VIRTUAL FINANCIAL, FINANZA VIRTUALE!

Scritto il alle 18:59 da icebergfinanza

 

Non sono passati neanche dodici mesi da quando all’orizzonte del nostro viaggio mettemmo in guardia ogni navigante dalla possibilità che la crisi prima o poi avrebbe trascinato nei mulinelli e nei gorghi della tempesta perfetta centinaia di banche regionali, banche affascinate dal Pifferaio Magico denominato Commercial Real Estate.

" Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe! " 

Certo il Paese delle Meraviglie di Alice ben si addice alla Madre di tutte le crisi e in maniera particolare, alla fantasia che ormai da mesi accompagna i bilanci delle principali realtà finanziarie mondiali, spesso tecnicamente fallite.

Floyd_Norris sul New York Times ci racconta come il secondo più imponente fallimento della storia finanziaria commerciale americana, dopo Washington Mutual ed esclusa Lehman Brothers, assomiglia ad una magia che estingue nel nulla il concetto di rischio d’impresa, un rischio che viene assunto nella stragrande maggioranza dei casi dalla FDIC, agenzia che garantisce i depositi bancari americani

1. The FDIC gets $3 billion in assets that BB&T did not want at all.  
2. BB&T gets $7 billion of assets.
3. BB&T gets another $15 billion of assets to manage, but the FDIC will share losses on them, in ways that are not yet disclosed.

Nella sostanza significa che su 25 miliardi di patrimonio della Colonial Bank, solo il 28 % di questo patrimonio è stato considerato " sufficientemente sano" da essere assunto senza alcuna protezione e il 12 % è stato considerato non degno di essere assunto come rischio in qualsiasi condizione.

Le stime della FDIC sulle perdite totali guardano a soli 2,8 miliardi di dollari.

Niente sarebbe come è, perchè tutto è come non è, direbbe Alice; quante sono oggi le banche regionali in queste condizioni, quanti i commercial real estate loans e non performing loans nascosti nei bilanci del sistema finanziario americano, dove erano i revisori e dove i regolatori in questi anni, in questi mesi? Non solo sembra pure che lo Stato americano abbia assunto un ex presidente della SEC per cercare di scoprire che stesse diffondendo false notizie sul possibile fallimento della Colonial Bank.

Guaranty Bank secondo alcune indiscrezioni sul Financial Times e su Reuters, sarebbe il terzo fallimento imponente della storia della finanza commerciale americana, la FDIC starebbe cercando acquirenti al pari di BB & T.

Che succederà, assumeranno altri investigatori per accertare che diffonde verità fondamentali?

Nel frattempo il WSJ ci dice che per le 102 banche fallite negli ultimi due anni, la stima dei costi della FDIC in media arriva al 34 %, un tasso nettamente superiore al tasso medio che comportò il fallimento di circa 747 istituti finanziari tra il 1989 e il 1995, durante la crisi delle Savings & Loan. Per quanto riguarda tre delle cinque banche fallite nello scorso venerdi che hanno portato a 77 il numero complessivo dei fallimenti, la FDIC prevede l’assicurazine sui depositi per circa il 50 % del loro patrimonio.

Per quanto riguarda una singola ex realtà finanziaria, la Community Bank of Nevada su un totale di 1,52 miliardi di assets, il costo per la FDIC è stimato in circa 781,5 milioni di dollari.

La nemesi della madre di tutte le crisi della storia, continua attraverso la possibile introduzione di nuove regole contabili che dovrebbero indurre gli isituti a divulgare non più una volta all’anno, ma ogni tre mesi il valore reale delle loro partecipazioni.

Come ci spiega Jonathan Weil su Bloomberg è incredibile quello che può compiere un piccolo raggio di sole.

Check out the footnotes to Regions Financial Corp. ‘s latest quarterly report, and you’ll see a remarkable disclosure. e. There, in an easy-to-read chart, the company divulged that the loans on its books as of June 30 were worth $22.8 billion less than what its balance sheet said. The Birmingham, Alabama-based bank’s shareholder equity, by comparison, was just $18.7 billion.

Esplorando quelle simpatiche noticine che appaiono a piè pagina nell’ultima trimestrale della banca regionale in questione, si scopre che al 30 giugno i prestiti in portafoglio, valevano "solo" 22,8 miliardi in meno di quanto dichiarato nel bilancio.

Detto, fatto, calcolato, senza i crediti di fantasia, la patrimonializzazione della banca sarebbe underwater, sotto zero, il capitale inesistente.

Nel frattempo la fantasia governativa continua a considerare le banche regionali come "ben capitalizzate" la sindrome giapponese continua, la stessa sindrome che ha costretto il governo giapponese, durante la lost decade ha tenere nascosta la reale entità del fallimento di molte realtà bancarie.

Informazioni di questo tipo non sono nuove, ma da ora in poi probabilmente lo sarà la loro frequenza anche se gli analisti del Paese delle meraviglie continueranno a far finta di non notare le note a piè di pagina, non solo analisti, ma revisori e amministratori vari.

Una volta ogni tre mesi e non più una volta all’anno, vedremo perchè la decisione è una di quelle che ha fatto infuriare la bobby bancaria americana, l’espansione della metodologia fair value da adottare a tutti gli strumenti finanziari, onde che vanno, onde che vengono.

Come mi ha segnalato il "nostro" caro Raffaele Mascetra, il granellino di sabbia di questa crisi che continua a bloccare gli ingranaggi della realtà, nella fattispecie l’ American Bankers Association, è estremamente preoccupata dal processo in corso presso lo IASB e il FASB per i progetti relativi agli strumenti finanziari. Date un’occhiata a questa  LETTERA!

L’American Bankers Association sottolinea come le modifiche di cui si sta discutendo rappresentino i più significativi cambiamenti contabili che la realtà abbia mai conosciuto. 
 
" Noi incoraggiamo IASB e FASB a rendere tali modifiche operative, solo con la massima cautela e attraverso un processo di livello appropriato perchè possa corrispondere all’entità delle variazioni. "
 
Certo noi tutti incoraggiamo chiunque per il nostro interesse……

 " Anche se siamo d’accordo che una certa quantità di cambiamento è urgente, le decisioni in questione potrebber causare notevoli disagi, sia ai redattori dei bilanci che agli utenti del sistema finanziario "
 
Quindi da oggi in poi il rumore dello onde lobbistiche si farà sentire, in una nemesi infinita, dal sapore vagamente nipponico.
Aggiornamento 19.08.2009 ore 18.24
Come si legge sul SOLE24ORE ….
" Le banche e gli altri istituti finanziari fanno lobbying contro la contabilizzazione al fair value delle loro attività. Sostengono che molte delle loro attività non sono problematiche, che comunque intendono conservarle fino alla scadenza e che i recenti prezzi di transazione non rispecchiano il valore effettivo degli asset, bensì le difficoltà di vendere in un mercato illiquido. I Parlamenti e le autorità di regolamentazione sostengono questa tesi, preferendo mascherare il calo dei prezzi delle attività che dover gestire le conseguenze di banche insolventi.
Tutto questo non aiuta a fare passi avanti. Regolatori e legislatori smaniano per trovare soluzioni semplici a problemi complessi, ma consentire agli istituti di credito di ignorare le transazioni di mercato non è una buona idea." (…)
Nessun sistema per appurare il valore equo di titoli complessi è perfetto. I modelli possono essere usati o interpretati a sproposito. Ma oggi esistono metodi ragionevoli e revisionabili per incorporare le informazioni sugli ultimi prezzi di mercato. Gli investitori, i creditori, i consigli di amministrazione e i regolatori non devono prendere decisioni sulla base di valori distorti delle attività e delle passività finanziarie di una società.

Robert Kaplan e Robert Merton, premi Nobel per l’economia nel 1997, insegnano alla Harvard Business School. Scott Richard insegna alla Warton School dell’Università della Pennsylvania
(Traduzione di Fabio Galimberti)

 

Non riesco a comprendere se all’improvviso nel paese di Alice, qualcuno ha avuto un sussulto di realismo, nel voler evidenziare la realtà, una realtà oscurata con una precedente revisione delle norme, ma staremo a vedere, non mancheremo di vigilare…..

The biggest change would be to the treatment of loans. The FASB’s current rules let lenders carry most of the loans on their books at historical cost, by labeling them as held-to- maturity or held-for-investment. Generally, this means loan losses get recognized only when management deems them probable, which may be long after they are foreseeable. Using fair-value accounting would speed up the recognition of loan losses, resulting in lower earnings and reduced book values. 

Un maggiore impatto sulla contabilità degli impieghi, prestiti, mentre le regole attuali consentono di valutare gli attivi al prezzo storico, quello al quale sono stati concessi i prestiti, i prestiti che la società ha intenzione di detenere sino alla scadenza, riconosciuti solo quando ritenute probabili o inevitabili, l’utilizzo del fair value obbligherebbe ad riesumare le perdite probabili che comparirebbero nuovamente nei bilanci e non a piè di pagina.

Se qualcuno crede che si tratti solo di banche regionali, ha sbagliato i suoi calcoli, anche Bank of America, a piè di pagina, ha comunicato che i suoi crediti erano di circa 64 miliardi inferiori alla realtà, più o meno il 58 % di una misura, il Tier 1 common equity, che tiene in considerazione il capitale di una banca depurandolo di azioni previlegiati e asset intangibili. Stessa realtà per Wells Fargo, 34 miliardi in meno rispetto ad un Tier 1 C.E di 47 miliardi, percentuali quasi bulgare.

SunTrust Banks Inc addirittura vede spazzato via il proprio Tier 1 ( definizione che potrete approfondire in CORE_TIER_1_NEL_CUORE_DELLA_CRISI_ KeyCorp registra un fai value inferiore allo stesso valore di libro contabile.

Ma la magia continua, nella discrezionalità della contabilità finanziaria, visto che Citigroup dopo aver dichiarato a fine 2008 crediti per 601 milioni inferiori di 1,3 miliardi al valore di libro, a fine giugno ha dichiarato uno scostamento di oltre 18 miliardi di dollari.

Ma ecco che la Storia nostra compagna di viaggio torna alla ribalta, peccato che come spesso accade, gli alunni siano assenti. 

History provides some lessons here. A common problem at savings-and-loans that failed during the 1980s was that they relied on short-term funding at market rates to finance their operations, which consisted mainly of issuing long-term, fixed- rate mortgages. When rates rose sharply, the thrifts fell in a trap where their assets weren’t generating sufficient returns to cover their liabilities.

Si parla sempre di Savings &  Loans, banche che fallirono in massa nel 1980 che effettuavano prestiti a breve termine con contorno di tassi di mercato, per finanziare l’emissione di mutui a lungo termine a tassi fissi. Geniale……..

Non appena i tassi sono saliti il problema è uscito, diversamente dall’obbligo di una valutazione "fair value" della realtà, che avrebbe permesso di evidenziare anzi tempo i problemi, mentre oggi con la lente di ingrandimento si devono scovare a piè pagina.

Comunque sia rilassatevi, nulla di entusiasmante, sotto il sole di Agosto, come dice Bloomberg 

" The five-member panel will release a proposal for public comment late this year or early in 2010 and changes wouldn’t take effect before 2011, FASB Chairman Robert Herz said. "

Prima del 2011 non avremo alcuna novità, nel frattempo la nemesi potrà continuare.

Ricordate quanto scrisse un nostro caro compagno di viaggio…

Eccezionale articolo, Andrea. Molto bene davvero. Vorrei comunque farti notare e farlo notare a tutti i frequentatori del blog che confrontandomi per lavoro con revisori contabili delle grandi multinazionali di revisione (Price, Ernst & Young, etc) incaricate di valutare e certificare i bilanci dei gruppi bancari di maggior importanza nel paese, nessuno è minimamente al corrente di neanche un decimo di quanto viene scritto in questo blog.

Anche i manager di più alto livello gerarchico si informano esclusivamente alla TV e non si interessano minimamente di capirci qualcosa in più. E’ tutto completamente "Business as usual" e le diverse occasioni, in questi mesi, per operare un serio ripensamento e correre ai ripari operando le necessarie svalutazioni sui crediti in base agli IAS (peraltro inefficaci!) non sono state operate. Confermo che le iscrizioni a bilancio di molti titoli non corrispondono al loro valore attuale e non corrispondono nemmeno a quello futuro. I comunicati di ritorno all’utile della grandi banche che sporadicamente si sentono queste settimane sono completamente falsi e ci si aspetta che al prossimo bilancio il giochetto salterà fuori. Si opera al limite della legalità.

Se non crollerà tutto sarà soltanto perchè in effetti non poteva crollare: se esiste un reale potenziale di collasso sistemico non siamo pronti, a nessun livello manageriale, ad affrontarlo.

Bene se tra Voi vi sono altri revisori contabili e amministratori che conoscono nei particolari la realtà, una conferma ovviamente anonima, ci sosterebbe nel continuare ad esplorare questa rotta.

Accounting and investor groups say weakening fair-value allows companies to hide their true financial health from shareholders.

Contabili e gruppi di investitori, sostengono che l’indebolimento del valore equo, consente alle aziende di nascondere la loro vera salute finanziaria agli occhi degli azionisti.

Concludo ricordando come la situazione della città di Chicago e dello stato della California, sono solo la punta di un iceberg che nella massa sottostante nasconde il fallimento di questo sistema, un sistema da riformare, incominciando dalla sostenibilità, una parola che per molti non significa nulla, ma che è l’essenza della possibile ripresa futura.

Si potrà discutere per anni di quale sia il limite della sostenibilità, ma come la nostra libertà finisce dove incomincia quella dell’altro, la sostenibilità incomincia la dove la responsabilità di un uomo o di una donna tende al rispetto di ogni essere umano.

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!  

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!  

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Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

 

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111 commenti Commenta
Scritto il 18 agosto 2009 at 06:41

Ecco un raggio di sole, che sbucca dalla nebbia di questo tempo, ecco la magia di questo Veliero, ecco la Vostra magia…….

Per l’amico sincero.

Posso dire che se anche avessi avuto buone intenzioni nel far passare la tua “filosofia di speculazione” ebbene, il modo con cui aggredisci rende evidente che forse la bocca asciutta e’ proprio la tua. Ma che ne sai di chi frequenta il blog, dei nostri investimenti ? Se uno legge Andrea è perchè crede al di là della speculazione nei principi e in quello che dice di profondo. NOn contano i dati ma la volontà di trasmettere in maniera genuina. POi se si sbaglia? Bhe pazienza perchè so che ha trasmesso quello che lui pensava e non quello che voleva farci credere perchè magari ci specula dietro: capito? La differenza sostanziale è che quando le Tv diffondono la notizia del superenalotto è perchè devono fare cassa, quando dicono che la crisi è finita è perchè forse sta iniziando una fase distributiva chissa. Quando i mass media dicono che andranno a prelevare il tesoro di Agnelli pensi che ciò avverrà o vogliono impaurire chi magari non approfitta del 5% per far reimpatraire i
capitali diciamo sotto velata fase di intimidazione? Oh si, c’e’ stato un mega rimbalzo da marzo e forse ciò è dovuto a una eccessiva fase di ribasso maturata in anticipo. La verità la sanno solo quelli della stanza dei bottoni e qui la prima missione era salvare il capitale non farne uno nuovo con la speculazione. Te lo dice uno che pur stando in sintonia con Andrea non e’ rimasto immobile e come vedi Andrea in questo non mi ha interferito minimamente. So capire dove sta la fase speculativa e dove non esistono fondamentali reali. Le statistiche sono positive viste in rapporto ai dati drammatici dello scorso anno? e ti credo. Ci mancherebbe. Ma credi che l’onda lunga della disoccupazione finisca cosi’ in 3 mesi anticipati dalle borse?! I discorsi potebbero essere molteplici ma ti dico quello che ho pensato di te (anche se a te non te ne puo’ fregare di meno giustamente):
1- o hai perso qesto artificiale rialzo e non sai con chi prendertela;
2- hai guadagnato da questo rialzo e allora fai lo spavaldo ora;
3- in ogni caso anche con opinioni agli antipodi non esiste il tuo tono. Potrai capire tantissimo di economia, essere intelligentissimo, furbo ma non hai una qualità che distungue le persone facendole diventare speciali: la modestia mista a una sana educazione che in una parola potremmo definire signorilità d’animo, Una qualità che non si potrà mai comperare con nessun rialzo di borsa.
Au revoir

Un saluto a tutti i compagni di viaggio e al nostro capitano.

P.s. Non sono avvocato di ufficio, Andrea non ha bisogno di difese ma visto ce mi hai citato come lettore del blog, bhe mi sembrava doverosa una replica. NOn credere inoltre che qui siamo una specia di setta e che vediamo tutto un mondo nostro. siamo maggiorenni e vaccinati nel saper “giudicare” gli scritti di Andrea. Ma forse quello che ti rode è proprio questo, che le sue idee siano condivise così naturalmente, senza nessun interesse dietro e sta cosa proprio non riesci a capirla. Bhe magari fatti dare qualche lezione di umanità da Andrea, ne gioverebbero oltre te (che sarebbe il meno), quelli che ti circondano. Forse riuscirebbero a cogliere un’altra persona che credo a tutt’oggi neanche tu sai che esiste.

PG

x 47 PG, Accettate le mie scuse e ti ringrazio per avermi riportato in me.E’ prorio vero la speculazione cambia le persone ma non e’ mai troppo tardi per ritornare se stessi.Saluti da amico sincero

Grazie PG, grazie di cuore e grazie specialmente a te …..amico sincero, oggi la giornata incomincia con il SOLE!

