QUANTITATIVE EASING: L’ULTIMA GOCCIA!

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Abbiamo intravisto insieme il perchè la politica monetaria sta ripercorrendo le orme del doppio decennio perduto giapponese, per quale motivo la soluzione di lasciare in circolazione un numero imprecisato di "banche zombie", rinnegando la possibile salvezza della nazionalizzazione in stile nordico sarà la tomba del sistema finanziario.

La scorsa settimana il governatore della banca d’Italia Draghi ha sottolineato come…

 "(…) se si immette troppa liquidità, si può mettere a repentaglio la stabilità futura dei prezzi e generare instabilità». Infatti, ha aggiunto, saremo costretti in un momento successivo a drenare l’eccesso, ma questa azione potrebbe non essere utile ai fini del controllo dell’economia reale. Dunque, il dosaggio della liquidità deve essere accurato. Senonchè, ha ricordato Draghi «alcune banche sono divenute molto dipendenti dalle immissioni di liquidità della Banca centrale europea, sono diventate addicted rispetto ai fondi ottenuti. Ora– ha sottolineato – i problemi di queste banche, in futuro, dovrebbero essere risolti dalle autorità nazionali ». Insomma, spetta ai singoli governi decidere il che fare con quelle istituzioni creditizie che hanno continuato a fare eccessivamente affidamento sul mare di liquidità fornito sinora da Francoforte.

Se non sbaglio si sta parlando di nazionalizzare gli zombie finanziari che ancora oggi succhiano il sangue all’economia, con quali capitali e quali deficit nessuno lo sa,  ma andiamo oltre e ascoltate bene…

 E anche all’Ecofin di Bruxelles si è, del resto, discusso del fatto che questo tipo di banche è oggi particolarmente esposto al rischio di un rialzo improvviso dei tassi, per non aver prestato attenzione alla qualità del credito concesso. Per queste banche «focalizzate in alcune aree» dell’Europa, come ha successivamente specificato Draghi, vi è appunto un rischio di sottovalutazione del pericolo nei finanziamenti ai clienti, poiché «quando i tassi sono bassi, per le banche è difficile dire di no ai clienti ma nel momento in cui i tassi dovessero salire, allora i clienti salterebbero». «L’attuale livello molto basso dei tassi, come si è detto anche all’Ecofin di oggi – ha affermato il governatore, appena rientrato da Bruxelles– sottovaluta il deterioramento della qualità dei crediti nel portafoglio delle banche».

…In sostanza, vi sono delle aziende di credito che sono più deboli di come appaiono e non è compito della Bce risolvere i loro problemi strutturali.«Spetta quindi– ha detto Draghi– alle autorità finanziarie nazionali evitare il rischio che in Europa vi siano "banche zombie"» …

E intanto l’ euribor sale!

Ma andiamo oltre è diamo l’ennesima occhiata all’efficacia di quella potente droga che ormai tutto conoscono con il quantitative easing. In questi giorni vi ho mostrato osservando quanto è accaduto in Giappone l’assoluta inefficacia di questa autentica follia monetaria.

Estremamente interessante è questo articolo di Carlo Bastasin apparso sul SOLE24ORE in riferimento alle senzazioni del dottor Boom, ovvero Michael Mussa, una delle migliori menti economiche mondiali, dei quale riporto solo alcuni pezzi illuminanti…

(…) «Mi sono portato questo bicchiere, perché non vorrei che mancasse la liquidità…».
Il problema di Mussa è però di "quanta" liquidità ha bisogno l’economia mondiale: appunto un bicchiere. «La Federal Reserve – spiega Mussa – ha annunciato di essere pronta a riprendere acquisti su grande scala di titoli (per immettere moneta e ridurre i tassi a lungo termine) nel caso in cui l’economia non cresca. A mio parere non si tratta di una politica saggia».

