RITORNO ALLA REALTA’!

Scritto il alle 07:11 da icebergfinanza

 

 

Mentre i nostri simpatici modelli versione “credit default swap” continuano alternativamente a tirare sassate sulle finestre e vetrine europee, tenendo sotto pressione i titoli sovrani dei paesi europei. Quando ad esempio l’Irlanda ha il proprio fabbisogno coperto sino alla metà del 2011, piccoli macigni rotolano sull’economia americana.

Certo le vendite al dettaglio sono salite più delle ormai inutili previsioni di economisti spesso smarriti in questa autentica tempesta perfetta, ma se togliamo le componenti energia e auto (5%), alquanto volatili, nulla segnala un alto livello di consumi. E’ chiaro che se la tendenza rimane, il PIL dell’ultimo trimestre aritmeticamente ne beneficerà. Che altri indicatori alternativi come ad esempio quello di Gallup segnalino ben altra realtà fa parte delle cose, ma non necessariamente bisogna adattarsi alla realtà ufficiale, che spesso ha consegnato revisioni di una certa sostanza.

Senza lavoro, senza occupazione, come vedremo nel mio intervento al  BLOGECONOMYDAY che si terrà questo sabato ad Acqui Terme, non si va da nessuna parte!

Nell’ultimo report della Fed Newyorkfed è evidente come la volatilità del settore manifatturiero testimoni una nuova in questo caso evidente frenata avvicinandoci verso la stagione principe dell’economia, dei consumi.

ImmagineIl mese di novembre segnala un’accelerazione del deterioramento delle condizioni economiche scese per la prima volta sotto i livelli del 2009 collassando di ben 27 punti con l’indice dei nuovi ordinativi crollato di 37 punti.

L'occupazione ristagna e le ore lavorate continuano a scendere in omaggio alla ripresa che verrà!

november2010.pdfQualcuno dirà che il distretto di New York è come il due di picche per l'economia americana e probabilmente è vero, ma è solo un primo segnale di una nuova tendenza che è confermata anche  dalle previsioni di un'altro distretto manifatturiero molto più grande, ovvero quello di Philadelphia. Secondo un'indagine della Fed, il PIL crescerà solo del 2,2 % rispetto al precedente 2,8% in questo trimestre, con un 2,5 % nel 2011, un 2,9 % nel 2012 e un 3 % nel 2013.

Al di la della fantasia al potere di economisti che spesso prevedono cinque recessioni o crescite sull'unica che si realizza, è indubbio che a questi ritmi non vi sarà occupazione. Credere che scenderà sotto l' 8 % nel 2013 è pura illusione come vedremo ad Acqui Terme.

L’indice che segnala i livello dei prezzi pagati ha subito un rallentamentoPrice Indexes Fall Indexes for both prices paid and prices received were below their October levels. The prices paid index fell 8 points to 22.1, suggesting that the pace of price increases had slowed in November. The prices received index dropped below zero, falling 11 points to -2.6—a sign of slight downward pressure on selling prices.
 
E questa sarebbe la terribile inflazione che il famigerato QE2 allentamento quantitative per eccellenza, ovvero il maldestro tentative di stimolare l’economia attraverso un’artificiale sensazione di ricchezza dovrebbe produrre.

Senza credito, l’economia non si muove, senza la velocità di circolazione della moneta non si va da nessuna parte in occidente, solo dove il denaro corre e circola come nei paesi emergenti sono evidenti i rischi inflattivi.

Inoltre per gli amanti della famigerata bolla obbligazionaria sovrana, date un’occhiata qui sotto, se questo è il livello di inversione che dovrebbero avere i rendimenti, auguri, prima o poi nei secoli la bolla scoppierà! 

 

thanks to Econompicdata 

Secondo John Hussman, i rendimenti attesi per lo S&P500 nei prossimi mesi ed anni, sarà inferiore al 5 % considerando che il livello di profitti sin qui mostrato a forza di tagli all'occupazione e agli investimenti sarà insostenibile, senza contare il netto ridimensionamento di quelli del settore finanziario!

Se per ottenere una media del 5 % annuo di rendimento devo rischiare l'osso del collo sulle montagne russe, ascoltando gli innumerevoli profeti che ci raccontano di cieli blu infiniti e altipiano permanenti di prosperità, auguri e buon divertimento, noi continuamo a navigare in placide, noiose e talvolta tempestose acque obbligazionarie.

Da sabato 20 novembre sarà possibile prenotare on line il mio libro direttamente su questo blog. In settimana verranno date le istruzioni reperibili cliccando sul banner in cima al sito. Chiunque ha prenotato e pagato il libro e non ha potuto intervenire alla presentazione di Modena o per errore lo ha prenotato direttamente inviando il pagamento, dovrà inviare il proprio indirizzo per la spedizione. Le spese di spedizione saranno a carico del destinatario. Diversamente sarà possibile ritirarlo sabato 20 ad Acqui Terme in occasione del Blogeconomyday al quale Icebergfinanza parteciperà.

