INFLAZIONE…L’ULTIMO PENSIERO!

Scritto il alle 22:35 da icebergfinanza

  


Come ho più volte osservato sarà affascinante osservare come nei prossimi anni le aziende riusciranno a trasmettere l’impennata dei costi nelle materie prime al consumatore finale.
Un sempre puntuale Mike Shedlock , esplorando tra le righe l’ultimo report della NFIB, associazione nazionale delle piccole e medie imprese americane, testimonia come la pressione al ribasso, sottolineo al ribasso sui prezzi sembra una costante, dove la prospettiva di un aumento dei prezzi viene costantemente frustrata dalla recessione e dal basso volume di vendite.

Se il cosidetto “pricing power” ovvero la capacità di determinazione dei prezzi di una azienda è questa, signori auguri!

Il 91 %!!! delle aziende ha dichiarato che le loro esigenze di credito erano coperte o che non erano affatto interessati al credito! Un impressionante vortice che aspira lìaltrettanto impressionante velocità della moneta in circolazione suppongo!

Qui sotto avete l’evidenza di come le aziende risultino “terrorizzate” dall’inflazione. I principali problemi per le aziende sono le vendite anemiche e le tasse, altro che l'inflazione.

 

 

Nella peggiore delle ipotesi si riducono gli investimenti, i costi, si taglia l'occupazione o si chiude, altro che pensare all'inflazione. 

 

   

 


 

 

Concludo ricordando a tutti i compagni di viaggio che una nuova onda immobiliare sta per raggiungere il mercato in questo mese, in molti si sono dimenticati presto della variabile immobiliare, dei mutui ARMs, dei pignoramenti, del nuovo calo dei prezzi che è già inesorabilmente in atto, di milioni di famiglie "undewater" ovvero con il valore del loro patrimonio immobiliare ben sotto il mutuo residuo da pagare.

A dimenticavo, preparatevi ad un nuovo collasso delle vendite immobiliari in questo mese, ben oltre qualsiasi improbabile immaginazione, cosi tanto per non dimenticare che senza la variabile immobiliare la storia ricorda che non si va da alcuna parte!

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Sabato 20 novembre 2010

 presso il

GRAND HOTEL di ACQUI TERME

Un weekend impegnativo ma anche divertente e rilassante, un confronto con le più autorevoli “penne” del web, ma anche una gita nella terra dei tartufi, dei vini, della buona cucina, dove la famiglia non si annoierà! Un weekend da non perdere!!! Un’occasione unica in Italia per affermare l’importanza e la qualità dell’informazione indipendente. Parteciperanno le più prestigiose firme del mondo dei blog economici

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Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

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25 commenti Commenta
Scritto il 11 novembre 2010 at 08:23

sono d'accordo con te, Andrea, su questa linea, e l'ho scritto anche su un altro blog.
cosa pare non entrare nella testa di troppe persone è il fatto che l'inflazione non è uno stato, una condizione, ma un processo.
un processo circolare che per mantenersi ha bisogno che tutte le componenti partecipino.
prezzi delle materie prime, denaro destinato agli acquisti, aumento generalizzato dei prezzi, ….. sono tutte componenti che POSSONO, ma non necessariamente DEVONO verificarsi contemporaneamente.
una qualsiasi di esse, che venga a mancare ferma il processo che, se non del tutto almeno in buona parte retrocede perchè incapace di autoalimentarsi.
confondere poi la liquidità totale, con la liquidità destinata agli acquisti, è l'errore più grosso che viene commesso, perchè omette diconsiderare la distribuzione della ricchezza e dei redditi e il fattore risparmio sia in incremento che decremento, oltre alla velocità di circolazione del denaro.
fattori tutti altamente impattanti sulla quantità di denaro che dalla sorgente arriva ai consumi.
quanto, snceramente non riesco a capire, è come un discorso tanto semplice , basato solo sulla logica, riesca a non esser capito.

utente anonimo
Scritto il 11 novembre 2010 at 10:09

Caro Andrea Mensa, stavo per perdere un caro cliente quando ho cercato di spiegargli le varie componenti del fenomeno inflattivo, specialmente la velocità di circolazione e l'emissione di titoli di Stato…facendo metaforicamente parlando, riferimento al congelatore , cioè ad un freezer che congela la monetà stampata in più.
Ma nulla, voleva aumentare le sue tariffe, questo accadeva dopo l'estate 2008.

ciao
Giobbe

utente anonimo
Scritto il 11 novembre 2010 at 11:11

chiedo gentilmente a Mensa in quale data ha postato sul tema unflazione .
Grazie.
o inserito nei commenti del post del capitano del  giorno..
non riesco a trovarlo.
Gianni Z.

