VIAGGIO NELLE ORIGINI DELLA CRISI.

Scritto il alle 18:21 da icebergfinanza
 
 
 
 
In un mondo che oggi si interroga sulla sostenibilità di una crescita che in questi anni ha abbracciato il dogma della "massimizzazione a breve termine dei profitti" Francesco Gesualdi ci dice che …
 

“Il vero punto che sta alla base del conflitto è la visione del futuro. La posizione di chi sta sul ponte di comando è quella dello sviluppo. Imprenditori, intellettuali, economisti, giornalisti e dirigenti di partito, sostengono in coro che il nostro obiettivo deve essere più produzione, più commercio, più consumi, più velocità, più tecnologia, più competizione! E’ l’inno della crescita ritenuta la strada che conduce al benessere, al progresso, alla modernità. Concetti dai mille significati che andrebbero discussi di continuo. Invece gli abbiamo trasformati in idoli indiscussi. Se un ingegnere si mettesse in testa di costruire un grattacielo sempre più alto senza tenere conto della friabilità del terreno, della velocità dei venti, della tenuta del cemento, verrebbe rinchiuso in un manicomio. Invece gli economisti progettano la crescita infinita, preparando la rovina dell’Umanità, e vincono il Nobel!” (3)
 
Quello che vi ripropongo è un post che risale ad oltre due anni fa al quale sono particolarmente affezionato, un misto di visioni scientifiche ed umanistiche, che risale ad una delle radici di questa crisi, una crisi che con il tempo vedrà Iceberfinanza dedicarsi sempre più all’aspetto antropologico di questa crisi, secondo me il centro di gravità permamente, quello che molti non vogliono osservare, dimenticando che prima di tutto vi è l’uomo, le sue virtù e le sue miserie.
 
Viaggio nelle origini della crisi alla ricerca di una nuova umanità, perchè dietro ogni scelta economica, ogni cifra vi sta il destino dell’umanità e la sua dignità, che spesso vola oltre l’aspetto esclusivamente materiale che la finanza e l’economia posso offrire, aspetto necessario, ma non essenzialmente indispensabile. 
 

 
 
Da alcuni anni a questa parte, il mondo del lavoro e l’economia mondiale non sono più gli stessi con l’avvento di alcuni miliardi di potenziali lavoratori e consumatori che attraverso la globalizzazione hanno sconvolto il dna del mercato del lavoro delle nostre società occidentali.
Il riferimento ai potenziali è un atto dovuto in quanto, per ciò che riguarda il mercato del lavoro è indubbio l’apporto determinante che il fenomeno ha avuto nel controllo dei costi di produzione e quindi di conseguenza come effetto calmierante sull’inflazione, ma per quanto riguarda i consumi non credo che dei paesi in cui circa l’80 % della popolazione vive vicino o sotto la soglia della povertà possano contribuire al rilancio dell’economia globale in maniera rilevante.
Uno dei cavalli di battaglia del capitalismo, sta nell’assoluta certezza che esportando il modello consumistico occidentale si determini un sostanziale miglioramento delle condizioni di questa parte di umanità, che attraverso il lavoro, la produzione ed il consumo possa beneficiare dei frutti del ciclo produttivo. Ora attraverso questo viaggio nella nuova realtà del mercato del lavoro globalizzato cercheremo di scoprire risvolti di carattere economico e sociale che questo cambiamento epocale comporta.
Normalmente una politica monetaria accomodante ed espansiva porta ad un’accelerazione dei fenomeni inflativi. La massa monetaria aumenta oltre il limite fisiologico necessario ai bisogni collettivi generando una pressione sui prezzi. Ora la continua tensione a tenere sotto controllo i salari con dinamiche di delocalizzazione ed outsorcing del mercato del lavoro, ha prodotto il risultato di contenere queste spinte inflattive che diversamente un eccesso di liquidità ed un aumento esponenziale delle materie prime avrebbero prodotto.
Per outsorcing e delocalizzazione si intendono quelle pratiche di esternalizzazione di alcune fasi dei processi produttivi attraverso un riallocamento oltre i confini nazionali alla ricerca dei vantaggi derivanti dallo sfruttamento della manodopera a basso costo dei paesi in via di sviluppo o dell’Europa dell’est. L’outsorcing in particolare a differenza della delocalizzazione prevede di rivolgersi ad un’altra impresa che opera in un altro paese sia per la produzione che per la fornitura dei servizi senza muovere l’impresa.
Secondo il pensiero economico l’inflazione può essere determinata da un eccesso di liquidità, da un aumento dei costi di produzione, oppure da una domanda di servizi eccedente le risorse con la conseguenza di ridistribuire i redditi in maniera diseguale.
 Si è parlato tanto in questi ultimi anni del fenomeno della possibile progressiva scomparsa del ceto medio, con un aumento del divario tra povertà e ricchezza. In questi anni il mercato del lavoro occidentale ha subito la pressione della concorrenza dei paesi emergenti, attraverso la delocalizzazione delle aziende stesse. Le rendite e i patrimoni hanno subito una crescita vertiginosa ed esponenziale a scapito di redditi e salari, sia nel pubblico che nel privato insufficienti a contrastare ogni eventuale pressione sui beni di consumo.
Ora l’aumento dei patrimoni immobiliari in primis, l’eccesso di liquidità e l’effetto calmierante della manodopera a basso costo hanno permesso di contrastare questo vero e proprio crollo del valore reale dei salari.
Nell’ultimo comunicato della Banca Centrale Europea, Trichet ricorda come gli aumenti salariali oltre le aspettative potrebbero minare la stabilità dei prezzi aggiungendo che è di fondamentale importanza che i partner sociali continuino a collaborare al meglio. La BCE continuerà a monitorare con peculiare attenzione le prossime negoziazioni salariali nei paesi dell’area euro!!!!
In un comunicato emesso dalla Confederazione sindacale europea si avverte la BCE di non confondere aumenti salariali con le pressioni inflazionistiche peraltro inesistenti a suo dire. “L’economia ha bisogno di una crescita più elevata dei salari per aiutare i consumi delle famiglie e trasformare una ripresa trainata dalle esportazioni in una crescita sostenibile”.
Ulteriori strette monetarie mettono a rischio una ripresa già fragile ma ormai il circolo vizioso è stato creato, la droga della liquidità iniettata a dosi massicce ha provocato una sorte di tossicodipendenza del sistema che se non trova presto un suo equilibrio verso il basso rischia di esplodere. Ora che l’indebitamento massiccio degli stati, delle aziende, dei fondi speculativi e della popolazione è ai massimi storici un aumento continuo dei tassi provocherebbe un corto circuito e viceversa un’eventuale rivendicazione salariale dei paesi asiatici porterebbe a togliere quel grande ammortizzatore inflativo che è la delocalizzazione del lavoro.
La realtà dell’economia giapponese dovrebbe farci riflettere. Da ormai tempo immemorabile l’economia giapponese con tassi vicini allo zero, giace nell’oblio della deflazione dimostrando che le politiche espansive difficilmente risolvono cicli economici negativi o portano ad eccessi che richiedono soluzioni dolorose.
Ma come tutti gli ecosistemi la fragilità di questa nuova era è evidente. L’economista Adam Smith, nel suo libro la Ricchezza delle Nazioni richiama la raffigurazione di una “ mano invisibile “ che determina la ricerca del massimo risultato possibile.
Naturalmente ogni individuo aspira al massimo risultato possibile sia nei rapporti umani che economici, ma l’eccesso presuppone un limite forse difficile da determinare oltre il quale si verifica la consapevolezza dell’errore compiuto.
Riprendiamo ora i concetti di outsorcing e delocalizzazione cercando di comprendere quelle che possono essere le implicazioni dal punto di vista sociale.
Secondo Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Outsourcing) un ruolo importante tra le determinanti dell’outsourcing, in particolare internazionale, è giocato dalle differenze nel costo del lavoro. Per quanto riguarda i confini interni, si argomenta che l’esternalizzazione di fasi di produzione, diminuendo la dimensione delle imprese coinvolte nel processo, diminuisce così anche il grado di sindacalizzazione degli operai, indebolendone la forza relativa nelle rivendicazioni salariali. Ma i differenziali salariali giocano un ruolo indubbiamente più importante nelle decisioni di delocalizzazione, che a volte comportano anche outsourcing internazionale, operate dalle imprese dei paesi più sviluppati che sfruttano così i vantaggi comparati dei paesi in via di sviluppo nella produzione dei beni ad alta intensità di lavoro.
Il ruolo svolto da tali fattori nelle decisioni di outsourcing internazionale, e più in generale nei fenomeni di specializzazione verticale e frammentazione internazionale, è l’oggetto di un numero crescente di lavori di taglio sia teorico che empirico.Si discute in particolare su quale sia stato l’effetto delle decisioni di delocalizzazione e outsourcing sulla cresciuta diseguaglianza sociale sperimentata dall’economie sviluppate negli ultimi anni.
Questo fenomeno viaggia in parallelo con quello della riorganizzazione della produzione su scala globale, strategia a volte indicata con il termine global sourcing (letteralmente approvvigionamento globale).
Di fronte alla crescenti dimensioni del fenomeno cominciano a levarsi le prime voci critiche. In particolare, alcuni avvertono contro i pericoli insiti nel massiccio ricorso alle pratiche di esternalizzazione per lo sviluppo di lungo periodo delle imprese. L’uso indiscriminato di tali pratiche tenderebbe infatti a privare le imprese di alcune attività, che, sebbene ad una valutazione focalizzata sul breve e medio termine possono risultare non core, diventano centrali laddove l’ottica si sposti sulla crescita di lungo periodo. Tale critica si riallaccia ad una più generale di "miopia" dei mercati, accusati di privilegiare sistematicamente le imprese che adottano strategie orientate all’ottenimento di profitti a breve termine, senza considerarne adeguatamente le conseguenze nel lungo."
Usciamo per un attimo dai confini nazionali ed addentriamoci nel mondo del lavoro globalizzato evidenziando un fenomeno che rischia di oscurare alcuni dei benefici che la globalizzazione del lavoro porta nei paesi in via di sviluppo quando è portatrice di benessere vero e non puro e semplice sfruttamento della manodopera.
Un vecchio e antico proverbio cinese, portatore della saggezza popolare che io ritengo sia la fonte principale dove l’uomo dovrebbe attingere l’insegnamento per affrontare le problematiche di ogni giorno, diceva che se vuoi sfamare un uomo per un giorno dagli un pesce, ma se lo vuoi sfamare per tutta la vita insegnali a pescare. Un inno contro l’assistenzialismo puro.
Il fenomeno di cui voglio occuparmi è quello relativo allo sfruttamento del lavoro e in particolare del lavoro minorile, riportando alcuni passi dal libro “ Il prezzo del mercato” a cura di Benedetto Bellesi e Paolo Moiola, edito Editrice Missionaria Italia.
Nella prefazione del libro sta scritto: “ La schiavitù continua. Si compra e si vende sul mercato. Il suo prezzo è monetario. Il suo costo altissimo. Il traffico di merce umana, diventato planetario, attraversa tutti i paesi. Quelli ricchi ne sono il capolinea o il centro di smistamento. Ma anche non muovendoci dal nostro paese non è detto che siamo in salvo. Il lavoro dei poveri, al Sud come al Nord, non costa niente, e la loro vita ancora meno. Avremmo preferito mostrarvi un mondo diverso, e invece ecco davanti a i nostri occhi una mappa dell’ingiustizia e della barbarie ai danni di donne, uomini, bambine e bambini, perfino neonati. Voltarsi dall’altra parte servirebbe soltanto a farli sentire ancora più soli. Guardiamoli in faccia, questi fratelli e sorelle, denunciamo i soprusi di cui sono vittime e combattiamo i loro sfruttatori. Uniamoci a quanti, in tanti paesi del mondo, lo stanno già facendo.
Riporto ora in versione integrale alcuni passi del libro in questione: E’ impossibile dare statistiche sulla vastità della tratta di esseri umani, sia perché tale traffico è di natura clandestina e illegale, sia perché in molti paesi manca una legislazione contro questo commercio e molti governi non hanno interesse a collaborare nell’investigazione e nella raccolta di dati; sia, infine, perché le vittime rinunciano o sono impossibilitate a rivelare le loro esperienze alle autorità. Tuttavia, i dati forniti dalle varie organizzazioni internazionali sono cifre da capogiro. Anti-slavery International, associazione con sede a Londra, afferma che oggi nel mondo più di 200 milioni di persone vivono in condizioni di schiavitù e sono merce per i trafficanti di esseri umani. La cifra è stata confermata dalle Nazioni Unite a Palermo il 13 dicembre 2000 dove è stato firmato il Protocollo contro la schiavitù. Secondo tale protocollo la tratta delle persone designa il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza, mediante la minaccia o l’uso della forza o di altre forme di coercizione, il rapimento, la frode, il raggiro, l’uso di autorità o di una situazione di vulnerabilità attraverso l’offerta o accettazione di pagamenti o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che esercità un’autorità su un’altra, ai fini di sfruttamento.
 
