NON SPARATE SUGLI SPECULATORI….!

Scritto il alle 05:28 da icebergfinanza

Premetto solo una cosa! Come scritto sino alla nausea in questi due anni, non è tanto lo strumento, qualunque sia da demonizzare, ma l’uso che se ne fa o al limite è possibile demonizzare chi questo strumento lo utilizza in maniera palesemente fraudolenta al di la della legalità ammessa.

Ora come vedremo nel mio libro, il dibattito sull’importanza o meno della speculazione è un dibattito che proviene dalla notte dei tempi, dibattito che come sempre vede partecipare il conflitto d’interesse insieme alla passione disinteressata.

John Maynard Keynes, nella sua Teoria Generale  del 1930, amava ricordare….

"Gli speculatori possono non causare alcun male, come bolle d’aria in un flusso continuo d’intraprendenza; ma la situazione è seria quando l’intraprendenza diviene la bolla d’aria in un vortice di speculazione. Quando lo sviluppo del capitale di un paese diventa un sottoprodotto delle attività di un casinò, è probabile che vi sia qualcosa che non va bene. I successi conseguiti da Wall Street, come organo rispondente alla specifica funzione sociale di  instradare l’investimento nuovo nelle direzioni più redditizie in termini di rendimenti futuri,  non si possono certo ritenere uno dei più clamorosi trionfi del capitalismo del "laissez-faire" del lasciar fare; nè vi è da stupirsene, se è corretto il mio convincimento che le menti migliori di Wall Street sono state di fatto rivolte verso scopi diversi"

Roberto Perotti, economista presso la Bocconi di Milano, che abbiamo conosciuto in passato a proposito del moltiplicatore della spesa pubblica che empiricamente fa ridurre almeno uno tra consumi privati, investimenti o esportazioni nette, scrive sul SOLE24ORE a proposito della speculazione; in grassetto vi sono le mie considerazioni:

Come molti economisti, anch’io credo nel ruolo positivo della speculazione in mercati concorrenziali e trasparenti (la qualificazione è importante) per i motivi che ha ben spiegato Luigi Zingales su queste pagine il 22 aprile. Mi rendo conto però come per molti sia difficile accettare questa posizione della "scienza triste"; e basta passare un po’ di tempo su internet per cogliere la violenza del sentimento "anti-speculazione" di migliaia di commentatori e semplici blogger. Credo quindi sia utile fare un passo indietro e formulare due domande "a monte". È plausibile che la speculazione sia alla base delle recenti disavventure europee, come molti sostengono? Ed è così facile tracciare i confini della liceità morale della speculazione?

Tralasciando il riferimento al sentimento antispeculazione da parte di "semplici" blogger che in linea di massima, rischia di dare la sensazione di avere spesso a che fare con personaggi che dall’alto della loro accademia guardano ai comuni mortali con sufficienza, proviamo a comprendere per quale motivo la difesa ad oltranza del cosidetto "libero mercato" porta spesso alcuni economisti a tralasciare l’evidenza che sta oltre le prove di cifre che talvolta lasciano il tempo che trovano.



A ogni nuovo episodio del dramma greco e a ogni passo indietro dell’euro, migliaia di politici, commentatori e persino banchieri in tutta Europa non hanno dubbi: è opera della speculazione. Ma da dove viene questa sicurezza? Non esistono dati che permettano di distinguere le vendite di titoli greci dei ribassisti dalle vendite "legittime" di banche, fondi e semplici cittadini che ribilanciano il proprio portafoglio.
Gli unici dati esistenti, che io sappia, gettano molti dubbi sull’idea prevalente della speculazione. Dal novembre 2008 la Depository Trust and Clearing Corporation (Dtcc) raccoglie dati sui credit default swap (Cds) sui titoli greci. I Cds sono usati dai ribassisti (e ne sono probabilmente divenuti lo strumento principale) perché essi sono essenzialmente un contratto d’assicurazione contro l’evento di default; dunque il loro valore aumenta se il default si avvera.
I dati della Dtcc forniscono tre indicazioni. Primo, il valore nozionale netto totale dei contratti (cioè il massimo pagamento netto agli acquirenti di Cds, in caso di default al 100%) era il 7 maggio di 7,7 miliardi di dollari, cioè solo il 2% del debito greco totale. Secondo, questo valore è lo stesso di un mese fa e di un anno fa. Terzo, come ha ricordato Darrel Duffie di Stanford University in un’audizione al Congresso Usa, non sembra esserci alcuna relazione fra i (piccoli) movimenti settimanali dei Cds sulla Grecia e i tassi d’interesse greci.