Un abbraccio Andrea

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 07:46

Roma tg regionale.
Un rapporto afferma che se la situazione non cambia prestissimo circa 3000 negozi chiuderanno i battenti a dicembre portandosi dietro circa 10000 addetti. Saranno i negozietti delle traverse e della periferia. Infatti stranamente, rispetto a quanto succedeva già solo l’anno scorso, molti negozi oggi erano aperti. Sembra quasi che tutti stiano cercando di fare cassa per chiudere quantomeno in parità. Ho notato inoltre un incremento dell’abitudine di non fare gli scontrini fiscali.

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 07:49

NEW YORK, 18 AGO – La crescita economica americana sara’ sostenuta negli ultimi due trimestri del 2009, ma nel nel 2010 potrebbe esitare. Lo afferma l’ex presidente della Fed Alan Greenspan, constatando come, per i prossimi sei mesi, l’economia statunitense ”sara’ ok, con una ripresa che sta iniziando sul mercato immobiliare e in quello delle auto”. Una spinta all’economia potrebbe arrivare anche dai mercati azionari, che possono aiutare le aziende a ottenere risorse a un prezzo piu’ basso

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 08:02

noto che quando la discussione vira troppo in direzione signoraggio e dintorni, spunto in un’attimo un nuovo post del capitano…………….succede in maniera sistematica la cosa mi fa molto strano

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 08:23

Ciao Andrea, apprezzo veramente molto il tuo blog e ogni tanto (tantissimo!) passo a lasciare qualche novità carpita di sfuggita da una delle “tante stanze dei bottoni” periferiche. Ti ringrazio comunque per avermi citato in quest’ultimo post a proposito dell’ignoranza del mondo della revisione contabile che torno a confermare in pieno.

So che sei informatissimo ma ti vorrei lasciare adesso un’altra informazione che mi pare molto interessante. Da circa un mese in diverse realtà bancarie italiane di media entità (non so sinceramente se accada anche per le grandi, ma sono propenso a pensare che sia peggio!) si sta assistendo ad un “riscaldamento” dei capi-area: forse perchè le gestioni patrimoniali sono molto al di sotto dei target, forse perchè i guadagni sul trading non lasciano più prospettare mega-bonus a fine anno, c’è la sensazione che un grande treno stia ripartendo e ci si debba gettare all’assalto a più non posso.

E quindi cosa si fa? Dato che ormai si è già spremuto tutto lo spremibile adesso la strategia è denominata “Velocizzazione del credito”. Si richiama tutta la gente che ha un mutuo aperto con la banca e gli si ripropone una rinegoziazione al solo scopo di aumentare la quantità di denaro erogato e di allungare la durata del prestito.

Badaci, Andrea: alla fine ci perde sempre il cliente ma i clienti, mi spiace dirlo, sono degli idioti totali e pensano veramente che la banca stia a regalargli soldi senza chiedere altre garanzie. Invece la banca tiene a galla il bilancio di quest’anno con spread da strozzino camuffati dal tasso di sconto basso, fa circolare una valanga di denaro di cui non saprebbe cosa fare, e torna (ahimè) di nuovo ad aumentare il rischio insolvenza trovandosi scoperta dal punto di vista delle garanzie.

Si è imparato questo: che c’è stata una grande crisi che poi ha portato ad un mega-rimbalzo e chi non ha fatto peggio di prima per sfruttare il mega-rimbalzo è stato uno scemo. Tutto il resto non esiste nella mente di nessun dirigente. Il virtuoso è ancora più sepolto. L’orizzonte è sempre il breve periodo, l’obiettivo è la disfatta con le tasche piene.

So che lo sai ma forse non hai la tracotanza di dirlo e allora lo dico io: le banche private rovinano tutto. Non, ripeto NON, servono proprio a nulla. Anche nel mondo bancario ci si rende conto che basterebbe una sola banca: una banca (chiamala pure d’Italia) che gestita dallo Stato tiene i soldi versati sul tuo conto e concede prestiti a tassi ragionevoli a chi li richiede. Cos’altro serve mai alla popolazione? Banca opportunità di business?! Ma quando mai? Una banca privata è un’opportunità di business per i grossi clienti e per la banca stessa a discapito di tutti i correntisti.

Vabbè finisco qui, magari ci si rivede tra qualche tempo.

Grazie di tutto.

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 10:18

E si Andrea è un untore del signoraggio. Ahahah.
Andate a dare la caccia alle streghe. Cacciate gli untori.
Fate il gioco di chi vi governa per le briglie della vostra ignoranza.

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 10:52

x #5
Purtroppo quando le banche erano pubbliche erano governate dai partiti…(no comment)
Oggi i governi salvano le banche dai loro debiti e misfatti, ma chi salverà i governi dall’enorme debito pubblico?
Default, svalutazione ,inflazione od una lenta agonia deflattiva giapponese supportata da un debito pubblico in continua insostenibile crescita ?

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 12:03

Per #5.

guarda, già ero pessimista di mio, ora con questo commento da “insider” mi hai infuso un sano catastrofismo ….

A parte la mia infelice battuta, è interessante sapere che si vive di sensazioni e avidità anche nelle stanze dei bottoni, sono poco propenso anch’io a pensare a ipotesi complottarde e a menti diaboliche che ci dirigono … è molto più facile solo un obbiettivo comune di avidità e potere sugli alti scranni generi questa direzione univoca nell’operare che tende a spogliare in basso per rimpinguare in alto … tutto in maniera impersonale e apparentemente diabolica se visto da fuori.

No, non sono menti diaboliche che stanno in alto, sono solo menti completamente annebiate dal denaro e col pilota automatico … ed è per questo che i cigni neri sono inevitabili !!!

Ciao ciao

Hunter76Lima

PS A proposito di mercati.
A cuor leggero, non importa se inizierà a breve il ribasso, o tra 2 mesi, o tra 6 mesi, ma arriverà.
La certezza è che questo ribasso ci riporterà sui livelli di marzo 2009.

Nel frattempo continueremo ad attendere la ripresa che verrà di volta in volta rinviata o smorzata per motivi già consumati in passato(l’influenza suina che ritornerà in voga a bloccare commerci, persone e cose; la gente che non ha voglia di consumare nonostante gli ingenti incentivi e le occasioni mai così a buon mercato; l’azione dei cattivi speculatori che giocano al rialzo sul petrolio e al ribasso sulle borse; l’inverno + freddo e anticipato del previsto e la Russia-Ucraina che fanno le bizze per la fornitura di gas; qualche evento naturale imprevisto e violento che prima o poi capita sempre)

Come vedete le scuse sono già pronte e pre-fabbricate per poter dire: avevamo parlato di ripresa ma non potevamo certo aspettarci che capitassero queste cose (anche solo una) che ci ha mandato tutti i piani a catafascio.

Sulla riva del fiume ma occhio all’ondata di piena che può investire anche chi è all’asciutto !

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 12:10

cosa dice l’avvocato franceschetti sulla crisi.
A COSA SERVE LA CRISI FINANZIARIA. PARTE 2
Postato il Lunedì, 17 agosto @ 03:40:50 CDT di davide

DI PAOLO FRANCESHETTI
paolofranceschetti.blogspot.com

Sommario. 1. Premessa. 2. Due parole sul sistema fiscale (parzialmente pubblicato in precedenza. 3. E torniamo alla crisi finanziaria. 4. Come ti elimino il rompicoglioni (cioe´ colui che non si adegua al sistema).

1. Premessa.
Tra settembre e ottobre, a dispetto delle rassicurazioni del nostro presidente del consiglio, ci aspetta, pare, una ripresa della crisi, che diventerà sempre più grave per avere il massimo picco nel 2011 – 2012.

Di questi giorni poi è la notizia che nelle scuole hanno diminuito in modo drastico le cattedre, e quindi pare che salteranno circa 100.000 posti di lavoro in tutta italia. Il che è come dire che ci saranno 100.000 persone a spasso, in Italia, che non lavoreranno. Persone che hanno studiato anni, spesso si sono specializzate facendo le famose SSIS (ovvero le scuole di specializzazione per l’insegnamento) pagate a caro prezzo, si ritroveranno lo stesso a girarsi i pollici.

Nel nostro precedente articolo sulla crisi finanziaria ci eravamo occupati dei motivi che hanno provocato questa situazione, soffermandoci sulle dinamiche strettamente economiche; in altre parole avevamo individuato a chi giova, nell’immediato, il tracollo finanziario dei mercati occidentali.

Tuttavia c’è un’altra ragione, meno immediata e meno visibile ma ancora più valida della precedente.
Vediamo quale è questa ragione, non prima però di aver fatto alcune osservazioni.

Avevamo detto che la crisi finanziaria serve essenzialmente ad arricchire i banchieri, perché il fatto che il denaro non valga più nulla (a seguito degli accordi di Bretton Woods del 1944), unitamente al fenomeno dell’acquisizione di beni reali in cambio di beni fittizi, in ultima analisi giova esclusivamente ai proprietari delle grandi banche mondiali e delle multinazionali. E’ un meccanismo che avevano giù descritto e su cui ora non torneremo, che potremo definire “redistribuzione delle ricchezze”. In pratica a seguito della crisi ci sarà una redistribuzione delle ricchezze del pianeta, perché il denaro varrà poco più della carta straccia, e chi aveva basato la sua vita sull’accumulazione del denaro o di prodotti derivati da esso, si ritroverà con un pugno di mosche in mano; in compenso invece conserveranno valore i beni reali (terreni, case, oro, pietre preziose).
Alla fine, essendo la nostra economia basata prevalentemente sul debito, l’effetto ultimo della creazione delle crisi finanziaria, sarà che i privati avranno perso molti dei loro beni per l’impossibilità di coprire i costi dei mutui, e quindi coloro che avranno guadagnato da tutta questa operazione saranno coloro che si ritroveranno proprietari di terre, case, beni di valore, ecc…
In poche parole chi si avvantaggera´da questa situazione sono i grandi gruppi di potere economico.

Tuttavia la logica porta a cercare anche altri motivi a questa crisi.

Le grandi multinazionali e le grandi banche infatti, sono già, di fatto, proprietarie della maggior parte delle ricchezze del pianeta. Poche famiglie, non più di una ventina in tutto, controllano direttamente o indirettamente oltre la metà dei beni della terra e per acquisire l’altra metà non occorre provocare una crisi finanziaria; le grandi multinazionali sono già proprietarie, nella stragrande maggioranza dei casi, delle minierie di diamanti e pietre preziose dell’africa e dell’Asia; le cosiddette sette sorelle hanno il monopolio dell’energia del pianeta, non permettendo alle energie alternative di svilupparsi; controllano di fatto la maggior parte degli stati asiatici, africani, e dell’america latina, mediante governanti compiacenti, allineati, corrotti, o semplicemente incapaci di reagire alla strapotenza del mondo occidentale e dei suoi diktat.
Le grandi superpotenze economiche sono così ricche che potrebbero tranquillamente acquistare tutto il rimamente in modo leciti o illeciti.
Allora…. Perché provocare una crisi finanziaria di questa portata?

Solo per acquistare altri beni, a seguito del fallimento di molti privati e molte aziende?

2. Due parole sul sistema fiscale (la prima parte già pubblicata in precedenza)
La ragione delle crisi è la stessa che regge il sistema fiscale dissennato che abbiamo. Un sistema fiscale assurdo, che però ha una ragione molto profonda. Ripeto qui quello che ho detto nell’articolo sul sistema in cui viviamo con alcuni correttivi.
Il sistema di tassazione deve essere vessatorio e non ci sarà mai un governo che ridurrà le tasse veramente. I soldi, infatti, in realtà ci sono, ma vengono dispersi decuplicando il costo delle opere pubbliche, finanziando società inesistenti grazie all’aiuto della CE, creando fondi neri, spendendo miliardi di euro per una sanità malata.
Il vero scopo del sistema di tassazione attuale, però, non è quello di reperire fondi da spartire tra le elite (ne hanno già a sufficienza senza dover rubare anche pochi spiccioli al cittadino comune) ma quello di costringere il cittadino a non alzare mai la testa; lo scopo è cioè quello di farlo lavorare dodici ore al giorno per sopravvivere. Se non avrà troppo tempo libero, non avrà tempo per riflettere, informarsi e svegliarsi.
Ecco quindi che appena il livello economico della popolazione inizia ad innalzarsi, sopravviene una nuova crisi economica, una nuova necessità finanziaria per cui lo stato chiede nuovi sacrifici…Quello che non ci dicono mai, infatti, è che il 99 per cento dei nostri soldi va allo stato, e quindi non è con un aumento delle tasse che migliorano le condizioni di vita generali, né è in questo modo che lo stato si procura una maggiore disponibilità di risorse. Le tasse infatti non sono il 40 o il 50 per cento, a seconda dell’aliquota. Le tasse coprono invece quasi il 100 per cento dei guadagni dei cittadini. Se sembra assurdo, proviamo a fare questo ragionamento. Se un cittadino guadagna 1000 euro, 300 le da immediatamente allo stato. Ne rimangono 700 che può spendere come vuole.
Queste 700 verranno usate per acquistare dei beni, quindi verranno date ad altri cittadini. Questi cittadini, su queste 700 euro, pagheranno un altro 30 per cento di tasse, quindi ne rimarranno 490. Che verranno utilizzate per acquistare altri beni da altri cittadini che pagheranno altre tasse. Aggiungiamo che ogni bene è gravato da IVA. Cioè un’imposta all’origine che grava i beni di ulteriori carichi fiscali.
Facciamo un esempio con una parcella emessa da un professionista (medico, avvocato, notaio, ecc..). Lo stato ti dice che la tua aliquota è del 50 per cento. Ma è falso. Perché quando io faccio una fattura da 1000 euro, il 50 per cento va in tasse, ma il 20 per cento è l’Iva, a cui si aggiunge l’IRAP (circa il 4 o il 5 per cento) e la Cassa (che per noi avvocati è il 10 per cento). Il che significa che di quelle 1000 euro ce ne rimangono in tasca 200 o 300 circa. Quindi in merito al problema delle tasse sono due le balle che ci raccontano:

1) è falso che il prelievo fiscale, sia del 30, 40 o 50. Il prelievo (quando si calcola Iva, imposte locali e casse) è comunque dal 70 all’80 per cento, a seconda delle aliquote.
2) Quando il cittadino acquista un bene, lo acquista comunque giù gravato da Iva (che, ricordiamolo, fino a qualche anno fa per certi beni era il 40 per cento). E ciò che va allo stato è molto di più anche di quell’ottanta.
E’ una somma molto vicina al 100 per cento.
In pratica tutto ciò che produciamo finisce nelle tasche dello stato, tranne quel poco che uno riesce a risparmiare e mettere da parte senza farne alcun uso. In sostanza: solo i soldi non utilizzati rimangono a noi e non v
anno allo stato. Quelli messi in circolazione prima o poi finiscono nelle casse statali.
Insomma, quando lo stato aumenta quindi le tasse del 2 per cento, non incassa realmente quel 2 per cento. Perché il cittadino, guadagnando il due per cento in meno, acquisterà meno beni, e quindi il risultato è che ad un’entrata da una parte, corrisponde un’uscita dall’altra.
Ne consegue che quello che ci raccontano, sulla necessità di aumentare le tasse per far entrare più soldi nelle tasche dello stato, è una balla colossale.
Allo stato va già quasi tutto. L’aumento dell’imposizione fiscale serve unicamente per vessare il cittadino affinché non possa mai godere una vita di reale benessere.
Inoltre un sistema così congegnato aumenta le aree di illegalità e di evasione, quindi si traduce in una ulteriore perdita economica per lo stato.

Che la vera ragione del sistema fiscale non sia quella di reperire fondi, lo dimostra un fatto emblematico. Sotto il governo Prodi venne fuori lo scandalo (di cui ovviamente i media non hanno più riparlato) dei 98 miliardi di euro che i monopoli dello stato dovevano incassare dai gestori di video games e slot machine. Sono state accertate 98 miliardi di euro di evasione, pari a quasi 200.000 miliardi di lire. Il costo di diverse finanziarie. Una somma che si potrebbe (e dovrebbe) recuperare in poco tempo, ma che il governo si guarda bene dal recuperare. Basterebbe una semplice operazione coordinata dalla guardia di finanza per ottenere in poche settimane un somma che consentirebbe allo stato di respirare per due o tre anni senza drenare altro ai cittadini.
Tant’è che l’8 luglio di quest’anno il deputato del Partito Democratico Alberto Fluvi ha presentato un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Finanze della…

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 12:13

continua…..
Tant’è che l’8 luglio di quest’anno il deputato del Partito Democratico Alberto Fluvi ha presentato un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Finanze della Camera per sapere dal Ministero dell’Economia e Finanze “quali misure abbia adottato o intenda adottare in ordine alla presunta, imponente evasione d’imponibile nel settore delle slot machine, eventualmente valutando le ipotesi, prospettate nella richiamata relazione della commissione ministeriale, di ridurre l’aliquota del Preu, di introdurre il divieto per i gestori di assumere la veste di concessionari, nonché di utilizzare la Sogei per effettuare controlli sui dati di gioco, l’imposta conseguentemente dovuta e quella effettivamente dichiarata e versata, e se, considerata la dimensione del problema, non ritenga opportuna una correzione della struttura organizzativa dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, che preveda, a tutela della stessa amministrazione, l’istituzione di una struttura di audit centrale analoga a quella presente in tutte le Agenzie fiscali.