Scritto il 11 novembre 2010 at 11:31

@ gianni z.
7/11, ore 15, 39
post @ 34
ciao

utente anonimo
Scritto il 11 novembre 2010 at 13:34

Bene dopo l'ultimo pensiero, fra poco cambierai idea!

utente anonimo
Scritto il 11 novembre 2010 at 13:44

Ma scusa caro capitano, invece di aprlare sempre di Usa, perchè non facciamo una disamina sui prezzi in Italia? A me sinceramente degli americani frega meno di nulla, io qui d noi ripeto non vedo alcuna deflazione in nulla….su elettronica di consumo si vedono dei ribassi ma solo per lancio di nuovi modelli e cmq uno quando ha comprato un pc o un cellulare minimo per un anno è a posto…

Fabio

Scritto il 11 novembre 2010 at 13:45

[email protected] A tua disposizione….peccato che le tue illuminanti e brevi riflessioni non sono supportate da nulla di concreto! Andrea

Scritto il 11 novembre 2010 at 14:33

cara valentina
l'esempiodel nord dakota è già diverso tempo che viene portato da diverse persone come la dimostrazione che è la attività di banca centrale &C ad averci rovinati.purtroppo per loro non è così ed ora ti spiego il perchè.supponi che lo stato italiano viaggi ancora con le lire ed abbia un certo debito pubblico.
supponi ora che si comporti da buon amministratore e che cominci a raccogliere più denaro di quello che spende.
in questo modo, ad ogni scadenza di titoli vecchi, ne dovrà emettere MENO di nuovi perchè avrà operato quello che si chiama un avanzo di bilancio.
rimborsa oggi, rimborsa domani, ad un certo punto si trova ad aver rimborsato TUTTO il debito pubblico.
però continua ad incassare più di quanto spende, per cui può cominciare ad emettere lui, stato, banconote che rappresentano il surplus che accumula nelle sue casse.
così il popolo non dovrà più pagare nulla al sistema bancario.
perchè non lo può fare ora ?
semplice perchè non avendo risorse, al limite risorse aggiuntive le potrebbe reperire solo a debito, emettando da una parte credito, e dall'altra aumentando il debito.
perchè il nord dakota si trova in questa situazione ?
perchè non ha mai fatto spese a debito, ovvero non si è mai sognato di indebitarsi.
capisci la differenza ? se noi italiani non avessimo quasi 2000 miliardi dieuro di debito, ogni anno non dovremmo tirar fuori circa 80 miliardi di soli interessi su tale debito.
ma quel debito è stato contratto dai nostri governanti, liberamente eletti e mantenuti, negliu ultimi 50 anni e la maggior parte proprio da quel CAF che ci ha governato negli anni 80-90.
molti rimpiangono quel periodo, per forza, ha dato molto , chiesto poco, peccato che ha caricato lo stato di debiti.
purtroppo, quanto non si vuole capire è ch eil sistema bancario, così com'è offre credito, quasi illimitato, ma poi rivuole indietro i soldi imprestati e anche con gli interessi.
ma nessuno è mai stato obbligato a CHIEDERLO il credito, certo, ha fatto comodo, soprattutto a certi governanti per venire rieletti, da un popolo stupido ch enon si è accorto della fregatura.
è abbastanza chiaro, il tutto ?

Scritto il 11 novembre 2010 at 14:43

quindi, cara valentina, il buon senso del Nord Dakota, è consistito tutto nel non aderire ad un sistema che avrebbe tentato dei politici deboli ad accedere ad un credito facile, che pperò avrebbe abituato a spese eccessive, e avrebbe dovuto esser ripagato in seguito, interessi compresi.
della serie , meglio evitare le tentazioni !!

