PROPRIETARY TRADING: L’ALBA DELLA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE!

Scritto il alle 06:45 da icebergfinanza

Dopo la Madre di tutte le crisi, credo che non si via altra migliore definizione per esaltare la madre di tutte le battaglie politiche, la sfida che Obama ha lanciato a Wall Street, all’attuale sistema finanziario e mondiale.

Nessuna ingenuità, nessuna illusione… " Ora quello che voglio sono i Fatti. A questi ragazzi e ragazze insegnate soltanto Fatti. solo i Fatti servono nella vita. Non piantate altro e sradicate tutto il resto. Solo con i fatti si plasma la mente di un animale dotato di ragione; nient’altro gli tornerà mai utile. Con questo principio educo i miei figli e con questo principio educo questi ragazzi. Attenetevi ai Fatti, signore!  Tratto da "Tempi difficili" di Charles Dickens. 

Ho sentito parlare di demagogia, di populismo, certo sottoscrivo, vista la tempistica di questa autentica strambata da parte dell’amministrazione americana, ma se, e sottolineo il se, la battaglia verrà portata sino in fondo insieme al possibile "licenziamento" di Bernanke, allora, per la prima volta, nella nebbia della tempesta perfetta, intravvedo uno spiraglio, uno spiraglio in mezzo a questa maledetta nebbia.

Purtroppo, secondo le ultime notizie, ANSA sembra che il professor Bernanke, grande esperto della Grande Depressione, al punto tale di essere riuscito ad accompagnare l’economia americana sull’orlo del passato, senza accorgersene, verrà riconfermato.

Un presidente di una banca centrale che, nell’intervista come uomo dell’anno 2009 secondo Time, ride del fatto che gli è scoppiato in faccia il suo mutuo ARMs, come abbiamo visto in " Esplosione ipotecaria ",  irridendo nel contempo centinaia di migliaia di mutuatari che hanno beneficiato della sua totale inefficienza a livello di vigilanza, merita di ritornare ad insegnare in qualche aula dell’Università di Princeton, con gli auguri ai propri alunni. 

E’ ovvio che la soluzione di sostituire Bernanke, con il suo vice Kohn, non sarebbe servita a nulla, sarebbe come essere caduti dalla padella nella brace, con un inutile cambio di testimone, riconfermando la filosofia di Greenspan e Bernanke.

Come ho spesso sostenuto in passato, oggi, l’altra metà del cielo, rappresentata dalla governatrice della Fed di San Francisco,  Yanet Yellen, dotata di maggior sensibilità macroeconomica e accademica e probabilmente meno compromessa nei confronti di Wall Street, sarebbe un messaggio di rinnovamento, un taglio con un triste passato.

I suoi analisti, hanno prodotto in pssata autentiche perle analitiche, che noi di Icebergfinanza abbiamo riportato, unica governatrice ad aver riconosciuto l’importanza delle teorie di Hyman Minsky e Irving Fisher, ad aver compreso l’avvento della deflazione nell’economia reale. 

Per chi continua a sostenere Bernanke, ripeto che è come … attribuire a un medico responsabile di un errore nella diagnosi il merito di aver inventato una cura miracolosa. Diagnosi errate, cure miracolose!i

Comunque sia il WSJ sta facendo un sondaggio online…

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Chiunque intravveda solo demagogia o populismo nella scelta di Obama, fa un’errore madornale, come la riconferma di Bernanke, un segnale di paura, di mancanto rinnovamento.

Perchè sia chiaro che non sono un ingenuo, date un’occhiata a quanto comunica Clusterstock a proposito del "proprietary trading":

" Grandi banche hanno già iniziato a frugare tra i buchi della riforma di Obama e si aspettano di passarne attraverso, sostanzialmente senza alcun danno.  (…)  Le fonti di tre banche dicono che stanno giàtrovando il modo di possedere, sponsorizzare gli investimenti in hedge funds e fondi di private equity. Anche il proprietary trading, sembra sicuro. Nulla cambierà. una persona con familiaretà in una grand ebanca di Wall Street, ha detto di aspettarsi che la nuova normativa avrà effetoo su meno dell’ 1 % della sua attività complessiva. "

Yves Smith ci dice che la proposta di restrizione delle attività di trading proprietario è uno scherzo e chi spiega il perchè!

Comunque sia, sono la coppia Volcker e Warren, cosi stupidi da approvare e proporre regole che il sistema può aggirare tranquillamente? Non credo, non credo proprio, anche se tutto è possibile.

Non importa come reagiranno i mercati, ci penserà la realtà fondamentale a decretare il fallimento delle politiche monetarie.

Inoltre secondo il Financial Times, al prossimo World Economic Forum, di Davos in Svizzera, i senior Wall Street bankers, non mancheranno di fare attività di lobbying per smontare la rigorosa regolamentazione. Figurarsi, se questa non è la madre di tutte le battaglie politiche o lobbistiche.

Certo il "tradimento" nel Massachussets, era nell’aria, ma nell’aria vi era anche la possibilità che prima o poi, l’orgoglio di Obama si sarebbe liberato delle lobbies. Per la prima volta da molti mesi, la presenza del vecchio e saggio Paul Volcher, al suo fianco è un chiaro segnale, innanzitutto sulla possibilità con il tempo di eliminare due ombre ingombranti come Geithner e Summers, ombre compromesse con il sistema.

Per il Financial Times è l" Uomo del Giorno"

Secondo il senatore Ron Paul a proposito di Paul Volcker… “I think we’d all be doing a lot better if somebody like you was in there.”…Penso che sarebbe andato tutto meglio, se qualcuno come lei era li dentro.

Per quanto riguarda Geithner e Summers, la loro contrarietà, pur mascherata dalla diplomazia, il buon viso a cattiva sorte, è uno spettacolo nello spettacolo.

Se applichiamo all’intervento sul sistema finanziario, la stessa regola empirica, secondo la quale per ogni dollaro di tassa, se ne registrano almeno tre di minori consumi, allora la tassazione sul sistema finanziario e la separazione delle attività speculative da quelle tradizionali, provocheranno un autentico terremoto, all’interno della dinamica della madre di tutte le crisi.

Liberarsi di private equity e hedge fund, fatti in casa, non sarà facile, ma molto probabilmente, nella dinamica complessiva, paradossalmente, la nuova rotta potrebbe colpire più il sistema finanziario europeo ( Ubs, Credite Suisse, Deutsche Bank ) che quello americano.

" Il sasso nello stagno l’ha lanciato l’altro ieri Barack Obama: le banche troppo grandi sono un problema per l’intero sistema, meglio limitarne dimensioni e attività. Un problema (al di là delle soluzioni) tutto e solo americano? Non proprio. Il tema del gigantismo oltre misura degli istituti di credito è quanto mai attuale anche nel vecchio Continente. Anzi, paradossalmente, la concentrazione del rischio è per certi aspetti più evidente e preoccupante. "  ( Sole 24 Ore )

Dall’analisi in questione risulta che ad esempio nella verde Irlanda, il sistema finanziario nazionale, deteneva attivi per  ben sette volte il PIL della nazione, mentre nella Svizzera si arriva a sei volte e in Olanda, Belgio, Gran Bretagna e Francia dalle quattro alle sei volte il PIL.

In Italia, Unicredit e Banca Intesa arrivano appena, appena allo stessa ricchezza prodotta dal paese.

Se a qualcuno restano ancora dubbi, sulla possibile efficacia di queste misure, la benedizione del "Financial Stability Board" ad opera di Mario Draghi, non è tardata ad arrivare ( SOLE24ORE )

" Barack Obama ha fatto bene, ma non basta. La richiesta di andare oltre viene dal Financial Stability Board (Fsb), l’organismo tecnico presieduto da Mario Draghi che deve elaborare le nuove regole e le nuove istituzioni per evitare che la crisi possa ripetersi. I gruppi creditizi e finanziari sono sicuramente scontenti del "nuovo corso" del presidente Usa, e lo stesso segretario al Tesoro Timothy Geithner sembra vivere la svolta politica con grande imbarazzo personale. Sul piano tecnico, ricorda però l’Fsb, le misure suggerite da Paul Volcker non bastano. Altre sono allo studio e dovranno essere applicate nei prossimi mesi: nuovi requisiti di capitale, nuove forme di vigilanza, strutture societarie più semplici, maggiore collaborazione internazionale. Il richiamo dell’Fsb è quanto mai opportuno. Il rischio da evitare è quello di snaturare definitivamente il sistema delle responsabilità: i manager delle imprese "troppo grandi per fallire", ben sapendo di essere protetti, hanno preso decisioni le cui conseguenze sono ricadute su tutti, e il cui costo è stato pagato dai contribuenti. Non è questo il modo di costruire un buon capitalismo. Il monito tecnico di Draghi e dell’Fsb ha quindi un immediato valore politico."

Comunque sia, da qualche parte bisognava pur incominciare e dove se non rispolverando il ricordo del leggendario "Glass Steagall Act".

 

Come scriveva Alberto Franco Pozzolo, sulla Lavoce.info il Glass-Steagall Act proibiva alle banche commerciali, o a società da esse controllate, di sottoscrivere, detenere, vendere o comprare titoli emessi da imprese private. Questa rigida separazione venne decisa dopo che un comitato d’inchiesta (noto come Pecora Committee), promosso dal Senato americano in seguito ai numerosi fallimenti conseguenza della crisi del ’29, verificò che alcune banche avevano collocato presso i propri clienti titoli emessi da imprese loro affidate, e che queste avevano successivamente utilizzato i fondi così raccolti per rimborsare i prestiti precedentemente concessi dalla banca. In sostanza, le banche avrebbero trasformato potenziali sofferenze in emissioni collocate presso i propri clienti.

" Le conclusioni del Pecora Committee non sono però unanimemente condivise. Analisi successive hanno infatti mostrato che, a parità di altre caratteristiche, i titoli collocati dalle banche commerciali nel periodo precedente l’introduzione del Glass-Steagall Act avevano registrato minori fallimenti di quelli collocati dalle banche d’investimento. Ciò sarebbe stato possibile perché le banche commerciali, avendo a disposizione informazioni privilegiate sulle condizioni finanziarie dei loro affidati, erano meglio attrezzate per valutare la rischiosità dei titoli che collocavano sul mercato.
Negli anni che precedettero l’abolizione del Glass-Steagall Act, le banche vennero nuovamente autorizzate a effettuare operazioni di collocamento dei titoli di imprese private, sia pure attraverso società giuridicamente separate. Analisi relative alle emissioni effettuate in questo periodo sembrerebbero indicare che i mercati sono coscienti sia dell’effetto negativo del potenziale conflitto d’interesse, sia di quello positivo della maggiore capacità di valutazione e certificazione. Nonostante alcune ricerche sembrino indicare che i mercati giudicano l’effetto positivo superiore a quello negativo, l’evidenza disponibile sui fallimenti dei titoli collocati dalle banche commerciali e dalle banche d’investimento non permette di trarre conclusioni definitive.

Ebbene il "Glass Steagall Act" fu spazzato via dai paladini della deregulation, con la storica firma da parte del presidente Clinton, democratico, attorniato da un manipolo di sorridenti paladini del neoliberismo demenziale, tra i quali si intravede alla estrema sinistra il fantasma di Greenspan. Nel 1999, quando il Congresso approvò la Gramm – Leach – Bliley Act (e facendo questo abolì la Glass-Steagall) molti degli attuali rappresentanti del popolo americano votarono a favore, tra cui il vicepresidente attuale degli Stati Uniti, Biden. 

Sia ben chiaro, le responsabilità politiche, non sono da imputare esclusivamente al sistema finanziario, la politica americana ( Freddie Mac e Fannie Mae, sono state trasformate in un imponente rischio sistemico, grazie alla connivenza bipartisan di democratici e repubblicani, dalle quali attingevano "liquidità" per scopi elettorali ), la Federal Reserve, le agenzie di rating, i revisori contabili e molti altri ancora,  hanno responsabilità pari o superiori allo stesso sistema finanziario.

Comunque siano andate le cose, secondo Bloomberg, sembra che il comitato raccomandi l’abolizione di Fannie Mae e Freddie Mac, nella loro attuale forma costituendo, un nuovo sistema completamente nuovo per finanziare l’edilizia abitativa, ha detto il senatore Frank, democratico del Massachissets, insieme al presidente della House, Financial Services Committee, nel corso dell’audizione  a Whasinghton. Le due genelle del credito immobiliare sono state nazionalizzate circa 17 mesi fa, succhiando oltre 110 miliardi di dollari al contribuente amercano e non è finita, ecco come funziona la nazionalizzazione, nazionalizzi, smonti l’impalcatura e rendi il gigante troppo grande per fallire, normale, non più in grado di nuocere, tanto comunque il contribuente alla fine paga lo stesso, ma almeno si toglie di mezzo il rischio sistemico.

La demagogia di cui parla Luigi Zingales nel suo recente articolo sul Sole 24 Ore non dovrebbe dimenticare che lo stesso Zingales, pur evidenziando come non del tutto prive di merito le iniziative proposte dall’amministrazione Obama e in particolare dalla coppia Volcker-Warren, ha sempre considerato la separazione tra banche commerciali e di investimento, un non problema.

Non centra nulla come sostiene Zingales, il fatto che secondo le stime della casa Bianca i maggiori costi sostenuti, siano relativi agli aiuti concessi al settore automobilistico e a quello immobiliare, visto che le banche hanno restituito tutto sino all’ultimo centesimo. La crisi è nata dalla cosidetta "finanza ombra" o "finanza creativa" con nel caso del mercato immobiliare, con la trasformazione delle cartolarizzazioni in amplificatori di rischio, piuttosto che redistributori.

Se la Federal Reserve e il governo americano non avessero protetto Wall Street, il sistema sarebbe miseramente fallito e quindi mai sarebbe stato in grado di restituire anche un solo centesimo degli aiuti, centesimo restiutio grazie solo ad una eccezionale ed irripetibile stagione di trading demenziale.