Ma noi sappiamo benissimo quali misuire adotterà il governo. NESSUNA.
In conclusione. Non sono i soldi di cui ha bisogno il governo. Il governo ha bisogno di schiavi che tengano la testa bassa per lavorare dodici ore al giorno e che non si informino, non pensino, non si evolvano.

3. E torniamo alla crisi finanziaria.
Dunque, le ragioni delle crisi finanziaria sono le stesse che valgono per il sistema fiscale, ovverosia abbassare le aree di benessere della popolazione.
Con l’aumentare delle aree di benessere, infatti, aumentano le persone che si informano, che hanno tempo per pensare, che possono fare collegamenti pericolosi. E hanno piu´ tempo per organizzarsi in associazioni che possano contribuire alla vita democratica del paese.
Al contrario, in una situazione di crisi la gente ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere…. Chi lavora dodici ore non ha tempo per fermarsi a riflettere e allora i telegiornali, i giornali, ecc…, è costretto a guardarli di sfuggita, distrattamente, e senza relazionare tra loro fatti il cui legame è invece evidentissimo.
Se le persone avessero tempo per pensare e riflettere succedere questo:
– delitto di Bagno a Ripoli; Lapo Santiccioli uccide la fidanzata, e poi si suicida con tre coltellate sul collo. Non ci sono tracce di sangue della ragazza sul suo corpo, perché dopo averla uccisa si sarebbe lavato e poi si sarebbe suicidato. Tre coltellate sul collo – si domanderebbe il cittadino che ha tempo per pensare – ? Ma come fa uno a suicidarsi con tre coltellate sul collo? E poi perché hanno archiviato subito la cosa anche se non c’erano tracce di sangue sul corpo del ragazzo?

– Tò… è stato realizzato in pieno il programma della P2. Lo trovate qui.
http://www.misteriditalia.it/loggiap2/ilpiano/P2%28piano%29.pdf
Controllo dei giornali, separazione delle carriere nella magistratura, controllo dei mass media, abolizione monopolio RAI, riforma dei rapporti stato-regione, ecc…. E, caso strano, coloro che erano nelle liste della P2 oggi sono ai vertici del ptoere statale. Ma non sarà che…

– Come mai il primo atto del governo Prodi, al momento dell’insediamento, fu quello di nominare sottosegretario alla camera un ex terrorista che aveva scontato anni di galera per l’assassinio di un poliziotto? Si trattava – disse Bertinotti, il leader dei poveri – di un cittadino che aveva pagato il suo debito con la giustizia, quindi poteva tranquillamente stare in una posizione di potere politico. Ma non sarà che c’è un collegamento tra terrorismo e istituzioni? Non sara´che la sinistra di Bertinotti aveva in qualche modo agevolato, se non peggio, quel terrorismo che a parole diceva di non volere. E soprattutto il cittadino si domanderebbe: ma come cazzo e´stato possibile che sia stato eletto un soggetto del genere? Non sara´che la legge elettorale e´una fregatura?

– Perché non recuperano i 98 miliardi dai gestori di slot-machine, ma in compenso se un barista non fa uno scontrino di due euro gli rifilano una multa che questo se la ricorda finchè campa?

– Come mai lo stato permette grandi illegalità a cielo aperto, ospedali iniziati e mai costruiti, strade iniziate e mai costruite ma poi se un cittadino qualunque cambia il tipo di fari montato sull’auto, o costruisce un garage abusivo, patisce conseguenze pesanti?

Queste sono le domande che si farebbe il cittadino che avesse tempo per riflettere, pensare, collegare, senza l´ossessione di arrivare a fine mese.
Questa crisi finanziaria poteva essere evitata. Poteva essere evitata in molti modi. Prima di tutto perchè erano anni che i “complottisti” andavano dicendo che ci sarebbe stata una crisi finanziaria.

Quando Disinformazione nel 2002 diceva che nel 2006 ci sarebbe stato il collasso economico, Pamio (il direttore di Disinformazione) veniva accusato di essere un paranoico complottista.

Ma la verità era che nei centri del potere economico e finanziario queste cose erano risapute.

Una persona che conosco, dirigente di banca, mi ha detto “certo che tutti noi sapevamo… gli esperti di finanza non potevano non accorgersi che i prodotti finanziari piazzati dalle banche erano un flop… un collage di nulla destinato a far saltare il sistema. Così come oggi, le rassicurazioni sulla ripresa sono ridicole, e chi è esperto lo sa, perchè un’economia che piazza prodotti finanziari pari a sei volte il prodotto interno lordo DEL MONDO INTERO, prima o poi è destinato a crollare, perchè vuol dire che le banche stanno piazzando è un prodotto vuoto, senza sostanza e che prima o poi ci sara´un botto di proporzioni clamorose”.

La crisi quindi poteva essere evitata con un maggiore controllo dei prodotti finanziari da parte delle banche, con una riappropriazione da parte dello stato della capacità di battere moneta (ricordiamo che oggi lo stato NON batte moneta, perchè questa è emessa dalle banche centrali e dalla BCE, che NON sono sotto il controllo dei governi, e NON dipendono dai governi, ma dalle grandi banche d’affari mondiali).

Ma non è stata evitata.

Nè è stata annunciata, dai governi. Eppure Prodi, solo per fare un esempio, era un economista… avrebbe potuto e dovuto capirlo, ed era suo preciso dovere istituzionale avvertire i cittadini.

Il punto è – lo ripetiamo – che vero scopo della crisi finanziaria è impedire che i cittadini possano un giorno alzare la testa, e riflettendo si accorgano di essere degli schiavi al servizio dei padroni. Le banche e la grande industria. E questa crisi, ovviamente, aumenterà lo stato di sudditanza dei cittadini nei confronti dei “padroni” perchè aumenteranno le persone che andranno a raccomandarsi dal politico, dall’amministratore, dal potente di turno.

La crisi finanziaria non ha altro scopo che renderci ancora più schiavi.
.
4. Come ti elimino il rompicoglioni (ovvero colui che non si adegua al sistema).
La cosa non deve stupire piu´di tanto. E´dall´antichita´che chi governa cerca di mantenere in uno stato di soggezione i sudditi mediante i sistemi piu´diversi. Panem et circensem, diceva il poeta Giovenale, intendendo dire che per tenere soggiogata la popolazione e´sufficiente dargli un po´di pane e farla divertire con il circo.

In periodo Borbonico, a Napoli, l´espressione divenne “feste farina e forca”, ma la sostanza era la stessa.
Attualmente i metodi usati per rendere la popolazione una massa di pecore fedeli al potere, sono gli stessi di un tempo; al posto del circo abbiamo la televisione, i media, il calcio, e tutti i miti creati dalla societa´consumistica.

Pochi si rendono conto pero´, che uno degli strumenti piu´formidabili per controllare le masse e´proprio il sistema fiscale e l´attuale crisi finanziaria. Perche´ l´ínformazione
puo´essere manipolata quanto si vuole, ma ci sara´sempre qualcuno che capira´l´inganno; le leggi possono essere repressive quanto vogliono, ma per quanto esse siano dure, ci saranno sempre degli spiragli che consentiranno alle persone piu´intelligenti di reagire; ed inoltre, quando le leggi superano una certa soglia di durezza e diventano intollerabili, ci sara´sempre qualcuno disposto a ribellarsi e pagare con la vita la sua ribellione.
L´unica cosa a cui non e´possibile porre rimedio e´la carenza di beni necessari per la sussistenza. Se la persona viene privata dei beni essenziali, per quanto possa essere consapevole, informata, e intelligente, il suo obiettivo principale diventera´sopravvivere, e quindi diventa inoffensiva per il sistema, anche perche´spesso, pur di sopravvivere, scendera´a compromessi con i potenti di turno, specialmente se ha figli.
Aumenteranno cioe´le persone che saranno disposte a rivolgersi al politico di turno, che accetteranno condizioni disumane o patti moralmente illeciti, pur di avere un lavoro.

In altre parole. Noi viviamo in un´illusione di democrazia. Una vera democrazia implicherebbe il governo del popolo ma invece sappiamo bene che non abbiamo alcun potere, neanche di scegliere i nostri governanti. Il mezzo migliore per imporre una dittatura non e´la forza (perche´prima o poi qualcuno si ribellera´) ma dare al popolo l´illusione di essere libero, e quindi creare una dittatura mascherata, facendo si´che la gente chieda esattamente quello che i potenti vogliono imporre.

Non ci si ribella a qualcosa di cui non si sospetta l´esistenza e in questo modo il controllo sulla popolazione puo´andare avanti all´infinito.

Ed e´tempo di rendersi conto che il mezzo di controllo piu´potente e´, appunto, il…

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 12:17

Tant’è che l’8 luglio di quest’anno il deputato del Partito Democratico Alberto Fluvi ha presentato un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Finanze della Camera per sapere dal Ministero dell’Economia e Finanze “quali misure abbia adottato o intenda adottare in ordine alla presunta, imponente evasione d’imponibile nel settore delle slot machine, eventualmente valutando le ipotesi, prospettate nella richiamata relazione della commissione ministeriale, di ridurre l’aliquota del Preu, di introdurre il divieto per i gestori di assumere la veste di concessionari, nonché di utilizzare la Sogei per effettuare controlli sui dati di gioco, l’imposta conseguentemente dovuta e quella effettivamente dichiarata e versata, e se, considerata la dimensione del problema, non ritenga opportuna una correzione della struttura organizzativa dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, che preveda, a tutela della stessa amministrazione, l’istituzione di una struttura di audit centrale analoga a quella presente in tutte le Agenzie fiscali.

Ma noi sappiamo benissimo quali misuire adotterà il governo. NESSUNA.
In conclusione. Non sono i soldi di cui ha bisogno il governo. Il governo ha bisogno di schiavi che tengano la testa bassa per lavorare dodici ore al giorno e che non si informino, non pensino, non si evolvano.

3. E torniamo alla crisi finanziaria.
Dunque, le ragioni delle crisi finanziaria sono le stesse che valgono per il sistema fiscale, ovverosia abbassare le aree di benessere della popolazione.
Con l’aumentare delle aree di benessere, infatti, aumentano le persone che si informano, che hanno tempo per pensare, che possono fare collegamenti pericolosi. E hanno piu´ tempo per organizzarsi in associazioni che possano contribuire alla vita democratica del paese.
Al contrario, in una situazione di crisi la gente ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere…. Chi lavora dodici ore non ha tempo per fermarsi a riflettere e allora i telegiornali, i giornali, ecc…, è costretto a guardarli di sfuggita, distrattamente, e senza relazionare tra loro fatti il cui legame è invece evidentissimo.
Se le persone avessero tempo per pensare e riflettere succedere questo:
– delitto di Bagno a Ripoli; Lapo Santiccioli uccide la fidanzata, e poi si suicida con tre coltellate sul collo. Non ci sono tracce di sangue della ragazza sul suo corpo, perché dopo averla uccisa si sarebbe lavato e poi si sarebbe suicidato. Tre coltellate sul collo – si domanderebbe il cittadino che ha tempo per pensare – ? Ma come fa uno a suicidarsi con tre coltellate sul collo? E poi perché hanno archiviato subito la cosa anche se non c’erano tracce di sangue sul corpo del ragazzo?

– Tò… è stato realizzato in pieno il programma della P2. Lo trovate qui.
http://www.misteriditalia.it/loggiap2/ilpiano/P2%28piano%29.pdf
Controllo dei giornali, separazione delle carriere nella magistratura, controllo dei mass media, abolizione monopolio RAI, riforma dei rapporti stato-regione, ecc…. E, caso strano, coloro che erano nelle liste della P2 oggi sono ai vertici del ptoere statale. Ma non sarà che…

– Come mai il primo atto del governo Prodi, al momento dell’insediamento, fu quello di nominare sottosegretario alla camera un ex terrorista che aveva scontato anni di galera per l’assassinio di un poliziotto? Si trattava – disse Bertinotti, il leader dei poveri – di un cittadino che aveva pagato il suo debito con la giustizia, quindi poteva tranquillamente stare in una posizione di potere politico. Ma non sarà che c’è un collegamento tra terrorismo e istituzioni? Non sara´che la sinistra di Bertinotti aveva in qualche modo agevolato, se non peggio, quel terrorismo che a parole diceva di non volere. E soprattutto il cittadino si domanderebbe: ma come cazzo e´stato possibile che sia stato eletto un soggetto del genere? Non sara´che la legge elettorale e´una fregatura?

– Perché non recuperano i 98 miliardi dai gestori di slot-machine, ma in compenso se un barista non fa uno scontrino di due euro gli rifilano una multa che questo se la ricorda finchè campa?

– Come mai lo stato permette grandi illegalità a cielo aperto, ospedali iniziati e mai costruiti, strade iniziate e mai costruite ma poi se un cittadino qualunque cambia il tipo di fari montato sull’auto, o costruisce un garage abusivo, patisce conseguenze pesanti?

Queste sono le domande che si farebbe il cittadino che avesse tempo per riflettere, pensare, collegare, senza l´ossessione di arrivare a fine mese.
Questa crisi finanziaria poteva essere evitata. Poteva essere evitata in molti modi. Prima di tutto perchè erano anni che i “complottisti” andavano dicendo che ci sarebbe stata una crisi finanziaria.

Quando Disinformazione nel 2002 diceva che nel 2006 ci sarebbe stato il collasso economico, Pamio (il direttore di Disinformazione) veniva accusato di essere un paranoico complottista.

Ma la verità era che nei centri del potere economico e finanziario queste cose erano risapute.

Una persona che conosco, dirigente di banca, mi ha detto “certo che tutti noi sapevamo… gli esperti di finanza non potevano non accorgersi che i prodotti finanziari piazzati dalle banche erano un flop… un collage di nulla destinato a far saltare il sistema. Così come oggi, le rassicurazioni sulla ripresa sono ridicole, e chi è esperto lo sa, perchè un’economia che piazza prodotti finanziari pari a sei volte il prodotto interno lordo DEL MONDO INTERO, prima o poi è destinato a crollare, perchè vuol dire che le banche stanno piazzando è un prodotto vuoto, senza sostanza e che prima o poi ci sara´un botto di proporzioni clamorose”.

La crisi quindi poteva essere evitata con un maggiore controllo dei prodotti finanziari da parte delle banche, con una riappropriazione da parte dello stato della capacità di battere moneta (ricordiamo che oggi lo stato NON batte moneta, perchè questa è emessa dalle banche centrali e dalla BCE, che NON sono sotto il controllo dei governi, e NON dipendono dai governi, ma dalle grandi banche d’affari mondiali).

Ma non è stata evitata.

Nè è stata annunciata, dai governi. Eppure Prodi, solo per fare un esempio, era un economista… avrebbe potuto e dovuto capirlo, ed era suo preciso dovere istituzionale avvertire i cittadini.

Il punto è – lo ripetiamo – che vero scopo della crisi finanziaria è impedire che i cittadini possano un giorno alzare la testa, e riflettendo si accorgano di essere degli schiavi al servizio dei padroni. Le banche e la grande industria. E questa crisi, ovviamente, aumenterà lo stato di sudditanza dei cittadini nei confronti dei “padroni” perchè aumenteranno le persone che andranno a raccomandarsi dal politico, dall’amministratore, dal potente di turno.

La crisi finanziaria non ha altro scopo che renderci ancora più schiavi.
.
4. Come ti elimino il rompicoglioni (ovvero colui che non si adegua al sistema).
La cosa non deve stupire piu´di tanto. E´dall´antichita´che chi governa cerca di mantenere in uno stato di soggezione i sudditi mediante i sistemi piu´diversi. Panem et circensem, diceva il poeta Giovenale, intendendo dire che per tenere soggiogata la popolazione e´sufficiente dargli un po´di pane e farla divertire con il circo.

In periodo Borbonico, a Napoli, l´espressione divenne “feste farina e forca”, ma la sostanza era la stessa.
Attualmente i metodi usati per rendere la popolazione una massa di pecore fedeli al potere, sono gli stessi di un tempo; al posto del circo abbiamo la televisione, i media, il calcio, e tutti i miti creati dalla societa´consumistica.

Pochi si rendono conto pero´, che uno degli strumenti piu´formidabili per controllare le masse e´proprio il sistema fiscale e l´attuale crisi finanziaria. Perche´ l´ínformazione puo´essere manipol
ata quanto si vuole, ma ci sara´sempre qualcuno che capira´l´inganno; le leggi possono essere repressive quanto vogliono, ma per quanto esse siano dure, ci saranno sempre degli spiragli che consentiranno alle persone piu´intelligenti di reagire; ed inoltre, quando le leggi superano una certa soglia di durezza e diventano intollerabili, ci sara´sempre qualcuno disposto a ribellarsi e pagare con la vita la sua ribellione.
L´unica cosa a cui non e´possibile porre rimedio e´la carenza di beni necessari per la sussistenza. Se la persona viene privata dei beni essenziali, per quanto possa essere consapevole, informata, e intelligente, il suo obiettivo principale diventera´sopravvivere, e quindi diventa inoffensiva per il sistema, anche perche´spesso, pur di sopravvivere, scendera´a compromessi con i potenti di turno, specialmente se ha figli.
Aumenteranno cioe´le persone che saranno disposte a rivolgersi al politico di turno, che accetteranno condizioni disumane o patti moralmente illeciti, pur di avere un lavoro.

