ETICA: MAMMA MIA…INCREDIBILE!

Scritto il alle 14:59 da icebergfinanza

Mamma mia…incredibile, se non lo avessi letto personalmente credetemi avrei fatto molta fatica a crederci.

Al di la di chi sia Cesare Geronzi, la sua riflessione è assolutamente incredibile, incredibile per un uomo simbolo di un sistema che da sempre viaggia lontano anni luce da alcuni concetti qui espressi. Sia ben chiaro la conversione sulla via di Damasco è sempre possibile, ma continuo a pensare che l’uomo comune deve essere dotato di una notevole dose di consapevolezza e capacità critica per comprendere dove valori ed etica sono il risultato di una lungo cammino, frutto di testimonianza e coerenza o un’uscita mediatica.

In questi ultimi anni, l’iperinflazione di etica e valori ha spesso dato l’impressione di una riflessione interessata sull’onda emozionale di una crisi che ha scavato dei profondi fossati non solo tra classi sociali e redditi, ma anche nelle stesse coscienze di alcuni uomini e donne.

Quello che mi chiedo è dove stavano questi uomini politici o banchieri, finanzieri o economisti che sulla plancia del Titanic ben poche riflessioni e domande si sono posti in questi anni di cieli limpidi infiniti rispetto alla deriva antropologica di questa crisi che qualche integralista economista si forza ancora di non osservare con occhi metafisici?

Non meravigliatevi se nel leggere alcuni pezzi di questo intervento vi sembrerà di aver già vissuto questo viaggio, …. " Il battito d’ali della farfalla nella tempesta perfetta…" tanto caro ad Icebergfinanza, ma alcuni concetti sono l’eco del nostro viaggio.

Non aggiungo altro lascio tutto alla Vostra consapevolezza sul Sole24Ore potrete trovare la versione integrale di questo intervento.

(…)Il battito delle ali della farfalla in un continente si trasforma, a distanza, in un’alluvione in un altro continente. Se si sostituisce la farfalla con i mutui subprime – che, certo, farfalla non sono, ma hanno provocato negli stessi Stati Uniti, dove sono stati escogitati, una tempesta perfetta – si vede come il contagio, nella finanza, possa essere facilmente propagato, attraverso la via dell’impacchettamento dei titoli, che passano di mano in mano dei diversi sottoscrittori, fino alla costruzione di derivati di derivati diffusi in tutto il mondo. È stato il modo per trasferire i rischi e distorcere profondamente la funzione degli intermediari finanziari.
È nato così un sistema bancario-ombra. Hanno reso possibile ciò una politica monetaria negli Usa lungamente espansiva e carenze nella regolamentazione bancaria e finanziaria, nonché nell’azione di vigilanza. Sono, queste, le spiegazioni della crisi – che trova un precedente solo in quella degli anni 30 – largamente condivise. Su di esse è stato opportuno concentrarsi anche in ossequio all’insegnamento del mio maestro, Guido Carli, che diffidava delle spiegazioni metaeconomiche. "

Certo tutti dubitano delle visioni metaeconomiche e forse è per questo che dopo tre anni stiamo ancora attraversando la tempesta perfetta aggiungo io, senza chiari orizzonti ed un oceano di incertezza, ma come vedremo nel mio libro, qualcosa di sta muovendo anche in Italia.

" E tuttavia non può trascurarsi che, alla base delle cause della tempesta finanziaria ed economica, che vanno autonomamente analizzate nel modo in cui si è detto e come tali contrastate, sia una distorsione profonda dei valori ai quali guardano parti delle società in varie aree del globo, finendo con il porre in primo piano l’arricchimento facile, la prevalenza dell’avere sull’essere, ma concorre anche l’isterilirsi della visione dei fini della vita, la riflessione su di essi essendo ritenuta quasi come una perdita di tempo. "

" Non l’economia al servizio dell’uomo ma, viceversa, l’uomo che attraverso l’economia persegue l’egoistica soddisfazione dei propri esclusivi interessi particolari, in maniera avulsa da ogni sentimento di coesione e di solidarietà. Non è neppure l’esaltazione dello homo oeconomicus, – che, del resto, lo stesso Pareto contestava perché asseriva che, accanto a questa figura, occorre aggiungere quella dello homo politicus e dell’homo religiosus – ma dell’uomo egoista, per certi aspetti homini lupus. È la santificazione dello "enrichez-vous". Dunque, c’è un’esigenza del ritorno ai valori veri, della riaffermazione della coesione sociale, della valorizzazione del volontariato, del dono, della capacità di agire in una logica di sussidiarietà e di ricostituire le relazioni nelle comunità, nel territorio. "