Scritto il 11 novembre 2010 at 16:46

Buon giorno a tutti  i Naviganti e al Capitano
Vedo che ultimamente il discorso sulla deflazione e inflazione si è fatto sempre più.
Serrato ed è spiegato con: dati, grafici, esempi, analogie storiche, aneddoti ecc.
 Tutto ciò dovrebbe essere esauriente ovvia deflazione da rientro del debito, pero la mia curiosità,
mi spinge a fare sempre più domande tipo; come sarebbe che i dollari stampati in America non entrano in
circolazione ? Come paga gli stipendi agli statali, l’America, le forniture alla difesa, i buoni generi  alimentari, i sussidi di disoccupazione? Se non con i dollari fiat?
Qualcuno dice che le aziende non hanno bisogno di credito io credo che le aziende abbiano più bisogno di
Clienti e di commesse che di credito, ma quelle che già sono indebitate hanno bisogno di rinegoziare debiti e scadenze e sono molte a dover ricorrere a un aumento di capitale e non per espandersi ma per sopravvivere.
Quando si fanno debiti, si dovrebbe onorarli, sempreché al debitore ciò convenga ma spesso il debitore
Può sceglie di non pagare e allora.
Mi piacerebbe sapere a quato ammonta a livello mondiale il debito pubblico e a quanto ammonta.
Il valore della capitalizzazione di tutte le borse del  mondo  senza  tener conto del fatto che moltissime aziende sono indebitate .
Appena hanno approvato il  QE2 ho pensato  si torna a battere sulla gran cassa dei paesi pigs per evitare
Una svalutazione del  dollaro ed è puntualmente avvenuto.
Tutti i beni di rifugio si stanno comportando come in previsione di una diffusa svalutazione monetaria.
Ed io non mi sento più furbo di loro, dico no a inflazione ma i dubbi aumentano.
 
 
 

Scritto il 11 novembre 2010 at 17:24

Io  non vorrei vivere in North Dakota

Scritto il 11 novembre 2010 at 17:26

caro scalper
ti si risponde anche se non urli !!
i dollari , o comunque effetti che valgono come dollari, che si usano per pagare come dollari, che vengono venduti in cambio di dollari su un mercato estremamente liquido, ovvero i bond del tesoro americano, non entrano NEL mercato per conto loro, ma per entrarci devono essere spesi, ovvero dati in cambio di beni e servizi.
il tesoro, emette bond e li spende !!!
la fed e il sistema bancario normalmente li IMPRESTA, capisci ? non li spende, li impresta, è poi chi li riceve che li spende.
quando si impresta qualcosa, lo si rivuole indietro, e anche con un compenso per l'azione fatta.
la FED con il Quantitative Easing, ha comprato del "quasi"denaro (ovvero dei bond) con del denaro, quindi il totale non è aumentato.
mentre invece è il tesoro, emettendo i bond, che lo aumenta.
perchè creando i bond e vendendoli, lui ha del denaro da spendere per tutto quello che dici tu, ma anche il possessore dei bond ha del "quasi" denaro, che può essere speso a sua volta.
quindi chi crea inflazione eventualmente è il tesoro, non la FED.
chiaro ?

Scritto il 11 novembre 2010 at 18:44

Fabio… Vuoi che terrorizzi il mondo annunciando l’invincibile drago dell’inflazione che e’ con noi da sempre o vuoi che spieghi per quale motivo la grande depressione e la lost decade hanno trascinato negli anni il mondo in un piccolo o grande inferno….e perche’ serve una nuova rivoluzione di idee e di pensieri oltre che maggiore consapevolezza! Andrea