General Motors e Chrysler sono state accompagnate verso il fallimento, con buona pace degli azionisti e in parte degli obbligazionisti, nella sostanza nazionalizzate, in attesa di essere riemesse sul mercato. L’orgoglio capitalista, il conflitto di interesse e le lobbies finanziarie, invece non hanno permesso alcuna nazionalizzazione finanziaria ne tantomeno alcun fallimento importante e quindi il paragone non è proponibile.

Che la crisi sia nata per un’eccessiva assunzione di rischio da parte di banche di investimento e commerciali, che non avevano alcuna base di depositi, non vi è alcun dubbio, l’incredibile vicenda AIG è la testimonianza della demenzialità del sistema finanziario mondiale, ma separare la finanza tradizionale da quella derivata, altamente speculativa, votata al trading, aiuta a mettere fine ad una sorta di capitalismo che ama giocare con i soldi degli altri senza assumersene le responsabilità finali, socializzando il tutto.

Dire che l’indebitamento di una banca, la sua leva finanziaria non ha nulla a che vedere con i depositi, significa non comprendere l’importanza di un’attività che deve basarsi sostanzialmente su una base patrimoniale reale e non amplificata dalla favola della riserva.

Concordo sulla necessità improvvisa, dettata da necessità elettorali di un’immagine che cancelli la dipendenza assoluta dagli interessi del sistema finanziario a scapito di quello del paese, ma l’accantonamento del segretario del tesoro Geithner e del principale consigliere economico Summers, testimoniano, sino a prova contraria, la sfida lanciata al sistema finanziario e alle sue lobbies.

Il signor Zingales, dopo aver sottolineato l’enorme stima nei confronti di Paul Volcker, unica voce competente ad avere urlato controcorrente contro l’intero sistema finanziario, talvolta con una tale ironia, da definire inutili molti degli strumenti finanziari nati dalla creatività demenziale di un sistena derivato, ironicamente paragona Volcker ad un generale che combatte una guerra del passato, dimenticando  quelle future.

Il Grande Saggio, ha definito il bancomat, l’ unico strumento veramente utile prodotto dal sistema finanziario, negli ultimi anni, geniale, Paul, decisamente geniale!

E’ proprio dimenticando le lezioni del passato e illudendosi di combattere quelle future che non si è in grado di affrontare quelle presenti, concordo sulla necessità di un limite chiaro e sostenibile all’indebitamento, ma il problema è più complesso e risolvibile oggi, solo nazionalizzando il sistema "too big to fail" come accade in Svezia, smantellandolo e riducendo o facendo sparire il rischio di istituzioni, troppo grandi per fallire, il rischio di un sistema troppo correlato e connesso da continuare a rappresentare un rischio sistemico rilevante.

"  Nella Russia zarista, nei momenti di crisi, la polizia segreta incanalava il malcontento in attacchi contro il gruppo di persone più inviso alla folla, nei famigerati pogrom. Un modo cinico e crudele di deviare la rabbia popolare verso un altro obiettivo, rafforzando il potere dello zar. La strategia di Obama non sembra molto dissimile. Per evitare di essere travolto dalla rabbia popolare, ha deciso di farsene paladino. Invece di condurre, reagisce, buttando al vento una possibilità storica di una riforma radicale. È forse questo il nuovo metodo di fare politica che aveva promesso? "

No non è questo, Obama ha deluso, ma anche questo è un modo come altri per guardare al passato, ora diamo un’occhiata al presente e concediamoci la speranza che in futuro, non tutto torni ad essere come prima.

Abbiamo paura di pagare un prezzo per tornare ad avere magari anche solo per qualche anno, una finanza con una migliore struttura, una struttura costruttiva e non potenzialmente distruttiva. Non importa se per qualche tempo si limiterà il potenziale innovativo del sistema, chi vorrà continuare a tradare il mondo, dovrà assumersi i propri rischi, senza alcuna garanzia governativa implicita, sostenendo maggiori costi per la ricerca di capitali, visto il rischio che gli investitori devono assumersi.

Qualunque sia il Vostro pensiero, qualunque siano le Vostre perplessità, il vostro scetticismo, questo è un tenue raggio di speranza, da verificare, ma realmente possibile, anche se la realtà macroeconomica ci dice che questa decisione doveva essere presa prima, molto tempo prima che si scatenasse questa seconda orgia speculativa.

Non siamo in pochi a sperare nella Madre di tutte le battaglie, una battaglia epica, una battaglia "etica" come quella che molti di noi combattono tutti i giorni contro questo sistema, con quella tensione e quella consapevolezza, che il "tradimento" è sempre dietro l’angolo, una battaglia che avrà bisogno di tutto il coraggio possibile.

In settimana la realtà fondamentale immobiliare spazzerà via molte delle illusioni di questi ultimi mesi, almeno temporaneamente con la comunicazione delle vendite di case nuove ed esistenti, con l’evidenza di una nuova dinamica nei prezzi delle case attraverso lo S&P Case/Shiller Index.

Questo è solo un anticipo… First American Home Price Index Down 5.7%

Sarà una autentica sorpresa, ma come sempre, fondamentali, saranno i dati relativi alle vendite di nuove abitazioni, le uniche in grado di produrre nuova occupazione.

Molti altri dati macroeconomici, racconteranno una triste realtà, anche se venerdi potrebbe esserci una sorpresa, nella prima "solita" comunicazione del Prodotto Interno Lordo, che dovrebbe essere salito oltre le attese, drogato dalla dinamica positiva, delle scorte e degli inventari. Comunque reagisca il mercato si tratterà di un dato ormai vecchio e sepolto. ultimo rigurgito di uno stimolo fiscale difficilmente riproponibile nelle stesse dimensioni.

Come ci riporta Mike Shedlock, il 15 gennaio è passata innosservata la revisione degli ordini durevoli per lo scorso trimestre che nella prossima revisione del PIL cambierà le carte in tavola. Vedremo quale sarà la segnalazione, in quanto il mercato probabilmente si esalterà per i nuovi numeri, dopo la prossima tempesta settimanale di dati macreoeconomici.

 

Dopo la revisione.

 
Di revisione in revisione, verso una nuova recessione! Ho l’impressione di aver già sentito questa frase, ma non ricordo dove…

Al di la della profetica analisi " LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA " di inizio anno, non credo sia ancora giunto il momento della Verità, figlia del Tempo, c’è ancora tempo prima che il mercato comprenda sino il fondo la realtà fondamentale che ci aspetta nei prossimi anni.

Basti pensare che gli illuminati della SEC, preoccupati per una nuova ondata di vendite propongono per il mese prossimo il ritorno della Uptich Rule, modificata con un sbarramento del 10 %. Il regolamento dice che le transazioni possono essere eseguite solo ad un prezzo superiore all’offerta migliore esistente sul mercato dopo un crollo del 10 %. Favoloso no, si cerca di eliminare le vendite allo scoperto, senza rinnegarne la loro validità, ma in fondo, cosa possiamo aspettarci da coloro che stanno ancora decidendo se vietare o meno le "Dark Pools" piscine nere, dove sguazzano i piranha e gli squali dell’ High Frequency Trading.

Costringere i venditori allo scoperto, a superare l’offerta ad un miglior prezzo, può impendire l’innondazione del mercato con ordini di vendita, che moltiplicano le perdite. Al di la dell’efficacia di queste regolette da panico, in fondo, c’è sempre qualche ingenuo che crede di giocare ad un tavolo pulito. 

A questo proposito, per festeggiare i TRE ANNI INSIEME, ( ieri abbiamo festeggiato i tre anni di navigazione di Icebergfinanza, sarebbe bello rivedere i vecchi compagni di viaggio … scomparsi )  per coloro che hanno contribuito o vogliono " liberamente " contribuire al proseguo della nostra navigazione, nelle prossime settimane, vedremo insieme una nuova analisi dal titolo " ARCHIMEDE e la LEGGENDA DELLA LEVA FINANZIARIA "., un’analisi che ci indicherà in maniera empirica e fondamentale, quanto la Madre di tutte le crisi potrà accompagnare l’economia mondiale, attraverso i prossimi anni.

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto 

 

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

 

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85 commenti Commenta
Scritto il 25 gennaio 2010 at 07:00

Semplicemente grazie per le Vostre parole, che spesso vanno al di là, nei territori inesplorati dell’animo umano.

Sarebbe stato bello, essere in tanti, specialmente i vecchi compagni di viaggio, non per l’ammirazione e la stima, ma per sentirsi in tanti, molti di più di quelli che passano e vanno oltre.

La nascita dell ‘ AURORA con il suo commento che viene dal mondo SILENTE è stato una ciliegina sulla torta.

Grazie a tutti e…….avanti tutta!
Andrea

Scritto il 25 gennaio 2010 at 10:26

RASSEGNA STAMPA DI LUNEDI 25 GENNAIO 2010[..] LUNEDÌ, 25 GENNAIO 2010 aNDREA MAZZALAI PROPRIETARY TRADING: L’ALBA DELLA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE! Dopo la Madre di tutte le crisi, credo che non si via altra migliore definizione per esaltare la madre di tutte le battaglie politiche [..]

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 10:26

 C’è il link al  tuo articolo nella pagina di Yahoo finanza. Incominciano a capire dove andare a leggere le notizie

Scritto il 25 gennaio 2010 at 10:26

RASSEGNA STAMPA DI LUNEDI 25 GENNAIO 2010[..] LUNEDÌ, 25 GENNAIO 2010 aNDREA MAZZALAI PROPRIETARY TRADING: L’ALBA DELLA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE! Dopo la Madre di tutte le crisi, credo che non si via altra migliore definizione per esaltare la madre di tutte le battaglie politiche [..]

Scritto il 25 gennaio 2010 at 10:26

RASSEGNA STAMPA DI LUNEDI 25 GENNAIO 2010[..] LUNEDÌ, 25 GENNAIO 2010 aNDREA MAZZALAI PROPRIETARY TRADING: L’ALBA DELLA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE! Dopo la Madre di tutte le crisi, credo che non si via altra migliore definizione per esaltare la madre di tutte le battaglie politiche [..]

Scritto il 25 gennaio 2010 at 10:26

RASSEGNA STAMPA DI LUNEDI 25 GENNAIO 2010[..] LUNEDÌ, 25 GENNAIO 2010 aNDREA MAZZALAI PROPRIETARY TRADING: L’ALBA DELLA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE! Dopo la Madre di tutte le crisi, credo che non si via altra migliore definizione per esaltare la madre di tutte le battaglie politiche [..]

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 11:07

Cito:
"Sia ben chiaro, le responsabilità politiche, non sono da imputare esclusivamente al sistema finanziario, la politica americana ( Freddie Mac e Fannie Mae, sono state trasformate in un imponente rischio sistemico, grazie alla connivenza bipartisan di democratici e repubblicani, dalle quali attingevano "liquidità" per scopi elettorali ), la Federal Reserve, le agenzie di rating, i revisori contabili e molti altri ancora .. "

Ringrazio per l’onestà intelletuale e  la precisazione storica.
Adesso se vuole e se le riesce, provi a convincere le migliaia, centinaia di migliaia, forse milioni di investitori senza più i loro capitali che il popò se lo sono perforato loro stessi. I banchieri glielo hanno solo appoggiato.
Già perchè adesso i meschinelli fessacchiotti si lagnano ma quando si trattava di intascare illusori e fantomatici interessi a due cifre sono corsi tutti a consegnare i loro soldi.
Io e pochi altri invece no. Chissà perchè.
luigiza

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 12:05

Speriamo che questa battaglia sia combattuta con il cuore e con la mente e ci riporti sulla giusta rotta.
Grazie Capitano.
PEDRO45

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 12:29

Siamo nel 2010, le borse sono nel 2004 (i grafici del 2003 e del 2009 sono praticamente sovrapponibili), mentre la vs. visione "romantica" della crisi si colloca negli anni 30…
Sarà probabilmente un anno di stabilizzazione dove il 1000-900 SP sarà il supporto di tutta la baracca, mentre Obama sta solo facendo il suo mestiere di politicante, semplicemente una questione di voti  (come  le promesse sulle  tasse di Berluconi).

Scritto il 25 gennaio 2010 at 12:30

Luigi,

direi che la miglior definizione della parola esperienza è la seguente:

Quando lo prendi per la seconda volta lo riconosci…

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 12:48

Non è detto che la seconda volta lo riconosci.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 12:48

Non è detto che la seconda volta lo riconosci.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 12:48

Non è detto che la seconda volta lo riconosci.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 12:48

Non è detto che la seconda volta lo riconosci.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 13:16

@ IlCuculo69

Nessun dubbio, però visto la virulenza pensavo fosse già arrivato all’osso.
ma a quanto pare mi sbagliavo visto il successo dei programmi di accumulo (di incul…).
Anche di questi moltissimi non hanno ancora capito la portata.

luigiza

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 14:00

Montecristo

Il tuo lavoro  Andrea  è stato  qualcosa  di eccezionale  in questi tre  anni   e  che il seme   dell’etica e della saggezza  che  hai  seminato  possa radicarsi  nelle generazioni future.Auguri per il tuo libro.Ciao

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 14:33

L’immagine postata dal Folletto è sconvolgente, sembra di vedere il cittadino italiano medio che anestetizzato e pensando che quel che succede a lui non interessa, si trastulla in atttesa di……

Per acquisire consapevolezza penso ci sia bisogno di una scossa molto forte e violenta  (anche se vorrei sbagliarmi), che ci faccia uscire da questo torpore farmacologico.

