DEFLAZIONE: UNA SPREMUTA DI LIMONE!

Scritto il alle 07:40 da icebergfinanza

 

 " Per la maggior parte degli ultimi anni, banchieri centrali, industriali e leader politici ci hanno avvisati dei pericoli della deflazione. La caduta dei prezzi ci dicono, creerà un altro 1930 in stile depressione. L’unica risposta è stampare denaro furiosamente. Bloomberg

Ora si scopre che la teoria è un limone. La deflazione non è affatto una minaccia. Essa non impedisce il funzionamento di un’economia e non ferma l’eventuale recupero. L’evidenza suggerisce che un periodo di deflazione potrebbe essere quello che le economie indebitate necessitano per tornare sul giusto binario.

Il Cancelliere dello Scacchiere, Alistair Darling ha detto in un discorso all’inizio di quest’anno che la Banca d’Inghilterra deve essere pronta ad agire per evitare la deflazione dei prezzi. "

Non è il solo, sono in molti ad essere terrorizzati dalla deflazione, la deflazione erode le rendite e i patrimoni, l’inflazione invece è una brezza che da sollievo nell’afa estiva della Grande Recessione, attenua la sensazione di indebitamento anche se per il sottoscritto rimare solo un’ illusione, Grande Recessione per molti già alle spalle con gli occhi alla ripresa che verrà.

" Siamo molto interessati ad evitare il rischio di una deflazione, ha dichiarato il presidente della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, in un’intervista di questo mese. Lo stesso messaggio è stato pompato attraverso i mercati mondiali, dai maggiori leader economici. "

Nonostante gli imponenti stimoli monetari e i " quantitative easing " di mezzo mondo, la deflazione è tra noi, ma in molti vogliono far credere che è solo una sensazione….

" In reality, anyone with a sense of economic history would have been aware that the whole deflation story was oversold. In the UK, the House of Commons Library publishes data on prices going back to 1750. "

Difficile in realtà trovare qualcuno che abbia una qualsiasi senso storico della realtà, l’intera storia è stata attraversata da periodi deflativi, in Inghilterra dal 1814 al 1914, i prezzi sono aumentati in alcuni anni e sono diminuiti in altri, nessun reale cambiamento nei prezzi durante il secolo scorso, scrive Matthew Lynn corrispondente a Londra per Bloomberg.

"Vi sono stati numerosi anni di deflazione eppure il Regno Unito è diventata la più grande potenza economica al mondo, il suo declino è incominciato non appena è apparsa l’inflazione attesa. La deflazione non ha arrestato la Rivoluzione Industriale, ha invece sostenuto il maggior periodo di creatività economica mai visto."

" Uno studio della Federal Reserve Bank di Minneapolis ha esaminato i dati sulla deflazione in 17 paesi in oltre 100 anni, riscontrando che sebbene la Grande Depressione sia stata collegata ad un calo dei prezzi, quindi alla deflazione, ciò non è stato vero per qualsiasi altro periodo storico."

Non c’è stata virtualmente alcuna prova che la deflazione abbia causato una depressione.

Per quale motivo dovrebbe essere cosi, solo perchè la deflazione è un male in quanto tiene lontano il consumatore, il quale pensa che domani troverà prezzi più convenienti…..ma questo è solo stupido, sostiene Matthew Lynn.

La deflazione può essere dannosa per particolari gruppi di interesse, ai quali capita di essere molto potenti. E’ negativa per i chief executives, per i manager. Infatti è più facile ottenere un continuo aumento dei profitti e delle rendite, per non parlare dei patrimoni in un ambiente inflativo.

Credo sia inutile che vi ricordi come l’inflazione danneggia i percettori di reddito fisso a favore di coloro che possono agire sui prezzi e sugli onorari.

" The banking industry, which has come to rely on inflation to make highly leveraged loans sustainable, also dislikes deflation. Likewise, it is bad for governments, which use inflation to reduce the value of their debts. "

Ecco quindi spiegata la favola dell’inflazione che annega il debito, lo rende "sostenibile", allo stesso modo la deflazione è pericolosa per i governi, che utilizzano l’inflazione per ridurre il valore del loro debito.

" E’ una buona notizia per i risparmiatori e per i consumatori che avranno a disposizione prezzi più bassi, positiva anche per tutti i lavoratori che possono generalmente tenere alto il potere di acquisto mentre i prezzi scendono."

L’autore ci dice che ci sono vincitori e vinti e il punto importante è che le persone che hanno più da perdere sono i potenti, anche se la deflazione, quella cattiva, è una guerra che non fa prigionieri, l’autore del pezzo dimentica che la " debt deflation" porta anche disoccupazione, in una spirale continua e che molti in questa crisi stanno perdendo il lavoro e non hanno prospettive di rivederlo nel breve termine.

Ecco per quale motivo la deflazione è un mostro da combattere a tutti i costi, piuttosto che quella che ormai in molti definiscono, "sana inflazione", non vi è alcun pericolo dalla deflazione conclude invece Matthew Lynn, essa può essere desiderabile, in quanto incoraggia un equilibrio tra consumo e risparmio e scoraggia il ricorso al debito da parte dei governi e del sistema finanziario.

Inevitabilmente ogni dinamica economica porta con se vincitori e vinti, ma come abbiamo visto, la lost decade giapponese, non ha prodotto alcune reale depressione, solo una fase di stagnazione infinita, non solo perchè nel frattempo il mondo continuava nel suo cammino di crescita infinita drogata.

Il mio dubbio è che oggi ci troviamo in una situazione globalizzata, nella quale i medici al capezzale continuano ad operare con gli stessi strumenti che hanno provocato la crisi, una crisi sistemica, una broncopolmonite scambiata inizialmente per un raffreddore. Oggi la spesa pubblica ha sostituito la spesa privata, ma non è cambiato nulla. Se vi è un eccesso di produzione, allora si rottama tutto, anche ciò che in fondo, è ancora utilizzabile, ciò che è nuovo, dimenticando che in maniera proporzionale, a cominciare dalle alte sfere, vi deve essere un ridimensionamento naturale di una crescita insostenibile.

Nel frattempo tutto prosegue eliminando dalla mente la realtà fondamentale, la recessione è finita, ecco l’eco che proviene dalle gole profonda del paese delle meraviglie ….. E la chiamano… ripresa

Insolvenze e pignoramenti da record negli Stati Uniti denunciati dalla Mortgage Bankers Association (MBA) nel secondo trimestre del 2009.

Le insolvenze sono cresciute al tasso aggiustato stagionalmente del 9,24 per cento per tutti i mutui in essere alla fine del secondo trimestre su proprietà residenziali, in aumento di 12 punti base rispetto al primo trimestre e di 283 punti su base annua, stabilendo il record da quando è iniziata la rilevazione stratistica della MBA nel 1972.

Il tasso d’insolvenza comprende mutui con almeno una rata arretrata impagata ma non comprende mutui per i quali è iniziata una procedura esecutiva (foreclosure). La percentuale dei mutui relativi a foreclosures alla fine del secondo trimestre era del 4,30 per cento. La combinazione tra la percentuale dei mutui relativi alle foreclosures e quella dei mutui con almeno una rata impagata è pari al 13,16 per cento su base non aggiustata stagionalmente, la più alta mai registrata dalle statistiche della MBA sulle insolvenze.

Dichiara il capo economista della MBA, Jay Brinkmann: "Mentre il tasso delle foreclosures avviate è rimasto essenzialmente invariato rispetto al record del precedente trimestre, c’è stata una importante diminuzione delle foreclosures per mutui ARM subprime. La discesa, tuttavia, è stata compensata dagli incrementi delle foreclosures su altri tipi di mutui, con i mutui prime a tasso fisso che hanno segnato il più grande incremento. A riprova che la performance dei mutui è ancora una volta determinata dalla disoccupazione, i mutui prime a tasso fisso ora pesano per uno ogni tre foreclosure. Un anno fa pesavano per uno ogni cinque…."

 
Ecco perchè la disoccupazione è oggi un indicatore anticipatore o contingente, più persiste e più le foreclosures continua e deprimono il mercato, lo silenziano, tolgono la possibilità di una rapida ripresa, preparano l’esplosione futura della bolla della carte di credito, in maniera discreta, lentamente tra l’indifferenza generale del sistema che provvede a tagliare le linea di credito.
 
La Federal Reserve ci racconta che il tasso di insolvenza, il tasso di morosità continua ad aumentare, nell’immobiliare, nelle carte di credito, nel commercial real estate dove la dinamica è in rapido aumento, il tasso più elevato dagli anni 90, anni di piombo, anni di fallimenti nella Savings & Loan epopea.
 
E nonostante tutto è affascinante come il sistema finanziario assorbe la dinamica, il tasso di insolvenza immobiliare e nelle carte di credito aumenta in maniera esponenziale, oltre qualsiasi rilevazione storica recente, portando alla chiusura "pilotata" di innumerevoli banche regionali, che mettono in seria difficoltà le riserve a garanzia dei depositi della FDIC, ma in fondo basta stampare denaro, aggiungere elettronicamente uno zero qua e la.
 
Il Senior Loan Officer Opinion della Fed ci sussurra che il sistema finanziario continua a rafforzare ed inasprire le norme per la concessione del credito, ma non è tanto questo il problema, non si tratta dell’ acqua che non vi è alla fonte, ma del cavallo che non ne vuol più sapere di bere, tranne che nel caso di qualche operazione immobiliare di piccolo cabotaggio, non certo nel settore commerciale dove la fonte si è sostanzialmente prosciugata.
 
Questa è la realta fondamentale, guardate bene questo grafico, in maniera particolare lo guardino tutti coloro che continuano a gridare inflazione…..
 
FRED Graph
 

Se non si ascoltano tra di loro, figurarsi se mai avranno l’umiltà di ascoltare il sussurro della Storia, in fondo si tratta di ideologie o scuole di pensiero, integralismi spesso assoluti, che vanno portati sino in fondo, qualunque cosa accada.

Oltre ai governatori delle Federal Reserve regionali, si ritroveranno decine di economisti, provenienti da università, banche centrali e imprese private di ogni angolo della terra, " Financial Stability and Macroeconomic Policy" stabilità finanziaria e politica macroeconomica, chissà che dietro le quinte non si parli di deflazione, il drago dell’economia da combattere ad ogni costo….. lezioni da un anno di crisi.

Bernanke ha esortato il Congresso ad accogliere la proposta di Hoenig, governatore della Fed di Kansas City, istituzione che ospita il meeting di Jackson Hole, la proposta di annientare tutti gli azionisti delle banche che ricevono aiuti statali.

Hoenig ha sottolineato che le società senza capitale o che non riscuotono la fiducia degli investitori, non debbono essere salvate, in un discorso tenuto a marzo a Omaha in Nebraska, sottolineando come il governo dovrebbe dichiarare il fallimento, sostituire i dirigenti, rimuovere gli assets "tossici" e far pagare i danni agli azionisti….chi rompe paga e i cocci sono suoi.

Se penso alla farsa degli " Stress Test" credo che questo mondo sia un gigante di argilla, una stanza di cristalli in cui sta camminando l’elefante della Grande Recessione.

Sembra che un senatore del Kansas un certo Sam Brownback, si sia interessato al discorso di Hoenig, un repubblicano assediato da innumerevoli elettori stanchi di socializzare le perdite, incoraggiando il governatore a proseguire nella sua battaglia contro i mulini a vento della finanza.

Ricordo ancora l’espressione del povero Bernanke, costretto a "turarsi" il naso negli innumerevoli salvataggi finanziari.

Not everybody agrees with Hoenig’s recommendation of setting strict guidelines to handle financial failures.

Figurarsi, perchè qualcuno è d’accordo su qualcosa, ogni qualvolta qualcun’altro prova a mettere un po di ordine, nell’immenso dedalo finanziario……..

“I don’t think we’ll get better if we don’t listen to our critics as well as to those who praise us.” 

Talvolta è importante non farne di tutta l’erba un fascio, anche se spesso l’erba si sveglia tardi, ma Hoenig sottolinea come non sia meglio non ascoltare i propri critici godendosi coloro che ti lodano.

" Mi auguro che questo diventa, in un certo senso, una lezione da apprendere e l’inizio di un progetto…." certo purchè la sua eventuale fine non sia tra qualche decennio quando ormai la Grande Recessione sarà diventata una lungo decennio perduto.

Spettacolare è inoltre questa frase…

“There’s nothing in this crisis that I haven’t seen before,”  …..non c’è nulla in questa crisi che io non abbia visto prima!

Non vi è nulla nella Madre di tutte le crisi che noi su Icebergfinanza, non abbiamo letto attraverso la storia, risalendo nel tempo sino alla Tulip Mania, nulla che non fosse già scritto, attraverso i sintomi, sintomi che inevitabilmente sono stati sottovalutati, forse per integralismo accademico, forse perchè in fondo la Storia non si ripete mai, anche se a volte fa rima!

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!  