Il rapporto 2005 dell’Organizzazione internazionale del lavoro calcola che 12,3 milioni di schiavi, sono costretti al "lavoro forzato" in imprese private e altri 2,5 milioni sono condannati alla stessa sorte da stati e gruppi guerriglieri precisando che le cifre riportate sono calcolate per difetto e aggiunge che " in termini di reale conoscenza e consapevolezza del moderno lavoro forzato, ci sembra ancora di vedere solo la punta di uno spaventoso iceberg".

In qualsiasi modo si valutino le cifre della vergogna, una cosa è certa: oggi ci sono più schiavi al mondo di quanti non ne abbia fatti la tratta transatlantica dal 1600 al 1880.
Ora vorrei occuparmi di un argomento che mi stà particolarmente a cuore e che riguarda lo sfruttamento del lavoro minorile: Gibran diceva che in ogni bimbo che nasce è nascosto il sogno di Dio e il Vangelo ricorda che “ quello che farete al più piccolo tra voi, credete l’avete fatto a Lui e ancora ………."chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse legata una macina d’asino al collo e che fosse sommerso nel fondo del mare."
In un capitolo del libro viene trattato l’argomento dello sfruttamento minorile. In un articolo dal titolo Piccoli Schiavi, Grandi Profitti  a firma Sandro Calvani e Serena Buccini dal quale prendo alcuni passi significativi, sirileva come ogni anno nel mondo oltre un milione di bambini diviene vittima del traffico di esseri umani a fine di sfruttamento lavorativo e/o sessuale, con un giro di affari di oltre un miliardo di euro secondo  Stop the Traffic, il più recente rapporto Unicef.
I bambini schiavi fabbricano mattoni e giocattoli, tagliano diamanti puliscono pietre preziose, annodano tappeti, stampano tessuti e pelli, raccolgono rifiuti e feci, servono nelle case dei ricchi. In tutta una serie di settori, come nella produzione di fuochi d’artificio, fiammiferi e vetro nel Sud-Est asiatico, nonchè nel tessile e nell’abbigliamento nel resto del mondo, i bambini sono una componente essenziale per il ciclo produttivo. Il crimine organizzato che sfrutta i minori ha trasformato il più grave abuso della dignità umana in un modello produttivo. Certe produzioni di giocattoli e manifatture di tappeti addirittura non hanno altra scelta: i pezzi da montare sono così piccoli o i nodi da fare al tappeto così minuscoli che solo le mani dei bambini possono riuscirci.
L’Unicef stima in 246 milioni il numero di bambini lavoratori nel mondo. Circa tre quarti del totale e precisamente 171 milioni sono sfruttati in condizioni di alto rischio: nelle miniere, nell’agricoltura con pesticidi e nell’industria con prodotti chimici o con macchinari pericolosi. Milioni di bambine sono occupate come lavoratrici domestiche non pagate o pesantemente sottopagate, esposte ad ogni forma di abuso fisico e psicologico: 1,2 milioni sono vittime del traffico, 5,7 milioni sono schiave del debito o in altra forma, 1,8 milioni sono costrette a prostituirsi e circa 300000 bambini vengono utilizzati in conflitti armati e 600000 in attività illecite controllate da imprese criminali transnazionali. Il 70 % di tutti i bambini è impiegato in agricoltura.
Tra le molte cause che producono il fenomeno dei bambini lavoratori ci sono soprattutto la povertà diffusa e disperata, peggiorata dalla pandemia di Hiv-Aids e dalla conseguente crescita del numero degli orfani. Le famiglie disfunzionali dove è grave lo sfaldamento a causa di mancanza di educazione degli adulti, di conflitti interni, violenza intrafamiliare e maltrattamenti sono un’altra grossa fonte di minori che entrano nel mondo del lavoro infantile. Un forte contributo viene anche dalle attitudini poco rispettose dei minori in certe culture e minoranze etniche, dove un minore non viene ritenuto soggetto di diritti paragonabile ad un adulto. Quindi i bambini vengono nutriti poco e male e le bambine possono essere affittate ai vicini come schiave casalinghe e sessuali in caso di scarsi raccolti; sepoi esse sono di casta inferiore sono praticamente merci di sfruttare.
 