PEDRO45 

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 15:01

pur apprezzando e condividendo gran parte dell’analisi, in particolare quell’accento sul "dovere della speranza", credo che Obama stia facendo principalmente un operazione di propaganda se poi ne salterà fuori qualcosa di profondamente sostanziale meglio ma ho molti dubbi stanno solo cambiando la confezione al solito pacco come del resto è già successo innumerevoli volte

il fatto che vogliano eliminare o limitare le vendite allo scoperto significa che comunque il pericolo del collasso è ancora dietro l’angolo e che come è ovvio la speculazione sta andando a pieno regime e si sà che la speculazione ha bisogno del "morto"……..

anche se in ritardo ti ringrazio per questi 3 anni di lavoro condiviso

tuo cuggino

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 15:53

Capitano, tanti auguri e complimenti.
Le dinamiche che spieghi sono troppo complicate.
Addirittura ci sono cose che non si riescono nemmeno a comprendere.

Allora riprovo con una delle tante domande cui non ho trovato ancora risposta (in chiaro ).

Ma FED che compera i buoni del tesoro americano, cosa se ne fa? Visto che nessuno li vuole perchè rischiosi? Come funziona il bilancio della FED? Perchè si mette in pancia queste porcherie e altri asset tossici che ha rilevato dalle banche?

Io se sbaglio un acquisto sono rovinato, come imprenditore.

Comunque sia grazie per la tua grande onestà intellettuale e l’angolatura "superiore" da cui ci racconti l’economia.

RobertoLara

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 18:14

prova

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 18:52

Buon anniversario,io non so’ chi sei un eremita forse uno scribacchino curioso dei fatti degli altri sicuramente seduto su una poltrona comoda.Umanita’,etica sociale valori che e’ facile scrivere per chi soffre a causa di questo e ci naviga dentro senza rimedio o solo per chi fa’ comodo.Siamo umani e nel mio dna mi sono comportato sempre onestamente e tu parli di imprese solidali ma di che’ non c’e’ abbastanza poverta’ nelle imprese locali con ridotti fatturati e spese che aumentano  a rincarico sui prodotti finali e disoccupazione di grande precariato ne abbiamo le tasche piene della globalizzazione che ci ha reso in poverta’ a beneficio esclusivo del tranello politico e finanziario industriale.Sai per un cliente di trento che da anni conosco ho lavorato quattro mesi  si mi ha pagato con riba insolute e alla fine con un assegno a vuoto e oggi irreperibile. Tu mi parli di usa e tralasci quello che di vero accade fuori dalla tua porta.
Deflazione,etica sociale  asino e ILLUSOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
In senso buono
SOMARI CON LE ORECCHIE LUNGHEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

quello che non ci prendono di spese e tasse lo prendono 
con L’INFLAZIONEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

Brunetta testa di CAZZO se i bamboccioni possono farlo e’ perche’ i soldi ce l’hanno e adesso aboliremo le chiese e pregheremo Berlusconi 
perche’ lui i miracoli del diavolo li sa’ fare.

bay incazzato

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 20:02

da nautilus

quando imparai a pelar patate intuii subito che non sarebbe finita lì.
Auguri VELIERO e che il vento possa tenere gonfie le tue vele
il più a lungo possibile.
                                                                         nautilus

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 21:21

eppure…voglio vedere anch’io una tenue luce in fondo al tunnel

ricordo che Obama esordì in questo modo all’indomani della sua nomina, dichiarò che era pronto per la guerra alle lobbies, poi ha preso  provvedimenti  -in momenti di panico- in contrasto con quanto dichiarato, ma i suoi consiglieri erano quelli…
anche la riconferma di Ben mi ha fatto pensare alla scena di un film….

è passato un anno, qualcosa l’ha capita navigandoci dentro, sarà anche un’operazione di facciata ora che ha perso la maggioranza, ma……

abbiamo il dovere della speranza 

un saluto anche ai silenti

gracav

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 22:20

Oggi i buoi sono scappati quindi qualunque soluzione verrà presa da Obama si rimarrà sempre con un debito colossale da pagare.

Abbiamo visto recentemente sfaldarsi la vecchia URSS, che sembrava invincibile e inattaccabile.
Chi visitava gli ex URSS subito dopo il ’90 vedeva cose fino ad allora impensabili e aveva l’impressione che tutto quello che gli avevano raccontato dell’URSS fosse stata la più grande manovra propagandistica di tutti i tempi. In Ucraina in alcune città si vedevano i tram tirati dai cavalli! In alcune zone della Russia c’erano ancora i mulini a vento!!
Certo aveva i missili balistici ma era un paese povero e arretrato e per certi versi, oggi, è ancora lontano dal tirarsene fuori.

Il problema e che bisogna far capire agli Americani che hanno vissuto solo un grandissimo sogno capitalista, che come il comunismo è stata solo un’illusione che poi si è trasformato in una caricatura di se stesso.

Un giorno apparirà ridicolo agli storici, vedere che in momenti così delicati un capo di stato di nome Barack Obama, ancora tentennava e tergiversava, quando invece c’erano da prendere decisioni drastiche, quasi dittatoriali.
Barack Obama apparirà come quell’uomo che vede bruciare la sua casa e si mette tranquillamente a discutere con i vicini, quale è  la strategia migliore per fronteggiare le fiamme…..caro Obama corri a riempire il tuo secchio d’acqua !!!   
Caro Obama credo che nella "Bella America" sia il momento di introdurre un po’  di giustizia ed equità sociale, senza fare particolarismi e preferenze, è giunto il momento di smobilitare certi mostri prodotti dal capitalismo senza remore ideologiche.
Ford, GM, GE, BoA, City, Morgan B, Goldman B. e tanti altri hanno fatto il loro tempo, nello stesso modo in cui lo avevano fatto le vecchie industrie statali nella vecchia URSS, i primi  con la scusante liberista di creare sviluppo (ma chi ci crederebbe mai!!!!) servono solo ad arricchire pochi, le seconde con la scusa dell’equità e della giustizia  sociale servivano ad una piccola elite  politica  per sopravvivere!!

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 25 gennaio 2010 at 23:32

Il governo argentino questa mattina ha mandato la polizia a presidiare l’entrata della Banca Centrale per impedire al governatore di entrare.
Redrado ha annunciato che si presenterà regolarmente alle 9.00 e che lascerà l’incarico solo nel caso che venga sfiduciato da una commissione parlamentare come prevede lo statuto.
Questo episodio non fa altro che aggravare la già precaria situazione e porta l’Argentina a seguire i passi di Chavez e compagnia.

http://www.buenosairesherald.com/BreakingNews/View/23437

http://www.buenosairesherald.com/BreakingNews/View/23459

http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=1225890&pid=8176350&toi=6256

Inflazione o deflazione….

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 00:10

http://www.marketoracle.co.uk/Article16762.html

The U.S. government is quite literally out of control.
I’m not talking about a government which shows an almost total disregard for the U.S. Constitution.  I’m not talking about elitist politicians in Congress who think they know what’s best for you, who think it’s their job to take care of you from cradle to grave, whether you like it or not.  I’m not even talking about an administration whose policies sometimes appear to have more in common with the command and control societies of Benito Mussolini or Karl Marx than they do with the freedom loving societies of Thomas Jefferson and James Madison.

Let’s start with some facts about U.S. government spending.
For the fiscal year ending September 2009, U.S. government spending, representing budget, off-budget and supplemental appropriations, was about $3.7 trillion dollars.  At 26% of GDP, excluding the World War II years 1942-1945, that’s the highest share of government spending relative to GDP on record.  For all the talk about the government not doing enough during this economic crisis, it’s instructive to note that this is 2.3 times the peak rate reached during the Great Depression and 3.3 times the average rate seen for the whole of the 1930s.
Quite simply, the U.S. government is spending itself silly. And by the looks of it, the Obama administration and this Congress, with their endless spending plans, are set to put this spending machine into overdrive.
So then, how will the U.S. government pay for all this spending?  Can the government foot the bill?
To answer these questions, it will be helpful to first understand how U.S. government spending got so big, and in so doing, set the stage for understanding why it will be impossible, unless policies change, for the government to foot that bill.
The U.S. government has NO money.  It takes money from Peter to spend it on Paul.  It takes money from Peter, whether Peter likes it or not, whether Peter receives something of value from the exchange or not.  It’s called a tax.  And the simple fact is government spending ALWAYS means government taxes.
 
As the first recipient of this newly printed money, it appears that Paul is getting something for nothing. He gets unemployment benefits to buy food and clothes, subsidized medical care for his wife and free college educations for his kids.  Paul gets all this without having to do a thing in return, without having to produce anything.  He gets all this solely because he’s on the receiving end of the Federal Reserve’s printing press.  And the best part about it – it appears he’s getting all this without a dime from Peter.
And that’s exactly what our politician friends are hoping you think.  This, however, is only part one of the story.
Before long, because of Paul’s spending, this newly printed money makes it way into the hands of Peter.  Armed with this new purchasing power, Peter is now in a position to bid for these goods and services, right along with Paul.  The effect of this competitive bidding is to drive the prices of all these goods and services up – the prices of food, clothing, medical care and college educations.  The rise in the prices of these goods and services is slow at first, but as the newly printed money makes its way into the hands of more and more Peters, the prices of these goods and services rise to the full extent of the newly printed money.
For sure, in the end, everyone gets the same goods and services at the higher prices.  But as the first recipient of the newly printed money, Paul, for as long as it takes for the newly printed money to make its way into the hands of Peter, gets to buy these goods and services at the lower prices, in exchange for nothing.  Peter, on the other hand, gets nothing but higher prices.
Thus, Paul gets to steal purchasing power from Peter.  And it occurs without Peter even knowing it.  That’s why politicians love the inflation tax.  They get to hand out candy to Paul, all the while telling Peter, as well as Paul that the candy is free.
 
We Austrians can’t think of a more sinister tax.  Not only does printing money steal purchasing power from Peter for the benefit of Paul and produce higher prices, but when pursued without limit, it will eventually reduce the value of that money to zero, and with it, the hard earned savings of anyone holding that money.
You see, a government cannot print money, as a matter of policy, year after year, and expect people to want to hold that money forever, without question.  As the money printing policy proceeds, seeing prices rise and the value of that money fall, they will want to hold less of it.  The increased supply of money now combines with a decline in the demand for it causing the value of that money to fall further and for prices to rise even higher. And if this money printing policy is pushed to the extreme, when people come to realize that it is a deliberate policy with no end in sight, as they watch prices continue to rise and the value of that money continue to fall, they will come to want no part of that money.  They will exit that money en masse, with the inevitable result being its complete destruction.

This inflation tax is very nasty stuff, something that our politician friends obviously can’t depend on forever; that is, if they care about the value of the U.S. dollar, not to mention Peter, and even Paul’s hard earned savings.
 
The U.S. government has gross debt outstanding, meaning years of Tax Peter later, of $12 trillion.   And depending on the source and calculation methodology, the U.S. government is on the hook for an additional $50 to $100 trillion more in unfunded liabilities.  Using $75 trillion as the proxy for unfunded liabilities, that’s debt plus unfunded liabilities of 6 times GDP and an eye-popping 41 times 2009 receipts.
And the trends are going from bad to worse.
How is the U.S. government going to honor these obligations? Can it even do it?  Is Peter able, willing and ready to pay higher taxes?  Will Paul be willing to do with less?  Or will the answer be the Federal Reserve’s printing press, and quite possibly the destruction of the U.S. dollar?

Il Folletto
 
 

 

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 00:15

grazie Folletto per le news

chiaro segnale di INFLAZIONE per l’Argentina.

ma da noi bisogna apettare ancora … forse l’anno prossimo??

giobbe 1971

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 06:06

Il Compasso #19

Sottoscrivo il suo post, e per aggiungere qualcos-altro sull-URSS, a quei tempi per visitarla ed andarci in vacanza dovevi aspettare il Visto anche un giorno in frontiera (non in tutti i paesi ex-URSS naturalmente), poi dovevi specificare anche dove andavi e che strada avevi intenzione di fare!!!!! ecc ecc piu i vari controlli che incontravi nel paese (esempio vecchia Romania, Ungheria)…..ed anche se a volte con qualche -mancia- riuscivi a facilitare le cose….ma solo un po……. perche non si sarebbero mai fidati di te. Forse anche per questo i vari Rothschild e C. non sono riusciti a mettere su la loro bisca in quei paesi.

Chissa che con la fine del comunismo (parola INVENTATA dai media Occidentali) dell ex-URSS e della vecchia CINA non sia finita anche per il modello di potere Ocidentale!!!!!!

SD

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 06:55

Grazie Andrea per questi tre anni di navigazione, per l’instancabile opera di diffusione di una consapevolezza preziosissima, grazie per la passione che proviene da una forza etica straordinaria.

Con tutta franchezza non riesco però a condividere le "pillole" di ottimismo che si intravedono nel Tuo ultimo post.
Non credo che Obama sia in grado di imprimere una significativa sterzata alla direzione che, sia pure sotto traccia, nascostamente, gli eventi stanno assumendo.

Non voglio davvero peccare di semplificazioni in un mondo assolutamente complesso (e vorrei addirittura essere smentito), ma, panoramicamente, parrebbero "al lavoro" le seguenti dinamiche:
a) presenza della leva pressochè immutata nei bilanci di tutti i "big" mondiali e loro SIV. Se sono reali le cifre che vengono riportate solo JPMorgan possiede asset per 100 Tn USD, pari a circa 7 volte il PIL USA (il sistema delle banche USA 250 Tn USD su un totale mondiale di 600 Tn USD). Siamo ormai oltre la soglia dello "smontabile", a meno che non si inanellino per 10 anni aumenti di PIL del 4/6% annui
b) Una vera e propria (sana) fobia dell’ottuso consumismo basato sul costante indebitamento comincia a fare capolino nel consumatore di tutto il mondo (se si eccettua per i Paesi ancora in via di sviluppo). Ciò contrasta con l’esigenza di crescita di cui al punto che precede;
c) il deficit USA "ufficiale" è di circa 12,3 Tn USD al netto delle varie liabilities riconducibili a Fannie, Freddie, Sallie e altri enti contrassegnati da futili vezzeggiativi. Meglio non fare i conti sui dati reali;
d) la FED, ormai simile ad un pitone che ha ingioato una mucca già decomposta, sta con grande maestria provvedendo unitamente al Tesoro, a tenere la barra del timone dell’amissione e del collocamento di bond USA facendo ricorso a imponenti operazioni di domestic currency swap… ma fino a quando sarà possibile operare in questo modo?
e) Non si parla più apertamente di sostituzione del $ nelle transazioni internazionali, ma di fatto si sta preparando il lancio della moneta unica del Golfo persico con la quale sarà pagato il petrolio e i Paesi del BRIC hanno già raggiunto accordi multilaterali di compensazione valutaria.
f) La Cina parrebbe comunque, sia pure con un debito pubblico risibile, seduta sa una porta di polveriera costituita dalla dinamica dei prezzi delle costruzioni e della speculazione immobiliare. La sua gigantesca macchina produttiva deve pur sempre confrontarsi con la capacità di assorbimento del mondo occidentale, anche se al proprio interno potrà trovare (ma non immediatamente) le forze per istituire una dinamica di crescita autonoma.
g) L’intero sistema pare più che altro tenuto insieme dal rigido controllo posto in essere dalle autorità economico-monetarie del pianeta che stanno costruendo una vera e propria "matrice" nella quale al pubblico vengono somministrate verità alquanto diverse rispetto alla realtà fondamentale. La psicoeconomia esiste ed è… utile.