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107 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 07:56

Confrontando l’esempio fatto della deflazione in Inghilterra e quella della grande depressione mi sembra di capire la deflazione non è al centro del problema. La deflazione è una conseguenza. Quindi parlando di disoccupazione non mi sembra sia la deflazione a creare disoccupazione ma più il contrario.
Ciò che va combattuto quindi è da un altra parte. E gli eventi che si susseguono in questi mesi mi sembra che lo dimostri. Se i banchieri centrali sono convinti di risolvere la crisi combattendo la deflazione creando moneta è evidente che stanno cercando di togliere la febbre di uno malato di polmonite semplicemente utilizzando tachipirina. Forse sarebbe meglio usare gli antibiotici.
Questo comportamento è giustificato dalle affermazioni di Matthew Lynn per cui stanno solo cercando di proteggere il debito nazionale le rendite e i patrimoni.
Se la deflazione colpisce gli investimenti, questo probabilmente è vero per le grandi multinazionali attenti solo al profitto. Per esperienza personale un artigiano o una piccola azienda se ha bisogno per il proprio lavoro di un investimento (macchinari, persone ecc.) e ne ha bisogno subito per sopravvivere non interessa se fra un mese gli costa lo zero virgola in meno. Mentre gli investimenti finanziari, quelli più lontani dal lavoro, probabilmente vengono sospesi.

Massimiliano

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 07:57

E’ COSI’ CHE SI ATTACCA UNA LEADERSHIP?

Mentre il mondo occidentale si dibatte nel come fare x facilitare il sistema bancario tramite continuo cambio delle regole del gioco guardate cosa succede in Cina. La Cina pianifica di irrigidire le regole relative al capitale delle banche, cercando di arginare la speculazione sui mercati azionari, e richiede in una bozza di regolamentazione cui le banche dovranno rispondere entro il 25 che le banche deducano tutte le emissioni ibride e di debito subordinato emesse da altri dal capitale supplementare. Probabilmente diverse banche successivamente a questa mossa dovranno ricorrere ad aumenti di capitale o ridurre i prestiti.

ho cercato di tradurre solo quello che ritenevo notizia, la versione integrale la trovate in fonte.

fonte:http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=aUf1qxdoGlSA

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 07:58

dimenticavo

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 09:02

La Cina tira il freno alla speculazione ( e sulla finta ripresa, direi)

E intanto quel bell’imbusto dello Scaroni ci dice che si aspetta la ripresa entro 6-9 mesi ma che nel contempo non vedremo mai il petrolio sopra i 80 dollari al barile.

Mmmh …. non mi torna, siamo a 73$/barile, vuoi che anche un piccolo accenno di ripresa non mi permetta di colmare questo piccolo gap di 7$/barile ???

Secondo me Ciccio Scaroni è meno scemo di quello che vuol far sembrare; prima si allinea all’ottimismo di facciata per inimicarsi i politici, poi butta lì la previsione sul prezzo del petrolio stabile (non supererà gli 80) dicendo che questo permetterà alla ripresa di essere + vigorosa (altra leccata) ma secondo me conosce la situazione e si aspetta un altro ribasso dei mercati che gioco-forza riporteranno in basso le quotazioni del petrolio.

In definitiva, il messaggio cifrato di Scaroni è: nonostante il grande desiderio ripresa, non la vedremo prima della metà del 2010, nell’ipotesi più ottimistica.

Ciao ciao

Hunter76Lima

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 09:34

Caro Andrea condivido (e ti ringrazio per questo) tutto quello che dici. Ti chiedo, cosa ne pensi del fatto che vogliano spingere le borse in su fino al 2012 e come sarà la deflazione visto che è globalizzata e non circoscritta come nel caso Giappone? Grazie Domenico.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 11:14

ANDREA DOVE METTIAMO L’OCCUPAZIONE?

Andrea dal modo in cui riporti il pensiero di Matthew Lynn, direi che condividi pienamente il suo pensiero.
Tu mi dici che il minore dei mali è la deflazione, denoto anche un riferimento di una funzione, “sociale”, equilibbratrice della deflazione.
Oggi abbiamo una deflazione in ambito UE dell’ordine del -1%, praticamente il NULLA.
Andrea io vorrei chiederti cosa succederebbe in uno scenario da -3/4% o addirittura da -6/7% di deflazione?
Secondo il parere di tutti gli economisti deflazione vuol dire DISOCCUPAZIONE, per questo motivo il sistema in passato ha pompato da un lato liquidità e dall’altro ha fortemente liberalizzato (precarizzato) il lavoro.
Il motto di tutti i banchieri e dei governi, era: “Meglio un precario a vita, che un disoccupato cronico!”.
Non metto in dubbio che il modello passato sia un mezzo fallimento, ma mi chiedo cosa se ne fa un disoccupato di prezzi più bassi se poi non guadagna neanche un soldo.
La deflazione significa disoccupazione e poi ancora disoccupazione!
Se la gente non guadagna, a farsi benedire è tutto il sistema produttivo, praticamente si spenderà solo l’essenziale!
Niente cene fuori, niente palestra, niente shopping non essenziale, niente vacanze,finanche le spese mediche vengono sensibilmente ridotte, le imprese non solo non investono, ma riducono fortemente tutte le spese.
Per esperienza si comincia a tagliare tutte le consulenze e tutti i servizi “rinunciabili”, si licenziano tutti quelli non essenziali, ho visto mettere anche il registro per le fotocopie!!
Carissimo Andrea ti posso dire per esperienza, che all’interno di una società di servizi o di prodotti industriali, vi è uno spreco di almeno del 30% ddelle risorse lavorative.
Questo non significa assolutamente che le persone lavorano poco, ma che vengono fatte lavorare male!
Tutti ora si stanno concentrando, in modo ossessivo, sulla produttività.
Tu mi dirai che migliorare la produttività è un fatto positivo, io ti risponderei: “senza dubbio”……se non fosse che la parola d’ordine sia ESTRERNALIZZARE (sembra che non ci siano limiti a questo concetto).
Gentile Andrea se ho tempo ti spiego un esempio semplice di come si è depravato un settore come l’industria dell’olio di oliva, oppure quella del latte, o del pane, giusto per rimanere nell’ordine delle cose semplici.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 11:17

Montecristo.

E quando mai sbaglia Greespan,il migliore di tutti è l’unico che riesce a turbare le mie previsioni.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 11:28

Per il comapasso.

Ma siamo sicuri che la disoccupazione sia causata dalla deflazione ?
Mi sembra che il ragionamento sia.
Meno consumi->deflazione->riduzione dei costi->disoccupazione.

Mi sembra che in questa crisi il problema rimane la solvibilità, è a causa di questo che la gente spende meno. Quindi la deflazione rimane un sintomo ma non la causa dei mali.
Continua ad esserci qualcosa che non mi torna nella formula deflazione uguale causa di disoccupazione.

Massimiliano

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 13:08

THE SECRET OF CHINA’S MIRACLE ECONOMY:
THE GOVERNMENT OWNS THE BANKS RATHER THAN THE REVERSE

http://www.webofdebt.com/articles/secret_of_china.php

x rimanere in tema

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 13:35

Caro Andrea certo prima o poi arriverà questo ribasso ma per il momento se avessi dato consigli operativi a qualcuno ci avrebbe rimesso l’osso del collo.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 14:17

Buon giorno a tutti. Da parecchi anni in Italia i salari sono legati all’inflazione programmata, a livello nazionale, e alla produttivita’, a livello d’azienda.Questo e’ uno dei motivi che hanno portato i salari nel nostro paese piu bassi di molti paesi europei e mondiali, cosidetti avanzati. Ora con la proposta che avanza di legarli all’effettivo costo della vita, cioe’ all ‘inflazione reale mi sapete dire cosa succedera se come penso siamo di fronte a dieci o piu’ anni di deflazione? Grazie a tutti. Paolo.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 14:20

Vorrei che qualcuno mi desse l’indicazione dove trovare il bund future in tempo reale, grazie. Paolo

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 14:22

con la proposta di berlusca , ora che l’inflazione è negativa, abbasseranno gli stipendi…

sono dei geni

Crisalide.

Ha sempre pagato il popolo con l’inflazione, se arriva la deflazione è la rivincita del popolo…
Ben venga l’inflazione.

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 14:52

c’è un aspetto della relazione tra deflazione disoccupazione che deve essere considerato:

La tecnologia sia di prodotto che di processo tende, con lo sviluppo, a deflazionare il costo di tutti i prodotti e di molti servizi.

Rispetto al passato un manufatto (ma anche servizo) incorpora sempre meno ore di lavoro, spesso meno materiale ed in molti casi anche una qualità una durabilità ed una affidabilità migliore.

epure megli ultimi 50 anni abbiamo sempre avuto (solo per 6 anni l’indice è stato negativo) inflazione. di deflazione neanche un’accenno.

gli orari effettivi di lavoro sono solo leggermente diminuiti ed il potere d’acquisto è progressivamente calato.
Ngli ultimi 15 anni si è aggiunto l’effetto dei low cost country, ma neanche questo ha generato deflazione.

Si può quindi concludere che una ristretta oigarchia industriale-commerciale ha aspirato tutta la riccheza generata dala magior produttività.

Credo stia arrivando il tempo della resa dei conti. solo un periodo proungato di moderata deflazione supportato da una robusta tassazione sui patrimoni mobiliari potrà riequilibrare la situazione

come alternativa ci sono sempre i forconi.

ad maora
Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 15:00

Grazie, Crisalide. Meglio sarebbe dire continueranno ad abbassare i salari e gli stipendi. Molti utili aziendali saranno prodotti dall’aumento della produttivita’. E’ quello che stanno facendo , soprattutto dove hanno mano libera e pochi lacci e lacciuoli. Paolo

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 15:15

Una cosa che non mi spiego se non con con la spaventosa liquidita’ che gira e’ la costante diminuzione dei prezzi di obbligazioni tipo Bei 2037. A meno che le mani forti stanno gia’ preparandosi al calo delle borse e al ritorno verso le obbligazioni

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 15:20

Inflazione ma i numeri son giusti ?

Non mi diletto nella discussione DEF vs. INF ma volevo solo farvi notare di un perverso meccanismo presente nei calcoli inflazionistici.

L’ inflazione misura la variazione di prezzo tra due oggetti (diciamo telefoni portatili), bene guardate qua:

Anno 1 – Mobile A.1 costo 100

Per vedere l’ inflazione attendo un anno e ne rimisuro il prezzo…giusto!

Anno 2 – Il modello A.1 non e’ piu’ fabbricato, al suo posto esiste il A.2 con schermo piu’ grande, display a colori e maggior memoria, costo 115

Attenzione, se riparametro le funzioni tecniche del telefono al vecchio A.1 potrei dire che il realta’ il telefono A.1 adesso costerebbe solo 95 e che il resto si tratta di un surplus di tecnologia che il cliente e’ disposto a pagare (in realta’ sono obbligato perche’ non esiste il vecchio A.1).

Abracabra, il risultata e’ che i prezzi STATISTICAMENTE scendono…anno 1 = 100 adesso anno 2 = 95 differenza -5 ma in realta’ voi per comprare un telefono cacciate 115 e non piu’ 100, quindi il vostro potere d’ acquisto scende…dal 1980 questo sistema e’ stato usato negli States per tenere bassa inflazione…ma le tasche son sempre piu’ vuote !
Non traete conclusioni pro o vs. inflazione prendetela solo come una chicchetta numerica !!!
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 15:34

E’ vero massimo quello che dici. Ma devi considerare che magari quel cellulare ha una durata superiore rispetto agli altri, una batteria che dura di piu’, e poi per quanto tempo quel cellulare manterra’ quel prezzo? Uno, due mesi poi scende…..

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 15:59

Consiglio a tutti un libro, del 1996, per qui lontano da dibattiti attuali.La fine dell’inflazione di Roger Bootle. pubblicato da Nicholas Brealey Publishing Ltd, london. In Italia dal Sole 24 ore.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 16:00

Paolo.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 16:04

Voglio dire una cosa molto semplice: sinora nei fatti, crolli spaventosi non se ne sono ancora visti, quindi una sana prudenza verso un un certo atteggiamento catastrofista sarebbe auspicabile, anche perchè si parlava di un’estate con il dollaro svalutato e di molte situazioni di crisi, molto più drammatiche di quanto stia avvenendo nella realtà. Resta chiaro che se il sistema finanziario dovesse rimanere in piedi anche in autunno ed in inverno, molte teorie sul collasso sistemico dovrebbero miseramente segnare il passo. Con rispetto.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 16:18

Nessuno, ha voglia di parlare vedo, frastornati dal salire delle borse. Consolatevi. Poco fa’ ho letto un articolo di Bernasconi analista tecnico e fondamentale, su mercato libero news , diceva che oramai l’s&p 500 non poteva salire sopra 1018 dopo 10 minuti era a 1023 !!

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 16:19

Mi correggo al post 13

ben venga la deflazione

sorry

Crisalide

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 16:24

Se, Con rispetto, si e’ convinto di questo siamo vicini al ribasso . Paolo

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 16:26

D’accordo, ma con salari fissi! Paolo

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 16:50

E’ POSSIBILE CHE SIETE COSI’ INGENUI?
VI RIDURRANNO I SALARI!