Certo non vi è alcuna evidenza di alcune correlazioni, tranne che spesso dati e notizie di un mondo decisamente "over the counter" che si svolge dietro il bancone, venogno forniti dagli stessi protagonisti che quotidianamente, "dietro il bancone" trattano questi strumenti spesso riconosciuti come armi di distruzione di massa. Tralasciando il loro valore nozionale che spesso nulla racconta, un favola che la BRI quantifica il oltre 30 mila miliardi di dollari, è interessante notare come le prime cinque banche americane, ovvero JPMorgan, Bank of America, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup, insieme "maneggino" quasi il 75 % delle transazioni mondiali. Il che giustifica probabilmente nella sostanza il sospetto, dettato dal buon senso,  che questo impressionante oligopolio abbia delle zone d’ombra nelle quali i dati ufficiali del  DTCC o del  OCC non siano in grado di arrivare.

Il fatto che, come più volte sottolineato, ad esempio coloro, gli speculatori, che non detengono nel loro portafoglio un determinato titolo possano acquistare protezione contro un evento  che non li riguarda alimentando una dinamica di tensione o paura su quel titolo, su quell’impresa, su quello Stato sovrano, fa presupporre che lo strumento CDS possa essere utilizzato impropriamente in combinazione e in collaborazione con coloro che vogliono scommettere al ribasso, per pura speculazione, senza alcun assillo di copertura del rischio.

Veniamo alla seconda domanda, la moralità della speculazione. Il problema principale è che il confine con i nostri comportamenti di tutti i giorni è molto labile. Si dice spesso che gli speculatori «approfittano delle difficoltà altrui».

Alle volte gli speculatori alimentano ed amplificano le difficoltà altrui anche se esse non sono reali, lo si può fare semplicemente per rendere più malleabile un’impresa che ha rifiutato una offerta particolare ovviamente negativa per la società, per indurla alle buone ragioni. 

Ma quando c’è un premio al rischio, c’è sempre un emittente «in difficoltà». Prima del default nel 2001, gli acquirenti di bond argentini approfittavano di un paese in difficoltà, oppure facevano un’opera buona prestando a un paese in difficoltà? E che dire delle banche italiane, di cui alcuni esponenti oggi spesso si ergono a guide morali del mercato: esse si approfittavano delle difficoltà altrui due volte, prima comprando i bond argentini e poi rivendendoli a tanti cittadini ignari. Si dice anche che i ribassisti «causano la caduta del mercato». Se ho in portafoglio un titolo che è aumentato molto, e lo vendo perché sono convinto che possa solo scendere, sono un buon padre di famiglia che assume un atteggiamento prudente. Se invece non possiedo il titolo ma ho la stessa aspettativa, posso prenderlo a prestito e rivenderlo per ricomprarlo in seguito a un prezzo più basso, e allora sono uno speculatore.

E’ qui che si confondono le cose secondo il mio modesto parere. Non ho alcuna intenzione di inserirmi sul dibattito sulla validità delle cosidette vendite allo scoperto, ma come spesso accade, abbiamo visto che se il buon padre di famiglia non soddisfatto di vendere un titolo, vende anche ciò che prende a prestito, se non si accontenta e si lascia contaggiare dall’avidità, allora inventa anche le "naked short selling" vendite nude allo scoperto, dove non occorre avere nulla ne il titolo, ne il suo prestito, per speculare pesantemente al ribasso. Questo per dire che spesso le presunte innovazioni e creatività finanziarie altro non sono che strumenti per amplificare i profitti, altro che equilibratori di mercati. 

Ma l’effetto sul prezzo del titolo è lo stesso; in entrambi i casi, contribuisco nel mio piccolo alla caduta del mercato. E in entrambi i casi cerco di fare quello che vorrebbero fare tutti, speculatori o no: comprare quando il prezzo è basso e vendere quando è alto.