E allora?
Allora, per come la vedo (e, ripeto, vorrei davvero che qualcuno mi smentisse!) sembrerebbe adeguata l’immagine postata dal folletto….

Un caro saluto a tutti
Daniele

Scritto il 26 gennaio 2010 at 07:29

Daniele…..lascia aperta una porta alla speranza, nelle dinamiche politiche, anche se una flebile speranza non significa dimenticare la terribile realtà macroeconomica, fondamentale.

Credo che ben pochi come Icebergfinanza, la stiano esplorando, mentre tutto intorno ci si esalta per luci in fondo al tunnel assolutamente inconcludenti.

Per quanto riguarda la storia e il deficit, le paure o le fobie relative allo stesso, date un’occhiata qui e risalite con la mente sino al 1937 quando Franklin Delano Roosevelt inverti bruscamente la rotta…….. 

President Barack Obama will propose a three-year freeze in non-security discretionary spending, senior administration officials said Monday.

His budget proposal, to be unveiled in part with Wednesday’s State of the Union speech and in detail next week, will urge Congress to keep overall spending at $447 billion a year for agencies other than those charged with national security and mandatory-spending programs such as Social Security and Medicare.

The freeze would take effect with the 2011 fiscal year starting Oct. 1 …

It also wouldn’t affect a 154 billion [dollar] jobs plan pending before Congress and backed by Obama, the officials said. One aide said that plan would be exempt because it would take effect this year, before the freeze.

Administration officials, who spoke on the condition of anonymity to not upstage the president, said that the three-year freeze would save $250 billion over a decade — if it’s approved by an election-year Congress.

After three years, the total spent would be the lowest as a percentage of the total economy in 50 years. Spending on those agencies has increased by an average of 5 percent a year since 1993, the officials said.

Il risparmio americano farà crollare le importazioni e se la leggenda del decoupling asiatico non resterà una leggenda come io penso, le esportanzioni faranno diminuire il deficit delle partite correnti e via dicendo. Ci sono dinamiche che vengono accompagnate dalla storia, ma la mossa demenziale di comprare CDS per proteggersi dal fallimento degli USA assomiglia a coloro che si assicurano perchè un meteorite non centri la loro casa.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 08:11

quindi, capitano Andrea, punti su un dollaro basso … per aumentare l’export è assolutamente necessario …. mi pareva a volte di aver capito puntassi ad una rivalutazione del dollaro, a mio parere impossibile, soprattutto dati i collocamenti di debito necessari ogni anno
default statunitense … mica la FED può sottoscrivere tutti i collocamenti, bisogna pur trovare qualcuno all’estero disponibile … ormai orfani di Setser possiamo trovare interessanti spunti su zerohedge

Luca

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 08:19

#23

Errorino macroscopico

Rotschild & C andavano d’accordissimo con il regime comunista (termine non inventato caro sovvertitore della storia, il PCUS cosa era???? Robe da matti, sei proprio fuori per fuori), anzi più lo Stato eserciva il monopolio di tutti i settori più le grandi famiglie finanziarie andavano bene.

Il mercato in regime comunista non era in concorrenza e quindi i commercianti privilegiati facevano gli accordi che volevano direttamente e solo con lo Stato.

Anzi ti dirò di più la rivoluzione bolscevica è stata finanziata in gran parte dalla banca Khun& Loeb e dalla banca Warburg, zimbelle di Rotschild.

Ti ricorda niente ad esempio le 5000 navi piene di grano che partivano dall’America ogni anno dal 1948 in poi per sfamare il popolo russo ad un prezzo deciso fra commerciante (sempre lo stesso commerciante, ma va…) e PCUS, anche in tutti gli anni della guerra fredda……

Il Folletto

Termine inventato: puahhh…..

Scritto il 26 gennaio 2010 at 09:56

Il termine stesso di "scoraggiamento" non dovrebbe avere senso tra di noi. Noi non siamo affatto senza speranza. Il solo fatto che esistiamo, che pensiamo e che vogliamo un ordine diverso da quello attuale, costituisce per noi una ragione di speranza. (S. Weil)

Bisogna imparare ad aspettare così come si impara a creare. Seminare pazientemente il grano, annaffiare assiduamente la terra che lo ricopre e concedere alle piante i loro tempi. Non si può ingannare una pianta come non si può ingannare la storia, ma si può innaffiarla. Pazientemente, tutti i giorni. (V. Havel)

Tutto per dire Si…gracav…la Speranza è un Dovere, non un’illusione, ed il futuro è speranza, è il presente che a “volte” si veste di illusioni.

Buona Giornata, che la Speranza guidi Sempre il Vostro/i vostri giorni…
Valentina

p.s Il Folletto, quando vuoi sei anche simpatico… com’era: L’economia non è un cristalleria! Hihihi… Don schisciotti , queste me le scrivo…e la foto#8…più che il volo della consapevolezza, mi sembra la pericolosa stasi dell’inconsapevolezza…va ridiamo!

Capitano hai visto chi c’è, Grande nautilussssssssssssss…che fine hai fatto!!!
Piano piano Capitano arrivano tutti, ma forse non se ne sono mai andati, meglio così!

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 11:21

Andrea, è vero, occorre lasciare aperta la porta alla speranza: ma la speranza non riesco proprio a riporla in Obama e nella cricca che ha intorno. Soggetti come l’ottimo Volker servono semplicemente per conferire decoro a quadri indecenti.
Cinismo? Forse….

La porta aperta della speranza la riservo ai molti che faticosamente giorno per giorno lottano in questo ambiente deteriorato, magati alimentando la altrui consapevolezza

Poi, detto sinceramente, una volta fatta tabula rasa di un sistema ormai marcio, si può riprendere per davvero….
Probabilmente chi di dovere sta semplicemente tenendo buona la gente: in ogni caso loro arriveranno pronti alla fase finale

Un caro saluto
Daniele

Scritto il 26 gennaio 2010 at 11:40

Sulla Terra esistono due tipi di “umani”. I “terrestri”, aborigeni australiani, indiani d’america…, che rispettano la Terra perché qui sono nati, vivono con essa e in essa, respirando la sua essenza (AVATAR fa sentire molto questo) e “gli altri”, quelli che mirano al cielo, da dove sono venuti, quelli che non rispettano la Terra e piano, piano, la rendono invivibile, costretti poi a cercarsi altri mondi da depredare. Per il cinismo, l’avidità, la barbarie e la violenza, insita in questi ultimi, essi sono al potere e stanno prevalendo sui primi. Finché la Terra non si ribellerà, se mai avverrà.
 
Chi ha letto “E venne chiamata due cuori”, sa che gli Aborigeni Australiani non festeggiano il compleanno (se ci pensi bene non ha senso), ma festeggiano quando qualcuno cambia il proprio nome, che avviene ad un diverso livello di consapevolezza e ciò succede diverse volte nella vita. Il nome che sceglieranno può implicare il passato e l’obbiettivo futuro ed ognuno lo sceglie per se stesso in base a quello che sente nel cuore.
 
Tre anni fa, Andrea ha deciso di chiamarsi “Capitano”, ha cambiato il suo modo di vivere ed il nostro modo di vivere. E’ un nome impegnativo, che merita molto rispetto per chi lo indossa, ma anche per chi decide di condividerlo. Questo impegno è stato rispettato nel migliore dei modi, vista la crescita che ora non viene solo più da lui, ma dall’interrelazione di chi lo “segue”.
Grazie a lui, molti di noi hanno cambiato nome senza neppure rendersene conto.
 
Propongo un brindisi ad Andrea, a quando, tre anni fa, ha deciso di chiamarsi “Capitano” per tutto ciò che lui è fuori e dentro e per tutto ciò che sta facendo cambiare in noi.
Propongo un altro brindisi a chi lo ha intelligentemente seguito.
 
Hip, Hip, Hip,   HURRA
Hip, Hip, Hip,   HURRA
Hip, Hip, Hip,   HURRA
 
 
Bill

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 12:06

#16
Credo che B. si preoccupi dei suoi problemi (processi e leggi ad personam) e non di quelli dei cittadini specialmente… di quelli onesti che non si rendono irreperibili e non emettono assegni a vuoto.

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 12:23

la paura e l’ignoranza fanno fare brutte cose alle person, soprattutto nei momenti difficili…

ma chi ha avuto la fortuna di leggere  quotidianamente i  numerosi post di Mazzalai in questi 3 anni ha potuto crescere in conoscenza economica e in consapevolezza del comportamento umanonon solo nell’economia .

Ha contribuito a farmi diventare molto più obiettivo di quel che ero 3 anni fa’

giobbe1971

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 13:22

Il Folletto #27

Leggo con piacere che sei informatissimo su tutto quello che accade ed e accaduto nel mondo negli utimi 50 (o piu) anni………..bene…..anzi benissimo si puo  sapere dove trovi il tempo( e le risorse) per farlo!!!!!!!!

Ripeto io sono semplicemente una persona che vive in un mondo fatto di 24 ore al giorno e che a volte racconta delle proprie (e VERE) esperienze personali…..come non mi FIDAVO dei media 25/30 anni fa ai tempi del cosidetto Comunismo…..per quale motivo mi dovrei FIDARE in questo momento. Io di solito mi informo su Internet e fuori e prendo tutto con le -molle- e se mi e possibile verifico quanto leggo.

A proposito….casa facevano i Russi (o Ex-URSS) con il grano!!!!! guarda che da quelle parti non mangiano mica la PASTA!!!! Forse facevano le BOMBE ATOMICHE con il grano hehehehe (e un TALOK).

Ri-saluto e vedo che le borse cominciano a correggere.

SD

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 13:44

Un articolo fuori tema ma che aiuta a capire i tempi moderni…

http://www.corriere.it/solferino/severgnini/10-01-26/09.spm

Io penso che gli scrivero’ due righe.

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 13:44

Un articolo fuori tema ma che aiuta a capire i tempi moderni…

http://www.corriere.it/solferino/severgnini/10-01-26/09.spm

Io penso che gli scrivero’ due righe.

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 13:44

Un articolo fuori tema ma che aiuta a capire i tempi moderni…

http://www.corriere.it/solferino/severgnini/10-01-26/09.spm

Io penso che gli scrivero’ due righe.

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 13:44

Un articolo fuori tema ma che aiuta a capire i tempi moderni…

http://www.corriere.it/solferino/severgnini/10-01-26/09.spm

Io penso che gli scrivero’ due righe.

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 14:24

#33

Non capisco cosa intendi.

Sono una persona di medio-alta cultura, ma niente di speciale: ho sempre amato studiare la storia da varie angolazioni e viaggiare per rendermi conto della verità: ad esempio sono stato nei paesi dell’Europa dell’Est nei primi anni ’80, giusto per distinguere le varie verità propugnate dai mass-media.

Grano: – termine che indica il frutto del frumento o dei cereali affini (grano saraceno, orzo, etc.) detti, appunto, granaglie

L’ Ucraina era il granaio d’ Europa (30 milioni di ettari coltivati :in questa zona ci sono le terre nere, un terreno di colore scuro molto fertile perché ricco di humus.Anticamente era una steppa erbosa, come la prateria
americana, poi fu messo a coltura e diventò una sterminata zona agricola coltivata a cereali, in rotazione con la barbabietola da zucchero, le piante foraggere ecc.).

Come tutti i popoli dell’ est Europa venne aggredita e ridotta in schiavitù dalla Russia che la condanno all’ approvvigionamento agricolo dello Stato. Stalin e la riforma agricola, distrusse la cultura contadina del popolo che fino al tempo della rivoluzione d’ ottobre era fiorente e conservava intatte tutte quelle tradizioni bucoliche che erano proprie del paese da secoli. La proclamazione d’ indipendenza vide la nazione con il maggior suolo coltivabile in Europa, non bastare al proprio sostentamento, tale fu la distruzione operata dal comunismo sovietico.

Il prodotto base indispensabile per poter fare il pane è la farina di grano. Questa viene impastata con il 33 per cento circa di acqua, lo 0.5/1.5 per cento di sale, ed infine lievito di birra.

Sei proprio un IGNORANTE (nel senso latino del termine, ma non capirai neanche questo).

Ed il bello è che Ti permetti pure di commentare.

Ma credi che il pane non si mangi all’EST!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 14:24

#33

Non capisco cosa intendi.

Sono una persona di medio-alta cultura, ma niente di speciale: ho sempre amato studiare la storia da varie angolazioni e viaggiare per rendermi conto della verità: ad esempio sono stato nei paesi dell’Europa dell’Est nei primi anni ’80, giusto per distinguere le varie verità propugnate dai mass-media.