Nella Convezione Onu sui diritti del bambini datata 20 novembre 1989 rispetto al mondo del lavaro sta scritto:
 
I bambini non vanno sfruttati! Per nessun motivo! Non devono fare lavori che impediscano loro di andare a scuola e crescere bene. Nessun adulto ha diritto di far loro del male, di trattarli come un giocattolo, o di dar loro fastidio!
Ora ognuno di noi potrà dire ciò che vuole, riflettere o girarsi dall’altra parte sostenendo che noi non possiamo fare nulla ma noi abbiamo un arma micidiale tra le mani. Come dice Francesco Gesualdi allievo di Don Milani "Se vogliamo entrare nel concreto e capire quale può essere la reale forza di ognuno di noi in queste situazioni basta ricordarci che ogni nostro acquisto come consumatori è un “ reale esercizio di potere” che può ottenere a seconda dei casi i risultati desiderati.
Singolarmente ognuno di noi conta relativamente poco, ma moltiplicando l’atteggiamento per milioni di persone può condizionare il corso degli eventi, gli stili di produzione o di consumo. Non sosteniamo che è un’utopia, perché allora non è più grande di quella che anela al cambiamento aspettando che le cose cambino da sole!
Ritornando per un attimo al tema della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) e constatando come per alcuni è essenzialmente un trucco delle aziende per darsi una dimensione sociale e una nuova immagine, dobbiamo scegliere! O crediamo in un cambiamento nello stile di produzione delle imprese o ci accontentiamo di sostenere la tesi di Milton Friedman che sosteneva che le imprese che dedicano risorse alla responsabilità sociale tradiscono i loro doveri nei confronti degli azionisti, sprecando risorse e denaro alla ricerca di un’utopia.
Per chiunque volesse scoprire più da vicino le conseguenze della mancanza della cosiddetta responsabilità sociale di impresa, delle conseguenze sulla vita di donne, uomini e bambini in particolare consiglio di visitare il sito in inglese dell’associazione umanitaria CHINA LABOR WATCH impegnata nella battaglia contro lo sfruttamento del lavoro minorile e i diritti dei lavoratori ( http://www.chinalaborwatch.org/ ) utilizzando un traduttore oppure tramite un qualsiasi motore di ricerca ricercare gli articoli in italiano riferiti all’associazione in questione. Emblematici sono a tal riguardo due articoli apparsi su Repubblica.it Economia a firma dell’inviato Federico Rampini che evidenziano le condizioni terribili in cui opera quella parte di umanità dal titolo i “Lager cinesi che fabbricano il sogno occidentale”
e “Cina, le città segrete del lavoro minorile”
Ora secondo l’articolo gli attivisti di China Labor Watch non vogliono aizzare il protezionismo anti-cinese in Occidente in quanto le loro denunce si concludono sempre con un appello:” Questa non è una campagna per il boicottaggio dei prodotti cinesi. Non vogliamo spingere le multinazionali ad annullare i loro acquisti. I lavoratori che ci hanno rivelato queste notizie non possono permettersi di perdere il posto di lavoro. Meglio essere sfruttati che disoccupati. Loro chiedono solo di essere trattati come esseri umani”. In questo avvertimento c’è una preoccupazione comprensibile. Le inchieste che cominciano a spezzare l’omertà su lavoro minorile in Cina, sullo sfruttamento e sui soprusi contro i lavoratori, possono portare a conclusioni pericolose: un alibi per i paesi ricchi che vogliono chiudere le frontiere!
Ovviamente l’argomento è molto delicato in quanto il lavoro è un diritto essenziale per ogni essere umano e come tale và rispettato e non sfruttato. Ovviamente la Cina è solo la punta dell’iceberg mondiale dello sfruttamento del lavoro.
Concludo con la speranza che ogni nostra azione e ogni nostra scelta tenga in futuro conto    dei risvolti umani e sociali che ogni tendenza economica porta con sè!
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58 commenti Commenta
Scritto il 27 agosto 2009 at 17:42

Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.(Dante Alighieri)

c’è ben poco altro da aggiungere

p.s certo che ricordo il post…è impossibile dimenticare i tuoi post Capitano, icebergfinanza che si occuperà di più dell’aspetto antropologico!!Fantastico…semplicemente fantastico.

Buona serata
Valentina:-)

Scritto il 27 agosto 2009 at 18:53

Mi permetto, molto umilmente, di aggiungere una nota per quanto riguarda la prima parte dell’articolo: l’appiattimento degli organigrammi e le riduzioni di personale. L’appiattimento genera ulteriori differenze salariali creando una piramide con una base sempre più larga ed un vertice sempre meno accessibile. Chi si trova alla base ha sempre più difficoltà nello specializzarsi, nel crescere, nello scalare il vertice per raggiungere perlomeno posizioni mediane. L’esperienza accumulata non è più riconosciuta, ogni volta che un contratto a termine finisce si riparte da zero. Le politiche di downsizing che consentono alle aziende di riportare in nero i bilanci quando in realtà sono in rosso, non per il costo del personale, ma a causa delle loro folli manovre (spesso finanziarie) che sfuggono alla matematica quantistica. Queste manovre sono state plaudite ed accettate nei CDA. Scusa se lo dico, ma chi prende queste decisioni dovrebbe essere abbattuto come un cane rabbioso.
Il resto dell’articolo colpisce come un maglio nello stomaco a chi ha ancora un cuore e ci ricorda come si nasconda l’evidenza: troppi non sono trattati come persone, ma come oggetti. Nel nostro grasso occidente si ha più pietà per un cane abbandonato che per un bambino sfruttato e reso chiavo.

Saluti
Lallix

Scritto il 27 agosto 2009 at 19:32

“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.” Albert Einstein

utente anonimo
Scritto il 27 agosto 2009 at 19:48

“Ah che sarà che sarà che vanno sospirando nelle alcove
che vanno sussurrando in versi e strofe che vanno combinando in fondo al buio
che gira nelle teste e nelle parole che accende candele nelle processioni
che va parlando forte nei portoni e grida nei mercati che con certezza
sta nella natura nella bellezza quel che non ha ragione ne mai ce l’avrà
quel che non ha rimedio ne mai ce l’avrà quel che non ha misura.
Ah che sarà che sarà che vive nell’idea di questi amanti che cantano
i poeti più deliranti
che giurano i profeti ubriacati che sta sul cammino dei mutilati
e nella fantasia degli infelici che sta nel dai e dai delle meretrici
nel piano derelitto dei bambini ah che sarà che sarà
quel che non ha decenza ne mai ce l’avrà
quel che non ha censura ne mai ce l’avrà quel che non ha ragione.
Ah che sarà che sarà che tutti i loro avvisi non potranno evitare
che tutte le risate andranno a sfidare che tutte le campane andranno a cantare
e tutti i figli insieme a consacrare e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad incontrare perfino il Padre Eterno da cosi’ lontano
guardando quell’inferno dovrà benedire quel che non ha governo ne mai ce l’avrà
quel che non ha vergogna ne mai ce l’avrà quel che non ha giudizio.
Ah che sarà che sarà quel che non ha governo ne mai ce l’avrà
quel che non ha vergogna ne mai ce l’avrà quel che non ha giudizio.
Ah che sarà che sarà quel che non ha governo ne mai ce l’avrà
quel che non ha vergogna ne mai ce l’avrà quel che non ha giudizio”
(C. Buarque de Hollanda – I.Fossati)

Dostoevskij è ancora in piedi!

utente anonimo
Scritto il 27 agosto 2009 at 20:24

Naturalmente non oso commentare gli spaventosi dati del post sugli effetti di questo modello di globalizzazione……ma forse il nostro DNA è talmente abituato a queste cose; dopo tutte le guerre della nostra vecchia Europa, lo sterminio dei Nativi Americani la colonizzazione dei secoli scorsi, che quasi nessuno ci fà caso….sino a quando non accadrà a noi !!!!