In altre parole. Noi viviamo in un´illusione di democrazia. Una vera democrazia implicherebbe il governo del popolo ma invece sappiamo bene che non abbiamo alcun potere, neanche di scegliere i nostri governanti. Il mezzo migliore per imporre una dittatura non e´la forza (perche´prima o poi qualcuno si ribellera´) ma dare al popolo l´illusione di essere libero, e quindi creare una dittatura mascherata, facendo si´che la gente chieda esattamente quello che i potenti vogliono imporre.

Non ci si ribella a qualcosa di cui non si sospetta l´esistenza e in questo modo il controllo sulla popolazione puo´andare avanti all´infinito.

Ed e´tempo di rendersi conto che il mezzo di controllo piu´potente e´, appunto, il sistema fiscale e…

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 12:18

Ed e´tempo di rendersi conto che il mezzo di controllo piu´potente e´, appunto, il sistema fiscale e finanziario, che puo´essere riassunto cosi´:
1) sistema fiscale ai limiti della tollerabilita´, in modo che ciascuno lavori dodici ore al giorno per poter sopravvivere;
2) leggi fiscali e controlli strutturati in modo tale che sia impossibile mettersi in regola, di modo che i contr0lli fiscali siano diretti a vessare il cittadino (a cui verra´controllato l´emissione di uno scontrino da due euro) e a favorire i potenti (non verranno mai richiesti i 98 miliardi di euro ai gestori di video-games);
3) sistema economico che garantisca sempre un´alta percentuale di disoccupati, e un´alta percentuale di lavoratori che vivano al livello di sussistenza.

Se, nonostante tutti gli sforzi, il benessere aumenta (il che e´inevitabile perche´ogni societa´tende naturalmente, nel lungo periodo, a migliorare le sue condizioni di vita) si crea una bella crisi finanziaria… e voila´… l´equilibrio e´ristabilito.

In pratica, negli stati dittatoriali in cui la dittatura e´conclamata si usano le uccisioni di massa per eliminare i possibili dissidenti.
Nella nostra “democrazia” si usano le tasse e la crisi finanziaria. Gli eventuali dissidenti che non venissero resi innocui con questo sistema, perche´troppo in vista, troppo potenti, o troppo vicini al sistema per non capirlo fino in fondo, avranno un incidente d´auto come Rino Gaetano, un malore improvviso come Berlinguer (che peraltro qualche anno prima si salvo´per miracolo proprio da un incidente d´auto); oppure si suicideranno, come Luigi tenco. Oppure, quando la tesi del suicidio o dell´incidente sarebbe cosi´ridicola che pure Emilio Fede, Mentana, e Liguori si rifiuterebbero di accettarla, arrivera´un pazzo isolato e fara´fuoco, come accadde a Gandhi, Martin Luther king, Jonh lennon, Jonh Kennedy o Papa Giovanni Paolo II.
La gente sara´troppo occupata a far quadrare i conti di casa per capire che si tratta di omicidi programmati dal sistema.

Paolo Franceschetti
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/08/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-parte-2.html
15.08.2009
bye DORF

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 13:15

“Le grandi catastrofi sgretolano il tessuto sociale non solo le case”. Noemi Klein

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 13:16

Ora solo il tentativo di uno spunto costruttivo. Sono x mia natura un complottista nato (forse solo x eccesso di curiosita’), ne vedo quasi in ogni dove, ma il tempo e l’esperienza vissuta sinora, mi hanno insegnato a guardare alla realta’ in maniera un po’ piu’ semplice e meno complessa di cio’ che spesso nella mia mente frulla. Partiamo dal dato di fatto che gli uomini sbagliano, e la maggior parte sbaglia nella convinzione di essere nel giusto. Proprio x questo non ci si rende conto degli errori che si commettono; naturalmente ci sono uomini un pelo piu’ ragionatori ( non ragionevoli ma ragionatori) che io tendo a dividere in 2 caegorie: gli uomini a servizio degli altri, che rendendosene conto tentano in tutti i modi di evitare agli altri l’errore, ed uomini che invece l’errore altrui o lo provocano o lo alimentano x alla fine sfruttarlo a proprio vantaggio. In quest’ultima ottica tutto e’ complotto ma dove c’e’ tutto c’e’ anche niente e allora bisogna saper distinguere. Purtroppo il mondo cosi’ com’e’ giorno x giorno ce lo siamo costruito e continuiamo a costruircelo noi, ognuno e’ artefice del suo destino, i poteri, il denaro, i “carismi” (come li chiama Andrea) sono cose che noi consegnamo ad altri in maniera volontaria. E’ qui che nasce il concetto di Crisi Antropologica, quello che stiamo vivendo nella realta’ odierna e che a mio modo di vedere vivremo ancora x qualche anno, rappresenta un’enorme occasione per prendere coscienza di molte problematiche legate proprio al tema dell’ “A CHI E PERCHE'”, a chi daremo il potere e xche’? a chi daremo il denaro e xche’? a chi consegneremo ruoli carismatici e ne rispetteremo le opinioni portandole ad esempio e xche’? Ora, nelle mente di alcuni il Business as usual continua a prosperare, ma gia’ non e’ piu’ cosi’, i valori stanno lentamente cambiando e pian piano anche i Poteri cosi’ come noi oggi li conosciamo stanno cambiando ma ancoraq non lo si vede, fallito il tentativo di difesa estrema, del negare sempre negare tutto anche di fronte all’evidenza che non cambiera’ la sostanza delle cose, quello che sara’ cambiato sara’ la nostra percezione della realta’, valuteremo, come gia stiamo facendo le cose con un’occhio meno disincantato e piu’ critico, non ci berremo come al solito quello che ci danno a bere, e insegneremo ai nostri giovani valori differenti dal “successo ad ogni costo” xche’ si potra’ avere successo facendo del bene e ricevendone bene in cambio, e non pagheremo un prezzo sempre piu’ alto x il solo fatto che ci si dice e’ cosi’.. E tutto cio’ si riflettera’ anche sul mercato, xche’ anche sul mercato la verita’ e’ figlia del tempo, indipendentemente dai movimenti di breve. Una volta ho gia scritto: se si e’ esperti in onde giusto cavalcarle tutte, ma ogni tanto ricordarsi di dare anche uno sguardo alle maree x non rischiare di torovarsi travolti e in lidi dove non ci si aspettava di approdare.

Il Fringuello

Scritto il 18 agosto 2009 at 14:30

Hunter tu sei a posto, visto che hai a certezza è come sapere in anticipo i numeri del superenalotto.

Vai e gioca!

“PS A proposito di mercati.
A cuor leggero, non importa se inizierà a breve il ribasso, o tra 2 mesi, o tra 6 mesi, ma arriverà.
La certezza è che questo ribasso ci riporterà sui livelli di marzo 2009.”

Scritto il 18 agosto 2009 at 15:11

Caro Fringuello ,
è un piacere rileggerti dopo un po’ di tempo.
Io non credo alla tesi del complotto cosmico, certo a volte qualche situazione è creata ad arte per infilare un po’ di selvaggina nel carniere.
Sono i meccanismi, le leggi fisiche che regolano il sistema che portano le cose in una certa direzione,
un po’ come l’attrazione gravitazionale che attirando particelle di materia forma agglomerati più grandi che a loro volta geneano un camo più forte autoalimentando la grescita di agglomerti che ha portato e porta alla formazione di stelle e galassie.

Quanto alla consapevolezza ho qualche dubbio, erano passati meno di 7 anni dallo scopio della bolla Hi-tech new economy , ti ricordi quanta gente aveva detto “non mi fregano più”…,

certo, questa volta era diverso, era tutto fondamentalmente più solido.

Per ora mi accontento di sperare che, almeno per un po’ di tempo il pendolo sia più dalla parte di chi produce e di chi compra ed un po meno dalla parte di chi commercia ed “intermedia”.

In quest’ottica un po’ di deflazione può essere salutare.

Dal punto di vista fiscale spero che si cominci a pensare seriamente a tasse patrimoniali su i patrimoni mobiliari e sulle rendite finanziarie.

La verità è sempre figlia del tempo, ovvero le cose si capiscono sempre dopo,

Sempre che si possano veramente capire sia per la complessità sia perchè purtroppo la storia è il racconto dei vincitori.

un saluto
Il cuculo

Scritto il 18 agosto 2009 at 15:11

x

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 15:28

questo si e’ simpatico e direi realistico nella descrizione della situazione relativa a Fannie Mae e Freddie Mac.

http://thecynicaleconomist.com/?p=6867

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 15:31

la spesa pubblica.
L’OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA
Postato il Martedì, 18 agosto @ 07:46:02 CDT di davide

DI DOMENICO DE SIMONE
nuovaeconomia.blogosfere.it

In un articolo recentemente pubblicato sul NYT (la traduzione in italiano la trovate su ComeDonChisciotte ), Paul Krugman sostiene che se la situazione dell’economia mondiale non è ancora finita nel baratro della recessione prolungata come quella del ’29, lo si deve al differente atteggiamento dei Governi e in particolare di quello degli Stati Uniti, che hanno sostenuto la domanda con forti iniezioni di spesa pubblica.

Nel 1929, il Governo assunse invece l’atteggiamento opposto di risparmiare sulla spesa e questo aiutò il tracollo. Oggi, invece, l’amministrazione Obama, pur criticabile per l’insufficienza del programma di intervento adottato, non ha contratto la spesa rifiutando le critiche di chi sostiene, soprattutto da parte repubblicana, che lo Stato deve dare ai cittadini l’esempio riducendo notevolmente il proprio budget di spesa sugli interventi.

Nella foto: Chicago, Michigan Avenue

Krugman è un economista intelligente e di grande carisma, ma devo dire che questa volta è stato anche sfortunato. Perché, infatti, proprio oggi compare la notizia che la città di Chicago, una delle più importanti degli USA, è costretta a chiudere i battenti dei propri servizi, riducendo all’osso anche quelli essenziali, perché non ha i soldi per pagarli. Sanità – tranne le emergenze-, trasporti, servizi amministrativi, raccolta spazzatura, tutto fermo. A rischio anche il servizio locale di polizia. Gli impiegati a casa senza stipendio, oggi e per ancora altri giorni in futuro. Con il crollo delle entrate fiscali, legate per lo più alle tasse sulla casa, il Comune non è in grado di pagare gli stipendi e le altre spese.

Rampini su Repubblica riferisce che anche in molte altre città degli USA la situazione è al collasso e sta causando drastici tagli ai bilanci dei Comuni a cominciare dalla riduzione del personale. È nota, poi, la gravissima situazione di dissesto dello Stato della California che ha esaurito i fondi e sta pagando con cambiali che forse in futuro, se le cose andranno meglio, saranno onorate. Peggio di un qualsiasi nostro comune dissestato e commissariato per debiti.

Tuttavia, Krugman ha ragione. Senza la spesa corrente dello Stato (e in fondo è quello che ripete la Marcegaglia al Governo da qualche mese, solo che da noi non c’è più una lira), il crollo della domanda di consumo sarebbe stato ben peggiore e le conseguenze più devastanti. Krugman le misura in circa un milione di disoccupati in più, che nella situazione attuale fanno la differenza tra una crisi gravissima e un disastro. Ha ragione, ma questo non significa che il sistema vada necessariamente in quella direzione, come dimostrano le ultime notizie.

Anche in Giappone l’incremento del PIL sostenuto dalla spesa pubblica ha provocato il panico in borsa . Per la semplice ragione che quella spesa dovrà pure essere pagata da qualcuno e se l’economia non riparte ci saranno meno tasse da incassare per pagare il debito e quindi un avvitamento peggiore della crisi. È la stessa considerazione che ha seminato la paura nelle borse occidentali nella giornata di oggi . La domanda è: dove si prendono le risorse per pagare il debito che gli stati stanno contraendo per sostenere l’economia? Lo so che negli articoli che ho linkato c’è scritto altro: che la borsa giapponese scende per l’apprezzamento dello Yen e quelle occidentali forse per prese di beneficio. Ma chiedetevi peché le borse sono scese proprio subito dopo la diffusione di dati apparentemente confortanti sui PIL in Europa e in Giappone e la risposta apparirà in tutta chiarezza. Non è vero che i traders non pongano attenzione ai fondamentali dell’economia, anzi.

E allora torniamo alla domanda. Chi paga e con quali risorse? La risposta non è affatto chiara. Che tasso di incremento del PIL sarà necessario per far fronte al mare di debiti contratti dagli Stati? Quello giapponese è palesemente insufficiente e in Europa non si sa nemmeno se si tornerà davvero in positivo. E se negli USA la spesa pubblica si riduce, andrà anche peggio.

Ma proviamo anche ad analizzarla a fondo questa domanda. È davvero una domanda sensata o stiamo ragionando intorno all’uovo e alla gallina? Perché vedete, fino agli anni sessanta la spesa pubblica era considerata un puro costo che gravava sulla produzione nazionale. Ad un certo punto ci si è accorti che continuando di quel passo, vista la crescita del settore dei servizi, la produzione nazionale sarebbe stata minore del costo dei servizi. Questo avrebbe dovuto significare impoverimento della collettività, mentre l’evidenza diceva esattamente il contrario. Insomma, i servizi sono entrati di colpo nel novero della Produzione nazionale che da allora è stata classificata come PIL, che comprende il valore di tutti i beni e i servizi prodotti. Comprende quindi anche la spesa pubblica, e non solo quella in conto investimenti, ma anche la spesa corrente. Nella formula che descrive il PIL la spesa pubblica è in genere identificata con la lettera G (che sta per Government). Insomma, come ha dimostrato Keynes ormai quasi ottant’anni fa, la spesa pubblica produce ricchezza in misura adeguata al moltiplicatore applicabile al tipo di spesa. Per fare questa spesa, però, occorre trovare le risorse, che in genere sono costituite da strumenti finanziari. Perché non c’è dubbio che le risorse umane (impiegati e operai) ci sono e per erogare servizi le risorse materiali sono pressoché irrilevanti (mentre per produrre acciaio o ceramiche sono essenziali).

E allora proviamo a chiederci che cosa sono queste risorse finanziarie essenziali per la spesa pubblica, che una volta effettuata produce ricchezza nella misura del moltiplicatore. Diciamo che una spesa di un milione ne produce almeno due in termini di ricchezza (spero che Keynes perdoni la mia rozza semplificazione, ma è giusto per dare un’idea). In che cosa consiste, dunque, quel milione senza il quale la spesa pubblica non si può fare? A Keynes sembrava davvero assurdo che per trovare quel milione fosse necessario mettersi a scavare sotto terra, trovare dell’oro, estrarlo e pulirlo, coniarlo in monete con cui pagare gli impiegati e gli operai che poi avrebbero creato ricchezza con il proprio lavoro e nel frattempo giravano i pollici nell’attesa. Se con quel lavoro si crea ricchezza, non sarebbe stato più logico e più semplice, metterli al lavoro da subito senza fargli aspettare tutta la trafila dell’estrazione del prezioso metallo che tutto può? Ma che nulla ottiene, se ricordiamo quel che dell’oro ci dice il mito di Re Mida? Sarebbe come aspettare di vincere il superenalotto per iniziare un’attività in cui tutto è pronto e in grado di funzionare perché è stato creato da noi stessi. Le probabilità di trovare una nuova minera sono praticamente identiche.

Insomma, se un ente pubblico possiede strutture organizzative, risorse umane e materiali sufficienti, per quale ragione non può funzionare? Keynes risolse il problema con il debito pubblico. Lo Stato garantisce che pagherà a chi gli presta i soldi poiché la sua attività genera più ricchezza di quella che impiega. Ma perché c’è bisogno di qualcuno che presti i soldi (in genere le banche) se le risorse per il lavoro e la produzione della ricchezza stanno già tutte lì, a disposizione dell’ente? Non è esattamente come andare a scavare per terra per trovare l’oro necessario a coniare le monete, quando quell’attività si giustifica da sola, perché produce ricchezza?

Ma insomma, la spesa pubblica, produce ricchezza o no? O meglio, essa è ricchezza in sé o la consideriamo ancora un costo, come cinquant’anni fa? Perché non può essere che per certi versi è uncosto che deve essere sostenuto dalla tasse e per altri versi è una componente della produzione di ricchezza nazionale. E che quando
serve a spaventare produce debito, mentre quando deve rassicurare diventa ricchezza. Hanno ragione gli speculatori delle borse che si fanno prendere dal panico perché domani non ci saranno i soldi per i debiti, o ha ragione Krugman e il governo che facendo spesa hanno in qualche modo limitato i danni creati proprio da quelle speculazioni? E se non avessero fatto spesa pubblica ci troveremmo adesso nel baratro di una crisi economica e sociale probabilmente irreversibile (e non è detto affatto che non ci si finisca lo stesso). Quando poi, tutte le risorse produttive ci sono e sono certamente sovrabbondanti?

Perché poi lo stesso ragionamento vale per le attività delle imprese private, che producono anch’esse debito, e per il consumo delle famiglie, che pure genera debito. Insomma, qualsiasi cosa fai per creare ricchezza si genera debito che produce interessi che finiscono nelle banche. Non a caso le Banche sono praticamente proprietarie della maggior parte della produzione mondiale di beni (ad esempio del 90% di tutta la produzione chimica del mondo). E sono anche proprietarie di più del 100% delle risorse delle famiglia americane, che in pratica lavorano per pagare gli interessi sui prestiti.

