue – osserva l'economista – è finalmente venuto in mente che mettere sui bilanci pubblici le perdite delle banche private «potrebbe lasciare anche i governi insolventi». (SOLE24ORE) 

Bella scoperta davvero quella di Roubini e della Merkel, dopo aver sequestrato l'economia in questi anni e socializzato tutte le perdite possibili, questi zombie finanziari stanno sequestrando anche il futuro!
 
Inoltre Dudley, a former Goldman Sachs economist, also rejected the widely held view that the Fed is really printing money.Dudley, governatore della Fed di new York, un ex goldenboy economista di Goldman Sachs, ha anche respinto l'opinione ampiamente diffusa che la Fed stia in realtà stampando denaro sostenendo che sta solo cercando di ricostituire le riserve del sistema finanziario ovvero ripatrimonializzare banche sostanzialmente insolventi e fallite.

Su questo noi di Icebergfinanza non abbiamo alcun dubbio, infatti sono anni che sosteniamo che la liquidità nel mercato non affluirà per molto tempo in un ambiente dominato dalla debt deflation e da un rientro generalizzato del debito ma fa venire i brividi pensare che la sorte sociale e dell’economia mondiale è in mano a medici che hanno ampiamente dimostrato di non essere in grado di fare alcuna diagnosi come è accaduto per la tempesta perfetta ma che si ostinano a fornire ai mercati elettroshock demenziali che non fanno altro che distorcere la realtà!
 

Quello che è assolutamente affascinante e allo stesso tempo demenziale è che un governatore della Federal Reserve in carica e uno che è una sorta di fantasma che continua a vagare tra le macerie dell'economia da lui stesso provocate con politiche monetarie criminali continuino ad affermare che ormai l'unica via di uscita da questo inferno che in America ormai conta oltre 47 milioni di americani che vivono con i "food stamps" sia creare una calda sensazione di ricchezza attraverso il sostegno del mercato azionario.

Forse qualcuno non avrà dimenticato quanto scrissi lo scorso anno in "Deflazione una rivoluzione copernicana."…  "Il 10 % della popolazione americana monopolizza inoltre,  il 40 % del reddito disponibile e detiene circa il 57 % del patrimonio complessivo.  (…) Vi è inoltre un altro aspetto importantissimo che non abbiamo mai valutato,  ovvero il fatto che il 90 % della popolazione detiene il 50 % o più del suo patrimonio in immobili residenziali, mentre la classe benestante ha solo il 25 % in immobili e la maggior parte è investita in azioni o attività imprenditoriali. 

Poi scopriamo che secondo Barry Ritholz la stragrande maggioranza degli americani, ha una somma piuttosto modesta di denaro investita in titoli azionari. L’ 1 % degli americani, risottolineo l’1 % detiene il 38 % del valore del mercato azionario, mentre il successivo 19 % ne possiede il 53 %, lasciando quindi al restante 80 % della popolazione meno del 10 % dell’intero valore azionario.

Mentre cresce leggermente in maniera impercettibile la fiducia dei costruttori in America dopo essere stata rivista al ribasso dalla lettura precedente ecco la prima conferma a quello che vi avevo preannunciato alcuni giorni fa ovvero che il mercato immobiliare la prossima settimana annuncerà l'ennesimo collasso di questa autentica depressione.

Nel sud della California, ovvero Los Angeles, Riverside, San Diego, Ventura, San Bernardino e Orange,  le vendite di abitazioni sono collassate di un 7,4 % dal mese precedente portando ad un ulteriore discesa del 24,3 % dall'ottobre dello scorso anno e meno male che il mercato si è ripreso grazie agli stimoli fiscali. Le vendite nella misura del 34,7 % riguardano abitazioni pignorate.

       Il calo del 25 % annuo nelle vendite è generalizzato, il che significa un'ulteriore pressione al ribasso sui prezzi delle abitazioni nei prossimi mesi e nel prossimo anno come testimoniano le recenti dichiarazioni di alcuni costruttori che si aspettano una ricaduta, una double dip immobiliare il prossimo anno.

Questa sera verrano spedite le indicazioni per l'acquisto del mio libro a tutti quelli che lo avevano prenotato e agli amici di Icebergfinanza nel corso dell'estate e negli ultimi mesi.

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Sabato 20 novembre 2010

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5 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2010 at 14:04

Caro Andrea,volevo sentire una tua opinione sulla situazione immobiliare italiana. Credi che i pesanti crolli negli Statu Uniti, nonostante il cartello dei costruttori in Italia, si faranno sentire anche in Italia? Ciao e grazie Franco

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2010 at 14:07

Intanto si rimandano i pagamenti dei Fondi alla Grecia…
Poveri Greci ormai ridotti a dover aspettare la Carità degli aguzzini EU e FMI ,che quando hanno voglia possono chiudere il rubinetto…Ormai sono alla mercè di 4 criminali. Alla faccia di quelli della : " Libertà e democrazia " .
Ecco qua tutti servi di carta stampata e di vane promesse .
Sui libri di storia rimarrà scritto come 100 persone abbiano raggirato e tenuto sotto controllo con niente 6 miliardi e mezzo di persone che hanno portato il mondo allo sfacelo .
Bhè ovviamente questo verrà compreso sono quando si vedrà la fame dilagare in tutta Europa … mentre in un paio di ville ben protette lo champagne millesimato scorrera a fiumi…

Tenersi ben stretti i risparmi , quel briciolo di dignità che rimane e chiappe strette … All'orizzonte si prospetta un passaggio dalla guerra economica  a quella reale… Made in 2011

Il Nulla

Scritto il 17 novembre 2010 at 14:15

No Franco nessun crollo generale ma tanti piccoli collassi a macchia di leopardo e rintracciamento sensibili dei prezzi Ci sono molte variabili che mi portano a tale considerazione ma non bastano due righe per spiegarli tutti Andrea

Scritto il 17 novembre 2010 at 15:27

Sensazioni strane

 

 

Mi sa che i conti pubblici tedeschi siano meno
solidi
di quel che appaiono……ma, premetto,

sono solo sensazioni le mie, non essendo io
un economista.

 

Da cosa derivano?

 

Da una constatazione.

Le banche tedesche sono troppo grandi
per fallire, si è detto e si continua a dire.

Hanno in pancia tanti di quei titoli tossici che
 altroche
10…..100…200….300…etc ..etc.. miliardi di euro di debiti verso  i paesi poco virtuosi
 dell'area Euro.

 

 

Le banche tedesche fuori dai propri confini
 l'hanno fatta da padroni
elargendo crediti ad
 individui ed aziende, crediti che servivano

a finanziare merci provenienti dalla Germania,
Siemens, AEG, Bosch
e tanti altri  di cui sono
grandi  azionisti….. per cui il giochino 
era:

 

 

"..io ti finanzio a condizione che tu mi compri

tal macchinario tedesco, tal automabile tedesca,
per cui, pubblicando i bilanci sempre 
più
pingui delle società tedesche quotate, sono
 riuscite a vendere
in borsa carta,  intascando
soldi veri dagli investitori e fottendosi della
polvere
che accumulavano come insoluti,
da coloro che scorrazzavano in
Mercedes
 o BMV.. 

…..sensazioni…..solo sensazioni… strane

 

 

 che non portano a nulla di buono.

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2010 at 15:29

Il bel risultato della libertà di finanza
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