Volevo cercare di rispondere a Crisalide #46 di 2 post fà e Anonimo #6 di 1 post indietro sull’immobiliare.
Condivido quello che scrive UT #7 del post precedente, la risposta avrebbe bisogno di un “sacco” di dati e di prezzi; può dipendere molto dal prezzo del terreno e da quanti mc si possono costruire su questo, da che tipo di abitazione si costruisce (se popolare, nella media o signorile con rifiniture di lusso [con marmi, posto auto doppio o triplo ecc ecc]). Per farla breve diciamo che il costo di costruzione (no produzione!!!! le popolari sono a questo misero livello!!!) potrebbe aggirarsi sul 40-50% del prezzo di vendita, bisogna aggiungere il terreno, i costi dei professionisti (x%), notaio(y%), tasse(z%), IVA(4 o 20%)…..e sicuramente ho dimenticato qualcuno……agenzia immobiliare o costruttore immobiliarista….ma forse ho dimenticato ancora qualcuno hehehe…….CDS, CDO, Banca….l’amante del Sig. X, tutti vogliono la loro parte.

Perdonatemi la battuta dell’ultima riga mi serve per sdramattizare e non innervosirmi….anche pensando al post del Capitano Andrea.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 27 agosto 2009 at 21:04

Se a qualcuno interessa, un video sullo sfruttamento dei bambini:

http://www.youtube.com/watch?v=hmf8rjdcIIg&eurl=http%3A%2F%2Flanuovaenergia%2Eblogspot%2Ecom%2F&feature=player_embedded#t=16

SD

utente anonimo
Scritto il 27 agosto 2009 at 21:34

Andrea,
secondo me…qualcosa si sta muovendo, ti riporto il link per leggere la comunicazione fatta dalla Commissione Europea al Consiglio dei Ministri (chi rappresenta gli Stati Membri) e al Parlamento Europeo.

Tale comunicazione riporta in evidenza l’ importanza che il PIL (o GDP) non e’ tutto nel misurare la cresicta di una Nazione.

…In particolare, il PIL non misura la
sostenibilità ambientale o l’inclusione sociale ed occorre tenere conto di questi limiti quando se ne fa uso nelle analisi o nei dibattiti politici…

Quante volte lo hai ricordato nel tuo blog…le idee alle volte circolano piu’ veloci di quanto si immagina.

Un saluto
Massimo

Link (in italiano):

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2009:0433:FIN:IT:PDF

utente anonimo
Scritto il 27 agosto 2009 at 21:36

Scendere nelle viscere della deriva antropologica in atto in buona parte del mondo occidentale è un viaggio che dobbiamo ripercorrere continuamente, se vogliamo mantenere alta la consapevolezza del livello di annichilimento a cui è giunta la società occidentale.

Un processo che si può sintetizzare nella pervasiva mercificazione della condizione umana a cui principalmente non sfugge il mercato del lavoro – luogo simbolo – dove l’oggetto di scambio è sempre più merce abbondante e dunque in una logica di mercato, nella logica dei prezzi relativi più vantaggiosi riallocabile nello spazio economico temporale più proficuo alla massimizzazione del profitto.

Lo spazio delle merci ha progressivamente invaso ogni dimensione dell’agire umano incidendo sempre di più nei comportamenti, nei costumi e nella struttura sociale che regola la convivenza degli individui. Il dogma della crescita deriva da questo modello sociale, da questo tipo di organizzazione, che la globalizzazione ha esteso sempre più come unico scenario possibile e da dove dobbiamo ripartire criticamente per ridisegnare un’alternativa praticabile.

I bambini umiliati!… “perfino il Padre Eterno da così lontano guardando quell’inferno dovrà benedire quel che non ha governo ne mai ce l’avrà, quel che non ha vergogna ne mai ce l’avrà, quel che non ha giudizio”

Una società che concepisce e perpetua lo sfruttamento, l’umiliazione dei bambini per il profitto è una società che ha smarrito il “senso” è ciò può accadere solo in un ordine “pseudo totalitario”.

Credo che questo viaggio sia molto più impervio e pieno di avventure dell’oceano della finanza, bisogna armare grandi vele e sfruttare tutti i refoli di vento all’orizzonte. Andrea sono salito da poco a bordo e non intenzione di abbandonare la nave proprio adesso.

Dostoevskij

utente anonimo
Scritto il 27 agosto 2009 at 21:39

Dove sono finiti i buoni propositi di creare nuove regole per regolare i mercati finanziari. Il ministro Tremonti per mesi ha parlato di una nuova Bretton Woods, ma in effetti nulla e cambiato e non si parla più di nulla in merito. Quindi le banche d’affari giudicano e pontificano usando quel vecchio e arrogante modo di agire che ha provocato il collasso di cui stiamo pagando le conseguenze! Si perchè le banche sono state aiutate dagli Stati, FED e BCE, pero il Gov. della Banca d’Italia ha lancito un monito ben preciso: “Molte aziende potrebbero fallire nei prossimi mesi” E lo “psiconano” dice che dobbiamo essere ottimisti?
La crisi è solo agli inizi per la gente comune mentre i “padroni” continuano ad arricchirsi. Anche se Obama sta lottando contro le lobby ma è un’impresa difficile adesso che il Sen. Kennedy è morto non ha i numeri sufficienti al Congresso per assicurare agli amiricani un sistema sanitario degno di una supepotenza. Le borse mostrano una realtà falsata. Dalla crisi si uscirà quando la disoccupazione diminuira in modo deciso e se le famose nuove regole verranno veramente condivise a livello globale.

utente anonimo
Scritto il 27 agosto 2009 at 21:59

Secondo voi è gisto che:
– La FIAT riceve aiuti dallo Stato Italiano e chiude le fabbriche il Italia ma non all’estero?

– La CAI / Alitalia sia stata praticamente regalata ad un manipolo di pseudo affaristi per non darla ad AirFrance che si accollava debiti, azioni ed obligazioni e che avrebbe garantito zero licenziamenti e lavoro sicuro per minimo 8 anni? Adesso praticamente entrando con il 25% tra qualche tempo comprerà in blocco le quote degli italiani e diventerà la proprietaria della ns Compagnia Aerea?
– …e ancora è normale che l’Azienda di Manutenzione Pesante ATITECH di Napoli abbia al momento il 90% del personale in Cassa Integrazione e CAI Azionista della medesima Azienda mandi gli aeroplani all’estero (Spagnia, Turchia, Isdraele ecc.) togliendo qualsiasi speranza di un futuro ai lavoratori Atitech? Questa classe dirigente che baratta sesso per posti in politica e nel mondo dello spettacolo sta portando l’Italia allo sfascio. E vero la crisi è globale ma questa gente rischia grosso perchè nemmeno le Forze dell’ordine sono dalla loro parte e non hanno il coraggio di prendere a manganellate i padri e le madri di famiglia!!!!!!!!!!!