Scritto il 11 novembre 2010 at 18:51

Circa un mese fa scrissi che prima o poi i monelli con le fionde cds e il terrorismo a senso unico sarebbero tornati tra urla della fine del dollaro e chissà quale tempesta inflattiva. All’improvviso la Germania e’ diventata l’unico paese solvibile europeo e la Fed e’ costretta a sostenere i propri titoli di stato visto che il boomerang sta tornando indietro prima del previsto. Tempi epocali cari compagni di viaggio, tempi epocali! Attenzione a chi urla troppo di avvoltoi, lupi e sciacalli e’ piena la finanza anche istituzionale Andrea

utente anonimo
Scritto il 11 novembre 2010 at 18:51

Bello l'articolo Vale,  grazie del contributo.
ciao
Marcoe

Scritto il 11 novembre 2010 at 19:09

Si Marcoe, anch'io ho pensato che fosse bello, non lo conoscevo, e ve l'ho girato; l'ho avuto da Bill, un caro amico di iceberg che ringrazio, mi manda sempre cose interessanti…

questo non vuol certo dire che andrei ad abitare li…
sono nata qui, e qui rimango, non vedo cosa succede sotto il mio naso figuriamoci se sapevo cosa succede li…
l'ignoranza è sempre infinita…almeno la mia…
per cui ringrazio chi mi aiuta a colmarla..

Sinceramente poi, sarà l'età che avanza, comincia a farsi sentire un certo
"nazionalismo",; in gioventù avrei voluto andarmente, ma molti eventi a tripla mandata mi hanno tenuto qui, ora che potrei, non me ne vado…
consapevolmente. ora,  rimango, ed ancorata alla mia utopia che qualcosa possa cambiare, certamente in primis io, posso farlo, come i criceti di cui ci parlava mensa, "giro la ruota", ma chissà perchè non ho mai avuto la sensazione di essere sempre al punto di partenza o sempre nello stesso punto..
che viva di illusioni…chissà???

Buona serata, cari compagni di viaggio…
Valentina

p.s il cuculo guarda i PVT, ciao.

Scritto il 11 novembre 2010 at 19:19

a chi interessa:

 

ttp://www.culturalodi.it/LinkClick.aspx?fileticket=3WhiBY31mCM%3d&tabid=2056&language=it-IT
 

 
Le Circoscrizioni dei Soci di Banca Etica delle Province di Lodi e Cremona e il Punto Informativo Finanza Etica di Lodi, invitano ad un incontro pubblico "fuori corso". Andrea Di Stefano, direttore di "Valori" (mensile di economia sociali, finanza etica e sostenibilità), intervista il Prof. Marco Onado, docente di chiara fama presso il Dipartimento di Finanza dell'Università Bocconi di Milano, sul tema della tassa sulle transazioni finanziarie.
Sala della Provincia di Crema, ore 21.00
 
Scarica la locandina

 

ciao!

Scritto il 11 novembre 2010 at 21:01

No Cuculo non è liquidabile cosi la realtà del North Dakota , la storia dimostra che una banca centrale, come è oggi la Federal Reserve non è di alcuna utilità e che comunque solo amministrazioni responsabili e virtuose come per fortuna qua e la ne esistono sono la testimonianza del bene comune rispetto al bene assoluto!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 11 novembre 2010 at 22:46

 

Fabio… Vuoi che terrorizzi il mondo annunciando l'invincibile drago dell'inflazione che e' con noi da sempre o vuoi che spieghi per quale motivo la grande depressione e la lost decade hanno trascinato negli anni il mondo in un piccolo o grande inferno….e perche' serve una nuova rivoluzione di idee e di pensieri oltre che maggiore consapevolezza! Andrea
…………………………………………………………………………

No Andrea, cosa me ne frega di urli e strilli inflazionari. guarda io sarei il primo ad essere contento se ci fosse deflazione, il problema è che davvero non la vedo da nessuna parte. Sono uno che osserva molto, e si documenta, ma nel mondo reale (non quello dei grafici) io non vedo calare mai nessun prezzo, i prezzi anche intorno a casa mia non sono calati per nulla, anzi, tutti pensano ancora di avere oro perchè hanno una casa (anche se di 30 anni con impianti da rifare), altri le lasciano in vendita da anni…ma tant'è il prezzo non cala, forse se uno ha fortuna trova quello che ha bisogno di soldi o l'impresa presa per il collo…ma sinceramente non vedo davvero diminuzione….saremo forse noi italiani maniaci della casa..boh che ne so…fatto stà che dopo 15 anni di aumenti di valore, 3 anni di crisi i prezzi son sempre quelli…Poi grafici, Usa, Giapponesi, ect ect ti daranno ragione al 100%…ma io il mio culo per ora è ancora in Italia e io di deflazione non vedo l'ombra da nessuna parte. Non è per venire qui e criticarti, come fanno molti coglionazzi…Nelle mia zona davvero non cala nulla, anche se vedi, uffici, negozi e case con cartelli di varie agenzie…boh stiamo sfidando la gravità…:-))