Ma soprattutto decidono se il Comune erogherà o meno il servizio dell’asilo nido o del centro anziani, o della raccolta della spazzatura o dell’emissione dei certificati. E questo nonostante ci siano insegnanti, maestri, spazzini, impiegati e strutture in grado di lavorare subito senza avere alcun viatico se non la remunerazione del loro lavoro. Che però dato che produce ricchezza, si remunera da solo, senza bisogno di nessuno, basterebbe solo contare quanta ricchezza si è prodotta e remunerare con essa le attività effettuate. In fondo un impiegato, uno spazzino un insegnante, vogliono…

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 15:33

USA: PREZZI ALLA PRODUZIONE IN NETTO CALO. E’ PIENA DEFLAZIONE

18/08/09 15:10 – L’indice destagionalizzato mostra una discesa dello 0,9% rispetto a giugno e un vero e proprio record negativo (-6.8%) in confronto a un anno fa, a causa del crollo della benzina.

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 15:34

Ma soprattutto decidono se il Comune erogherà o meno il servizio dell’asilo nido o del centro anziani, o della raccolta della spazzatura o dell’emissione dei certificati. E questo nonostante ci siano insegnanti, maestri, spazzini, impiegati e strutture in grado di lavorare subito senza avere alcun viatico se non la remunerazione del loro lavoro. Che però dato che produce ricchezza, si remunera da solo, senza bisogno di nessuno, basterebbe solo contare quanta ricchezza si è prodotta e remunerare con essa le attività effettuate. In fondo un impiegato, uno spazzino un insegnante, vogliono soddisfare le esigenze di tutti: una casa (e ce ne sono tante), cibo e vestiti (la cui produzione è da decenni cronicamente eccedente), divertimenti e relativi strumenti (e pure qui la produzione è per definizione in eccesso). Quindi i mezzi per pagarli ci sono, però se qualcuno non si indebita non ci sono più.

Ma insomma, perché dobbiamo fare debiti per vivere e lavorare ?

Domenico De Simone
Fonte: http://nuovaeconomia.blogosfere.it
Link: http://nuovaeconomia.blogosfere.it/2009/08/lossimoro-della-spesa-pubblica.html
17.08.2009

bye DORF

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 16:36

La data di scadenza di Google è il 17 gennaio 2038. Questa data è interessante perché è giusto due
giorni prima della fine del mondo. Il 19 gennaio 2038 è una data data essenziale per tutto il mondo
POSIX, che comprende tutti i sistemi operativi derivati dal sistema UNIX (GNU/Linux, BSD,
Solaris, ecc.) e tutti i protocolli di rete UNIX style (http, ftp, etc). Sui sistemi POSIX il tempo è
regolato per ragioni storiche dal numero di secondi intercorsi dal primo gennaio 1970. L’unità di
misura per questo numero è un “intero segnato”, valore che nell’informatica occupa in memoria 32
bits.
Se un programmatore crea una variabile di tipologia intero segnato per memorizzare un valore
numerico, questo può essere come minimo -2147483648 e come massimo 2147483647. Un numero
molto grande, ma che diventa un valore piccolissimo se lo trasformiamo in secondi. In 32bits infatti
ci stanno appena 136 anni.

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 16:37

18/08/2009 12:10
INDIA
Influenza suina: in India città nel panico e nuovi casi in tutto il mondo
Per alcuni esperti indiani l’allarme è ingiustificato: il numero dei decessi per H1N1 è molto al di sotto di quello per diarrea e tubercolosi. Aumentano i casi in tutta l’Asia: primi morti in Corea del Sud e Giappone. I Paesi del Golfo si coordinano per contenere la diffusione del virus: Arabia Saudita e Kuwait gli Stati più colpiti

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16077&theme=6&size=A

Scritto il 18 agosto 2009 at 16:45

Probabilmente c’è qualcuno al quale piace sentirsi dire solo ciò che le sue orecchie vogliono sentire dire.

È un difetto comune degli uomini di dire più facilmente quello che credono che gli altri vogliano sentire piuttosto che attenersi alla verità. Tuttavia, purché gli uomini possano attenersi alla verità, dovranno prima conoscere gli errori e poi commetterli. ( Josè Saramago )

Ho sottolineato più volte che quando lo riterrò opportuno interverrò sull’argomento in maniera approfondita e dettagliata, in quanto non è mia abitudine parlare di qualcosa che resta sospeso nell’aria e che il vento porta in tutte le direzioni a seconda della soggettività individuale.

Sempre che qualcuno non stia aspettando il mio sigillo alle sue visioni, in questo caso la sua attesa sarà vana in quanto non dispongo di verità assolute.

Andrea

Scritto il 18 agosto 2009 at 17:05

Aggiungo un’ultima semplice considerazione!
Oggi il nemico numero uno è l’inflazione, l’inflazione e le sue prospettive, le sue aspettative.

La deflazione è il terrore delle banche centrali, il terrore di tutti coloro che vivono di rendite e di patrimoni.

Oggi la deflazione sta bussando alla loro porta, il resto della Storia deve essere ancora scritto.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 19:43

Una breve ripresa e poi un nuovo calo come nei primi anni ’80
L’economia registrerà una naturale inversione di tendenza nei prossimi mesi grazie alla ripresa della produzione. Il piano di stimolo fiscale contribuirà ad aiutare gli americani fra la fine del 2009 e l’inizio del 2010. Ma non appena gli effetti del maxi-piano dell’amministrazione Obama si esauriranno l’economia rischia di restare senza una forza trainante, visto che i consumi non saranno più il motore della crescita. E questo potrebbe tradursi in una nuova flessione dell’economia. «Mi auguro che ciò non accada ma è una possibilità precisa Ron Heaton di State Bank».

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/08/economia-ripresa-economica-rapida-lenta-altalenante.shtml?uuid=b635bb8c-8c00-11de-ac38-10232dabdab5&DocRulesView=Libero

Scritto il 18 agosto 2009 at 20:21

COPIO DAL BLOG:

Eccezionale articolo, Andrea. Molto bene davvero. Vorrei comunque farti notare e farlo notare a tutti i frequentatori del blog che confrontandomi per lavoro con revisori contabili delle grandi multinazionali di revisione (Price, Ernst & Young, etc) incaricate di valutare e certificare i bilanci dei gruppi bancari di maggior importanza nel paese, nessuno è minimamente al corrente di neanche un decimo di quanto viene scritto in questo blog.

MIO COMMENTO:

Certamente che non devono capire niente, se avrebbero capito non avrebbero occupato quelle posizioni, a volte quando vado in banca mi domando: Ma perchè il Direttore è un SOMARO, perchè è Direttore…dopo mi rispondo che è Direttore perchè poco conosce, meno conosci più ti usano, più ti usano più fai Carriera.

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 20:31

Questo succedeva ad aprile 2009…
“Per i prezzi delle case bellissime crollati, provate ad andare su http://www.zillow.com. Mettete un indirizzo a caso di una localita’ della California. Con il mouse potete spostarvi nella mappa e selezionare una casa “da un milione di dollari”. Vedrete il ciclo dei prezzi e noterete una sorta di campana nel grafico dal 2005 ad oggi con una diminuzione deli prezzi nominali di tranquillamente il 50%. La cosa e’ generalizzata. Case spettacolari con viste su laghi, montagne etc. prima costavano oltre due milioni di dollari, oggi costano poco piu’ del milione. Sempre cifre consistenti, ma grosse diminuzioni.

Le diminuzioni piu’ consistenti sono sui condomini (appartamenti in particolare, non le villette a schiera): da 350000 a 200000 o meno. Queste drammatiche diminuzioni di prezzi hanno preoccupato i politici (l’economia e’ sull’orlo del baratro con un buco in California di decine di miliardi di dollari dovuto ai mancati introiti fiscali). La preoccupazione e’ talmente grande che la California praticamente REGALA 18000 dollari se uno compra una casa nuova. A cui si aggiungono gli 8000 dollari che il nuovo presidente da’ a chi compra entro Luglio del 2009.
Questo e’ il quadro .”

Invece in Florida….:
” funzionava cosi’: i neo pensionati incassavano la pensione statale (in genere misera) più quella integrativa proveniente da fondi pensione aziendali o personali, in buona parte investiti in azioni. Vendevano la casa nella città dove lavoravano (spesso nel nord) e si trasferivano in Florida, dove il clima è più clemente.

La crisi dei mercati finanziari ha duramente colpito i fondi pensione, riducendo sostanzialmente i proventi che sono in grado di pagare ai neo-pensionati. Di conseguenza molti americani hanno deciso di rinviare la data del pensionamento: il principale flusso di domanda immobiliare si è dunque inaridito”

Altapatagonia

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 20:34

Ps e le case non sono in muratura !

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 20:37

Attenzione a confrontare le case americane con le nostre… Vivo negli USA e vi posso assicurare che – nonostante casa mia (in affitto) abbia finiture ben oltre la media del mercato (finitura esterna tutta in mattoni, ad esempio) – i muri sostanzialmente non esistono (pannellature su una struttura in legno prefabbricata).
Le case qui sono tutte cosi’, ad eccezione dei condo in muratura a NY e in poche altre metropoli.
Questo porta il mercato a ragionare in modo tutto peculirare… in condizioni normali infatti una casa perde valore nel tempo, perche’ la sua vita residua si accorcia molto piu’ rapidamente che da noi.
In questo senso una casa di 30-40 anni e’ (quasi) da demolire, ed il suo valore residuo non e’ neppure lontanamente paragonabile con un nostro appartamento degli anni 60-70 in citta’.
Nel confrontare l’affitto con l’acquisto tenete sempre ben in mente questo fattore, oltre alle tasse che sono altissime (casa mia sono 4000 usd/anno

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 20:52

Per Anonimo #31 grazie del post in USA le cose avvengono in un “tempo” accelerato.
E’ da molto tempo che ripeto, semplicemente costruite una casa per viverci e fregatevene del valore futuro. Negli utimi anni l’investimento immobiliare è diventato un “terno al lotto” se si trova qualcuno da spennare bene…altrimenti; il valore è zero sino al momento del rogito, poi se ci accontentiamo delle illusioni và bene tutto anche la moneta-debito.

SD

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 20:52

123

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 20:53

prova prova

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 22:15

DEFLAZIONE ED INFLAZIONE
Stampare moneta ed indebitamento statale sono i responsabili (e la carenza di beni che genera il mercato nero come in tempo di guerra) di inflazione ed iperinflazione.
Poichè la debt deflation che stiamo vivendo è di segno opposto, in questo momento inflazione e deflazione si annullano.
Tuttavia, NON VI E’ DUBBIO che proseguendo sulla strada degli stimoli, degli sgravi e della stampa di moneta che porteranno il debito pubblico ad un livello insostenibile la bilancia si sposterà verso l’inflazione.
L’indicatore migliore per monitorare l’andamento di questa partita è il differenziale dei tassi 10-2 anni.
Al primo intoppo nell’asta di bond e bund decennali con relativo aumento dei tassi e calo del prezzo dei titoli si risveglierà l’orso con probabili ribassi giornaliero/settimanale del 20% delle borse come nell’ottobre dell’87.

7+

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 23:16

qualche volta anche un giornalista del regime, in via eccezionale, dice un pò di verità. leggete questo. Mazzalai sarà contento. conferma tutte le sue indagini/previsioni.
Più deficit pubblico, meno investimenti e crescita
Scritto da Oscar Giannino
lunedì 10 agosto 2009


Due giorni fa Comstock Partners Inc. ha rilasciato un report utilissimo. Dà una precisa misura quantitativa del cosiddetto deleveraging in corso nell’economia americana, del massiccio fenomeno di sostituzione tra debito pubblico e debito privato che sta avvenendo grazie al picco di spesa publica in deficit, e consente perciò di sviluppare molte osservazioni critiche intorno a ciò che ci attende nel prossimo futuro e nel medio periodo.
I dati degli USa non riguardano infatti solo gli americani. Checché si dica e si pensi da parte dei nuovi sostenitori del decoupling dei cicli, senza consumi americani l’offerta di prodotti e servizi del resto del mondo o non ha gli sbocchi ai quali era abituata in passato con consegunze di produzione stagnante, oppure deve volgersi ai consumi interni – come sta provando a fare la Cina alimentando l’export di mezza Asia verso di lei, ma con grossissimi problemi di tenuta del sistema finanziario e bancario domestico nel medio periodo. Per questo vale la pena di dare un’occhiata al report di Comstock: la cosa riguarda anche noi, secondo Paese manifatturiero ed esportatore dell’Ue.

Iniziamo da questa chart sul debito totale USA, in tutte le sue componenti, pubbliche e private (imprese, famiglie). A fine marzo scorso, il debito USA era pari al 375% del GDP, 53 trilioni di $ rispetto a 14. Come potete vedere, nel momento peggiore della Grande Depressione il debito USA non era andato oltre il 260% del GDP. Dove era nuovamente nel 2002, prima di ascendere come una parete himalayana ai livelli attuali. Passiamo a questa, relativa al debito delle famiglie rispetto al reddito disponibile. In paragone a una media negli ultimi 50 anni del 78,5% del reddito disponibile, il debito delle famiglie sta oggi al 127,9%. E’ in discesa rapida, rispetto al massimo – 133,5% – che aveva toccato prima della crisi, da quando nel 2002 aveva preso a crescere verticalmente seguendo il modello di crescita dei consumi finanziati a debito. Rispetto agli anni recenti in cui il debito delle famiglie cresceva anche dell’8% rispetto all’anno precedente, oggi è in frenata di quasi 5 punti percentuali sui 12 mesi precedenti. Rispetto al GDP, come si vede qui , il debito delle famiglie è pari oggi al 100,2%, in discesa di 2 punti dal massimo toccato nell’estate 2007: ma pur sempre spaventosamente doppio rispetto alla media storica dell’ultimo ciquantennio, pari a poco più del 56%. Andiamo poi alla propensione al risparmio, qui. Da una media degli ultimi 50 anni superiore al 7% del reddito disponibile, era scesa già al 2% nel 1998, per poi diventare negativa dopo il 2002. Dall’inizio della crisi, si è risospinta brutalmente verso e oltre il 6%, anche se negli ultimi mesi è riandata di poco sotto il 5%.

Esaminiamo ora i diversi apporti al GDP nazionale. A fine marzo scorso, i consumi privati pesavano negli USA per oltre il 70% del GDP, mentre negli anni della grande crescita americana sono sempre stati di poco superiori al 60%; gli investimenti privati contribuiscono per il 14%, rispetto a una media tra il 16% e il 17% con molte punte superiori al 18% negli anni “buoni”; la domanda pubblica pesa per il 20%, riportandosi alla quota toccata durante le guerre di Corea e del Vietnam. Qui la capacità utilizzata nel processo produttivo: siamo oggi a quota 67,8%, la più bassa in assoluto dallo smantellamento dell’apparato bellico successivo alla fine della seconda guerra mondiale, rispetto a una media USA che da metà anni ‘60 è stata superiore all’80%, con molti anni tra l’84% e l’88% addirittura. Infine, qui la ricchezza netta delle famiglie: rispetto a una media di aumento nominale del 5,8% annuo nell’ultimo cinquantennio, oggi è in picchiata, diminuisce del 16,2% sui 12 mesi precedenti.

Quali conclusioni da questi dati? Primo: il deleveraging è praticamente tutto sulle spalle delle famiglie, visto che il rally azionario sostenuto dalla FED invece consente ampi cuscini all’equity delle imprese. Si spezza un trend devastante per il quale mentre occorreva solo 1,4 $ di debiti per un 1$ di GDP negli anni Sessanta, negli anni Settanta ne serviva 1,7% di debito per lo stesso risultato, poi 2,90 negli anni Ottanta, 3,2 negli anni Novanta, e nell’ultimo decennio il rapporto era cresciuto a uno spaventoso 5,4$ di debito per ogni $ di GDP. Ma se il riequilibrio è tutto sulle famiglie e il loro debito sul reddito disponibile deve tornare dal 128% attuale almeno al 100% dove stava nel 2002, questo significa picchi di propensione al risparmio fino al 10% del reddito disponibile fino al 2018: cioè un meno 0,8% di crescita potenziale di GDP, per effetto della contrazione dei consumi, ogni anno di qui ad allora. Con la disoccupazione che si spingerà ben oltre il 10% – l’altroieri grandi cori al suo passaggio dal 9,5% al 9,4% a luglio, ma quasi nessuno nota che ciò si deve al fatto che per effetto della crisi milioni di lavoratori si ritirano dal mercato del lavoro, al quale partecipano il 59% degli attivi potenziali, oggi, il dato più basso da 50 anni a questa parte – e con l’aggregato maggiore stistico per rilevarla – il cosiddetto U6 – che già oggi sfiora il 17%, ciò significherà meno reddito disponibile e bassi salari. Infine: la sostituzione del debito pubblico a quello privato otterrà massicci effetti di crowding out, e dunque la quota di investimenti privati non salirà. In tali condiziioni, la locomotiva americana resta azzoppata per molti anni. E per chi esporta, sono guai garantiti.
Da:http://www.chicago-blog.it/

bye DORF

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 23:34

IL PATTO il GRANDE AZZARDO!
DEFLAZIONE e poi FORTE INFLAZIONE!