Scritto il 28 agosto 2009 at 06:50

Amando i Figli
“I Figli non voi li crescete, ma essi crescono voi. Sono essi i vostri educatori, perché attendono che voi siate nel bene prima di imitarvi.
E quando dite: Daremo la vita a un figlio, sapete quale vita state dando? Non la loro, ma la vostra.
Se non avete compreso questo, meglio sarebbe serrare i fianchi e proseguire oltre.
E quando dite: I Figli sono la nostra croce, rallegratevi che essi vi abbiano inchiodato impedendovi di finire nel baratro.
Ed anche quando dite: I nostri Figli ci tolgono un mucchio di tempo, domandatevi se tutto quel tempo che vi viene tolto sarebbe impiegato meglio.
Nella loro infanzia ascoltate i vostri Figli, perché sui loro visi è ancora impigliato qualche frammento del sorriso con cui li hanno rivestiti gli angeli.
Nel tenerli per mano, non date loro fretta, ma camminate al loro passo, perché vogliono guarirvi dal vostro correre.
Non fate ad essi doni, ma donate voi stessi. I doni sono il vostro alibi per non regalare voi a loro.
Consegnatevi nelle loro mani, perché hanno quella saggezza che voi perdeste.
Chiamateli per nome, ed essi chiameranno il bimbo in voi, quello che da soli non riuscivate a rianimare, e lo faranno giocare nel giardino della Vita.
E nella loro adolescenza ascoltate i vostri Figli. Gran parte del muro che in quei giorni spesso vi oppongono non l’hanno costruito coi loro mattoni ma coi vostri.
Non chiedete ad essi cose che già voi non fate. Se siete saggi, vi basterà essere voi stessi.
Ma se non lo siete, non saturateli di limiti senza indicare loro le mete, bensì mostrate di queste la bellezza, e otterrete di più che non mostrando i pericoli di eventuali abissi.
Non affliggetevi se educandoli alle regole essi non le rispetteranno. In realtà tremerebbero di paura se tali regole non vi fossero.
Le loro trasgressioni sono per collaudarne la veridicità. Altre volte per reclamare invece il vostro rimprovero, a testimonianza del vostro amore per loro. Se vi feriranno è perché avete porto loro la vostra vulnerabilità. O perché avete dato senza insegnare a dare.
Talvolta sbattendo la porta vi lasceranno, ma anche se li vedete partire, le navi con cui salpano hanno stive colme dei doni consegnati dalle vostre parole buone. E alla prima tempesta vi si rifugeranno.
Voi siete i seminatori dei loro campi, non i raccoglitori delle loro messi. E la vostra missione consiste nel donare sempre, anche quando la lama della loro libertà vi taglierà le mani.
Nella loro giovinezza, infine, ascoltate i vostri Figli. Con stupore scorgerete che vi hanno superato, che la loro nave ha oltrepassato tutti i primi scogli, ed ora non ha che davanti lo scoglio più pericoloso: voi. Saranno infatti chiamati lungo vie di realizzazione che voi non conoscete, e ciecamente sbarrerete loro le strade.
Ma alla pianta è dato di generare, e non di contenere ciò che genera. Ritenete i vostri progetti più grandi dei progetti che ha la Vita? Non tratteneteli, dunque. Avete donato loro la vostra vita: ora riprendetevela, donando loro di rinunciare a trattenerli.
Sgombrate il vostro cuore da ogni brama di ricevere, perché se il vostro flauto non è cavo, la rinnovata melodia della Vita non potrà attraversarlo.
Se vivrete questa perfetta donazione, saprete amarli nel loro nuovo aspetto, e allora, siano essi Figli del vostro stesso sangue, o siano essi Figli scelti dal cuore, avrete compiuto il terzo passo della vostra crescita.
Potrete così udire le note universali trapassarvi dentro, e capirete che attraverso di voi la Vita ha composto un nuovo canto”.
(da Il Profeta del Vento, di Stefano Biavaschi )

Amando i figli…ma non solo i nostri figli…

Dostoevskij sei davvero unico!! Felice di averti tra Noi….

Cari Compagni di Viaggio…buona navigazione
Valentina:-) :-)

utente anonimo
Scritto il 28 agosto 2009 at 11:28

Buon giorno a tutti.Mi riempie il cuore di gioia vedere che si parla di certi argomenti, che io insieme a pochi altri sostenevamo gia’ 10- 15 anni fa’. Non vi nascondo il mio profondo pessimismo sul fatto che i cambiamenti in tal senso avvengano. Per lo meno nel breve termine, nel lungo……. Paolo

utente anonimo
Scritto il 28 agosto 2009 at 11:34

Buon giorno a tutti. MI riempie il cuore di gioia vedere che si parla di certi argomenti. Alcuni cambiamenti da me e pochi altri richiesti fin da 10 15 anni fa, pubblicamente. Non vi nascondo pero’ il mio profondo pessimismo sul fatto che certi cambiamenti possano avvenire nel breve, nel lungo periodo …….. Paolo.

utente anonimo
Scritto il 28 agosto 2009 at 13:57

VIVA LA PRUGNAAAAAAAA !

altpat

utente anonimo
Scritto il 28 agosto 2009 at 16:24

Unicredit al ribasso……

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/2009/08/short-al-ribasso-su-unicredit-per-chi.html

Paolo

Scritto il 28 agosto 2009 at 17:34

?????????????????????????????????????
Altapatagonia cos’hai fumato oggi??:-) :-)

utente anonimo
Scritto il 28 agosto 2009 at 17:40

burp ..scusate era il dopopranzo eil vino fatto in casa.. festeggiamo il 3 mese di mia nipotina Matilde.
Scusate..burp

Altapata

Scritto il 28 agosto 2009 at 17:48

Allora buon festeggiamento e un abbraccio alla Tua nipotina!!! :-):-)

utente anonimo
Scritto il 28 agosto 2009 at 18:13

Il discorso di oggi del ministro Tremonti e del governo in generale è allo stesso tempo commovente quanto presagio di una crisi senza precedenti e nella quale siamo solo all’inizio.
Il mondo sta cambiando , e il fatto che ce lo vengano a dire i politici terrorizza.
Andrea come sempre aveva ragione.
Sono sempre piu convinto che sei un illuminato Andrea.

CRISALIDE.

utente anonimo
Scritto il 28 agosto 2009 at 20:42

Buonasera

Crisalide #19 leggo che non sono solamente io a preoccuparmi del futuro economico (la salute…ok per il momento hehehe), forse un giorno farò la cronostoria della “crisi edilizia” almeno un paio di aziende già fallite, altre….chi lo sà, fornitori in difficoltà a causa del calo delle vendite e dei pagamenti…..faranno fallire i loro cattivi clienti???, qualche impresa edile in cassaintegrazione e lavori acquisiti alla meno peggio.

Altapatagonia #17 auguri da parte mia alla nipotina di una vita serena.
Mi auguro che non sia cittadina Italiana…altrimenti ha già, circa 75.000 euro di debito da pagare (spero di non rovinare la festa)

SD

utente anonimo
Scritto il 28 agosto 2009 at 20:54

grazie ciurma… carina la battuta sui 75000€..eheh
(purtroppo vera) sigh!

utente anonimo
Scritto il 28 agosto 2009 at 22:05

CRAC
…MA per aumentare il PIL ben presto diventeranno 100.000
La nuova economia : più si fanno debiti (stato, aziende, privati) e più il PIL tecnicamente aumenta.
Ma poi che succederà?
La storia economica degli ultimi 2000 anni dice: inflazione o default.