" Un’opera di lunga lena; forse una vera riforma intellettuale e morale. Una "metanoia" per la finanza. L’etica, di cui frequentemente si parla nei convegni, non è un "quid" che sopravviene dopo che nel mercato si sono sviluppate le transazioni, ma è, deve essere, intrinseca allo scambio. Esiste una giustizia commutativa, rispettando la quale si consegue il bene comune di coloro che sono gli agenti del mercato. "

" Ed esiste una giustizia distributiva, a costruire la quale sono chiamati i poteri pubblici e le parti sociali. (…) "

" A volte sembra che la crisi, mentre in questa fase sono sotto attacco i debiti sovrani sui quali si scarica l’onere dei salvataggi degli intermediari finanziari, non abbia insegnato granché (…)  "

" Vi sono, dunque, più stadi d’interventi. Da quelli alti, perché si possano diffondere comportamenti ispirati a valori non effimeri o, peggio, a disvalori; ai compiti delle istituzioni della politica, a livello globale, per costruire una governance internazionale e per dettare le nuove regole della finanza, fino agli impegni dei governi dei singoli paesi. Il sistema finanziario deve essere nel contesto economico, un fattore d’efficienza e di sostegno dello sviluppo. "

 
" (…) In questo quadro, la vecchia antitesi pubblico-privato è superata. La crisi insegna che altre forze devono scendere in campo, come quelle del cosiddetto terzo settore. Occorre allora una maggiore capacità, da parte delle banche, di scrutinare il merito di credito, di selezionare le iniziative valide. "

Mamma mia…cari compagni di viaggio, ma come sempre vi ricordo che … «Ora quello che voglio sono i Fatti. A questi ragazzi e ragazze insegnate soltanto Fatti. Solo i Fatti servono nella vita. Non piantate altro e sradicate tutto il resto. Solo con i fatti si plasma la mente di un animale dotato di ragione; nient’altro gli tornerà mai utile. Con questo principio educo i miei figli e con questo principio educo questi ragazzi. Attenetevi ai Fatti, Signori!» Charles Dickens in " Tempi difficili "

 

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7 commenti Commenta
Scritto il 24 luglio 2010 at 17:40

Mi spiace non posso pubblicare il suo commento in riferimento all’autore ma il mio intento era solo quello di far comprendere al lettore come e’ importante comprendere da quele fonte viene la richiesta di valori ed etica. Andrea

utente anonimo
Scritto il 24 luglio 2010 at 22:23

Prima di tutto è ingenuo ritenere che siano parole di Geronzi, ma se anche lo fossero, dette a 70anni da uno che nella vita ha perseguito principi e vie completamente diverse, più che di ravvedimento sulla via di Damasco parlerei di 'demenza senile'….

Scritto il 24 luglio 2010 at 22:55

La via di Damasco e’ ovviamente ironica come e’ ovvio che ben pochi politici o banchieri hanno la capacita’ di scrivere quello che ci fanno leggerea qualcuno che legge ci crede. Andrea

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2010 at 08:47

La solita iposcrisia italiana, come il disegno di legge sulla corruzione impantanata in qualche commissione dopo essere stata acclamata sui media o peggio (al contrario) come i probi viri che devono sanzionare chi cerca di smascherare i…corruttori.Ma tutto ciò purtroppo rappresenta l'italiano medio ben interpretato da A. Sordi.Non è forse ridicolo parlare di seria manovra di rientro da 25 mld in 2 anni quando nel frattempo il debito aumenterà di altri 150-200 mld ?Ma all fine il conto lo dovremo pagare.