Scusate se continuo a fare previsioni, ma do per assodato che stiamo vivendo ancora nella fase acuta della crisi, non credo che ci siano dubbi che stiamo in forte recessione, accompagnata da una (per ora)lieve deflazione.
Ma la cosa interessante è che qualcuno comincia ad affermare che i banchieri centrali abbiano stretto un patto (scellerato) con le principale banche private per uscire dalla crisi.
Il loro azzardo potrebbe essere il seguente.
Fase uno: irrorare abbondandemente il sistema bancario di liquidità e soldi per evitare il cosidetto “rischio sistematico”, praticamente stanno salvando le banche private dei loro amici banchieri, a spese della collettività.
In questa fase le banche private, non stanno facendo arrivare i soldi alle aziende, tenendo fredda l’economia e quindi bassi i tassi.
Inoltre le banche stanno chiudendo posizione lunghe,ma molto lucrose, degli anni passati, con gli stessi soldi dati dai vari piani di salvataggio.
Poi starebbero posizionandosi in modo molto lungo con soldi presi oggi, praticamente a gratis, dalle stesse banche centrali.
Fase due: le banche si ritrovano con enormi plusvalenze fatte dalla madre di tutti gli Swap, a questo punto hanno anche le casse piene di denaro preso a interessi zero.
Fase tre: le banche ricominciano a riaprire le “posizioni” e a concedere finanziamenti a tassi però notevolmente più elevati.
L’obiettivo è quella di innescare una dinamica espansiva dell’economia in modo da assorbire la disoccupazione e creare un’inflazione molto sostenuta.
Il compito dell’inflazione è quello di svalutare i debito pubblico assunto dalle banche centrali per salvare le stesse banche private.
In sostanza la crisi la pagherà chi lavora.
Lo so che forse il mio discorso può sembrare in parte banale e contorto, ma finora nessuno è stato capace di spiegare come è possibile che grossissime banche sono state capaci di restituire i soldi degli aiuti, se non facendo il famoso Swap.
Dire che hanno guadagnato speculando in borsa o con i derivati è troppo limitativo, avrebbero lasciato un sacco di tracce.
Poi sono sicuro che con la borsa al limite stanno rientrando con le perdite, il mercato dei derivati è invece in fortissima contrazione e non credo che permetta operazioni di largo respiro.
Ergo che le banche stanno facendo la cosa che sanno fare meglio, giocare con la renditività dei soldi!

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 01:49

Andrea,esauriente e impeccabile nelle analisi e commenti.x37 Compasso,questa volta condivido al 100 %,veritiero e profeta.X Crisalide non riesco a capire nulla,sara’ la mia mancanza di affinita’ economica.Saluti Rich

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 02:23

X5 il sistema bancario finanziario e assicurativo sono stati e sono oggi dei grandi prestigiatori riescono a farti credere pietro per paolo con garanzie fasulle ,il cliente non e’ idiota e’ la legge idiota che permette di derubare al prossimo,basterebbe una legge marziale per obligare le banche a fare il loro dovere comunque grande post di sincera infiltrazione ,meditate prima di firmare.A Dorf si e no nel tuo post,meglio il grande Auriti.

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 06:07

Buongiorno a tutti

Sempre sull’immobiliare http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=769961 naturalmente sono solo opinioni.

Bello il #37 di -Il Compasso- me lo “segno” e vedremo nei prossimi anni.

Questa mattina è una giornata meravigliosa, il cielo è azzurro e limpido come non mai, una brezza fresca e “profumata”…….buon lavoro a tutti; a chi lavora naturalmente. Ed agli altri finchè dura……aproffitatene hehehe.

SD

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 08:17

LA FIDUCIA

Ciao Cuculo un piacere anche x me ritrovarti, anche se abbiamo opinioni differenti sull’andamento e lo sviluppo di questa crisi, ti leggo sempre con interesse xche’ e’ nella diversita’ di opinioni e nel confronto che si cresce. Senza dimenticare che alla fine vogliamo entrambi un mondo migliore dove e’ l’altro a venire prima.

Caro Compasso tenderei a rassicurarti su alcuni aspetti del tuo ragionamento se mi permetti. E’ vero qualunque patto puo’ essere stato stipulato tra banchieri centrali, banche e governi x risolvere questo casino, ma non e’ detto che riesca, anzi. Questi signori stanno commettendo il grossolano errore di pensare in un mondo sempre piu’ colto di essere i geni usciti dalla lampada, preoccupandosi solo di deflazionare o reflazionare il sistema economico, mentre gli sta sfuggendo di mano sempre piu’ qualcosa di molto piu’ importante, la fiducia. La fiducia dei consumatori, la fiducia degli imprenditori, la fiducia dei correntisti, la fiducia degli elettori. E’ quella Fiducia Compasso che guida il mondo, le economie i governi le banche e le banche centrali. E’ la fiducia che noi riponiamo nei governi, nei prodotti, nella nostra banca, nelle persone che guidano il nostro sistema. Se questa fiducia non c’e’, se si continuano ad usare degli artifici contabili, di comunicazione, di pricing, x dire alla gente abbiate fiducia andate e spendete ci siamo qui noi e x il vostro lavoro non preoccupatevi, un giorno ve lo ridaremo, non e’ cosi’ che funziona. La Fiducia la si guadagna dicendo il vero, premiando i giusti e punendo chi ha sbagliato e danneggiato il prossimo. Giusto x fare un esempio, prova a dare un’occhiata ad un grafico ( che poi non e’ oro colato, la fiducia non si misura in grafici o numeri) dell’andamento dei mercati finanziari e quello della consumer confidence a 30 anni giusto x avere un’idea. Bene, possono disegnare tutti i castelli che vogliono a tavolino, ma seduti ad un tavolino a disegnare dimenticando di andare a sondare il terreno su cui dovremo costruirlo non si sa se quando andremo a costruire davvero quel castello le sue fondamenta poggeranno sulla sabbia o meno.

Ciao

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 08:39

Per Cuculo, #16

Non essere acido, su dai, è solo una previsione e un consiglio la mia, non mi sembra di essere l’unico in questo blog.

E poi io non gioco in borsa, come ho già detto in passato.

Mi sembra che ultimamente nei tuoi commenti sei passato dalla fase propositiva a quella puramente critica e ostile …. come mai questo cambiamento?

Un po’ di delusione per i contenuti del blog e dei commenti?

Ciao ciao

Hunter76Lima

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 10:09

Dal Sole24:

Il risanamento non sarà facile. la crisi ha lasciato delle cicatrici profonde che avranno conseguenze per anni» precisa Blanchard, mettendo in evidenza come i flussi di capitale verso i paesi emergenti «potrebbero non riprendersi completamente per i prossimi anni». Anche se molte economie potrebbero espandersi nei prossimi trimestri, «la crisi non sarà abbastanza sostenuta da ridurre la disoccupazione».

Lo afferma il capo economista del Fondo Monetario internazionale (Fmi), Olivier Blanchard.

Ergo…

E’ qui il punto, vogliono farci assuefare all’indignazione che si prova nel sapere che per i prossimi lunghi anni intere “zavorre” di lavoratori incompatibili con l’attuale modello economico saranno scaricati e abbandonati ai loro destini. Una semplice operazione di elimina e svuota cestino per gli addetti della sala comandi: bisogna tagliare dove possibile e ricucire dove necessario pur di mantenere “integra” la parvenza di questo abito sgualcito dalle guerre e malandato dalla povertà, ma anche guarnito di avidità e cinismo, l’abito economicus del profitto ad oltranza. Nel frattempo si cerca di trovare un modo persuadente per dire che i peggiori strappi sono stati ricuciti e che il futuro prometterà di nuovo bene. Se talvolta si butta le merce in eccesso per far quadrare i guadagni perchè non fare altrettanto con la “merce” lavoro? La domanda riprenderà ad aumentare in questo modo? Siete sicuri? Ah bene..e quando? Blanchard ci fa capire che per gli economisti tutto sommato vale la pena farci pagare il costo della crisi con la moneta della NOSTRA disoccupazione. Si aspettano che qualcuno gli risponda:

Pur di “salvarci” ci rendereste tutti disoccupati nevvero? Simpatici giocherelloni!

Allora che faccio nel frattempo? Un bel cane e una chitarra per le strade del mondo!

A dire il vero non mi sento a mio agio nella veste di capro sacrificale e non credo di essere il solo, sebbene in molti non sappiano che ci sono blog come questi e alla fine si limitano ad accettare passivamente le comunicazioni ufficiali senza realmente comprendere le motivazioni.

Dovremmo trovare un modo per rendere noi, “zavorre sistemiche”, una immensa ricchezza per noi stessi, valutando le possibilità di un modello solidale alternativo che ci indirizzi a lavorare l’uno per l’altro, l’uno a fianco dell’altro invece di avere comunità di milioni e milioni di esseri umani il cui enorme talento viene sprecato miserevolmente e quando, al contrario, si potrebbe divenire una fonte di benessere inestimabile e produrre enorme ricchezza per tutti.

Un valido intervento dei governi poteva essere quello di dare agli esclusi i mezzi per produrre almeno parte di ciò che è loro necessario, cominciando ad esempio da quei beni che non vengono prodotti da nessuna multinazionale per assenza di profitto, ma che ripristinerebbero gli indirizzi di giustizia sociale e di rispetto della dignità umana (penso ai farmaci, all’istruzione o alle derrate alimentari). Perchè non creare un qualsiasi altro sistema di valori di mercato che non debba per forza essere quello attuale e che possa nascere da condivisioni spontanee e alternative, assorbendo la forza lavoro attualmente non impiegata ? Perchè se da un lato l’occidente ha superato i dogmi religiosi dall’altro non riesce a superare il dogma economico e il suo assolutismo? Al contrario, dovremmo tentare di sperimentare possibili altri modelli e vedere in quale di questi potremmo riconoscerci, e non è detto che il mio modello preferito coincida col tuo, ma alla fine potrà essere sostenibile per entrambi, ma soprattutto dovremmo convincere certi maestri che ci sono tante altre idee “brillanti” che non sono necessariamente “le loro” e che delineano nuovi orizzonti dettati dal buon senso.. Gli stati dovrebbero accogliere le istanze dei loro popoli e dargli modo di assicurarsi il necessario perchè è già nella forza lavoro il potenziale per ottenerlo.

Per salvare le banche non sarebbe bastato fornire i mezzi e il denaro volti a difendere l’occupazione? E’ naturale che conseguentemente i lavoratori si sarebbero rivolti agli istituti di credito per accendere mutui o per chiedere finanziamenti ai loro progetti. Invece è stato fatto il ragionamento alla rovescia perchè i poteri forti vengono per primi anche a costo di sacrificare tutto il resto: pura demenza accademica di scuola liberista vecchio stampo e conservatrice dello status quo.

Un salutone ricco di stima e affetto

-Marzxiano-

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 10:10

C’è poi chi, come il senatore Dan Sparks, ha proposto di aumentare il numero di slot machine nei bar e nei ristoranti, aumentando le tasse sulle giocate. Il tutto per risanare i buchi di bilancio del Minnesota che arrivano a 4,8 miliardi

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 10:21

Montecristo:

Qualcuno può riportare l’intervista di Greespan di ieri.Grazie

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 13:06

Sul New York Times di ieri, WARREN BUFFETT sull’inflazione, che pare preoccuparlo parecchio:

“”
THE GREENBACK EFFECT

(il greenback è come ovvio il dollaro, che Buffett compara con le eccessive “greenhouse” emissioni di CO2 ndr )

(…)

…Even with these heroic assumptions, the Treasury will be obliged to find another $900 billion to finance the remainder of the $1.8 trillion of debt it is issuing. Washington’s printing presses will need to work overtime.

Slowing them down will require extraordinary political will. With government expenditures now running 185 percent of receipts, truly major changes in both taxes and outlays will be required. A revived economy can’t come close to bridging that sort of gap.

Legislators will correctly perceive that either raising taxes or cutting expenditures will threaten their re-election. To avoid this fate, they can opt for high rates of inflation, which never require a recorded vote and cannot be attributed to a specific action that any elected official takes. In fact, John Maynard Keynes long ago laid out a road map for political survival amid an economic disaster of just this sort: “By a continuing process of inflation, governments can confiscate, secretly and unobserved, an important part of the wealth of their citizens…. The process engages all the hidden forces of economic law on the side of destruction, and does it in a manner which not one man in a million is able to diagnose.”

(…)

But it was a wise man who said, “All I want to know is where I’m going to die so I’ll never go there.” We don’t want our country to evolve into the banana-republic economy described by Keynes.

(…)

Unchecked carbon emissions will likely cause icebergs to melt. Unchecked greenback emissions will certainly cause the purchasing power of currency to melt. The dollar’s destiny lies with Congress.

“”

lettura completa dello scritto di Buffett:

http://www.nytimes.com/2009/08/19/opinion/19buffett.html

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 13:32

Goldman Faces Carbon Market Curbs in Senate Proposals (Update1)
2009-08-13 12:03:00.767 GMT

(Adds foreign banks may be affected in 13th paragraph.)

By Jim Efstathiou Jr. and Daniel Whitten
Aug. 13 (Bloomberg) — Goldman Sachs Group Inc. and
JPMorgan Chase & Co. would be barred from a planned U.S. carbon-
emissions market or face trading restrictions under proposals by
Democratic senators crafting climate change legislation.
At least nine members of the majority party say speculation
by Wall Street banks may cause excessive price swings in the
cap-and-trade system of pollution allowances at the center of
President Barack Obama’s plan to curb global warming.
The senators say they may limit participation to polluters
needing permits, ban derivatives or impose stricter regulations
than exist in today’s energy markets.
“The volatility that has existed in the oil market is
exactly what we don’t want to happen in carbon markets,” said
Senator Maria Cantwell, a Democrat from Washington state who
wants to exclude financial companies from the carbon market.
“The banks contributed to that, and the banks continue to
contribute to it.”
Debate over the banks’ role may thwart Obama’s efforts to
get the 60 votes needed in the 100-member Senate to approve
climate legislation. There are 60 Democrats in the Senate, and
Republicans largely oppose a similar House bill passed in June.
Most senators favor letting financial companies trade
carbon-dioxide permits, said Kevin Book, a Washington-based
managing director for ClearView Energy Partners LLC, which does
energy analysis.

House Bill

“If you take away the financial market component, you’ve
stolen somewhere between four and six votes,” Book said in an
interview.
Senate Majority Leader Harry Reid, a Nevada Democrat, has
said committees should finish work on their portions of the
legislation by Sept. 28.
House Democrats won passage of a climate bill by giving
away 85 percent of the initial pollution allowances to energy
producers and users.
The House version would add controls over derivatives both
in the new carbon market and in existing trading of energy
commodities, such as limiting trading positions and increasing
reporting requirements. The bill would let banks trade in carbon
markets.
The Commodity Futures Trading Commission is considering new
restrictions on dealers in existing energy markets that may also
apply to carbon trading. The commission’s general counsel
maintains it can act to limit speculation without action by
Congress. The Obama administration this week sent Congress draft
legislation that would place new limits on derivatives trading.

Markets ‘Will Die’

Goldman Sachs spokesman Michael Duvally said the company
had no comment. The bank “will continue to act as a market
maker in emissions trading,” including carbon dioxide,
according to an environmental policy paper it issued.
Curbs would apply to any bank that wanted to participate in
the U.S. market, including some of Europe’s largest carbon
traders such as Britain’s Barclays Plc, Societe Generale SA of
France and Deutsche Bank AG of Germany.
Markets will have inadequate liquidity without bank
participation, Bill Winters, co-chief executive officer of
JPMorgan’s investment bank, said at a July 23 press conference
in New York.
Carbon markets “will die, and the temperature on the
planet will go up by a couple of degrees, more than it would
have otherwise, and we’ll be really sorry about it,” Winters
said.
Lawmakers seeking restrictions on carbon markets say
speculators contributed to a rise in energy prices last year,
when crude oil futures reached a record $147.27 a barrel.

‘No Derivatives, Swaps’

“There will be no derivatives, there will be no credit
swaps,” said Senator John Kerry, a Massachusetts Democrat, in a
July 29 speech at the National Press Club in Washington. “There
will be a tighter regulatory control on this so that it will be
impossible to play any of those kinds of games.”
Derivatives are financial contracts used to hedge against
changes in the price of underlying assets such as stocks and
commodities. Credit-default swaps are derivatives created
primarily to protect lenders and bondholders from company
defaults.
Attitudes in Congress have been shaped by banks’ role in
the financial crisis and the Treasury bailouts they received,
said Senator Amy Klobuchar.
“We always have skepticism of the investment banks and
what happened on Wall Street, and that’s why we need to have
strong oversight,” said Klobuchar, a Minnesota Democrat who
favors tighter supervision of banks.

Goldman’s Earnings

Goldman Sachs, the bank that makes the most money from
commodities, fixed-income and currency trading, said last month
it earned a record $3.44 billion in the second quarter. It set
aside $11.4 billion to pay salaries, bonuses and benefits in the
first six months of the year, enough to pay each employee
$386,429 for that period.
The company, JPMorgan and other banks returned billions of
dollars in U.S. aid in June.
Limiting the market would make it more difficult for
utilities and other fossil-fuel users to find trading partners,
said Abyd Karmali, the global head of carbon markets at Bank of
America Merrill Lynch.
“The worst possible outcome is a cap-and-trade bill which
is cap-and-trade in name only,” Karmali said in a phone
interview from London. “What those of us in the carbon market
are hoping is that some of the excessive and burdensome market
restrictions that are being proposed will fall away.”

Off-Exchange Trading

Cantwell, the Washington senator, would require all trading
to be executed through exchanges rather than over the counter
and would allow only polluters to trade emissions allowances.
Over-the-counter trades accounted for 46 percent of the
European Union’s emissions trading market in the three months
through June, according to data by New Energy Finance, a London-
based research group.
Senator Byron Dorgan, a North Dakota Democrat, said he will
oppose creating any carbon-trading market.
“It won’t be very long before we have derivatives, we’ll
have swaps, we’ll have synthetic swaps, you name it, we’ll have
all of them and it’ll be a field day for speculation,” Dorgan
said July 17 on the Senate floor.
“There is a growing faction of senators demonizing the
potential role Wall Street will have in pollution derivatives
markets, and with good reason,” said Tyson Slocum, energy
program director for Public Citizen, a Washington-based advocacy
group. “The odds are that the Senate simply has too many
hurdles to overcome to get this bill done this year.”