Scritto il 29 agosto 2009 at 01:18

cos’è il PIL, se non un grande inganno? il regno della grande bugia. continuano i nostri ottusi politici italiani a considerare questo stupido e insensato indice. e noi fessi che ancora ci caschiamo. ascoltate cosa disse il 2° più grande presidente dell’america, dopo abram lincoln. un certo J.F.K. john f. kennedy. qui. http://www.youtube.com/watch?v=EbTqWFPDxLc e anche suo fratello BOB. http://www.youtube.com/watch?v=grJNlxQsqtE&feature=related perchè perchè siamo cosi’ avidi? cosi’ insensibili? dopo 60 anni dalla guerra non siamo cambiati in meglio. sentite questo discorso. film mitico. da charlie chaplin. qui. http://www.youtube.com/watch?v=K_HVFVU2m0I&feature=related per finire su tremonti. quest’uomo è una vergogna. perchè parla sempre a mezze verità. a me sto modo di fare fa schifo. e dilla tutta la verità! non dire la parte che manca x me vuol dire dir bugie, e molte! nel video qui dice cose sconcertanti. ma quell’ameba super venduto di giornalista, tal gianni riotta non dice nulla, come nulla fosse! pazzesco! ti dico che stiamo fottendo tutti gli italiani e tu(giornalista venduto) non fai nessuna domanda? ditemi voi come si fa ad andare avanti cosi’. sentite che disse tremonti a marzo di quest’anno. http://www.youtube.com/watch?v=8UH1mytL1Jw

DORF
DORF

Scritto il 29 agosto 2009 at 07:13

IO CI SONO…….VOI COSA PENSATE DI FARE!!!!!
Il mio blog sulla lotta allo sfruttamento minorile, parte dal tentativo più estremo di poter coinvolgere più persone possibili verso un piano di sensibilizzazione contro questi poveri bambini, che si trovano ogni giorno a dover combattere contro la vita, per riuscire a racimolare quel poco di cibo per potersi sfamare, oppure lottare contro delle persone talmente perfide che non guardano in faccia a niente e nessuno pur di poter sfamare i propri bisogni……..
Quello che sto cercando di fare non è (purtroppo) abbattere il muro della sfruttamento, non avendo la forza e i mezzi per poterlo fare,ma porre un punto interrogativo, una riflessione, un pensiero, che se quest’ultimo accomunato potrà dare degli esiti prestigiosi.
(Wednesday, February 22, 2006
http://noallosfruttamento.blogspot.com/)

TUESDAY, FEBRUARY 21, 2006
BELLA LA CINA,MEDIATE GENTE MEDIATE
Le immagini che vi mostro sono estremamente dure, però ritengo doveroso mostrarle, perché fatti così gravi non devono passare inosservati. Il mondo deve sapere, la gente deve essere informata di quanto accade in Cina, di come possa disumanamente divenire normalità il disprezzo per la vita.
http://noallosfruttamento.blogspot.com/)
posted by fabio

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2009 at 09:16

Montecristo:

Brava Valentina,il post sui figli mi ha fatto venire un brivido alla chiena.

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2009 at 10:01

DEFLAZIONE, quella vera.
(x ANDREA)

nel 29 fallirono 5000 banche e 32.000 industrie, la disoccupazione salì al 25%, il PIL e la produzione industriale crollarono del 50%
Ovvio che dopo questo disastro arrivò ANCHE la deflazione (oltre 50%)
Oggi con i salvataggi a carico dello stato e le liquidità “illimitate” (aggettivo usato da Bernanke), sarà più probabile vedere l’inflazione ( o peggio la stagflazione come dice Roubini) piuttosto che la deflazione (quella vera intendo).
7+

Scritto il 29 agosto 2009 at 11:10

SD

ogni zona va un po’ a modo suo in edilizia, ma in liguria se si chiama una piccola impresa per fare qualche lavoro di sistemazione o ristrutturazone proprio si fa fatica a trovare chi lo faccia.

Un tetto da sistemare, un casotto in giardino da fare in muratura (oggi in prefabbricato) rifare un bagno…

Tutti hanno troppo da fare, e ovviamente non hanno prezzi da deflazione.

Tutti naturalmente fatturano solo il costo dei materiali.

In veneto è cosi’ diversa la situazione visto che continui a piangere miseria?

E si che il Veneto è regione assai più ricca della Liguria

ad malora
Il cuculo

Scritto il 29 agosto 2009 at 11:18

Dorf,

il PIL come tanti altri indicatori è come un termometro, misura la temperatura.

Il termometro ti può dire se ci sono 5° o 25° o 40°C on se fa caldo o freddo.

quello lo decidi tu.

Il Cuculo

Scritto il 29 agosto 2009 at 13:30

Come ci viene ricordato spesso durante il Viaggio:

«Il Pil misura qualunque cosa, tranne ciò per cui vale la pena vivere.» (R. Kennedy)

Era il 18 marzo del 1968. Tre mesi prima di essere assassinato in un hotel di Los Angeles, in un discorso all’Università del Kansas, Robert Kennedy per primo mette in discussione il Prodotto Interno Lordo (PIL) come mezzo per misurare il benessere di un paese.
Da allora sono passati quarant’anni ma non è cambiato quasi nulla. Continuiamo a misurare il benessere delle nazioni con il PIL. D’altra parte l’idea che questo indice non significhi più un granché ha raggiunto tanti. Basta ricordare che sul tema c’è stata una conferenza internazionale il 19 e 20 novembre 2007. Il titolo era significativo, “Beyond GDP” – ovvero “Oltre il PIL” – così come i nomi degli organizzatori: Commissione europea, Parlamento Europeo, OCSE e WWF. E il presidente francese Nicolas Sarkozy ha dato l’annuncio che due premi Nobel per l’economia – Joseph Stiglitz e Amartya Sen -, avrebbero studiato nuovi indicatori di crescita per il suo paese. (da ww.il cannocchiale.it)

segnalo:
Dal PIL al BIL. Costruire il Benessere Interno Lordo di Marianna Gualazzi http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8792

Valentina:-)

Scritto il 29 agosto 2009 at 13:33

DePILiamoci….

Scritto il 29 agosto 2009 at 15:13

Non penso che la discussione su gli indici di misurazione sia particolarmente costruttiva.

Di indici, panieri, o indicaori ne possiamo creare ad libitum.

Ma chi legge un indicatore perchè lo legge? che informazioni deve contenere e per chi?

Il tachimetro in macchina mi serve per non prendere la multa per eccesso di velocità, il livello dal carburante per capire quando fare rifornimento ….

A me personalmente, come individuo, il PIL non dice nulla e tantomeno il FIL (o simili). Nessun indicatore integrale mi darà una indicazione sulle mie prospettive o aspettative economiche e tantomeo di felicità

Il cuculo

Scritto il 29 agosto 2009 at 15:51

Siamo perfettamente in linea il Cucolo….

Buona Domenica
Valentina:-) :-)

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2009 at 17:26

S&P e…cabala

Max 07.07.07 = 1550 punti
min 09.03.09 = 650 punti
media prevista (max del rimbalzo) 09.09.09 =1100 punti
poi si tornerà alla cruda realtà:
10.10.10 minimo definitivo a 550 punti?

Scritto il 29 agosto 2009 at 18:42

SD,
capita a tutti di scrivere delle belinate, ne ho scritte un paio anche io, ma mi spieghi il debito pro capite di € 75.000 come lo calcoli ?

che poi arriva uno e dice che è (purtroppo) vero poi arriva un’altro e dice che presto saranno 100.000 …

Il cuculo

se siamo 60.000.000 x € 75.000
= € 4.500.000.000.000

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2009 at 18:59

Si la ho sparata anch’io…forse.
Però se pensi chè è sulle spalle di chi lavora e paga le tasse. Quanti siamo ,60 milioni di lavoratori e pagatori? E quanto c rimane tolte le spese e le tasse e il vivere? Allora vedi che la potenza di fuoco di pagamento del debito e molto debole!
In USA viene considerato 80mila $ a cranio(anche se vuoto)
Se metà della pop. è pensionata…con chi divido il debito?

Altapata

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2009 at 19:17

Tremonti prima ha aiutato le banche a piene mani e adesso si accorge che il debito pubblico è alle stelle. E’ Lui proprio lui il maghetto che dovrebbe chiedere scusa aiutando veramente chi non ce la fa e i dipendenti a reddito fisso. Le banche con gli aiuti ricevuti stanno comprando BTP lucrandoci. Stanno comprando azioni a piende mani che venderanno tra qualche tempo prima di un nuovo crollo delle borse!

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2009 at 20:05

Il Cuculo #34 hai ragione ho “peccato” di leggerezza e ho scritto 75.000 euro a “memoria” (l’avevo letto tempo fà), questa sera ho cercato di nuovo e da quello che mi risulta sono 29.000 euro a cittadino, calcolando un nucleo familiare medio di 2.6 persone vengono fuori i “famosi 75.000 euro. Giustamente sono 29.000 euro a persona e 75.000 euro a famiglia media, sempre che i miei dati siano essatti.