Io sono invece convinto di un'altra cosa, dai vari discorsi sentiti da parenti, amici, e cioè che in Italia c'è ancora molta ricchezza familiare e molti preferiscono tenere le case chiuse 10 anni pur di non venderle al di sotto del prezzo che si sono fissati. Lo dico perchè a mia sorella su un controvalore di 340.000 euro i proprietari hanno fatto sfumare l'affare per 10.000 euro…

Fabio

Scritto il 12 novembre 2010 at 01:06

io sarei curioso di sapere quanti soldi avete in banca, io ne ho pochissimi, vivo con poco e mi diverto un mucchio e non sono depresso manco un pò, e spero di continuare a lungo così ;)

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2010 at 01:47

Sono abbastanza d' accordo con Fabio sulla dinamica attuale dei prezzi ; credo che solo un altro shock finanziario di notevoli dimensioni , renderebbe lo scenario deflattivo concretamente percettibile e di lunga durata ; ecco il vero motivo del Q2 , allontanare il più possibile questo nuovo shock , foraggiando il mercato azionario a qualsiasi costo . O così o tutti a gambe all'aria . Del resto il rientro graduale del debito non sarà possibile , visto che parliamo di un importo vicino a 11 volte il pil mondiale . Quindi lasciando perdere una equa ridistribuzione del reddito che considero impraticabile rimangono due scelte :

convivere in un economia globale fallita e quindi anche con i malsani tentativi per andare avanti..(Q2)..

..oppure scenario mondiale ridemensionato in maniera drastica ( che potrebbe assomigliare ad una nuova ridistribuzione ma i più poveri pagheranno un prezzo altissimo )..

..esiste volendo una terza via : trovare un nuovo pianeta abitato (molto abitato ) e trasbordare insieme agli inventori tutte le loro invenzioni finanziarie , liberandoci di entrambi in un colpo solo .

                                     fiorentino dispettoso

Scritto il 12 novembre 2010 at 09:03

caro Fabio
hai ragione tu ed anche Andrea, e scusate se mi intrometto.
c'è una realtà mondiale, nella quale gli USA hanno un peso predominante, poi c'è una realtà europea, nella quale germania e francia hannno un peso predominante, poi c'è l'Italia, nella quale ci sono alcune regioni che hanno un peso maggiore di altre.
normalmente, per sapere dove va una nave guardi al timoniere, alla velatura, allo scafo. se poi in sentina le cose sono calme e tranquille, questo non vuol dire ch efuori si preannunzi tempesta.
se devo confessare i miei timori, ho forse più paura proprio per il nostro paese, che con una incoscienza degna di un minorato mentale, si crogiola del suo apparente bel vivere, basato solo su una reminiscenza del passato.
i nostri genitori hanno lavorato duro, hanno costruito ricchezza reale, hanno risparmiato.
oggi , piano piano stiamo dilapidando quel capitale.
è grazie a quel capitale che non viviamo i traumi americani, è grazie al nostro lassismo che non investiamo in ricerca e sviluppo, come tedeschi e francesi, quello che stiamo facendo è vendere l'argenteria di famiglia, ed il trauma verrà quando a risparmi esauriti ci troveremo ad affrontare una realtà abituati al bel vivere, ma senza più risorse, ne da consumare, ne da investire.
forse abbiamo sempre da toccare il fondo, per capire, ma quanto sarebbe bello che lo facessimo un po' prima!!