Molti salariati pensano che con la deflazione ci guadagnino, non hanno capito due cose.
Punto uno, buona parte di loro finirà licenziata.
Punto due, se la deflazione si farà pesante ci sarà la richieta di riduzione dei salari. Se vedete a quello che è successo in Irlanda e Lituania, la riduzione è stata chiesta e ottenuta senza nessuna difficoltà, si è andati da un -7% a un -10%.
Hanno ridotto i salari anche ai dipendenti pubblici.
E’ da una vita che mi chiedo perchè la gente non capisce che nessuno ti regala mai niente!

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 16:54

Allora siamo fottuti comunque.

Se c’è la deflazione ti abbassano lo stipendio, se c’è l’inflazione perdi il potere di acquisto.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 17:38

Se la deflazione tenesse lontano il consumatore, non avremmo mai venduto un telefono cellulare, on un computer, visto che i loro prezzi continuano a calare.

Scritto il 21 agosto 2009 at 17:39

Caro Andrea certo prima o poi arriverà questo ribasso ma per il momento se avessi dato consigli operativi a qualcuno ci avrebbe rimesso l’osso del collo.

……. a restare sulla “riva del fiume” nessuno ci ha rimesso nulla, anzi ha guadagnato in salute e ha avuto il tempo di riflettere, di guardarsi intorno.

Chiunque segue questo viaggio dall’ormai lontano 2007 guarda dall’alto qualsiasi dinamica dei mercati che continuano ad essere a distanze abissali dall’estate 2007.

Poi se qualcuno invece ama continuare a “giocare” in questo ambiente, libero di continuare a navigare in altri oceani, vi sono un’infinità di illuminati che conosco tutto e hanno visto ogni orizzonte.

Buona fortuna! Andrea

Scritto il 21 agosto 2009 at 17:43

15:17 *FELDSTEIN SAYS BERNANKE `CERTAINLY DESERVES’ RENOMINATION
15:17 *FELDSTEIN SAYS HE’S NOT READY TO DECLARE RECESSION OVER
15:17 *FELDSTEIN SAYS U.S. ECONOMY IS `STILL WEAK,’ MAY SLIP AGAIN 15:16 *HARVARD ECONOMIST FELDSTEIN COMMENTS IN BLOOMBERG TV INTERVIEW
15:16 *FELDSTEIN: BERNANKE MAY REASSURE INVESTORS ON FED’S EXIT PLANS

Grazie Raffaele e buon fine settimana a tutti!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 17:46

AIUTO
Qualcuno mi sa spiegare l’effetto dei 10 trilioni di liquidità e stimoli immessi nell’economia?
Da qualche parte saranno pure andati (borse, petrolio probabilmente), ma quando l’economia ripartirà, se verrà riassorbita sarà nuovanente recessione, se invece rimarrà in circolo sarà inflazione al galoppo, o no?
insomma mi sembra il gioco delle 3 carte ed anche ANDREA NON chiarisce questa questione.
7+

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 17:50

Sentendo molta gente che conosco nessuno o con pochissimo è investito in borsa, tutti hanno liquidità parcheggiata in titoli monetari, questo mi fa pensare che in borsa investono gli addetti, le banche con soldi delle banche centrali speculando a man bassa e i trader.
La situazione è: bond salgono di prezzo, indici di borsa salgono alle stelle, materie prime, petrolio in primis, salgono anche in presenza di bassi consumi, parlano poi di crisi finita, dietro l’angolo la ripresa, questo è il quadro. Tutto ok quindi, ma sono cose che non possono andare in un senso tutte insieme. Mi domando e vi domando quale sarà il ” fatto” che ci riporterà alla realtà???
Domandaccia.
Un povero diavolo.

Scritto il 21 agosto 2009 at 17:56

Un’ ultima precisazione……

Se qualcuno intende le mie analisi come indicazioni a mettersi short o a giocare al ribasso, non ha capito nulla di questo viaggio e se qualcun’altro sta aspettando indicazioni per tornare a riempiersi la stiva di titoli, è pregato di accomodarsi negli oceani accanto, questo non è un viaggio operativo ormai da lungo tempo, non è un viaggio per navigatori impazienti che non vedono l’ora di tornare ad obbordare la nave della ripresa.

Io non ho fretta, aspetto con serenità che la verità diventi sempre più figlia del tempo.

Buon fine settimana cari compagni di viaggio.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 18:29

Ma c’è una differenza sostanziale tra :
un dato oggettivo e una previsione?
Perchè esultano se il PIL cinese sarà forse meglio del previsto e non vedono il dato reale:
“Restano fiacche le esportazioni con un calo del 20% nel terzo trimestre, contro attese di un calo contenuto al 12,5%”

http://www.affaritaliani.it/economia/crisi_cina_pil_terzo_trimestre210809.html

ditemi se ho capito male io.
AltaPatagonoa
x21:sicuramente bisogna mettere in conto il fattore K: cioè ke nessuno poteva immaginare che la FED etc avessero tutte queste freccie di liquidità da mantenere un mercato in coma tali da farlo sembrare un torello scalpitante…
Andrea mostra dei super post poi ognuno fa come vuole… io son short, ormai è come alla roulette.. prima o poi…….
se cade una meteorite o altro,guerra virus(toccatevi toccatevi le p..) per me è come una assicurazione sul 2012 . he he
Altrimenti mi sta bene così, ho talmente diversificato (visto ke..ammettiamolo, è tutto un casino) oro terreni,dollaro,euro, immobiliare all’estero, insomma uno deve pararsi il..fianco.
E devo ringraziare Andrea per avermi fatto capire ke la finanza,la borsa è una vera…porcheria.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 18:42

e in più:
“nuovi record per le insolvenze e le procedure di foreclosure sui mutui immobiliari residenziali negli Stati Uniti d’America, una fattispecie che prende il nome di mortgage delinquencies e che, stando ai dati ufficiali sul secondo trimestre dell’anno in corso, riguarda oramai il 13 per cento dei mutui in essere, una mina da poco meno di 1.500 miliardi di dollari e che vede i ritardi nei pagamenti delle rate al 9 per cento, mentre le procedure di foreclosure sono giunte a toccare il 4 per cento dell’outstanding complessivo che dovrebbe aggirarsi tra i 10.500 e gli 11.000 miliardi di dollari, una cifra di non molto inferiore al prodotto interno lordo a stelle e strisce e che per quasi la metà fa capo alle nazionalizzate Fannie Mae e Freddie Mac.

ooops

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 18:45

Compasso,

quello che si può fare in Irlanda ed in Lituania non si può ancora fare per fortuna in Italia Germania e Francia.

Poi il giorno che ci dirai chi sei e da che parte stai magari capiremo il senso dei tuoi post.

Personalmente il tuo atteggiamento da vecchio saggio mi ha fracassato…

ad malora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 19:02

Scusate, ma obiettivamente, tutti i vari blog (mercato libero news ect ect) se li leggete sono sempre in trend catastrofista, fine di tutto dietro l’angolo, in estate doveva succedere chissa che disastri….sapete perchè le borse salgono e se ne infischiano dei dati? Primo: un mare mai visto primo di liquidità da investire e a tassi uguali a zero praticamente. Secondo: Attese di superinflazione, altro che inflazione.
Secondo me si continuerà a salire sino al primo semestre 2010. Poi probabilmente esploderà la bolla dei debiti pubblici e da lì molto presumibilmente si andrà persino sotto ai minimi di 666 SP500.
Un trader, Vicenza.

P.S. Leggetivi tutto quello scritto da Bernasconi sinora (in maniera obiettiva) e ditemi se forse ci ha preso un 30%? sinora. (non voglio fare polemica ma bisogna essere obiettivi)

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 19:07

Compasso qui nessuno fa il tifo x qualcosa mi pare, si cerca di guardare oggettivamente ad una realta’ molto complessa e a dare ognuno delle interpretazioni della realta’ che ciascuno di noi vede, si cerca di comprendere i punti di vista altrui e di apportare i propri. E Grazie x l’ingenuo era tanto che non ricevevo un complimento cosi’ bello, cosi’… puro.

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 19:21

Prepare for a gold rally and breakout. Patience is key, to be amply rewarded. A major gold reversal since last autumn is still in progress. Remember: the longer the wait before breakout, the bigger the breakout, and the fewer the beneficiaries riding the train. With so many rebuffs at the $1000 mark, few expect that level to be overcome. It will be surpassed when China gives the word: GO.

Scritto il 21 agosto 2009 at 19:31

Andrea io credo a Nimrod, credo alla sua Torre, al suo volere comandare altri, io penso che quello che scrivi(Grazie dei tuoi articoli) non lo prenderanno mai in considerazione perchè il loro obiettivo non è curare il malato, ma i loro OCCHI sono verso la costruzione di questa grande TORRE DI BABELE MODERNA…e se come allora Dio interviene con il suo dito?
Questi Saggi a poco a poco ci faranno perdere la fede per credere solo alla RAGIONE. E se Dio confonderà nuovamente l’obiettivo di NIMROD?

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 19:33

eeeee???

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 19:34

prova… prova
mi sentit??

altapata

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 21:13

Dorf #89 di ieri io credo , da persona comune ( e tecnico hehehe), che sul fotovoltaio, nucleare, solare termico, abitazioni ecologiche (100 anni fà erano ecologiche !!!!) e risparmio energetico ci sia una grande confusione pilotata dal “sistema” per motivi economici e per il controllo sull’energia.
Per dirla con parole semplici ” siamo nella c….a sino al collo” stanno giocando con la nostra vita; non gli importa niente della nostra salute…..e direi anche della loro e dei loro figli.
La “politica” se non vuole investire nel solare termico o termodinamico ha sicuramente i suoi buoni e “sconosciuti” motivi; io installavo pannelli solari termici più di 20 anni fà…ed ancora funzionano!!! e dalla mie parti, in estate basta un rotolo di polieteline (nero fumo!!!) da 100 metri appoggiato su un terazzo soleggiato per avere acqua calda gratis per la famiglia…..costo 100-150 euro (non vi spiego la tecnica per “appoggiarlo” …….non avete abbastanza “moneta/debito/carta” per spiegarvela hehehe).

Infine voglio sottoscrivere il #33 del Capitano Andrea, anch’io non ho fretta….aspetterò per vedere cosa succede al mondo fianziario/banche; ma sicuramente non resterò passivo è cercherò di reagire.
Per fare un esempio che non ha niente a che fare con la finanza, c’è chi affida dei risparmi ad un assicurazione pensionistica integrativa (stile USA), e chi invece si “costruisce” un futuro…..a modo suo.

Un saluto

SD

Scritto il 21 agosto 2009 at 21:29

CIAO ANDREA

apprezzo la tua coerenza ..e sono fantastiche e vere le tue parole: il sistema tende a premiare coloro che partecipano alle bolle,coloro che le provocano,in fondo gli altri giocano all’enalotto!
TUTTAVIA CONTINUO A VEDERE UN OSTINAZIONE DA PARTE TUA:
-come sempre riporti le opinioni e le analisi di chi la pensa solo in un certo modo, di chi vede il bicchiere mezzo vuoto.
-oggi venerdì sono venuti altri dati positivi sul mercato immobiliare e non sono i soli eppure..nessun accenno da parte tua, invece ben riporti i dati negativi sui ritardi di pagamento sui mutui e tutto il resto purchè sia negativo. è evidente che il flusso di notizie è positivo ma per te sembra non esistere..
-scrivi che Bank of America ha comunicato a piè di pagina che i suoi crediti erano di 64 miliardi inferiori alla realtà, Ok sarà vero ma domando: forse 2 mesi fa la situazione era ancora peggiore …forse tra 3 mesi le cose potrebbero andare meglio
-vedo una profonda sottovalutazione sul fatto che alcune notizie migliori delle attese stanno dando fiducia e come nel periodo in cui tutto peggiorava vorticosamente forse anche in fase di ripresa la fiducia si potrebbe autoalimentare con forza e questa è stata anche una crisi di fiducia….ma tu ignori questo…
-vedo sul blog tante analisi tante previsioni ma perchè non essere più equlibrati e adeguarci al presente? il presente lancia segnali di aver evitato il peggio…le persone hanno voglia di guardare in positivo almeno alcune..

SCRIVI :……. a restare sulla “riva del fiume” nessuno ci ha rimesso nulla, anzi ha guadagnato in salute e ha avuto il tempo di riflettere, di guardarsi intorno.