Mentre la maggior parte dei think tank di Washington si accanisce sulla disputa che riguarda piccoli tagli alle tasse invisi all’amministrazione, gli economisti migliori si stanno occupando soprattutto della strategia della politica monetaria e il filone della turbo-moneta è di gran moda. La stessa Fed sta riscoprendo studi degli ultimi dieci anni in cui giustificava il lassismo di Greenspan. La "regola di Taylor" che la Fed usa per determinare il tasso d’interesse effettivo ottimale sulla base dell’inflazione attesa e della differenza tra reddito potenziale e reddito attuale, viene massaggiata e opportunamente modificata da nuovi studi per tener conto dell’alto livello della disoccupazione americana anziché del reddito. Il risultato è, secondo alcuni, che i tassi d’interesse dovrebbero scendere non a zero come adesso, ma fino a cinque punti sotto lo zero. L’equivalente nelle parole di Mussa di «un’arma termonucleare sull’Afghanistan».

Una risposta monetaria aggressiva poteva essere necessaria a fine 2008 quando il sistema finanziario globale era al collasso, ma non è responsabile insistere adesso. «Un buon medico non amministra antidolorifici pericolosi per dare euforia a chi non ne ha bisogno. Un banchiere centrale responsabile non usa la politica monetaria come il medico di Michael Jackson usa la medicina».
Il problema è che la politica turbo-monetaria è una doppia droga per l’economia americana: non solo riduce il costo-opportunità di finanziare le imprese o di consumare ma soprattutto spinge il deprezzamento del dollaro. Il presidente Obama d’altronde ha promosso come obiettivo politico dell’amministrazione di raddoppiare il volume delle esportazioni americane entro cinque anni in modo da generare più posti di lavoro ad alto valore e ad alto salario. Il problema è che i posti di lavoro non dipendono dal volume dell’export in assoluto, ma dall’export "netto" (export meno import) e se la politica monetaria viene usata per far calare il dollaro e in tal modo influenzare le esportazioni nette allora rappresenta esattamente lo stesso tipo di politica che tutti imputano alla Cina accusandola di manipolare il proprio tasso di cambio. «Un’espansione globale bilanciata – spiega Mussa – deve essere bilanciata per tutti».

Ieri la Banca centrale giapponese ha portato i tassi a ZERO oltre ad aver promosso una nuova espansione monetaria, l’ennesimo quantitative easing di circa 418 miliardi di dollari, per risollevare un’economia che si avvia verso peggiori aspettative nei prossimi mesi.

A proposito di Giappone per sfatare alcune leggende metropolitane vi consiglio vivamente di dare un’occhiata a questo articolo L’ex formica sul filo del rasoio di Martin Feldstein che nella sua analisi oltre a cercare l’ennesimo stimolo inflattivo propone un passaggio che non fa altro che sottolineare il futuro che abbiamo davanti…

(…)  Ma cosa succederà in futuro? Mentre l’attuale situazione potrebbe protrarsi per un certo numero di anni, c’è il rischio che i tassi d’interesse in crescita e il risparmio netto delle aziende in calo mettano fine al surplus delle partite correnti in Giappone.
Uno dei motivi per cui si vuole far risalire il tasso d’interesse sarebbe quello di passare da una bassa deflazione a una bassa inflazione (…)

Nel frattempo un nuovo campanello di allarme sta suonando in alcuni Stati Americani, il fenomeno delle insolvenze Alt-A ovvero la categoria intermedia delle richieste di mutui americani, sta sempre più assumendo la dimensione del fenomeno subprime! Il fenomeno è limitato solo ad alcuni Stati ma sembra che ad esempio nel Nevada o sopratutto nella Florida la percentuale di insolvenza stia superando il 46 % e in circa venti Stati è attualmente superiore al 25 %. Peggiora anche la situazione per i mutui ARMs e Jumbo! The new suprime!

Una sola domanda infine! Per quale motivo visto che negli ultimi giorni in molti stanno osservando l’uscita di dati macroeconomici migliori delle previsioni, alcuni governatori della Federal Reserve continuano a professare un sostanziale pessimismo sulle prospettive future dell’economia sottolineando ad ogni occasione  come l’allentamento quantitativo è assolutamente necessario? Entro il primo semestre del prossimo anno è possibile che l’economia americana saprà darci una risposta probabilmente definitiva.