Sottolineare che sia lo stesso mi pare azzardato; l’effetto moltiplicatore di una vendita normale, di una vendita allo scoperto, di una vendita "nuda" allo scoperto sono assolutamente differenti, per non parlare poi di quando si utilizzano derivati alla potenza demenziale.

Si dice infine che gli speculatori «scommettono sulle disgrazie altrui». Il prezzo del petrolio è forse la determinante principale del Pil di paesi produttori come Russia e Nigeria, e quindi del benessere dei loro cittadini. Quando il prezzo del petrolio sale tutti in Europa accusano gli speculatori al rialzo; ma quando gli speculatori al ribasso fanno scendere il prezzo, nessuno se ne lamenta, e nessuno fa notare il danno inflitto a centinaia di milioni d’individui ben più poveri di noi, come il cittadino medio di Russia e Nigeria.

In questo caso è meglio lasciare perdere. Se usiamo lo stesso parametro, con le derrate alimentari, se il prezzo sale nessuno nota il danno fatto a miliardi di persone che basano la loro sopravvivenza su un pugno di riso e o di grano, se il prezzo scende invece i sotterranei dell’umanità esultano e ne beneficiano, senza lamentarsi del danno inflitto ai produttori. E per favore poi non mi si venga a ripetere la favola che se il prezzo crolla, poi a sua volta ciò influisce sulla produzione la quale a sua volta influisce sull’occupazione e quindi niente lavoro e niente pane, perchè nel nostro caso stiamo solo discutendo di dinamiche speculative e non di investimento.

Per prendere un esempio meno drammatico, la caduta dell’euro è invariabilmente attribuita all’attività, e persino a una cospirazione, degli speculatori, in alcuni casi addirittura per insidiare la democrazia europea. Ma speculare al ribasso contro l’euro è equivalente a speculare al rialzo sul dollaro; quando l’euro saliva, non ricordo che qualcuno in Europa abbia attaccato gli speculatori che cospiravano per distruggere il dollaro e gli Usa.
Ma che etica è mai questa, in cui l’accettabilità morale della speculazione dipende dall’asset su cui si specula, dalla direzione delle scommesse, e dalla cittadinanza di chi ci perde?

Su questo ci troviamo perfettamente d’accordo,  anche se è naturale nel protezionismo e nell’egoismo finanziario di fondo, ma non è possibile distogliere l’attenzione dall’etica del mercato, dalla presenza di veri e propri sciacalli finanziari, dalla presenza di conflitti di interesse e logiche di potere, che sono evidenti nella loro naturale dinamica sino a quando non provocano il decesso stesso del mercato dovuto all’eccesso demenziale, all’orgia dell’avidità. Lasciamo perdere la teoria della razionalità, il mercato è intriso di sentimento ed emozioni. Nella sostanza è come una grande bilancia, che dopo avere oscillato in ambo le direzioni, poi tende sempre all’equilibrio, ma questo equilibrio talvolta lascia dietro di se distruzione.

Infine riprendendo un altro articolo dal titolo " Rating e Hedge, falsi bersagli " sempre dello stesso Perotti:

In questi giorni di turbolenza dei mercati, politici e gran parte dei media si sono lanciati contro i soliti colpevoli: agenzie di rating e speculatori. Mai come ora questi bersagli sono errati. Le agenzie di rating hanno indubbiamente fallito in modo spettacolare durante la crisi finanziaria, ma a lungo andare le loro decisioni sui paesi sovrani (diverso è il caso di strumenti finanziari quali i Cdo) sono quasi irrilevanti per i mercati: le informazioni necessarie per farsi un’idea sono accessibili a chiunque abbia una connessione internet (eccetto ovviamente quando un paese trucchi i conti). I politici accusano Moody’s di avere scatenato i ribassisti con il rapporto sulle banche dell’Europa meridionale: davvero pensano che migliaia di analisti di tutto il mondo aspettassero questo report per essere preoccupati per le banche europee?

Qui non si tratta di sorpresa, ma si tratta di opportunismo, un opportunismo decisamente inopportuno, giustificato poi dall’inversione ad U del giorno dopo, quando la stessa agenzia precisò che in fondo alcune banche non erano poi male. Forse qualcuno dimentica che fondi pensione ed assicurativi basano i loro portafogli su rating che talvolta cambiano come bandiere al vento, trovandosi spesso a scaricare titoli dal portafoglio in un momento nel quale il panico si autoalimenta.