VERAMENTE DICIAMO LE COSE COME STANNO FINO IN FONDO: rimanere in riva al fiume, rimanere ad aspettare la fine del mondo ,rimanere con i soldi in parcheggio ad un fantastico ZERO PER CENTO dato dalle Casse Rurali Trentine o al 0,75 % dato da Fineco o IW Bank non credo che si vada lontani o sbaglio?
i prezzi delle cose : autostrada ,funivia in montagna,cinema,medicine,mensa scuola bambini, aumentano più dello zero di interesse preso stando in riva al fiume.
Hai ragione nel 2008 bisognava stare in riva al fiume ma poi è stato un suicidio insistere….sì forse ci sarà la doppia w, forse ci sarà un crollo nel 2010 , basta con fare previsioni e per questo rimanere ingessati , un pizzico di equilibrio forse serviva….comunque auguri a chi rimarrà investito allo 0,75 % in attesa che una grande meteorite distrugga la terra.

rimane intatta la mia stima per la tua preparazione, e sono daccordo con te non possiamo aspettarci da queste persone dei miglioramenti sul piano dell’etica e della sostenibilità impossibile…però dobbiamo prendere le cose per quello che sono, criticarle è giusto ma è anche giusto sottolineare che le cose da marzo in poi sono migliorate e c’era la possibilità di fare qualcosa …un semplice ETF corporate bond ad esempio era un modo di assecondare il miglioramento in atto…invece sulla rive del fiume nessuno ci da nulla , il cash non rende nulla tra poco BISOGNERA’ PAGARE PER STARE IN RIVA AL FIUME….e allora sarà ancora meno conveniente…

Gianni Castiglioni

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 22:55

Seguo il sito da molto tempo anche se sono intervenuto solo sporadicamnte. Condivido quanto scritto sul #44, tatticamente è ineccepibile, il fortissimo ribasso era un’occasione per rientrare sui mercati (anche se questo lo sappiamo adesso). Bisognava considerare che i soldi messi in campo dalle banche centrali avrebbero avuto degli effetti positivi, del resto a chi giovava far saltare tutto? Ora si sta ricreando un clima di euforica fiducia, ma io questa volta non ci credo più tanto.
Andrea mi ha aperto gli occhi, ho capito che questo mondo finanziario è fatto di grandi bolle che si gonfiano e sgonfiano perchè per parafrasare Oscar Wild tutti sappiamo il prezzo delle cose ma non il loro valore. I valori degli strumenti finanziari non sono tanto ancorati a certezze fondamentali ma alla fiducia che si crea o si distrugge. Manca anche un base di certezza sulla moneta da quando la stessa è stata sganciata dall’ancoraggio all’oro. I debiti talora enormi accumulati dagli stati, dalle aziende e dai privati sono ancora li come macigni che ci possono rovinare addosso all’improvviso, quando la fiducia si incrinerà di nuovo, dato che sono aumentati, la prossima volta potrà essere peggio.
Quindi strategicamente il consiglio di stare alla finestra è sempre valido per chi vuol stare tranquillo e teme gli alti e bassi della finanza. I soldi si possono anche tramutare in beni reali, io mi sono comprato una casetta con un orticello, ci ho guadagnato in salute, ora mangio degli ortaggi squisiti che coltivo io e sto molto meno tempo davanti al computer a vedere i grafici della borsa, manovrati da altri.
E ringrazio sempre Andrea, ho capito che siamo in un mondo di ladri

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 23:01

dientivavo di firmarmi: ettore

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 23:50

IL NERO CANCELLO DELLA GEOPOLITICA.

Sapete qual’è stata la notizia più importante di oggi?
Ben Bernanke che dall’alto della sua torre d’avorio continua a vaticinare la fine della crisi?
Il nuovo rialzo delle barse susseguente alle parole del profeta della FED?
L’indice delle PMI europee che da flebili segni dii vita?
L’indice manifatturiero di Philadelfia in risalita?

Io direi di no….e dico che non sono troppo importanti neanche i tanti dati negativi che tutti i giorni (anche se ignorati dai signori dei soldi) piovono sulle nostre teste.

Il dato più importante di oggi, ma direi degli ultimi mesi è che in Afganistan alla elezioni “democratiche” ha votato meno del 50% della popolazione. Forse il 40%. Sempre che si voglia credere a quanto ha dichiarato il governo fantoccio filo occidentale.

Questo vuol dire che il 60% o più della popolazione afgana ha disertato le urne.

Le cose sono due:

1) O il 60% della popolazione afgana è sotto il dominio dei cosiddetti Taleban;

2) O il 60% della popolazione afgana, sebbene non sia sotto il dominio Taleban, la pensa come i Taleban;

Scegliete voi l’ipotesi che più vi aggrada.

Che significa tutto ciò?
Semplice, la guerra in Afganistan è persa. Nonostante gli immensi sforzi. Nonostante i sacrifici in vite umane e in risorse economiche.

Facevano tenerezza i leader occidentali (compreso il profeta Obama) mentre dicevano che le elezioni sono state un successo.

Questa è la notizia che conta. Lo sviluppo e il predominio occidentale sul mondo si basa sulle baionette. Ai voglia a parlare (falsamente) delle coomplicate alchimie per le quali il peggio è passato. Si stà sgretolando il modello sul quale si basa il potere occidentale.

Oggi, Steaglitz parlava del rischio che il dollaro perda nel corso dei prossimi anni il suo ruolo di moneta di riserva. Un altra colonna (sempre però legittimata dalle baionette, non neghiamolo) che si stà sgretolando.

Detto tutto questo, secondo me, siamo ben lontani dall’uscita della crisi “economica”, nonostante tutti gli sproloqui Bernankiani. Ma anche se fosse, il fatto è che è tardi. E che quel predomino (militare, ripeto) che imponeva via FMI ai paesi del terzo mondo la visione del “washington consensus” si sta lentamente erodendo/sgretolando.

Quanti di voi, per esempio sanno che la Cina (forse in risposta a qualche torto subito recentemente) ha trasformato la Moldova in un suo protettorato? La Moldova si trova in Europa per chi non lo sapesse.

Quanti di voi sanno che l’Islanda (paese Nato) se non riceverà gli aiuti internazionali promessi (via FMI) e a condizioni meno gravose di quanto imposto (il solito washington consensus), accetterà la corte della Russia disposta a offrire un prestito a condizioni tra l’altro favorevoli? Gli aiuti dell’FMI sono attualmente congelati perchè l’inghilterra e l’olanda pretendono, a tamburo battente, il pagamento del debito ai propri concittadini travolti dal crollo delle banche islandesi.
Soldi che gli islandesi non hanno.

Ottusità occidentale, di stampo coloniale. Tipica di chi è abituato a razziare. Di chi ha sempre ragione. Così in Afganistan, così in Moldova, così in Islanda. Ma lo stesso si può dire pensando all’Africa. O alla Cina. O alla Russia. O al piccolo Honduras che ha subito un golpe di chiaro stampo CIA.

Questo e altro si cela oltre il nero cancello della Geopolitica.

Nel frattempo Bernanke continua a lanciare i suoi vaticini dalla sua torre d’avorio. Gli astanti, tra grida di giubilo si scambiano pezzi insignificanti di carta perchè “la ripresa è vicina”. Nel frattempo il burrone si avvicina.

IL MOZZO DI TERZA

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 01:13

Caro “Il mozzo di terza” la cosa più complessa da far capire alle persone è che non esistono da un lato i buoni e dall’altro i cattivi.
Il mondo è dominato da molti gruppi di poteri alcuni molto antichi altri invece di recente formazione.
Alcuni hanno fini destabilizzanti, altri reazionari, alcuni hanno come unico scopo la perpetuazione del potere, c’è perfino qualcuno che conduce una crociata silenziosa contro tirannie e sopprusi!
A volte alcuni gruppi operano in sintonia, altre volte sono fra di loro in competizione, o peggio!
Ogniuno lotta per il suo spazio al sole.
Esiste un intreccio complesso di ammiccamenti, ricatti e minaccie al fine di tenere e mantenere nel proprio teatrino i burattini più ambiti.
Qualcuno ha detto che ognuno ha il suo prezzo, non necessariamente in denaro.
Qualche volta parlo con qualcuno del marcio del mondo, questo qualcuno mi ascolta e poi dice sempre “…ma di cosa ti stupisci! ”
Non mi arrendero mai all’evidenza, che fa la corruzione una regola….ma mi sa tanto di essere un illuso!

-Il Compasso-

PS
-Un giorno vi parlerò dei sogni dei burattini, anche loro hanno un’anima!

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 02:05

X45,Si non era facile investire a marzo quando tutti dovevano fallire banche comprese,ho fatto qualcosa rischiando il 10% del mio capitale ad aprile sono uscito guadagnando per chiudere definitivamente .Quello che ho fatto e nel mio piccolo mi sento soddisfatto grazie al lavoro e non sono stati i guadagni della borsa a cambiarmi la vita anzi negli anni scorsi con i vari declini della speculazione se non avevo il polso finanziario e psicologico per aspettare avrei perso decenni di lavoro con la salute a pezzi.Non vale la pena e chi vuole farlo in questi momenti e’ gia’ tanto rischiare la decima parte di quello che si ha.Oggi c’e poco lavoro qualcosa ho fatto in passato e la borsa la faccio io investendo buona parte nella cultura cominciando a visitare le citta’ d’arte italiane per passare a quelle europee e arrivare a quelle orientali non trascurando per ultimo quelle americane e sud americane.Cosi’ ho deciso ,salutandoVi tutti .Salvatore

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 10:42

Ciao Andrea, non so se è già stato scritto in questo blog, segnalo un articolo che è apparso su avvenire e parla del bhutan, un piccolo paese tra due giganti (cina e india) dove da quasi 30anni usa al posto del pil il fil (felicità interna lorda)
http://it.wikipedia.org/wiki/Felicit%C3%A0_interna_lorda
un indicatore valuto dal re e ottenuto con l’aiuto di economisti, sociologi, psicologi che dovevano stabile se il suo popolo fosse non più o meno ricco , ma più o meno felice.
In 30 anni questo indicato è nato li e li è rimasto……speriamo che sia l’ora di una sua diffusione……

complimenti per gli articoli, ciao

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 11:15

INFLAZIONE
“…la teoria monetaria sembra aver dato infatti gli strumenti per controllare l’inflazione attraverso il controllo dell’offerta di moneta, essi (i governi) temono però la realizzazione delle altre previsioni della teoria monetaria e cioè che aumenti dell’offerta di moneta stimolino non solo una rapida inflazione, ma successivamente anche la disoccupazione” (per calo del reddito reale e quindi dei consumi )
Arnold Heertje -Elementi di economia politica

se a quanto sopra aggiungiamo i salvataggi, gli stimoli fiscali e le rotative delle banche centrali, la strategia di rientro sarà piuttosto difficile dovendo manovrare fra scilla (ricaduta in recessione) e cariddi (inflazione)

ps. dal 1926 al 1935 secondo i dati ufficiali la lira si è rivalutata , come potere d’acquisto,del 50%, quella sì che era deflazione

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 12:55

The worst is not over This is the worst

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 13:46

Mio padre diceva che l’unica informazione che si poteva prendere senza cnoscere chi la forniva e perchè erano le Estrazioni del Lotto.

Anche sulle previsioni del tempo è bene dubitare

ad malora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 14:05

Per # 51
Mio nonno, funzionario statale subì negli anni 30 due riduzioni di stipendio mi pare del 10% l’una. Mio padre diplomatosi ragioniere non trovò lavoro dopo il servizio militare e andò volontario alla guerra d’Etipoia per guadagnare lo stipendio come ufficiale.
Allora c’era il Duce al governo e Beneduce alla Banca d’Italia e la lira doveva stare a quota 90 con la sterlina, già altri tempi….

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 14:18

x 54

Erano proprio altri tempi, tempi di autarchia, esplicitamente dichiarata dal regime fascista dopo le sanzioni inflitte all’Italia dalla Società dele nazioni proprio a causa dell’nvasione dell’Etiopia…

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 14:31

Ottima presa di posizione a favore della deflazione.

Finalmente il vento soffia a favore di chi sgobba e risparmia (cioè del piccolo risparmiatore che non può certo diversificare) e non si vede, in questo modo, posizionato su un prodotto che continua a deprezzare rispetto a tutto (cioè il denaro, l’unico su cui può logicamente investire).

Non riesco a capire come si possa essere sempre così pneumaticamente vuoti difronte a questi semplici concetti.

unTrader

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 14:54

per #56
la crisi americana del ’29 si manifestò in Europa dopo circa due anni, il mondo economico era meno globalizzato di adesso ma pure c’erano delle forti correlazioni.
Le sanzioni della Società delle Nazioni (dominata dall’Inghilterra) contro l’Italia a causa della guerra d’Etiopia rafforzarono paradossalmente il regime fascista che rispose con l’autarchia contro le potenze “demo-pluto-giudaico-massoniche”. Allora l’economia italiana era basata grandemente sull’agricoltura ( mi pare 50%) poi c’era l’industria e infine marginalmente il terziario. Proprio il contrario di adesso.
Allora c’era un tenore di vita basso ma sostenibile oggi abbiamo un tenore di vita alto e siamo sempre a chiederci quanto sia ancora sostenibile ( a parte il nostro beneamato Presidente del Consiglio).
Allora con l’autarchia potevamo provare a farcela da soli, oggi sappiamo che da soli non possiamo fare nulla, dipendiamo in tutto e per tutto dall’estero, però abbiamo un meraviglioso terziario fatto di call-center !

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 15:28

Evviva la ripresa !