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2010 at 23:35

ciao a tutti.  davvero è stato geronzi a scrivere e dire quella roba?  impossibile!  lo hanno drogato sicuramente.  uno che dovrebbe stare in galera x tutto quello che ha combinato, e purtroppo è ancora a piede libero.  ed ora parla come se fosse S. Francesco. mi stuzzica il fatto che abbia parlato del suo maestro guido carli.  ed è di costui che voglio parlare. negli anni 90 è stato ministro del tesoro, e prima ancora capo della banca d'italia.  quindi mica uno scemo e sprovveduto. e sapete cosa salta fuori dal libro del procuratore TARQUINI? in riferimento a quando ci fù quella idiota e vigliacca idea di entrare dentro maastricht.                                         questo:"gli STATI UNITI hanno esercitato a lungo un diritto di SIGNORAGGIO monetario sul resto del mondo.  dico questo perchè deve essere presente alla coscienza degli europei che cosa il trattato di Maastricht rappresenta veramente. io non vedo in europa tracce di questa coscienza.  lo vedo invece negli stati uniti, dove infatti, come un sol uomo, gli economisti sono scesi in campo per difendere gli interessi della comunità finanziaria americana nel tentativo di delegittimare il progetto di unione europea dal punto di vista teorico.  la realizzazione del trattato di maastricht significherebbe la SOTTRAZIONE agli statri uniti di quasi la metà del potere di SIGNORAGGIO di cui dispongono".  e però visto che anche carli votò quella merda che è il trattato, ora rivotato come trattato di lisbona, anche mister carli se ne fregò della povera fine che avremmo fatto.  no ci pensò sù neanche 1 secondo. significò e significa tuttora, ahimè, la distruzione e annientamento dell'art. 1 della costiutzione italiana. cioè il popolo non è più sovrano.  ci hanno svenduto alsovranità monetaria. e significa pure la distruzione degli articoli 41, 42 e 43.  tutti quelli sul welfare.  e in più aggiungiamoci la seconda mega truffa della riserva frazionaria, la facoltà che si son auto- prede le banche nostrane, senza che nessuno le abbia autorizzate, non di certo lo ha fatto il popolo, di CREARE denaro dal NULLA.  finchè non ci ribelleremo a tutto questo, saremo fottuti x sempre.  e in special modo i nostri figli.  sempre che a voi interessi salvare i vostri figli, e non siate masochisti. non è ammissibile che la banca d'italia sia  privatissima. non è possibile che la  BCE sia  privata. non è ammissibile che tutte le banche locali creino denaro dal nulla.  finchè non ci ribelleremo agli usurai saremo sempre pecore.  saremo sempre  schiavi.  non c'è tanto da pensare nè da studiare.  basta solo  agire.   vi saluto.  BYE        DORF

utente anonimo
Scritto il 26 luglio 2010 at 00:03

Ho letto l'articolo sul sole 24 ore 3 giorni fa… Geronzi ci sta mica  prendendo per il c.? dove era in questi anni in cui si è consumato il pasto totemico dei nostri risparmi, della distruzione delle risorse etc. etc. della prevalenza "dell'avere sull'essere" (mi emoziona udirlo dalle sue labbra ….) è proprio sicuro di non essere stato (o essere attualmente) parte anche lui del sistema finanziario  ombra ? d'altra parte lo ringraziamo del bell'articolo sull'etica, ma come lettori di icebergfinanza sono almeno tre anni che leggiamo questi contenuti…grazie  alle radiografie analitiche di Andrea… Decisamente più debole l'ultima parte dell'articolo, piena di luoghi comuni finanziari, generici quanto inutili in questa fase, una leccatina   a sostegno del buongoverno di questo governo , con blanda tiratina di orecchie alle banche, birichine di non scrutinare adeguatamente il credito; il tutto per arrivare al "core " dell'articolo: un nuovo ruolo alla finanza "soggetto propulsivo allo sviluppo". Tutta la dichiarazione sull'etica, sulla tempesta finaziaria perfetta (con il senno del  poi ovviamente a buoi scappati e adeguatamente lontani dalle stalle) finalizzata a sostenere il suo pensiero appoggiato a concetti generici e poveri. Sono molto deluso dall'ultima parte dell'articolo, veramente deluso, ma non è una novità per me da Geronzi … è chiaro che con questo pensiero così impoverito e banale  non si va da nessuna parte … o peggio non si vuole cambiare proprio nulla.Paolo Cogornoecco il pensiero conclusivo di Geronzi per chi non avesse letto l'articolo..