Nel frattempo appuntamento a…

SABATO 6 NOVEMBRE alle ore 14.30 a MODENA

in occasione della presentazione del mio libro

" Icebergfinanza: viaggio attraverso la tempesta perfetta "

al quale

siete tutti invitati

segnalando la Vostra partecipazione all’indirizzo  qui sotto esprimendo  una delle tre opzioni ….

 Solo Incontro / Incontro Cena / Incontro Cena Pernottamento

[email protected]

….segnalando nome e cognome, quante persone intendono partecipare ed eventualmente le copie del libro che si intende prenotare.

Non appena possibile entro l’inizio della prossima  settimana,  riceverete tutte le informazioni relative al luogo e all’ora dell’incontro, oltre alle possibilità di pernottamento e cena.

Arrivederci a presto! Andrea

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Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……… 

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Commenti (n° 20)Commenta

  1. utente anonimo scrive:

    INTERRESSANTE CORRELAZIONEMassimiliano

  2. utente anonimo scrive:

    montecristoNaturalmente  nel  commento  di  eri  scherzavo  quando  parlavo  di   volare.Ogni  giorno  sui  giornali  si  leggono  notizie  del  tipo:  si  getta  dal  treno  perchè  disoccupato,  dalla  finestra,  vendo   organi   perchè  senza  lavoro

  3. utente anonimo scrive:

    Azz Andreama sei in forma in questo periodo!Nel senso che sei sopra alla tua già eccelsa media…Questo articolo è eccezionale.un grazie anche a Mussa….Un applausoMi sa che te lo linko da me come BIBBIA:-)ciao e buona giornataBEATOTRADER

  4. ALLA RICERCA DI EQUILIBRIO IMPOSSIBILE……..ORA SIAMO ALLE SVALUTAZIONE…….A QUANDO I SUPER DAZI!Gli USA stanno svalutando il dollaro, con l'idea che i Cinesi e i Giapponesi se ne stiano a guardare, ma la loro è un'illusione.Per ora gli Europei  stanno alla finestra, ma anche questa è solo fare buon viso e cattivo gioco.Siamo solo alla fase iniziale, alle provocazioni, fino a quando gli animi si incendieranno e i populisti (ben manovrati) avranno la loro sporca e illogica  politica protezionistica.E' ovvio  che si vuole scaricare il costo della crisi sull'Europa e sui paesi in via di sviluppo, ma gli Europei hanno sempre cullato una loro autarchia sia in campo politico che economico, quindi potrebbero  rispondere imponendo pesanti dazi.L'Europa è l'unica entità che ha un mercato abbastanza vasto da poter azzardare una simile mossa, questa sembra essere l'unica soluzione alla richiesta della BCE di avere un Euro forte e all'esigenza di assicurare se non uno uno sviluppo continuativo almeno una certa protezione dei posti di lavoro.Bisogna far arrivare l'inverno economico, congelare le tigri, guadagnare tempo in modo che allo sviluppo tumultuoso dei paesi, faccia da contraltare le loro debolezze interne fatte di elevatissima corruzione e fortissime disuguaglianze sociali.Tutti i paesi che ora si crogiolano con un basso costo del lavoro, bassissime se non inesistenti protezioni sociali, tasse ridotte al minimo, devono subire al più presto tali e tante pressioni da dover cambiare registro.Nessuno può correre al massimo per sempre, aspettate che sui paesi emergenti arrivi una crisi tipo quella della fine degli anni novanta e si troveranno con uno sviluppo fatto a metà, con  mezze conquiste sociali e con forti tensioni interne.Il WTO doveva essere il killer perfetto che sostituiva il neocolonialismo con l'imperialismo dei capitali, se non che alla fine l'occidente ha collezionato la più grande crisi economica (e sociale) degli ultimi cento anni.Qualcuno parla di crisi finanziaria, ma la finanza speculativa è stata solo l'ultima complicazione di un quadro clinico già compromesso.Sono solo dei miopi possono pensare di risolvere questa crisi per via finanziaria.