 

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Sabato 20 novembre 2010

 presso il

GRAND HOTEL di ACQUI TERME

Un weekend impegnativo ma anche divertente e rilassante, un confronto con le più autorevoli “penne” del web, ma anche una gita nella terra dei tartufi, dei vini, della buona cucina, dove la famiglia non si annoierà! Un weekend da non perdere!!! Un’occasione unica in Italia per affermare l’importanza e la qualità dell’informazione indipendente. Parteciperanno le più prestigiose firme del mondo dei blog economici

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Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ………

    

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13 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 16 novembre 2010 at 09:09

ma sto pil e i consumi non è che siano determinati soprattutto dai consumi militari visto che ci sono guerre ovunque ?
anche il nostro Pil e il nostro consumo dovrà pur essere influenzato dalle innumerevoli azioni militari in giro per il mondo?
e se questo è siamo di fronte alla più grande bugia nascosta e cioè l'economia è già da anni che è messa molto male e non ce l'hanno detto.
Stella

utente anonimo
Scritto il 16 novembre 2010 at 09:20

Mi chiedevo se fosse possibile conoscere anche soltanto l'indice dei capitoli del libro.

Scritto il 16 novembre 2010 at 11:09

ok Andrea, la prospettiva,senza avvenimenti "eccezionali" è sicuramente questa. Calma piatta per i prossimi anni.
intanto si fa un po' di paura sui debiti sovrani europei, più chj ealtro per distrarre dall'inconsistenza programmatica statunitense.
un Obama che non sembra solo ad un'anatra zoppa, ma anche con le ali tarpate, chiuso tra i tea party interni e una cina che riduce ad ogni anno gli acquisti di tbond, e che quindi non sa a chi rifilarli, con minacce alla cina per ottenere una rivalutazione dello yuan ma con le lobby interne delle varie multinazionali che hanno delocalizzato là le produzioni che non la vogliono, si trova in un pantano dal quale gli sarà difficile uscire.
per cui , calma, ma occhi aperti…. il drago ferito può dare brutti e imprevisti colpi di coda.

utente anonimo
Scritto il 16 novembre 2010 at 11:24

Perchè non si vuol vedere eurostoxx50 che sta esattamente ritracciando 2003-2004 (15 nov 2004= 2893 —-15nov2010=2850)?
link graficohttp://it.finance.yahoo.com/echarts?s=%5ESTOXX50E#chart3:symbol=^stoxx50e;range=my;indicator=volume;charttype=line;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=undefined 

utente anonimo
Scritto il 16 novembre 2010 at 14:46

La FED oggi asserisce che:

"We're not trying to push the dollar to any particular level," Dudley told CNBC. "We don't have a view about where…the dollar should go," and "the dollar's not really the objective of policy."

"What we're trying to do through our large scale asset purchase programs is to remove Treasuries from the market, and force private investors into other assets," he said, adding "I don't think we knew that the dollar was necessarily going to weaken."
 Seguendo il blog da un po' di tempo e le convinzioni qui espresse riguardo la politica di Quantitative Easing, domando: E' credibile questa linea o è solo una scusa per giustificarsi?

Grazie

utente anonimo
Scritto il 16 novembre 2010 at 16:36

Aggiungiamo un altro pò di inglese, che non guasta

http://www.nytimes.com/2010/11/13/business/economy/13bond.html?_r=1

Lamerika non fallisce?

utente anonimo
Scritto il 16 novembre 2010 at 16:55

"calma piatta per i prossimi anni"……BUONANOTTE E SOGNI D'ORO!!

L'inflazione solo con la crescita e la circolazione della moneta……
mai sentito parlare di STAGFLAZIONE??…..

A.P.

Scritto il 16 novembre 2010 at 19:25

Stagflazione e perché no ipermegainflazione stellare…per quanto riguarda Dudley avete presente quel bambino con la bocca piena di Nutella che nega l’evidenza! Lamerika che fallisce ….e perché no facciamo un po questo esperimento nucleare Tra tre o quattro o cinque anni ci sara’ ancora chi parla di inflazione e quando arriverà non ci crederà più nessuno! Chi glieli spiega che default singoli o di massa implicano dinamiche deflattive? Andrea

utente anonimo
Scritto il 16 novembre 2010 at 19:47

Tanto tonò … che piovve… logica conseguenza di cupe foschie , e spaventosi buchi neri .

Certo la scoperta di un nuovo pianeta abitato ( molto abitato ) dove trasferire l'intera massa debito , rimane per la Fed e non solo una possibile soluzione .

Saranno però così privi di intelligenza , gli alieni che troveremo su quel pianeta ? Noi certo possiamo insegnarli molto a riguardo…..

Saluto particolare per Andrea Mazzalai ,

                                        Fiorentino Dispettoso

Scritto il 16 novembre 2010 at 19:53

GIA’….”SENZA LAVORO,SENZA OCCUPAZIONE NON SI VA DA NESSUNA PARTE!!! HAI RAGIONE ANDREA!!![..] IL LIBRO DI ANDREA SARA' IN VENDITA AD ACQUI TERME SABATO 20.11.2010 MARTEDÌ, 16 NOVEMBRE 2010 RITORNO ALLA REALTA'! Mentre i nostri simpatici modelli versione “credit default swap” continuano alternativa [..]

Scritto il 16 novembre 2010 at 21:59

a proposito di USA, questa è fresca fresca.

"ANSA) – WASHINGTON – Negli Usa le famiglie sono sempre piu' povere e aumenta la fame. Secondo il ministero dell'Agricoltura, nell'ultimo anno almeno un milione di famiglie con bambini non e' stata piu' in grado di comprarsi da mangiare. Il 15% delle famiglie e' 'food insicure', cioe' non ha la certezza di mettere insieme ogni giorno il pranzo con la cena. E gli americani che si nutrono grazie ai 'food stamps', i buoni pasto per i poveri, sono aumentati di 10 milioni, raggiungendo la cifra record di 47 milioni."

allora, sono in ripresa ??

utente anonimo
Scritto il 16 novembre 2010 at 22:02

Ripresa per il c….o

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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