Riguardo al tuo post #27 ed al fatto che sia difficile trovare un impresa per fare delle “piccole” ristrutturazioni nelle abitazioni è un argomento abbastanza complesso da affrontare, cercherò di dire una mia opinione, anche se l’Italia non è tutta uguale.
Forse uno dei problemi principali è che “nessuno” vuole più fare questo tipo di lavoro in rapporto al guadagno che si può ottenere!!! Se per esempio un impresa Artigiana chiedesse 35 euro/ora (escluso IVA) che non sono così tanti come sembrerebbe; quanto potrebbe guadagnare in un anno….parlo di guadagno netto (dopo aver pagato tutte le spese…e tasse)…..una miseria!!!! e quanto potrebbe costare al cliente una ristrutturazione, faccio presente che in un lavoratore in edilizia da solo…fà ben poco, servono come minimo due o tre persone.

Un saluto

SD

Scritto il 29 agosto 2009 at 20:26

SD,

senza tediare tutto il blog co fatti privati, se per impermeabilizzare (togliere le piastrelle, catramare e rimetterele piastrelle ) di un terrazzino da 2×3 m mi chiedono 1000 euro con stretta di mano , son circa 3 gg (scarsi) di lavoro di una persona ( due manco ci si girano) non mi pare mal pagato, perchè devo pregare perchè qualcuno venga a farlo.

A parole sono tutti pronti in pratica rimandano fino all’esaurimento (mio)

buonanotte
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 29 agosto 2009 at 20:51

Il Cuculo #38 naturalmente sono convinto che hai compreso; in regola 1.600 ore/anno a 35 euro fanno 56.000 togli spese di attrezzatura, spese di gestione, INPS, INAIL, IRPEF ecc ecc. faranno 22.000/15 mesi (12 + TFR + tredicesima e quattordicesima) fanno 1470 euro/mese effetivi, sempre ammettendo che questa ipotetica persona lavori tutti i giorni, perda poco tempo per la “gestione dell’azienda” (nessuno ti paga per fare preventivi, fatture, malattia, gestione del materiale trasferimenti ecc ecc), non ci siano crisi e che nell’arco temporale di 40 anni sia sempre pagato regolarmente!!!!
I conteggi li ho fatti in fretta…tanto per capirci, ma sono vicini alla realtà.

Quanto ti chiedono per rifare l’impermeabilizzazione penso che sia escluso il materiale (e il resto hehehe), altrimento penso che stai facendo un ottimo affare!!

SD

utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2009 at 12:22

In Liguria, per quanto riguarda il settore delle compravendite immobiliari e dell’edilizia in genere, sono fuori come dei poggioli. Forse non viaggiano, non vedono cosa succede nel mondo. Oppure pensano che gli altri non si muovano da casa. Meglio lasciarli ai loro colpi di sole e di mare. L’unica cura al problema, nel caso specifico dell’edilizia, e’ imparare a fare le cose con le proprie manine invece di perdere tempo a pontificare su internet (facendo le pulci al prossimo e prendendo vacche per le balle con le obligazioni FIAT). Nei vari Leroy Merlin, Castorama, Brico OK ecc..ecc.. ci sono anche dei corsi gratis per imparare. Comunque le porcherie che ho visto fare da certi presunti massacan strapagati (piu’ per le conoscenze in comune che per altro) le possono fare tutti gratuitamente, basta un po’ di buona volonta’.

utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2009 at 14:14

Postato su Iceberg Finanza, Informazione Scorretta e Il Diario della Perestroika

Brevemente vi faccio i complimenti per i vostri blog che, oltre essere gestiti molto bene, consentono a me, che sono di formazione umanistica di iniziare la lenta discesa nei meandri dei tecnicismi linguistici, delle fantasie matematiche e delle conseguenti aberrazioni etiche che Wall Street ed il mondo finanziario in genere mettono in atto con impunita sicumera. Sicumera che periodicamente si rivela fallace e devastante per milioni di persone, lasciando impuniti i decision makers di questa follia, persone che a mio brutale parere, dovrebbero essere abbattuti come cani rabbiosi.
Allora vi chiedo, gentilmente di illuminarmi su questo articolo pubblicato su Mercato Libero News, altro blog che da delle soddisfazioni http://mercatoliberonews.blogspot.com/2009/08/aig-vale-zero-e-scambia-5-miliardi.html
Articolo che ha consentito anche a me, povero ignorante privo del linguaggio segreto della finanza di cercare a delle risposte che mi faccio da diverso tempo.
Com’è possibile che in un ambiente in cui si strombazza il libero mercato non si consenta a questi “polmoni bucati” di fallire, come ogni logica suggerirebbe e invece si iniettano miliardi di dollari solo a fini speculativi?
Com’è possibile che la menzogna di salvare dei posti di lavoro consenta a questi cancri economici di prosperare invece che amputarli, liberando risorse utili per altri settori che funzionano?
Com’è possibile che operatori di borsa muovano quantità di denaro, inimmaginabili per me misero tapino, in quelle direzioni se sanno benissimo che sono società che non valgono un cent?
E infine come mai si bloccano per rialzo alcune azioni mentre si consente a queste bolle di crescere smodatamente, senza che neanche ne venga data notizia?

Invio questo messaggio nella bottiglia nella speranza di vedervi uniti non solo nel commento della notizia, cosa che mi permetterebbe di ascoltare più campane allo stesso tempo, ma anche uniti negli intenti comuni che traspaiono dai vostri scritti.
Spero altresì che riusciate a trovare uno spazio comune per le vostre idee, uno spazio in cui possano convergere i vostri lettori, uno spazio che aumenti la visibilità delle vostre informazioni.

Cordiali saluti
Carlo AKA The Lallix

utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2009 at 16:53

Due righe in liberta’…vorrei far presente a tanti in passaggo che molti si sono persi ossia il passaggio dal GOVERN alla GOVERNANCE, chje vuol dire, che prima, diciamo prima neo-liberalismo, era il Governo che dava le linee guida e indicava la strada, quindi GOVERN…poi con il passare del tempo e la MENZOGNERA idea che lo Stato non servisse e che tutto poteva essere privatizzato, il ruolo di Policy Maker degli stati si e’ via via indebolito…arrivando all GOVERNANCE dove oggi le policy le fanno tutti a parte i Governi…vedi lobby, gruppi di interesse etc. e noi oggi continuiamo a non vederlo…questo e’ in definitiva il grande passaggio a cui abiamo assistito, un esempio quando tutte le istituzioni finanziarie erano gambe all’ aria gli STATI (ovvero i cittadini, inclusi i meno abbienti e poveri) avevano il dovere morale di intervenire,,,passata la tempesta di fronte a nuove regole…fan tutti le spallucce !!!
Ricordate il summit di Londra sulle regole comuni ? Chi mai sta seguendo i progressi reali…nessuno, ma almeno noi ricodiamolo.
Un saluto e buona domenica a tutti.
Massimo

Scritto il 30 agosto 2009 at 18:52

Andrea,

scusami per un momento …

Anonimo 40

ma chi cazzo sei e che cazzo vuoi !

vai in malora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2009 at 20:31

cuculo sei un pezzo di merda…..cominciano ad accorgerseneche sei un furbastro

Scritto il 30 agosto 2009 at 21:52

anonimo 44, anonimo 40 , anonimo anonimo anonimo…

boh ?!

e un chissenefrega non ce lo vogliamo aggiungere

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2009 at 22:03

Fate i boni :-€

CRISALIDE

Scritto il 31 agosto 2009 at 00:52

LA CRISI FINANZIARIA è ANNULLATA. ….. Quello che stiamo vedendo non è altro che una iniezione massiccia di ormoni nei mercati azionari, eseguita principalmente da traders robot programmati, e la bistecca da cucinare la forniscono i cittadini presenti e futuri. Queste furberie non fanno che aggiungere nuovi rischi e fragilità così estremi che la prossima volta che un granello di sabbia finirà tra gli ingranaggi barocchi del sistema faranno affondare tutto ciò che c’è di funzionante nell’impresa USA. Finiremo per sputtanare non solo il capitalismo, ma anche l’idea stessa di capitale, cioé di ricchezza acquisita impiegabile. Ovviamente, quando questo succederà, gli eventi sul campo daranno un nuovo significato al termine “reality tv”. Tutto l’articolo qui. http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6228

DORF

Scritto il 31 agosto 2009 at 06:15

Vedo che alle volte gli argomenti difficili, quelli che ti scavano dentro, fanno paura e allora si continua a parlar di altro, forse per dimenticare, forse chissà per far finta di nulla.