  5. Chissà perché il dato della ADP ha segnalato una perdita di 39000 posti di lavoro rispetto ad attese per un incremento di 20000 quando l’indice ISM di ieri segnalava una ripresa…..Benedetto quantitative easing quanto ti abbiamo atteso! Auguri! Andrea

  6. utente anonimo scrive:

    io nn so in futuro quello che può accadere………..certo bisogna ammettere che che il "buon  Bernanke e co." dopo il crollo del marzo 2009 è riuscito a mantenerci a galla…..poi in futuro tutto può essere…..ma in tanti nn ci credevano più……quasi nessuno pensava che dopo 1 anno e mezzo potessimo essere a questo punto …. e chissà che nn possa ancora far miracoli maat

  7. Maat i nostri figli pagheranno tutto con gli interessi…l’importante e’ essere felici Andrea

  8. utente anonimo scrive:

    è vero Andrea… l'importante è essere felici….ma sai , come diceva Borges….non c'è piacere più complesso del pensiero e ci abbandoniamo ad esso

  9. utente anonimo scrive:

    l'8) sono io,…. maat…perchè Andrea ha ragione……e per dire che solo la morte rende preziosi e patetici gli uomini….quindi speriamo che la vita ci sorrida

  10. utente anonimo scrive:

    Ottimo ottimo.Domenico.

  11. utente anonimo scrive:

    mONTECRISTOaLLA  FINE  i  mercati  sono  andati  al   contrario  di  quanto   previsto,è  stata  purtroppo  tutta  fatica  sprecata  fatta  dal  nostro   capitano  nel  riportare  accuratamente  ogni  dettaglio  sui dati economici  internazionali,tutto  sbagliato evidentemente    inquanto   sembri  che  le  banche  americane  incominciano  a  riprestare  soldi  alle  imprese.Beati  loro!  ma  dove  la  trovano  tutta  questa  fiducia  .E  tutti  vissero  felici  e  contenti

  12. utente anonimo scrive:

    ottobre 2010 — wildgretaLa ristrutturazione dei bilanci continentali farà piombare l’Europa in una profonda recessione. La soluzione, secondo il premio Nobel per l’economia, è l’uscita della Germania da Eurolandia e la conseguente svalutazione della moneta unicaCostretta a fare i conti con una crisi sempre più conclamata, l’Unione europea si prepara alla messa a punto del più ambizioso piano di ristrutturazione debitoria di sempre. Dalle tragedie greche alle sommesse ballate irlandesi, passando per i noti guai iberici e i fardelli contabili italiani, i programmi “lacrime e sangue” cui tutti sembrano ormai rassegnati potrebbero non bastare. E il traguardo della definitiva ripresa potrebbe coincidere con l’affermazione di uno scenario a dir poco sconvolgente: la fine del sistema monetario europeo per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi.A lanciare l’allarme è stato niente meno che Joseph Stiglitz, non esattamente un osservatore qualsiasi. Secondo il premio Nobel per l’Economia 2001, quello intrapreso dai governi europei rischia di essere un viaggio senza ritorno. Almeno per la moneta unica. La situazione è grave, anzi, gravissima e i piani di austerity contabile, per quanto necessari, potrebbero rivelarsi controproducenti scatenando una recessione destinata a dilagare nell’intero continente. Da qui la clamorosa soluzione: l’addio alla moneta unica da parte della Germania, principale economia di Eurolandia, e il salutare abbandono a una conseguente e provvidenziale svalutazione dell’euro per gli altri Paesi.

  13. utente anonimo scrive:

     siamo a 1,40! grande andrea.PSnon so voi ma secondo ma: ci manca solo che si mettano a svalutare (l'euro o chi per lui….) auguri!