Grano: – termine che indica il frutto del frumento o dei cereali affini (grano saraceno, orzo, etc.) detti, appunto, granaglie

L’ Ucraina era il granaio d’ Europa (30 milioni di ettari coltivati :in questa zona ci sono le terre nere, un terreno di colore scuro molto fertile perché ricco di humus.Anticamente era una steppa erbosa, come la prateria
americana, poi fu messo a coltura e diventò una sterminata zona agricola coltivata a cereali, in rotazione con la barbabietola da zucchero, le piante foraggere ecc.).

Come tutti i popoli dell’ est Europa venne aggredita e ridotta in schiavitù dalla Russia che la condanno all’ approvvigionamento agricolo dello Stato. Stalin e la riforma agricola, distrusse la cultura contadina del popolo che fino al tempo della rivoluzione d’ ottobre era fiorente e conservava intatte tutte quelle tradizioni bucoliche che erano proprie del paese da secoli. La proclamazione d’ indipendenza vide la nazione con il maggior suolo coltivabile in Europa, non bastare al proprio sostentamento, tale fu la distruzione operata dal comunismo sovietico.

Il prodotto base indispensabile per poter fare il pane è la farina di grano. Questa viene impastata con il 33 per cento circa di acqua, lo 0.5/1.5 per cento di sale, ed infine lievito di birra.

Sei proprio un IGNORANTE (nel senso latino del termine, ma non capirai neanche questo).

Ed il bello è che Ti permetti pure di commentare.

Ma credi che il pane non si mangi all’EST!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 14:24

#33

Non capisco cosa intendi.

Sono una persona di medio-alta cultura, ma niente di speciale: ho sempre amato studiare la storia da varie angolazioni e viaggiare per rendermi conto della verità: ad esempio sono stato nei paesi dell’Europa dell’Est nei primi anni ’80, giusto per distinguere le varie verità propugnate dai mass-media.

Grano: – termine che indica il frutto del frumento o dei cereali affini (grano saraceno, orzo, etc.) detti, appunto, granaglie

L’ Ucraina era il granaio d’ Europa (30 milioni di ettari coltivati :in questa zona ci sono le terre nere, un terreno di colore scuro molto fertile perché ricco di humus.Anticamente era una steppa erbosa, come la prateria
americana, poi fu messo a coltura e diventò una sterminata zona agricola coltivata a cereali, in rotazione con la barbabietola da zucchero, le piante foraggere ecc.).

Come tutti i popoli dell’ est Europa venne aggredita e ridotta in schiavitù dalla Russia che la condanno all’ approvvigionamento agricolo dello Stato. Stalin e la riforma agricola, distrusse la cultura contadina del popolo che fino al tempo della rivoluzione d’ ottobre era fiorente e conservava intatte tutte quelle tradizioni bucoliche che erano proprie del paese da secoli. La proclamazione d’ indipendenza vide la nazione con il maggior suolo coltivabile in Europa, non bastare al proprio sostentamento, tale fu la distruzione operata dal comunismo sovietico.

Il prodotto base indispensabile per poter fare il pane è la farina di grano. Questa viene impastata con il 33 per cento circa di acqua, lo 0.5/1.5 per cento di sale, ed infine lievito di birra.

Sei proprio un IGNORANTE (nel senso latino del termine, ma non capirai neanche questo).

Ed il bello è che Ti permetti pure di commentare.

Ma credi che il pane non si mangi all’EST!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 14:24

#33

Non capisco cosa intendi.

Sono una persona di medio-alta cultura, ma niente di speciale: ho sempre amato studiare la storia da varie angolazioni e viaggiare per rendermi conto della verità: ad esempio sono stato nei paesi dell’Europa dell’Est nei primi anni ’80, giusto per distinguere le varie verità propugnate dai mass-media.

Grano: – termine che indica il frutto del frumento o dei cereali affini (grano saraceno, orzo, etc.) detti, appunto, granaglie

L’ Ucraina era il granaio d’ Europa (30 milioni di ettari coltivati :in questa zona ci sono le terre nere, un terreno di colore scuro molto fertile perché ricco di humus.Anticamente era una steppa erbosa, come la prateria
americana, poi fu messo a coltura e diventò una sterminata zona agricola coltivata a cereali, in rotazione con la barbabietola da zucchero, le piante foraggere ecc.).

Come tutti i popoli dell’ est Europa venne aggredita e ridotta in schiavitù dalla Russia che la condanno all’ approvvigionamento agricolo dello Stato. Stalin e la riforma agricola, distrusse la cultura contadina del popolo che fino al tempo della rivoluzione d’ ottobre era fiorente e conservava intatte tutte quelle tradizioni bucoliche che erano proprie del paese da secoli. La proclamazione d’ indipendenza vide la nazione con il maggior suolo coltivabile in Europa, non bastare al proprio sostentamento, tale fu la distruzione operata dal comunismo sovietico.

Il prodotto base indispensabile per poter fare il pane è la farina di grano. Questa viene impastata con il 33 per cento circa di acqua, lo 0.5/1.5 per cento di sale, ed infine lievito di birra.

Sei proprio un IGNORANTE (nel senso latino del termine, ma non capirai neanche questo).

Ed il bello è che Ti permetti pure di commentare.

Ma credi che il pane non si mangi all’EST!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 14:34

#34

L’odio è un altro aspetto dell’Ignoranza.

I due  minuti di odio di Orwelliana memoria (1984): http://www.ilfoglio.org/286/Due_minuti_di_Odio.htm

Avete sempre pensato di sapere, di conoscere, vi siete fatti convincere di un’enormità di baggianate, perchè avete un pezzo di carta con un diploma, una laurea.

Se avete voglia di capire qualcosa leggete questo articolo di Giuseppe Bedeschi:

http://ww1.unime.it/rassegna_stampa/viewBlob.php?num=26037, che era pubblicato su Libero del 13 gennaio 2010.

Tra l’altro è professore ordinario di Filosofia Morale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università "La Sapienza" di Roma: quindi quando parla di lauree pari a carta straccia ha una certa autorevolezza!

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 15:00

@ #34

Ulteriore segnale che frustazione e rabbia stanno crescendo.
Chissà se il ns. Silvio diventerà Silvio Shiank o Silvio Benito ?
Le scommesse sono aperte.   Il risultato solo dopo che la giostra smetterà di girare.
luigiza

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 15:37

x Il Folletto
non intervengo perchè stai dicendo quello che penso anch’io quindi sottoscrivo con particolare sottolineatura per l’ultimo post

certo che la popolazione media è ridotta ad uno stato di rimbambimento (in più si incazzano se glielo fai notari) senza precedenti
li stanno plasmando a piacimento fondamentalmente perchè la gente non riesce a vedere un altro mondo possibile
è fondamentalmente schiava della democrazia………….
gli viene fottuto regolarmente il 70-80% di ciò che guadagna e pensa di essere libera perchè ogni tanto viene fatta entrare in una cabina a fare una X
si sono fatti indebitare tutti stupidamente e così sono stati schiavizzati matematicamente perchè avendo muti pluridecennali e stipendi risicati sei uno schiavo e ti hanno convinto che era giusto farlo e tu cosa hai fatto……..un’altra firma sulla X  messa da loro questa volta
non male c’è da pensare
mi vien da dire X FACTOR ….ma c’è il rischio che qualcuno ci creda

buona giornata a tutti

tuo cuggino

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 16:04

Non è iniziato il ribasso, ma è un normale storno come quello di luglio e di ottobre che conferma…il rialzo: la classica salita a gradini.
La finanza e l’economia a volte sono su sponde opposte dello stesso fiume.
Buona serata.

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 16:06

#38

"stato di rimbambimento (in più si incazzano se glielo fai notare) senza precedenti
li stanno plasmando a piacimento

……

si sono fatti indebitare tutti stupidamente e così sono stati schiavizzati matematicamente perchè avendo muti pluridecennali e stipendi risicati sei uno schiavo e ti hanno convinto che era giusto farlo e tu cosa hai fatto……..un’altra firma sulla X  messa da loro questa volta"

Parole Sante mio cuggino!

Comunque siamo tutti e due della minoranza pensante tanto voluta da Mises: coraggio!

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 16:41

A proposito del ruolo del povero Volker e della "sparata" di Obama:

http://seekingalpha.com/article/184189-5-reasons-to-worry-the-volcker-rule-may-just-be-hype?source=hp_wc

Si vede che non sono il solo a pensare certe cose….

Daniele

Per il Folletto: Mises si prenderà molte rivincite nei prossimi 24/48 mesi….

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 16:41

A proposito del ruolo del povero Volker e della "sparata" di Obama:

http://seekingalpha.com/article/184189-5-reasons-to-worry-the-volcker-rule-may-just-be-hype?source=hp_wc

Si vede che non sono il solo a pensare certe cose….

Daniele

Per il Folletto: Mises si prenderà molte rivincite nei prossimi 24/48 mesi….

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 16:41

A proposito del ruolo del povero Volker e della "sparata" di Obama:

http://seekingalpha.com/article/184189-5-reasons-to-worry-the-volcker-rule-may-just-be-hype?source=hp_wc

Si vede che non sono il solo a pensare certe cose….

Daniele

Per il Folletto: Mises si prenderà molte rivincite nei prossimi 24/48 mesi….

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 16:41

A proposito del ruolo del povero Volker e della "sparata" di Obama:

http://seekingalpha.com/article/184189-5-reasons-to-worry-the-volcker-rule-may-just-be-hype?source=hp_wc

Si vede che non sono il solo a pensare certe cose….

Daniele

Per il Folletto: Mises si prenderà molte rivincite nei prossimi 24/48 mesi….

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 17:14

Daniele,

Mises le sue rivincite se le è già riprese…..

Lo so che Ti ricordi  che già nel 1921 aveva previsto e descritto il crollo dell’Unione Sovietica, a soli 4 anni dalla rivoluzione bolscevica….

Il Folletto

Scritto il 26 gennaio 2010 at 19:24

…ma quando si sa…di sapere???mumblee…mumblee

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 20:17

Simone in risposta di il folletto devo chiarirti :
i titoli che hai depositato presso la tua banca  azioni o titoli di stato non fanno parte dell’asset   sono custoditi nel dossier e di proprieta’ del cliente,la banca ne e’ solo custode ,in caso di fallimento del custode  non si rischia nulla  e con i dovuti tempi tecnici i titoli potranno essere trasferiti in un altro istituto.Merlino.

Scritto il 26 gennaio 2010 at 21:30

……quindi, capitano Andrea, punti su un dollaro basso … per aumentare l’export è assolutamente necessario …. mi pareva a volte di aver capito puntassi ad una rivalutazione del dollaro, a mio parere impossibile, soprattutto dati i collocamenti di debito necessari ogni anno
default statunitense … mica la FED può sottoscrivere tutti i collocamenti, bisogna pur trovare qualcuno all’estero disponibile….

No Luca non punto su un dollaro basso, mentre tutti intorno, cantavano il requiem del dollaro, io stavo sull’altro lato della barca, osservando l’onda che stava per arrivare, quella che avrebbe cancellato temporaneamente i lamenti di chi urlava la fine della moneta verde. I dollaro non ha ancora finito la sua corsa e non è necessario assistere ad una sua svalutazione per vedere una ripresa delle esportazioni, se le economie emergenti sono cosi in forma come qualcuno vuol fare credere. In fondo siamo pur sempre a quota 1,40 o sbaglio…..No la FED non può sottoscrivere tutti i collocamenti, ma anche se molti lo ritengono impossibile, per intanto ci pensano le banche ha continuare a sottoscrivere il debito americano e con il tempo anche i consumatori americani che abbandoneranno il leverage e i consumi per abbracciare il risparmio.

……Non è iniziato il ribasso, ma è un normale storno come quello di luglio e di ottobre che conferma…il rialzo: la classica salita a gradini.
La finanza e l’economia a volte sono su sponde opposte dello stesso fiume.
Buona serata.

In effetti ho anche scritto che ……Al di la della profetica analisi " LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA " di inizio anno, non credo sia ancora giunto il momento della Verità, figlia del Tempo, c’è ancora tempo prima che il mercato comprenda sino il fondo la realtà fondamentale che ci aspetta nei prossimi anni.
Comunque sia la quiete prima della tempesta è finita e nei prossimi mesi, si salirà per gradini e si scenderà con l’ascensore. Non c’è alcuna fretta, anche se economia e finanza viaggiano su sponde opposte dello stesso fiume, prima o poi il fiume, all’oceano ci arriva lo stesso, l’oceano della consapevolezza fondamentale.
 
Buona serata Andrea
 

 

Scritto il 26 gennaio 2010 at 21:30

……quindi, capitano Andrea, punti su un dollaro basso … per aumentare l’export è assolutamente necessario …. mi pareva a volte di aver capito puntassi ad una rivalutazione del dollaro, a mio parere impossibile, soprattutto dati i collocamenti di debito necessari ogni anno
default statunitense … mica la FED può sottoscrivere tutti i collocamenti, bisogna pur trovare qualcuno all’estero disponibile….

No Luca non punto su un dollaro basso, mentre tutti intorno, cantavano il requiem del dollaro, io stavo sull’altro lato della barca, osservando l’onda che stava per arrivare, quella che avrebbe cancellato temporaneamente i lamenti di chi urlava la fine della moneta verde. I dollaro non ha ancora finito la sua corsa e non è necessario assistere ad una sua svalutazione per vedere una ripresa delle esportazioni, se le economie emergenti sono cosi in forma come qualcuno vuol fare credere. In fondo siamo pur sempre a quota 1,40 o sbaglio…..No la FED non può sottoscrivere tutti i collocamenti, ma anche se molti lo ritengono impossibile, per intanto ci pensano le banche ha continuare a sottoscrivere il debito americano e con il tempo anche i consumatori americani che abbandoneranno il leverage e i consumi per abbracciare il risparmio.

……Non è iniziato il ribasso, ma è un normale storno come quello di luglio e di ottobre che conferma…il rialzo: la classica salita a gradini.
La finanza e l’economia a volte sono su sponde opposte dello stesso fiume.
Buona serata.