Come è possibile, secondo una notizia di Bloomberg che S&P dopo avere battezzato tripla A lo scorso anno alcune obbligazioni ipotecarie create lo scorso anno da Credit Suisse, Jefferies Group e Royal Bank of Scotland a distanza di un anno le degradi all’improvviso al livello di JUNK bond. Stiamo scherzando, dove sta la responsabilità e la serietà di questa agenzia di rating?

Tanto più che esso, a leggerlo bene, era perfettamente sensato: per restare a casa nostra, il sistema bancario italiano è fondamentalmente stabile, ma se (ed è ovviamente un grosso se) il contagio sui titoli pubblici si dovesse estendere all’Italia, le banche italiane ne risentiranno pesantemente, perché posseggono più titoli pubblici italiani, perché la crescita diminuirà, e perché il disavanzo pubblico salirà.

Questa è un’ovvietà che non ha bisogno di una agenzia di rating per essere condivisa. 

Solo i politici europei potevano proporre seriamente come soluzione un’agenzia di rating europea, finanziata dall’Unione europea; quale credibilità può avere nel valutare i titoli di stato dei paesi Ue?

Giusto! Ma allora cosa facciamo continuamo a sostenere il monopolio attuale che ha dimostrato tutto il suo conflitto di interesse, abbaiando solo al debito americano e soprattutto inglese?

 Ogni volta che il mercato scende, c’è chi afferma con sicurezza che «ancora una volta gli hedge funds cavalcano la speculazione» (ma dove prendono i dati sulle operazioni degli hedge, quando le loro strategie sono segretissime?) Questa affermazione riflette il luogo comune secondo cui gli hedge per vocazione speculano al ribasso, ed è profondamente errata: la grande maggioranza di essi comprano e tengono azioni. È possibile tuttavia che in questi giorni qualcuno abbia cominciato a ribilanciare il proprio portafoglio, sia per normali scelte di gestione, sia perché costretto dalle regole interne del fondo in presenza di forti ribassi, sia per far fronte a qualche liquidazione. Forse i politici vogliono proibire anche tutto questo, o lo ritengono immorale o cospiratorio?

Non entro nel merito della veridicità della notizia rilasciata dal WSJ, secondo la quale l’Hedge Universa ha provocato il crollo del giovedi nero durante la recente crisi, azzerando in un effetto dominio le quotazioni di alcune imprese e facendo perdere quasi il 10 % all’indice in 10 minuti, ma veramente crede signor Perotti che molti hedge ribilanciano il portafoglio cosi fragorosamente, per far fronte a richieste di rimborso o per "normali" scelte di gestione. Impariamo a distinguere, senza nascondere alcune chiare evidenze, ma allo stesso tempo senza fare di tutta un’erba un fascio.

Se la SEC o altri indagano su comportamenti fraudolenti generalizzati, significa che negli ultimi anni, il ruolo della speculazione è stato solo quello di raziare in maniera selvaggia tutto quello che era possibile, senza distinzione. 

Che poi la politica abbia maggiori responsabilità della finanza speculativa, questo è indubbio, ma da qualche parte bisogna pur incominciare. Non è possibile aver perso due lunghi anni senza fare alcuna riforma e tuttora essere li a contrattare con le lobbies, due regole che non faranno altro che fare il solletico ai mercati e alla speculazione.

Chissà, si può fare un ottimo servizio all’ideale del "libero mercato" anche riconoscendo in fondo, che questo mercato va profondamente riformato in tutti i sensi, a partire dal concetto etico di responsabilità, ma probabilmente da questo orecchio spesso sono in tanti a non volerci sentire.

Nel frattempo è decisamente entusiasmante il ritmo con il quale procede la dinamica delle Vostre richieste di prenotazioni per il mio libro che uscirà a settembre entusiasmante e commovente, oltre le mie più rosee aspettative.

Per chiunque volesse lasciare una prenotazione senza alcun impegno, per aiutarci ad avere un’idea di massima di quante copie mandare in stampa alla prima uscita l’appuntamento è cliccando qui sotto su …..