  14. Certo Caro Montecristo tutto sbagliato….al punto tale che pensavo di chiudere il blog. Le banche ritornano a concedere credito certo peccato che la dinamica dei grafici raffigura un’altra realtà ma questa e’ un’altra storia ….intanto lasciamo l’umana speranza festeggiare il cinema si sta riempiendo buona visione! Andrea

  15. utente anonimo scrive:

    1-  si va (l'america lo sta già facendo) verso una svalutazione competitiva con conseguente inflazione.2- il double dip  (che per essere tale dovrà arrivare come detto entro giugno 2011) è sempre meno probabile, a tal punto che lo stesso oracolo di Omaha consiglia di puntare sulle azioni sottovalutate rispetto alle obbliogazioni ormai in bolla: "l'inflazione crescerà e le obbligazioni andranno giù" (Warren Buffet)PEG

  16. sentite cosa dice il pifferaio magico, zio Bernanke. a rischio il sistema sanitario e quello delle pensioni Bernanke lancia l'allarme: «Ripianare il deficit imporrà sacrifici e scelte difficili» Il governatore della Fed: «Serve un piano di riduzione del deficit a un livello praticabile a medio termine» Ben Bernanke (Ap) MILANO – Il deficit di bilancio americano è «una minaccia reale e crescente» che richiede l'imposizione di «sacrifici» e «decisioni molto difficili» il governatore della Federal reserve Usa Ben Bernanke in un discorso inatteso lancia l'allarme sullo stato di salute dell'economia statunitense. MINACCIA REALE – «La minaccia del deficit sulla nostra economia – ha detto Bernanke- è reale e crescente e questo deve essere una ragione sufficiente per i responsabili della politica di bilancio per mettere a punto un piano credibile di riduzione del deficit a un livello praticabile a medio termine». Gli Stati Uniti hanno fatto fronte alla crescita del deficit di bilancio provocata dalla crisi economica e, a più lungo termine, la crescita è stata stimolata anche dall'invecchiamento della popolazione che mette a rischio il sistema pubblico di assicurazione-malattia e delle pensioni, ha aggiunto Bernanke. «Non c'è nessun dubbio su questa questione: pareggiare questo deficit imporrà che i dirigenti politici e la popolazione prendano delle decisioni molto difficili e accettino i sacrifici. Le condizioni economiche forniscono poco spazio per ridurre il deficit significativamente entro i prossimi due anni, ma a medio e lungo termine la situazione è ben differente. Se venissero mantenute le attuali politiche la situazione diverrebbe insostenibile entro pochi anni» con un effetto valanga su tutta l'economia ha concluso Bernanke. Redazione online 05 ottobre 2010corriere della sera.  stessa roba dice il sole 24 ore…..di menzogne.  bene bravo, 7 +. bye        DORF

  17. utente anonimo scrive:

    Sig.Andrea , ogni tanto tutti possono esagerare,anche i suoi grafici.Lo stato attuale ci rende confusi dando  modo  di vedere  e pensare  al presente come al futuro  dimenticando  risorse  che al momento giusto potrebbero capovolgere determinate  analisi , oggi ammirate e accomodate da tanti economisti.Rispettando il suo lavoro e dato la mia eta'  , come a un figlio ,dico che gli stati uniti e' un grande popolo ,ci hanno salvato due volte ,dalla guerra  terrribile del 45  e poi regalandoci  un mucchio di soldi  per la ricostruzione  economica.In alti e bassi di una economia mondiale emergente loro ci sono stati sempre ,bilanciando e aiutando tale progresso.Sono convinto che in futuro sapranno rappresentare  tutto il loro valore innovativo  con serieta' e lealta' verso il resto del mondo. Silvestro