(ANSA) – NEW YORK, 22 AGO -La texana Guaranty Bank e’ stata chiusa dalla Federal Deposit Insurance Corp (Fdic) allungando la lista delle banche americane fallite.Ora sono 81 nel 2009. La chiusura di Guaranty rappresenta l’11mo maggior fallimento di una banca nella storia americana. I depositi dell’istituto verranno acquistati da Bbva Compass, societa’ attraverso cui opera negli Usa l’istituto spagnolo Bbva. Al 30 giugno Guaranty contava su asset per 13 miliardi di dollari e depositi per 12

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 16:30

Il post scriptum sugli anni 30 era solo per sottolineare che la deflazione di cui parla Andrea è trascurabile (-0,qualcosina) rispetto alla vera deflazione.
Questo perchè oggi le banche centrali hanno immesso 10 trilioni di liquidità ed aiuti statali con moneta virtuale creata dal nulla, inimmaginabili (ed impossibili per via della convertibiltà in oro ) a quei tempi, il cui effetto RIFLAZIONISTICO è, a mio modesto parere, trascurato da ANDREA nelle sue analisi che tuttavia condivido nell’aspetto pratico (cioè che la crisi non è per niente risolta).
#51

Scritto il 22 agosto 2009 at 16:50

per chi si chede come potersi salvare sia dagli effetto negativi dell’inflazione, che della deflazione. articolo di 8 anni fa, ma sempre più che attuale. l’unico sistema al mondo x tenere i prezzi sempre stabili. e cosi’ mantenere inalterato il potere d’acquisto. e inoltre dà un grossissimo aiuto al mondo del lavoro, specie a quelli che hanno perso il posto di lavoro. vedete come.
MESSAGGIO RIVOLTO AL MONDO DEL LAVORO
Sabato 15 Novembre 2008 13:09 Rocco

FLESSIBILITÀ SALARIALE E REDDITO DI CITTADINANZA
di
Giacinto Auriti

Il lavoro libero si distingue dal lavoro schiavo perché è basato sulla libera contrattazione dei compensi. Stipulare un contratto significa rispetto della parola data sia da parte del lavoratore che del datore del lavoro. Con la flessibilità salariale si altera arbitrariamente il valore del compenso corrisposto al lavoratore perché se ne svuota arbitrariamente ed unilateralmente il potere d’acquisto. Questa truffa non è imputabile al datore di lavoro, ma al vertice della banca centrale che la attua col pretesto di difendere il potere d’acquisto della moneta e lo fa nel proprio interesse in quanto ne ha la proprietà sin dall’emissione (perché emette prestando e prestare denaro è prerogativa del proprietario). In tal modo ciò che viene rispettato come obbligo contrattuale è la sola espressione numerica della somma di denaro corrisposta come salario, non il suo valore. Nelle tasche del lavoratore va infatti il valore monetario che varia col variare dell’inflazione. E siccome l’inflazione è causata, non dal datore di lavoro, ma dalla banca centrale, che ne lamenta poi la necessità di controllarla e ridurla, ed è in grado di prevederla e prevenirla perché è in grado di causarla, appare in tutta evidenza l’assurda recita quotidiana degli attori della drammatica commedia della conflittualità contrattuale: Bankitalia, Confindustria, CGIL, CISL, UIL. Chi comanda il gioco è Fazio, il padrone dei soldi che li emette prestandoli anche agli industriali. E gli industriali devono accettare le proposte di Fazio perché questi è in grado di concedere o negare il prestito di denaro di cui il mondo del lavoro ha bisogno come l’aria per respirare.
È ovvio che il problema della conflittualità contrattuale si può risolvere solo con la proprietà popolare della moneta. Attribuendo ad ogni cittadino, all’atto dell’emissione, la sua quota di valore monetario come reddito di cittadinanza, si rafforza una volta per sempre la posizione del contraente più debole perché lo si libera dai bisogni di prima necessità. In tal modo il lavoratore accetta il contratto di lavoro perché lo ha voluto, non perché è stato costretto ad accettarlo.
Il regime della proprietà popolare della moneta ed il reddito di cittadinanza conviene sia ai datori di lavori che ai lavoratori, perché finalmente anche per i contratti di lavoro torna a valere la regola del “tener fede alla parola data” che da affidamento e stabilità di cui oggi il mondo del lavoro ha necessità esasperata.
Va inoltre posto in evidenza che si risolverebbe anche il problema della c.d. robotizzazione. Oggi i robot sono considerati con ostilità dai sindacati perché il loro uso aumenta la disoccupazione. Attribuendo al cittadino il reddito monetario di cittadinanza esso potrà essere utilizzato per comprare i prodotti dei robot a prezzi più bassi per la riduzione dei costi, realizzando così anche una politica di deflazione monetaria.
Ultimo, ma non minore argomento, è la circostanza che col reddito di cittadinanza si darebbe attuazione al 2° comma dell’art. 42 della Costituzione Italiana che sancisce l’accesso alla proprietà per tutti in un diritto sociale universale. Questa norma è stata sistematicamente ignorata da tutti i governi di uno stato che pur si dichiara costituzionale, a conferma della regola pancia piena non crede a pancia vuota, che pur essendo ignorata dalla Costituzione ha tuttavia piena rilevanza giuridica.

Giacinto Auriti
Segretario generale del Sindacato Antiusura SAUS

Fonte : http://www.abruzzopress.info/ . 20 Agosto 2001

bye DORF

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 16:51

Condivido il ragionamento e la conclusione di #51-60, infatti malgrado la spaventosa liquidità per imandare la resa dei conti, i debiti sono ancora tutti da pagare, anzi sono aumentati quelli pubblici.
Alla fine della fiera i debiti o li paghi o fai default.

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 17:01

Dorf ma almeno capisci quello che posti (col copia e incolla)?
Speriamo

Crisalide.

Scritto il 22 agosto 2009 at 18:07

crisalide, perchè non la pianti di rompermi le p…? chi ti ha mandato qui? il tuo amico banchiere? tu che sei cosi’ attaccato ai sassolini gialli. ma te li mangi poi? son buoni? poverino che sei. 1) ce la fà il tuo cervellino da insetto-crisalide a capire che in tutti i blog/siti del mondo è tutto un copia/incolla? pensi forse che il capitano non faccia copia/incolla? ti spiego che vuol dire. vuol dire leggere e copiare un articolo chessò in america, e portarlo/copiarlo in italia. in questo caso su icebergfinanza, ok? hai capito? fan cosi’ tutti. anche compasso, cuculo, fringuello, ecc…, tutti. quello che posto lo conosco e l’ho letto. tu continua pure a speculare sulla pelle della gente col tuo ridicolo sassolino giallo, e con la carta straccia chiamata denaro. sai leggere, uuhhmmmm… su questo sito è scritto espressamente non si danno consigli di borsa. e sempre il padrone del sito, mazzalai, precisa ogni secondo, che a lui interessa la questione morale, etico-finanziaria. cosa di cui non sai che vuol dire. si legge benissimo nei tuoi post. a te non te frega un cazzo che la gente perde lavoro e soldi. nulla!! pensi solo a te stesso. vabbè, vorrà dire che quando morirai ti faremo una corona d’oro, ti metteremo 20kg d’oro dentro la bara. forse pensi di portarteli nell’aldilà. quindi questo sito non fa x te. trovatene uno adeguato alle tue brame di denaro. saluti DORF

Scritto il 22 agosto 2009 at 18:10

….e sempre x sapere con chi abbiamo a che fare, leggete questo. i nostri cari usurai dell’FMI e company. come e cosa fanno x distruggere un intero paese. con la compiacenza dei politici. gianni e pinotto. la banda bassotti. macchè, molto ma molto peggio.

ISLANDA: LEZIONI DAL CATACLISMA ECONOMICO
Postato il Giovedì, 20 agosto @ 17:10:00 CDT di davide

DI EVA JOLY
globalresearch.ca

Brown, Barroso e Strauss-Kahn mostrano di non aver imparato niente dall’ondata di fallimenti delle banche islandesi.

Dal G8 al G20, molti capi di stato e di governo sembrano ansiosi di ripetere che niente sarà più come prima. Il mondo sta cambiando ed è stato sconvolto dalla crisi; secondo loro, anche il modo di pensare e agire in termini di norme finanziarie, relazioni internazionali e aiuto allo sviluppo deve quindi cambiare. Molti esempi contraddicono però queste belle frasi, e uno di quelli più importanti è la situazione in cui si trova adesso l’Islanda, dopo l’implosione del suo sistema creditizio e la nazionalizzazione urgente delle sue tre banche più importanti (Kaupthing, Landsbanki e Glitnir). Questo piccolo paese di soli 320.000 abitanti è schiacciato da un debito di vari miliardi di euro, che non ha assolutamente niente a che vedere con la stragrande maggioranza della popolazione e che la nazione non è in grado di rimborsare.

Ho cominciato a interessarmi all’Islanda in qualità di consulente nelle indagini sulle cause del fallimento delle sue banche, origine di tutti i guai del paese. Non parlerò però delle indagini, ma di qualcosa che ne è alla base; e non sono comunque in alcun modo il portavoce delle autorità islandesi, le cui responsabilità negli avvenimenti non sono certo trascurabili (il precedente governo era stato addirittura sciolto dopo la netta condanna dell’opinione pubblica per la gestione poco trasparente delle istituzioni, considerata la causa scatenante di tutti i problemi attuali). Spinta dalla sorte del popolo islandese, meritorio e amabile, e dalla totale assenza di discussione nei media europei sul loro futuro, ho semplicemente voluto attirare l’attenzione sui grandi problemi che non sono confinati alle sponde dell’isola. L’attitudine irresponsabile di alcuni paesi, dell’UE e del FMI sul collasso dell’economia islandese dimostra la loro incapacità a trarre una lezione dai drammatici eventi che hanno minato il modello economico di riferimento: l’eccessiva liberalizzazione dei mercati, in particolare di quelli finanziari, che gli stessi leader politici avevano in gran parte contribuito a creare.

Per cominciare, esaminiamo le richieste del Regno Unito e dei Paesi Bassi, danneggiate dal fallimento delle banche islandesi perché, pur essendo state almeno in parte messe in guardia sui rischi che incombevano su tali istituzioni, avevano accolto a braccia aperte le loro filiali o sussidiarie. Dunque, i due stati chiedono adesso all’Islanda di rimborsare somme astronomiche (oltre 2,7 miliardi di euro al Regno Unito e 1,3 miliardi di euro ai Paesi Bassi) con interessi del 5,5%, partendo dal principio che il paese aveva la responsabilità di garantire i fondi depositati presso Icesave, il settore online di Landsbanki, che offriva tassi insuperabili. Inglesi e olandesi avevano deciso di garantire i depositi non fino a 20.000 euro, come previsto dalle legislazioni europea e islandese (il governo locale, che subito dopo la nazionalizzazione delle banche aveva dichiarato di garantire solo i depositi effettuati nel paese, non avrebbe potuto comunque far fronte a un tale impegno), ma fino a 50.000 o 100.000 euro. Le misure adottate per imporre tali garanzie sono d’altra parte assolutamente scandalose.

Ai primi di ottobre il Regno Unito aveva deciso di congelare i beni non solo della Landsbanki ma anche della Kaupthing Bank, che non aveva alcun legame con la Icesave, ricorrendo alle sue leggi antiterrorismo. Gl’inglesi avevano così inserito gl’islandesi, loro alleati nella NATO, tra organizzazioni tipo al-Qaeda… E da allora sembrano star usando tutta la loro influenza per fare in modo che all’Islanda non venga fornito nessun reale aiuto internazionale fino a quando le richieste non saranno state soddisfatte. Gordon Brown ha d’altro canto dichiarato in parlamento che sta lavorando “con il FMI” per decidere quanto il Regno Unito può esigere all’Islanda. Lo stesso FMI non si è contentato nel frattempo di sospendere gli aiuti a disposizione del paese, ma le ha assortite di condizioni che persino in un romanzo sarebbero giudicare oltraggiose.