 

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14 commenti Commenta
Scritto il 17 maggio 2010 at 08:32

Bravo Andrea sempre chiaro e lineare costretto a ripetertiPerche chi non vuol capire non capisce  neanche le evidenzeE non quelle sulle previsioni e sulle conseguenze ma neanche Quelle accadute e quelle che stanno accadendo .Hai spiegato e suffragato con dati incontrovertibili la situazione dei mutui Sulla casa americani e le conseguenze che hanno portato e porterannoSulla ripresa e tutto si è purtroppo avverato  e non ho dubbio che laDinamica seguirà il percorso da te previsto.A proposito  altre quattro banche sono fallite venerdì scorso in AmericaE  a wall street hanno lavorato sabato e domenica per trovare il modoDi salvare una grande banca di Chicago.Il parlamento europeo sta per approvare una legge per regolamentareE portare trasparenza  ai fodi  non europei che operano in europa Nonostante l’opposizione dell’Inghilterra e degli usa che udite udite Lamentano che la regolamentazione europea porterebbe a una mancanzaDi reciprocità già se i nostri fondi delinquono, vi dovete adattare a delinquere Pure voi così la reprocità e assicurata.Proprio perche ti riconosco grandi capacità di analisi e di sintesi  aspettoChe prima o poi affronterai il tema della Cina che per me è adesso il vero rebusE per quanto cerco di raccogliere informazioni quando provo a decifrarleCado nella fantapolitica.Sempre grazie

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2010 at 09:03

Mi permetto solo di dire che alla voce speculatori vengono associati pressoché unanimemente gli hedge funds. E' doveroso sottolineare la grande parte giocata dai property desk delle grandissime banche, soprattutto nel mercato dei credit derivatives, oltre che dell'equity.Spesso gli hedge funds fungono da capro espiatorio e vengono dati in pasto all'opinione pubblica. Ci sono tanti hedge fund manager molto professionali e preparati. Ce ne saranno altrettanti avidi e cinici.Ma la potenza di fuoco di alcuni property desk bancari è di gran lunga superiore a quella degli hedge fund.Raffaele

Scritto il 17 maggio 2010 at 09:24

ANDREA MAZZALAI NON E’ MAI STATO CATASTROFISTA,SEMMAI CI HA REGALATO ENERGICHE DOSI DI REALISMO MA…..OCCORRE LEGGERLO A FONDO![..] LUNEDÌ, 17 MAGGIO 2010 GRANDE DEPRESSIONE: 1936/1937 REMAKE! Premetto una sola cosa! Finiamola di bollare Icebergfinanza come un catastrofista o pessimista cronico e incominciamo a riconoscerli il suo feroce realismo, dopo tre lungh [..]

Scritto il 17 maggio 2010 at 09:24

ANDREA MAZZALAI NON E’ MAI STATO CATASTROFISTA,SEMMAI CI HA REGALATO ENERGICHE DOSI DI REALISMO MA…..OCCORRE LEGGERLO A FONDO![..] LUNEDÌ, 17 MAGGIO 2010 GRANDE DEPRESSIONE: 1936/1937 REMAKE! Premetto una sola cosa! Finiamola di bollare Icebergfinanza come un catastrofista o pessimista cronico e incominciamo a riconoscerli il suo feroce realismo, dopo tre lungh [..]

Scritto il 17 maggio 2010 at 09:24

ANDREA MAZZALAI NON E’ MAI STATO CATASTROFISTA,SEMMAI CI HA REGALATO ENERGICHE DOSI DI REALISMO MA…..OCCORRE LEGGERLO A FONDO![..] LUNEDÌ, 17 MAGGIO 2010 GRANDE DEPRESSIONE: 1936/1937 REMAKE! Premetto una sola cosa! Finiamola di bollare Icebergfinanza come un catastrofista o pessimista cronico e incominciamo a riconoscerli il suo feroce realismo, dopo tre lungh [..]