In effetti ho anche scritto che ……Al di la della profetica analisi " LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA " di inizio anno, non credo sia ancora giunto il momento della Verità, figlia del Tempo, c’è ancora tempo prima che il mercato comprenda sino il fondo la realtà fondamentale che ci aspetta nei prossimi anni.
Comunque sia la quiete prima della tempesta è finita e nei prossimi mesi, si salirà per gradini e si scenderà con l’ascensore. Non c’è alcuna fretta, anche se economia e finanza viaggiano su sponde opposte dello stesso fiume, prima o poi il fiume, all’oceano ci arriva lo stesso, l’oceano della consapevolezza fondamentale.
 
Buona serata Andrea
 

 

Scritto il 26 gennaio 2010 at 21:30

……quindi, capitano Andrea, punti su un dollaro basso … per aumentare l’export è assolutamente necessario …. mi pareva a volte di aver capito puntassi ad una rivalutazione del dollaro, a mio parere impossibile, soprattutto dati i collocamenti di debito necessari ogni anno
default statunitense … mica la FED può sottoscrivere tutti i collocamenti, bisogna pur trovare qualcuno all’estero disponibile….

No Luca non punto su un dollaro basso, mentre tutti intorno, cantavano il requiem del dollaro, io stavo sull’altro lato della barca, osservando l’onda che stava per arrivare, quella che avrebbe cancellato temporaneamente i lamenti di chi urlava la fine della moneta verde. I dollaro non ha ancora finito la sua corsa e non è necessario assistere ad una sua svalutazione per vedere una ripresa delle esportazioni, se le economie emergenti sono cosi in forma come qualcuno vuol fare credere. In fondo siamo pur sempre a quota 1,40 o sbaglio…..No la FED non può sottoscrivere tutti i collocamenti, ma anche se molti lo ritengono impossibile, per intanto ci pensano le banche ha continuare a sottoscrivere il debito americano e con il tempo anche i consumatori americani che abbandoneranno il leverage e i consumi per abbracciare il risparmio.

……Non è iniziato il ribasso, ma è un normale storno come quello di luglio e di ottobre che conferma…il rialzo: la classica salita a gradini.
La finanza e l’economia a volte sono su sponde opposte dello stesso fiume.
Buona serata.

In effetti ho anche scritto che ……Al di la della profetica analisi " LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA " di inizio anno, non credo sia ancora giunto il momento della Verità, figlia del Tempo, c’è ancora tempo prima che il mercato comprenda sino il fondo la realtà fondamentale che ci aspetta nei prossimi anni.
Comunque sia la quiete prima della tempesta è finita e nei prossimi mesi, si salirà per gradini e si scenderà con l’ascensore. Non c’è alcuna fretta, anche se economia e finanza viaggiano su sponde opposte dello stesso fiume, prima o poi il fiume, all’oceano ci arriva lo stesso, l’oceano della consapevolezza fondamentale.
 
Buona serata Andrea
 

 

Scritto il 26 gennaio 2010 at 21:30

……quindi, capitano Andrea, punti su un dollaro basso … per aumentare l’export è assolutamente necessario …. mi pareva a volte di aver capito puntassi ad una rivalutazione del dollaro, a mio parere impossibile, soprattutto dati i collocamenti di debito necessari ogni anno
default statunitense … mica la FED può sottoscrivere tutti i collocamenti, bisogna pur trovare qualcuno all’estero disponibile….

No Luca non punto su un dollaro basso, mentre tutti intorno, cantavano il requiem del dollaro, io stavo sull’altro lato della barca, osservando l’onda che stava per arrivare, quella che avrebbe cancellato temporaneamente i lamenti di chi urlava la fine della moneta verde. I dollaro non ha ancora finito la sua corsa e non è necessario assistere ad una sua svalutazione per vedere una ripresa delle esportazioni, se le economie emergenti sono cosi in forma come qualcuno vuol fare credere. In fondo siamo pur sempre a quota 1,40 o sbaglio…..No la FED non può sottoscrivere tutti i collocamenti, ma anche se molti lo ritengono impossibile, per intanto ci pensano le banche ha continuare a sottoscrivere il debito americano e con il tempo anche i consumatori americani che abbandoneranno il leverage e i consumi per abbracciare il risparmio.

……Non è iniziato il ribasso, ma è un normale storno come quello di luglio e di ottobre che conferma…il rialzo: la classica salita a gradini.
La finanza e l’economia a volte sono su sponde opposte dello stesso fiume.
Buona serata.

In effetti ho anche scritto che ……Al di la della profetica analisi " LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA " di inizio anno, non credo sia ancora giunto il momento della Verità, figlia del Tempo, c’è ancora tempo prima che il mercato comprenda sino il fondo la realtà fondamentale che ci aspetta nei prossimi anni.
Comunque sia la quiete prima della tempesta è finita e nei prossimi mesi, si salirà per gradini e si scenderà con l’ascensore. Non c’è alcuna fretta, anche se economia e finanza viaggiano su sponde opposte dello stesso fiume, prima o poi il fiume, all’oceano ci arriva lo stesso, l’oceano della consapevolezza fondamentale.
 
Buona serata Andrea
 

 

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 22:48

E’ arrivato il Mago Merlino.

1. tutti i nostri depositi fanno parte degli asset su cui le banche calcolano i loro leverage, cioè sono numeri che li spingono ad indebitarsi da 30 a 500 volte. Certamente non sono "asset" di proprietà delle banche, ma diciamo numeri su cui possono far di conto per le loro esposizioni finanziarie.
Quindi la banca non è solo custode, ma nominalmente le alchimie finanziarie, le vostre benedette regole, consentono alla banca di prestare i vostri soldi n volte.
Anzi se ha in deposito titoli di stato di rating AAA (vostri) secono Basilea 2 può indebitarsi un infinito numero di volte perchè …gli stati con AAA non falliscono (si come Lehman Brothers).
2. In caso di fallimento del custode i titoli rimangono nominalmente vostri e quindi trasferiiti in un altro istituto, con i congrui tempi tecnici (da tre mesi ad 1 anno in Europa).

Allora prendiamo UNICREDIT con circa 1000 miliardi di euro di esposizione: supponiamo che il 50% dei creditori sia insolvente, fanno 500 miliardi. La Capitalizzazione di Unicredit è circa di 39 miliardi e quindi salta per aria. Il debito italiano da circa 1800 miliardi, diventa di 2300 in un sol botto. Fallisce la banca e fallisce anche lo Stato che cerca di salvarla: supponiamo che non fallisca per l’intanto lo Stato e che lo Stato nazionalizzi la banca (cioè socializzi le perdite immorali in modo ancora più immorale). Di colpo i titoli di Stato vengono valutati il 60% del valore nominale visto il botto: attendete la data di scadenza per la liquidazione al 100%?  Un bel dilemma.

Ed intanto nonostante gli errori e le enormi perdite (tuttora un’azione unicredito, trascurando l’inflazione di questi anni tanto voi dite che non c’è, vale 3,2 volte in meno che a giugno 2007, che significa che la capitalizzazione in Borsa di Unicredit è diminuita del  320%, occhio e croce).

Ragazzi niente certezze in questo momento!!

Nonostante la salita del 300% da Marzo ad oggi ad esempio Unicredit è ancora sotto del 320% dai dati migliori……..

Volutamente ho semplificato le cose: adesso che non scrivano altri soloni, la Fata Morgana, quella Turchina e quella Fata "Maron" che fra poco ci ritroveremo nelle mutande.

E soprattutto non abbiate fretta nello scoprire gli errori altrui con conoscenze del tutto insufficienti del sistema finaziario….

Le stesse considerazioni le possiamo fare in Germania con Deutsche-Bank che ha capitalizzazione do 29 miliardi ed esposizioni (prestiti) per circa 2000 miliardi, pari a circa l’80% del p.i.l. (G.D.P.) tedesco, in Svizzera con UBS e CS, in America con i centinaia di trilioni illiquidi di citigroup, JP Morgan, BoA, ecc, aq fronte di capitalizzazioni ridicole.

Ecco la classifica dei gruppi bancari mondiali con maggiore capitalizzazione al 20 agosto 2009[1]:

Posizione
Gruppo bancario
Provenienza
Capitalizzazione (in miliardi di euro)

1
Industrial and Commercial Bank of China (ICBC)
Cina
163,2

2
HSBC
UK
130,5

3
JPMorgan Chase
USA
115,4

4
Bank of America
USA
102,7

5
Wells Fargo
USA
88,1

6
Banco Santander
Spagna
82,8

7
BNP Paribas
Francia
59,6

8
Goldman Sachs
USA
57,9

9
Mitsubishi UFJ Financial
Giappone
51,8

10
Barclays
UK
45

11
Banco Bilbao Vizcaya Argentaria
Spagna
43,8

12
Royal Bank Of Canada
Canada
43,2

13
Credit Suisse
Svizzera
42

14
UniCredit
Italia
39,3

15
UBS
Svizzera
36

16
Toronto-Dominion Bank
Canada
34,6

17
Intesa SanPaolo
Italia
33,8

18
Citigroup
USA
33,2

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 22:48

E’ arrivato il Mago Merlino.

1. tutti i nostri depositi fanno parte degli asset su cui le banche calcolano i loro leverage, cioè sono numeri che li spingono ad indebitarsi da 30 a 500 volte. Certamente non sono "asset" di proprietà delle banche, ma diciamo numeri su cui possono far di conto per le loro esposizioni finanziarie.
Quindi la banca non è solo custode, ma nominalmente le alchimie finanziarie, le vostre benedette regole, consentono alla banca di prestare i vostri soldi n volte.
Anzi se ha in deposito titoli di stato di rating AAA (vostri) secono Basilea 2 può indebitarsi un infinito numero di volte perchè …gli stati con AAA non falliscono (si come Lehman Brothers).
2. In caso di fallimento del custode i titoli rimangono nominalmente vostri e quindi trasferiiti in un altro istituto, con i congrui tempi tecnici (da tre mesi ad 1 anno in Europa).

Allora prendiamo UNICREDIT con circa 1000 miliardi di euro di esposizione: supponiamo che il 50% dei creditori sia insolvente, fanno 500 miliardi. La Capitalizzazione di Unicredit è circa di 39 miliardi e quindi salta per aria. Il debito italiano da circa 1800 miliardi, diventa di 2300 in un sol botto. Fallisce la banca e fallisce anche lo Stato che cerca di salvarla: supponiamo che non fallisca per l’intanto lo Stato e che lo Stato nazionalizzi la banca (cioè socializzi le perdite immorali in modo ancora più immorale). Di colpo i titoli di Stato vengono valutati il 60% del valore nominale visto il botto: attendete la data di scadenza per la liquidazione al 100%?  Un bel dilemma.

Ed intanto nonostante gli errori e le enormi perdite (tuttora un’azione unicredito, trascurando l’inflazione di questi anni tanto voi dite che non c’è, vale 3,2 volte in meno che a giugno 2007, che significa che la capitalizzazione in Borsa di Unicredit è diminuita del  320%, occhio e croce).

Ragazzi niente certezze in questo momento!!

Nonostante la salita del 300% da Marzo ad oggi ad esempio Unicredit è ancora sotto del 320% dai dati migliori……..

Volutamente ho semplificato le cose: adesso che non scrivano altri soloni, la Fata Morgana, quella Turchina e quella Fata "Maron" che fra poco ci ritroveremo nelle mutande.

E soprattutto non abbiate fretta nello scoprire gli errori altrui con conoscenze del tutto insufficienti del sistema finaziario….

Le stesse considerazioni le possiamo fare in Germania con Deutsche-Bank che ha capitalizzazione do 29 miliardi ed esposizioni (prestiti) per circa 2000 miliardi, pari a circa l’80% del p.i.l. (G.D.P.) tedesco, in Svizzera con UBS e CS, in America con i centinaia di trilioni illiquidi di citigroup, JP Morgan, BoA, ecc, aq fronte di capitalizzazioni ridicole.

Ecco la classifica dei gruppi bancari mondiali con maggiore capitalizzazione al 20 agosto 2009[1]:

Posizione
Gruppo bancario
Provenienza
Capitalizzazione (in miliardi di euro)

1
Industrial and Commercial Bank of China (ICBC)
Cina
163,2

2
HSBC
UK
130,5

3
JPMorgan Chase
USA
115,4

4
Bank of America
USA
102,7

5
Wells Fargo
USA
88,1

6
Banco Santander
Spagna
82,8

7
BNP Paribas
Francia
59,6

8
Goldman Sachs
USA
57,9

9
Mitsubishi UFJ Financial
Giappone
51,8

10
Barclays
UK
45

11
Banco Bilbao Vizcaya Argentaria
Spagna
43,8

12
Royal Bank Of Canada
Canada
43,2

13
Credit Suisse
Svizzera
42

14
UniCredit
Italia
39,3

15
UBS
Svizzera
36

16
Toronto-Dominion Bank
Canada
34,6

17
Intesa SanPaolo
Italia
33,8

18
Citigroup
USA
33,2

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 22:48

E’ arrivato il Mago Merlino.

1. tutti i nostri depositi fanno parte degli asset su cui le banche calcolano i loro leverage, cioè sono numeri che li spingono ad indebitarsi da 30 a 500 volte. Certamente non sono "asset" di proprietà delle banche, ma diciamo numeri su cui possono far di conto per le loro esposizioni finanziarie.
Quindi la banca non è solo custode, ma nominalmente le alchimie finanziarie, le vostre benedette regole, consentono alla banca di prestare i vostri soldi n volte.
Anzi se ha in deposito titoli di stato di rating AAA (vostri) secono Basilea 2 può indebitarsi un infinito numero di volte perchè …gli stati con AAA non falliscono (si come Lehman Brothers).
2. In caso di fallimento del custode i titoli rimangono nominalmente vostri e quindi trasferiiti in un altro istituto, con i congrui tempi tecnici (da tre mesi ad 1 anno in Europa).