Un esempio è l’obiettivo di portare a zero il deficit pubblico islandese entro il 2013, impossibile da raggiungere ma tuttavia foriero di larghi tagli in aree essenziali (ad esempio l’istruzione, la sanità, o la previdenza sociale). Nel complesso sarebbe difficile definire più accomodante l’attitudine dell’UE e degli altri paesi europei; la Commissione europea ha infatti decisamente appoggiato la posizione inglese, e il suo presidente ha annunciato a novembre che non vi saranno più aiuti europei fino a quando non sia stato risolto il caso Icesave. È vero che Barroso – troppo preso dalla sua campagna elettorale e preoccupato all’idea di perdere l’appoggio del suo principale sostenitore, Londra – ha la testa altrove. Persino i paesi scandinavi, sempre in prima linea nella solidarietà internazionale, brillano per la loro mancanza di reazioni di fronte al ricatto, cosa che mette in una diversa luce la generosità dei contributi promessi. Brown sbaglia quando scarta ogni responsabilità sua e del suo governo. In primo luogo ha una responsabilità morale, in quanto è stato tra i primi a proporre un modello che è andato, come possiamo ora constatare, a pezzi; ma ha anche una responsabilità reale in quanto non può farsi scudo dello stato giuridico di Icesave – fatto dipendere formalmente dalle autorità bancarie islandesi – e affermare che il Regno Unito non ha i mezzi e il diritto di monitorarne le attività. Qualcuno può veramente credere che un pugno di uomini a Reykjavik avrebbe potuto controllare in modo efficace le attività di una banca nel cuore della City? Bisogna inoltre tener presente che le direttive europee sui conglomerati finanziari sembrano indicare che gli Stati membri dell’UE che autorizzano le istituzioni di paesi terzi a stabilirsi sul proprio territorio devono assicurarsi che le autorità dei paesi di origine garantiscano un livello di controllo pari a quello previsto dalla legislazione europea. Durante la crisi finanziaria, non c’è quindi stato per caso un errore delle autorità inglesi su questo punto (cosa che non sarebbe particolarmente sorprendente, tenuto conto dei “risultati” di altre banche inglesi, in nessun modo legate all’Islanda)? In tal caso, l’iperattivismo di Brown contro un piccolo paese potrebbe giustificarsi con il desiderio di apparire potente agli occhi del suo elettorato e dei contribuenti, le cui perdite non possono essere cancellate. Le istituzioni islandesi hanno ovviamente una gran parte di responsabilità in questo affare, ma questo vuol forse dire che bisogna ignorare le enormi responsabilità delle autorità inglesi, scaricando tutte le colpe sulle spalle del popolo islandese?

L’Islanda, la cui sola fonte d’entrate è ora rappresentata dalle esportazioni, non sarà sicuramente in grado di rimborsare i debiti. L’accordo Icesave, su cui il parlamento dovrebbe pronunciarsi tra poco, imporrà al paese un debito di 700 miliardi di sterline, 5,6 trilioni di dollari USA. L’isola non potrà rimborsare la somma in meno di cinque anni, con i deficit nazionali in crescita a un ritmo più vivace che mai, anche nel caso delle grandi potenze: ancora una volta UK e USA ci forniscono ottimi esempi. Se non viene adottato un nuovo approccio, Europa e FMI si apprestano a compiere un nuovo misfatto: ridurre in miseria un paese il cui indice di sviluppo umano era salito in poche decadi al primo posto nel mondo… La conseguenza è che gl’islandesi – in massima parte molto qualif
icati, plurilingue e con forti legami professionali coi paesi nordici, dove si integrano con estrema facilità – stanno già cominciando ad emigrare: alla fine FMI, Regno Unito e Paesi Bassi non riusciranno comunque a farsi rimborsare. L’Islanda resterà con poche migliaia di pescatori in pensione, con le sue risorse naturali e con una posizione strategica a portata di mano del migliore offerente: ad esempio, la Russia potrebbe trovare l’opportunità interessante.

Ma ancora adesso esistono soluzioni alternative. In effetti i paesi dell’Unione europea potrebbero trovare un meccanismo per portare in luce le proprie responsabilità nella situazione attuale, per migliorare la regolamentazione dei mercati finanziari e al limite per farsi carico – cosa che la legislazione europea non proibisce – di una parte del debito, avendo fallito nel loro ruolo di supervisione del sistema bancario. Potrebbero anche offrirsi di aiutare l’Islanda, che non ha ovviamente sufficiente esperienza nel settore, ad analizzare dettagliatamente le cause del disastro per capire che cosa è veramente successo. Potrebbero anche cogliere l’occasione per cominciare a discutere la creazione di un servizio pubblico europeo d’indagine che si faccia carico dei crimini transnazionali, particolarmente di quelli finanziari, cosa che ancora una volta la legislazione europea non impedisce. Il FMI e il suo direttive potrebbero anche cogliere l’opportunità per riesaminare a fondo le condizioni che assortiscono i loro prestiti, rendendoli più realistici, più orientati sul lungo termine, più sensibili almeno a qualche problema sociale. Potrebbe essere un primo passo verso una vera riforma delle istituzioni multinazionali di questo tipo e delle procedure di solidarietà internazionale, e, per quel che concerne Strauss-Kahn,…

Scritto il 22 agosto 2009 at 18:11

continua….
e, per quel che concerne Strauss-Kahn, un’occasione per lasciare il segno come direttore del FMI.

Impegnarsi in un tale dibattito richiederebbe ovviamente un sacco di tempo ed energia, e molta attenzione (soprattutto nel Parlamento europeo dove nei prossimi mesi verranno tenute varie discussioni). La presidenza svedese dell’UE, tuttavia, non sembra avere fretta di migliorare la normativa dei settori finanziari, e i pertinenti comitati del Parlamento sono dominati, oggi più che mai, dai liberali, in particolare da quelli inglesi. Ci sono tutti gli strumenti e i mezzi per un vero progresso; una catastrofe come quella che ha colpito l’Islanda potrebbe in ultima analisi dar vita a una reazione internazionale significativa, e non solo alle ciniche e irresponsabili pressioni che ancora oggi possiamo rilevare.

Eva Joly è consulente nell’indagine sul fallimento delle banche islandesi, membro del Parlamento europeo, ex Giudice d’istruzione in Francia (la sua indagine più famosa è quella su Elfi Aquitaine), ed ex consulente del governo norvegese sulla corruzione. È inoltre membro fondatore del The Tax Justice Network.

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=14683
7.08.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO PAPPALARDO

Questo articolo è stato pubblicato il 1 agosto 2009 in Le Monde (Francia), in Aftenposten (Norvegia) e in The Morgunbladid (Islanda). Global Research ha pubblicato il testo completo in inglese dell’articolo inviatoci dall’autore, e The Daily Telegraph una versione riassunta e modificata.

DORF

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 19:01

Gran fine settimana di lavoro da parte di pennivendoli e burattini di regime.
Stanno spargendo vagonate di mezze notizie per far tornare i soliti pollastri (quelli che possono permetterselo) a spendere anche l’ultimo centesimo in borsa. Dopo mesi di festini e festoni, ora a qualcuno bisogna pur vendere la carta straccia che vale un bel più della carta straccia di qualche tempo fa.

Niente di nuovo insomma, solito déjà vu.

Altra considerazione, al candidato pollastro sopra che parlava di grandi notizie sul mercato immobiliare americano (+7,2% vendite case rispetto mese precedente).
Ottimo dato, hanno detto i pennivendoli di regime.
Avessero detto che un terzo di queste vendite erano dovute a pignoramenti, che da un anno a questa parte il settore era praticamente crollato a pezzi e che pertanto un rimbalzo è più che fisiologico, oltre al fatto che giusto in questi ultimi mesi il sig. Obama ha messo un campo forti incentivi fiscali per chi acquista immobili, forse forse forse…..

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 19:20

Per Dorf #64, “non ti curar di loro ma guarda e passa” Dante Alighieri -Inferno canto III verso 51- molto interessanti i suoi post, da memorizzare; se poi a uno non interessano con lo scroll del mouse basta un attimo…..Crisalide sino a questo momento non è stato molto “costruttivo” nei suoi post a parte il “nervosismo” che crea, chissà in futuro potrebbe insegnarci qualcosa del suo “mondo” (quando la prenderà in quel posto….) hehehe.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 19:40

X tutti,lasciamo stare crisalide bene o male lei i conti li sa’ fare.Diminuiti i prezzi? Stessa spesa e articoli anno 2000 lire 68.000,oggi 22.08.09 euro 73,50 (supermercato italfrutta uno dei piu’ economici) si parla di inflazione o deflazione ,fino adesso con o senza speculazione non abbiamo ancora digerito nulla ma se i prezzi non tornano al valore del 2000 e’ inutile fare i fringuelli e girotondi col cavolo che riprendono i consumi. Ciao Alternativo.

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 19:41

Sei totalmente decerebrato Dorf.
Non hai capito nulla.
Fai pena.

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 19:41

Se a qualcuno interessa vedere un ottimo documentario/film sulla globalizzazione:

http://www.youtube.com/watch?v=jcqLjwkhlh8&feature=PlayList&p=8283C20576D5BBF3&index=0

ci sono 6 video…..per passare un oretta nella realtà.

SD

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 20:25

SD, grazie del link, nulla di nuovo naturalmente, ma la consapevolezza della realtà va nutrita di tanto in tanto…

ad maiora
Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 21:07

Che il re sia nudo, l’ha finalmente detto un ufficiale del re…
da meditare, specie per chi sta in riva al fiume, col suo 0,5-1%, contento perchè, al momento, il livello dell’acqua è basso ( deflazione)

http://www.reuters.com/article/ousiv/idUSTRE57K5LL20090822?pageNumber=1&virtualBrandChannel=0

In sintesi, il presidente della FED di St. Louis ha chiaramente detto che L’INFLAZIONE è quello che la FED sta cercando ( “The Fed’s strategy is aimed at promoting a future rise in inflation, which should provide an immediate boost in activity …” ), anche se alcuni sembrano non averlo ben capito (“”I don’t think markets have really digested what that means,” St Louis Fed President James Bullard said )

“Loro” l’INFLAZIONE LA VOGLIONO… LA CERCANO… L’AVRANNO…nonostante al momento le spinte deflazionistiche siano evidenti e potenti…

chi sta comodamente seduto in riva al fiume col suo 0,5-1%, potrebbe essere travolto in futuro dalle onde tracimanti dell’inflazione…

e per chi ha perso il treno dei mercati emergenti, il treno delle commodities, il treno dei mercati azionari, il treno delle obbligazioni corporate, etc etc, speriamo almeno che sappia nuotare, visto che un salvagente dello 0,5-1% non sembra essere poi un granchè…

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 21:08

Il Cuculo #72 hai ragione, forse il documentario è troppo soft; vedrò di trovare qualcosa di meglio (è dura competere con i film!!!) hehe un saluto.

Alternaivo #69, se posso intromettermi nella domanda rivolta al Capitano. Quello che scrivi è vero, negli ultimi anni i prezzi sono aumentati di molto, anche raddoppiati!!!
Ma siamo sicuri che questo dipenda dall’inflazione/deflazione?? e se dipendesse dalla “svalutazione” della Lira, oppure perchè una grande parte dei dati economici che ci propinano sono falsi/pilotati.
Io ho la netta senzazione che siamo sommersi da un infinità di falsità, ma questo il Capitano Andrea sicuramente lo conosce!!! se ci comunicassero i dati economici veri e reali credo che ci sarebbe una “rivoluzione”.

SD

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 21:14

per chi sta “in riva al fiume” con addosso un salvagente dello 0,5-1%:

http://www.reuters.com/article/ousiv/idUSTRE57K5LL20090822

Parla il presidente della FED di St Louis: “The Fed’s strategy is aimed at promoting a future rise in inflation, which should provide an immediate boost in activity…”
…anche se qualcuno non l’ha capito (” “I don’t think markets have really digested what that means,” St Louis Fed President James Bullard said )…

Scritto il 22 agosto 2009 at 23:12

avanti con i pignoramenti delle case in america. la giostra continua. ma comunque va tutto bene. crisi finita, ripresa iniziata. tutti felici e contenti.

venerdì 21 agosto 2009
L’onda anomala dei pignoramenti

Pignoramenti USA in crescita, l’onda anomala dei pignoramenti è in arrivo.

Già.

Prima però non possiamo notare che l’impareggiabile Tgcom ha già ripreso la sua forma smagliante e torna a proporci “notizie” di cui avremmo fatto volentieri a meno.

Che dire del titolo che campeggia tra le news del mondo “Nude in Metro, fotografo denunciato”?

Pare infatti che un fotografo avrebbe scattato 10 foto ad una modella nuda nella metropolitana di New York. In particolare,

Una sessione di foto è stata particolarmente movimentata. Mentre Hyman faceva spogliare una ragazza all’interno di un vagone della metro pieno di passeggeri, una donna ha urlato, mente un anziano signore ha cominciato a tremare, forse dall’emozione, nel vedere la modella senza veli.

Forse dall’emozione.

Forse.

Chi lo sa.

Perchè ci cambia parecchio la vita, questa cosa.

Forse sarebbe stato più utile ai lettori approfondire l’interessante novità sui pignoramenti dei mutui negli USA nel secondo trimestre. Swissinfo accenna qualcosa.

L’onda anomala delle insolvenze e dei pignoramenti

Risulta infatti che ancora una volta le insolvenze e i pignoramenti non arrestano la loro corsa. Già ai massimi storici negli ultimi 3 mesi hanno continuato a crescere.

La famosa onda anomala si intravede al’orizzonte

Secondo il report di Morgage Bankers’ Association, infatti:

Il 13% degli americani con mutuo sono in ritardo con i pagamenti o sotto pignoramento.
Nel solo mese di Giugno, la procedura di pignoramento è scattata per più del 4% degli americani con mutuo
il 9% non è riuscito a pagare una rata per almeno una volta.

Florida, Nevada e Arizona gli stati più colpiti. Anche questo dato non stupirà gli affezionati lettori, che, in questo articolo su cosa sono i mutui underwater , leggevano che proprio questi tre stati sono in testa alla classifica delle percentuali più alte di mutui underwater.

Dati rilevanti, ma la novità di questo trimestre è questa che segue..