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2010 at 12:25

Alla luce di cio' che hai puntualmente delineato in questi tre anni di navigazione,che consigli pratici daresti ad una famiglia nella gestione della propria economia domestica,affinche' possa attraversare con maggiore consapevolezza questa burrasca?Dalla macro alla microeconomia.Grazie per le eventuali indicazioniStefano 

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2010 at 15:09

Condivido , "energiche dosi di realismo"  .Gestione della propria economia domestica ?- non accendfere mutui (i prezzi scenderanno sempre piu)- non stipulare nessun tipo di contratto a lungo termine che comporti spese fisse – gestisci personalmente il tuo denaro con il Forex , cosi da "ammortizzare eventuali svalutazioni della moneta ( impiegheresti 5 minuti la settimana) e innalzare il tuo potere d acquisto- non investire tassativamente nelle "porcherie" che ti propone il direttore della tua banca (spesso i nomi che utilizzano per descvrivere i loro investimenti , sono consoni al tipo di spazzatura che vendono , tipo "PAC" ….. ;-)- metti da aprte un po di  denaro per le  emergenza e al sicuro.- Unicredit e Intesa sono le banche piu esposte (se hai del denaro , spostalo) , tanto lo stato  non sarebbe in grado di "garantire i conti degli italiani" in caso di fallimento- Sposta il denaro presso una banca "locale" . Solitamente sono le piu sicure e meno esposte .Questo è cio che sto applicando io.  "è meglio ragionare come se stesse per accadere una guerra"…. se poi non accadrà nulla di catastrofico , sarai diventato piu bravo nella gestione della tua economia domestica .B.lavoro a tuttiFabrizio Tramonti

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2010 at 17:03

Grazie dei consigli Fabrizio,legati al buon senso "di una volta".Per quanto riguarda il mercato immobiliare domestico credo anch'io che dovra' scendere ancora e purtroppo non di poco.Noi siamo ancorati ancora al preconcetto che il mattone non tradisce mai, mae' questione di tempi e di debito.Non mi funziona ancora la mail e per il libro ne ordinerei 2 copie.Grazie Stefano

Scritto il 17 maggio 2010 at 17:50

Spariamo si ' sugli speculatori…Molti sostengono che la "speculazione" sia accettabile, o meglio utile, a mio avviso e' la riprova che ormai si sia perso il lume della ragione !Ma speculazione nulla crea, fa solo denaro con denaro, allora perche' non aprire un banchetto delle tre carte..basta solo saper abilmente sfruttare asimmetrie di mercato o meglio di forza nel mercato, ad esempio come singolo operatore non posso schortare come grande "speculatore" si !Dire poi che la speculazione e'accettabile e' come moralizzare che so il mercato nero…io ho il cibo e voi me lo pagate quel che voglio io altrimenti crepate !La tara fondamentale sta sempre li' nella competizione sfrenata, uno vince e tutti restano all'asciutto, ma di nuovo se una volta provassimo a dividere, collaborare ad ottenere l'ottimo paretiano, ossia quanto sarebbe meglio per tutti non andremmo meglio ?Il punto e che per le grandi broker house o speculatori, il domani e una altro giorno, si chiudono i conti si dividono le figurine del monopoli e si riparte, ma per la gente la cui vita e'stata spezzata da questa e quella crisi il giorno dopo ci si risveglia solo con i cocci !SalutiMassimoW LA TOBIN TAX….TOBIN TAX….TOBIN TAX…..

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2010 at 18:15

A proposito di perotti e di altri illustri economisti:http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/05/i-novelli-icaro.htmlIo cerco di sfottere la loro presunzione con l'ironia..non ci sono altrearmi per farli uscire dai gangheri.Leon Zingales

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2010 at 18:15

A proposito di perotti e di altri illustri economisti:http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/05/i-novelli-icaro.htmlIo cerco di sfottere la loro presunzione con l'ironia..non ci sono altrearmi per farli uscire dai gangheri.Leon Zingales

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2010 at 18:15

A proposito di perotti e di altri illustri economisti:http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/05/i-novelli-icaro.htmlIo cerco di sfottere la loro presunzione con l'ironia..non ci sono altrearmi per farli uscire dai gangheri.Leon Zingales

Scritto il 17 maggio 2010 at 18:18

L’hedge fund Man Group ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di Glg Partners per 1,6 miliardi di dollari. L’obiettivo è creare un nuovo gigante che possa approfittare del recupero del settore dopo che la crisi finanziaria ha portato il gruppo inglese a veder crollare i propri asset in gestione da 79,5 a 39,1 miliardi.

MF 17 5 2010

a proposito di speculatori……

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