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2010 at 09:52

X Andrea mensa
sono d'accordo noi stiamo vivendo sul lavoro dei nostri nonni ,genitori e del nostro lavoro passato, tutto ciò che può succedere in questo periodo non l'abbiamo mai visto di conseguenza non possiamo crogiolarci sul fatto che le cose sono sempre andate in un certo modo,
con tutte le movimentazioni che fanno ai piani alti stanno comprando tempo
per spostare in avanti il problema.
a chi dice che l'america non c'entra credo di poter dire che è sempre anticipatrice degli eventi europei: un esempio può essere la creazione dal nulla delle AMLIRE CON CUI SI SONO COMPRATI MEZZA ITALIA DURANTE LA SECONDA GUERRA E CHE INVECE DI ESSERE RIMBORSATE ALLO STATO ITALIANO SONO STATE CONVERTITE NEL DEBITO PUBBLICO GIà NEL 1945 per questi signori è facile poter rendere così schiava una nazione.
Laura

utente anonimo
Scritto il 14 novembre 2010 at 12:46

Buon giorno a tutti.

vorrei capire meglio una frase che ho letto in un commento di andreamensa. La riporto:
la FED con il Quantitative Easing, ha comprato del "quasi"denaro (ovvero dei bond) con del denaro, quindi il totale non è aumentato.
mentre invece è il tesoro, emettendo i bond, che lo aumenta.

Quando il tesoro emette bond, si finanzia. Quei bond devono essere collocati presso il mercato, quindi il mercato dovrebbe, almeno se la logica non mi inganna, già possedere la "liquidità" necessaria per assorbire l'emissione. Ad esempio, qualcuno smobiliterà depositi già esistenti per "depositare" il proprio denaro presso il tesoro, acquistando in questo modo il bond emesso, e quindi la quantità di denaro intesa anche nel suo senso più ampio non varia. Infatti, il tesoro non può semplicemente emettere bond. Egli necessita invece di un  acquirente, altrimenti l'asta andrebbe deserta. Affinché esista un acquirente tuttavia è condizione necessaria che il potenziale acquirente abbia già il denaro, in una qualsiasi sua forma, in quantità sufficiente per acquistare il bond. In questo senso non capisco la frase di andreamensa. 
L'espansione della base monetaria e degli aggregati M1 M2 M3 M4 M5 (ce ne sono tanti e dipendono in larga misura delle definizioni adottate dalle banche centrali di riferimento) è invece una tipica politica perseguita dalla banche centrali, operando ad esempio sull'offerta di moneta o sul  tasso di interesse. Nel primo caso, la banca centrale espande la base monetaria o aggregato M0, nel secondo caso si facilità l'espansione dei crediti ( o dei debiti, dipende da dove lo si guarda) attraverso il consolidato meccanismo della riserva frazionaria. Negli Stati Uniti, ad esempio, un deposito da 101 mila dollari viene conteggiato in M2, mentre uno da 99 mila viene conteggiato in M1. Ma indipendentemente da dove esso venga inserito, egli rappresenta comunque, o ha rappresentato in passato, un'espansione dell'aggregato M1. Grazie a quel deposito preesistente, qualcuno potrà comprare il bond del governo. In generale, non ha invece senso indebitarsi (quindi creare un nuovo deposito espandendo M1 o M2 o altro, e accettare una passività pari al deposito ottenuto o al debito contratto) per acquistare buoni del tesoro, in quanto il tasso di interesse da pagare sul debito risulterebbe superiore al tasso di interesse pagato dal buono. L'unica istituzione che ha invece convenienza nel fare un'operazione simile è la banca centrale, poiché le sue passività ( banconote ) sono a tasso zero, mentre in attivo ella registra il bond acquistato. Quindi la banca centrale ci guadagna nel monetizzare, ovviamente con dei limiti, il debito pubblico e qualsiasi altra forma di debito, visto che la passività della banca centrale è mera convenzione contabile e di fatto non rappresenta una reale passività (la banca centrale non paga l'interesse su ciò che lei registra come passività, ovvero la moneta).
Teoricamente, proprio la presunta indipendenza delle banche centrali dal tesoro o dal governo è la prova più lapalissiana del fatto che il tesoro o il governo non dovrebbero mai interferire nelle politiche monetarie e nel controllo degli aggregati. Alla luce di tutto questo, la frase di andreamensa secondo il quale invece l'aggregato monetario aumento a causa dell'emissione di bond, mi suona alquanto incomprensibile. 

Pur se sono sempre molto scettico quando frequento i blog, devo riconoscere che il "capitano" ha avuto la vista lunga. 

Hugo de Paganis

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