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 13:35

Senti Dorf hai rotto le palle… Metti i link degli articoli e smettila col copia e incolla. Questo posto non e’ una latrina.
Hai capito?

A no vero tu sai solo copiare e incollare senza capire.

Cridalide

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 14:03

Questa dei carbon credit e’ proprio ma proprio ma proprio un’assurdita’… vorrei capire una cosa, ma cavolo ci dovrebbe essere l’assoluto divieto di tradare carbon credit, ci dovrebbe essere una norma che fissa un cap di emissioni x tutti a seconda delle dimensioni produttive e basta, non e’ che chi e’ piu’ ricco puo’ inquinare di piu’ e i poveracci devono fare ecologia x permettere al ricco rivendendogli dei crediti da lui maturati di inquinare a palla e continuare a fare soldi. Se no che riforma ecologica del ca… e’? i poveri a fa gli ecologici e i ricchi a sporcare, e certo tra un po’ siccome la cacca puzza si inventeranno un cacata credit e i poveracci x far 2 lire risparmiano una cacata al giorno x permettere ai ricchi di cagare 3 volte al giorno rivendendogli il cacata credit ma oh ma che siamo matti?

P.S. scusate l’esempio alquanto fetido.

P.S.2 Scusa Crisalide l’ultimo copia e incolla su GS e i carbon credit era mio…

il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 16:24

Le rotative di BERNANKE

La Federal Reserve Bank di New York ha acquistato 2,6 miliardi di dollari di Treasury. Lo si apprende da una nota dell’istituto in cui si specifica che i titoli hanno scadenze comprese tra il 2021 e il 2026.

Mi sembra che questo blog stia perdendo di interesse alle questioni pratiche:
deflazione e/o inflazione ?
rimbalzo, ritorno a 600 punti o rialzo?

Scritto il 19 agosto 2009 at 16:28

Caro 7+ quel ….non vi è dubbio…..lo prenderei con le pinze come pure il differenziale 2/10 dei treasury.

Se provi a tirare una linea di sostegno al movimento dei treasury a 10 anni dal dicembre 2008 noterai che un piccolo cedimento sta segnalando un’inversione……

Andrea

Scritto il 19 agosto 2009 at 16:36

Chissà che questa volta la Storia non si diverta a smentire il “main stream” il sapere convenzionale, l’assodato, l’accademicamente e politicamente perfetto, quella sensazione che per creare inflazione, basta………!

Qualcuno e non certo chiunque al cui proposito ho la mia chiara idea, sta maneggiando dinamite, puro esplosivo, con candelotti di petrolio, che qualcuno vuole fare ritenere introvabili, viste le scorte, peccato che gli ultimi prezzi alla produzione in USA e Germania urlino la dinamica deflativa in atto, il che probabilmente presuppone la presenza di polvere esplosiva….umida se non essenzialmente bagnata.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 16:41

Lo sapete che l’energia elettrica ricavatata con pannelli fotovoltaici e finanziata dal governo coi nostri soldi è l’ennesimo caso di malinvestiment?

Il fotovoltaico non ha nessun vantaggio economico allo stato attuale della tecnologia.

Molto piu sensato e redditizio ad esempio l’eolico.

W il governo che butta via i soldi delle nostre tasse!!!
, a no scusate, è il Signoraggio che crea tutti questi problemi, me ne ero dimenticato…fortuna che c’è DORF a ricordarcelo … eheh

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 16:45

TUTTAVIA un paese non diventa ricco stampando soldi e facendo debiti.
Il fatto che le banche centrali parlino di strategia di uscita dalla liquidità (impossibile in realtà date le dimensioni in trilioni) per allontanare i (miei) brutti presagi di inflazione…
del resto l’alternativa ad un debito pubblico ormai gigantesco è il default.
7+

Scritto il 19 agosto 2009 at 16:47

Visto che per qualcuno si sta perdendo il lato pratico della situazione ricordo per l’ennesima volta che fondamentalmente ci troviamo in un “secular bear market”, nel quale non mancheranno ogni tanto delle “fughe dalla realtà” come quella che ha visto la sua conclusione la scorsa settimana.

Ora lascio una domanda agli esperti del blog….una domanda e forse un piccolo stimolo per l’orizzonte!

Secondo Voi cosa potrebbe succedere se io mi mettessi a comprare titoli trentennali a reddito fisso e contempraneamente mi “copro” con CDS rigorosamente derivati da un’improvvisa fiammata inflativa…….e allo stesso temp cosa potrebbe accadere se in massa molti seguissero il mio esempio quando i tassi tra qualche anno incominciassero a decollare…

Credo vi sia materiale per rendere la serata piacevole…..

Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 17:05

ke tu fai i soldi e gli altri crepano.!

certo ke speculare sul petrolio in piena crisi ,vuol dire tagliare la crescita ..guardate la Cina:
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16091&theme=6&size=A

Altapata

Ehi SD hai visto ZAIA?vuole darci i terreni quasi a gratis(sempre che non sia una fregatura tipo quella di Decimoputzu,ricordate?)Chissà

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 17:18

La prima questione è se ci sono i soldi per comprare tutto questo debito pubblico.
Lo stesso Obama teme come conseguenza del forte debito la risalita dei tassi per eccesso di offerta e difetto di domanda nelle aste dei bond, inoltre eventuali timori di default farebbero ulteriolmente crescere i tassi che sul trentennale potrebbero passare in poco tempo dal 4 all’8%.
Ovviamente chi comprerà cds di copertura quando i tassi cominceranno a salire li pagherà molto di più, pertanto credo che sia da escludere che la massa dei risparmiatori comprerà bond trentennali prima di un chiarimento della crisi e delle strategie (vere) delle banche centrali sui tassi.
Da un punto di vista pratico direi che siamo a metà del guado e non sappiamo neppure cosa troveremo dall’altra parte.
Il caso anomalo del Giappone di una lenta agonia deflattiva non credo sia applicabile a questa crisi, perchè gli interventi dei governi e delle banche centrali forse sono stati oltre i limiti della sostenibilità (10 trilioni).
7+

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 17:25

ma quali terreni gratis…..
è tutta propaganda ..
ma dove sono i terreni demaniali ?
e a ke serve darli ai giovani se poi sono pokissimo produttivi se nn quasi sterili…
e se è già difficile guadagnare con terreni fertili ke ci fai a quelli?
l’agricoltura x fare 1 battuta è alla frutta….
se continua con questi prezzi ..io e tanti altri nn semineremo neanke il prossimo anno.

io x es. in 7 ha quest’anno ci ho rimesso 5000 €, nei restanti (vigneto)penso di guadagnare qualcosa …. ma poco molto poco.

maat

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 18:18

Per favore Andrea dimmelo tu io ho gia’ dei problemi a comprendere le tue affermazioni figuriamoci sostenere una “interrogazione” credo sia cosi’ anche per molti altri.
ciao e grazie come sempre.
Marco

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 19:05

La pupa (più diffusamente denominata crisalide nel solo ambito dei Lepidotteri) è uno stadio che si manifesta nel corso dello sviluppo postembrionale degli Insetti olometaboli e che precede lo stadio di adulto. Lo stadio di pupa è talvolta confuso con quello di ninfa, in realtà proprio delle metamorfosi incomplete, tuttavia gli Autori usano spesso l’aggettivo ninfale per fare riferimento anche alla pupa.

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 19:21

Scusa Andrfea forse non ho capito bene la domanda:

“Compro CDS rigorosamente derivati da una improvvisa fiammata inflattiva”… che vuol dire?

Il CDS e’ un Credit Default Swap, all’aumentare del rischio di default sale di prezzo naturalmente. Se l’inflazione sale implicitamente il valore del debito diminuisce e il rischio di default viene mitigato. Se compro trentennali e mi copro con dei CDS e prevedo una repentina salita dell’inflazione e di conseguenza una contromossa di rialzo rapido dei tassi d’interesse perderei soldi 2 volte, la prima sul 30ennale e la seconda sul CDS.

Se invece punto su una risalita inflazionistica compro inflation linked bonds. E proprio nell’emissione di questo tipo di strumenti da parte di varie banche centrali ultimamente sta la risposta di cosa davvero questi signori prevedono e temono. Ovvero una deflazione piuttosto prolungata, altrimenti tutto farebbero tranne che continuare ad emettere inflation linked bonds.

Almeno questo il mio parere

ciao

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 20:12

Dimeticavo Andrea giusto x completare, la strategia di acquistare trentennali e coprirsi con dei CDS sarebbe invece perfetta se puntassi ad un prolungato periodo deflattivo dove il trentennale continuerebbe a salire causa immobilita’ dei tassi d’interesse ed il CDS pure continuando a salire il rischio default non tanto reale ma piu’ che altro dovuto ad un abbassamento del merito di credito causa continua politica di quantitave easing e politiche di stimolo che non fanno altro che aumentare il fardello debitorio. In questo contesto anche un po’ d’oro non farebbe male da abbinare all’hedge, servirebbe infatti ad intercettare il movimento d’uscita e riposizionamento da bond a breve-medio su timori di default o perdita del merito di credito.

il Fringuello

Scritto il 19 agosto 2009 at 20:28

Per proteggersi dall’inflazione in America, si possono comprare TIPS, oppure materie prime e oro o ancora shortare il dollaro, ma non è questo il concetto che volevo far passare.

Ammettiamo che un fondo pensione, viste le caratteristiche dei suoi investimenti compri titoli trentennali da destinare al suo portafoglio.

I fondi pensione e quelli assicurativi beneficiano di un basso livello di inflazione in quanto l’inflazione eroderebbe i margini di tali fondi.

Più l’inflazione è alta e più i fondi pensione ed assicurativi devono remunerare i propri iscritti.

Cosa meglio degli swaps quindi contratti assolutamente derivati indicizzati all’inflazione, rigorosamente over the counter come tutti gli altri derivati.

Si tratta di un contratto tra due parti chi vende inflazione e chi la compra che si accordano per scambiarsi flussi.

Senza entrare nel dettaglio di un contratto se il tasso reale di inflazione è inferiore a quello stabilito il venditore di inflazione guadagna ma se invece è superiore l’acquirente realizza il profitto.

Nella sostanza sono curioso di comprendere quanti saranno domani i venditori di inflazione, ovvero quelli che scommetteranno su una lunga fase deflativa, ma più in particolare quali saranno le controparti in grado di accettare un tale rischio e quale sarà la loro dimensione e patrimonialità di fronte ad un’eventuale esplosione dell’inflazione, una sorta di scommessa sempre over the counter, che se massificata, potrebbe fare esplodere una crisi sistemica di proporzioni inedite.

Staremo a vedere ma sembra che l’utilizzo di certi strumenti, piccoli candelotti di dinamite, possa essere assunto in dimensioni tali da apparire come una polveriera, una polveriera la cui materia prima e sempre e solo l’inflazione presunta.

Ciao Andrea

Scritto il 19 agosto 2009 at 22:01

Andrea,

gli uomini normali, ovvero il 99.99% non vivono di denaro, lo usano per acquistare cose normali per vivere.

queste cose avreanno un valore costante o discendente calcolato in energia+ore di lavoro+ammortamento degli investimenti (e quest’ultima voce potrebbe essere ulteriormente scomposta nelle prime due).

Sotto questo punto di vista le cose arrivano ad un equilibrio anche in tempi non “lunghi” ovvero prima di essere tutti morti.

Tu sostieni che i creditori hanno la memoria lunga sottointendendo che i debiti prima o poi si devono sempre pagare. Io credo che la storia ci insegna il contrario.

Personalmente sono più proccupato dalle dinamiche demografiche dei paesi in va di svuppo che passando per i 7 miliardi di persone vede entro il 2025 l’arrivo a 9 miliardi.

Mi preoccupo per le dinamiche demografiche dei paesi sviluppati che continuano a spostare l’asticella dell’aspettativa di vita (sinonimo di progresso?) senza interrogarsi seriamente sulla sostenibilità del costo sociale di una vita che dura ben oltre la soglia della decrepitezza.

La natura non fa sconti, non acceta cartamoneta, non esistono CDS.

Certo qui si a a toccare “in profondità” il tema del senso dell’esistenza e della vita umana, ma se voglimo parlare di Finanza Etica e in definitiva di Etica non possiamo eludere questi temi.

ad maiora
Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 22:05

Crisalide tu hai perfettamente ragione il fotovoltaico è una fonte di energia non sostenibile, pensa che ci vogliono di media diciotto anni, perchè un pannello produca un’energia equivalente a quella necessaria per la sua costruzione!!
Oggi il solare è pura demagogia, l’unica verità è che i vari governi non vogliono essere tacciati di anti-ambientalismo. Pur sapendo perfettamente l’attuale inutilità del fotovoltaico, cercano di mantenere una quota di potenza istallata almeno paragonabile ai paesi più avanzati.
Questo fenomeno che io chiamo del “contentino-demagogico” è un sintomo di una democrazia distorta, dove la componente civile esercita uno scarso controllo e dove frangie minoritarie, organizzate, dettano legge.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 23:05

Ciurma, piccolo pensiero notturno, non siamo noi a possedere DENARO, ma e’ il denaro che ci possiede, pensateci, tutto cio’ che facciamo (ma non tutto) e’ PER DENARO ed in tal senso egli ci possiede…proviamo a staccarci un attimo a renderci meno dipendenti da esso…a proposito avete visto che la Confederazione Elvetica (la Svizzera) si vende il 9% di UBS ? Tempismo perfetto, magari se lo son scambiato con i nomi dei contribuenti US…
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 19 agosto 2009 at 23:14

Concordo con -Il Compasso- #66 e Crisalide (su qualcosa la pensiamo uguale!!! chissà….) riguardo al fotovoltaico…aspettate ancora un pò e meglio non avere fretta.
Per un semplice motivo, senza ascoltare i media, le mode e i “consiglieri” assunti da “non si sà chi”; cercate su internet lo spettro solare e la potenza delle onde elettromagnetiche (circa 46% infrarosso [calore] e circa 48% visibile) e chiedetevi quale gamma di onde “assorbono” i fotovoltaici e con che efficenza, probabilmente verra fuori che assorbono pochissima energia anche senza fare dei calcoli complicati.

Gli unici pannelli solari convenienti sono quelli termici (46% dello spettro ed alta efficenza), molto facili da costruire (anche con il fai da tè) e senza grandi investimenti tecnologici (già tutto inventato…o quasi); ed infatti nessuno nè parla e nessuno dà contributi per costruirli…..perchè altrimenti chi consuma il metano o altro combustibile fossile????

Per maat #59 e Altapatagonia su Zaia; quello che scrive maat è vero, conosco delle persone che vivono la stessa realtà (ed allevano anche maiali, senza il virus hehehe).

Maat ti auguro che i tuoi terreni diventino edificabili, in fondo come si legge dai vari articoli e commenti per “fare soldi” o si fà finanza o edilizia.
Comunque parlare di agricoltura (che non è il mio settore specifico) sarebbe molto lungo e complesso, bisognerebbe anche sapere quante ore lavorative si impiegano per ottenere i “frutti” da un ettero di terreno coltivabile!!!

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 01:35

X Crisalide, ll fatto di trasmettere articoli lunghi anche se interessanti qualche volta diventa noioso e’ preferibile dare il proprio parere arrivando al nocciolo della questione,iniziando il lavoro c’e’ poco tempo e si ha il piacere di leggere tutti i post.Sono parzialmente d’accordo sull,eolico, mia nipotina una volta mi disse che prima di fare questo impianto per 18 mesi gli ingegneri studiano il posto calcolando le varie correnti di vento per ora e ogni giorno affiche ‘ diventi produttivo e si possa realizzare, sai forse devi ammettere che ci vuole una buona forza non puoi farla girare come la girandola dei giochi dei bambini,non siamo in Olanda e quelli del fotovoltaico lo sanno.Se mi permettete gradirei aggiungere al post iniziale di fringuello che i trader sono consapevoli del lavoro che fanno diventando i parassiti dei parassiti compiacevoli a speculare virtualmente accettando le leggi del diavolo.Saluti Rich

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 07:52

Titoli trentennali, CDS, TIPS ????

La mia risposta che seguirei il metodo del Credem:

Magazzini con 440 mila forme di Parmigiano Reggiano come garanzia per i prestiti.

Questa è vera solidità patrimoniale:

http://www.internazionale.it/home/?p=5198

Massimiliano

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 09:10

Montecristo:

Sembra che l’altro giorno Greespan abbia detto che per il 2009 la situazione sui mercati dovrebbe rimanere positiva.Qualcuno ha l’intervista integrale fatta all’èx banchiere.

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 09:10

Tanto più le banche centrali terranno i tassi (a breve) al minimo, tanto più i tassi decennali (che inoltre sono quelli con cui la borsa confronta il p/u) saliranno, ovviamente quando finiranno gli acquisti, con cartamoneta fresca di stampa, delle stesse banche centrali che stanno drogando tutto il resto (borse e materie prime) con una liquidità assurda.
7+

Scritto il 20 agosto 2009 at 10:29

prova

mng

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 10:53

Certo Rich…

Ho un amico che progetta generatori eolici.