Andrea

Scritto il 31 agosto 2009 at 06:20

Certo…..deflazione quella vera, perchè un crollo dei valori immobiliari in media del 35 % è disinflazione, perchè un crollo dei vaslori azionari in media del 50 % è un incidente di percorso, perchè una deflagrazione delle materie prime come ad esempio il petrolio da 147 a 30…….è solo un brutto sogno.

Continuamo a sognare in attesa dell’inflazione, continuamo a sognare il attesa della iperinflazione, continuamo a sognare in attesa di qualche ingenuo che aumenti i prezzi quando i consumi saranno rarefati o di qualcun’altro che compra case o azioni, quando saranno di nuovo alle stelle.

E’ bello sognare……..Andrea

Scritto il 31 agosto 2009 at 07:23

“Non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te è uno dei principi etici fondamentali.Ma sarebbe ugualmente giustificabile asserire: tutto ciò che fai agli altri lo fai pure a te stesso”(Erich Fromm, Dalla parte dell’uomo)
..Responsabilità significa sapere che ciascuno dei miei atti mi costruisce, mi definisce, mi inventa. Scegliendo quello che voglio fare mi trasformo a poco a poco.Tutte le mie decisioni lasciano impronte in me stesso prima ancora di lasciarle nel mondo che mi circonda.
Ovvio che una volta che ho impiegato la mia libertà per darmi un volto non posso lamentarmi o spaventarmi di quello che vedo allo specchio quando mi guardo..Se agisco bene mi diventerà sempre più difficile agire male (e purtroppo vale anche il contrario) per questo l’ideale sarebbe prendere il vizio di vivere bene.
(tratto da, F. Savater, Etica per un figlio)

Ciao
Valentina

utente anonimo
Scritto il 31 agosto 2009 at 08:26

Cuculo, ‘sta volta hai proprio strambato.

In un post di Andrea in cui si parla di uomini/donne/bambini come obbiettivo finale dell’analisi della crisi, ci vieni fuori con la storia del terrazzino 3x2mt della tua bella casa al mare che nessuno vuole farti (ad agosto) nonostante tu sia disposto a pagare (il dio denaro che tanto osteggi, a parole).

E se qualcuno ti rammenta che te lo puoi fare tranquillamente da solo lo mandi pure a quel paese.

Non c’entra l’anonimato, il consiglio per il “fai da te” te l’avrei dato anch’io (firmato, se vuoi) … ma a quanto pare nel tuo lavoro sei abituato a comandare e a far fare, piuttosto che a operare sul campo.

Stavolta hai peccato di arroganza.

Scusa se sono stato esplicito.

Ciao

Hunter76Lima

Scritto il 31 agosto 2009 at 09:22

Hunter

ti ci mando pure a te…

il terrazzino è in casa di mia madre, e quando piove entra acqua nel bagno che ci sta sotto.

E’ da maggio che sto cercando qualcuno che si degni di fare questo lavoro dopo che due stimati artigiani hanno fatto un preventivo ed hanno detto che sarebbero venuti “entro un mesetto”.

Per il fai da te mi arrangio abbastanza bene anche se questo lavoro richiede un addetto ai lavori .

Ma si da il caso che io abiti e lavori in Lombardia e quindi non mi sia possibile eseguire lavori personalmente

Ovviamente devo seguire le cose perchè mia madre è pittosto anziana e non in buona salute.

Non mi pare che tu abbia alcuna informazione per poter dare giudizi personali.

E quanto ai peccati … Al dio denaro…

Lasciamo perdere

Il Cuculo

Scritto il 31 agosto 2009 at 09:30

x

Scritto il 31 agosto 2009 at 09:33

Sinceramente, e non è per difendere Il Cucolo, non ne ha bisogno, in un post come questo del Capitano…dove davvero rimani senza parole…e scava molto più che a fondo, mi ha urtato un pò, senza offesa…ma si è scusato, la battuta di Altapatagonia….(che è scivolato sul ponte, forse bagnato):-)…è stata un po’ una caduta di stile…
anche se comprendo e condivido la sua felicità…

A volte ciò che ci rimane, ritengo che sia la concretezza delle piccole cose, e non per dimenticare, ma per ricordarci, che qualcosa possiamo fare…che forse..qualcosa “dominiamo”.

Nessuno di Noi è ingenuo…
Ciò che importa maggiormente, oltre a ciò che Vogliamo scrivere sul Blog, è come ciascuno di Noi consapevolmente e responsabilmente vive le proprie vite…amando i propri figli ma non solo i nostri di figli…
Spesse le parole risultano inutili e vuote…e c’è ben poco da dire…davvero…ma ciò non significa
non dire mai nulla e girarsi distrattamente a guardare da un’altra parte…no signori…

Le nostre azioni parlano di Noi e per Noi..sempre…è sempre stato così e sarà così per sempre…
Che ci piaccia oppure no…che ci piaccia oppure no…

Ciao
Valentina:-)

p.s cos’è successo all’impaginazione dei post!?

Scritto il 31 agosto 2009 at 11:14

Z

Scritto il 31 agosto 2009 at 23:21

Paul krugman è impazzito!!!

Insomma, per riassumere, l’economia americana è in ripresa. Paul Krugman dice che ci renderemo conto presto che il PIL sta crescendo. No non scherzo, l’ha detto sul serio, sul circuito di chat della Sunday TV. Non per stare a spaccare il capello in quattro, ma vorrei veramente sapere che cosa intendi dire, mio caro Paul Masturbatore Fatuo. Vuoi forse dire che gli imprenditori edili di Atlanta apriranno una nuova frontiera di espansione suburbana nella Contea di Twiggs in modo da permettere ai pendolari di godersi una bella guidata di 160 miglia al giorno nel loro SUV fiammante per recarsi ai loro nuovi lavori di day traders in centro? Vuoi forse dire che la Fiera dell’Immobiliare sta per tuffarsi nel mare di bancarotte e salvare venti milioni di titolari di mutuo che stanno al momento godendosi una bella vacanza in fondo all’oceano? Vuoi forse dire che i covoni di asset tossici nascosti nelle casseforti di Citibank, JP Morgan, Bank of America ed altri (senza parlare dei libri contabili di ogni fondo pensione statunitense, e di un bel pò all’estero) si trasformeranno magicamente in Saccottini del Mulino Bianco alla riapertura dell’anno finanziario? Intendi dire che American Express e Master Card stanno per dichiarare una Perdonanza generale su tutti i conti in rosso? Vuoi dire che la General Motors produrrà un’auto che a) tutti vogliono veramente acquistare, e b) che l’impresa può vendere con profitto? Stai dicendo che stiamo per guadagnarci un bel flashback a, diciamo, il 1981? Abbiamo vinto una qualche lotteria cosmica che non è stata ancora annunciata? Che cos’è che sta aumentando veramente in questo paese, oltre alla disoccupazione, alle bancarotte, alle aste fallimentari, alle liquidazioni, al possesso di armi da fuoco e alla disperazione suicidaria? In breve, Paul Krugman, sei fuori di testa?

Titolo originale: “Financial Crisis Called Off”

Fonte: http://kunstler.com

bye DORF
Link

utente anonimo
Scritto il 1 settembre 2009 at 00:21

è veramente uno dei post più dettagliati e belli che abbia mai letto…
questo genere di argomenti scomodi meritano tutta la stima per lo scrittore… bel lavoro

Scritto il 1 settembre 2009 at 06:01

Grazie Caro anonimo, peccato che questi post siano un tenue stimolo di confronto tra la ciurma del veliero, non tra tutti ovviamente, ma nella mente di molti, chissà dove viaggia il pensiero, se si gira dall’altra parte o il domani è e sara occasione per un cambiamento radicale e cosapevole a partire dagli stili di vita e dalle scelte nei consumi.

Chissà………il viaggio è lungo, nessuno, conosce la meta.

Andrea

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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