Allora prendiamo UNICREDIT con circa 1000 miliardi di euro di esposizione: supponiamo che il 50% dei creditori sia insolvente, fanno 500 miliardi. La Capitalizzazione di Unicredit è circa di 39 miliardi e quindi salta per aria. Il debito italiano da circa 1800 miliardi, diventa di 2300 in un sol botto. Fallisce la banca e fallisce anche lo Stato che cerca di salvarla: supponiamo che non fallisca per l’intanto lo Stato e che lo Stato nazionalizzi la banca (cioè socializzi le perdite immorali in modo ancora più immorale). Di colpo i titoli di Stato vengono valutati il 60% del valore nominale visto il botto: attendete la data di scadenza per la liquidazione al 100%?  Un bel dilemma.

Ed intanto nonostante gli errori e le enormi perdite (tuttora un’azione unicredito, trascurando l’inflazione di questi anni tanto voi dite che non c’è, vale 3,2 volte in meno che a giugno 2007, che significa che la capitalizzazione in Borsa di Unicredit è diminuita del  320%, occhio e croce).

Ragazzi niente certezze in questo momento!!

Nonostante la salita del 300% da Marzo ad oggi ad esempio Unicredit è ancora sotto del 320% dai dati migliori……..

Volutamente ho semplificato le cose: adesso che non scrivano altri soloni, la Fata Morgana, quella Turchina e quella Fata "Maron" che fra poco ci ritroveremo nelle mutande.

E soprattutto non abbiate fretta nello scoprire gli errori altrui con conoscenze del tutto insufficienti del sistema finaziario….

Le stesse considerazioni le possiamo fare in Germania con Deutsche-Bank che ha capitalizzazione do 29 miliardi ed esposizioni (prestiti) per circa 2000 miliardi, pari a circa l’80% del p.i.l. (G.D.P.) tedesco, in Svizzera con UBS e CS, in America con i centinaia di trilioni illiquidi di citigroup, JP Morgan, BoA, ecc, aq fronte di capitalizzazioni ridicole.

Ecco la classifica dei gruppi bancari mondiali con maggiore capitalizzazione al 20 agosto 2009[1]:

Posizione
Gruppo bancario
Provenienza
Capitalizzazione (in miliardi di euro)

1
Industrial and Commercial Bank of China (ICBC)
Cina
163,2

2
HSBC
UK
130,5

3
JPMorgan Chase
USA
115,4

4
Bank of America
USA
102,7

5
Wells Fargo
USA
88,1

6
Banco Santander
Spagna
82,8

7
BNP Paribas
Francia
59,6

8
Goldman Sachs
USA
57,9

9
Mitsubishi UFJ Financial
Giappone
51,8

10
Barclays
UK
45

11
Banco Bilbao Vizcaya Argentaria
Spagna
43,8

12
Royal Bank Of Canada
Canada
43,2

13
Credit Suisse
Svizzera
42

14
UniCredit
Italia
39,3

15
UBS
Svizzera
36

16
Toronto-Dominion Bank
Canada
34,6

17
Intesa SanPaolo
Italia
33,8

18
Citigroup
USA
33,2

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 22:48

E’ arrivato il Mago Merlino.

1. tutti i nostri depositi fanno parte degli asset su cui le banche calcolano i loro leverage, cioè sono numeri che li spingono ad indebitarsi da 30 a 500 volte. Certamente non sono "asset" di proprietà delle banche, ma diciamo numeri su cui possono far di conto per le loro esposizioni finanziarie.
Quindi la banca non è solo custode, ma nominalmente le alchimie finanziarie, le vostre benedette regole, consentono alla banca di prestare i vostri soldi n volte.
Anzi se ha in deposito titoli di stato di rating AAA (vostri) secono Basilea 2 può indebitarsi un infinito numero di volte perchè …gli stati con AAA non falliscono (si come Lehman Brothers).
2. In caso di fallimento del custode i titoli rimangono nominalmente vostri e quindi trasferiiti in un altro istituto, con i congrui tempi tecnici (da tre mesi ad 1 anno in Europa).

Allora prendiamo UNICREDIT con circa 1000 miliardi di euro di esposizione: supponiamo che il 50% dei creditori sia insolvente, fanno 500 miliardi. La Capitalizzazione di Unicredit è circa di 39 miliardi e quindi salta per aria. Il debito italiano da circa 1800 miliardi, diventa di 2300 in un sol botto. Fallisce la banca e fallisce anche lo Stato che cerca di salvarla: supponiamo che non fallisca per l’intanto lo Stato e che lo Stato nazionalizzi la banca (cioè socializzi le perdite immorali in modo ancora più immorale). Di colpo i titoli di Stato vengono valutati il 60% del valore nominale visto il botto: attendete la data di scadenza per la liquidazione al 100%?  Un bel dilemma.

Ed intanto nonostante gli errori e le enormi perdite (tuttora un’azione unicredito, trascurando l’inflazione di questi anni tanto voi dite che non c’è, vale 3,2 volte in meno che a giugno 2007, che significa che la capitalizzazione in Borsa di Unicredit è diminuita del  320%, occhio e croce).

Ragazzi niente certezze in questo momento!!

Nonostante la salita del 300% da Marzo ad oggi ad esempio Unicredit è ancora sotto del 320% dai dati migliori……..

Volutamente ho semplificato le cose: adesso che non scrivano altri soloni, la Fata Morgana, quella Turchina e quella Fata "Maron" che fra poco ci ritroveremo nelle mutande.

E soprattutto non abbiate fretta nello scoprire gli errori altrui con conoscenze del tutto insufficienti del sistema finaziario….

Le stesse considerazioni le possiamo fare in Germania con Deutsche-Bank che ha capitalizzazione do 29 miliardi ed esposizioni (prestiti) per circa 2000 miliardi, pari a circa l’80% del p.i.l. (G.D.P.) tedesco, in Svizzera con UBS e CS, in America con i centinaia di trilioni illiquidi di citigroup, JP Morgan, BoA, ecc, aq fronte di capitalizzazioni ridicole.

Ecco la classifica dei gruppi bancari mondiali con maggiore capitalizzazione al 20 agosto 2009[1]:

Posizione
Gruppo bancario
Provenienza
Capitalizzazione (in miliardi di euro)

1
Industrial and Commercial Bank of China (ICBC)
Cina
163,2

2
HSBC
UK
130,5

3
JPMorgan Chase
USA
115,4

4
Bank of America
USA
102,7

5
Wells Fargo
USA
88,1

6
Banco Santander
Spagna
82,8

7
BNP Paribas
Francia
59,6

8
Goldman Sachs
USA
57,9

9
Mitsubishi UFJ Financial
Giappone
51,8

10
Barclays
UK
45

11
Banco Bilbao Vizcaya Argentaria
Spagna
43,8

12
Royal Bank Of Canada
Canada
43,2

13
Credit Suisse
Svizzera
42

14
UniCredit
Italia
39,3

15
UBS
Svizzera
36

16
Toronto-Dominion Bank
Canada
34,6

17
Intesa SanPaolo
Italia
33,8

18
Citigroup
USA
33,2

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 22:54

Oltre a ciò è meglio che chiariamo una volta del tutto chi e perchè continuano a comprare i titoli di stato con rendimento così minimi.
Non avrebbe senso se non ci fosse dietro ancora le famose regole di basilea 2.

In sostanza alle banche non interessa nulla che il rendimento dei titoli di stato sia bassissimo, ma  quanto descrive più sotto il Cardinale Gardel:

I BOT sottozero
E chi li compra, si chiederà il lettore? Le banche. E perché mai? Perché con i ratio di Basilea 2, grazie a titoli di stato in bilancio, possono moltiplicare legalmente il leverage praticamente all’infinito. 

Quindi vai col BOT che fa da collaterale a investimenti speculativi in tutto, dallo S&P mandato su da Goldman Sachs, commodity e forse anche un po’ il future sull’oro, che non è oro, ma una promessa che non può essere mantenuta di consegna di oro. L’unico oro vero è il fisico che hai in mano, meglio se non sequestrabile.

Insomma carry trade come ai bei tempi, come se non fosse successo nulla: tanto, se ci va bene, ci paghiamo i bonus, se va male, ci salva lo Stato, cioè i contribuenti. A che bella la vita della grande finanza? Altro che pasto gratis: ville gratis, yacht gratis, e la gioia infinita di fregare tutti gli imbecilli che non comprendono il Truffone.

Le regole di Basilea 2 consentono alle banche una leva siffatta: INFINITO!!!! Sui titoli di stato mantenuti fino a scadenza, 50 per i bond classificati AAA dalle corrotte agenzie di rating, 10 sulle azioni ordinarie. Hai voglia a rigonfiare il Truffone con questa possibilità di leva. E a gennaio UBS, Deutsche Bank e Barclays funzionavano con una leva tra 40 e 50, Unicredit, GS, Soc Gen, et alii con una leva tra 20 e 40.

Tutto qua. Ovvio che basta qualcosa che gli mandi in tilt quelle stupide proiezioni statistiche di rischio, che si prendono un TIR in faccia. Ma che ci rimettono del resto? Non fareste anche voi così se foste alla gestione del Truffone?

Fabio Gallazzi

http://www.soldionline.it/blog/cardinale-gardel/i-bot-sottozero

Ovviamente questo vale per tutti i titoli di Stato con tripla A, non solo per l’Italia…

E quindi come ci aiuta Sprott Asset Management il levaerage afine 2009 è:

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 22:54

Oltre a ciò è meglio che chiariamo una volta del tutto chi e perchè continuano a comprare i titoli di stato con rendimento così minimi.
Non avrebbe senso se non ci fosse dietro ancora le famose regole di basilea 2.

In sostanza alle banche non interessa nulla che il rendimento dei titoli di stato sia bassissimo, ma  quanto descrive più sotto il Cardinale Gardel:

I BOT sottozero
E chi li compra, si chiederà il lettore? Le banche. E perché mai? Perché con i ratio di Basilea 2, grazie a titoli di stato in bilancio, possono moltiplicare legalmente il leverage praticamente all’infinito. 

Quindi vai col BOT che fa da collaterale a investimenti speculativi in tutto, dallo S&P mandato su da Goldman Sachs, commodity e forse anche un po’ il future sull’oro, che non è oro, ma una promessa che non può essere mantenuta di consegna di oro. L’unico oro vero è il fisico che hai in mano, meglio se non sequestrabile.

Insomma carry trade come ai bei tempi, come se non fosse successo nulla: tanto, se ci va bene, ci paghiamo i bonus, se va male, ci salva lo Stato, cioè i contribuenti. A che bella la vita della grande finanza? Altro che pasto gratis: ville gratis, yacht gratis, e la gioia infinita di fregare tutti gli imbecilli che non comprendono il Truffone.

Le regole di Basilea 2 consentono alle banche una leva siffatta: INFINITO!!!! Sui titoli di stato mantenuti fino a scadenza, 50 per i bond classificati AAA dalle corrotte agenzie di rating, 10 sulle azioni ordinarie. Hai voglia a rigonfiare il Truffone con questa possibilità di leva. E a gennaio UBS, Deutsche Bank e Barclays funzionavano con una leva tra 40 e 50, Unicredit, GS, Soc Gen, et alii con una leva tra 20 e 40.

Tutto qua. Ovvio che basta qualcosa che gli mandi in tilt quelle stupide proiezioni statistiche di rischio, che si prendono un TIR in faccia. Ma che ci rimettono del resto? Non fareste anche voi così se foste alla gestione del Truffone?

Fabio Gallazzi

http://www.soldionline.it/blog/cardinale-gardel/i-bot-sottozero

Ovviamente questo vale per tutti i titoli di Stato con tripla A, non solo per l’Italia…

E quindi come ci aiuta Sprott Asset Management il levaerage afine 2009 è:

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 22:54

Oltre a ciò è meglio che chiariamo una volta del tutto chi e perchè continuano a comprare i titoli di stato con rendimento così minimi.
Non avrebbe senso se non ci fosse dietro ancora le famose regole di basilea 2.

In sostanza alle banche non interessa nulla che il rendimento dei titoli di stato sia bassissimo, ma  quanto descrive più sotto il Cardinale Gardel:

I BOT sottozero
E chi li compra, si chiederà il lettore? Le banche. E perché mai? Perché con i ratio di Basilea 2, grazie a titoli di stato in bilancio, possono moltiplicare legalmente il leverage praticamente all’infinito. 

Quindi vai col BOT che fa da collaterale a investimenti speculativi in tutto, dallo S&P mandato su da Goldman Sachs, commodity e forse anche un po’ il future sull’oro, che non è oro, ma una promessa che non può essere mantenuta di consegna di oro. L’unico oro vero è il fisico che hai in mano, meglio se non sequestrabile.

Insomma carry trade come ai bei tempi, come se non fosse successo nulla: tanto, se ci va bene, ci paghiamo i bonus, se va male, ci salva lo Stato, cioè i contribuenti. A che bella la vita della grande finanza? Altro che pasto gratis: ville gratis, yacht gratis, e la gioia infinita di fregare tutti gli imbecilli che non comprendono il Truffone.

Le regole di Basilea 2 consentono alle banche una leva siffatta: INFINITO!!!! Sui titoli di stato mantenuti fino a scadenza, 50 per i bond classificati AAA dalle corrotte agenzie di rating, 10 sulle azioni ordinarie. Hai voglia a rigonfiare il Truffone con questa possibilità di leva. E a gennaio UBS, Deutsche Bank e Barclays funzionavano con una leva tra 40 e 50, Unicredit, GS, Soc Gen, et alii con una leva tra 20 e 40.

Tutto qua. Ovvio che basta qualcosa che gli mandi in tilt quelle stupide proiezioni statistiche di rischio, che si prendono un TIR in faccia. Ma che ci rimettono del resto? Non fareste anche voi così se foste alla gestione del Truffone?