  18. Come ho avuto modo di commentare in precedenza , creditori netti di questo sistema economico , sono i cittadini degli stati avanzati che sono creditori di prestazioni previdenziali, sanitarie e assistenziali per le quali sarà sempre più difficile trovare le risorse.In questi anni ho chiesto il parere a molti , qui ed altrove, per capire a cosa le persone potrebbero essere costrette a rinunciare.Le risposte ottenute sono state le più varie e curiose, dalle vacanze, alla tecnologia, allo shopping, allla colazione al bar, la palestra, la pizza al sabato sera…Sono tutte balle, quello che non possiamo permetterci è di prolungare la vita delle persone alla media di 80 e più anni generando una massa enorme di persone non autosufficienti.(perchè una massa di persone solamente improduttive sarebbe ancora gestibile)Le cause profonde di questa crisi sono demografiche ed energetiche, accelerate dalle dinamiche della globalizzazione.L'aspetto finanziario è solo la causa scatenante.

  19. utente anonimo scrive:

    Sig.ilcuculo non ho parola difronte al suo post,e' riuscito ha cancellare quel poco di buono  che e' in lei.Pensi a essere autosufficente  e di aiuto  come fanno tanti anziani. e non generalizzi  un problema con termini cosi scabrosi.Silvestro

  20. "I Segni del Tempo…Un tempo per ogni cosa…" Signore,fa’ che io sia del mio tempo e non della mia età.Che non mi affezioni alle ideecome un avaro al suo gruzzolo.Ma ne controlli frequentemente la validitàe, soprattutto, ne assicuri costantemente la convertibilità.Aiutami a non prendermi troppo sul serio,a sorridere dei miei successi come dei miei fiaschi.Fammi guardare con simpatia a ciò che fanno gli altri,specialmente se tentano qualcosa a cui io non avevo mai pensato,oppure si avventurano in territori dove ionon mi sono mai arrischiato.Che sappia comprendere più che giudicare,apprezzare più che condannare,incoraggiare più che diffidare.Fa’ che resistaalla tentazione di raccontarmi,fammi capire che è importante ciò che faccio oggi,e non ciò che ho fatto dieci anni fa.Gli altri hanno il diritto di avere da me ciò che sono oggie non ciò che sono stato ieri.Signore, impedisciche faccia l’abitudine a me stesso.A quel me stesso solito che conosco troppo benee che tendo ormai ad accettare o sopportarecome si accetta o sopporta un vecchio conoscente.Devo sorprendermi, devo obbligarmi ogni giorno,a riconoscermi nuovo, diverso, inedito.Devo impararmi sconosciuto, devo accettarmi altro.Devo esplorarmi al di là dei confini abituali.Devo frequentarmi inaspettato, devo frequentarmi insolito.(Preghiera per non invecchiaredi Alessandro Pronzato)Caro IlCuculo, io prendo le Tue crude, ma in fondo realistiche osservazioni, come una provocazione/sollecitazione a trovare soluzioni…e toccano problemi che vanno oltre le due righe, che ognuno di noi vive quotidianamente…marientrano in quella chiara Crisi Antropologica, che il Capitano instancabilmente,ci dipinge da ben oltre tre anni…è che abbiamo una sorta di riluttanza a definire le cose con il loro nome…Non siamo più in grado di assaporare i frutti dell'Albero della Vita, perchè probabilmente non la amiamo poi così tanto…ammantati da un delirio di eternità e onnipotenza, pensiamo che tutto sia un flusso di cassa…un dare …un avere..che tutto sia un grafico…un bit…Ma c'è un Tempo, un tempo per ogni cosa, ma noi testardamente continuano a volerlo, dimenticare, quasi ad esorcizzare al vita stessa…C'è un Tempo per Vivere, un Tempo per Crescere, Invecchiare e Morire…ma noi non lo sappiamo più…inseguendo un disegno di effimera onnipotenza, ci lasciano ogni giorno sfuggire ciò che c'è di più preziosoe irriproducibile..l'Essere ora qui e adesso…Vengono continuamente lesi i diritti Universali Umani, ma assuefatti non ce ne accorgiamo e non ci indignamo,nemmeno più…Ed è' questo ciò che realmente non possiamo permetterci!…Valentina