"Oggi, in Italia, da un lato, bisogna riequilibrare la finanza pubblica – come si è fatto con la recente manovra del governo – dall'altro, è fondamentale attivare una crescita maggiore di quella prevista, pur comparativamente da non sottovalutare, dell'1% nel 2010 e nel 2011. Soprattutto perché, come sostengono molti analisti, il maggiore apporto viene dalla domanda estera.In questo quadro, la vecchia antitesi pubblico-privato è superata. La crisi insegna che altre forze devono scendere in campo, come quelle del cosiddetto terzo settore. Occorre allora una maggiore capacità, da parte delle banche, di scrutinare il merito di credito, di selezionare le iniziative valide. L'attuazione del federalismo fiscale accentua l'esigenza di un protagonismo delle forze sociali ed economiche del territorio. In definitiva, i mutamenti in atto e gli insegnamenti della crisi globale spingono per un ruolo nuovo del sistema finanziario: non mero giudice dell'assegnazione del credito, ma soggetto propulsivo dello sviluppo."

utente anonimo
Scritto il 26 luglio 2010 at 16:30

-Luca Fazzo e Marco Mensurati per “La Repubblica”
Erano apparsi severi, i giudizi con cui il 21 febbraio 2006 Cesare Geronzi era stato interdetto per due mesi dalla sua carica di presidente di Capitalia per ordine del giudice preliminare di Parma Pietro Rogato per il suo ruolo nell´affare Parmalat. Ma quei giudizi non erano nulla di fronte alla devastante gravità delle motivazioni con cui sabato scorso il Tribunale di Bologna ha respinto il ricorso avanzato da Geronzi contro quell´ordinanza.
I giudici d´appello non si limitano a ratificare l´ordinanza di interdizione chiesta ed ottenuta dal pm Vincenzo Picciotti, ma scrivono senza giri di parole che il collega di Parma è stato troppo buono, e che Geronzi doveva finire in carcere come Calisto Tanzi, l´imputato numero uno del crac di Collecchio: «La misura adottata nei suoi confronti appare decisamente sproporzionata in difetto: ben diversa è stata infatti la risposta che l´autorità procedente ha riservato ad altri personaggi che hanno interpretato una delle più sconvolgenti pagine della nostra economia. E di tutt´altro spessore ed afflittività avrebbe potuto e dovuto essere la misura riservata a Cesare Geronzi in considerazione della gravità dei fatti che gli vengono ascritti, considerato oltretutto che la sua inclinazione delinquenziale specifica non si è dimostrata certo inferiore a quella dei principali protagonisti della nota vicenda Parmalat»: a partire da Calisto Tanzi, «amico e complice».
È un linguaggio inusuale nella sua durezza, quello che il giudice Alessandra Arceri riserva ad uno degli uomini più potenti d´Italia. Ma proprio da questo potere e dal modo in cui è stato impiegato emerge secondo il Tribunale la pericolosità sociale di Geronzi. «Considerando le vicende di cui Cesare Geronzi si è reso artefice e protagonista nel corso di almeno dieci anni della storia non solo economica ma anche politica del nostro paese» il capo del terzo gruppo bancario italiano viene descritto come «un uomo che sfruttando una incommensurabile potenza» ha «reiteratamente commesso crimini di gravità inaudita mostrando la più totale insensibilità nei confronti di chi ne sarebbe stato la vittima più indifesa (il popolo dei risparmiatori) e non facendosi scrupolo di anteporre personale sete di potere ai canoni di trasparenza e correttezza che devono guidare l´operato di strutture bancarie che godono della fiducia della nazione intera».
Nell´ordinanza il Tribunale ripercorre i due principali capi d´accusa contro Geronzi: avere costretto Tanzi a rilevare dal gruppo Ciarrapico il carrozzone delle acque minerali Ciappazzi, consentendo a Banca di Roma di rientrare da un´esposizione disastrosa; e soprattutto l´avere tenuto a galla artificialmente per anni Parmalat con «finanziamenti dissennati». Grazie alle operazioni volute da Geronzi, tra il 2000 e il 2003 il buco di Parmalat aumenta più che in tutti i dieci anni precedenti.
Ma a fare impressione è soprattutto il passaggio in cui Geronzi viene descritto come una sorta di irriducibile del crimine finanziario: «A fronte della estrema gravità dei fatti di cui Cesare Geronzi è chiamato a rispondere, e della non comune perseveranza nell´illecito, impermeabile ad eventi e previsioni che avrebbero indotto qualunque soggetto responsabile a recedere dalle condotte fino a quel momento tenute, sussista tuttora un elevatissimo pericolo che l´indagato torni (in ciò confortato da recenti manifestazioni di solidarietà e persistente stima provenienti dal settore creditizio) a commettere delitti del medesimo tenore».

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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