L’eolico si pianta dove c’è vento, ci mancherebbe…
ma dove c’è funziona a meraviglia!!!
e si ripaga compresi gli eventuali interessi bancari del finanziamento in 5 anni.
Se questo non è un investimento..

Il fotovoltaico invece è prematuro, sono soldi buttati (per ora) lo stato è un mago a buttare i soldi.

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 11:01

Giusto SD
Pannelli termici OK

Crisalide

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 12:47

Per #36 Dorf
Oscar Giannino NOn è un giornalista di regime, informati meglio….
Daniele

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 13:00

http://it.biz.yahoo.com/20082009/245/banche-abi-16-furti-in-2008-meta-non-riesce.html

Alle banche invece riesce sempre

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 13:25

z

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 15:02

CONTROLLI FISCALI
I ns poveri imprenditori prima denunciano meno di 15000 E all’anno, poi fanno i bulli coi macchinoni ed i barconi incappando nei controlli della G.d.F.
…e si credono furbi…

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 15:55

PREVISIONI
Scenario 2009

Per quest’anno prevediamo ancora una continuazione del bear market. Il minimo a 666 punti di S&P500 raggiunti il 6 di marzo deve essere testato. Un nuovo minimo sotto questo livello non é da escludere. Più probabile però sembra ora un nuovo minimo ascendente tra i 740 ed i 820 punti di S&P500
Bernasconi Consult, gestione patrimoniale e consulenza finanziaria
Zollikerstrasse 1, CH-8702 Zollikon
Tel. +41 43 499 63 84
EMail: [email protected]

http://www.longshortinvest.com/4603.html

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 19:06

un vecchio articolo di anni fa, ma sempre attualissimo! putroppo dopo tanti anni ,siamo ancora in queste condizioni.

L’EURO DI CHI E’ ?

MESSAGGIO AI POPOLI EUROPEI : ELIMINARE I DEBITI O I POPOLI ?

I Popoli del Terzo Mondo prima di essere dilaniati dalla fame sono dilaniati dal debito.
50.000.000 di uomini muoiono di fame ogni anno, non per mancanza di derrate alimentari, ma del denaro per comprarle (come è provato dalla distruzione abituale delle eccedenze di prodotti agricoli). Poiché il denaro in circolazione è emesso, a costo nullo, dalle banche centrali, solo prestandolo, balza evidente che i vuoti monetari sono arbitrariamente pianificati dalla parsimonia feroce dei grandi usurai che dominano il sistema monetario. Solo su queste premesse ci si spiega perché l’Europa con l’avvento dell’EURO rischia di far parte del Terzo Mondo. Se la Banca Centrale Europea emetterà moneta prestandola – come hanno fatto e fanno sin dalla fondazione della Banca d’Inghilterra tutte le banche centrali – i Popoli Europei saranno tutti destinati ad essere colonie monetarie dell’impero usurocratico, tanto più perché – a norma dell’art. 107 e s. del Trattato di Maascricht – si sono convenzionalmente impegnati a non manifestare obiezioni, proposte o desideri. Nel silenzio del Trattato sulla proprietà dell’EURO, la BCE ha il potere di scelta tra servire o servirsi dei Popoli Europei. Se li vuole servire deve stampare e accreditare, se se ne vuole servire, deve stampare e prestare. Poiché questa seconda ipotesi è la regola costante per tutte le banche centrali del mondo, è ovvio che non potrà cambiare senza una esplicita previsione normativa.
Se i Popoli Europei vogliono evitare la drammatica tempesta della moneta-debito (preconizzata del resto da Alan Greespan Presidente della Federal Reserve Bank che è in grado di prevederla perché è in grado di causarla) devono consensualmente programmare l’integrazione del Trattato, per colmarne una lacuna normativa INAMMISSIBILE ed INTOLLERABILE, perché nessuna norma dice di chi è la PROPRIETA’ dell’ EURO. L’EURO VA ESPLICITAMENTE DICHIARATO DI PROPRIETA’ DEI POPOLI EUROPEI con una norma integrativa pienamente legittima perché non contraddice con nessuna norma del Trattato vigente. Ciò in applicazione dell’ovvio principio per cui PIUTTOSTO CHE ELEMOSINARE LA REMISSIONE DI DEBITI NON DOVUTI E’ MOLTO PIU’ CONVENIENTE PREVENIRNE L’INSTAURAZIONE: NON ACCETTARLI.
Poiché questa proposta è perfettamente coincidente con il Messaggio del Papa sulla estinzione dei debiti del Terzo Mondo, è un’ottima occasione per avere la prova che il Governatore della Banca d’Italia è un vero cattolico quale dice di essere.
Perché mai ci dovremmo indebitare infatti verso la BCE per un valore pari a tutto il denaro che vorrà mettere in circolazione? Quale è il corrispettivo di questo debito immane ed arbitrariamente imposto dal falso creditore a falsi debitori? La risposta scandalosamente inconfutabile è : ” UNICO CORRISPETTIVO E’ IL NULLA ! ! ! ” Si impone quindi – con la massima urgenza – che il Governatore Fazio proponga ai Governi ed ai Governatori degli Stati Europei la norma integrativa ed interpretativa del Trattato di Maasricht che concepisca l’EURO proprietà (e non debito) del portatore.
E’ GRAN TEMPO ORMAI CHE SI ACQUISTI LA CONSAPEVOLEZZA CHE IL VALORE DELLA MONETA ALL’ATTO DELL’EMISSIONE E’ CREATO DA CHI L’ACCETTA. ECCO PERCHE’ TUTTI POSSONO PRESTARE DENARO TRANNE CHI LO EMETTE. Potrebbe altrimenti riproporsi anche per l’Europa l’alternativa tra la sopravvivenza dei Popoli e quella dei debiti. Nascerebbe così ineluttabilmente, come nella Vandea, il diritto alla rivoluzione

Giacinto Auriti Segretario Generale del Sindacato Antiusura – SAUS
Direttore della Scuola dei Valori Giuridici e Monetari Centro Celestiniano – L’Aquila –
Documento elaborato dal Prof Giacinto Auriti e diffuso prima dell’ avvento dell’ euro.
bye DORF

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 19:13

DORF quanti hanni hai? 5?

Crisalide

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 19:34

Per Crisalide #83, credo che su qualcosa la pensiamo allo stesso modo, sul signoraggio invece mi sembra di no….chissà in futuro!!!

Vorrei postare un link dove si afferma che il signoraggio è la più colossale truffa a danno del popolo.

http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=374:il-falso-problema-del-signoraggio&catid=21:scuola-austriaca-di-economia&Itemid=51

Naturalmente sono solo opinioni, ma forse la realtà è peggiore e il signoraggio e solo uno dei mali.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 19:42

la disoccupazione cinese ufficiale è intorno al 4,9%. ma da più parti si pensa che siano “decine di milioni” di operai rimasti senza lavoro a causa del crollo dell’industria manifatturiera già dal 2008.
negli USA, i disoccupati sono aumentati di appena 6 o 7 milioni.

i vari governatori delle province(tutti corrotti e disonesti) comunicano quello che vogliono e cercano di sembrare simpatici agli occhi del Partito Comunista a Pechino City.
disoccupazione inesistente, pil a +8%, acque limpide e nessuna influenza in giro.

i sussidi di disoccupazione non esistono proprio.
se muori di fame, il governo provvede gratuitamente solo a rimuoverti dalla strada per non intralciare il traffico.
se ti presenti oggi in fabbrica, dopo 10 minuti lavori se va bene e se va male dopo 2 giorni sei licenziato.

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 21:11

la banca Colonial Bank Group ha appena dichiarato bancarotta. E’ la maggior bancarotta finanziaria dopo il salvataggio di Washington Mutual alla fine di settembre 2008. La crisi finanziaria scoppiata due anni fa con il crollo degli affari immobiliari, e aggravata dalla recessione, ha fatto fuori 99 entità, di cui 78 quest’anno.

Per evitare il panico tra i loro clienti, gli attivi della banca di Alabama calcolati in 25.000, milioni di dollari (quasi 17.500 milioni di euro), sono stati dati il venerdì alla banca concorrente BB&T.

Il salvataggio costerà $ 6.800 milioni alla (FDIC), Il salvataggio più caro dal collasso dell’entità californiana Indy Mac un anno fa.

E’ uno dei maggiori fallimenti della storia Americana, il sesto per essere preciso. La FDIC anticipa che ci saranno altri. Il settore, specialmente quello delle piccole banche, non è preparato per far fronte a un tasso di disoccupazione del 10%. Dall’altra parte, le grandi banche, hanno dichiarato che i loro bilanci, saranno colpiti per la diminuzione della richiesta dei mutui e crediti al consumo.

Aspettando ancora la bolla delle carte di credito.

altapatagonia

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 21:18

scusate ma visto ciò che avete scritto sul fotovoltaico, il no del governo avrebbe quindi senso .
“Ieri (30 luglio)il Senato ha infatti approvato la mozione proposta dal Pdl e firmata tra gli altri da D’Alì, Gasparri, Dell’Utri, Nania e Orsi che condanna senza mezzi termini il solare termodinamico o a concentrazione, bollandolo come tecnologia costosa, poco utile e addirittura non «compiutamente ecologica» e mettendo a rischio i finanziamenti al suo sviluppo”

link
http://www.stampalibera.com/?p=4679

saluti a tutti
altapata

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 21:53

Per Altapatagonia #87 il solare termodinamico non è il fotovoltaico ma il solare termico (infrarosso + effetto serra) che dovrebbe produrre vapore per le turbine, per maggiori informazioni bisognerebbe chiede a Rubbia (il nobel), forse non è simpatico ai politici italiani hehehe.

Chissa cosa dice Rubbia del nucleare……ma forse è un inesperto nel settore e quindi è meglio che non si esprima.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 20 agosto 2009 at 23:01

ehi SD, volevi capire che ne pensa Rubbia sul nucleare? leggi qua.
Nucleare, lite tra Rubbia e Veronesi
Il fisico: si occupi di oncologia. Il medico: non mi scontro con lui

ROMA—Umberto Veronesi, diventato paladino del nucleare, non piace al Nobel Carlo Rubbia che lo zittisce pubblicamente: «Veronesi si occupi di oncologia, dove riesce benissimo, lasciando il nucleare a chi ne ha competenza». Un botta a risposta a distanza. Lo scontro fra l’oncologo, neo senatore Pd, e il premio Nobel per la Fisica si è consumato fra un convegno e l’altro, dopo l’annuncio del ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, di voler procedere alla costruzione di nuove centrali nucleari entro cinque anni. Veronesi aveva esultato, dichiarando quello che ormai ripete da tempo: «Il nucleare è una scelta inevitabile e sicura, per tutto ilmondo e per l’Italia in particolare».

Ma Rubbia, da anni impegnato a progettare una nuova generazione di centrali solari a concentrazione, non ha gradito: «Rispetto Veronesi come uomo e come scienziato, ma lasci il nucleare a chi ha passato anni a studiarlo». Veronesi non replica. Preferisce non alimentare una polemica fra big della ricerca scientifica. Lui, per l’esattezza, il nucleare ha tentato di rilanciarlo già un anno prima di Scajola. L’anno scorso, il 29 maggio, presentando con Marco Tronchetti Provera la «Conferenza mondiale sul futuro della scienza» di Venezia (dedicata all’energia), ha lanciato l’idea della costruzione in Italia di dieci centrali Epr (come quelle in costruzione in Francia e Finlandia) entro dieci anni. Rubbia invece pensa che questo nucleare, parente stretto della bomba atomica, sia da sostituire con uno più efficiente e sicuro, per esempio la fissione col torio. Nel frattempo? «Solare a go go».

Ma c’è, tra i competenti, chi scende in campo in difesa di Veronesi. L’ingegner Paolo Fornaciari, uno dei padri del «Progetto Unificato» Enel su cui si basava la filiera nucleare italiana degli Anni 80 sbotta: «Rubbia? Ma se non ha mai progettato nemmeno un chiodo di una centrale nucleare. Lui è un fisico delle particelle, di centrali nucleari non se ne intende affatto». E non perde l’occasione per presentare un suo progetto: «Ricostruire subito con 300 milioni di euro quelle parti di Caorso e Trino smantellate a caro prezzo da Bersani e fare ripartire queste due centrali entro appena dieci mesi!». Per il fisico Fabio Pistella, per anni direttore generale dell’Enea, oggi presidente del Centro informatico della pubblica amministrazione, Rubbia è troppo schematico: «Il nucleare è una terra di confine. E il cittadino si aspetta un contributo sia da Rubbia sia da Veronesi. Il primo è competente sui fenomeni della fissione, il secondo sulle conseguenze. Per valutare i pericoli della diffusione dei radionuclidi nell’ambiente, devo ascoltare Veronesi».

Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, spezza mezza lancia a favore del premio Nobel: «Sono d’accordo con Rubbia quando dice che devono pronunciarsi gli esperti; ma a rigore di termini nemmeno lui è un ingegnere nucleare. Per conto mio sono favorevole al ritorno delle centrali che però arriveranno fra dieci anni». Infine, il presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare Roberto Petronzio: «Polemica sterile. Per formarsi un’opinione corretta, valutare opportunità e rischi, è utile ascoltare tutti gli esperti con formazione scientifica». Rubbia vale Veronesi.

Franco Foresta Martin
26 maggio 2008

senti crisalide, perchè non vai a cagare? è l’unico posto dove può andare un avaro egoista come te.
DORF

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 00:52

X Crisalide
Io non ho esperienza ma complimenti al tuo amico perche’ sento che l’eolico e’ un buon investimento.Lo stato aiuta dando prestiti agevolati se e’ si trovando un posto con correnti di vento e mettendosi in accordo con il comune dove c’e’ il sito si potrebbe creare una cooperativa di soci che apportano capitali iniziali con soci ingenieri specializzati nel settore.Prova a domandare al tuo amico se e’ possibile.Grazie e un saluto da Rich.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 01:15

X Dorf ,io guardo con interesse i tuoi post e articoli vari in quanto mi rendono piu’ informato pero’ modera il tono con crisalide anche lei contribuiisce con idee interessanti.Ciao Silvano

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 05:56

beh anche Crisalide non ci va leggero con le parole…

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 09:32

Si ammetto ci vado pesante…
ma le bugie gridate a verità mi imbiestialiscono.

Sorry.

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 09:36

Cara DORF…

E’ una regola di bon ton di non scopiazzare testi lunghissimi sui blog.

Pensa solo a chi legge il blog dai dispositivi mobile (smartphone , iphone ecc ecc)

I tuoi post (ma che non sono tuoi, perche di tuo non sai nemmenoi scrivere) appesantiscono il blog e lo rendono di difficile lettura.
Anche io mi trovo malissimo a causa dei tuoi stramaledetti lunghissimi post …

Metti il link porko kane, e riassumi il testo (se ci riesci, ma non credo)

QUINDI… chi è l’egoista?

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 09:39

Rich, si lo stato finanzia leggermente questo settore, molto meno del solare, ma questo è un vero investimento, dove c’è vento
(che non deve essere nemmeno troppo forte, esempio Trieste allo stato attuale dell’eolico non è sfruttabile).

Appena torna gliglo chiedo , ora è partito a fare test di rendimento su un impianto eolico in Val d’Aosta.

Ciao

Crisalide

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 09:44

SD il signoraggio è il minore dei mali… anche perchè gli incassi da signoraggio ritornano nel circuito economico.

Molto peggio è il controllo dei tassi di interesse manipolato centralmente.

Il signoraggio è molto molto basso, non è quel 99% a banconota che dicono…

Se proprio volete trovare cause alla crisi (e sono tantissime) studiatevi l’economia, ma per piacere lasciate stare il signoraggio, io penso che ci sia qualche volonta politica per metterci contro le banche, qualche colpo di stato, altrimenti non si spiega.

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 21 agosto 2009 at 09:48

Altapatagonia il SOLARE TERMODINAMICO ha un suo senso…

forse costa molto perchè in pochi ci lavorano, ma ha rendimenti buoni….molto piu del fotovoltaico.

Evidentemente i politici, finanziano i soliti amichetti.

E’ in questo modo che l’economia prima o poi salta, soldi dirottati in settori non EFFICIENTI.

L’economia tende all’efficienza, la politica ormai tende all’inefficienza.

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 01:26

X Crisalide,ben detto quanto sopra,ascolta io mi assento fino al 15.09.09,al mio rientro ci sentiamo.Ciao Rich

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 10:21

INFLAZIONE
“…la teoria monetaria sembra aver dato infatti gli strumenti per controllare l’inflazione attraverso il controllo dell’offerta di moneta, essi (i governi) temono però la realizzazione delle previsioni della teoria monetaria e cioè che aumenti dell’offerta di moneta stimolino non solo una rapida inflazione, ma successivamente anche la disoccupazione” (per calo del reddito reale e quindi dei consumi )
Arnold Heertje -Elementi di economia politica

se a quanto sopra aggiungiamo i salvataggi, gli stimoli fiscali e le rotative delle banche centrali, la strategia di rientro sarà piuttosto difficile dovendo manovrare fra scilla (ricaduta in recessione) e cariddi (inflazione)

ps. dal 1926 al 1935 secondo i dati ufficiali la lira si è rivalutata del 50%, quella sì che era deflazione.

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 10:27

nb. lira rivalutata nel senso di aumento di potere d’acquisto

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2009 at 13:36

Ciao Rich buone ferie..

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 16 settembre 2009 at 02:44

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