Un terzo degli insolventi erano “sicuri”

Circa un terzo di tutti i pignoramenti sono sui mutui “Prime”, quelli cioè accesi da famiglie ritenuti sicuri e solvibili. Famiglie con lavori sicuri e ben pagati.

Nelle grottesche alchimie finanziarie create dagli apprendisti stregoni della finanza cartolarizzata si faceva a gara a chi estraeva dall’alambicco la formula matematica che rimandava più in là l’esplosione della bolla.

Una probabilità su seimila miliardi, una probabilità su un trilione, …

Queste formule, evidentemente sballate nonchè manifestamente prive di fondamento, si basavano comunque sull’assunto che esisteva una fascia di mutuatari di alta qualità, i cosiddetti “Primers”.

Questi mutuatari, con lavori sicuri e ben pagati, poco indebitati, avrebbero continuato a pagare il loro mutuo fino all’estinzione.

Questo garantiva un costante afflusso di liquidità nel sistema che avrebbe fatto girare l’ingranaggio anche in caso di difficoltà dei subprime.

Il mercato della casa non sarebbe mai entrato in crisi e i prezzi delle case sarebbero cresciuti costantemente, alimentando il meccanismo all’infinito.

Come dire: gli ultimi anni confermano che a wall street si sbagliavano. In tanti.

1. Dalla fase conclamata della crisi, infatti, la disoccupazione si estende anche alle fasce più ricche.
2. I pignoramenti aumentano e buttano altre case sul mercato, che fanno cadere ulteriormente il prezzo delle case che spinge i mutui verso l’underwater
3. Il credito è bloccato e la crisi congela l’economia, portando altra disoccupazione
4. Torna alla casella di partenza senza passare dal via.

E la liquidità continua a venir meno….

Vi ricorda qualcosa?

Ma soprattutto, il vecchietto avrà smesso di tremare?

Saluti felici

Felice Capretta
bye DORF

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 23:17

OLTRE IL NERO CANCELLO: LE STRATEGIE DI OBAMA.

Qual’è la notizia più importante di oggi sul fronte geopolitico?
L’annuncio del nuovo viaggio in Cina del Presidente USA Obama.
E’ la seconda visita nel giro di pochi mesi. Si tenga in considerazione che anche il suo segretario di stato I.R.Clinton è già andata dall’ imperatore e dai suoi mandarini. Senza dimenticare la visita del Segretario al Tesoro T. Gaithner, tra l’altro sbeffeggiato anche dagli studenti dell’università di Pechino.

Si può dire, senza possibilità di errore, che siamo di fronte ad un frenetico attivismo dell’amministrazione Obama sul fronte dell’oceano pacifico.

Anche la stampa e i mass media parlano, infatti, apertamente della nascita di un vero e proprio G2. Un asse tra gli americani e i cinesi.
Ma è così? O quelle americane sono finte offerte di condivisione del “trono” planetario?

Per comprendere quella che è la strategia americana bisogna fare un passo in dietro: sino ai tempi dell’impero Britannico. Impero, che come quello americano, basava le sue fortune sulla forza delle armi. Basti ricordare proprio le due guerre dell’oppio che proprio i britannici mossero contro l’impero cinese. Sia detto per inciso, guerre immorali. Guerre che sono vergogna eterna per i britannici.

Dicevamo, l’impero britannico basava la sua strategia su un duplice asse: quello politico e quello militare (della marina in particolare).
Una strategia tanto semplice quanto efficace.

Compito dell’Ammiragliato di Sua Maestà era quello di avere sempre una marina efficente. Tale da controllare i mari. Per forza la Marina inglese doveva essere uguale alla somma delle forze della seconda marina e della terza marina presenti al mondo.

Compito del Foreign Office era quello di evitare ad ogni costo che la nazione che possedeva la seconda marina si alleasse con la nazione che possedeva la terza marina. Questa alleanza andava evitata a tutti i costi perchè in una eventuale guerra poteva giocarsela alla pari con la marina dell’Impero Britannico. Se il foreign office avesse realizzato questo scopo l’Impero avrebbe dominato il mare. E nessuno avrebbe potuto mai insidiere il suo predominio.

La strategia di Obama, in qualche modo è simile. Anzi è uguale nella logica: la Cina non deve mai in nessun modo allearsi con la Russia. Alleanza che per demografia, riserve valutarie. apparato produttivo e riserve energetiche, oltre che per l’apparato militare, può insidiare realmente il predominio dell’impero americano.
Ecco qual’è l’obbiettivo del continuo corteggiamento americano.

Se in questo momento di difficoltà gli americani impediranno l’alleanza russo-cinese, potranno prima sistemare la Russia (le sue riserve energetiche fanno infinitamente gola), basterà una bella rivoluzione colorata contro il “dispotico” Putin.
Dopo, se i Cinesi alzeranno la cresta potranno essere sistemati anche loro.
Ma i cinesi maestri di “pensiero laterale” cadranno nel tranello?

Intanto, in Russia continua l’abile opera di destabilizzazione del quadrante caucasico (terra ricca di gas e petrolio).
Ma qualcuno non ci casca. Ecco cosa ha dichiarato il Presidente dell’Inguscezia in convalescenza dopo un attentato terroristico teso ad eliminarlo :” Io sono miglia dal credere che degli arabi siano alla base di ciò. Ci sono altre, più gravi forze … sappiamo quali interessi vi siano e di chi: Stati Uniti, Gran Bretagna, e anche Israele”….e ancora “L’Occidente non mancherà di cercare d’impedire alla Russia di riavere la forza dell’era sovietica”.

Non importa che sia vero che dietro il suo attentato ci siano gli “Occidentali”….è già un danno che lo pensi. Poi, inutile girarci attorno…ormai è storia. Non è la prima volta che gli americani armano la mano dei fondamentalisti islamici per destabilizzare un paese straniero….antico vizio, che per esempio in Afganistan gli si è ritorto contro.

Interessante anche il messaggio del ministro degli esteri Russo per l’anniversario della guerra russo-georgiana dell’anno scorso. Si parla chiaramente e inusualmente di mano americana…di basi israeliane distrutte (a Mosca fecero anche una mostra dei cimeli israeliani catturati…compresi alcuni documenti di soldati israeliani).

Insomma, la strategia di Obama è semplice. Impedire l’alleanza Russo-Cinese utilizzando il metodo dell’impero britannico: offrire un alleanza a uno dei due rivali e destabilizzare e indebolire con tutti i mezzi l’altro. La scelta è per l’alleanza (finta) con i cinesi e per la guerra per procura con i Russi.

I Russi (come attesta la dichiarazione del presidente inguscieto e il messaggio del Ministro degli esteri Russo) hanno capito.

Anche i cinesi, senzqa dubbio.

Ma cosa decideranno i cinesi?
Sacrificheranno i russi?
O capiranno che abbandonare i russi sarebbe consegnarsi mani e piedi all’impero famelico americano.

Comunque vada i demoni della Geopolitica stanno liberandosi dalle catene nei quali furono imprigionati a Yalta.

PS
Chi pensa che i tentativi americani siano dovuti alla mera questione del debito americano sbaglia.
Se non ci sarà l’allenaza Russo Cinese all’Impero di mezzo non rimarrà che sostenere il governo USA anche fiinanziariamente. Questa sarebbe una mera conseguenza…….

Il Mozzo di Terza.

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 00:44

Se , conoscessimo la verita’ politica e finanziaria non saremmo qui a dire la nostra.Interessante conoscere gli articoli di Dorf che ringrazio per il tempo dedicato,applicati prima non avrebbero dato spazio ai mali che ci affliggono.Ciao Alternativo

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 00:54

A77 MOZZO DI TERZA,Famelici non sono solo gli americani ma chiunque toglie o si approffitta della democrazia dell’altro a cominciare del compagno accanto.Saluti PAUL

Ps.scusate ,Valentina dove sta’?

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 08:15

Ehi Dorf mi spiace deluderti ma normalmente io non faccio copia e incolla caro… se c’e’ qualcosa che leggo che mi piace portare integralmente all’attenzione di tutti ok, ma altrimenti scrivo un po’ di pensieri in liberta’, altrimenti che gusto ci sarebbe, leggo tonnellate di ricerca al giorno, sarebbe davvero noioso… cio’ non vuol dire che mi diano fastidio i tuoi copia e incolla, tutt’altro. Certo magari di fronte ad articoli particolarmente lunghi Dorf basterebbe postare il Link magari evidenziando l’importanza del tema, x una questione di praticita’ e di facilita’ di lettura del blog, ma questo blog e’ bello xche’ e’ cosi’, ognuno contribuisce con quello che vuole e quello che sente e ritiene importante, scambiando opinioni su tematiche differenti e che ciascuno ritiene importanti, del resto e’ cosi’ che si cresce. Poco importa se siano copia e incolla o pensieri in liberta’.

Ciao

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 10:17

Secondo me Valentina sta ritirando i lingotti dalla banca e sotterrandoli in giardino.

Altapata

Anzi no sta cercando di vendere in spiaggia i troppi libri che ha… hihi

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 10:25

Per mozzo

Finché c’era e c’è l’egemonia americana, con tutti i suoi limiti, stiamo bene. Non c’è mai stato nella storia un periodo di pace e crescita sia economica che civile e sociale come negli anni americani. La cina per forza di cose diventerà una potenza (anche se visto il suo andamento demografico rischia di far la fine del giappone) ma la concorrenza cinese abbasserà gli standard democratici e civili. Lo si vede in birmania (arresto della premio nobel per la pace), sudan (darfur), nigeria… Tutti stati in cui per tornaconto economico la cina ha bloccato risoluzioni onu su cui c’era l’unanimità. Con la cina al potere ci sarebbe ancora l’apartheid in sudafrica, perché la cina per avere l’oro e i diamanti non avrebbe guardato in faccia a nessuno.
E non parliamo della minor tutela dei lavoratori. Per competere con cinesi che lavorano 12-14 ore al giorno e dormono in fabbrica, le industrie europee delocalizzano o chiudono.

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 10:44

Potete dire quello che volete ma il copia/incolla selvaggio non è una buona cosa.
Difendete pure un maleducato.

Crisalide (che non fa parte degli amici banchieri al contrario di quello che dice il genio Dorf)

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 10:56

Dorf vedo che ti sei registrato su splinder.
Potresti aprire il tuo blog adesso

il titolo de lo do io se permetti.

Copia e Incolla.
Il blog di chi copia senza capire.

Dai su, è facile.

CRISALIDE

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 14:42

OK Crisalide…ma ke pallee!!!
Dobbiamo scegliere se riempire il Blog di copia/incolla o di battibecchi con Dorf?Se non sei d’accordo con Dorf,usa la rotellina, o della testa o del mouse… e vai al post successivo…e ke palle!
Perchè non dai un contributo anche tu su idee ,news, che riguardino il tema di questo sito?
Saluti

Altapata

Scritto il 23 agosto 2009 at 15:37

per #83:
ma ti è chiaro chi è che fà affari con i cinesi e fa finta di niente sugli standard democratici e civili di chi deve sfruttare?

per Crisalide
mi è chiaro il pensiero di Dorf e posso in alcuni casi non condividere o suggerirgli come fatto da Fringuello di non postare interi articoli ma solo il link con la descrizione del tema.
Non mi è chiaro il tuo che sembra semplicemente criticare quello che scrive Dorf.

Ciao a tutti
Lucio

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 16:24

Ok Sorry io la smetto

Crisalide

Scritto il 23 agosto 2009 at 16:59

Il fatto che in US continui la cetena dei foreclusure deriva dalla peculiarità dei mutui in US.

Come ben sapete in US se uno decide di smettere di pagare il nutuo prende le chiavi di casa le mette in un’apposita busta e la consegna alla banca, dal quel momento la casa è dela banca.