Fabio Gallazzi

http://www.soldionline.it/blog/cardinale-gardel/i-bot-sottozero

Ovviamente questo vale per tutti i titoli di Stato con tripla A, non solo per l’Italia…

E quindi come ci aiuta Sprott Asset Management il levaerage afine 2009 è:

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 22:54

Oltre a ciò è meglio che chiariamo una volta del tutto chi e perchè continuano a comprare i titoli di stato con rendimento così minimi.
Non avrebbe senso se non ci fosse dietro ancora le famose regole di basilea 2.

In sostanza alle banche non interessa nulla che il rendimento dei titoli di stato sia bassissimo, ma  quanto descrive più sotto il Cardinale Gardel:

I BOT sottozero
E chi li compra, si chiederà il lettore? Le banche. E perché mai? Perché con i ratio di Basilea 2, grazie a titoli di stato in bilancio, possono moltiplicare legalmente il leverage praticamente all’infinito. 

Quindi vai col BOT che fa da collaterale a investimenti speculativi in tutto, dallo S&P mandato su da Goldman Sachs, commodity e forse anche un po’ il future sull’oro, che non è oro, ma una promessa che non può essere mantenuta di consegna di oro. L’unico oro vero è il fisico che hai in mano, meglio se non sequestrabile.

Insomma carry trade come ai bei tempi, come se non fosse successo nulla: tanto, se ci va bene, ci paghiamo i bonus, se va male, ci salva lo Stato, cioè i contribuenti. A che bella la vita della grande finanza? Altro che pasto gratis: ville gratis, yacht gratis, e la gioia infinita di fregare tutti gli imbecilli che non comprendono il Truffone.

Le regole di Basilea 2 consentono alle banche una leva siffatta: INFINITO!!!! Sui titoli di stato mantenuti fino a scadenza, 50 per i bond classificati AAA dalle corrotte agenzie di rating, 10 sulle azioni ordinarie. Hai voglia a rigonfiare il Truffone con questa possibilità di leva. E a gennaio UBS, Deutsche Bank e Barclays funzionavano con una leva tra 40 e 50, Unicredit, GS, Soc Gen, et alii con una leva tra 20 e 40.

Tutto qua. Ovvio che basta qualcosa che gli mandi in tilt quelle stupide proiezioni statistiche di rischio, che si prendono un TIR in faccia. Ma che ci rimettono del resto? Non fareste anche voi così se foste alla gestione del Truffone?

Fabio Gallazzi

http://www.soldionline.it/blog/cardinale-gardel/i-bot-sottozero

Ovviamente questo vale per tutti i titoli di Stato con tripla A, non solo per l’Italia…

E quindi come ci aiuta Sprott Asset Management il levaerage afine 2009 è:

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2010 at 23:13

Adesso dovreste capire perchè Draghi sta gridando alle banche di rafforzare il patrimonio

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/01/Draghi-banchieri-vertice.shtml?uuid=b7922cae-0a9f-11df-af7a-5cada262c44e&DocRulesView=Libero.

Facciamo un altro esempio Unicredi capitalizza 39 miliardi, ha esposizioni su crediti per 1000 miliardi.

E’ sufficiente che il 3,9% dei crediti che vanta si incaglino per fallire.

Almeno dal punto di vista contabile.

E perchè non è già fallita: perchè ad un certo punto al G8 di fine 2008, hanno deciso di truccare i bilanci di tutte le banche del mondo.

E come: tutti gli stati mondiali hanno deliberato che le banche non dovevano più inserire a bilancio i valori attuali di capitalizzaione e di valorizzazione dei crediti, perchè il valore era troppo basso ed era il fallimento sistemico di decine di migliaia di banche in tutto il mondo, ma dal cappello del mago di Merlino, hanno ordinato di considerare i valori storici che più andavano bene.

E ci fu quell’enorme dibattito sul fair value, che fece scampare la crisi planetaria e probabilmente la terza guerra mondiale.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2010 at 01:17

grazie Folletto per questi ultimi post , ma a quato punto che dobbiamo fare?  Non rimane che procurarci solo oro fisico da nascondere in gran segreto !

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2010 at 01:56

amen.  e tu sapientone come la risolvi tutta la questione?   col tuo caro oro?   insomma dai…oro x tutti.  ci mettiamo a magiare oro a colazione.  ma non farà male al pancino?   insomma questo tuo idolo, il vecchio mises era un genio. un dio. uno che non sbaglia mai.   ma lo sai che se vogliono ti truccano pure l’oro?  te l’ho detto molti post indietro.  ma fai caso solo a quello che vuoi tu.  e  ho scritto anche dov’è l’oro di bankitalia.  tra svizzera e america.   dai se fai il bravo ti ci metto te al governo.  poi vogliio vedere che combini.    voglio fatti non parole.  le teorie di un vecchio barboso non interessano.   perchè sarebbe cosi’ schifoso attuare la teoria di auriti?  ridare il denaro al suo legittimo proprietario.    ti ci metto te e il cugino e tutta la tua banda a governare con precisione e altissima moralità la stampa della moneta da dare al popolo.  e tutta quella che serve x far ripartire le infrastrutture in italia.  e tutto quello che serve.  ci stai???   soluzioni non sofismi. ok??  ti saluto adoratore del dio oro.   DORF

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2010 at 02:17

per 50
se lo sapesse te lo avrebbe già detto ! il fatto è che non c’è una via di fuga ! nel senso ke ci sono alte probabilità che tutto accada, dal default di vari stati a guerre , a inpennata dell’oro o fine della sua speculazione. Le case costano ,e i terreni pure. Dollaro?, nuovo moneta araba o asiatica? o Amero(nordamerica) o sudamericana(bolivar)  o semplicemente "euro" nella cui area stanno 3 paesi del G8 . Se i "grandi " lo sanno state tranquilli che fanno di tutto per farci guardare da un altra parte…

Altapata

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2010 at 02:25

Il Folletto,le tue informazioni anche se qualche volta fanno accapponare la pelle le accettiamo e non prendertela siamo stati proprio tenuti nell’ignoranza  grazie ai  ns.problemi che ci tengono legati e prigionier dei ns.problemi ,adesso capisco il tuo  insistente  parere  nel voler trasmettere  conoscenze  che altri  mini pensanti non sono stati in grado di fare e per questo ti rendiamo merito.Per imparare bisogna studiare e capire  la realta’ di certi componenti  per non trovarsi sempre da punto a capo. 
Con stima Raffaella ,Simone ,Andrea e Giovanni.

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2010 at 03:41

DORF #51

Sono in accordo, ma quando uno non vuole (o non puo!!!) comprendere…..cosa vuoi farci….ognuno per la sua strada.

A proposito la -scritta- TALOK del precedente #33 e la fonetica di una parola inscrivibile THAI (ma poi ci sono i toni…delle parole) che significa piu o meno: scherzo, barzaletta….ma uno scherzo ironico circa come…….ma forse anche un po per prendere in giro uno….chissa….comunque si pronuncia TALOK….il resto non so.
Invece la parola Comunismo e di origine Occidentale perche tradurla in Russo non saprei come, ma forse Il Folletto ne conosce la traduzione.

Saluti

SD

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2010 at 07:13

Il Folletto ha semplicemente "condensato" quello che già è assolutamente emerso dalle instancabili indagini del Capitano e da quelle che personalmente già molti di noi hanno effettuato nei mesi scorsi. Certo che il suo stile icastico e sferzante riesce forse a far comprendere di più a chi è un poco… "duro d’orecchio". Il sottoscritto molte volte ha più o meno riferito alcuni degli elementi riportati dal Folletto, ma l’ha fatto con toni più "morbidi". Interessante la reazione….

Sul giallo fisico iniziai a riferire circa un anno e mezzo fa, prendendomi palate in testa da chi ancora non ha capito purtroppo come stanno le cose… perchè la sua fondamentale cecità lo fa essere amico delle banche centrali mentre pensa (povero lui) di esserne acerrimo nemico… proprio quello che piace di più a chi comanda la baracca…

Forse è inutile far capire a chi sovrappone elementi valoriali alla nuda realtà che nessuno "ama" o "mitizza" il giallo. Si parte dalla constatazione della realtà per cercare di capire dove si arriverà, indipendentemente dal fatto che il "dove" piaccia o meno. E se ne traggono le conseguenze: belle o brutte che siano.

Ah l’ideologia! Utile inganno per il parco dei buoi….

Un caro saluto a tutti e complimenti al Folletto che riesce a "bucare" la coltre della "sensibilità"
Daniele

Scritto il 27 gennaio 2010 at 08:42

Concordo Daniele, ma si sa, in fondo ciascuno ascolta e vede sempre e solo ciò che vuol sentire e vedere, non è così’!

Comunque continuo a chiedermi, quando si sa di sapere qualcosa e soprattutto, in un mondo di bugie, quando si sa che questo qualcosa è “vero”, ed una volta saputo cosa si fa!’ Perché il saperlo, ma il non fare niente, non equivale forse semplicemente ad un “ non sapere informato?”…Sapere e conoscenza viaggiano su binari separati, ciò che si conosce spesso non si sa, ma è il dopo che mi interessa…
Il sapere o la conoscenza direzionata…una nuova “forma di resistenza direbbe G. Lanes, in ogni settore finanza ed economia certamente non esclusi, un amico mi ha inviato questo :http://www.stampalibera.com/?p=8794 L’alba di una nuova resistenza, spogliata di ogni falsa ideologia, se non quella della realtà! In ogni campo ci sono rifiuti tossici!

Possono sembrare vaneggiamenti od esercizi linguistici, ma non lo sono, e forse non sono riuscita nemmeno ad essere molto chiara, alcune risposte le ho trovate nel nuovo post di oggi del Capitano, altre mi piacerebbe averle da Voi. O forse, possiamo davvero solo sperare?

Buona giornata Compagni di Viaggio
Valentina

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2010 at 11:08

@Daniele,

"Si parte dalla constatazione della realtà per cercare di capire dove si arriverà, indipendentemente dal fatto che il "dove" piaccia o meno."

Importantissimo

@Raffaella ,Simone ,Andrea e Giovanni.

"Per imparare bisogna studiare e capire  la realta’ di certi componenti  per non trovarsi sempre da punto a capo."

Questa è consapevolezza!

@Valentina,

"in fondo ciascuno ascolta e vede sempre e solo ciò che vuol sentire e vedere, non è così’"

Non basta ascoltare e vedere, bisogna riflettere, criticare, pensare al contrario, criticare il proprio pensiero, essere critici con se stessi ed avere tanto buon senso e soprattutto non avere paura della verità, anche se è quella che non avremmo mai desiderato ed alla fine capire.

@52

E’ vero non c’è una via di fuga nel senso che il sistema è destinato ad implodere, ma il problema è come verrà ricostruito e senza la nostra consapevolezza ci ridurranno di nuovo in schiavitù con tasse dal 70 all’80%.
Ci sono viceversa delle strategie di sopravvivenza: terra da coltivare, animali da cortile, boschi e argini per la legna, cibo non deperibile, immobili, strumenti finanziari.
In sostanza tutto ciò che c’era fino agli anni ’70 anche all’interno delle città

@
La soluzione non è il lingottino d’oro nascosto sotto i guanciali, nè le follie monetarie del povero Auriti, novello Jon Law (ma tanto chi ne parla di Auriti, non sa neanche chi sia stato Jon Law e non lo sapeva nemmeno Auriti), ma la consapevolezza di come dovrebbe funzionare il sistema: l’articolo di Alf Field che posto nell’articolo di oggi, può essere una prima dimostrazione di exit strategy, certo ve ne potranno essere delle altre su cui ragionare, ma non su cui tentare!
Persone come Auriti hanno avuto il merito di capire una parte del sistema: d’altra parte Human Action non è stato più ristampato dal 1950. Un mio amico nè conserva una copia UTET, l’ha sapientemente scannerizzata e l’ha messa in rete per tuttti quelli che non conoscono l’inglese
http://download.luogocomune.net/download/Libri/AzioneUmana.pdf

"L’azione umana: un trattato sull’economia" è l’opera più vasta e importante di Ludwig Von Mises. In essa Mises analizza la realtà così com’è e non come dovrebbe essere e, partendo dall’azione individuale, dimostra come la dimensione economica, che è quella relativa ai mezzi, sia presente in ogni azione umana (prasseologia).

H. F. Sennholz la definì così: “un risultato monumentale. Il primo trattato generale di economia dai tempi della prima guerra mondiale, uno splendido edificio costruito solidamente sull’argomentazione deduttiva e sull’analisi teorica dell’azione umana. Questo libro è, senza alcun dubbio, una delle più potenti opere dello spirito umano della nostra epoca”.

Probabilmente Francesco Carbone di Usem.lab, credo, terminerà di ritradurla dal tedesco a breve e la ripubblicherà sotto le insegne della Rubbettino.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2010 at 11:33

Folletto: semplicemente fantastico
100% condivido tutto
Daniele

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2010 at 12:07

Per Valentina: è proprio vero quello che dici: che cioè ciascuno vede quello che vuole; ma non sarebbe onesto dire a ciascuno quello che vorrebbe sentirsi dire. E’ anche vero che dire la verità è arte difficile e talvolta la delicatezza impone una certa dose di sana reticenza…

Nel nostro caso però è diverso: qui c’è in gioco la vita delle persone. Ho ancora negli occhi il volto di un pensionato che doveva acquistare la casa dove avrebbe trascorso la propria residua vita con i soldi che in banca gli avevano suggerito di "parcheggiare" in bond Parmalat…

Un caro saluto a tutti
Daniele

Scritto il 27 gennaio 2010 at 13:29

 Più che esaudienti risposte Il Folletto, Grazie!
Il pdf lo scaricherò sicuramente, e aspetterò la traduzione di Carbone, una attenta, approfondita lettura che non mancherò di fare.

Si Daniele …la difficile "arte di dire la Verità":

A volte l’uomo inciampa nella verita’, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada.
W.Churchill

quante volte dovremo inciampare ancora!??

ciao
Valentina

utente anonimo
Scritto il 28 gennaio 2010 at 01:21

ringrazio il folletto per averci riportato con i piedi per terra,con ammirazione ciao Federico.

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