Ora dato che il mercato è calato del 20% (in media) non è difficile che si verifichi lo scenario in cui non solo un mututatrio è underwater del 20%

per esempio con un mutuo da $200.000 per una casa con un valore di $160.000 ma magari la casa del vicino (prticamente identica) è in vendita a $150.000.

voi cosa fareste?

ad maiora
Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 19:42

Cuculo da qualche tempo noto nei tuoi commenti un ottimismo di maniera come di chi pensa che e’ tornato tutto alla normalita’, il mercato e’ crollato speculativamente e speculativamente risale e risalira’, tutto come sempre tutto come prima. Ma cavolo, Cuculo ora un trade e’ un trade, si puo’ guadagnare col naso tappato anche in questo mercato, e ok va bene, ma non e’ questo lo spirito che ci unisce in questo viaggio e su questo veliero. Vedi Cuculo x salvare le banche sono state cambiate le regole, x salvare i mercati e sbloccare il mercato del credito, sono stati contratti swap tra banche centrali x trillions e trillions, ma continuiamo a pagare il denaro a tassi imbarazzanti se richiediamo un prestito, le aziende continuano a rifinanziarsi a tassi del 9-10%, la disoccupazione continua a salire (certo se hai un lavoro compri la casa del vicino altrimenti…). Bene Cuculo Il problema e’ questo, non si vendono menzogne, non si mistifica la realta’ xche’ ritorna sempre con estremo vigore a farci visita, e soprattutto non si danno appigli alla speculazione, in un senso o nell’altro, se oggi si ricostruisce un sistema economico-finanziario dai piedi d’argilla domani qualcun’altro paghera’ testate giornalistiche e mezzi di comunicazione xche’ un altra esplosione sul mercato del credito o nell’economia venga fuori, e inneschi nuovamente uno scompiglio peggiore di questo, e si dira’ cavolo lo sapevamo!!! come sempre. Ultimamente si assiste ad una risalita furiosa dei corsi azionari su una comunicazione alquanto discutibile, io da parte mia x il lavoro che faccio ringrazio x l’opportunita’ naturalmente, ma Cuculo non c’e’ niente di cui stare allegri. Tutti i grandi Fondi Pensione hanno abbassato e continuano a ridurre il peso dell’equity, ultimo Calsters che addirittura dichiara stiamo vendendo questo rally, e allora mi chiedo a chi giovera’ tutto cio’?

come al solito con stima

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 20:57

sono sempre in attesa di risposte che so che non arriveranno mai ehehehe

copio e incollo io un tuo commento

#18 14 Agosto 2009 – 17:05

Pesca forza tira pescatore
pesca e non ti fermare
poco pesce nella rete
lunghi giorni in mezzo al mare
mare che non ti ha mai dato tanto
mare che fa bestemmiare
quando la sua furia diventa grande
e la sua onda è un gigante
la sua onda è un gigante.

L’ultima onda è in viaggio……..per molto tempo non rivedremo più certi livelli nell’oceano.

Buon Ferragosto a tutti in bocca alla balena!

Andrea

complimenti !!!! dimostrazione di totale incapacità di visione sui mercati, mettiti un po di cenere sulla testa.

saluti da un ex amico

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 21:19

per il post 91.
innanzitutto abbi il coraggio di firmarti, poi tempo al tempo in quanto lo tzunami potrebbe essere già partito e il suo effetto devastante in imminente arrivo.
piero

Scritto il 23 agosto 2009 at 21:40

Caro Fringuello,

il mio non è ottimismo di maniera, e forse nanche ottimismo.

Abbiamo superato una fase critica in cui il paziente è arrivato in pronto soccorso in fin di vita con blocchi alle principali funzoini vitali, per cui la sana pratica medica è stata accantonata e si è cercato di rianimare il malato, con qualche successo.

Il malato è guarito? No.
necessita ancora di cure e si deve anche prospettargli una vita più sana ma…

Il malato sta meglio e continuare a darlo per spacciato non mi pare opportuno e neanche giusto.

L’ottimismo non è certo sufficiente per risolvere i problemi ma è certamente necessario.

Nessuno è in gado di determinare le dinamiche delle situazioni caotiche, si cerca di linearizzare nel breve e si intuisce nel medio periodo.

Io non sono un trader e in questo momento sono completamente fuori dalla borsa e completamente liquido. Cosa farò dei miei risparmi ? non ne ho idea.

Io opero nell’economia reale ed allora ti chiedo, cosa deve fare secondo te chi opera nell’economia?

La mia risposta è coraggio e avanti !

come sempre abbiamo fatto ci aggiusteremo strada facendo.

buonanotte
Il Cuculo

Scritto il 23 agosto 2009 at 22:41

Gianni….bentornato,ma nonostante tutti non hai compreso sino in fondo questo viaggio.

Dai un’interpretazione della riva del fiume che è estremamente soggettiva e probabilmente non tieni in considerazione altri fattori.

Non ho intenzione di parlare di scelte operative, non l’ ho mai fatto e non incomincerò ora a farlo, ma l’obiettività di cui tu parli per me significa rinnegare il mio lavoro, le mie analisi.

Se esiste ancora un po di obiettività, le mie visioni macro e microeconomiche si sono avverate, e con il tempo si confermerà anche la deflazione che tu come la maggior parte degli altri attori non volete vedere e comprendere.

Vogliamo parlare di scelte operative spicciole…..ebbene anche se sono state e saranno le ultime, nel luglio del 2007 consigliai ” la riva del fiume ” ovvero l’uscita completa dai mercati azionari e accennai alla tarda primavera del 2009 come punto di fine intermedio della crisi sempre in riferimento ai mercati finanziari.

Direi che temporalmente ci siamo andati vicini, senonchè il mio problema è stato quello di non essere in grado di comprendere che avrebbero fatto di tutto per manipolare la realtà, inventandosi degli stress test letteralmente fasulli e modificando la contabilità mark to market, sostenendo inoltre con un fiume di derivati ogni singolo accenno di ritorno alla realtà dei mercati.

Gianni con rispetto, credi veramente che i valori fondamentali dei principali indici in riferimento ai loro rispetti P/E siano in linea con le attese di una ripresa entusiasmante o magari vogliamo lasciare tempo al tempo e tra qualche mese o anno verifichiamo la realtà.

Io analizzo e guardo anche ad altri “strumenti” molto più affascinanti e fondamentali te lo posso garantire, altri si adeguano al trend.

Io non lo faccio e non lo consiglio e ti assicuro che sono circondato dalla fiducia e dalla stima ma mi fermo qui se non vado oltre, aggiungendo che c’è modo e modo di lavorare…..

Aggiungo un’ultima cosa su quel ……bisognerà pagare per stare in riva al fiume…..caro Gianni.

Ricordati e ricordo a tutti coloro che seguono questo viaggio che la Deflazione degli assets e della realtà comporta un’automatica rivalutazione del futuro potere di acquisto perchè domani con meno soldi si potrà comprare molto di più di quello che si può oggi.

Due cose dimenticavo in generale: questo non è un blog per investire, ma per aumentare insieme la consapevolezza verso questo mondo spesso per niente trasparente e incapace di conoscere il valore dell’uomo, un blog per crescere insieme anche dal punto di vista culturale e la seconda cosa è che in questo blog non è prevista la fine del mondo, ne l’ Apocalisse, ne la sua disintegrazione ad opera di una meteora…….previsione che in molti si divertono a mettermi in bocca!

Ciao Andrea

Scritto il 23 agosto 2009 at 22:49

Caro 73 …..non hai compreso il significato di quello che hai postato.

Il signor Bullard della FED di St.Louis sta sussurrando ai mercati di comprendere che i tassi rimarranno a lungo depressi molto oltre il 2010…..mercati che non hanno ancora digerito ciò che significano tassi depressi per lungo termine e assenza di inflazione…..

Come vedi vi sono diverse interpretazioni, comunque ognuno libero di pensare che l’inflazione è dietro l’angolo…..

Andrea

Scritto il 23 agosto 2009 at 23:04

Crisalide ci sono dei limiti in questo blog che segnalano la mancanza di rispetto verso la persona, limiti che amerei non fossero superati. Inoltre chiunque è pregato di lasciare i propri copia ed incolla sintetici con piccoli riferimenti significativi accompagnati dal link.

Grazie e buona serata. Andrea

utente anonimo
Scritto il 23 agosto 2009 at 23:56

Come ho gia detto mi scuso pubblicamente.
Ora tocca ad altri seguire le giuste regole.
CRISALIDE.

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2009 at 00:14

se conoscessi i bilanci reali delle varie societa’ finanziarie e produttive valuterei e qualcosa investirei in borsa ma mi sembra di aver capito che tutto e’ falsato per andare avanti e allora continuo a seminare del mio su terreni da cui almeno una probabilita’ di raccolto sono sicuro di fare.Chi si accontenta ,gode. Ciao Alessio

Ps.dovessero scendere i prezzi,mi compro una casetta sopra una collinetta in riva al mare e quando vedo il veliero del capitano accendo un faro per invitarlo ad un pranzo prelibato in compagnia di belle marinaie.

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2009 at 07:15

……….E noi ?? ;-)
Altapata

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2009 at 08:31

Ciao Andrea, è molto tempo che non ti scrivo, non solo per ragioni di tempo, ma perchè come più volte ti ho detto, da tempo non condivido più ciò che scrivi.
pur consapevole che molto c’è ancora da fare e senza nulla togliere alla storicità di questa crisi, stai percorrendo una strada che di totale negatività, che a questo punto mi fanno dubitare di aver sovrastimato in passato le tue doti, in reatà ti stai adeguando ad una corrente di perma-bear, che godono in alternativa con i perma-bull periodi di alterne fortune, sono veramente deluso, non tanto per la divergenza di vedute quella potrebbe anche starci, ma per l’ormai evidente sbandamento verso l’ignoto a cui vai incontro,
probabilmente non attendi una meteorite o l’apocalisse ma ti sei circondato di lettori depressi e pessimisti, a volte bisogna anche interrogarsi sul perchè attraggo un lettore anzichè un altro….

scusa se ho usato toni duri, non prenderla come un offesa personale, ce l’ho molto di più con me stesso per aver sbagliato a quotarti con amici e conoscenti.

Mariano
(se non credi che sia io ti mando una email)

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2009 at 08:54

Per SD #43

Mi accodo al tuo post perchè sono rimasto sorpreso di trovare su questo blog qualcuno che mi ha rubato l’idea del secolo (ovvero l’acqua calda) ;-)
Anch’io ho adottato da 15 anni questa soluzione del rotolo di 100m di polietilene sul tetto del magazzino degli attrezzi … un telaietto fatto con tubi zincati e un po’ di fil di ferro, più un paio di saracinesche per deviare l’acqua in ingresso alla caldaia verso “il tubo nero”.

Risultato: acqua calda gratis tutta estate, per doccia e cucina, senza esagerare ovviamente nei consumi (non di notte, è ovvio, in quel caso l’impianto si complicherebbe con serbatoi di accumulo e pompette varie per mantenere il calore accumulato, di notte ci si accontenta dell’acqua tiepida)

Costo dell’investimento irrisorio (il tubo da 100m di Polietilene), manutenzione zero, difficoltà tecniche e di installazione equivalenti al fai da te che tutti si devono fare in casa propria.

Non ho mai quantificato il guadagno ma mi sorprendo delle soluzioni tecnologicamente avanzate e costose che vengono proposte x ottenere un risultato simile o poco al di sopra del mio fai da te casalingo (per inciso, non abito in Sicilia, bensì in Lombardia, quindi con irragiamento non maggiore di qualsiasi altra zona in Italia)

Ciao ciao

Hunter76Lima

Scritto il 24 agosto 2009 at 09:00

Oi!!! “Banda di manigoldi”…son tornata…anche se non ero molto lontana…
Grazie dell’interessamento…Paul #79
Altpatagonia..ciao,…non holingotti e…per me il giardino è un “luogo sacro”…
..non potrei mai separarmi dai mie libri..nemmeno per necessità :-):-)come questo viaggio…

Il Cuculo finete le ferie?

Nessuna spiaggia Altapatagonia, ma un immenso cielo stellato sopra di me..come in pianura
e in città non se ne vede…e una natura, che per fortuna, la fa da padrona…”animale errante sul mio territorio”…
una ricchezza immensa…

“Vi meravigliate come questa materia mescolata alla rinfusa, in balia del caso, può avere costituito un uomo, visto che c’erano tante cose necessarie alla costruzione del suo essere, ma non sapete che cento milioni di volte questa materia, mentre era sul punto di produrre un uomo, si è fermata a formare ora una pietra, ora del piombo, ora del corallo, ora un fiore, ora una cometa.
E’ pertanto impossibile che da questo lieve movimento non si faccia qualcosa, e qualcosa sarà sempre forte stupore per uno sventato che non pensa….”

(C.de Bergerac, L’altro mondo, ovvero stati e imperi della luna”)

mi siete mancati…davvero…felice di essere qui tra Voi..
Capitano…sempre grazie di tutto…devo recuperare un po’..ma è un piacere!!….

Navighiamo…navighiamo
Ciao…Ciao
Valentina :-):-):-)

Scritto il 24 agosto 2009 at 19:02

Probabilmente l’errore è reciproco, in fondo si tratta solo di un viaggio, per un periodo la nostra rotta è coincisa, magari è stata solo parallela, ma le tue ultime parole dimostrano che viviamo in diverse dimensioni e non aggiungo altro.

Non ho idea da dove venga questa metamorfosi, ma so che molte cose erano già scritte, probabilmente il “realismo” per me diventerà ottimismo solo quando avrò notato certi cambiamenti, che probabilmente il tuo modo di vedere ha già intravisto.

Le tue ultime parole sono più che un programma ……. ce l’ho molto di più con me stesso per aver sbagliato a quotarti con amici e conoscenti…..quasi una sentenza come molte di quelle che il vento porta lontano.

Forse un giorno avremo modo di conoscerci e forse anche di cambiare idea…..senza nessun rancore ma con una punta di amarezza..simbolo di umanità.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 25 agosto 2009 at 02:08

X100 mariano,se per te i depressi e pessimisti sono quelli che non riescono a riempire il portafoglio sulle spalle degli altri mi sta bene ma non per questo ho il portafoglio vuoto.Una persona dipende dagli altri come fai tu e un’altra crea sul reale come facciamo noi e ne siamo fieri.Senza gelosia ti saluto.Minosse

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